Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
L'edizione di quest'anno del festival di Sanremo è stata osannata da tutti per il grandissimo numero degli ascolti rilevati dall'Auditel.
Non c'è dubbio che questi dati siano importanti e che abbiano rilevato come in qualche modo il festival della canzone italiana stia ritornando a parlare a un grande pubblico, a quanto pare fatto anche di moltissimi giovani.
Ma il meccanismo dell'Auditel, lo sappiamo, rischia di diventare un'arma a doppio taglio e, di fatto, per questa edizione del festival si è rivelato come uno strumento diabolico.
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: a vincere è stato l'ennesimo prodotto in provetta di Xfactor. Dai talent Show a Sanremo il passo è stato veramente corto e, come l'anno scorso, si è trovato a vincere il festival un personaggio tanto banale quanto la canzone che ha portato. Un personaggio scialbo, un ragazzino senza talento che probabilmente percorreva una strada molto, molto breve.
Senza contare il secondo posto che, come sappiamo, tra le aspre critiche le contestazioni addirittura dell'orchestra, è andato al principe Emanuele Filiberto. Su di lui è stata costruita una canzone nazionalpopolare e soprattutto è stato costruito un meccanismo pubblicitario che, non c'è dubbio ha portato da questo punto di vista effetti positivi.
L'Auditel ha vinto, mi ascolti anche, ma a perdere, è se ne sono resi conto tutti è stata veramente la canzone. Il festival degli ascolti record è paradossalmente diventato il festival peggiore della canzone italiana. Se vogliamo vedere in questa situazione un lato positivo è che d'ora in poi il meccanismo del televoto, che ha portato a questa disfatta di Caporetto della canzone italiana sarà definitivamente cancellato e forse si troveranno finalmente dei buoni meccanismi che valorizzano le canzoni: due su tutti una selezione limpida e l'accurata delle canzoni che vengono presentate (finalmente sganciata dalla logica dello spettacolo), e un meccanismo di gara che valorizzi come è dovuto l'aspetto artistico della canzone.
Detto questo, possiamo tirare un sospiro di sollievo perché anche quest'anno il carrozzone del festival è passato, possiamo dedicarci finalmente ad altro.
C'è un cosa di cui parlare a proposito d Sanremo, la citazione di Cristicchi nella sua canzone di una frase pronunciata da Papa Giovanni Paolo II° (si sbaglio mi corriggerete)... Cosa significa detto in quel contesto, perchè si è permesso di dire ciò, se l'avesse detto il principe E.Filiberto cosa sarebbe successo, cosa ne pensate? Dai giustifichiamolo un po'.....VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA, cristicchi ma chi sei?? tagliati i capelli e vai a lavorare, PRESUNTUOSO!!!!!
Detto questo, possiamo tirare un sospiro di sollievo perché anche quest'anno il carrozzone del festival è passato, possiamo dedicarci finalmente ad altro.
Ben detto Don Paolo. Ed è di conforto che non risulta avere attrattiva il tema San Remo, guardando i commenti che non ci sono.. :-)
Anzi, suggerisco, ormai il prossimo anno, prenda appunto,
di non farci nemmeno un post sul carrozzone e di occuparsi di altro direttamente, eheh.
Ogni bene,
Alieno
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 18:08
Alieno
Sulla presunzione non ho dubbi.
Ma è congenita ideologicamente da quella parte, la spocchia e la presunzione di superiorità morale, dunque non ci vedo nulla di nuovo sotto il sole (dell'avvenire?).
Così come non è un caso trovarlo reclutato ovunque dove ci si potrebbe aspettare,
vedi per dirne una qui nella stringa (aggiungere www):
cristipdgussago.blogspot.com/2010/02/meno-male-cristicchi.htmlcchi.htmlEd ecco che anche quell'allusione sarcastica, si comprende come parte organica di un progetto più ampio che sempre più visibilmente, è contro Chiesa e Papa (Bonino, Bresso... non è che bisogna esser dei geni in ogni caso eh).Buone cose.A.