blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Papa e pedofilia: azioni chiare e dure per lo scandalo irlandese.

Martedì 16 Febbraio 2010, 16:44 in Cronaca di

In questi giorni Benedetto XVI ha incontrato i presuli irlandesi per intervenire, con decisione e chiarezza, contro lo scandalo della pedofilia.

Già in altri posto, abbiamo detto come non si possa dire (ovviamente se intellettualmente onesti) che la Chiesa non stia facendo tutto il possibile per contrastare questo fenomeno, ed anche per colpire e punire chi nella Chiesa si è macchiato, anche molto in passato, di questi terribili crimini.

Neppure Repubblica, che spesso ci va giù pesante, ha potuto non accorgersi della concretezza e della determinazione con cui la Santa Sede sta affrontando questo fenomeno. Vi riportiamo l'articolo di Repubblica.

"La pedofilia è un crimine odioso e un peccato contro la dignità umana". Benedetto XVI prende di petto la questione durante il summit con i vescovi irlandesi che si è concluso oggi in Vaticano. Tre sessioni: due ieri e una oggi con i 24 prelati dell'isola britannica, il Papa e il cardinale Tarcisio Bertone. La conclusione, questa volta, sembra avere importanti effetti pratici: la Chiesa irlandese si è infatti impegnata a collaborare subito con le autorità giudiziarie per fare piena luce sullo scandalo degli abusi sessuali su minori che  dal 1975 al 2004 sono stati perpetrati nella diocesi di Dublino.

Nel suo intervento di apertura Benedetto XVI ha chiesto alla Chiesa irlandese di agire "in fretta", con "determinazione", "onestà e coraggio" per uscire dalla presente crisi, e "ha espresso la speranza che il presente incontro aiuti ad unire i vescovi dell'Irlanda e li renda capaci di parlare con una voce sola nell'identificare i passi concreti tesi a portare sollievo a coloro che sono stati abusati, incoraggiando un rinnovo della fede in Cristo e recuperando la credibilità morale e spirituale della Chiesa". Il Pontefice ha inoltre lanciato ai vescovi irlandesi un forte appello all'unità.

Il Papa "ha sottolineato la necessità di una più profonda riflessione sull'intera questione" dei preti pedofili, "e ha fatto appello a una maggiore preparazione umana, spirituale, accademica e pastorale sia per i candidati al sacerdozio e alla vita religiosa che per coloro che sono già stati ordinati e professati".

Tuttavia molti preti e alcuni vescovi hanno criticato la 'linea dura' adottata dall'arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin, nei confronti dei responsabili degli abusi e di chi li aveva protetti. Uno dei vescovi accusati dal Rapporto Murphy, monsignor Drennan, ha resistito finora agli appelli delle vittime perché si dimettesse ed era presente a Roma in questi giorni.

Oltre ad affrontare lo specifico tema dei preti pedofili irlandesi, Benedetto XVI ha "puntato l'attenzione sulla più generale crisi della fede e l'ha messa in relazione con la mancanza di rispetto per la persona umana e su come l'indebolimento della fede è stato un fattore che ha significativamente contribuito al fenomeno del'abuso sessuale sui minori".

Un comunicato del Vaticano riassume il senso dell'incontro sottolineando che papa Ratzinger ha incoraggiato la Chiesa irlandese  "ad un rinnovamento nella fede e a ritrovare la sua credibilità spirituale e morale".

7
7 commenti
7
19 Feb 2010
alle 10:15

mary wallace

Nel maggio del 2001, il Cardinal Joseph Ratzinger, attuale Papa Benedetto XVI, inviò una lettera confidenziale a tutti i vescovi cattolici per proteggere la Chiesa nascondendo gli abusi sessuali sui bambini. Tali abusi dovevano rimanere segreti fino a 10 anni dopo che le vittime avessero raggiunto l’età adulta. Chi avesse violato il segreto sarebbe stato punito anche con la scomunica.

Qui in Piemonte c'è il detto popolare che parle di quelli di San Damiano, che "tiranno la pietra e nascondano la mano". Pensavo fosse tedesco Il Papà.

 Mary Wallace

6
17 Feb 2010
alle 23:29

Alieno

Ora basta, deferiremo i colpevoli»

DA ROMA SALVATORE MAZZA

Dalla parte delle vittime. «Sen­za esitazioni».
E l’assicura­zione che i colpevoli «saran­no deferiti alla giustizia ordinaria». I vescovi irlandesi vogliono fortissi­mamente voltare pagina, e chiudere come nella maniera più giusta il ca­pitolo nero degli a­busi sessuali com­piuti da alcuni espo­nenti del loro clero. Pronti «all’umilia­zione per quanto è successo» e a «testi­moniare con la vita la fede che procla­miamo »; ma confor­tati, in questo, dal­l’incoraggiamento del Papa «a rin­novare la nostra fede, a continuare la nostra missione».
In un’affollatissima conferenza stam­pa presso la Radio Vaticana , è stato ieri pomeriggio il cardinale Sean Brady, arcivescovo di Armagh e pri­mate d’Irlanda, a sintetizzare l’in­contro di due giorni tenutosi in Vati­cano tra Benedetto XVI, i vescovi ir- landesi e alcuni cardinali della Curia romana, con al centro la questione degli abusi. «Un meeting franco e a­perto – lo ha definito il porporato – nel corso del quale ogni vescovo ha parlato con onestà, ha espresso lo choc e la rabbia per quanto accadu­to, e ha ricevuto un forte incoraggia­mento dal Papa e dai cardinali di cu­ria a gestire questa difficile situazione, approfondendo il dialogo con le vitti­me, sostenendole, e impegnandosi nel rinnovamento spiri­tuale che è la miglio­re difesa della di­gnità della persona umana». A due mesi dall’analogo incontro svoltosi lo scorso dicembre, questo nuovo sum­mit «al quale il Pontefice ci ha invi­tato », ha precisato Brady, aveva come scopo specifico «non l’indicazione di misure concrete», bensì di «offrire al Papa alcuni suggerimenti per aiutar­lo nel tocco finale della sua immi­nente Lettera pastorale».
Le molte domande poste al primate e ai quattro vescovi che l’accompa­gnavano sono state tutte centrate sui provvedimenti che la Chiesa pren­derà verso i responsabili diretti, ver­so quei vescovi che hanno minimiz­zato o addirittura coperto quanto due rapporti governativi, entrambi dello scorso anno, hanno denuncia­to nel dettaglio e nella loro cruda contabilità, e quali iniziative verran­no poste in essere per le vittime det­taglio. Brady, riguardo al primo pun­to punto, ha assicurato che la sua Chiesa «intende collaborare stretta­mente con le autorità giudiziarie. O­gni cittadino è soggetto alle legge del suo Paese: per questo tutti i colpe­voli saranno deferiti alla giustizia or­dinaria, senza eccezioni».
Riguardo alle vittime, esse «riman­gono – ha aggiunto – la nostra prio­rità e hanno l’ultima parola. Noi non pretendiamo nulla. Per riguadagna­re la nostra credibilità dobbiamo es­sere pronti all’umiliazione e a testi­moniare con la vita la fede che pro­clamiamo ». E a proposito di un in­contro tra esse e Benedetto XVI, in­contro che l’opinione pubblica ri­chiede a gran voce, ha spiegato che «è molto probabile che ci sarà, an­che se non si può dire quando». Il Pa­pa d’altra parte, ha osservato richia­mando i precedenti incontri con le vittime di analoghi casi in Australia e negli Stati Uniti, s’è dimostrato «sempre molto sensibile» a tali ri­chieste; e l’invito a visitare l’Irlanda «gli è stato rivolto molti mesi fa». «Meritiamo e accettiamo la rabbia delle vittime e dei loro familiari – ha sostenuto sempre al riguardo il ve­scovo di Ferris, monsignor Dennis Brennan – Spesso abbiamo gestito male questa vicenda, ma ora l’inco­raggiamento del Papa è per noi mo­tivo di grande consolazione». E mon­signor Michael Smith, vescovo di Meath, ha detto che nelle diocesi son attivi centri d’ascolto e «centinaia di persone sono impegnate nella pro­tezione dei bambini e per impedire il ripetersi degli abusi».
Quanto infi­ne alle pos­sibili dimis­sioni dei ve­scovi coin­volti, Brady ha sottoli­neato che la questione non è di competen­za della Chiesa ir­landese ma della Santa Sede con la quale «la col­laborazione è ancora più stretta». In ogni caso, finora con una sola ecce­zione, gli interessati si sono già detti pronti a presentarle. «La nostra unità non è mai stata così profonda; in questi due giorni abbiamo vissuto quasi un mini Sinodo», ha concluso Brady a sottolineare lo spirito in cui s’è svolto l’incontro, per il quale, ha aggiunto monsignor Joseph Duffy, vescovo di Clogher, «ci siamo prepa­rati molto seriamente a questo in­contro e nel Papa abbiamo trovato una grande apertura. È un meravi­glioso ascoltatore e risponde ad ogni domanda gli venga posta». «Venia­mo da una cultura dei segreti – ha ammesso Duffy – ora dobbiamo im­parare la condivisione nello spirito non solo dell’unità ma anche della verità e dell’umiltà».

© Copyright Avvenire, 17 febbraio 2010

-------

Mai visto prima nulla del genere, non ho memoria di altri prima tra i predecessori.

Grande Papa questo, Dio lo conservi a lungo tra noi,

è una fonte di luce e di speranza continua!

A.

 

5
16 Feb 2010
alle 22:31

Alieno

La traduzione non è "perfetta" ed è a cura della Vatican Information Service (Vis).

4
16 Feb 2010
alle 21:55

Alieno

La traduzione non è "perfetta" ed è a cura della Vatican Information Service (Vis).

3
16 Feb 2010
alle 21:54

Alieno

INCONTRO CON VESCOVI CONFERENZA EPISCOPALE IRLANDESE

L'incontro del Papa con i vescovi irlandesi


Nuova credibilità morale dopo lo scandalo degli abusi

Ecco una nostra traduzione italiana del comunicato.

Il 15 e il 16 febbraio 2010, il Santo Padre ha incontrato i vescovi irlandesi e membri di alto rango della Curia Romana per discutere della grave situazione emersa nella Chiesa in Irlanda. Insieme hanno esaminato il fallimento, per anni, delle autorità ecclesiastiche irlandesi nell'agire efficacemente riguardo casi che coinvolgono l'abuso sessuale di giovani perpetrato da alcuni sacerdoti e religiosi irlandesi. Tutti i presenti hanno riconosciuto che questa grave crisi ha portato a un crollo della fiducia nella guida della Chiesa e ha danneggiato la sua testimonianza del Vangelo e il suo insegnamento morale.
L'incontro si è svolto in uno spirito di preghiera e di fraternità collegiale e questa atmosfera franca e aperta ha fornito guida e sostegno ai vescovi nei loro sforzi volti ad affrontare la situazione nelle rispettive diocesi.
La mattina del 15 febbraio, dopo una breve introduzione del Santo Padre, ogni vescovo irlandese ha esposto le proprie osservazioni e i propri suggerimenti. I vescovi hanno parlato con sincerità del senso di dolore e di rabbia, di tradimento, di scandalo e di vergogna espresso loro in numerose occasioni da quanti hanno subito abusi. Un senso simile di oltraggio è stato espresso, a questo proposito, da laici, sacerdoti e religiosi.
Parimenti, i vescovi hanno descritto il sostegno che attualmente viene offerto da migliaia di volontari laici formati e impegnati a livello parrocchiale per garantire la sicurezza dei bambini in tutte le attività ecclesiali, e hanno sottolineato che, sebbene non vi siano dubbi sul fatto che al centro della crisi vi siano errori di valutazione e omissioni, ora sono state prese importanti misure per garantire la sicurezza dei bambini e dei giovani. Hanno anche evidenziato il proprio impegno a cooperare con le autorità competenti in Irlanda, nel Nord e nel Sud, e con il National Board for Safeguarding Children della Chiesa cattolica in Irlanda per garantire che i criteri, le politiche e le procedure della Chiesa rappresentino la miglior pratica in questo settore.

Da parte sua, il Santo Padre ha osservato che l'abuso sessuale sui bambini e sui giovani non è soltanto un crimine odioso, ma è anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana creata a sua immagine. Pur comprendendo che l'attuale, dolorosa situazione non verrà risolta velocemente, ha sfidato i vescovi ad affrontare i problemi del passato con determinazione e decisione e la presente crisi con onestà e coraggio. Ha anche espresso la speranza che l'attuale incontro contribuisca a unire i vescovi e a permettere loro di parlare con una sola voce nell'individuare passi concreti per portare alla guarigione quanti hanno subito abusi, incoraggiando un rinnovamento della fede in Cristo e ripristinando la credibilità spirituale e morale della Chiesa.

Il Santo Padre ha anche fatto riferimento alla più generale crisi della fede che colpisce la Chiesa e l'ha collegata alla mancanza di rispetto per la persona umana e a quanto l'indebolimento della fede abbia contribuito in maniera determinante al fenomeno dell'abuso sessuale di minori. Ha sottolineato la necessità di una riflessione teologica più profonda sull'intera questione e ha esortato a una migliore preparazione pastorale, accademica, spirituale e umana sia dei candidati al sacerdozio e alla vita religiosa sia di quanti sono già ordinati e professi.

I vescovi hanno avuto l'opportunità di esaminare una bozza della Lettera Pastorale del Santo Padre ai cattolici d'Irlanda e di discuterne.
Tenendo in considerazione i commenti dei vescovi irlandesi, il Santo Padre completerà ora la sua Lettera, che verrà pubblicata durante il prossimo tempo di Quaresima.
I dibattiti si sono conclusi nella tarda mattinata di martedì 16 febbraio 2010. Ai vescovi che tornano alle loro diocesi il Santo Padre ha chiesto che questa Quaresima sia un tempo per implorare la misericordia di Dio e i doni di santità e di forza sulla Chiesa in Irlanda.

(©L'Osservatore Romano - 17 febbraio 2010)

2
16 Feb 2010
alle 21:51

Alieno

Dublino, ultima chiamata

Il Papa convoca in Vaticano l’episcopato irlandese per fare luce sui crimini commessi contro l’infanzia. E apre alla giustizia civile


di Vincenzo Faccioli Pintozzi

La Polonia e l'Irlanda sono, da almeno cinquant'anni, i veri bastioni cattolici d'Europa. Messa da parte molto tempo fa la "figlia prediletta" di Santa Romana Chiesa, quella Francia troppo laicista per essere gradita Oltretevere, Varsavia e Dublino si contendono da tempo lo scettro di nazione più fedele ai precetti papali. Con la riunione che si conclude oggi, probabilmente, la Chiesa d'Irlanda vedrà la fine della competizione: troppi, e troppo impuniti, i crimini commessi dal clero locale ai danni dei giovani fedeli per poter pensare a un ripulisti efficace.
Lo sa bene Benedetto XVI, che sempre oggi dovrebbe permettere la pubblicazione della Lettera apostolica annunciata in dicembre fa e diretta al gregge dell'Isola di Smeraldo.
Una Lettera che, con ogni probabilità, metterà in chiaro senza più mezzi termini l'opinione del vescovo di Roma riguardo il tema drammatico degli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti irlandesi sui minori.
Benedetto XVI ha completato nei giorni il testo, che contiene direttive precise e molto severe: sembra quasi certo lo sdoganamento dell'uso della giustizia civile e ordinaria per risolvere quelli che, come ha detto il Papa, sono «crimini orribili». Un colpo durissimo per quell'alone di omertà che ha troppo spesso circondato le curie di tutto il mondo.
«Scosso e addolorato» dai due rapporti ministeriali sugli abusi dei preti in Irlanda e nella diocesi di Dublino, le cui risultanze gli sono state confermate dai vertici dell'episcopato irlandese, il Papa aveva assunto pubblicamente l'11 dicembre scorso impegni precisi verso le vittime: i responsabili pagheranno, aveva assicurato annunciando la Lettera pastorale sulla dolorosa vicenda.
Ad aumentare lo sdegno del Papa è il fatto che i sacerdoti colpevoli (una cinquantina) sono spesso stati semplicemente ammoniti e trasferiti dai loro vescovi. In una nota, il Pontefice aveva espresso ancora una volta «il suo profondo rammarico per le azioni di alcuni membri del clero che avevano tradito la loro solenni promesse a Dio, così come la fiducia in loro riposta da parte delle vittime e delle lo- ro famiglie, e dalla società in generale». Il Santo Padre, si legge ancora in quella nota, «condivide l'oltraggio, il tradimento e la vergogna percepiti da così tanti fedeli in Irlanda, e si è unito a loro nella preghiera in questo momento difficile nella vita della Chiesa».
Nel testo anche l'assicurazione «a tutti gli interessati che la Chiesa continuerà a seguire la grave questione con la massima attenzione, al fine di meglio comprendere come tali vergognosi eventi siano accaduti e il modo migliore per sviluppare strategie efficaci così da evitare il loro ripetersi».
La Santa Sede, del resto, come affermato dalla nota vaticana, «prende molto sul serio le questioni centrali sollevate dalla relazione, ivi comprese le questioni relative alla guida dei responsabili della Chiesa locale che avevano la responsabilità ultima nella cura pastorale dei bambini».
Il comunicato, che il direttore della Sala stampa della Santa Sede padre Federico Lombardi aveva definito «di chiaro stile ratzingeriano», termina con un ultimo invito di Benedetto XVI rivolto «a tutti coloro che hanno dedicato la loro vita nel servizio generoso ai bambini, perché perseverino nelle loro opere buone, a imitazione di Cristo Buon Pastore».
Su questi fondamentali, il Papa ha voluto far poggiare i colloqui con l'episcopato irlandese, convocato in Vaticano per una insolita "due giorni" di lavoro. Le riunioni si sono aperte ieri alle nella sala Bologna del Palazzo apostolico e si concluderanno oggi intorno alle 13.
Oltre ai vescovi irlandesi sono presenti i massimi vertici della segreteria di Stato vaticana e numerosi esponenti dei dicasteri competenti della Curia romana.
Tra questi, il prefetto della Congregazione dei vescovi, cardinale Giovanni Battista Re, il prefetto per la Dottrina della Fede, cardinale William Joseph Levada e monsignor Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi.
In apertura dei lavori, l'affondo è stato affidato al Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che nell'omelia della prima messa con i vescovi ha detto: «L'opera di carità di Dio, della sua infinita misericordia, può colmare l'abisso più, ma questo può succedere purché il peccatore riconosca la propria colpa in piena verità».
Un invito a riconoscere i crimini e a pentirsi accolto in parte dal portavoce degli irlandesi, mons. Joseph Duffy. Il vescovo di Clogher, parlando a nome dei suoi confratelli, ha detto al Papa: « Ammetto con molta franchezza quello che tutti sanno. Sono episodi che hanno inferto alla Chiesa ferite profonde, mettendola in una situazione molto seria.
Un grave danno all'autorità della Chiesa e alla fedeltà al Vangelo di Gesù Cristo». Se non si prendono provvedimenti adeguati, aveva detto il Pontefice nel 2006 proprio ai vescovi irlandesi, «il pregevole lavoro e l'abnegazione della grande maggioranza dei sacerdoti e religiosi d'Irlanda finiranno con l'essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni dei loro fratelli».
Papa Ratzinger aveva chiesto in particolare ai presuli di «stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo».
E di «assicurarsi che i principi di giustizia siano pienamente rispettati, indennizzando tutti coloro che sono stati colpiti da questo grave crimine. Solo in questo modo la Chiesa in Irlanda potrà crescere più forte ed essere ancora più capace di dare testimonianza della forza redentrice della croce di Cristo». Ma nelle scorse settimane il Pontefice ha dovuto constatare purtroppo come tutto questo sia rimasto in gran parte lettera morta.
In altre realtà invece - soprattutto negli Stati Uniti, dove il Papa nel 2008 ha compiuto un memorabile viaggio - sta pagando la linea della "tolleranza zero" individuata da Ratzinger quando ancora era prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede per sconfiggere il triste fenomeno dei preti pedofili. Un fenomeno emerso per la prima volta negli Stati Uniti: il vertice dei vescovi americani, riuniti a Roma da Giovanni Paolo II, vennero accolti dall'allora prefetto per la Dottrina della Fede con un nuovo documento, il "De Delictis Gravioribus", che definiva le linee guida del motu proprio con cui Giovanni Paolo II rafforzò l'ex Sant'Uffizio nel giudicare i casi di violenze e molestie.
Dalla pubblicazione delle nuove norme (2001), nel mondo i nuovi delitti sono stati molto di meno rispetto agli anni precedenti, come dimostra uno studio del "John Jay College", che rileva il «declino notevolissimo dei casi denunciati a partire dai primi anni 2000.
L'opinione pubblica non se ne è accorta perché continuano a far notizia i processi in corso». Su questo terreno il Papa tedesco è molto severo ed esigente, più del suo predecessore Giovanni Paolo II, tanto che non ha esitato a calare la scure anche su potenti uomini di Chiesa fin qui ritenuti intoccabili, compreso il vescovo John Magee, 73 anni, che in Vaticano era stato era stato segretario privato di tre papi: Paolo VI; Giovanni Paolo I e Giovanni Polo II ed ora a capo della diocesi di Cloyne (Irlanda).
Questi avrebbe infatti omesso di prendere provvedimenti nei confronti di due sacerdoti della sua diocesi, accusati di violenze sessuali su minori: Benedetto XVI ha già scelto il sostituto, nella persona dell'arcivescovo Dermot Clifford. Tutto questo dimostra come il Papa non intenda più giustificare nè coprire coloro che si coprono del peggiore fra i delitti, quello contro l'infanzia. E che non ha paura di lavare i panni in piazza, come dimostrano gli appelli e le condanne pronunciati più volte in pubblico e, come sembra, ancora più severamente in privato con i responsabili.
Quello che è certo è che la "questione irlandese" è destinata a rimanere negli annali della dottrina della fede e probabilmente della giurisprudenza vaticana. In ballo c'è la credibilità dell'istituzione e del mondo che le ruota intorno, un mondo che non può permettersi macchie di questa gravità sulla veste.

© Copyright Liberal, 16 febbraio 2010 consultabile online

vvv.liberal.it/media/325734/16_02_liberal_10.pdf

e vvv.liberal.it/media/325738/16_02_liberal_11.pdf

1
16 Feb 2010
alle 20:03

civis romanus sum

Penitenza durante la Quaresima ,,, ma nessun rimborso in denaro e opere o appelli al ricorso alla denuncia alla giustizia umana e alla conseguente galera per i preti pedofili che hanno imperversato per decenni in Irlanda.

Fare penitenza e riconoscere di essere in errore, è un bel passo comunque per seppellire l'arroganza e la pretesa di essere infallibile e possessore dell'unica verità per il papa .

Facciamone tesoro allora noi persone civili, che da questi individui è arduo tirar fuori qualcosa in più, e ricordiamolo spesso in futuro quando ci verranno ancora a dire in palese impostura di essere delegati da una divinità a portare il bene e a testimoniare la verità.  

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere