Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Oggi è apparso sul quotidiano cattolico Avvenire, una interessantissima intervista del giornalista Gianni Cardinale, a "PM" del Vaticano, Monsignor Charles J. Scicluna che è il «promotore di giustizia» della Congregazione per la Dottrina della fede.
L'articolo è veramente importante e chiaisce moltissimi dei punti che spesso (perchè credo sia mia dovere farlo) sono stati trattati su questo blog.
Spero di non fare torno a nessuno riportando l'intervista.
Monsignore, lei ha la fama di essere un "duro", eppure la Chiesa cattolica viene sistematicamente accusata di essere accomodante nei confronti dei cosiddetti "preti pedofili".
Può essere che in passato, forse anche per un malinteso senso di difesa del buon nome dell’istituzione, alcuni vescovi, nella prassi, siano stati troppo indulgenti verso questi tristissimi fenomeni. Nella prassi dico, perché sul piano dei principi la condanna per questa tipologia di delitti è stata sempre ferma e inequivocabile. Per rimanere al secolo scorso basta ricordare l’ormai celebre istruzione Crimen Sollicitationis del 1922…
Ma non era del 1962?
No, la prima edizione risale al pontificato di Pio XI. Poi con il beato Giovanni XXIII il Sant’Uffizio ne curò una nuova edizione per i Padri conciliari, ma ne vennero fatte solo duemila copie e non bastarono per la distribuzione che fu rinviata sine die. Si trattava comunque di norme procedurali da seguire nei casi di sollecitazione in confessione e di altri delitti più gravi a sfondo sessuale come l’abuso sessuale di minori …
Norme che raccomandavano però il segreto…
Una cattiva traduzione in inglese di questo testo ha fatto pensare che la Santa Sede imponesse il segreto per occultare i fatti. Ma non era così. Il segreto istruttorio serviva per proteggere la buona fama di tutte le persone coinvolte, prima di tutto le stesse vittime, e poi i chierici accusati, che hanno diritto – come chiunque – alla presunzione di innocenza fino a prova contraria. Alla Chiesa non piace la giustizia spettacolo. La normativa sugli abusi sessuali non è stata mai intesa come divieto di denuncia alle autorità civili.
Quel documento però viene periodicamente rievocato per accusare l’attuale Pontefice di essere stato – in qualità di prefetto dell’ex Sant’Uffizio – il responsabile oggettivo di una politica di occultamento dei fatti da parte della Santa Sede…
Si tratta di un’accusa falsa e calunniosa. A questo proposito mi permetto di segnalare alcuni fatti. Tra il 1975 e il 1985 mi risulta che nessuna segnalazione di casi di pedofilia da parte di chierici sia arrivata all’attenzione della nostra Congregazione. Comunque dopo la promulgazione del Codice di diritto canonico del 1983 c’è stato un periodo di incertezza sull’elenco dei delicta graviora riservati alla competenza di questo dicastero. Solo col motu proprio del 2001 il delitto di pedofilia è ritornato alla nostra competenza esclusiva. E da quel momento il cardinale Ratzinger ha mostrato saggezza e fermezza nel gestire questi casi. Di più. Ha mostrato anche grande coraggio nell’affrontare alcuni casi molto difficili e spinosi, sine acceptione personarum (cioé senza riguardi per nessuno ndr). Quindi accusare l’attuale Pontefice di occultamento è, ripeto, falso e calunnioso.
Nel caso che un sacerdote sia accusato di un delictum gravius, cosa succede?
Se l’accusa è verosimile il vescovo ha l’obbligo di investigare sia l’attendibilità della denuncia che l’oggetto stesso della medesima. E se l’esito di questa indagine previa è attendibile non ha più potere di disporre della materia e deve riferire il caso alla nostra Congregazione, dove viene trattato dall’ufficio disciplinare.
Da chi è composto questo ufficio?
Oltre al sottoscritto, che essendo uno dei superiori del dicastero, si occupa anche di altre questioni, c’è un capo ufficio, padre Pedro Miguel Funes Diaz, sette ecclesiastici ed un penalista laico che seguono queste pratiche. Altri officiali della Congregazione prestano il loro prezioso contributo secondo le esigenze di lingua e di competenza.
Questo ufficio è stato accusato di lavorare poco e con lentezza…
Si tratta di rilievi ingiusti. Nel 2003 e 2004 c’è stata una valanga di casi che ha investito le nostre scrivanie. Molti dei quali venivano dagli Stati Uniti e riguardavano il passato. Negli ultimi anni, grazie a Dio, il fenomeno si è di gran lunga ridotto. E quindi adesso cerchiamo di trattare i casi nuovi in tempo reale.
Quanti ne avete trattato finora?
Complessivamente in questi ultimi nove anni (2001-2010) abbiamo valutato le accuse riguardanti circa tremila casi di sacerdoti diocesani e religiosi che si riferiscono a delitti commessi negli ultimi cinquanta anni.
Quindi di tremila casi di preti pedofili?
Non è corretto dire così. Possiamo dire che grosso modo nel 60% di questi casi si tratta più che altro di atti di efebofilia, cioè dovuti ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso, in un altro 30% di rapporti eterosessuali e nel 10% di atti di vera e propria pedofilia, cioè determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi. I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni. Si tratta sempre di troppi casi – per carità! – ma bisogna riconoscere che il fenomeno non è così esteso come si vorrebbe far credere.
Tremila quindi gli accusati. Quanti i processati e condannati?
Intanto si può dire che un processo vero e proprio, penale o amministrativo, si è svolto nel 20% dei casi e normalmente è stato celebrato nelle diocesi di provenienza – sempre sotto la nostra supervisione – e solo rarissimamente qui a Roma. Facciamo così anche per una maggiore speditezza dell’iter. Nel 60% dei casi poi, soprattutto a motivo dell’età avanzata degli accusati, non c’è stato processo, ma, nei loro confronti, sono stati emanati dei provvedimenti amministrativi e disciplinari, come l’obbligo a non celebrare Messa coi fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera. È bene ribadire che in questi casi, tra i quali ce ne sono alcuni particolarmente eclatanti di cui si sono occupati i media, non si tratta di assoluzioni. Certo non c’è stata una condanna formale, ma se si è obbligati al silenzio e alla preghiera qualche motivo ci sarà…
Da dove vengono questi tremila casi?
Soprattutto dagli Stati Uniti che per gli anni 2003-2004 rappresentavano circa l’80% del totale di casi. Per il 2009 la percentuale statunitense è scesa a circa il 25% dei 223 nuovi casi segnalati da tutto il mondo. Negli ultimi anni (2007-2009), infatti, la media annuale dei casi segnalati alla Congregazione dal mondo è stata proprio di 250 casi. Molti paesi segnalano solo uno o due casi. Cresce quindi la diversità ed il numero dei paesi di provenienza dei casi ma il fenomeno è assai ridotto. Bisogna ricordare infatti che il numero complessivo di sacerdoti diocesani e religiosi nel mondo è di 400mila. Questo dato statistico non corrisponde alla percezione che si crea quando questi casi così tristi occupano le prime pagine dei giornali.
E dall’Italia?
Finora il fenomeno non sembra abbia dimensioni drammatiche, anche se ciò che mi preoccupa è una certa cultura del silenzio che vedo ancora troppo diffusa nella Penisola. La Conferenza episcopale italiana (Cei) offre un ottimo servizio di consulenza tecnico-giuridica per i vescovi che devono trattare questi casi. Noto con grande soddisfazione un impegno sempre maggiore da parte dei vescovi italiani di fare chiarezza sui casi segnalati loro.
Lei diceva che i processi veri e propri riguardano circa il 20% dei circa tremila casi che avete esaminato negli ultimi nove anni. Sono finiti tutti con la condanna degli accusati?
Molti dei processi ormai celebrati sono finiti con una condanna dell’accusato. Ma non sono mancati quelli dove il sacerdote è stato dichiarato innocente o dove le accuse non sono state ritenute sufficientemente provate. In tutti i casi comunque si fa non solo lo studio sulla colpevolezza o meno del chierico accusato, ma anche il discernimento sull’idoneità dello stesso al ministero pubblico.
Un’accusa ricorrente fatta alle gerarchie ecclesiastiche è quella di non denunciare anche alle autorità civili i reati di pedofilia di cui vengono a conoscenza.
In alcuni Paesi di cultura giuridica anglosassone, ma anche in Francia, i vescovi, se vengono a conoscenza di reati commessi dai propri sacerdoti al di fuori del sigillo sacramentale della confessione, sono obbligati a denunciarli all’autorità giudiziaria. Si tratta di un dovere gravoso perché questi vescovi sono costretti a compiere un gesto paragonabile a quello compiuto da un genitore che denuncia un proprio figlio. Ciononostante, la nostra indicazione in questi casi è di rispettare la legge.
E nei casi in cui i vescovi non hanno questo obbligo per legge?
In questi casi noi non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime. Inoltre li invitiamo a dare tutta l’assistenza spirituale, ma non solo spirituale, a queste vittime. In un recente caso riguardante un sacerdote condannato da un tribunale civile italiano, è stata proprio questa Congregazione a suggerire ai denunciatori, che si erano rivolti a noi per un processo canonico, di adire anche alle autorità civili nell’interesse delle vittime e per evitare altri reati.
Un’ultima domanda: è prevista la prescrizione per i delicta graviora?
Lei tocca un punto – a mio avviso – dolente. In passato, cioè prima del 1898, quello della prescrizione dell’azione penale era un istituto estraneo al diritto canonico. E per i delitti più gravi solo con il motu proprio del 2001 è stata introdotta una prescrizione di dieci anni. In base a queste norme nei casi di abuso sessuale il decennio incomincia a decorrere dal giorno in cui il minore compie i diciotto anni.
È sufficiente?
La prassi indica che il termine di dieci anni non è adeguato a questo tipo di casi e sarebbe auspicabile un ritorno al sistema precedente dell’imprescrittibilità dei delicta graviora. Il 7 novembre 2002, comunque, il Servo di Dio Venerabile Giovanni Paolo II ha concesso a questo dicastero la facoltà di derogare dalla prescrizione caso per caso su motivata domanda dei singoli vescovi. E la deroga viene normalmente concessa.
Abusi in Brasile, bufera su 3 sacerdoti.
Aperta un'indagine dopo il video-choc
Facciamo chiarezza. Anche su ciò che sta accadendo mediaticamente.
L'articolo che segue, a firma del Presidente dell'Associazione Culturale docenti cattolici, Alberto Giannino, è molto utile ai cattolici oggi confusi (dai media sicuramente) e che faticano a raccapezzarsi nella lettura del momento attuale.
Confusione che non è casuale, ma voluta, progettualità, strumentalità a proporla quella confusione. Io ho una visione non proprio completamente adesiva, o meglio, più ampia ed estesa, ma già intanto, è utile riflettere su quest'analisi. Non fosse altro perché qui nel blog, così come mediaticamente accade fuori, è la "voce fuori dal coro" a rompere il conformismo odiologico che produce la migliore o più stimolante riflessione proprio per essere prospettiva "insolita" e non trita e ritrita.
Ecco l'articolo:
CHI SONO GLI AVERSARI E I DETRATTORI DI BENDETTO XVI SULLO SCANDALO DEL CLERO PEDOFILO?
03/2010) - Il Papa, fra due giorni, renderà
pubblica la lettera al clero irlandese sulla
pedofilia. Quella patologia psichica che porta
l'uomo ad avere rapporti sessuali con bambini al
di sotto dei 14 anni. Una pratica abominevole, un
crimine esecrabile che grida vendetta davanti a
Dio e davanti agli uomini.
Nessuno nella Chiesa
guidata da Benedetto XVI intende coprire od
occultare simili nefandezze e, tale lettera, oltre
a chiedere scusa alle vittime inviterà i Vescovi e
le Congregazioni religiose preposte, ad
allontanare dalle parrocchie e dalle istituzioni
educative in cui sono presenti quei preti che si
sono macchiati di questo terribile delitto e li
ridurrà allo stato laicale. Basta con i
trasferimenti da una parrocchia all'altra; basta
con i trasferimenti da una Diocesi all'altra.
D'ora innanzi ci sarà rigore e "tolleranza zero".
Troppi scandali e troppi Paesi coinvolti hanno
gettato discredito sulla Chiesa fondata da Cristo,
una istituzione umana e divina, che alcuni suoi
figli con gravissime colpe ne hanno deturpato
l'immagine, l'hanno sfigurata e l'hanno
danneggiata sotto ogni punto di vista.
Ora il
risultato è che laicisti e anticlericali vanno a
nozze con la pedofilia del clero, si accaniscono
con un livore che non ha eguali contro il Sommo
Pontefice, e si armano di pregiudizi e di
intolleranza. No, cari signori, la Chiesa di
Cristo, è "santa e immacolata, senza macchia né
ruga" come dice San Paolo ed è "casta meretrix"
come invece sottolinea efficacemente il vescovo di
Milano Sant'Ambrogio.
Nessuno puo' arrogarsi il
diritto di colpevolizzare tale istituzione per le
colpe di alcuni suoi figli che hanno compiuto
gravissimi crimini. C'è in atto una campagna
giornalistica specialmente nei Paesi protestanti e
sui giornali controllati da editori di origine
ebraica (nessuno si permetta di dire che sono
contro questo popolo!) e non riusciamo a capire le
motivazioni dal momento che crediamo tutti
nell'unico Dio.
Poi c'è la massoneria che ha tutto
l'interesse a colpire la "Chiesa papata" che crede
nell'Architetto dell'Universo (G.A.D.U.), il Dio
dei deisti, il Dio dei filosofi, il Dio di
Aristotele e di Platone, il dio degli illuministi,
che è un Dio comodo che lascia libero l'essere
umano. Ma essi credono prevalentemente in un
generico umanitarismo.
Per i massoni una religione
vale l'altra, e vorrebbero una "Chiesa non papata"
per continuare a fare i loro comodi e le loro
manipolazioni.
Ecco chi c'è dietro a questa
campagna di stampa vergognosa che tra Italia,
Irlanda, Austria, Germania, Usa, e Australia,
nonostante il Papa abbia dimostrato con i fatti di
combattere la pedofilia, essi continuano a montare
casi e ad andare indietro di 60 anni nella storia
della Chiesa per gettare fango su di essa e sul
Pontefice Benedetto XVI che quando era Prefetto
della Congregazione per la Dottrina della fede nel
1983 in qualità di semplice cardinale scrisse un
documento intitolato
"Dichiarazione sulla
massoneria" del 26 novembre 1983 dove c'è scritto
che i fedeli massoni "sono in stato di peccato
grave e non possono accedere alla Santa
Comunione". Per i cristiani solo Gesù Cristo è il
Maestro della Verità non certo i Gran Maestri
delle logge massoniche presenti in grande quantità
in Calabria e in Toscana e Umbria. Purtroppo,
oggi, come ribadisce un altro documento del 1985
della Congregazione guidata dall'allora Prefetto
cardinale Ratzinger la tentazione di aderire alla
Massoneria è tanto più forte, in quanto essa
corrisponde pienamente a certe convinzioni
prevalenti nella mentalità contemporanea.
L'opinione che la verità non possa essere
conosciuta è caratteristica tipica dellanostra
epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale
della sua crisi generale.
Si deve ricordare che la comunità dei «liberi muratori» e le sue
obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente
impegnativo. La rigida disciplina dell'arcano che
vi domina rafforza ulteriormente il peso
dell'interazione di segni e di idee. Questo clima
di segretezza comporta, oltre tutto, per gli
iscritti il rischio di divenire strumento di
strategie ad essi ignote.
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Io non concordo pienamente con l'analisi di Giannino. Sopratutto sulla questione delle lobby ebraiche che sarebbe ingiusto rappresentare in modo monolitico (solo in Italia, abbiamo la rappresentazione di ebrei capaci di tenere il filo all'antisemitismo vestito da anti-sionismo più sfacciato per dire) e direi che invece sia interessante davvero la riflessione (quella sì da me condivisa pienamente) sugli intrecci tra massoneria e i grandi strumenti di cui si servì con efficacia (Garibaldi era massone, Mazzini era massone, Carl Marx era massone..), ma non sempre si sviluppano organicismi perfetti, spesso sono sinergie che si sviluppano in un contesto storico particolare, scoprendosi reciprocamente utili per affinità nel "comune" nemico: Cristo, Dio, i cristiani, la Chiesa cattolica.
Anche le conflittualità "insanabili" possono essere accantonate (cioé rimandate) in subordine al comune odio: un marxista-comunista può benissimo trovarsi temporaneamente e reciprocamente utile ad un fanatico islamico (intorno agli anni '70-'80 si intrecciarono più volte in "collaborazioni" strategiche tanto il terrorismo comunista che quello islamico palestinese ed altre organizzazioni presumibilmente, come l'Eta), esattamente come durante il nazismo , l'Islam era tutto trepidante in ammirazione di Hitler riconoscendone il formidabile potenziale di raggiungere un obbiettivo molto coranico: l'eliminazione degli ebrei. Piuttosto, fu Hitler a non fidarsi troppo degli islamici, a non ricambiare abbastanza le lusinghe e le grandi dimostrazione di apprezzamento e di ammirazione dell'Islam (il che la dice lunga).
Così oggi: gli interessi del relativismo, coinvolgono funzionalmente molte forze in gioco, diverse tra loro ed anche, in altro contesto, del tutto incompatibili (le istanze laiciste comunistoidi e marxiste, per esempio, non potrebbero mai convivere tanto con il relativismo in sé, che con l'Islam correttamente osservato). Ma l'odiologia è capace di creare coesioni strumentali. In questo caso, l'odio per Dio, per Cristo, la Chiesa ed i cristiani, può incontrare anche la progettualità di parte dello stesso clero cattolico (non emerge benissimo dall'articolo questo punto), che ha un'idea di Dio relativizzabile, piegabile a sociologie ed ideologie per le quali si simpatizza, ma sopratutto in funzione di una pessima disposizione verso la struttura stessa della Chiesa, in odio e disprezzo (anche spesso sfacciatamente ingrato) alla sua storia e tradizione (solo "muffa" insomma, se va bene).
Praticamente la Chiesa dovendo secondo loro, diventare una sorta di centrosociale o giù di lì: tanta sociologia, attività sindacal-ambientalista-social-ideologico-politica e poca o nulla teologia, la Bibbia è per costoro, un fardello come la maggior parte dei protagonisti più testimoniali e noti della storia cristiana.
Questi soggetti che operano da anni ormai, uno scisma subdolo di fatto, non ufficiale all'interno della Chiesa, sono riconoscibili per il puntuale riconoscersi nell'anti-semitismo e, ecco questo sì, d'accordo con le lobby ebraiche che sono i primi a essere anti-sionisti ed a parlar male degli ebrei stessi, boicottando la loro storia.
E sono infatti, queste due parti della comunità ebraica e clericale cattolica, non solo affini, ma spaventatissimi per esempio, dall'idea del dialogo che Benedetto XVI porta avanti con Israele e gli ebrei. E dunque lo boicottano volentieri, ciascuno facendo la sua parte, fuori e dentro la Chiesa, per impedirlo o rallentarlo, perché sia perdurante (anche oltre il necessario ed il ragionevole intendo) il clima di ostilità, sospetto e pregiudizio.
L'abbiamo visto di recente, che tanto nella Chiesa Cattolica che tra le comunità ebraiche, non si hanno due monoliti contrapposti, ma almeno, per sintetizzare, 4 rappresentazioni: due nella Chiesa, due anche nella comunità ebraica.
Il boicottaggio tentato (ma anche il non sostegno, i silenzi, la minimizzazione di quell'appuntamento, inspecie all'interno della Chiesa cattolica), dovrebbero fare allargare gli orizzonti al presidente dei docenti cattolici Giannino: la faccenda è un po' più complessa di quanto abbia scritto (ma forse anche per sintetizzare suppongo).
A.
Enrico 35: mi spiace ed hai doppiamente ragione.
La traduzione fa orrore, i programmi automatici di traduzione sono quello che sono e non fanno miracoli, purtroppo.
Ed io faccio orrore se si guarda alle capacità di sintesi, come sai. Ci proverò, se vuoi, ma può diventare un'impresa disperata.
Ho pensato ad una coppia di tedeschi che hanno scelto di vivere in Italia, mi trovano misteriosamente simpatico (nel senso che io non faccio nulla di speciale per esserlo naturalmente), che via via mi offrono un caffé o scambiamo una chiacchera al bar, per chiedere sintesi e traduzione (erano insegnanti prima di andare in pensione e venire in maremma a vivere). Ma di solito li vedo a primavera molto intoltrata o d'estate, sono radi gli incontri in questo periodo, peccato perché non mi negherebbero il piacere.
Intanto ti segnalo il link originale (non mi ricordo se l'avevo fatto):
Magari hai più possibilità di me o più veloci.
Al sito sono interessanti anche alcuni commenti, ma purtroppo, c'è pur sempre il limite della traduzione e il programma automatico, come hai visto, non aiuta ad apprezzarli, affatica un po'.
Buona serata,
A.
il mio 47 evidenzia la contraddizione di tal cardinal Brady che solo 3 giorni fa negava di aver occultato prove.
Il primate d'Irlanda, cardinale Sean Brady, ha detto ieri sera che non ha nessuna intenzione di dimettersi per la sua partecipazione ad alcuni incontri nei quali, a metà degli anni Settanta, sarebbe stato chiesto il silenzio ad alcune vittime di abusi sessuali imputati a esponenti del clero. «Confermo di avere preso parte a questi incontri ma solo per acquisire eventuali prove nei confronti di padre Brendan Smyth», ha detto il prelato in una dichiarazione diffusa dalla Rte, la Tv pubblica irlandese. «Non vi è stato nessun tentativo di occultare i fatti, anzi io ho creduto ai racconti delle vittime e ne ho informato l'allora arcivescovo McKinnan, francamente non vedo perchè dovrei dimettermi», ha affermato. Alcune associazioni irlandesi per la difesa delle vittime di abusi sessuali ieri avevamo chiesto al cardinale Brady di lasciare il suo incarico dopo avere appreso della sua partecipazione agli incontri. All'epoca dei fatti contestati l'alto prelato era un semplice sacerdote e segretario particolare dell'arcivescovo di Kilmore, Francis McKinnan, poi deceduto. Padre Brendan Smyth è considerato uno dei principali responsabili delle centinaia di abusi sessuali che nell'arco di un quarantennio sarebbero stati inflitti dal clero irlandese a centinaia di bambini e ragazzi che frequentavano le parrocchie. Padre Brendan è morto in carcere dopo il suo arresto negli anni Novanta. (leggonline)
le fonti
http://sacerdotisposati.splinder.com/post/22402820/PRETI+PEDOFILI%2C+SHOCK+IN+IRLAN
http://www.agi.it/news/notizie/201003171321-cro-rt10126-pedofilia_primate_chiesa_irlandese_chiede_perdono_per_coperturaAllora vogliamo prendere in considerazione che questi fatti che emergono quotidianamente,non sono frutto di una cultura violenta ed intollerante anticattolica?Mi pare che i tentativi di divagare per confondere non occultano le verità che emergono, nonostante la rabbia che suscitano in chi vorrebbe tenerle ancora occultate per parlare d'altro,atteggiamento tipico di chi non vuole guardare in faccia la realtà,e non sa che dire perchè i fatti parlano senza bisogno di commenti
Il commento 39, Enrico mi ha regalato il sorriso. :-)
Altro che chiuderla qui, dovresti riproporre più spesso invece, commenti così a portare leggerezza e ironia, tra troppi seriosi (poco seri), ne guadagna il blog. :-)
Si va tutti a Cipolle allora, previo cicchetto a Firenze e siamo pure in ritardo per colpa tua, razzista che non sei altro!
°_°
Ma non ci si inganni: sono cose piene di significato, valori, di ragione, più o meno quello che emerge leggendo cose (non altrettanto capaci di ironia parrebbe) come:
Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango crociato.
Il "crociato" è una categoria di "sub-umani" se tante volte fosse sfuggito, cioè i "cristiani", altrimenti definiti anche in altre varietà (clerico-fascisti per dirne una frequente).
Essendo sub-umani non scatta l'indignazione collettiva del politicamente corretta, che è automatica come il riflesso della cavia di Pavlov.
Per fare la prova ed avere subito l'immagine nitida di come girano le cose, basta anche una frase così, un piccolo gioco interessante, però stimolante perché nella sua estrema semplicità, schiarisce le idee.
Dunque, una versione semplificata del "scopri le differenze" che può titolarsi meglio ancora così, in questo caso:
"scopri il disegno nascosto".
Dunque si prenda la frase che qui, non genera alcun automatismo, passa inosservata (oppure legittima e gradita anche).
a) Civis (a qualcuno nonimportachi): Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango crociato.
Ora trovare tutte le varianti e "testarle", esempio:
1a) Alieno (a nonimportachi ma se fa parte del branco è meglio): Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango islamico.
2a) Tizio (a non importachi ma se fa parte del branco è meglio): Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango buddista.
3a) Enrico - passami la strumentalizzazione (a nonimportachi ma se fa parte del branco è meglio): Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango immigrato.
4a) Caio (a nonimportachi ma se fa parte del branco è meglio): Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango omosessuale.
5a) Sempronio (a non importachi ma se fa parte del branco è meglio): Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango eccetera.
Non è nemmeno necessario scrivere qualcosa del genere, per beccarsi di tutto: razzista, fascista, infame...
certo è che ci sono un sacco di "categorie" umane degne del sollevamento collettivo del politicamente corretto.
Ma non c'è se è per "crociato" o "cristiano" o "prete" o "cattolico" o le declinazioni che dicevo (clerico-fascisti per tutti).
Perché quella categoria, è considerata già "sub-umana" ed l politicamente corretto, naturalmente, tutto è tranne che corretto, sarà semmai più politico, questo sì, ma corretto politicamente, come si corregge il caffé con la sambuca, cioé viene aggiunta una particolare odiologia, ecco come funziona la correzione. Il politicamente corretto è cooptato dall'odiologia militante (contro Chiesa, preti, cristiani, cattolici in particolare, Papa..)
E per fare ciò, naturalmente, si applica la puntuale doppia-morale così che la solita "indignazione", lo "scandalo", la "vergogna", la sollevazione della difesa dei valori, della coscienza civile, dei doveri morali, non scatta macché, se è il cristianuccio, il cattolico: in fin dei conti gli sta bene - sembrerebbe affermarsi grazie alla complicità connivente al branco di squadracce che si divertono così. Non è una "categoria umana", ma indegna di esser considerata o di stare tra gli uomini, perché essere cristiani, cattolici in particolare, è già assodato che è una riduzione, dunque sub-umani. Ma vale in ogni contesto: se fosse uno scienziato ad essere, per dire, cattolico, sarebbe un sub-scienziato, uno scienziato a metà, ridotto, ridicolo, dannoso, incapace di intendere e volere, mica un vero scienziato. Se è un elettore, allora è indegno del diritto di voto e di cittadinanza (italiana, europea, quel che si vuole).
Se viene massacrato, beh, si evita di parlarne. Se si deve fare, si fa malvolentieri, minimizzando e marginalizzando la notizia per ottenere di fatto, una formidabile censura (quella ortodossa, si è visto da tempo, catalizza attenzione, è controproducente, la censura odierna è molto più raffinata).
Se proprio assume proporzioni impossibili da nascondere (per numero, frequenza o combinazione di entrambe) si farà l'esercizio dell'arte dell'arrampicata sugli specchi, sperando che se la bevano in tanti (e di solito, il cicchetto ci son tanti che se lo fanno volentieri).
Per esempio:
1) Sì, erano cristiani quelli crocifissi o mutilati a colpi di macete ecc, ma non è successo perché erano "cristiani", i motivi sono "altri".
2) Sono i cristiani che hanno cominciato per prima. E se non fosse, comunque nel medioevo... le inquisizioni... i conquistadores...
3) In realtà, sono i cristiani che hanno ordito un complotto e dunque:
a) Si sono suicidati apposta per fare i martiri o per addossare la colpa perché i cristiani sono tutti disonesti, sempre fatto così.
b) In realtà, non erano davvero cristiani, ma altro e li hanno fatti passare per cristiani per fare vittimismo, ingannando la ggente sulle vere priorità: il globbaluorming, l'occidente che stà a distrugge tutto e tutti e Gaia si vendica, pefforza che ce stanno i terremoti e tutti 'sti zunami (però è anche colpa di Berlusconi che li vuole per farsi pubblicità, come la statuetta del duomo in faccia e così non si fa processare).
c) E' tutto un complotto, non ci sono morti cristiani e mediaticamente c'è il controllo dei crociati.
d) C'é "benaltro" di cui parlare.
E cose così e su e giù, niente di cui stupirsi davvero, niente di nuovo.
Il cattolico-cristiano non è ben visto dalla cultura violenta ed intollerante, salvo coloro (apprezzatissimi) che sono i primi a denigrarli tutte le volte che possono, che infatti allora, è motivo di rientrare immediatamente nella "categoria" umana per cui chi osa contestarli, questi preziosi testimoni, loro sì che dicono la verità, coraggiosi, autentici eh, è cattivo dentro e "negazionista" come minimo, oltre che "crociato", "clerico-fascista", disonesto o peggio.
Ma proprio nulla di nuovo.
Allora:
Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango crociato.
Si può dire, è politicamente corretto, la cavia di Pavlov non si muove e non sbava il branco.
A.
44. Ahaa enrichetto ,,, ci ricaschi .
Dillo tu quello che ho detto di quel prete che confermo, ora qui e perchè sia stampato chiaro ,,, e sta attento a copiare per bene stavolta ,,, e poi dicci pure come lo hai riportato tu quello che ho scritto di quel prete distorcendone il significato con l'intento di calunniarmi e diffamarmi .
Fammi e facci un pò vedere come ti sputtani da solo ,,, và che mi voglio divertire .
Apprezzo la tua sincerità e la tua chiarezza civis,l'onestà ed il talento oltre che il coraggio
Chiedigli cosa ha scritto su don Giussani e non è stato poi in grado di dimostrare
@civis-ricreduta in meno di un secondo...c'hai ragione!!!!
@civis in genere è come tu dici,ci sono però delle eccezioni,quelli che io chiamo i salti coraggiosi, aprire gli occhi anche senza il contributo di quelli come te e me,... per amore della verità senza pregiudizi o preconcetti.Ho un amica coetanea che è vissuta di chiesa e per la chiesa fino a 2 anni fa,quando è entrata in crisi.Non ci crederai ma mi faceva tenerezza vederla persa senza la sua fede!E' passata da un estremo all'altro,dalla devozione cieca al disprezzo esagerato,senza riuscire a trovare una via di mezzo o il senso del discernimento, mi ha ripetuto tante volte che aveva l'impressione di aver vissuto i suoi 48 anni mentendo a se stessa,alla mia domanda di come avesse potuto rigettare tutto in un sol colpo,lei non mi ha mai saputo rispondere nei dettagli.Si è limitata a dirmi:non ci credo più.E' stata malissimo per tanto tempo,perchè l'abitudine e la costanza della pratica e dell'attività cattolica avevano comunque lasciato un vuoto ma non c'era altro a riempire,...me lo descriveva come un senso di solitudine incredibile.Ho provato anche a consigliarla di parlarne con il parroco ,perché certo io non ero la persona più indicata a darle una mano a recuperare quel che aveva perso.E' difficile,..è come fare un salto in un abisso,rimettere in discussione certezze consolidate e con radici profondissime a quasi cinquant'anni.La sua famiglia è tutta cattolica e praticante,lei stessa è stata catechista per anni.Oggi non ha più la fede nella chiesa , ma ha accresciuto quella in se stessa e diversamente da prima, è protagonista e non spettatrice della sua vita.Posso dire di non aver contribuito minimamente ad influenzarla in questa sua presa di coscienza,perché è la persona amica di cui raccontai la storia, nei miei primi interventi sulla discussione del perdono, mi sembra per la visita del papa alla sinagoga.Siamo state tanti anni senza sentirci o incontrarci e quando l'ho ritrovata già aveva preso le distanze con la chiesa.Quando le racconto delle nostre discussioni qui,lei che di tempo ne ha meno di me ed ha comunque letto alcuni post,mi dice che in certe prese di posizione riconosce se stessa di qualche anno fa di quando non aveva consapevolezza di portare il paraocchi.Per questo io penso che almeno enrico sia in buona fede,fino ad ora non ha mai usato il metodo dell'altro per confrontarsi,........ma sono pronta a ricredermi se me ne viene dato il motivo.
Apprezzo la tua sincerità e la tua chiarezza civis,l'onestà ed il talento oltre che il coraggio .Grazie perché metti in luce aspetti che sicuramente rimarrebbero nell'ombra se non ci fossi tu ad evidenziarli in queste nostre discussioni
salute e fratellanza
39. Parla per te enrico ,,, noi qui si parla della pedofilia clericale come è accertata e purtroppo diffusa in quelle schiere dai dati di fatto reali e oggettivi e di come è coperta e favorita da papi e cardinali ,,, sei tu che divaghi parlandoci di cipolle.
In sostanza si può bene dire che sono tutti fedeli alla prima raccomandazione del fondatore e inventore della loro religione, Paolo di Tarso: "Occorre promuovere il cristo con e senza ipocrisie".
37
Stai manifestando come già è successo nei confronti degli stranieri mussulmani,la tua intolleranza per chi pensa diversamente dalla tua personale
Due possibilità:
1) qualcuno ha usato il mio nick e non me ne sono accorto;
2) cominci a farti dei cicchettini già nel pomeriggio.
Per il resto vedo che ognuno di noi sta parlando sul genere:
Dove vai?
Son cipolle!
Quanto costano?
Vado a Firenze!
Quindi io la chiudo qui.
@ sandra
Non per insistere invano, ma perchè è educativo di un certo comportamento che si rivela costantemente uguale in tutti gli adepti, dal papa all'ultimo chierichetto.
Nota come si tenta di confondere, depistare, infangare, INSABBIARE con argomenti pretestuosi ,,, a volte gli basta una parolina sconcia e si attaccano alla "immoralità" dell'individuo che l'ha pronunciata, oppure si attaccano a delle virgolette messe male per infamare di una presunta ignoranza lo stesso individuo ,,, tutto gli è utile a far perdere il filo dell'argomento e il tempo di chi denuncia prove documentali alla mano i crimini dei loro padroni, ( dio, papa, duce ,,, uno vale l'altro) fino a che l'avversario dialettico non desiste esausto o per scoramento nel rintuzzare tutte le loro stupide provocazioni .
Ti voglio dire in pratica che è inutile a volte quando ti trovi davanti di questi individui insistere a documentare e a dimostrare la verità coi dati di fatto ,,, ad essi NON interessano i fatti, a essi intressano solo le opinioni e di come possono manipolarle ( le opinioni infatti si possono indurre e manipolare mentre i fatti sono quelli oggettivi non manipolabili a piacere ) per ricondurle ai loro interessi privati.
C'è una costante di servilismo intellettuale in tutti questi individui che io ritengo solo degna di uno studio psicologico, quasi che a smontargli ciò in cui hanno sempre creduto nel falso spudorato ( di un autorità delegata a rappresentarli davanti ad un dio ) gli faccia andar di mezzo la stessa propria loro vita, mentre invece come sappiamo noi uomini e donne liberi ,,, è proprio l'opposto ,,, la conoscenza rende liberi !
Vale.
@enrico-non mi sembra proprio che civis non sappia leggere nè che abbia interpretato male,perché occultare prove e proteggere i responsabili di un crimine con l'insabbiamento delle stesse.. E' REATO!E il vescovo di Treviri riconoscendo e ammettendo che in tutta una serie di casi c'è stato occultamento,ha ammesso che la chiesa ha commesso questo reato e quindi si è resa colpevole.Perché scusa.... te la frase del v.di Treviri come l'hai letta? Che si c'è stato occultamento ma questo dettaglio non costituisce reato? Non mi pare che abbia detto questo.Ha semplicemente e responsabilmente riconosciuto una colpa e una responsabilità!Ma tu sei voluto andare oltre ipotizzando che nella frase di civis ci fosse di più di quello che lui ha scritto,sei riuscito a vedere quel che non c'è,hai fatto insomma un processo all'intenzione!Che la chiesa sia un organizzazione dedita alla pedofilia dal papa in giù,l'hai pensato solo te!E comunque mi sembra che si metta civis sotto processo quando sotto processo è la pedofilia,..se non ti piace non leggerlo!Stai manifestando come già è successo nei confronti degli stranieri mussulmani,la tua intolleranza per chi pensa diversamente dalla tua personale visione cristiana.Sarai anche in buona fede, ma sembra che la tua paura di riconoscere che anche la chiesa pecca, ti faccia delirare al punto di chiedere perché non si parla di altre organizzazioni pedofile.Innanzi tutto don Paolo ha postato il tema della pedofilia che interessa e coinvolge la chiesa per questo noi di QUESTO specifico stiamo parlando,ma se ricordi bene,quando mi consigliasti di non inserire più link in una pagina per inserire il commento che non compariva,....quando appunto l'ho inserito ,ho scritto ampiamente del fenomeno pedofilia ,toccando la politica e altre sette protette in alto, che nulla avevano a che fare con la chiesa.Comunque il fenomeno è esploso e da qualche parte bisogna pur cominciare,la chiesa era arrivata ad un punto tale che non poteva fare altro che quel che ha fatto,cioè prendere atto del problema riconoscendolo e assumendosene le responsabilità.Oppure dovevano continuare a tacere, perché altri criminali non sono disposti a fare altrettanto nel riconoscere le proprie colpe ?Su via enrico,stiamo con i piedi per terra,non sei per niente sciocco,sei capace di distinguere obbiettivamente che la chiesa, proprio perché non è un organizzazione dedita alla pedofilia non poteva comportarsi come quelle organizzazioni che invece lo sono.Puoi farti promotore di giustizia sollevando tu stesso la questione di altre organizzazioni che esercitano con dedizione il crimine a danno dei minori.Intiressatene e comincia tu a sollevare la questione come hai fatto in questa discussione,apri un blog ,scrivi per divulgare ed interessare l'opinione pubblica.....è così che si fa.Oppure se vuoi aspettare che siano altri ad interessarsene ,non lamentarti poi che non si parla d'altro .Ti offro io un link dove puoi attingere materiale informativo e documentarlo sul web per sollevare una questione:
http://www.disinformazione.it/pedofilia.htm
ciao!
34. Enrico ti invito a desistere ,,, a questo punto penso proprio che non ci arrivi a comportarti da persona civile ,,, e non ci fai mica una bella figura così arrampicato su quegli specchi .
Ti rammento solamente che non sono stato io a chiedere di rimandare a giudizio il tuo papa, ma che era un tribunale del Texas liberamente autorizzato a chiederlo per i diritti di quello stato e per le evidenze e le prove che aveva provveduto ad accertare pirma di fare un passo del genere ,,, e non lo faceva solo per il principio che un autorità è responsabile in solido anche dell'operato dei suoi sottoposti, come tu tristemente e invano cerchi di confondere, ma avendo solidamente tra le mani oltre a miriadi di altre evidenze anche un documento specifico: il De Delictis gravioribus, controfirmato da quella stessa autorità responsabile che ne certificava chiaramente l'intento di nascondere ed occultare i casi di pedofilia dei suoi sottoposti. Ti rammento anche che il tuo papa è scampato al giudizio in quel caso solo perchè si è appellato all'immunità diplomatica poi concessagli dal suo amico Bush ,,, altrimenti il tuo papa l'avremmo visto felicemente dietro un bancone in un aula di giustizia americana a dover rendere conto delle sue proprie responsabilità in quegli occultamenti e insabbiamenti .
Vedi come oggi anche la Merkel chiede chiarezza dopo le confessioni del vescovo di Treviri che certificano i riusciti e reiterati nel tempo tentativi di insabbiamento che sconfessano la buona fede del tuo papa quando era ancora vescovo e cardinale .
Leggi di come l'arcivescovo irlandese confessa che per ottemperare a degli ordini superiori hanno fatto firmare sottoponendoli a minacce durante un udienza a porte chiuse di in un loro tribunale ecclesiastico, due ragazzini perchè ritrattassero le loro denunce .
Ritenta a infangarmi ancora ,,, che te lo risputo tutto in faccia il tuo fango crociato.
Alieno,
mi interessa quell'articolo in tedesco, ma dalla traduzione non si capisce una mazza: mi potresti fare una sintesi sintetica?
33
ho dato un'occhiata al 28 e mi apre perfetto come esempio.
Questo è quanto ha detto il vescovo di Treviri:
Nel rispondere alla domanda se "la Chiesa cattolica" si sia "resa colpevole di occultamento", il vescovo ha aggiunto: "ne dobbiamo prendere atto con dolore. Dove non c'è stata reale volontà di far luce e i rei sono stati semplicemente trasferiti, dobbiamo ammettere che in tutta una serie di casi c'è stato occultamento".
E questo è quanto scrive civis:
Ora, se l'inquisitore ammette esplicitamente che la sua organizzazione si è resa colpevole di insabbiamento e occultamento, ecco che la tesi giuridica di De Magistris e di molti altri tra i quali quel tribunale del Texas che richiedeva l'incriminazione del capo supremo di quell'organizzazione diventerebbe effettivamente auspicabile
Il vescovo di Treviri ha detto che ci sono stati casi di insabbiamento, civis scrive che la sua organizzazione (cioè la Chiesa) si è resa colpevole....
Come se la Chiesa fosse un'organizzazione dedita alla pedofilia dal Papa in giù. Se fosse così certo che anche il Papa dovrebbe risponderne. Ma per casi avvenuti senza che ne avesse conoscenza non può certo risponderne lui. Sarebbe come se Napolitano dovesse presentarsi in tribunale ogni volta che un funzionario dello Stato commette un reato. Non è la prima volta che civis si sbaglia a leggere, cosa vuoi farci?
Ok queste cose devono essere diffuse cosicché l'opinione pubblica cominci ad interessarsene
E invece non sono diffuse, nessuno ne parla. In questo momento di quanto fa la Chiesa contro la pedofilia nessuno ne parla. Come non si parla di questi poteri (altro che la Chiesa: queste sì che sono autentiche organizzazioni criminose) che organizzano traffici di persone, che fanno film pedofili da vendere su internet, ecc.
Non credo alla tesi proposta da alieno di una faccenda interna alla Chiesa, credo ci siano dietro anche interessi ideologici ed economici a far puntare il dito (solo) sui preti.
@enrico trovo interessanti di civis, non solo i quesiti espressi con il punto di domanda(?),ma anche quegli interventi che sollecitano riflessioni o arricchiscono in conoscenza...allargando la prospettiva di un tema posto.Commentati con la razionalità e non con il condizionamento di chi essendo uomo di fede o di chiesa, tende a prenderne in ogni caso le difese ad oltranza,pensando che chi non crede abbia come unico desiderio l'accanimento gratuito o immotivato.Se vuoi sapere se il pane è buono,non devi chiederlo al fornaio che lo fa ,perché ti dirà che il suo è il miglior pane e non puoi neanche chiederlo a chi si è nutrito sempre e solo di quello,perché anche lui ti dirà che è il migliore.Per giudicare oggettivamente un buon pane,dovresti averne assaggiarne vari tipi e dopo potresti dire:questo è cotto bene ma è sciapo,questo è giusto di sale ma è poco cotto,questo si sbriciola quando lo fetti..ecc.
Quindi trovo pertinenti ed interessanti oltre che necessari, i punti di vista di uno che non crede ogni volta che si parla di chiesa,perché rileverà quegli aspetti, che mai rileverebbe un uomo che sente vincolante la sua appartenenza alla chiesa come ad una famiglia.
quindi senza cercare in archivio ,nelle discussioni correnti trovo interessanti "LA CHIESA E' SEMPRE PIU' RIGOROSA SULLA PEDOFILIA:FACCIAMO CHIAREZZA" il 28 e il 29
" CHIESA ED ABUSI SESSUALI:LA NOTA DELLA SANTA SEDE" l'1
" L'ANGELUS DEL PAPA:DIO NON CAUSA IL MALE E CI VUOLE BENE"1-4-26-27.e chiaramente il 32
Non che gli altri suoi non siano interessanti,ma questi sono quelli che secondo me hanno arricchito maggiormente la conversazione scritta.
Comunque un maestro elementare se abusa di un minore,va in galera!non è che il ministro Gelmini la più alta carica della categoria istruzione e scuola, lo mette ai ritiri e gli fa ripassare il metodo Montessori! I preti godono di privilegi,appartengono al vaticano,ma oltre alle opere di bene in tutto il mondo fanno anche danni,se un prete ha abusato in Germania,è giusto che venga giudicato penalmente da un tribunale civile e non da uno ecclesiastico .Deve fare il ritiro? Che lo faccia in galera come tutti i delinquenti dello stesso stampo.Non stiamo sostenendo che la chiesa deve chiudere perché è fallimentare nella coerenza della sua dottrina con i preti pedofili.Sarebbe come pensare di abolire la scuola perché ci sono maestri pedofili.Stiamo dicendo che la giustizia deve essere una e uguale per tutti,senza privilegi di categoria o immunità che possono venire dal far parte di una istituzione religiosa potente come la chiesa cattolica.
Poi mi dici che:"Credo si capisca, comunque dice che tre vescovi sono stati minacciati di morte perchè hanno cercato di ostacolare una rete di sfruttamento sessuale di minori. Secondo loro siccome dietro c'è un gruppo forte ed influente, nessuno fa nulla per contrastare questo traffico."
Ok queste cose devono essere diffuse cosicché l'opinione pubblica cominci ad interessarsene e chi di dovere non può insabbiare o nascondere.Vogliamo dire bravi ai tre vescovi? diciamoglielo!Ma diciamo anche che hanno fatto cose che rientrano negli obbiettivi di chi prende il sacerdozio come una missione adoperandosi per il bene comune secondo gli insegnamenti del vangelo.Anche io questa mattina ho sezionato e fatto in porzioni 2 forme di parmigiano a regola d'arte, come poche mie colleghe sanno fare!Ma nessuno mi dice brava! Perché è parte del mio lavoro ed è normale che io lo faccia al meglio,mentre se non lo facessi così bene me lo farebbero notare.Mica la prescrive il medico la strada da intraprendere nella vita!I ministri della chiesa lo fanno per loro scelta,se fanno bene fanno il loro dovere,se fanno male devono subirne le conseguenze come tutti.
Spero ti sia chiaro il mio pensiero in proposito,sono assolutamente contro qualsiasi tipo di privilegio concesso a persone per la nobiltà degli intenti dell'ideale professato o perché appartenenti a categorie ritenute fino ad oggi intoccabili e protette.
Il papa ha preso posizione?Tanto di cappello,ma che vuoi che ti dica?Meglio tardi che mai?Avrebbe dovuto farlo diversi anni fa,sicuramente avrebbe contribuito ad essere più credibile nei suoi provvedimenti e soprattutto avrebbe salvato qualche vittima dagli abusi di quei preti che accusati nelle loro parrocchie sono stati spostati in altre, ad abusare ancora di vittime innocenti. Quello che a te pare accanimento,è solo voglia di verità,perchè è stata oscurata o parzialmente rivelata in passato,....è quindi normale la reazione della gente secondo me.
@civis ho letto il sito degli apologeti,grazie!comunque avevo capito che per alcuni individui che qui scrivono non è solo fanatismo che li anima, ma qualche cosa di più pericoloso.
@ sandra
Perchè faccia molta attenzione quando tratta con tipi del genere ,,, le ricordo che qui si tratta di criticare la più ricca e storicamente feroce contro i suoi oppositori, organizzazione religiosa del mondo. Faccio notare la disonestà intellettuale del tipo in questione (enrico) che pare essere diventato un adepto anche lui della chiesa di alieno e pinco, quando crede di denigrarmi rilevando un errore nei miei scritti che purtroppo per lui non esiste affatto.
Egli da prima induce l'illazione che ciò che scrivo è sbagliato e poi la vorrebbe dimostrare solo scrivendo ,,, "pensa solo ai maestri di asilo o elementari." ,,,
E che vor dì ?
E come ciò smentirebbe quello che ho scritto lo sa solo lui !
Ma l'illazione di premessa che io potessi aver sbagliato è buttata lì ,,, il resto lo fa poi dicendo che dirà di più, ma non dice nulla se non un blaterare confuso in un altra lingua che cita un esempio in cui alcuni preti si sono schierati dalla parte antipedofilia ,,,
Cose che non dimostrano affatto nessun errore nel merito di ciò che ho scritto .
Ma l'illazione è ancora lì ,,, come un accusa ad hominem ,,, in questo caso rozzissima e infelice, ma che ad un occhio poco attento e poco vigile o ignorante può bastare per considerarmi una persona dedita all'errore come invece non è.
E poi sempre allo scopo di attenzionarti, ti invito sandra a visionare questo prezioso sito nel quale c'è un capitolo dedicato a:
Gli avvocati di dio ( ovvero gli apologeti ) e le loro tecniche .
@ enrico .
Tu non mostri affatto nessun errore in questo mio:
,,, Nessuno dei pedofili "normali" può contare su un organizzazione che gli fornisce mezzi, strutture e propaganda per rifornirsi di quella carne umana della quale poi abusa per i suoi vizi !
Perchè chiunque è in grado di leggere e comprendere ciò che è scritto non può che concordare.
A meno che tu non voglia e possa dimostrarmi, cosa che ti sfido a fare adesso, che un qualsiasi altro pedofilo all'infuori della chiesa cattolica possiede alle sue spalle un organizzazione altrettanto ricca e potente di mezzi, strutture e propaganda capace di aiutarlo nella sua delinquenza come fa per questi preti, ovvero come ribadisco: di ri-fornirlo di carne umana da abusare accampando una pretesa carica di superiorità morale per i suoi affiliati .
25 sandra
i dati del John Jay College non li hanno contestati nemmeno su un sito di atei. Sono numeri reali presentati da un soggetto indipendente.
Mostrami i quesiti interessanti, io intanto ti mostro un errore suo:
Terzo errore, il più grave e evidente ,,, nessuno dei pedofili "normali" può contare su un organizzazione che gli fornisce mezzi, strutture e propaganda per rifornirsi di quella carne umana della quale poi abusa per i suoi vizi !
Sbagliato: pensa solo ai maestri di asilo o elementari. Ma ti dico di più:
da ADITAL, agenzia di informazione brasiliana (è di qualche giorno fa):
Após denunciar máfias do tráfico de seres humanos e as redes de abuso sexual de menores em municípios próximos à região de fronteira do estado do Pará, na região Norte brasileira, o bispo da Ilha do Marajó, Dom José Luis Azcona, foi o responsável pela abertura da Comissão Parlamentar de Inquérito (CPI) da Pedofilia em 2008, que investigou as rotas do tráfico e as redes de exploração sexual na região.
O bispo disse que tomou conhecimento de um dos primeiros casos concretos de tráfico em novembro de 2007, quando uma adolescente de 16 anos, da cidade de Portel (PA), foi presa pela Polícia Federal (PF) no Aeroporto Internacional de Guarulhos (SP) antes de embarcar para Madri, na Espanha. Na ocasião ela relatou à PF que dias depois um grupo de meninas seguiria o mesmo destino. A rota identificada saía de Portel, seguia por Breves (PA), Belém (PA), Guarulhos e daí para o exterior.
Por causa das denúncias, ele e outros dois bispos, dom Flávio Giovenale, da Diocese de Abaetetuba, e dom Erwin Krautler, da Prelazia do Xingu, foram ameaçados de morte. "Somos três bispos ameaçados de morte por termos denunciado. Pelo que se consta, há por detrás um grupo forte e influente e, por isso, as autoridades não fazem investigação", desabafou Azcona.
Credo si capisca, comunque dice che tre vescovi sono stati minacciati di morte perchè hanno cercato di ostacolare una rete di sfruttamento sessuale di minori. Secondo loro siccome dietro c'è un gruppo forte ed influente, nessuno fa nulla per contrastare questo traffico.
Aggiungo al 28, che oltre che gli rimarrà stampata in faccia finchè vive, sarà ricordata, ad futuram rei memoriam, anche nel suo curriculum vitae, da aggiornare con questa accusa infamante e archiviare per i posteri.
Ieri poi è stato arrestato a Roma un santone, un profeta di una setta religiosa ricca di adepti, circa un migliaio si dice, tale Speranza ,,, nomen omen .
Arrestato perchè questo delinquente commetteva lo stesso reato di questi preti ,,, abusava di bambini e bambine a lui affidati da povera gente ignorante, incapace di intendere e di volere.
Una mamma intervistata sul perchè avesse deciso di affidare la sua bambina undicenne, poi stuprata, a questo delinquente, e se non avesse mai dubitato del tizio in questione, confessava candidamente : "Ma io mi fidavo ,,, a lui CREDEVO ciecamente" .
Il delinquente ha chiaramente abusato anche della credulità popolare per soddisfare i suoi vizi.
Ma io ci vedo forti analogie con i casi di pedofilia clericale e perciò mi permetto di invitare tutti a diffidare di chiunque vi chiede di credere ciecamente in mancanza di evidenze razionali a qualche "loro" mistero irrazionale, spingendovi ad abbandonare il vostro buon senso e la vostra ragione per una fede che si rivela come in questi casi evidenti immancabilmente falsa e oltremodo dannosa per voi stessi sopratutto .
Vale.
Il vescovo di Treviri ,,, mica l'operatore ecologico clericale di cui sopra ,,, LA CHIESA HA INSABBIATO ,,, ne prende atto con "dolore".
ROMA ansa - L'incaricato speciale della Conferenza episcopale tedesca per tutte le questioni inerenti agli abusi sessuali, il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, in un'intervista ad un giornale ha ammesso che la Chiesa cattolica si è resa colpevole di "insabbiamento" o "occultamento" di crimini pedofili commessi in istituzioni religiose.
"In base alle conoscenze che abbiamo attualmente c'é stato un insabbiamento", ha dichiarato Ackermann in un'intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Rhein Zeitung sul suo sito internet. Nel rispondere alla domanda se "la Chiesa cattolica" si sia "resa colpevole di occultamento", il vescovo ha aggiunto: "ne dobbiamo prendere atto con dolore. Dove non c'è stata reale volontà di far luce e i rei sono stati semplicemente trasferiti, dobbiamo ammettere che in tutta una serie di casi c'è stato occultamento".
Stephan Ackermann, il vescovo di Treviri responsabile centrale per gli accertamenti sui casi di abusi sessuali compiuti da religiosi cattolici su bambini e adolescenti in Germania, ha detto che - sebbene la questione non sia centrale - si sta valutando come risarcire le vittime di preti pedofili. "Ho ricevuto molte chiamate il cui senso è che il denaro non sia in primo piano", ha riferito Ackermann in un'intervista alla Rhein Zeitung. "Ma la questione dei risarcimenti è ovviamente nell'aria". Nel ricordare che è stato promesso "sostegno economico" a persone abusate che necessitano di "terapie" psicologiche, il capo-inquisitore tedesco ha aggiunto che "bisogna discutere se per le vittime vi debba essere una forma di riconoscimento materiale o immateriale". Ackermann fra l'altro si è detto "ottimista che verrà fatta luce su tutti casi che ci sono stati segnalati".
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Ora, se l'inquisitore ammette esplicitamente che la sua organizzazione si è resa colpevole di insabbiamento e occultamento, ecco che la tesi giuridica di De Magistris e di molti altri tra i quali quel tribunale del Texas che richiedeva l'incriminazione del capo supremo di quell'organizzazione diventerebbe effettivamente auspicabile, anche se rimarrà di improbabile attuazione per il già abusato ricorso all'immunità diplomatica ,,, ma l'importante è che l'Onta di quegli abusi non denunciati e occultati rimarrà chiaramente stampata su quella faccia finchè vive ,,, e tanto può bastarmi.
Vale.
Ma più interessante è la poderosa intervista che riporto integralmente (ogni passaggio meritevole di profonda riflessione ed attenzione).
PAPA/ Magister: ecco perchè usano gli scandali per attaccare la Chiesa (Intervista a Sandro Magister, ilsussidiario.net):
Martedì 16 Marzo 2010
Lo scandalo dei preti pedofili sta mettendo in difficoltà la Chiesa. Il culmine si è raggiunto quando il vescovo di Ratisbona, Mons. Gerhard Ludwig Müller, ha ammesso di essere a conoscenza di casi di abusi sessuali nel coro di Ratisbona diretto dal fratello del papa. Scattano le accuse alla Chiesa e al celibato dei preti. Come stanno le cose? «Su questi fatti si è innescato, a livello internazionale - dice Sandro Magister, vaticanista de L’Espresso - un fenomeno che li strumentalizza con un fine preciso: l’attacco frontale alla Chiesa cattolica, e in particolare al papa».
La Chiesa è investita dallo scandalo della pedofilia. Lei che idea si è fatto?
Penso che quello che sta accadendo si fonda su fatti incontestabili, di dimensioni numericamente importanti. E tanto più gravi in quanto commessi da uomini deputati pubblicamente ad essere portatori di alti valori morali. Però su questi fatti si è innescato, a livello internazionale, un fenomeno che li strumentalizza con un fine preciso: l’attacco frontale alla Chiesa cattolica, e in particolare al papa.
«La tolleranza zero - ha detto Mons. Fisichella in un’intervista al Corriere di ieri - non è un optional, ma un obbligo morale».
Mons. Fisichella ha usato secondo me un’espressione di grande efficacia comunicativa. Non credo però che essa corrisponda propriamente al profilo originale della Chiesa stessa, centrato sul vero rapporto della Chiesa e di Dio con i peccatori, che è perdono «in cambio» di pentimento. Per il resto, rimango convinto che ci troviamo in presenza di un attacco generale in cui il circuito mediatico è elemento essenziale di questa battaglia.
Chi è ad attaccare la Chiesa?
Ormai da diversi anni assistiamo ad una ripetizione di formule praticamente identiche, che abbiamo visto usate per la prima volta su vasta scala negli Stati Uniti nei primi anni duemila, e che ora vediamo applicate in Europa. Hanno questo di peculiare: non chiamano in causa un’opposizione laicista, «esterna» alla Chiesa, ma componenti interne alla Chiesa stessa.
Si spieghi.
Non ci troviamo in presenza di una battaglia che vede la Chiesa attaccata da quel mondo che si identifica con la cultura postmoderna dell’occidente, ma da componenti importanti della Chiesa che utilizzano questo momento di crisi, drammatizzandola, con fini che non hanno nulla a che vedere con le ragioni vere di questa crisi, ma che consistono nel rinverdire gli elementi ben noti dell’agenda cattolica della critica alla Chiesa.
È un caso che lo scandalo dei preti pedofili, al di là della giustizia che è dovuta alle vittime e della riforma che deve innescare, riproponga l’annosa questione del celibato e dell’interpretazione più autentica del Concilio?
Certo che no. Il rivelatore clamoroso che proprio di questo si tratta, cioè di una offensiva intra-cattolica, è stato l’articolo di Alberto Melloni di pochi giorni fa sul Corriere della Sera. Dopo aver deplorato l’orrore dei fatti, ha scoperto le carte: la risposta vera alla crisi della pedofilia è indire un Concilio Vaticano III. Melloni ha richiamato il discorso del card. Carlo Maria Martini nel sinodo 1999. Quel discorso risultò una specie di agenda centrata sui temi del clero sposato, della promozione della donna della Chiesa e attraverso di essi, del rinnovamento. I temi classici della panoplia della protesta cattolica di tipo progressista.
Che differenze vede tra lo scandalo degli anni 2001-03 negli Usa e questo scandalo con epicentro nella cattolicissima Irlanda e nella Baviera tedesca, terra del papa?
Guarderei bene le date nelle quali si concentra la grande quantità dei misfatti. Non sono affatto recenti, a parte alcuni episodi che sono continuati fino ai giorni nostri. La mole più grande di date risalgono agli anni ’70. Questo perché effettivamente in quel periodo c’era, nella cultura dell’epoca e quindi anche dentro la Chiesa, e per ciò stesso dentro la gerarchia, una sensibilità molto diversa da quella attuale per quanto riguarda il rapporto sessuale di un adulto con un minore.
Cosa intende dire?
Erano gli anni di un lassismo morale estremamente diffuso. Pensiamo a Lolita di Nabokov. Nessuno si sognava di incriminare l’oggetto di quel medesimo romanzo come qualcosa di abominevole. È solo un esempio ma mi pare indicativo. C’era allora l’idea che azioni come l’atto sessuale con un minore tutto sommato non fossero così perverse: avevano anzi piena cittadinanza in una cultura che vedeva nella liberazione sessuale e nella battaglia contro i freni inibitori un imperativo morale e un segno di civiltà. Questo ha influito - soprattutto in paesi molto esposti a questo tipo di contagio culturale - sui modi adottati dalla gerarchia della Chiesa nell’affrontare il problema, quando questo si poneva.
Vuol dire modi molto blandi?
Sì. Come un eccesso compiuto in famiglia, qualcosa che poteva o doveva essere sostanzialmente sopito invece che troncato in modo inesorabile. Ecco il perché di una tolleranza così ampia nel perseguire questi fatti.
Secondo lei che cosa rappresenta questo scandalo per la Chiesa di oggi?
Una prova di purificazione. Joseph Ratzinger, prima da cardinale e poi da papa, ha sempre visto bene l’elemento essenziale di queste colpe e come queste devono essere affrontate. Ha parlato di «sporcizia» nella chiesa. Che come tale è ancor più grave se impersonata da coloro che rivestono l’ordine sacro del sacerdozio, e che dovrebbero essere persona Christi, immagine di Cristo vivente. La risposta alla sporcizia è una grande purificazione.
Dunque Benedetto XVI non si è fatto cogliere impreparato?
No. Questo papa dà prova da tempo di un decisa opera di contrasto a questi comportamenti e di richiamo della Chiesa intera a un approccio penitenziale là dove ci sono stati. Sta facendo un lavoro molto energico di risveglio degli episcopati nazionali. Essi devono prendere coscienza della gravità di questi fatti, che sono azioni imputabili a persone precise, ma che proiettano la loro ombra sulla Chiesa intera.
Come valuta il recente discorso del papa sul sacerdozio al convegno organizzato dalla Congregazione per il clero?
Il papa ha ribadito il grande valore del celibato. Comunque mi lasci rilevare un fatto curioso: tutti coloro che minimamente si occupano del fenomeno pedofilia sono concordi nel dire che il celibato non c’entra proprio nulla. Tant’è vero che il reato è compiuto statisticamente da un numero nettamente più alto di persone sposate o che comunque hanno rapporti sessuali con donne.
Invece ogni volta che la polemica si riaccende su questi fatti, c’è la richiesta di ripensare la disciplina del celibato.
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Come ho già scritto da qualche parte, è in questo momento che si vedono gli amici della Chiesa e chi porta avanti una sua demolizione in una pessima disposizione che si fa organica all'odiologia alla Chiesa come declinazione di argomenti ideologico-culturali che la Chiesa la vedono come ostacolo di costruzione sociale e valoriale, una Chiesa troppo scomoda e dunque da abbattere.
L'organicismo è giocato anche sul filo di continue ambiguità, così come dei silenzi e delle assenze (quando gli odiologi militanti attaccano), guardandosi bene dal difenderla la Chiesa.
Quel passaggio centrale dell'intervista, è interessante come altri prima o dopo, ma può dare un'idea di quello che io definisco come "scisma di fatto" o "ufficioso e non ufficiale", tenendo conto che l'aggressione alla Chiesa portato dall'interno è ovviamente più efficace (sempre essere tra le fila nemiche o dietro o a fare quinte colonne lo è strategicamente).
Quel passaggio centrale lo riporto, dunque:
È un caso che lo scandalo dei preti pedofili, al di là della giustizia che è dovuta alle vittime e della riforma che deve innescare, riproponga l’annosa questione del celibato e dell’interpretazione più autentica del Concilio?
"Certo che no. Il rivelatore clamoroso che proprio di questo si tratta, cioè di una offensiva intra-cattolica, è stato l’articolo di Alberto Melloni di pochi giorni fa sul Corriere della Sera. Dopo aver deplorato l’orrore dei fatti, ha scoperto le carte: la risposta vera alla crisi della pedofilia è indire un Concilio Vaticano III. Melloni ha richiamato il discorso del card. Carlo Maria Martini nel sinodo 1999. Quel discorso risultò una specie di agenda centrata sui temi del clero sposato, della promozione della donna della Chiesa e attraverso di essi, del rinnovamento. I temi classici della panoplia della protesta cattolica di tipo progressista."
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Niente di nuovo sotto il sol dell'avvenire. Nemmeno sotto quello del relativismo..
A.
Come al solito mi prendo briga di riportare notizie che sfuggono (censurate di fatto dai media, dalla possibilità di avere peso specifico alcuno per aiutare l'autonomia di giudizio), contrastando il dettato del pensiero unico.
Questa la trovo interessante, il testo originale è in tedesco
(Scheinheilig: Bundesjustizministerin Leutheusser-Schnarrenberger und die Humanistische Union)
ma c'è la traduzione utilissima già pronta, per quanto non proprio precisa e corretta traduzione:
IPOCRITA: MINISTRO FEDERALE DELLA GIUSTIZIA LEUTHEUSSER-SCHNARRENBERGER E L'UNIONE UMANISTA.
Lunedì, 15 Marzo 2010.
Berlino (cura dei figli) - Ministro federale della giustizia Leutheusser-Schnarrenberger (FDP) è un membro del consiglio consultivo del "Umanista Unione", un club che ha sostenuto include "gruppi di pedofili". Arbeitsgruppen, gegen die die Polizei in mindestens einem Fall sogar mit einem Sondereinsatzkommando vorgehen musste. Lavoro contro la quale la polizia aveva almeno un caso di procedere con uno Special Operations Command. Die jetzige Vorsitzende der "Humanistischen Union" will davon offenbar nichts mehr wissen und prüft auch noch rechtliche Schritte gegen den Bischof von Regensburg, der in einem Interview HU-Beiratsmitglied Leutheusser-Schnarrenberger im Zusammenhang mit der HU scharf attackierte. L'attuale presidente della "Unione Umanista", che ovviamente non so niente e anche prendendo in considerazione un'azione legale contro il vescovo di Regensburg, in un'intervista HU-membro del comitato consultivo Leutheusser-Schnarrenberger fortemente attaccato in relazione a questo controllo.
Sotto la maschera della "umanista" di lavoro, il gruppo ha cercato "Humanistische Union eV" pedofilia per gli anni a un maggiore riconoscimento sociale e possono aiutare ad ancorare la legge, un quasi-legalizzazione del sesso con i bambini.L'associazione indipendente sostegno-aiuto travestito da anelli di pornografia infantile, che potrebbe includere la ZDF sarà scavata attraverso il lavoro del giornalista Manfred Karremann e pubblicazioni. Eine der schlimmsten dieser Gruppen agierte in München. Uno dei peggiori di questi gruppi ha agito a Monaco di Baviera. Nach Aussagen von Insidern, die CareChild vorliegen, wurde sie ganz aktiv von der Humanistischen Union unterstützt. Sogar die Räumlichkeiten wurden demnach von der HU gestellt. Secondo i ben informati, c'è la cura dei bambini, era molto attivamente sostenuto dall'Unione Umanista. Anche i locali sono stati effettuati in conseguenza dalla HU. Die Polizei machte dem Spuk im Oktober 2003 ein Ende. La polizia ha fatto l'incubo di un fine di ottobre 2003.
Eng damit verbandelt, waren auch Organisationseinheiten des AHS eV ("Arbeitsgemeinschaft Humane Sexualität") und dessen 1. Così strettamente in campionato, sono state anche unità organizzative dell'Associazione AHS ( "Association of Human Sexuality") e la sua 1 Vorsitzenden Claus Gradenwitz , der ebenfalls solche Gruppen ("Arbeitsgemeinschaft Pädophilie" kurz: AG Pädo) unterhielt. Presidente Claus Gradenwitz, che è anche tali gruppi ( "Associazione di pedofilia" breve conversazione: pedo AG). Beide Vereine existieren noch immer. Entrambe le squadre continuano ad esistere. Im "Kuratorium" bis heute auf der Webseite des AHS eV aufgeführt: Prof. Dr. Fritz Sack , der heute ebenfalls Mitglied im Beirat des Vereins "Humanistische Union" ist. Nel fiduciari "ad oggi elencati sul sito web della eV AHS: Prof. Dr. Fritz Sack, che oggi è anche membro del comitato consultivo dell'associazione" Umanista dell'Unione ". und von 1997 bis 2003 im Vorstand der HU tätig war. e ha lavorato dal 1997-2003 in seno al consiglio di Hu. Der AHS eV bestand, Internetquellen zu Folge, überwiegend aus Pädophilen. Il AHS era eV, fonti Internet risultato principalmente da pedofili.
Einen Eindruck des AHS eV vermitteln Texte auf der Homepage des Vereins, die einen Einblick in eine kranke, widerwärtige Denkweise geben. Dare l'impressione di testi eV AHS sulla homepage dell'associazione, che danno una visione in un malato, disgustoso modo di pensare. So ist in einem Positionspapier (aktualisiert 1998) beispielsweise zu finden: Sole è in un documento di sintesi (aggiornato 1998) per trovare, ad esempio:
Zitat: " Es gibt Erwachsene, die sich in die Gefühls-, Fantasie- und Wunschwelt von Kindern hineinversetzen können und dem Kind dann die Führungsrolle überlassen. Sind beide Seiten dazu bereit, können dabei auch Erotik und Sexualität eine Rolle spielen. Es gibt Kinder, die ihre Neugier und erotischen Bedürfnisse auch an Erwachsene richten und in bestimmten Situationen sexuelle Kontakte mit ihnen nicht ausschließen oder manchmal sogar suchen. " Citazione: "Ci sono adulti, che possono iscriversi al sentimento, fantasia e desiderio di entrare in empatia mondo dei bambini e quindi lasciare che il bambino di piombo. Entrambe le parti sono pronte a farlo, può anche svolgere un ruolo di erotismo e la sessualità. Ci sono bambini che la loro curiosità e le esigenze erotico anche per affrontare l'esclusione degli adulti in situazioni determinate, il contatto sessuale non è con loro o trovare qualche volta. "
Das war also der Partner der Humanistischen Union in Sachen Sexualerziehung, Sexualstrafrecht. Così che è stato il partner dell'Unione Umanista in termini di educazione sessuale, leggi sul sesso. Ein Verein von und für Kinderschänder? Un club da e per i pedofili?
Kurz nach dem diese sog. "Selbsthilfegruppen" aufgeflogen sind, referierte der damalige Vorsitzende der Humanistischen Union, Reinhard Mokros, auf einer mit der AHS gemeinsam durchgeführten "Fachtagung" in Mainz. È fatto saltare in aria poco dopo il cosiddetto "self-help", una conferenza l'allora presidente dell 'Unione Umanista, Reinhard Mokros, su un congiuntamente con la conferenza AHS' "a Magonza. Ursprünglich sollte das Thema "Vortaten von Vergewaltigern" lauten, aber wegen der Durchsuchungen änderte er kurzfristig das Thema in "Journalisten als Ermittler - Eingriff in das rechtsstaatliche Strafverfahren". Originariamente, il tema dovrebbe essere "offese predicato di stupratori sono", ma a causa delle scorrerie, cambiò argomento a breve termine "giornalista come investigatore - interferenze nel diritto penale". Der Vortrag klang wie von einem anderen Stern. Il discorso sembrava di un altro pianeta. Beschlagnahmte CD´s sollten plötzlich kein Beweismittel mehr sein, die Zusammenarbeit von Journalisten und Polizei sei rechtsstaatswidrig usw. Ironischerweise war die von ihm gescholtene Polizei näher als er ahnte, denn gerade diese Veranstaltung wurde polizeilich überwacht und Teilnehmer observiert. CD sequestrati prove dovrebbero essere improvvisamente una cooperazione più collaborazione di giornalisti e la polizia sono stati rechtsstaatswidrig ecc Ironia della sorte, la polizia lo insultavano e più vicino di quanto si sospetti, solo per questo evento sono stati controllati e sotto la sorveglianza dei partecipanti. Der gesamte Verlauf wurde aufgezeichnet und nach Ende der Veranstaltung gab es keinen Papierkorb im Saal und angrenzenden Räumen, der nicht nach Beweismitteln gegen den AHS eV und möglicherweise auch gegen die Humanistische Union durchsucht wurde. L'intero processo è stato registrato e dopo l'evento, non c'era trash nella hall e nelle aree adiacenti, non dopo che le prove erano contro eV AHS, e forse anche cercato contro l'Unione Umanista.
Anche il 1998, il "Gruppo di lavoro Sexualstrafrecht pubblicato" dell'Unione Umanista in cui si era indignato che il Child Care di lavoro come la raccolta Pädokrimineller "chiamato e li avvertì. Man behauptete die Diskriminierung einer sexuellen Minderheit. Essi hanno sostenuto le discriminazioni sessuali nei confronti di una minoranza. Da half alle Empörung nichts, CareChild sollte auch 5 Jahre danach noch Recht behalten. Dal momento che tutta la rabbia non ha aiutato, Child Care dovrebbero inoltre conservare 5 anni dopo che la legge.
Erst 2004, wohl noch unter dem Eindruck der Ende 2003 in den Pädophiliegruppen erfolgten Hausdurchsuchungen und Ermittlungsverfahren und dem entsprechenden öffentlichen Druck gegen die HU, distanzierte man sich wenig glaubwürdig von solchen Arbeitsgruppen und deren Zielen sowie der AHS. Solo nel 2004, probabilmente ancora sotto l'impressione alla fine del 2003, nella Pädophiliegruppen effettuate perquisizioni domiciliari e indagini e la pressione corrispondente pubblica contro il HU, si discostano da tali gruppi privi di credibilità e dei suoi obiettivi e le AHS. Danach wurde es still um die Humanistische Union in Sachen Kinderpornografie und Kindesmissbrauch. Poi ci fu il silenzio in tutta l'Unione Umanista in termini di pornografia infantile e la pedofilia. Erst nachdem sich der Missbrauchskandal an kirchlichen Einrichtungen und Schulen 2010 ausbreitete und Bundesjustizministerin Leutheusser-Schnarrenberger gegen die Kirche opponierte, macht die HU wieder von sich reden. Solo dopo la scandalo degli abusi, si era opposto alle istituzioni religiose e le scuole si sviluppa nel 2010 e ministro federale della giustizia Leutheusser-Schnarrenberger contro la Chiesa, rende il HU ancora parlato.
So wird der umstrittene Regensburger Bischof Gerhard Ludwig Müller letzte Woche von einer italienischen Zeitung mit den Worten zitiert: " Sabine Leutheusser-Schnarrenberger ist Mitglied einer Vereinigung nach Art der Freimaurer, die Pädophilie als eine normale Sache darstellt, die straffrei zu stellen ist; daher kann sie uns nicht kritisieren. " Così, il controverso vescovo Gerhard Ludwig Muller di Regensburg settimana scorsa citato da un quotidiano italiano come dire: "Sabine Leutheusser-Schnarrenberger è un membro di un'associazione per la natura della massoneria, che è la pedofilia come una cosa normale, che è impostato su impuniti, e può quindi non ci criticano. " Gemeint war die Humanistische Union, deren heutige Vorsitzende, Rosemarie Will, sofort empört reagierte und dem Bistum ein Ultimatum stellte um diese Aussage zu widerrufen. E di cui l'Unione Umanista, il cui attuale presidente, Rose Marie Will, ora furioso e la diocesi ha risposto con un ultimatum presentato alla revocare detta dichiarazione.
Das Bistum teilte lediglich mit, ein solches Interview sei gar nicht autorisiert und die entsprechende Aussage wurde "vor laufender Kamera" gemacht. La diocesi ha informato solo che un tale colloquio non è stato autorizzato e la dichiarazione corrispondente è stata "di fronte alla macchina fotografica fatta.
Gebetsmühlenartig verweist die HU in den letzten Tagen auf deren Erklärung von 2004, in der sexuelle Kontakte zwischen Erwachsenen und Kindern ausgeschlossen wurden. Mantra ricorda il HU negli ultimi giorni di escludere la dichiarazione del 2004, in cui i rapporti sessuali tra adulti e bambini sono stati. Allein es fehlt der Glaube. Ma vi è una mancanza di fede. 1999 wurde die Arbeitsgemeinschaft Pädophilie der HU noch als "sinnvoller Beitrag zum Kinderschutz" bezeichnet. Nel 1999, l'Associazione di pedofilia, la HU era ancora descritto come "contributo significativo alla protezione dei minori. Nachdem der Vorstand der HU bereits im Jahr 2000 versuchte. Dopo il consiglio di amministrazione della HU nel 2000 ha cercato. Pädophile als gesellschaftliche Sündenböcke hinzustellen, musste er erst von dem Verbandstag der HU dazu aufgefordert werden, dies nicht als offizielle Position des Vereins zu veröffentlichen. Ritrarre pedofili come capri espiatori della società, ha solo bisogno del Verbandstag il HU verrà chiesto di non pubblicare come la posizione ufficiale dell'associazione. Tatsächlich förderte der Vorstand aber oben genannte pädophile Arbeitsgruppen weiter. In effetti, il Consiglio ha anche espresso sopra pedofilo continuare a lavorare.
Zu widerrufen gibt es da angesichts der Tatsachen wohl auch nichts. Sabine Leutheusser-Schnarrenberger hilft einer Organisation, die aktiv Pädophilie unterstützte und sich für die Straffreiheit von sexuellen Kontakten Erwachsener zu Kindern aussprach, bzw. strafrechtliche Sanktionierungen konsequent ablehnte. Di recesso è lì, date le circostanze, probabilmente nulla. Sabine Leutheusser-Schnarrenberger aiuta un'organizzazione che ha attivamente promosso la pedofilia e l'impunità dei contatti sessuali degli adulti ha parlato ai bambini, o le sanzioni penali sempre rifiutato.
Das erklärt möglicherweise auch ihre Einstellung zu einer Verlängerung der Verjährungsfristen bei sexuellem Missbrauch von Kindern. Questo spiega probabilmente il loro atteggiamento verso l'estensione dei termini di prescrizione per gli abusi sessuali dei bambini. Die lehnt Leutheusser-Schnarrenberger nämlich vehement ab. Il declina Leutheusser-Schnarrenberger vale a dire con veemenza. Aus Verbundenheit zu Pseudo-Humanisten? Per il fissaggio a pseudo-umanisti?
Und noch mehr geht auf das Konto der Bundesjustizministerin: Noch in der Opposition klagte sie gegen die Vorratsdatenspeicherung, obwohl ihr klar sein musste, dass diese Daten unerlässlich sind um gegen Kinderpornografie wirksam vorzugehen. E va ancora di più sul conto del ministro federale della Giustizia: Sempre l'opposizione, che ha presentato denuncia contro la conservazione dei dati, anche se doveva essere chiaro che questi dati sono essenziali al fine di lottare efficacemente contro la pornografia infantile. Die Klage liess sie erst ruhen, als sie zur Bundesministerin der Justiz ernannt wurde, denn nun vertrat sie die Bundesregierung als Beklagte. Als das Bundesverfassungsgericht die Klage durchgewunken hat und die Vorratsdatenspeicherung verbot, machte Leutheusser-Schnarrenberger keinen Hehl aus ihrer Freude - und widersprach damit dem Bundesinnenminister in allen Punkten seiner öffentlichen Bewertung. L'azione di lasciarla riposare fino a quando è stato nominato ministro della giustizia, perché lei ha preso il governo federale, come gli imputati. Quando la Corte costituzionale federale ha sventolato attraverso l'azione e ha vietato la conservazione Leutheusser-Schnarrenberger fatto segreto della loro gioia - e contrariamente a quanto il ministro degli Interni in tutti gli aspetti della sua valutazione pubblica.
Durch das Sicherheitsloch, das ua durch Leutheusser-Schnarrenberger entstand, werden Tausende Kinderpornotauscher- und Produzenten schlüpfen können. Attraverso il buco di sicurezza, che è in parte creato da Leutheusser-Schnarrenberger, molte migliaia di pornografia infantile Tauscher e produttori può scivolare. Denn wenn man deren Spuren nicht mehr zu einer realen Adresse zurückverfolgen kann, können diese auch nicht mehr verfolgt werden. Perché se non si può tornare sui propri passi a un indirizzo reale, possono anche essere perseguito più. Jetzt heisst es für die Polizei: nach spätestens 7 Tagen (meist schon früher) sind erhobene IP-Daten wertlos. È ora chiamata per la polizia:) sono per almeno 7 giorni (di solito prima sollevato dati IP inutile.
Leutheusser-Schnarrenberger nimmt all dies offensichtlich für ihre fragwürdige "humanistische" Einstellung in Kauf. Leutheusser-Schnarrenberger prende tutto questo, apparentemente per la loro discutibili "umanista" atteggiamento in considerazione.
Und bei der Humanistischen Union wurde das Urteil bejubelt. E presso l'Unione Umanista ha salutato la sentenza. Warum wohl? Perché? Vielleicht weil auch Prof. Dr. Rüdiger Lautmann im Beirat der HU tätig ist? Forse perché anche il Prof. Dr. Rüdiger Lautmann nel comitato consultivo del HU è operativo? Lautmann ist Autor des Buches "Die Lust am Kind". Jeder weitere Kommentar dazu erübrigt sich da wohl. Lautmann è l'autore del libro "L'amore di un bambino." Nessun ulteriore commento è superfluo, perché questo bene.
Auch Pädophilen-Schoner wie die Fraktionsvorsitzende der Grünen, Claudia Roth , und Ex-Vebraucherministerin Renate Künast (ebenfalls Grüne) sind im Beirat der HU tätig. Anche protettori pedofilo come il leader parlamentare dei Verdi, Claudia Roth, ed ex-Vebraucherministerin Renate Künast (anche verde) sono attivi nel comitato consultivo del HU. Die Pädophilenfreundlichkeit hat bei den Grünen sowieso Tradition . L'amicizia pedofilo ha comunque con la tradizione Verdi. Bis heute ist beispielsweise Daniel Cohn-Bendit ein bejubelter Mann in dieser Partei und macht bei der EU Karriere. A questo giorno, per esempio, Daniel Cohn-Bendit un uomo famoso e acclamato in questo partito e fare carriera nella UE. In dem von ihm 1975 verfassten Buch "Der grosse Basar" gesteht er den sexuellen Missbrauch von Kindern in einem Kindergarten. Nel 1975 è autore del libro "Il Gran Bazar", ammette l'abuso sessuale dei bambini in una scuola materna.
Einer der, moralisch betrachtet, ins Gefängnis gehört (auch wenn die Tat längst verjährt ist und er allein deswegen juristisch gesehen als unschuldig gilt), kann bei Organisationen mit "humanistischem Anstrich" offenbar durchaus Karriere machen. Uno dei più moralmente considerati, uno in carcere (anche se l'atto è da tempo vietato e che egli è il solo motivo per cui, giuridicamente parlando, è presunto innocente), può apparire fare nelle organizzazioni con "la pittura umanistica" significa carriera.
Einige aus der Lobby schaffen es sogar ins Ministeramt... Alcuni dalla hall per renderlo ancora in carica ministeriale ...
(fonte qui)
A.
@enrico-sono notizie che propongono dati diversi,ognuno prende per buoni quelli che ritiene più attendibili è chiaro!
Non per fare l'avvocato di civis che sa difendersi se necessario benissimo per conto suo.Ma a mio avviso di quesiti interessanti ed intelligenti ne inserisce parecchi ,poi dipende sempre da come si vogliono cogliere,se è prevenuto ha i suoi motivi che tu puoi non condividere,ma anche da parte tua io leggo un essere prevenuto nei suoi confronti ,magari perché è ateo o perché della chiesa non si fida......ma mi pare che comunque una fiducia cieca non ce l'hai neanche tu da quanto scrivi,e se la fiducia che la gente ripone in un prete, non è ascrivibile come colpa di quest'ultimo, è vero anche che, la loro "carta d'identità"come garanti dell'amore di Cristo e uomini di chiesa, favorisce una disposizione di fiducia che è poi quella che la chiesa richiede ai fedeli.Allora è ascrivibile la colpa a chi? A quelle famiglie che alla chiesa hanno affidato l'educazione dei propri figli?O alla chiesa che fino ad oggi ha occultato e coperto le debolezze di chi è stato abilitato con i voti a rappresentarla.Insomma.. se anche ci fosse solo una vittima ed un solo criminale ,sempre alla chiarezza e alla giustizia secondo me bisogna appellarsi,ma a quella civile, non hai tribunali ecclesiastici che conducono indagini private tenendo all'oscuro le persone che continuano a fidarsi.
23. Ahahah ,,, persona prevenuta e chiaramente ostile ,,, e con questo gli pare facile di aver liquidato la questione .
Patetico ricovero da una pioggia di evidenze che gli minano le sicurezze dalle fondamenta .
E del fatto che manteniamo degli individui che pretendono di essere moralmente superiori per il solo fatto che pregano tutti i giorni un dio e fanno voto contronatura di castità mentre tu stesso ne smentisci le pretese coi tuoi dati ,,, che ne pensi enrico ?
Direi che è invece questa la questione fondamentale .
A che serve mantenere a sbafo un prete che si arroga di una superiorità morale per una sua pretesa diretta corrispondenza con un dio se poi si comporta come un qualsiasi essere umano ,,, e che anzi delinque alla stessa maniera e anche di più accanendosi sui bambini approfittando della buona fede dei loro genitori per di più con la compiacenza e la copertura di un organizzazione che si dichiara impunibile dalla giustizia umana ?
21
Più che dei casi degli innocenti mi premeva mostrarti il fatto che secondo questi dati negli anni 2000 i casi erano calati moltissimo. Segno che i vescovi americani, checchè ne dica repubblica, un certo impegno ce l'hanno messo.
Su quanto scritto da Civis cosa dire? Sono cose scritte da persona prevenuta e dichiaratamente ostile alla Chiesa.
Di più nessuno di quei pedofili "normali" può contare sulla copertura e il segreto di superiori, nonchè sul supporto giuridico ( avvocati ) che quella struttura a cui fanno capo largamente gli concede quando sono nei guai .
Questa è l'unica cosa veramente corretta e interessante che ha scritto. Spero (anzi, ne sono convinto) sia cosa che non si ripeterà più dopo le prese di posizione del Pontefice.
19
ciao salvatore, hai ragione, ci sono stati film famosi su certe cause collettive. In uno, basato su un fatto vero, era protagonista Julia Roberts che faceva l'avvocato buono. Anche in quel caso nella realtà l'avvocato, che comunque si era fatto un bel mazzo, ha preso una bella fetta dei soldi dati ai danneggiati.
Francamente se la gente si fida di un prete non mi pare sia ascrivibile a colpa di quest'ultimo. Personalmente io mi fido della Chiesa, ma sono vigile su tutte le persone che vengono a contatto con le mie figlie, preti, suore , maestre o chiunque altro sia.
@enrico- se ci sono casi clamorosi di sacerdoti innocenti è un motivo in più per desiderare chiarezza e pulizia.Mi associo però al richiamo di Salvatore su quanto civis ha fatto notare nel suo 17.
19. Enrico ha bene imparato dal suo collega crocifero come tentare di sfuggire invano alle regole della Logica ,,, divagare o evitare proprio di rispondere a quelle questioni imbarazzanti che evidenzierebbero senza appello le loro contraddizioni .
Salute e fratellanza.
enrico 18,
che le parcelle degli avvocati americani siano così elevate, nel caso di cause collettive, è cosa nota, e dipende dal fatto che alcuni studi notarili patrocinano gratuitamente alcune cause, anticipando le spese, rivalendosi infine nel caso di vittoria.
Abbiamo visto un'infinità di cause vere, raccontate dal cinema americano, nelle quali accadeva proprio questo.
Probabilmente (non ho approfondito in questo caso) il motivo di quella parcella così alta dipende da quel sistema e dall'investimento che quegli studi arrischiano, andando a coprire così anche le spese per altre cause collettive che invece possono perdere.
Comunque, quello che mi pare invece rilevante e davvero anomalo, nel caso dei preti pedofili, è quanto fa notare Civis 17, ad es. tra l'altro:
<a nessuno dei pedofili "normali" viene assegnato con cieca fiducia per una pretesa carica di superiorità morale dai genitori il proprio figlio come avviene per i preti >.
Salute e fratellanza.
16 sandra
Ancora dal sito del Cesnur.
Tuttavia il National Review Board è stato anche criticato per non avere dedicato sufficiente spazio, nel suo commento, al fatto che ci sono stati molti casi clamorosi di sacerdoti innocenti accusati: e Jenkins ritiene che questi si siano moltiplicati negli anni 1990 quando alcuni studi legali hanno capito di poter strappare transazioni milionarie anche sulla base di semplici sospetti. Le cifre non cambiano in modo significativo aggiungendo il periodo 2002-2007, perché già lo studio del John Jay College notava il “declino notevolissimo” dei casi negli anni 2000: le nuove inchieste sono state poche, e le condanne pochissime (un effetto delle politiche di “tolleranza zero” dei vescovi americani ma certo anche delle misure più rigorose introdotte dal cardinale Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede).
Dice cose un po' diverse dall'articolo di Repubblica.
C'è stata una causa tra il comune di New York e i pompieri e volontari vari che hanno lavorato e si sono ammalati tra le rovine delle Torri. Il comune alla fine ha accettato di pagare oltre 600 milioni di dollari ai volontari: 220 milioni andranno agli avvocati. Capirai quindi che non mi fido tanto della rabbia degli avvocati contro la Chiesa: una bella mucca da mungere.
Dov'è l'errore ,,, chiede enrico.
Ce ne sono parecchi e evidenti .
A partire dai dati, perchè io ne ho altri che evidenziano tutt'altri rapporti, ma per non far polemica che non mi interessa ora prendo per buoni i tuoi o quelli del john jay college.
Dai quali si evince che i preti delinquono (pare) al pari dei comuni mortali ,,, e qui il secondo errore, il nostro, che non si vede perchè allora manteniamo questa schiera di parassiti ai quali non fa nulla bene star rinchiusi a pregare il loro dio e a far voto di castità . Non c'è nessun motivo per mantenerli ancora se non dimostrano che la grazia del loro dio davvero possa influire per renderli più saggi o "buoni" ,,, non credi anche tu enrico ?
Terzo errore, il più grave e evidente ,,, nessuno dei pedofili "normali" può contare su un organizzazione che gli fornisce mezzi, strutture e propaganda per rifornirsi di quella carne umana della quale poi abusa per i suoi vizi !
Di più nessuno di quei pedofili "normali" può contare sulla copertura e il segreto di superiori, nonchè sul supporto giuridico ( avvocati ) che quella struttura a cui fanno capo largamente gli concede quando sono nei guai .
Di più ancora, a nessuno dei pedofili "normali" viene assegnato con cieca fiducia per una pretesa carica di superiorità morale dai genitori il proprio figlio come avviene per i preti .
E per ora mi fermo qui con gli errori rilevati ,,, altri ne possono aggiungere a piacer loro.
Vale.
@enrico.La rilevanza della questione pedofilia nel vaticano è data dal fatto che in Italia e nell'europa tutta, la cultura cattolica è ampiamente diffusa ed ha profonde radici ,.. consenso per i costumi morali dei quali la chiesa si dice maestra..Chiaramente l'esigenza di chiarezza e trasparenza va allargata in tutte le direzioni..nelle chiese non cattoliche e anche per i civili e laici.Ma cosa significa?Che siccome non sono pedofili solo i preti,viene meno la necessità di far luce sulla questione che investe il vaticano?Che non bisogna indagare e punire i responsabili?L'opinione pubblica non deve sapere?
Ma se fosse un figlio tuo ad aver subito violenza,non sarebbe tuo desiderio un provvedimento giudiziario per punire i colpevoli ed auspicare che questi violentatori siano messi in condizione di non molestare più nessuno? Affinché nessun altro abbia da subire quello che ipoteticamente un figlio tuo può aver subito?
Questo reato deve essere giudicato in qualsiasi caso, da qualsiasi parte vengono indicati i colpevoli,siano essi imam ,rabbini,maestri delle scuole statali ecc.Tutti dovrebbero essere uguali davanti alla legge che deve indagare ogni volta che scatta una denuncia.La Chiesa dovrebbe intanto dimostrare la serietà e la coerenza nel prendere le distanze con i rei,per farlo è indispensabile che si attivi in maniera tale da essere credibile.Cosa significa:Alla Chiesa non piace la giustizia spettacolo? In questa frase ci si vede un tentativo di oscurare i fatti all'opinione pubblica,un atteggiamento omertoso che vuole trovare le sue giustificazioni.....sommandolo al fatto che si declinano responsabilità, nel momento in cui diviene facoltativa la scelta dei vescovi, quando sono a conoscenza del reato a denunciare i sacerdoti.
A volerla guardare nel suo aspetto contradditorio,..la chiesa istituzione che si diffonde e promuove se stessa come amore autentico,sollecita alcune considerazioni:Mi sembra che ci sia un atteggiamento rivolto al controllo del fenomeno, visto come una debolezza che può minare le fondamenta sulle quali si vuole poggiata tutta la dottrina della Cristianità,..l'amore appunto! Non come autentico riconoscimento di responsabilità e solidarietà a tutela delle vittime già tali o di quelle potenziali.
E' facile confondere il controllo con l'amore,perché se non è autentico si rivela nel suo aspetto egoistico ed è ingannevole, perchè il suo egoismo non si palesa finchè il destinatario del suo "amore"rimane docile.L'amore viene recepito tale, intanto che le persone non cercano di uscire dal quel controllo .Si è capaci di dare anche in termini di comprensione e promesse di giustizia pur di conservare il legame.Chi esercita il controllo di solito trova difficile augurare agli altri felicità ed indipendenza.Piuttosto tende a metterli in una situazione di svantaggio per esercitare il suo potere.In una relazione basata sul dominio e la sottomissione si nasconde un profondo senso di insicurezza e impotenza da entrambe le parti.Coloro che vogliono dominare hanno bisogno di colmare il proprio vuoto interiore con la sensazione di soggiogare l'altro.Coloro che si sottomettono facilmente ad una autorità esterna non riescono a vedere il proprio valore di per sé,hanno bisogno di sentirsi parte di qualche cosa che sentono"migliore" e più "forte",mettendo quindi in secondo piano la propria personalità e identità.Per le persone docili,il controllo altrui funge da protezione contro la propria insicurezza, non essendo in grado di tollerare il vuoto che si presenterebbe .Si cerca un ideale nobile ed alto con cui confondere la propria identità per evitare di affontare le debolezze.Questa relazione simbiotica tra il dominatore e il remissivo viene disturbata quando la parte sottomessa sviluppa la forza interiore per diventare indipendente.Allora l'insicurezza della parte dominante emerge sotto forma di frustrazione e rabbia.Il paradosso di questo fenomeno è che è controllato dal suo stesso desiderio di controllare.Più controllo ha,più glie ne occorre.E' prigioniero della prigione che esso stesso ha creato,non è mai libero nella realtà più segreta del suo esistere.Per amare veramente occorre essere liberi!Per essere liberi occorre riscoprire il valore innato della vita di ogni persona,di se stessi,dell'ideale che si abbraccia......il valore della verità libera dai dogmi.Leggiti questo articolo di 8 anni fa e sarà più comprensibile la potenza con la quale oggi è esploso il fenomeno.
http://www.repubblica.it/online/cronaca/papapreti/delusione/delusione.htmlInfatti: se ci fosse un'autentica onestà intellettuale, noi dovremmo avere un accanimento prioritario contro la proposta omosessuale, non del celibato.
Ma è appunto a dimostrare che c'è un accanimento pilotato e pretestuoso, funzioanle, strumentale all'accanimento contro la proposta della Chiesa in generale, che infatti, non ha solo in questo tema continua denigrazione e ostilità.
Ovviamente, per quanto mi riguarda, l'accanimento contro l'omosessualità riferendosi alla relazione con la pedofilia,
nell'osservazione di quel dato di alta frequenza nei casi di pedofilia, di indirizzo "omosessuale" cioé rivolto ai minori dello stesso sesso (e se non erro, si osserva prevalenza maschile), per quanto sia dato da tener di conto, continuando a monitorarlo, è comunque dato che può essere ingannevole e bisogna escludere comunque l'assurdo ed ingiusto porre equivalenza omosessuale=pedofilo. Così come bisogna del resto escludere equazione di eguaglianza tra matrimonio=pedofilia.
Bisogna accollarci invece la relazione, più che l'equivalenza, l'unica relazione che oggettivamente è affidabile, ovvero: ovunque siano i bambini, vanno protetti e tutelati dall'adulto irresponsabile, deviato, corrotto, malato che sia.
Ne consegue che per tutelare i bambini ed investire dunque su di loro nella speranza che rappresentano per l'umanità, deve esserci il massimo sforzo, il massimo investimento nella responsabilità educativa e formativa di adulti, tutti gli adulti. Bisogna insomma, puntare alla "qualità" per vedere risultati quantitativi incoraggianti.
Ma a rallentare o boicottare questo percorso, va osservato, contribuiscono proprio coloro che si accaniscono contro la Chiesa pretestuosamente, soggetti che confondono e distraggono dal percorso da compiere e che è mia opinione, in questa azione di accanimento "strumentalizzano" i bambini ed il dramma della pedofilia, dimostrando che l'odiologia è prioritario anche all'interesse di tutela dei bambini per costoro.
Questo naturalmente non deresponsabilizza nemmeno un poco la Chiesa, i preti, i credenti: si tratta invece di fare chiarezza quanto più si possa, individuando i diretti responsabili di atti disgraziati e proponendosi un grande impegno "qualitativo" dell'uomo, soprattutto quello cristiano che assume con sé, un ruolo di responsabilità testimoniale come portatore di speranza tra gli uomini.
Quella sul celibato, restando tematica "pretestuosa" ma in grado di far emergere anche i soggetti che strumentalizzano la tragedia umana, senza pudore alcuno, portando avanti il progetto odiologico contro la Chiesa (anche svolto, ahimé, internamente alla Chiesa).
Nel momento della sofferenza si riconoscono gli amici dell'uomo e gli amici della Chiesa ed è possibile in questo momento, fare chiarezza anche con chi trama contro, soggetti che in altri momenti cavalcano abilmente a dorso dell'ambiguità.
Anche nell'osservazione di questi soggetti in un periodo più lungo, potremo osservare che ci sono prevalenze di giudizi critici e pochi a sostegno del Papa dove questo è attaccato, oppure strane coincidenze di silenzi dove dovrebbero stringersi a difenderlo dagli attacchi. Coincidenze che però nel tempo, rivelano una sistematicità strategica di assenze e silenzi.
Assenze e silenzi, quando il Papa è attaccato per il discorso di Ratisbona. Assenze e silenzi quando il Papa è boicottato nell'invito all'Università della Sapienza. Assenze o silenzi, quando il Papa è attaccato sul tema dell'aids. Silenzi o assenze quando emergono le polemiche sul dialogo interreligioso con la comunità ebraica. Assenze e silenzi, oggi naturalmente.
E' una sistematicità che nell'osservazione di un periodo più lungo, assume i tratti di una vera e propria strategia programmatica e non si può più parlare di coincidenze o casualità.
All'interno della Chiesa, osservo, è in atto da tempo uno scisma non ufficiale (come può essere stato quello dei Lefevbriani), ma più insidioso proprio in questo, più subdolo e più efficace proprio nell'essere strisciante e non visibile, operato di fatto dall'interno della stessa Chiesa a confondere tanti cattolici (ed anche reclutandoli organicamente con una contiuna campagna di sottoscrizioni di fatto). Uno scisma ufficioso, non ufficiale, che va quanto prima reso chiaro e visibile, perché è proprio nell'ombra la sua forza devastatrice.
Anche qui occorrerà prima o poi prendere atto che occorre sobbarcarsi dolorosamente, una scelta coraggiosa per fare chiarezza una volta per tutte e non restare sul filo delle ambiguità ufficiali, facendo l'errore più grave per la Chiesa, perché diversamente, quell'ambiguità giova a chi la demolisce da tempo dal suo interno, catturando a sé sempre più credenti.
Lasciamo ai politici queste strategie aberranti (vedi Berlusconi e Fini all'interno del PdL), alla Chiesa spetta la certezza affidabile della miglior strategia di sempre, al di là delle scomodità e delle sconvenienze immediate, ma la Chiesa non si fonda sulla progettualità del breve periodo, non ha l'appuntamento con le urne, non dovrebbe fare promozioni di campagne elettorali prospettando periodi temporali di 5, 10 o 15 anni, avendo il compito di accompagnare l'umanità nel suo percorso, in ogni tempo dell'uomo. La Chiesa allora ha solo una strategia "vincente" ed è quella di scomodare e di scomodarsi nel fare chiarezza e verità, costi quel che costi, convenienze, opportunismi, modaiolismi e modernismi possono solo ridurla infine, gravemente. Ho ragione di credere che il contributo di "sciacallaggio" in questo momento doloroso della Chiesa, è individuabile anche in quel fronte interno alla Chiesa stessa che di fatto porta avanti un programma scismatico e distruttivo, riduttivo, ostile e dunque partecipi al banchetto con altri protagonisti che confluiscono nelle grandi singergie odiologiche contro Chiesa e Papa (soprattutto questo mi pare). Occorre dunque in questo momento un assumere fermezza di responsabilità e di spirito per fronteggiare questo grande impegno contro la Chiesa al fine di "sfrattarla" dalla teoria di proposte costruttive per l'umanità, denigrandola e delegittimandola continuamente allo scopo.
Non sarà né la prima, né l'ultima tempesta che la Chiesa affronta ma è necessario impegnarsi a fondo in questa che è molto, molto seria e grave.
A.
Dal sito del CESNUR in riferimento ad un documentario della BBC sui preti pedofili negli USA e ad uno studio indipendente del John Jay College.
E' lungo ma interessante.
Dallo studio del John Jay College si può concludere, come si legge spesso, che il quattro per cento dei sacerdoti americani sono “pedofili”? Niente affatto. Secondo lo stesso studio il 78,2% delle accuse si riferisce a minorenni che hanno superato la pubertà. Dunque i sacerdoti accusati di pedofilia sono 958 in cinquantadue anni, diciotto all’anno. Rispettando le stesse proporzioni le condanne dovrebbero essere 24: in realtà sono di più, perché i tribunali dello Stato (giustamente) perseguono più severamente i pedofili che di chi ha rapporti con minori dopo la pubertà (un’attività, ripetiamolo ancora a rischio di sembrare noiosi, gravemente immorale e spesso anche criminale, ma che non è pedofilia). Ma anche così le condanne penali di preti (veramente) pedofili negli Stati Uniti sono state nel periodo 1950-2002 poco più di una all’anno, il che ci dice quanto seriamente vadano prese certe affermazioni televisive.
Jenkins aggiunge un altro elemento, tutt’altro che poco importante. Per sapere se la Chiesa cattolica sia un ambiente particolarmente favorevole alla pedofilia – e il sacerdozio sia uno stato di vita “a rischio” – occorrerebbe paragonare le statistiche sui sacerdoti cattolici a quelle sui pastori protestanti, i rabbini, gli imam e i maestri delle scuole e degli asili statali. Per tutte queste categorie non risultano a Jenkins dati sulle accuse raccolti con la stessa sistematicità con cui si è studiato il caso dei sacerdoti cattolici; ma i dati sulle condanne mostrano che la percentuale è simile, e in alcuni casi più alta, rispetto ai preti della Chiesa cattolica. Per Jenkins questo dato smonta, tra l’altro, la tesi più volte ripetuta secondo cui è il celibato sacerdotale a essere responsabile della pedofilia. I pastori protestanti e i maestri di scuola e di asilo sono in maggioranza sposati, eppure tra loro c’è una percentuale di pedofili condannati analoga o più alta rispetto ai sacerdoti cattolici. Come ha ricordato il cardinale arcivescovo di Sydney, George Pell (e i dati di Jenkins lo confermano), il novanta per cento dei pedofili sono sposati. Semmai – per quanto non sia politicamente corretto dirlo – i dati confermano che il rischio pedofilia è maggiore tra gli omosessuali. Mentre sarebbe ingiusto e assurdo sostenere che tutti gli omosessuali sono pedofili, è un dato di fatto che molti pedofili sono omosessuali. Secondo il rapporto del John Jay College l’81% dei sacerdoti accusati di rapporti con minori nel periodo 1950-2002 avevano un orientamento omosessuale. Tuttavia quando Benedetto XVI ha raccomandato ai vescovi americani maggiore cautela prima di ordinare come sacerdoti seminaristi che manifestano un orientamento omosessuale, gli stessi media – compresa la BBC – che invocano misure durissime contro il rischio pedofilia hanno accusato il Papa di essere “omofobo”. Dov’è l’errore?
Riguardo ad una possibile testimonianza del pontefice de Magistris:"Non ritengo un tabu che Ratzinger possa rendere testimonianza ai giudici tedeschi di quanto sa sui casi di pedofilia denunciati in Germania............Testimonianza non solo intesa come fatto giuridico puro, ma anche come atto di chiarezza e trasparenza. Un'occasione per rilanciare la credibilita' della Chiesa messa a dura prova dallo scandolo dei prelati pedofili".
Esagerato e pregiudizievole l'articolo di Sgarbi.
Di Pietro sulla questione pedofilia,guarda:
http://www.youtube.com/watch?v=23jIqBLPgmYAmici i vostri post sono interessantissimi (a volte ben documentati) ma sono "mozzafiato". Nel senso che sono lunghiiiiissimi. Oltre a tutte le eccezioni (interessantissime) che Sandra faceva a proposito del celibato sacerdotale nelle varie chiese cattoliche ortodosse, bizzantine, ecc. in italia e nel mondo, vanno ricordate anche le chiese ortodosse slave (patriarcato russo e Ucraìno e Romeno) e riformate e anglicane. Così pure va ricordato il diverso approccio delle diverse chiese a proposito del divorzio. Non credo che i teologi ortodossi o riformati siano degli incompetenti o dei superficiali: avranno delle ragioni a pensarla diversamente. Eppure su tutte questi argomenti l'ecumenismo si arena. Si "dialoga" ma poi in soldoni se si vorranno superare le divisioni tra chiese qualcuno dovrà cedere e sottomettersi alla ragione dell'altro. Eddy.
Stefano Disegni coglie bene l'attimo con questa sua striscia esilarante dal Fatto Quotidiano.
Austeritas ,,, severitas .
Il movimento cattolico progressista tedesco..
Per quanto momento difficilissimo e doloroso per la Chiesa ed il Papa, sarà una formidabile occasione per far emergere i soggetti che si muovono intorno alla Chiesa, soprattutto le loro finalità, i loro progetti, la loro disposizione.
E' nel momento delle difficoltà più dura, che si scopre chi è amico autentico e chi in realtà, uno sciacallo aspettando il momento opportuno per scoprire la propria intenzione..
Senza sorprese, ma De Magistris, mi pare su Repubblichella, ha scritto un articolo interessante nel senso che dicevo su. Siamo in campagna elettorale e l'odiologia è sempre più sfacciata.
Sgarbi ci ha fatto un ottimo articolo, ma detto a chi segue le vicende della Chiesa senza militare nell'odiologia, nulla di nuovo e straordinario, solo la naturale applicazione coerente dell'odiologia farneticante: che Repubblichella sia organo utilissimo a chi detesta la Chiesa un giorno sì e l'altro pure, più o meno, non soprende nessuno da tanto tempo.
Comunque, l'articolo è questo:
Ora De Magistris vuol processare pure il Papa
di Vittorio Sgarbi
L'europarlamentare dell'Idv attacca Benedetto XVI: "Dovrebbe testimoniare in aula e raccontare ciò che sa sui casi di pedofilia". E con arroganza l'ex pm confonde l'ignaro Ratzinger con un dittatore. Ma è solo l'ultimo atto del delirio giustizialistaChe ci saremmo arrivati mi era stato evidente l’altro ieri vedendo la prima pagina della Repubblica, colla fotografia in mezzo controluce, e due silhouette di preti parlottanti dietro di lui, arcigno e preoccupato (non solenne non autorevole) sotto il titolo: «Caso di pedofilia a Monaco con Ratzinger vescovo». L’occhiello tentava un’attenuante: «Denuncia shock. Il Vaticano: il Papa è estraneo». Per il Vaticano, perché invece per il laico monsignore eletto al Parlamento europeo, in virtù del suo fallimento come magistrato (i processi nei quali il collegio giudicante sempre lo ha sconfessato indicandone l’infondatezza delle accuse) Luigi De Magistris: «Ratzinger dovrebbe rendere testimonianza ai giudici tedeschi di quanto sa sui casi di pedofilia. Quando i fatti avvengono all’interno delle mura vaticane non è semplice far luce sulla verità. Non è la prima volta che su queste vicende viene tirato in ballo lo stesso Papa e nessuno è al di sopra della legge».L’insostenibile arroganza e la totale mancanza di senso dello Stato (anche di un altro Stato com’è il Vaticano) fa dire a personaggi che non sono stati puniti per le loro responsabilità una serie di insensatezze che hanno come obiettivo mettere sotto processo le istituzioni. Dalla presidenza della Repubblica, alla presidenza del Consiglio, alla Santa Sede. La stupidità della posizione di De Magistris non è soltanto per lo spirito dissacratorio che la ispira (perfettamente logico in Dario Fo) ma per l’assoluta inutilità della richiesta il cui carattere è soltanto spettacolare e propagandistico. Essendo il Papa il capo di uno Stato, chiedergli di testimoniare significa immaginare che egli sia a conoscenza di qualcosa che è stato fatto non per suo ordine ma alle sue spalle.
La richiesta di De Magistris trova il suo precedente nei processi internazionali inaugurati qualche anno fa (dopo il tribunale di Norimberga) dal magistrato Baltasar Garzon che dalla Spagna incriminò Pinochet. Il giudice spagnolo puntava a riconoscere una responsabilità oggettiva di Pinochet nelle torture, negli arresti, nelle sparizioni per una volontà espressa, dichiarata, per volontà in questo senso, s’intende scelta, decisione non mera conoscenza dei fatti. E cos’altro se non questo potrebbe essere responsabilità del Papa? In questo caso avrebbe dovuto perdonare o denunciare? Sopraffatto da questi interrogativi De Magistris confonde Ratzinger, vescovo a Monaco con Pinochet o Fidel Castro, capi di Stato che hanno premeditato repressioni contro i dissidenti. Ma cosa poteva programmare Ratzinger con i pedofili? Per De Magistris, immagino, un’associazione a delinquere. Perché, se non si tratta di questo, che senso ha interrogarlo? Per sapere che sapeva. O per chiedergli se sapeva? In ogni caso, se non lo si immagina coinvolto perché il Papa dovrebbe rispondere di ciò che avveniva non per sua volontà? Immaginiamo un delitto al Quirinale, o la scoperta che due corazzieri sono amanti.
E perfino che una dipendente pratica l’incesto. Cosa c’entra Napolitano? O dev’essere interrogato come Vanacore? Prima di queste teorie di De Magistris non si riteneva in giurisprudenza che la responsabilità penale fosse individuale? Qualcuno ha ritenuto di interrogare il ministro Maroni o il ministro La Russa perché alcuni carabinieri infedeli hanno ricattato Marrazzo? Se nella diocesi di Monaco di Baviera c’era un prete pedofilo, che cosa deve riferire Ratzinger, ammesso che lo sapesse? Che ha chiesto al prete di smettere, o ha preferito credere che non fosse vero? Ma il Vaticano di De Magistris è luogo di trame e di complotti e «se il Papa viene tirato in ballo», va ribadito che «nessuno è al di sopra della legge». Ma neanche la legge dev’essere al di sopra del buon senso e del rispetto delle istituzioni.
collega Di Pietro in piazza del Popolo dichiara con solennità: «Noi c’eravamo a manifestare contro il piduista Berlusconi, un corruttore matricolato anche quando gli altri ci davano degli eversivi». Oggi infatti, come sa bene soltanto Di Pietro, Berlusconi è stato condannato per corruzione e la P2 è stata riconosciuta un’associazione eversiva. Non c’è naturalmente da stupirsi se le due affermazioni di Di Pietro altro non sono che diffamatorie, ravvisando l’unico vero reato che è quello per il quale io sono stato processato per avere dato del piduista a un piduista, anch’io in qualche modo fingendo di ignorare che la mia affermazione era suggestiva, nella presunzione che la P2 fosse quell’associazione a delinquere che una sentenza definitiva del tribunale, molto ben argomentata, ha dimostrato non essere.
Di Pietro lo sa meglio di me. Come sa, che senza aver commesso alcun reato furono «piduisti» persone rispettabilissime come i giornalisti Roberto Cioni e Alberto Sensini, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, lo storico Roberto Gervaso, il comico Alighiero Noschese e che nessuno di loro, come Berlusconi fu mai incriminato per avere fatto parte di un’associazione di cui molto si è chiacchierato. Cosa intende dire con «piduista» Di Pietro? Quello che i tribunali hanno stabilito, cioè niente, o la diffamazione giornalistica che ha inventato un’associazione a delinquere che non c’era? Così va il mondo e così i diffamatori continuano a fare i diffamatori grazie all’immunità parlamentare, che a parole combattono, come hanno fatto i diffamatori con atti giudiziari dove l’ipotesi di reato diventava responsabilità conclamata attraverso avvisi di garanzia che non garantivano né la verità né la dignità delle persone ma assumevano il ruolo del venticello rossiniano, con la copertura di un pronunciamento non di parte ma «in nome del popolo italiano».
Lo hanno fatto da magistrati continuano a farlo da deputati o da capipopolo. Hanno fatto male i conti. Arrivando al Papa, hanno offerto all’odiato Berlusconi un’insperata protezione: quella del Cielo: Dio, perdona loro perché non sanno quello che fanno (e neanche quello che dicono).
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E no, niente, cose così... Repubblichella è sempre la stessa. Ma anche il giustizialismo che De Magistris, l'ultimo arrivato dalla magistratura politicante, costruisce nel Paese.
A.
Facciamo chiarezza ,,, dice il prete.
BERLINO - Un doppio attacco al papa arriva proprio dalla sua Germania, a proposito dello scandalo della pedofilia nella Chiesa.
Il vice presidente del parlamento tedesco, Wolfgang Thierse, membro del comitato centrale dei cattolici tedeschi, ha dichiarato che "la credibilità della Chiesta sta traballando in modo molto grave" per i casi di pedofilia emersi in Germania e ha chiesto al papa "maggiore onestà". "La costernazione dei credenti è enorme", ha affermato Thierse, dicendosi favorevole a rilanciare il dibattito sul celibato dei preti. Secondo lui inoltre "la Chiesa deve essere più onesta e più severa con se stessa e questo vale anche per il papa", chiamato in causa nei giorni scorsi per aver dato ospitalità nel 1980, quando era arcivescovo di Monaco, a un prete sospettato di pedofilia.
Ma questa di seguito è la notizia ancora più clamorosa e dal mio punto di vista assolutamente divertente. ( nota del relatore ,,, ovvero io, civis romanus .)
Il movimento cattolico progressista tedesco, 'Iniziativa Chiesa dal basso' (IKvu), ha chiesto le dimissioni di Papa Benedetto XVI a causa dello scandalo degli abusi sessuali emerso in Germania. "Sarebbe un gesto purificatore se Ratzinger dicesse: 'Sono da ostacolo ad una purificazione della Chiesa. Mi dimetto'", ha detto il direttore del movimento, Bernd Goehrig, secondo quanto riporta oggi il quotidiano tedesco Financial Times Deutschland (Ftd). Goehrig ha inoltre criticato il caso di Monaco di Baviera emerso la settimana scorsa, che ha coinvolto un prete nel periodo in cui il Papa era arcivescovo del capoluogo bavarese. L'allora Vicario generale, Gerhard Gruber, che oggi ha 81 anni, si è assunto la responsabilità della vicenda, ma secondo Goehrig questa è stata una manovra tattica. "Dal nostro punto di vista - ha detto il direttore del movimento -, è una questione di responsabilità morale".
Fonte ansa.
Qualcuno saprebbe spiegare le contraddizioni che sorgono nel considerare l'obbligatorietà del celibato per i sacerdoti cattolici?
Ma sopratutto: qualcuno saprebbe spiegare la contraddizione di pretendere che i preti cattolici abbandonino celibato, se già è possibile farlo volendo?
E qualcuno mi spieghi perchè poi un cattolico non possa servir bene Chiesa e Dio senza esser prete, da cattolico credente, fedele testimoniando la sua fedeltà per la Chiesa: e dunque?
Fosse altro il motivo? Fosse un pretesto pure, la faccenda?
A.
Guardate un po' cosa ho trovato!
Qualcuno saprebbe spiegare le contraddizioni che sorgono nel considerare l'obbligatorietà del celibato per i sacerdoti cattolici?
E quale è la differenza tra il rito latino e quello bizantino?
MOLTISSIMI PRETI CATTOLICI SONO SPOSATI:
POSSONO ESSERE TRANQUILLAMENTE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DI RITO BIZANTINO O COSTANTINOPOLITANO, cioè
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA ITALO ALBANESE e ITALO GRECA IN ITALIA
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA GRECO MELKITA in Siria, Libano, Giordania, Israele e Gerusalemme, Brasile, Stati Uniti, Canada, Messico, Iraq
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA GRECO- CATTOLICA UCRAINA in Ucraina, Polonia, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Germania, Francia, Brasile, Argentina, Finlandia, Norvegia e Svezia
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI della CHIESA CATTOLICA RUMENA in Romania e Stati Uniti , della Chiesa RUTENA in Ucraina, Repubblica Ceca e Stati Uniti e della DIOCESI DI KRIZEVCI in Croazia, Serbia e Montenegro
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA MACEDONE
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA GRECO-CATTOLICA SLOVACCA in Slovacchia e Canada
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI della CHIESA GRECO-CATTOLICA UNGHERESE.
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA GRECA in Grecia e in Turchia
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA BULGARA
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA ALBANESE in Albania
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA RUSSA in Russia e Cina
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA BIEORUSSA
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA GEORGIANA
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA COPTA in Egitto
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA ETIOPE o GEEZ in Etiopia ed Eritrea
(Nella lingua Tigrigna la lingua dell’Eritrea, Il “Keshi”
è il prete sposato, mentre l’ “Abba” è il prete monaco, o celibe)
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI di RITO ANTIOCHENO O SIRIANO OCCIDENTALE, cioè POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA MARONITA in Libano, Cipro, Giordania, Israele, Palestina, Egitto, Siria, Argentina, Brazile, Stati Uniti, Australia, Canada, Messico,
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA SIRA in Libano, Iraq, Giordania, Kuwait, Palestina, Egitto, Sudan, Siria, Turchia, Stati Uniti, Canada, Venezuela
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA SIRO- MALANKARESE in India
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA di RITO CALDEO, composta dalla Chiesa Caldea in Iraq, Iran, Libano, Egitto, Siria, Turchia, Stati Uniti e dalla Chiesa Cattolica Siro-Malabarese in India e Stati Uniti
POSSONO ESSERE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DELLA CHIESA CATTOLICA di RITO ARMENO, in Libano Iran, Iraq, Egitto, Siria, Turchia, Palestina, Ucraina, Francia, Grecia, Argentina, Romania, Stati Uniti, Canada oltre ad altre zone dell’America latina o dell’Europa orientale
Dunque si tratta di CHIESE CATTOLICHE di rito orientale.
COME DICEVO; IN ITALIA POSSONO ESSERE NORMALMENTE SPOSATI I PRETI CATTOLICI DI RITO BIZANTINO, NELLA CHIESA ITALO-GRECA e ITALO-ALBANESE:
Diocesi di LUNGRO
In provincia di Cosenza:
a Lungro ( Sede dell’Eparchia), parrocchia di San Nicola di Mira
ad Acquaformosa, parrocchia di San Giovanni Battista
Castroregio, parr. Maria ad Nives
Cantinella di Corigliano, parr.San Mauro
Civita, Santa Maria Assunta
Eianina di Frascineto, San Basilio il Grande
Falconara Albanese, San Michele Arcangelo
Firmo, Santa Maria Assunta in Cielo e
San Giovanni Crisostomo
Frascineto, Santa Maria Assunta
Macchia Albanese di San Demetrio Corone,
Santa Maria di Costantinopoli
Marri di San Benedetto Ullano, San Giuseppe
Plataci, San Giovanni Battista
San Basile, San Giovanni Battista
San Benedetto Ullano, San Benedetto
Cosenza, SS. Salvatore
San Cosmo Albanese, SS. Pietro e Paolo
San Demetrio Corone, San Demetrio Megalomartire
San Giorgio Albanese, San Giorgio Megalomartire
Santa Sofia d’Epiro, Sant’ Atanasio il Grande
Sofferetti di San Demetrio Corone, San Michele Arcangelo
Vaccarizzo Albanese, Santa Maria di Costantinopoli
I n Lucania,
in provincia di Potenza:
San Costantino Albanese, San Costantino il Grande
San Paolo Albanese, Esaltazione della Santa Croce
IN Puglia, a
Lecce, San Nicola di Mira
In Abruzzo, in provincia di Pescara
Villa Badessa di Rosciano, Santa Maria Assunta
Oltre alla eparchia di Lungro,
In Sicilia c’è poi l’Eparchia di Piana degli Albanesi,
con Piana degli Albanesi,
Contessa Entellina,
Mezzojuso,
Palazzo Adriano
Santa Cristina Gela.
SIAMO IN ITALIA:
Ecco il resoconto dell’incontro del Vescovo di LUNGRO col Clero coniugato.
Una prassi più che naturale e normale, quella del clero coniugato, in Italia,
fra i preti CATTOLICI di rito bizantino:
@salvatore-il 68' negli anni ,è stato oggetto di critiche ed attacchi,ma ha lasciato un bagaglio culturale a risvegliare tante coscienze nei decenni che sono seguiti.Chi sempre ha goduto dei privilegi con una condotta di vita ipocrita e fortemente condizionata dalla morale conservatrice e retrograda,rigetta il 68' e ne disconosce il valore rivoluzionario delle idee, sorte a liberare gli individui dalla suggestione del retaggio di quella mentalità trionfo della borghesia di un 800',in cui la sola morale vincente era quella dettata dalla chiesa e dal perbenismo falso.Berlusconi come tutti quelli del suo stampo fanno parte di quella categoria per cui la forma conta più della sostanza,L'abito fa il monaco,,.... e quello che appare è di gran lunga più importante di quello che realmente è.
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Riguardo ai preti ed al celibato,proprio questo pomeriggio parlando con un amica che ha praticato attivamente nella chiesa,mi diceva appunto, che ci sono preti in alcune parti del mondo che sono sposati.Diceva di aver scoperto questa cosa ,della quale era completamente ignara ,dopo un incontro con un prete cristiano cattolico libanese che aveva appunto moglie.Mi ha detto che in Libano ,per questioni che in quel momento non ha potuto approfondire,gode di una specie di status particolare.I preti si sposano.Cercherò di approfondire questa ricerca,per una curiosità personale che la conversazione di questo pomeriggio ha risvegliato.
Sandra 1,
il vero rimedio, che però la Chiesa non prenderà mai, per puro dogmatismo, starebbe nel considerare le risultanze di studi,ed inchieste, sia sociologici che psichiatrici, ed adottare i conseguenti provvedimenti in merito ad una dottrina, fuori dal tempo e dalla scienza da sempre ma, clamorosamente poi, da ormai oltre un secolo, da Freud in poi;
starebbe quindi in una "Rivoluzione Sessuale", quella che il '68 ha prodotto nella direzione della pratica di una sessualità più libera, naturale, aderente ai bisogni umani ed alle manifestazioni della bellezza che una sessualità non repressa riserva alla vita.
La negazione del libero sviluppo della sessualità, della libertà di praticarla, della gioia di manifestarla, dei valori che il '68 ha insegnato alla mia generazione, ribellandosi contro una società repressiva,
hanno prodotto quei disastri ai quali non potrà ora che mettere una pezza provvisoria, con provvedimenti tardivi,
e, probabilmente, pian piano, con tempo ed ipocrisia, con l'annacquare il celibato, un istituto che non regge alla prova del confronto di una società non più tanto insensatemente costrittiva come un tempo.
In questo senso mi trovo del tutto d'accordo con Ivan 3 quando scrive
<Il celibato impone ai sacerdoti una condizione innaturale e ne favorisce le deviazioni. le punizioni, blande o severe che siano, non potranno certo eliminare il problema.
Un tempo tutta la nostra società era più rigorosa sui costumi e forse i preti soffrivano meno la loro condizione.
Oggi sono molto più esposti alle tentazioni e cedono.>
Un mio amico di grande cultura scientifica (un fisico) ed intelligenza, da 18 anni nella Compagnia di Gesù, fece tesoro, "ai tempi del '68", di quanto gli si offrì, di conoscenza e di esempio, si spretò, ed oggi ha un figlio di 30 anni, del quale è felice ed orgoglioso.
Salute e fratellanza.
P.s.
chi si è opposto ed ha denigrato il '68 (vedi Berlusconi) certo non sembra praticare una libertà sessuale altrettanto apprezzabile, dato che il sesso a pagamento non rientrava proprio tra le raccomandazioni dei sessantottini.
Qualcosa non quadra nel ragionamento, Ivan:
1) A mio avviso si dovrebbe capire che la tradizione, pur veneranda e rispettabile, non basta più. --> La tradizione senza la Chiesa e senza preti, è mooolto più lunga, tanto nei numeri di soggetti implicati che nell'ordine di tempo: eppure la pedofilia è una piaga antichissima sul pianeta e dunque..
2) La Chiesa non ha il coraggio di confrontarsi col mondo moderno, resta arroccata, assediata e perde pezzi. --> E' l'esatto opposto: da quando la Chiesa si è messa in testa di adeguarsi ai "tempi", dimenticando o anche marginalizzando il fatto che la Verità di Cristo è, essendo La Verità e non "una" verità, cioé per accompagnare gli uomini in ogni tempo, ecco, proprio da allora (progressimo, modernismo, relativismo, "socialismo" in senso ideologico o nella pretesa di parte della Chiesa di avere nella figura pastorale un sindacalista o una figura impegnata più a fare sociologia che teologia), ecco, proprio da allora, si nota, la Chiesa perde coesione, credibilità e forza contro i "tempi-mondo moderno" che faccio notare, è una condizione precaria e transitoria (nell'anno mille, le concezioni del mondo erano "moderne", oggi certo non possono essere ancora "moderne": è il relativismo baby).
Infatti, ha cominciato a perder pezzi dopo la devastazione culturale, modernista, relativista e socialista del sessantotto, poi dando il peggio di sé negli anni '70 (il peggio che è trasportato in ogni piano ed espressione, formale o sostanziale che sia: gli orrori estetici ed architettonici, vere e proprie aberrazioni formali e sostanziali, produrranno un'infinità di chiese, chiesette e chiesone orripilanti, brutte dentre e fuori, perché esprimeranno il vuoto, la cultura del nulla, la cultura non cultura, la cultura senza padri e la finzione di essere cultura, le università francesi registreranno per il mondo migliaia e migliaia di autogestioni con insegnanti complici per restare "moderni" e sentirsi "giovani" o interpreti del nulla, migliaia e migliaia di discussioni del vuoto vestito da sostanza, in cui si spiega che la vera cultura è autoreferenziale, soggettiva, relativa, la vera cultura è la non-cultura e tutto viene conformato poderosamente al nulla, perdendo di significato ma recitando l'isteria che ne abbia tanto tanto invece parlandone per ore, anni, decenni, perfino tutt'oggi in quella recita e non a caso, quelle ore ed ore ammorbanti di delirio (però delirio distruttivo, è un vuoto, un nulla-vuoto cancellatore che nella capacità distruttiva devastante, a me ricorda "I Langolieri" nella raccolta "Quattro dopo mezzanotte" di Stephen King), vuoto e nulla che devasta cervelli anche nel drogarli del presupposto di avere una sostanza per cui giustificare l'autoreferenzialità (in realtà è una vanità che si veste ipocritamente da anti-conformimo) e non a caso saranno riproposti da un Enrico Ghezzi (e non a caso organico a Telekabul, Rai 3) capace di proporre il nulla (se stesso) doppiato (suggerendo che sia sostanza meritevole), nell'artifizio tentato di creare dal nulla, un nulla di maggior sostanza ed in realtà finendo per essere invece, il nulla ridicolo, patetico, perfino macchietta per la satira, ma tanto l'originale essendo parodia di se stesso, che non riuscirà mai a sfondare: l'originale è imbattibile, è ancora più parodia, ancora più ridicolo di quanto si possa tentare di volerlo ridicolo.
Ecco, la Chiesa subisce (complici anche alcuni preti annoiati dalla Verità Cristiana e molto più interessati ad altre attività socialistico-ideologico del nulla autoreferenziale, anche nella illusoria prospettiva di guadagnare visibilità e consenso) la devastazione dei langolieri del '68 e di ogni sua possibile declinazione. Mentre ogni cosa, con la patina assume il fascino dei contenuti, ha in quella patina del tempo, un'aura di sostanza affascinante, qualsiasi, anche la più rustica e povera (anzi, ancor di più suggestiva), qualsiasi cosa prodotta in quegli anni, sarà orrenda e nemmeno la patina suggestiva del tempo e della storia, parrebbe, riesce a creare in quel nulla delirante, in quel totale disprezzo di buon senso e buon gusto, un fascino: quelle Chiese resteranno brutte dentro e fuori, anzi, sempre più brutte, dentro e fuori, non c'è verso di valorizzare ciò che fu il disprezzo del valore e dunque sembreranno vecchie e brutte inesorabilmente, orrende ed inguardabili, comunicative del brutto mentre di solito, il "vecchio" conferisce via via valore.
Tornando al discorso aldilà degli onnivori langolieri fagocitatori e cancellatori della cultura senza padri e della non cultura, del vuoto preteso nel delirio collettivo, un contenuto (con contraddizioni insanabili come il vietato-vietare che poi vorrà invece vietare di tutto, anche protestando con violenze tremende), da quando la Chiesa ha perso coraggio nella Verità Cristiana, che è Verità affidabile per ogni tempo e per tutti gli uomini, pensando di averne di più valido e costruttivo così, nel confronto con il "mondo moderno" inseguendo verità ingannevoli, fugaci, verità del nulla che infatti sono puntualmente riempite da mille verità-contenuto altrettanto ingannevoli, ma con almeno dei contenuti, più credibili nella sostanza (le ideologie per esempio), la CHiesa perde pezzi continuamente: perde fedeli, perde clero (vocazioni in ribasso in una progressione senza fine, si dovrà ricorrere alle vocazioni attinte in ogni parte del mondo dove i langolieri non hanno potuto fagocitare e distruggere tutto, si dovranno chiudere cappelle, chiese sia per scarsità di fedeli a frequentarle, che preti per seguire l'attività) ed invece ne guadagnano proprio coloro che non inseguono verità fittizie, resteranno fedeli alla propria verità "senza tempo" e dunque credibile, attrattiva, affascinante e suggestiva, affidabile e solida proposta, cioè l'Islam, il Buddismo anche, proprio nel non inseguire il "modernismo" o il "modaiolismo" avranno il risultato inverso: di crescita. E' anche questo il motivo per cui è tanto ostentato il percorso di "recupero" (vedi motu-propri, il vecchio rito latino) perché chi ha sempre lavorato ostile e risentito con la Chiesa per mille motivi (per lo più ideologici, ma non solo), anche dall'interno della Chiesa stessa, sa benissimo che è una terapia di constrasto che potrebbe dare perfino dei frutti insperati nel breve-medio periodo e dunque vanno rallentate quelle richieste, fino a quando la Chiesa non è dissolta o talmente devastata da non potersi più rialzare nemmeno con rianimazione forzata ed accanimento terapeutico.
3) Il celibato impone ai sacerdoti una condizione innaturale e ne favorisce le deviazioni. le punizioni, blande o severe che siano, non potranno certo eliminare il problema. ---> Questa non è forse la più assurda e irragionevole proposizione, ma sicuramente la più subdola perchè è quella che oggi partecipa alla grande abbuffata degli sciacalli che nelle ore difficili e dolorose della Chiesa gioiscono festosi: ne hanno buona ragione, perché l'odiologia anti-cattolica ha organizzato un'operazione incredibilmente organizzata ed efficace, conquistando moltissimo terreno, allargando di molto i confini nella conquista, c'é nelle forze fedeli ed amiche alla Chiesa della confusione, disorganizzazione, paura, sbandamento ed in più si sono attivati gli "infiltrati" nelle retrovie, le quinte colonne dell'odiologia che amplificano lo sbandamento, la confusione e la paura (nonché la sofferenza) della Chiesa.
Tuttavia, lo dico soprattutto a coloro che hanno un rapporto sereno con la Chiesa e rifuggono la cultura odioliogica che opera sistematicamente per ridurla o dissolverla naturalmente, non solo come sfida a chi quel rapporto di fiducia (fede) non ne ha e si presta all'odiologia invece, quella del celibato come pretesa causa a cui addurre i guai recenti e passati della Chiesa, non è davvero un tema "insidioso".
Basta la ragione (un'onestà di ragione, dribblando le facili conclusioni conformiste e soprattutto, il pregiudizio, dunque liberi per farsi un giudizio) nell'osservare che il fenomeno della pedofilia è devastante in modo trasversale all'umanità: anche quella che appunto, celibe non è. Anzi, il "dirottamento" nella pretesa individuazione nel "celibato" come causa o concausa, ci distrae e rallenta nelle strategie efficaci contro la pedofilia, perché ci sfugge il primo passo necessario: comprenderne le ragioni scatenanti e replicanti autentiche. Nella realtà, i casi di pedofilia non solo sono storicamente antecedenti alla stessa Chiesa nel racconto dell'uomo, ma anche attualmente, è osservabile di come agisca per esempio, in famiglie, dove il celibato non c'é oppure in luoghi dove è possibile ricorrere al soddisfacimento delle attività sessuali (a pagamento per esempio), anche nei luoghi dove più è libertino, licenzioso, legittimo e legale (prostituzione compresa), non si scampa dal problema della pedofilia. Perfino dove la realtà non permette in loco di espletare il compimento dell'attività sessuale irresponsabile, senza progettualità, diparte un turismo sessuale internazionale verso luoghi che offrono questa proposta e nonostante l'offerta ampia (prostituzione ovunque), ci sarà purtroppo una parte di questo turismo che sceglie o si indirizza in qualche modo verso l'esercizio pedofilo.
Dunque nella più ampia offerta, la pedofilia permane a dispetto del preteso "celibato" come causa o concausa, lo avremo invece trasversalmente agli uomini, nelle realtà più disperate (dalle più ricche alle più povere realtà tra l'altro, attività praticata da elite ricchissime, classi medie o poverissime: nemmeno un "classismo" sembra rispondere all'individuazione delle cause) e dobbiamo drammaticamente attenerci all'unico dato oggettivo e ragionevole, invece, in nostro possesso, in tutto il suo orrendo significato rivelato:
La pedofilia è e può essere ovunque siano i bambini. Non nei monasteri, orfanotrofi, collegi cattolici, seminari, macché: ovunque siano i bambini. E' un dato disperante, terribile.
Non avremo, per esempio, casi di pedofila, in pochissimi luoghi: nello spazio, nelle missioni spaziali, non avremo casi di pedofilia. Per ora: perché i bambini lì non ci sono. Non avremo atti pedofili consumati, presumibilmente, in una centrale nucleare: lì i bambini non ci sono.
Ma ovunque siano bambini, li avremo ed è davvero, davvero tremendo, disperante: tra i preti, ma anche tra i maestri di scuole, bidelli o estranei attratti, appostati fuori, li avremo in famiglia, tra genitori e parenti o amici di famiglia, li avremo tra i turisti, impiegati, dirigenti, disoccupati, nulla facenti, li avremo tra istruiti e analfabeti, nomadi e stanziali, celibi e sposati anche plurimi, avremo pedofilia nella casa, nel cortile, nel condominio, nel quartiere, nel paese, nella città, nella nazione, nel continente, la dovremo purtroppo scoprire anche nel mondo "virtuale" che sempre più si dimostra "social" e capace di amplificare di più e più velocemente il peggio della realtà precedente, di quanto sia il "meglio" purtroppo; li avremo tra monogami e poligami: la pedofilia è trasversale agli uomini adulti e unilaterale nell'obiettivo unico: ovunque siano bambini.
E' un'orrenda verità, disarmante, disperante, ma è l'unico dato oggettivo a cui affidarci per elaborare delle risposte di contrasto al momento.
Dunque non è un argine né il non celibato, così come non lo è il celibato, quanto invece la forza e la credibilità nel praticare sia la condizione celibe, che quella coniugata, il punto non è quello, il punto è invece l'immunità (o in altri casi, il riparo-antidoto) dell'investimento e del lavoro sull'educazione responsabile, che se ben consolidata e autentica, ovviamente, respinge la pedofilia in ogni condizione e contesto: bisogna lavorare sulle cause per vedere poi il risultato fenomenico diverso, perché le occasioni per far emergere il manifesto, sono di mille variabili e volendo imprevedibili anche volendo impegnarci per prevederle tutte, la singolarità dei casi è infinita, ma lavorando sulle cause interiori (e considerando che quel lavoro si compie anche nelle proposte esterne che interagiscono), qualunque condizione l'uomo si possa trovar davanti, se ha una causa ben posta e solida, confortata possibilmente anche esternamente, ma volendo, per quanto sviluppando più possibili tensioni, basta la causa interiore, la consapevolezza autentica, qualunque condizione o occasione, produrrà la manifestazione di quella causa ben posta e buona e non altro.
4) Un tempo tutta la nostra società era più rigorosa sui costumi e forse i preti soffrivano meno la loro condizione.
E' vero: i langolieri hanno svolto bene il loro lavoro, tutt'oggi attivi tra l'altro, come spiegavo, ma questo rafforza quanto dicevo ed osservavo al punto 2), un tremendo errore che si può sintetizzare anche in un aspetto, cioé nell'inseguimento del consenso e dell'accettazione svendendo la verità allo scopo, puntanto sulla "quantità" piuttosto che sulla "qualità", abbassando la qualità anzi, proprio per ottenere l'immediato effetto di consenso con scorciatoia. Sono scelte che si pagano amaramente: alla fine, nel medio-lungo termine, avremo un deserto di macerie, uno scoraggiante scenario devastato dove sia la qualità svenduta o relativizzata allo scopo di conquistarsi la "quantità" nella fuga del compiacimento e del quieto vivere, sia la quantità, sono irrimediabilmente, catastroficamente, demoliti. Se non si investe nella qualità, insomma, per quanto all'inizio possa sembrar l'inverso (anzi, i primi risultati a dar ragione contribuiscono a mantenere l'inganno e dunque aumenta la credibilità di proposta e di adesione alla scelta), puntualmente finisce che avremo sia la quantità che la qualità ridotta. Questo meccanismo, questa dinamica, è quello che è capitato anche alla Chiesa, ma in generale, direi che è ciò che vale sempre per tutte le proposte dell'uomo e ciò che costruisce.
5) Oggi sono molto più esposti alle tentazioni e cedono.
Le tensioni sono più forti e quel "più" di tensioni, è il differenziale che corrisponde, si può dire, dalla differenza tra La Verità e l'inganno di tante verità-fasulle. Essendo aumentato tremendamente quel differenziale, ne consegue che "oggi" le tensioni e le tentazioni sono molto più acute, perchè si è costruito in modo ancora più squilibrato tendendo verso l'allontanamento dalla verità e gli uomini allora, sono sottoposti a più sforzo e tensione.
Ma anche ne consegue che anche qui, c'é la schizofrenia e l'ipocrisia delle critiche alla Chiesa: il mondo di oggi espone molto di più alle tentazioni (pedofilia inclusa, vedi internet, globalizzazione ecc) e dunque la Chiesa dovrebbe invece opporsi al mondo "moderno" proprio per arginare, con le sue proposte, il danno che produce quel "moderno" oggi. Si arriva a riconoscere che i preti di oggi sono più esposti ai cedimenti ed alle tentazioni, ma poi gli si critica di non confrontarsi abbastanza modernamente! Ovvero, il "moderno", l'"oggi" tenta di più, ma dovrebbero ancora più "modernizzarsi", ancora più essere "tentati".
Una schizofrenia di vedute o l'esercizio ipocrita dell'odiologia che critica la Chiesa a prescindere, qualsiasi cosa dica o faccia? Se la società un tempo era più rigorosa, sembra che nell'oggi, nel meno rigore, abbia amplificato nei numeri, orribilmente la patologia della pedofilia (abbiamo polizia criminale, psicologi psichiatri, controllori uomini e macchine e software specifico, un esercito internazionale dedicato solo al tema pedofilia per le proporzioni devastanti che assume) e però poi si contesta alla Chiesa di essere troppo "arroccata"?
Ma sarà, piuttosto che proporre una così sfacciata incoerenza, forse, che non è rimasta abbastanza arroccata allora, l'ipotesi più ragionevole e credibile?
Comunque sia, restando che le proposte che meno si sono svendute al "modernismo" e "relativismo" (vedi Islam), non solo non perdono pezzi, ma conquistano gli spazi perduti dalla Chiesa proprio anche per questo. Non a caso forse, la comunità islamica mondiale, ha superato quella cristiana, un fatto epocale, senza precedenti, mai visto sul pianeta nella storia cristiana nel suo rapporto con la storia islamica e nella loro attitudine di espansione nella comunità "umana". Va anche detto che il "modernismo" e le cessioni della Chiesa, hanno aperto anche ad altre espansioni (materialismo, relativismo, ideologie, laicismo), nello svendersi e cedere la propria verità, o ridurne il valore, marginalizzandolo fino a diluirlo tremendamente, contribuendo non solo all'espansionismo islamico (dove ieri invece, era barriera capace di resistervi), ma anche al "secolarismo". E' mia idea che comunque, il materialismo, il relativismo, il secolarismo, così come il laicismo, le proposte ideologiche, nulla portranno contro la potenza, la consistenza di una proposta come quella islamica, molto più forte, anche perché molto più credibile e seria (mentre il resto appare più serioso che serio nella sostanza e con i langolieri a toglierla continuamente di quella residuale).
5) Considerazione finale: meno male che sono un semplice credente e non tocca a me decidere!
Già ma chi decide allora? Sicuramente uomini ed è per questo che arrivano stringenti appelli della Chiesa rivolti universalmente, ma anche appelli accorati, allarmati specifici per i cattolici: ad assumersi la responsabilità di esserlo, con coraggio ed autenticità, sempre, in ogni ambito e contesto possibile, con forza. Quello che insomma, è mancato terribilmente dopo il '68, parrebbe, con i langolieri in azione anche tra i preti e con le brutture a cui nemmeno il fascino del tempo, la patina della storia dell'uomo, riesce a rimediare: sono e restano lo squallore invincibile del brutto e della non-valorialità.
A decidere dunque sono uomini, a cui spetta il compito di stare dalla parte della verità, con fiducia che sia "per ogni uomo e per ogni tempo" oppure di svenderla per avere falsità ed inganno, inseguendo l'oggi, il particolare, le convenienze ecc.
A.
A mio avviso si dovrebbe capire che la tradizione, pur veneranda e rispettabile, non basta più.
La Chiesa non ha il coraggio di confrontarsi col mondo moderno, resta arroccata, assediata e perde pezzi.
Il celibato impone ai sacerdoti una condizione innaturale e ne favorisce le deviazioni. le punizioni, blande o severe che siano, non potranno certo eliminare il problema.
Un tempo tutta la nostra società era più rigorosa sui costumi e forse i preti soffrivano meno la loro condizione.
Oggi sono molto più esposti alle tentazioni e cedono.
Considerazione finale: meno male che sono un semnplice credente e non tocca a me decidere!
Sandra: la tua contestazione, legittima, naturalmente, non è diversa da chi, per esempio, critica che agli uomini non sia data la morte, la pena di morte e stia in carcere a far nulla, senza nemmen dover lavorare, il pane arriva comunque, l'affitto non c'è da pagarlo ogni mese e magari ci sono pure tante possibilità che "fuori" dal carcere, si fatica a concretizzare: Omar esce e trova lavoro perfino, Erika nel carcere si è perfin laureata (in psicologia o filosofia, non ricordo). A molti sembrerà una vera ingiustizia (me incluso) perché fuori da lì, laurearsi o trovare collocamento di lavoro, può essere una possibilità remota o a costo di immensi sacrifici (con tutto ciò che ne consegue, comprese tensioni e nervosismi in famiglia che si abbattono sulla relazione familiare eh).
Tuttavia l'idea del carcere con funzionalità "riabilitativa" è condivisa in modo esteso e che nessun tipo di autentico disagio debba accanirsi sui reclusi, è attività trasversale che va tanto dalle istanze della Chiesa che in quelle dei radicali, impegnatissimi su questo aspetto del carcere come occasione riabilitativa a ridurre ogni disagio (e naturalmente scontentando o irritando tanti cittadini che già vedono appena decente giustizia il carcere, che poi debbano anche viver tranquilli e sereni, gli sembra insopportabile ingiustizia).
Il carcere, di per sé, per quanto mi riguarda, è una punizione in quanto limitante la disponibilità di libertà personale.
Ma anche l'obbligo limitativo della Chiesa, volendo, agisce in un modo simile, quando è l'impedimento: impedimento di celebrar messe, il divieto di confessare, l'obbligo di condurre vita ritirata, in preghiera a riflettere sui propri sbagli (come si presupporrebbe dovrebbe fare chi reo finisce in carcere per mesi o anni), in una condizione di isolamento parziale.
Del resto, le battaglie civili contro la detenzione in condizioni di isolamento duro (il 41 bis) son note e da molti essendo di fatto considerate "torture" che nemmeno il più efferato omicida BR o terrorista islamico deve subire, secondo questo dettato culturale, proprio in quanto tortura e nessuna colpa meritevole di tortura (dunque dovendo chiudere, per esempio, Guantanamo).
Ma allora appare che non c'è davvero un abisso di sostanziale distanza tra la giustizia applicata dalla Chiesa e quella civile, più che di sostanza, è una differenza di "misure", differenza che divide tutti i laici cittadini: chi vuole la pena di morte, chi vuole pena reclusiva più lunga, chi propone l'ergastolo (da noi, di fatto, praticamente non esiste pena oltre i 40 anni più o meno, con poche eccezioni), chi vuole la pena detentiva in condizioni più dure, altro che attività ricreative, teatro, tv, vitto ed alloggio gratis, scuole di recupero, università, collocamento occupazionale che insultano i tanti disoccupati, precari eccetera, chi vuole invece misure dolci per "recuperare" il soggetto, invece, ritenendo che il vantaggio non c'é nell'accanimento impietoso, il torto ed ancor di più se più è grave, non può essere comunque davvero pienamente ripagato ed allora tanto vale di recuperare qualcosa, una persona, dargli una possibilità..
Ecco, la Chiesa si pone in questa condizione, volendo: recuperare, dando speranza. Si può discutere a piacimento, speculando se è pena adeguata o inutile, se è giusto "recuperare" persone, almen tentare possibilità e speranza oppure se è ingiusto o perdita di tempo, quanto si vuole così come discutono le tante proposte civili e laiche sull'argomento. Ci sono quelli della pena di morte e quelli che vorrebbero torture, morte lenta oppure vita ma flagellata di torture fisiche oppure altri che propongono alternative, come dicevo,
però ci sono provvedimenti disciplinari dici, di riduzione limitante: vita ritirata, dunque un isolamento.
Non è questo, è mia opinione, che allora si deve contestare alla Chiesa. L'errore è discutibile come dicevo, anche laicamente abbiamo diverse posizioni: chi vorrebbe impiccagioni pubbliche, chi torture o applicazione della legge del taglione, chi all'estremo in galera ci metterebbe nessuno ed il massimo sarebbe un arresto domiciliare o se proprio si deve, reinserimento sociale, procurando lavoro, studio e mezzi, anche lo psicologo disponibile hai visto mai si deprima se non ha mai lavorato o studiato prima..
No, secondo me, il problema è quando la copertura non impedisce nemmeno la reiterazione, quando si sa e non c'é alcun provvedimento disciplinare, come l'isolamento nel ritiro della preghiera, potendo continuare impunemente a replicare il peccato che in questo caso, corrisponde al reato ed in questo, credo, complicando un po' la percezione di quel che accade, confondendo (perchè peccato e reato non sono certo concetti adesivi, sono in possibile relazione culturale, valoriale, ma possono essere perfino conflittuali valori, si sa).
In questo caso la differenza sostanziale reato-peccato, non emerge e così emerge un facile errore: pretendere che la Chiesa amministri giustizia secondo una codificazione valoriale civile che non corrisponde necessariamente al dettato cristiano, macché.
Certo è che secondo me, la Chiesa ha sbagliato clamorosamente nella strategia ed oggi ne paga il peso dolorosamente, vedendo tanti sciacalli odiologici a far festa, fedeli allo sbando, confusi e scandalizzati, la Chiesa scopre che delle sue mancanze e dei suoi errori, diventa il limite e non l'occasione per avvicinari o restare con Cristo addirittura, uno strazio insomma, che però è meglio non rimandare ancora di più, è bene accollarsela questa croce, con tutto il dolore, la scomodità che comporta fino in fondo, fino a quando anche l'ultima fossa non avrà fatto uscire i suoi miasmi che per decenni si sono seppelliti e concentrati, era prevedibile che la Verità avrebbe scoperchiato quelle orrende bare liberando il suo veleno in modo devastante poi, difficile da gestire. Ci si accolli oggi il tremendo miasma accumulato e perfino i morsi degli sciacalli, anche dentro la Chiesa, ma sarà occasione comunque anche questa di vederli in azione, affinché siano visibili lupi e sciacalli che altrimenti non avremmo visti, potendo scoprire chi era in autentica amicizia e buona disposizione con la Chiesa e chi no. Chi è amico della Chiesa, è sicuramente oggi in sofferenza. Ma avrà occasione per imparare ed aiutare la Chiesa anche in questo: scoprendo che alcuni che pensava amici, lo sono mai stati davvero. Non soffrono oggi, ma gioiscono infatti, sono sciacalli.
Ed anche l'ordito eccezionale sembra profilarsi: fatti che vecchi di mezzo secolo, da noi sarebbero civilmente in prescrizione, diventano occasione di un giustizialismo improvviso che punta dritto dritto a colpire il Papa, con insinuazioni sempre più stringenti. E tutte insieme poi, raccolte, sembra esserci almeno una parte di strategia preordinata a monte contro questo Papa scomodo a tanti, a troppi, già nel suo non essere soggetto che è dedito a costruire l'immagine mediatica (ed in questo, già partendo svantaggiato rispetto al precedente), ma anche scomodo per molti nei temi più disparati, compresi coloro che vorrebbero una Chiesa che continui a coprire i colpevoli, che sia "morbida" o complice, che in questo Papa hanno sempre avuto la scomoda proposta invece, di maggior rigore, fin dai tempi cardinalizi questo Papa lanciava segnali premonitori contro la "sporcizia nella Chiesa".
Colpirlo o tentare di coinvolgerlo personalmente, può essere benissimo anche un modo minatorio per indurlo a fare marcia indietro, per "ammorbidirlo" proprio per coloro che in una Chiesa capace di scomodarsi in una più inflessibile chiarezza sul tema "sporcizia" hanno timore e contrarietà per motivi personali. Così come può essere una sorta di egual intento per rallentare o ammorbidire le posizioni di Benedetto XVI sui temi etici e morali oppure anche utile a deligittimarlo.
Vedremo. Certo è che la Chiesa ha innegabili responsabilità. Non sono mai state un limite, però, per crescere e salvarsi, dove ha avuto antidoto e rimedio, nella volontà di farlo. E la Verità è una strada da percorrere sempre, anche quando è in salita e si cade più volte.
La volontà di Benedetto XVI sembra essere quella di porre rimedio anche a quell'errore facile peccato/reato a confonderci, sottraendo il terreno per trarre conclusioni sommarie: parrebbe esser sua consapevolezza che oltre alla necessità di far piena luce e verità, costi quel che costi, è strategicamente utile non solo ridurre allo stato laicale i preti, ma anche invitandoli a consegnarsi alla giustizia.
Ed io credo che in questo, abbia pienamente ragione, perché toglie terreno, argomento, agli sciacalli, a chi strumentalizza ed in questo, rendendoli anche più evidenti.
Non è un compito facile quello di questo Papa: scomoda tanti e troppi: relativisti, progressiti, ideologie di ogni tipo, perversi lupi traditori del Cristo anche nel clero, Europa o Mondo intero, questo Papa si è assunto il grave compito di non cedere la Verità, scomodando tutti, ma soprattutto, con il sacrificio di scomodare se stesso e tutta la Chiesa, ci vuole uno spirito saldo, fermo ed il piccoletto, senza attributi "mediatici" ed atletici, sembra allora, un gigante, un atleta dello spirito, perché tutto ciò era anche prevedibile in buona parte, sapendo di doversi scomodare e di dover scomodare.
Staremo a vedere, ma già è innegabile, nonostante l'accanimento mediatico sempre più stringente sulla sua persona, ormai direttamente, i cerchi si son stretti parrebbe, che questo Papa abbia cominciato un percorso "rivoluzionario" dentro la Chiesa, anche su temi così dolorosi, sconvenienti, complicati e difficili.
Ed è curioso che come abbia cominciato questo percorso, improvvisamente si siano aperte tutte le fosse piene di miasmi, simultaneamente, roba di 50, 60 anni fa perfino ed attenzione, trattate, manipolate mediaticamente, come fossero fatti recenti e di attualità: nella giustizia civile, invece, nessuno farebbe altrettanto e direbbe che è interessante sì, conoscere, ma è roba vecchia, in prescrizione, molti degli attori nemmeno in vita, non ci sarebbe l'equivalente processo mediatico che vediamo insomma.
A.
................................"ma, nei loro confronti, sono stati emanati dei provvedimenti amministrativi e disciplinari, come l'obbligo a non celebrare messa coi fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera."
Tutto qui????????????????? mazza oh! che punizione!!Le vittime sicuramente saranno soddisfatte della giustizia esercitata dalla chiesa e della pena inflitta ai violentatori .
Ritiri e preghiere....................e giustizia è resa!!!!!
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 12:05
civis romanus sum
Del rigore ( connivente e colluso ) della chiesa contro i suoi preti pedofili:
E’ stato condannato a sei anni e dieci mesi di reclusione per molestie sessuali sulle bambine dell’asilo da lui diretto, ma per la diocesi di Bologna don Andrea Agostini era comunque meritevole di una promozione: ha pertanto ottenuto un nuovo e più prestigioso incarico presso il Santuario della Beata Vergine di San Luca, luogo simbolo del cattolicesimo bolognese. Lo denuncia la Rete Laica Bologna, di cui fa parte anche l’UAAR. La Rete segnala altresì un azzeccato articolo di Michele Smargiassi pubblicato sull’edizione bolognese del sito di Repubblica.
Fonte UAAR .