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Via i clandestini anche con i figli a carico.

Giovedì 11 Marzo 2010, 18:28 in Cronaca di

La Cassazione ha fatto marcia indietro sui clandestini.

I clandestini con figli minori che studiano in Italia non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma «sentimentale» e un calo nel rendimento scolastico dei figli. Secondo il nuovo orientamento della Suprema corte, che smentisce una propria recente sentenza, l'esigenza di garantire la tutela alla legalità delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori.

La decisione ha naturalmente suscitato reazioni constrastanti, sia da parte di organismi internazionali che delle Chiese europee.

Persino l'Onu ha commentato la vicenda, per bocca dell'alto commissario per i diritti umani Navi Pillay, che ha parlato di «decisione preoccupante». «Devo confrontare tale sentenza con la giurisprudenza già esistente sulla difesa e la tutela dei diritti dei bambini - ha aggiunto -. Tuttavia ho ricevuto garanzie e assicurazioni dal ministro Frattini riguardo alla protezione e tutela dei figli di immigrati».

Dal mondo delle associazioni, - riferisce il Corriere.it - la Caritas ritiene che la sentenza non rappresenti «un pericolo»: «La Cassazione verifica caso per caso - afferma il responsabile immigrazione Olivero Forti -. Penso quindi che in questo specifico caso, abbia verificato che non veniva pregiudicato lo sviluppo psicofisico del minore. Non ho elementi per dire che con questa sentenza viene meno il principio del sano sviluppo del minore rispetto alla posizione irregolare del genitore». Per l'Unicef aumenta lo stato di caos che esiste in materia: «Il legislatore dovrebbe mettere un po' di ordine. Questa sentenza crea un ulteriore problema» dice Roberto Salvan, direttore di Unicef Italia. Per Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes, «con questa sentenza si fa un vistoso passo indietro nel senso civile della nostra nazione e nella coerenza fra politica interna e rispetto delle convenzioni internazionali sulla tutela dei minori, di cui l'Italia è firmataria».

Anche le Chiese europee, dicevamo, hanno in qualche modo, seppur indirettamente, fatto sentire la loro preoccupazione.

Ecco quello che scrive una agenzia in proposito del comunicato finale dell'incontro che proprio in questi giorni si sta svolgendo ad Istambul

“E’ l’istituzione familiare a soffrire maggiormente di alcune norme inique che regolano il fenomeno migratorio”. E’ quanto si legge nel comunicato finale che il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa e la conferenza delle Chiese europee hanno diffuso questa mattina al termine dell’incontro annuale del Comitato Congiunto Ccee-Kek che si è svolto ad Istanbul dal 7 al 11 marzo 2010 su invito del Patriarca Ecumenico, Sua Santità Bartolomeo I. Quest’anno i membri del Comitato congiunto – guidati dal card. Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest per il Ccee e dal Metropolita Emmanuel di Francia (Patriarcato Ecumenico) per la Kek, hanno deciso di prendere in esame il fenomeno della migrazione. “Spesso – denunciano le Chiese europee nel comunicato finale - il nucleo familiare è costretto a separarsi per la mancata possibilità del ricongiungimento familiare”. Preoccupa soprattutto il fatto che “prime vittime di simili politiche sono i bambini che crescono in un contesto sociale privo degli affetti e dell’educazione congiunta di un padre e di una madre perché affidati a nonni se non addirittura parenti lontani o vicini di casa. Questo genera gravi forme di depressione tra i membri della famiglia dove, in alcuni casi, si sono registrati anche suicidi”. 

11
11 commenti
11
24 Mar 2010
alle 10:55

Eddy

Condivido quello che dice Alieno sul porsi la domanda del perchè di questo poderoso fenomeno. La stessa domanda che la politica non si pone: gestisce il problema come di ordine pubblico perchè paga politicamente. Oppure lo usa per scopi opposti. Nemmeno a livello comunitario e di paesi occidentali ci si pone il problema. Al confine libico molti fuggono per una guerra perchè c'è l'Uranio, lì. Le armi per le fazioni in lotta arrivano dall'europa.

Comunque concretamente se vedi uno per terra non puoi non dargli una mano.

L'articolo citato da Alieno è un caso raro. Si va a vedere cosa succede nei paesi poveri solo quando fa comodo per screditare un Alto Commissario che è quì per mandato dell'organismo che rappresenta e non atitolo personale. Ma nemmeno la maggior parte dei TG italiani lo fa. Solo sulla televisione svizzera vedo documentari che raccontano quello che succede in 2/3 del mondo. Le associazioni e la cooperazione della piccola Svizzera è molto presente in azioni di sviluppo in centro america e Indocina perchè la società è molto più cosciente della realtà.

Ma poi alla fine di tante parole la mia paura è che ciascuno continuerà a pensarla come prima. E continuerò ad essere considerato un buonista... pazienza.

10
24 Mar 2010
alle 10:34

Eddy

Tutti bei discorsi che facciamo noi certi del pranzo che (certamente) consumeremo a mezzogiorno e del tetto che ci attende stasera. Ma se io fossi nato a Dakar o a Bangkok invece che a Milano cosa farei ora?  

9
16 Mar 2010
alle 22:25

Alieno

Carità e pietà, però, non mi pare debba essere lasciare per decenni e decenni migliaia di persone in condizioni incivili, in favelas e baraccopoli improvvisate, senza alcuna decenza, senza alcuna tutela legale ad applicare leggi di branco, autogiustizia tribale e naturalmente, la legge del più forte e violento.

Che improvvisamente, sembrano stare a cuore a tutti, tu guarda, poverini: mica li manderemo via eh?

No, lì lasciamo vivere per decenni tra i topi, fogne, lamiere e cartoni aspettando che qualcuno prenda fuoco d'inverno mentre si riscaldano con strumenti di fortuna e che campino finendo nelle mani della criminalità o facendone di propria, con culture che non devono certo abitare in una cultura civile (vendere figli, farne anche, perché diventino minori abili a rubare o a chiedere la questua, con tanto di listini secondo età e bravura, così come anche diventare nel nostro Paese, meta di fabbriche di storpi, non credo sia una buona idea). Aspettando che ammazzino qualcuno o crepino loro, facendo finta di nulla.

Però, se la Lega pensa che ciò non sia degno per nessuno, improvvisamente si alzano le strilla di indignazione?

Ma per favore!

Sarà semmai, pietoso e caritatevole, dinanzi al fenomeno poderoso dell'immigrazione, che non può certo risolvere una sola nazione, tantomeno la nostra (che si trascina già nelle difficoltà della contraddizione straordinaria di essere sia una potenza economica nel mondo, quando ai vertici della classifca per via del debito pubblico, per i limiti di sviluppo economico essendo tra i Paesi più indebitati che ci sono), poderoso e senza fine il fenomeno dell'immigrazione come risulta della disperazione planetaria dell'uomo e del quale l'Europa se ne sbatte non poco di attuare strategie comunitarie efficaci, nonostante gli appelli continui dell'Italia con questo governo a studiarne e praticarne,

pietoso e caritatevole sarà semmai, andare alla fonte della disperazione che origina questo fiume infinito di disperazione, cercando di risolvere ciò che lo provoca: dittature criminali, guerre feroci interne al Paese, criminalità organizzata potente e spesso organica e sovvenzionata, pagata dal governo, ma talvolta anche dalle "cause umanitarie" stesse, cause "culturali" e via discorrendo.

Perché se è disperato chi fugge, pensa la disperazione di chi non ha i mezzi, né la forza di farlo e gli tocca tutta la disperazione di dover restare lì.

Senza contare che ciascuno credo possa comprendere come la scelta dell'esodo sia in sé anche dolorosa: si lascia famiglia, radici, la propria terra...

Ecco dove sarebbe davvero l'autentica volontà di portare pietà e carità: andare alla fonte ed essere davvero seri ed efficaci, invece di limitarsi ai "sintomi" del male, curare la malattia vera e propria.

A.

8
16 Mar 2010
alle 22:08

Alieno

EDDY (n. 5 e 6): buonista?

Naturalmente, ma è altro che userei  come definizione o riflessione per darne per evidenziare che cosa sia il "buonismo" di cui si parla.

Per spiegarmi, utilizzo un articolo di qualche giorno fa, l'11 Marzo c.a.:

LADY ONY, PALADINA DEI DIRITTI. MA NON A CASA SUA.

di Manila Alfano

Navy Pillay, sudafricana, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani non perde occasione di criticare l’Italia Nel suo Paese uno studente è stato incappucciato e arrestato per un gestaccio rivolto al presidente Zuma. Ma lei taceAPPELLO Il suo ultimo monito: «Seriamente preoccupata per la vostra democrazia»

La sue battaglie sono come degli slogan a grande effetto. Navy Pillay, l’Alto commissario per i Diritti Umani dell’Onu non si è mai risparmiata critiche. Nel suo mirino l’Italia è tra i bersagli preferiti. Ci sono piovuti attacchi durissimi sulle ronde, sugli immigrati, sugli sgomberi dei campi rom, sui centri di accoglienza, sull’intero pacchetto sicurezza. Ancora ieri al Parlamento italiano ricordava: «Gli immigrati che arrivano via mare non sono rifiuti tossici e non devono essere trattati come tali». Giusto, giustissimo. Applausi da tutti. Ma poi non contenta Pillay si è detta anche seriamente «preoccupata per lo Stato di diritto del nostro Paese».
A questo punto però è doveroso fare un passo indietro. Un mese fa in Sudafrica, Paese d’origine di Navy Pillay, uno studente di sociologia a Cape Town è stato arrestato mentre correva al parco, incappucciato e imbavagliato e portato nella residenza presidenziale del presidente Zuma. Colpevole di aver salutato con il dito sbagliato - quello medio - il corteo presidenziale di Jacob Zuma. Davanti a quel gesto tanto spregiudicato, gli agenti presidenziali non hanno avuto altra scelta: in un attimo gli sono arrivati addosso, lo hanno braccato, arrestato e incappucciato. Come il peggiore dei criminali. Chumani Maxwele, 25 anni, è stato portato di peso in una delle macchine della scorta e trasferito in tutta fretta alla residenza presidenziale di Zuma a Cape Town. Nessun diritto umano rispettato in questo caso, nessun avvocato interpellato. Nessuno sapeva che fine avesse fatto il giovane. Solo dopo, quando gli agenti presidenziali si sono accorti di avere avuto una reazione esagerata per quel gesto maleducato, lo hanno portato al commissariato. Lì lo hanno trattenuto per altre 24 ore, altri agenti lo hanno interrogato, gli hanno fatto domande su tutto, sulle persone da lui frequentate, sulla sua fede politica, le sue preferenze, i suoi sentimenti nei confronti del presidente Zuma. Caso vuole che Maxwele sia un leale militante dell’Anc, African National Congress, il partito di Nelson Mandela, al potere nel Sudafrica dal 1994, lo stesso partito che ha portato Zuma alla presidenza. A quel punto, per non lasciare nulla di intentato, gli agenti hanno perquisito la sua abitazione, frugato nei cassetti, cercato in ogni angolo della casa. E tutto senza un mandato. Fuorilegge.
Ne è scoppiato un caso. I giornali hanno parlato con il giovane, lui ha raccontato i dettagli: un dito medio alzato al cielo, che gli è costato due giorni di inferno. I giornali hanno parlato addirittura di «deriva Mugabe», il presidente del vicino Zimbabwe, Robert Mugabe, salito al potere nel 1987 dopo una gloriosa lotta di liberazione contro il dominio bianco nella allora Rhodesia, e mai più sceso da lì, mentre il Paese un tempo ricco e fertile sprofonda nel disastro economico, politico e civile. Flebili le reazioni dell’ufficio del presidente. Il portavoce della polizia Zwele Mnisi ha giustificato l’azione della scorta presidenziale affermando che lo studente Maxwele è stato arrestato per aver inveito al corteo presidenziale con una gesto «sinonimo di imprecazione e mancanza di rispetto»; e perché ha poi battibeccato con gli agenti (l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale in questi casi non si nega a nessuno).
Sulla stampa, e in particolare nel sito internet del settimanale liberal «Mail & Guardian», già attenti a denunciare i sempre più numerosi episodi di «bullismo» e di aggressività degli agenti delle scorte, si è acceso un dibattito feroce. La discussione però è degenerata in uno scambio di accuse e insulti razzisti fra lettori bianchi e lettori neri. Che alla fine ha lasciato in secondo piano la questione se sia lecito e opportuno che le guardie del corpo delle auto blu tralascino il loro compito istituzionale, proteggere la sicurezza delle persone a loro affidate, per farla pagare a un ragazzo al massimo colpevole di oltraggio. E in tutto questo l’indignazione di Navy Pillay si è presa un giorno di ferie.

(fonte articolo qui)

Buone cose,

A.

7
16 Mar 2010
alle 17:51

sandra

QUESTA é UNA STORIA VERA!E' ATTUALE;CONOSCO PERSONALMENTE LA PROTAGONISTA.VOGLIO CONDIVIDERLA CON CHI AVRA' VOGLIA E PAZIENZA DI LEGGERLA:

E' la storia di una ragazza Moldava di 25 anni che,con il marito in Italia accoglie l'annuncio di un giornale del posto e decide di partire alla volta del"bel paese".L'annuncio diceva:"Vuoi raggiungere l'Italia tranquillo?Telefona a questo n°******".

Dopo aver telefonato e preso accordi con i "miracolanti",accetta le condizioni,il viaggio costerà 4000(quattromila)euro(2000 alla partenza-2000 alla frontiera con l'Ungheria).

Parte su un pulman con altri disperati.Arrivata alla frontiera Ungherese,paga i 2000 rimasti e solo dopo si sente dire che tutti devono scendere e traversare l'Austria a piedi per raggiungere l'Italia(sbarco di terra).

E' il mese di febbraio,temperature sotto zero,neve e freddo.La ragazza ha paura di morire,quindi decide di tornare indietro verso il primo posto di polizia,stremati e infreddoliti con l'obbiettivo di essere riportati a casa ma....colpo di scena!Il gruppo viene arrestato e rinchiuso nelle galere Ungheresi,per tre giorni,al termine di questi dopo aver pagato 25 euro per il vitto,vengono rimessi in libertà .

 La ragazza e gli altri firmano dei documenti senza comprendere una riga di quanto è scritto sui fogli,..firma e basta!Vuol tornare a casa.Fanno rientro in Moldavia con i mezzi di fortuna.

La brutta avventura sembra finita ma il suo cuore è in Italia con un uomo,suo marito che,con il permesso di soggiorno stagionale non può richiedere il ricongiungimento del nucleo familiare.Ogni 8 mesi torna in Moldavia e aspetta che il suo datore di lavoro lo richiami.Lui in Moldavia prenderebbe 40 euro di stipendio mensile,ma poi solo per il riscaldamento ne pagherebbe 70.Meglio andare via! Sulle pubblicità delle tv Italiane si reclamizza anche il cibo per gatti!Chissà come si sta bene!

La ragazza decide di riprovare a partire,stavolta però si assicura del fatto che pagherà solo all'arrivo in Italia.Tutta la parentela aiuta a raccogliere la somma necessaria e mettono insieme 2000 euro.La ragazza parte con il solito pulman pieno di clandestini(delinquenti secondo i politicanti Italiani).

Questa volta lo sbarco avviene a Bologna e in treno la ragazza raggiunge suo marito in un paese del centro Italia.Il paese è piccolo,la gente tranquilla,trova lavoro per qualche ora in una famiglia come collaboratrice domestica,naturalmente in nero perché è clandestina.Il rapporto personale tra la famiglia presso la quale lavora è cordiale e diventa amicizia.I due ragazzi Moldavi sono finalmente insieme e diventano genitori di una splendida bambina nata in Italia nel 2009.Come fare per vivere una vita normale?Domanda senza risposta fino a quando il ministero dell'interno emana una legge per"emersione dal lavoro nero (valido per tutti) e,dalla clandestinità.La famiglia presso la quale lavora,si precipita per la regolarizzazione della ragazza,paga500 euro all'imps,fa domanda presso un sindacato,la domanda viene accolta dal ministero dell'interno,quindi paga pure 700 euro per i contributi a chiusura del 2009 sempre all'imps e aspetta la lettera della prefettura per regolarizzare la ragazza con la sua famiglia.

La lettera arriva un sabato di febbraio del 2010 e recita così:"Inammissibilità emessa dall'Ungheria".

Già ,l'Ungheria..quella terra che l'ha incarcerata quando aveva bisogno di aiuto e che l'ha etichettata come una comune delinquente,come soggetto pericoloso.

Sono state fatte istanze in prefettura entro 10 gg,per evitare il foglio di via ed il rimpatrio coatto della ragazza,sono state fatte istanze all'ambasciata d'Ungheria in Italia e all'ambasciata d'Italia in Ungheria,all'ufficio s.i.s.(sistema informativo schengen)a Parigi,al ministero dell'interno in Italia.. e si aspetta!

Si aspetta che avvenga la cancellazione dal sistema s.i.s.,si aspetta la conoscenza e la competenza degli uffici amministrativi in Italia,si aspetta che questa giovane famiglia Moldava possa aver diritto alla vita,tutti aspettano la giusta applicazione della sentenza della corte di Giustizia del 31-1-2006,con la quale la stessa ha finalmente stabilito che"la segnalazione del sistema informativo schengen (s.i.s.) di un cittadino di paese terzo,per motivi di pubblica sicurezza,non legittima il rifiuto all'ingresso senza effettiva verifica delle condizioni di pericolosità effettive ed attuali".

Quale sarà il destino di questa giovane,della sua piccola,di tutta la sua famiglia?

La ragazza moldava un soggetto pericoloso?

 

 

6
16 Mar 2010
alle 10:58

EDDY

Pochi giorni fa durante l'audizione presso la Commissione Diritti Umani in Senato, l'Alto Commissario dell'Onu per i Diritti Umani, la signora Navi Pillay, ha manifestato la preoccupazione e la disapprovazione del Commissariato per le leggi che regolano l'immigrazione in Italia. Ronde, reato di clandestinità, ecc. Buonista anche lei? Eddy.

5
16 Mar 2010
alle 10:57

EDDY

Pochi giorni fa durante l'audizione presso la Commissione Diritti Umani in Senato, l'Alto Commissario dell'Onu per i Diritti Umani, la signora Navi Pillay, ha manifestato la preoccupazione e la disapprovazione del Commissariato per le leggi che regolano l'immigrazione in Italia. Ronde, reato di clandestinità, ecc. Buonista anche lei? Eddy.

4
16 Mar 2010
alle 09:59

EDDY

Tornando al tema immigrazione ieri un politico milanese, un tempo fondatore di un movimento di sinistra e poi convertitosi ed appartenente ad un movimento ecclesiale, in riferimento alla questione Rom, ha detto basta con questo "buonismo". Siccome di bontà se ne vede anche troppa in Italia, (siamo tutti buonissimi, troppo...) forse è ora di cambiare direzione? Negli scorsi tempi guardando la Televisione Svizzera ho visto la distruzione del campo nomadi di Roma. Casette costruite e arredate negli anni distrutte con le ruspe. Sempre la TSI va a fare servizi nei paesi di provvenienza degli immigrati. In Romania in certi quartieri la gente vive in palazzi con le finestre senza vetri. In Africa manca il cibo e l'acqua, le medicine, il lavoro... Ma io mi domando? Se certi politici fossero nati invece che in Italia in Romania o in Senegal e fossero disperati, non vorrebbero anche loro solo un po' di pietà e carita? Questo non è buonismo. Quel tale samaritano che si è fermato a soccorrere il tipo aggredito e pestato non si è posto il problema di essere buonista. Lo ha soccorso e gli ha dato quello che necessitava. Non vorrei che per dimostrare una cosa si finisse nell'esatto opposto.

3
12 Mar 2010
alle 02:42

Alieno

Non entro nel merito specifico,

solo riporto un'immagine evocata nel leggere l'inizio del primo commento:

Fatta la legge la Corte di Cassazione non può che tenerne conto.

In quel leggere, dicevo, mi è venuto in mente un articolo letto tempo fa, un paio di anni fa che mi sono premurato di ricercare.

Ed era questo:

 HANNO AMMESSO L'OMICIDIO PER SENTENZA. UN COLPO ALLA VITA. LA CASSAZIONE? UN ENTE INUTILE.

Giovedì 13 Novembre 2008 01:00 Ora Eluana Anglaro può morire. La Corte di Cassazione, giudicando inammissibile il ricorso della Procura Generale di Milano, ha di fatto,  dato disco verde all’eutanasia. Abbiamo commentato a caldo, il dispositivo della sentenza con il professor Carlo Taormina, il cui studio professionale di via Cesi è a due passi dal Palazzaccio. Il noto avvocato penalista romano, sorseggia del tè e afferma: “ ormai non mi meraviglio più di nulla,  tutto era già scritto”. In che senso? : “ lo avevo capito dalla richiesta del Procuratore Generale,  l’indirizzo mi pareva evidente ed infatti se ne è avuto un riscontro”. In che senso,  al di là dell’eticamente mostruoso, la sentenza è sbagliata? “ In Italia l’omicidio è reato come del resto in tutte la parti del mondo, meno in  quelle dove l’eutanasia è ammessa. La legge tutela così tanto il diritto alla vita,  che persino punisce persino il reato di istigazione al suicidio. Dunque non esiste né in cielo , né in terra la ...

... possibilità sia pur remota,  dell’omicidio dell’avente diritto”.

Di fatto quale principio è stato affermato dalla Suprema Corte? “ che la vita umana vale meno di un sacchetto di noccioline. Insomma,  si è detto a chiare lettere che ammazzare,  distruggere una vita è lecito. In questo caso non si tratta di accanimento terapeutico, ma acqua e cibo sono un diritto inalienabile e indisponibile”.

E qui arriva la stoccata del professore. Dunque,  come mai la Suprema Corte ha deciso in tal modo?: “ Intanto credo che sia una sentenza quasi politica. Poi ormai la Cassazione non serve a nulla,  è ridotta ad un ente inutile”.

Pesante, ma in che senso? : “  Dico che oggi la Cassazione andrebbe addirittura abolita,  non serve a nulla e spesso  fa persino danni gravi. Ma  se il segnale di dequalificazione arriva  dai piani alti,  significa che,  fatte le debite eccezioni,  ormai la Magistratura non convince ”.

Per quale ragione non convince? “ scusi, lei ha fiducia dei giudici”?

A volte. “ Bene , significa che questo Magistrati spesso invece di scrivere sentenze fanno i politici. Per non tacere di quelli che non studiano e di coloro i quali  svolgono in modo per lo meno strano il loro lavoro”.

Professore, è stato un colpo contro la Chiesa? “ Non direi, anche se in effetti la Santa Sede si vede schiaffeggiata. Ma credo che questa ingiusta,  orribile,  assurda sentenza che ha legalizzato la pena di morte, sia un insulto alla vita, quella vera. Le coscienze dovrebbero mobilitarsi di più su questo punto. In quanto alla Cassazione,  le ribadisco. Un ente inutile, da liquidare e pensionare nel più breve tempo possibile”.

Non crede che forse il Cardinale Barragan avrebbe fatto meglio ad abbassare i toni alla vigilia del verdetto? : “ Guardi non  che non è così.. Penso che tutto, ma proprio tutto stava già scritto”.

di Bruno Volpe

......

Buone cose,

Alieno

Nota - Altre associazioni evocate:

- quella volta che la Corte di Cassazione diventò famosa per la sentenza dei jeans (repubblica.it/online/fatti/jeans/jeans/jeans.html)

- quella volta che continuò a farsi notare con le attenuanti riconosciute allo stupratore, oltretutto, essendo questo il "patrigno" della vittima, attenuanti anziché aggravanti come sarebbe pensabile in un buon senso, con sentenza a spiegare che le attenuanti sono perché la ragazzina parrebbe che abbia già avuto prima esperienze sessuali..

 

2
11 Mar 2010
alle 23:08

sandra

Caro Eddy,la convenzione internazionale c'è......e l'Italia vi ha aderito.Non è solo incoerenza e civiltà ,è venir meno ad un impegno preso a livello internazionale.Tanto per rendersi conto,di quanto si tengano in considerazione gli impegni ed i propositi a salvaguardare i minori e tutelarli... alla soglia del terzo millennio.

La responsabilità ricade sulle loro spalle?Certo chi ha approvato la legge è maggiormente responsabile,ma la responsabilità è di tutti quelli che non contrastano,che rimangono a guardare,che lasciano che siano gli altri a fare.Per questo occorre far sentire la propria voce e denunciare queste leggi, come crimini all'umanità. Chi tace acconsente!Non ci si può scaricare la coscienza,dicendo:- non è colpa mia,non sono d'accordo,ma non posso farci niente.Possiamo ,possiamo in democrazia fare una sana opposizione.

L'assurdo è che legittimano un crimine ai minori e alle famiglie con il pretesto della sicurezza!

Vorrei tanto sbagliarmi,ma ho la sensazione che sia solo l'inizio di uno dei tempi più buii come non si vedeva da più di 50 anni.

1
11 Mar 2010
alle 18:56

Eddy

Fatta la legge la Corte di Cassazione non può che tenerne conto. La responsabilità morale e concreta di queste cose ricade sulle spalle di chi ha approvato la legge e anche di chi li ha eletti. Non mi ripeto. Ci sono vite di serie A, B, C, .... Occorre sempre più un organismo internazionale capace di imporre agli stati il rispetto dei diritti fondamentali della persona.

Eddy

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