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Busi e l'amara verità sul Tg1.

Venerdì 21 Maggio 2010, 22:51 in Cronaca di

Non posso non riportare integralmente la lettera amara quanto realistica con cui la giornalista Busi del TG1 lascia oggi la conduzione del suo giornale (e fino a poco fa anche del mio...come spettatore ormai non più freuentante).

E non posso che aggiungere in testa una semplice affermaizone: finalmente qualcuno ha avuto il coraggio, di dire, finalmente, la verità.

 

***

 

"Caro direttore  ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me  una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori".

"Come ha detto  il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale".

"Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E' stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del Tg1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti  perché negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo.
 
E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".

"L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale".

"Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.  Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E' lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori".

"I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica".

Nella lettera a Minzolini Busi tiene a fare un'ultima annotazione "più personale": "Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto:
1)respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2)Respingo l'accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera  dopo l'intervista rilasciata a Repubblica 2, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di "danneggiare il giornale per cui lavoro", con le mie dichiarazioni sui dati d'ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: 'il Tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche". Posso dirti che l'unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita 'tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali' e via di questo passo.  Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno".

E conclude: "Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità.
Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere".

24
24 commenti
24
10 Giu 2010
alle 00:57

salvatore

Grazie Sheherezade 23,

per le tue precisazioni, che immagino provenire direttamente dal Reame delle "Mille e una notte".

E io che ingenuamente stavo a credere a "Freedom House" quell'Istituto Internazionale di ricerca che monitora le libertà di stampa nel mondo (detto tra di noi debbono essere tutti comunisti),

che anche quest'anno ha classificata l'Italia tra i paesi "partly free".

C'è da non credere ai propri occhi a leggere quello che hanno scritto

--- > Articolo di Repubblica (altri bugiardi comunisti, eh!)

ed a vedere la --- > MAPPA DELLA LIBERTA' DI STAMPA!

E scrivono addirittura che con la nuova Legge sulle intercettazioni la situazione peggiorerà. Che impudenti!

Grazie davvero Sheherezade!

23
09 Giu 2010
alle 12:46

sheherezade

condivido con Alieno, Martedì 25 Maggio 2010 ore 13:30.  le persone che tuonano contro la "mancanza di libertà di espressione" in Italia, che poi è un pensiero opinabile, visto che sui giornali, riviste e tg c'è di tutto, per quanto riguarda notizie, e più di tutto se pensiamo alle cronache, rose, nere, rosse e quant'altro!  ma ciò che mi urta è che gli stessi che asseriscono che non c'è libertà di parola, sono coloro che prima di tutto parlano di più, parlano aggressivamente a voce più alta [es. santoro e flores], e con parole e termini ai confini della decenza.  ma poi, sono anche coloro che guardano con ammirazione proprio i paesi dove non solo non c'è libertà di stampa ma dove dobbiamo anche fare qualche sforzo di immaginazione per pensare che ci sia  libertà e basta.

22
30 Mag 2010
alle 16:32

Riccardo

Don Paolo grazie per aver riportato la notizia. Condivido la scelta della Busi.

21
25 Mag 2010
alle 14:13

Fabius

..Tipico..del "capo Arcoriano"..di sviare..alle mie affermazioni - domande..con altrettante..domande..(suppliche..quasi)..bravo..Alieno..sei degno del tuo "capo"!!!...

20
25 Mag 2010
alle 13:30

Alieno

Stai sereno Fabius: non mi infastidiscono i tuoi puntini, anzi, mi fanno sorridere.

Certo, dispiace sempre che dopo le risate dei tuoi fumettistici interventi, debba prendere atto che oltre i puntini c'é il nulla, che i tuoi concetti non ci sono, c'é solo l'estrema sintesi delle conseguenze di eventuali concetti che non mi fai la grazia di far emergere mai, non mostri mai il percorso per i tuoi giudizi e per le tue conclusioni, i tuoi sono graffiti che rappresentano un giudizio-pregiudizio, sono invettive e giudizi sull'interlocutore, ma non vai oltre, non senti la necessità di mostrarmi nulla ogni volta, sul come, da dove, sul reale motivo per cui li hai.

E naturalmente, ciò non è costruttivo al dialogo, perché il tuo è semplicemente l'estrema sintesi e la volontà di contrapporre una presa di posizione che non lascia alcun varco al dialogo: è così, punto, morta lì.

Sono sicuro che in qualche modo esprimi anche il tuo stato d'animo, però senza dialogo (ed il tuo non lo è), è come trovarsi dinanzi ad un quadro astratto: si comprende il disagio dell'autore, lo stato d'animo se vuoi e però, resta una sintesi astratta che alla fine è noiosa.

Come ricorderai, ti ho sempre invitato a fare di meglio: parla. Spiega. Argomenta. Dialoga. I tuoi puntini sono la sintesi della non comunicazione, della tua inadeguatezza e della mancanza di volontà nell'approccio al dialogo, che evidentemente, ritieni perdita di tempo, attività inutile.

Non è necessario tu sia prolisso, nè schizofrenico ma che diamine, se non conosci modi migliori, saresti più utile al dialogo come prolisso schizofrenico, emergerebbe qualcosa dei tuoi percorsi della ragione, dei tuoi giudizi che posti come li poni tu puntualmente, fumettisticamente, restano graffiti, fumetti, equiparabili a pre-giudizi, da prendere così come sono, senz'altra possibilità di capire, comprendere nemmeno se le tue ragioni hanno senso, significato.

Sforzati Fabius: io sarò solo contento di vedere oltre il fatto che mi dai regolarmente torto, anche la sostanza, il tuo contenuto perché ciò accade, sarò solo lieto di conoscere meglio le tue idee e quest'invito che ti faccio, che non è nuovo, è sempre aperto al di là di come tu la pensi.

A parte la tristezza di non poter comunicare con te per tua indisponibilità, però, resta il fatto che non sono infastidito: certo uno spreco, però nel tuo cliché, così costante, immutabile nel tempo, sei anche divertente come appunto,

un fumetto, dove i personaggi non invecchiano mai, hanno gli stessi vestiti, hanno gli stessi marcati tic per renderli sempre immediatamente riconoscibili.

Tu sei senz'altro riconoscibile personaggio, così come lo sono io nella mia prolissità e nella mia disperante incapacità di sintesi ma non sarebbe male se tu provassi a sorprendermi ogni tanto, così come a me capita, talvolta, di scrivere un commento più stringato: si può uscire dal copione quando si vuole, caro il mio personaggio in cerca di autore. :-)

A.

19
25 Mag 2010
alle 12:30

Fabius

Caro..Alieno..a dispetto, dei miei problemi ( lo dici tu ) di comunicazione, derivati dai miei puntolini, che, così tanto, ti infastidiscono..penso,pur, succintamente di esprimere concetti, e stati d'animo..Certo, nulla a che vedere, con la tua "prolissia" schizofrenica, tesa al "costi quel che costi" alla difesa,  ad oltranza, del nano di..Arcore e  la sua..cricca! Solo, poco, tempo fà il "nano" ci diceva:" Va tutto bene..non, cè, bisogno di manovrine...siate ottimisti..lo vediamo..l'ottimismo.. prova, a difendere, (se ci riesci) la figura, barbina..del TG1 del servizio da Cannes..Caro, Alieno, ti ringrazio, dell' avermi dato del "fumetto".., (tanto per restare in tema)..dal fumetto... al cartoon..Alieno e Scodinzolini come..CIP e Ciop..Saluti..

18
25 Mag 2010
alle 10:09

civis romanus sum

E adesso dopo aver imbonito per anni con il motto "tutto va bene" un popolo di coglioni che li ha delegati a derubarli, la Cricca Clero-Fascio-Padana chiede "sacrifici duri" al paese per evitare il "rischio Grecia"  ,,, parole del cardinale Richie-Letta, quello capellone, che il nipote calvo dello zio cardinale fa il pupazzetto dell'opposizione.

E per come li hanno programmati questi "sacrifici" con l'intenzione di farli pagare ad un paese che non li può più pagare, ci saranno allora un esercito di disoccupati in più, consumi ancora più ridotti, conseguenza inesorabile di un economia a picco in sprofondo e nuovi debiti e interessi sui debiti e crisi sociale e ancora crisi fino alle previste conseguenze ultime.

Quando facendoci solo i conti della serva basterebbe che richiedessimo indietro i soldi rubatici dalla Cricca ,,, neh.

Stanno cercando 25 miliardi in due anni ? ,,, Ebbene basterebbe togliere un quinquennio di emolumenti a un esercito di parassiti ( parlo di preti ) che raccolgono con l'otto per mille e altre innumerevoli sovvenzioni in un anno già la metà di quanto occorrerebbe, e saremmo a posto.

E invece no, questa banda di delinquenti pensa di continuare a raschiare il barile credendo che la loro fede glielo riempia .

Intanto che sul fronte mediatico continuano con l'offensiva censoria ,,, che se reggono a mistificare a imbonire e a divagare per ancora due settimane riescono anche a vincere senza che il gregge se ne accorga nemmeno, inizieranno i mondiali e allora hai voglia a imbonire per continuare a rubare.

Ma il problema per loro è proprio questo : rubare, cosa più ?

Non c'è più nulla nel barile ,,, nemmeno le briciole.

            VIVA PIAZZALE LORETO ANCORA !

 

17
24 Mag 2010
alle 22:46

Alieno

La Sinistra non è rappresentata in Parlamento.

Civis, immagino che tu ti riferisca, dunque, ai comunisti duri e puri.

E' incredibile, un fatto tremendo debbo dire, che non siano più rappresentati in Parlamento. Voglio dire, mi spiego meglio, è straordinario e tremendo, drammatico, che solo da pochissimo tempo abbiamo questa evoluzione civile e democratica per cui i comunisti sono fuori dal parlamento.

La cosa veramente straordinaria, volendo dirla in modo ancora più chiaro, non è che non ci siano più in Parlamento,

ma che ci fossero fino a ieri. Di questo quasi si fatica a capacitarsi, è davvero incredibile. Un gap politico e culturale enorme, un ritardo ingiustificabile, un danno che si fatica a comprendere come si sia dovuto subire fino a pochissimo, troppo poco tempo fa.

Ad ogni modo, non temere: c'è sempre qualcuno che è più a sinistra della sinistra, qualcuno sempre più duro e puro, che sta fuori dal parlamento. Come le Br, le neo-Br, gli anarchici e via discorrendo.

Gente disposta a farti la pelle, nella loro odiologia sempre più pura e dura della tua, più a sinistra di te.

Gente che naturalmente merita il carcere a vita, il carcere duro, un serio percorso di riabilitazione severo nel vigilare che abbia profitto, altrimenti si dovrebbe considerare la chiave della cella, ops, perduta, non gira più la chiave, che strano..

Apologi della cultura criminale, dell'odiologia ideologizzata che non meritano alcuno spazio, né dentro, né fuori del Parlamento, in buona compagnia di nazisti ed altri criminali pericolosi proprio perché non si limitano a sbagliare e fare vittime dirette, ma continuamente confondono gli uomini con la loro apologia maligna, perversa e disumanizzante.

Ci saranno sempre persone così. E dei comunisti. O dei nazisti. MA consoliamoci e confortiamoci, per quanto sia drammatico il dato che fino a ieri fossero sostenuti in Parlamento (e tutt'oggi ben visti e perfin lusingati ed omaggiati nei salotti radical-chic intellettualoidi), possiamo avere miglior speranza: intanto il popolo li ha spediti su Marte, fuori dal parlamento, dalle balle, con le loro balle sistematiche e programmatiche di cui fanno culto, la gente si è stancata di tanta sfacciata, irrecuperabile menzogna e falsità odiologica.

Dunque, è un dato positivo: non è più rappresentata la sinistra che dici, il popolo civile e democratico ha deciso per loro il pollice verso, rassegnati, anche in Italia è possibile, nonostante ritardi ed errori,

evolversi. Evoluzione che in natura si vede, passa anche da qualche estinzione necessaria per compiersi.

Quella dei comunisti per esempio.

Su Marte staranno benissimo, meglio dei fascisti mandati lassù ben prima di loro, ma i compagni si sentiranno più a casa loro nel pianeta rosso ed è lì, infatti, che dovrebbero stare da un bel pezzo. E d'altra parte, fascisti e comunisti, hanno bisogno uno dell'altro, per auto-legittimarsi, per continuare ad avere un pretesto per esistere. Il loro è un rapporto di amore-odio, di dipendenza reciproca.

Pensa che i compagni, a fascismo sconfitto, si sono visti subito in mutande: ed ora come la spieghiamo la nostra necessità di esserci? Qui ci mandano subito tutti a cagare.

Dunque, hanno cominciato a mescolare le carte (clerico-fascista), poi definendo fascista chiunque non sia comunista. Poi non reggeva tanto nemme così, dopo un po' però è arrivato Berlusconi.

Oggi l'antifascismo è l'antiberlusconismo? Fino ad un certo punto: certamente è la trincea di sopravvivenza dei vetero-sinistri individui che senza il nemico odiologico, sono spacciati, si dissolvono come aria fritta (perché anche prima non erano granché). Si nota invece che tanto i vetero-comunisti che i nostalgici duri e puri fascisti, si trovano a loro agio nell'antiberlusconismo.

Assolve ad entrambe le necessità motivazionale odiologica.

Non è l'unico punto di contatto: possiamo vedere benissimo un fascio ed un comu a tifare per Ahmadinejad che vuole ebrei morti o giù di lì.

Sono le incongruenze, anche le pochezze, le miserie umane che derivano dalle odiologie-ideologie del secolo scorso.

Non fanno bene né alla ragione, né alla fede. Su Marte staranno benissimo insieme. Ma sarebbe l'ora di mandarci anche tanti altri, per quanto mi riguarda, gli ultras di calcio, non sarebbe male dirsi che siamo in ritardo anche su questo punto.

Marte è grande, c'é posto per tanti, si troveranno benissimo, ma anche non fosse, ci troveremo meglio noi in ogni caso.

A.

 

Meglio tardi che mai.

16
24 Mag 2010
alle 22:10

Alieno

Così come un contributo del Nord come quello del capace e ottimo ministro Maroni al ministero degli interni, produce dei risultati epocali mirabili,

anche un Papa tedesco non può farci altro che bene. E si vede, infatti, il risultato nella sua epocale svolta politica, in molti temi, etici soprattutto, ma anche in merito alla pedofilia e più ampiamente, in merito alla verità che la Chiesa deve testimoniare.

La riduzione dell'italianità tra le presenze di spicco e responsabilità delle gerarchie, farà bene, benissimo alla Chiesa.

Così come sinceramente ringrazio di avere un ministro degli interni leghista ad occuparsi di criminalità organizzata, ben lieto di avere un Papa tedesco come Ratzinger, meno disponibile alle lusinghe di opportunismi e convenienze,

ma è un bel salto di qualità che la Chiesa si merita da tempo, così come il ns. Paese si meritava quel salto qualitativo nella guerra alla criminalità organizzata da tempo.

E' ora di cambiare e di scomodarci.

A.

15
24 Mag 2010
alle 22:05

Alieno

Civis, il fascismo c'entra poco o nulla. Qui si parla, purtroppo, di banditi: la differenza di colore, c'entra poco o nulla.

E d'altra parte, tu vedi bene, benissimo al Sud, che un'amministrazione da 15 anni sinistra e perfino la conduzione Vendoliana, non sono un problema per la corruzione dilagante o per far affari con criminalità organizzata o cricche.

Molto probabilmente, l'unica cosa che farebbe veramente bene, spiace dirlo, è un po' di cultura in più del nord e perché no, un po' di cultura leghista e federalista.

A parte gli ottimi risultati del ministro Maroni, leghista al ministero degli interni, risultati apprezzati anche da Saviano che non risulta essere propriamente quello che si dice propriamente berlusconiano, clerico o di cdx,

va riconosciuta una cosa: di tante scemenze demagogiche sparate dalla prima ora dai leghisti, da Bossi e compagnia bella, su una cosa avevano indubbiamente ragione, una ragione che è ancora attualissima:

ROMA LADRONA.

Già, perché poi la "cricca" che gira intorno ad Anemone, che oggi apprendiamo (cosa non nuova quella di affittopoli eh) essere un mondo sommerso di una città di privilegi e privilegiati, è sopratutto Roma. In centro, con vista sul colosseo o in qualche bella piazza o sui tetti ma soprattutto, è ROMA la vera città ladrona e che rende nell'occasione, gli uomini ladri.

Un giro di cricca per privilegiati, prezzi modici, astenersi perditempo plebei.

Dunque va dato atto alla Lega di averne azzeccate non poche tra tante cose dette, anche da cialtroni e  beceri ignoranti, ma alcune cose, verissime e vero ed attuale più di sempre è appunto ROMA LADRONA.

Forse bisognerebbe pensarci una buona volta, come si fa in occasione di scandalosi affari di mafia per renderle la vita più difficile, sequestrando, isolando, spostando e confinando mafiosi e capo-clan, così come per gli ultras di calcio, via via si suggerisce di chiuderli una buona volta questi stadi,

credo che bisognerebbe pensarci una buona volta, a decentralizzare la politica e trasferire la competenza di capitale nazionale altrove. D'altra parte, Roma dimostra una lunga tradizione di incapacità e di inettitudine con vocazione al passivo disperante che però, gravano alle tasche di tutti.

Via dunque da lì, la politica, chiudiamo il Parlamento e Palazzo Chigi ed il Quirinale, facciamoli diventare repertorio tra altro di attrattiva turistica, visto che Roma è formidabile come contenuto culturale-artistico-storico, diventi solo questo: una risorsa attrattiva.

Eleggiamo città più virtuose per essere città capitale o di funzionalità politica e forse davvero Roma diventerà città più bella, più pulita, più vivibile, senza ladroni, privilegi, privilegiati, senza auto blu a fare il bello ed il cattivo tempo, senza costumi inerrabili di quadrumani che a Roma si sentono a casa.

Facciamo di Roma una città veramente europea e civile e per farlo, credo, la cosa migliore sarebbe spostare la capitale altrove e la politica pure: miglioreranno strategie, si spostano le priorità automaticamente (diventerebbe appunto prioritario il turismo, con una cultura di miglior rispetto per i turisti, essendo quella nuova vocazione il vero pane della città e non insulti i tuoi clienti che ti comprano il pane, quando è quella la tua risorsa e ne hai bisogno, mentre vivere di politica, beh, produce quello che la Lega giustamente diceva tanti anni fa ed è purtroppo verissimo tutt'oggi:

ROMA LADRONA.

I romani già civilizzati potranno solo apprezzare una simile svolta, quelli quadrumani ed arroganti selvaggi, beh, si adegueranno, avranno un'evoluzione oppure, beh, si estinguano, ce ne faremo una ragione.

Allora: che ne dici quadrumane? Vuoi vivere per sempre da burino con l'abitudine ai privilegi non più meritati, da tempo ormai, nella tua Roma Ladrona oppure vorresti vivere meglio, fosse anche più scomodo inizio, ma con una civiltà più evoluta?

Sarebbe bello dai: Roma città d'arte e di turismo. E..

basta. Tutto l'investimento è nella cultura civile del turismo. Quella per intendersi, dove non si fa i predoni scaricando dalla carta di credito di un giapponese che magari ha appena visto i fori imperiali, la cappella sistina o i musei vaticani, il quirinale, centinaia e centinaia di Euro, mancia compresa, in modo banditesco. E magari si ha di meglio da fare che perdere tempo a fare i quadrumani invasati con le tifoserie ultras sportive: si ha da lavorare, con la cultura del rispetto degli altri e dei clienti. Da città dei privilegi (di pochi), alla città d'arte vera e propria: non sarebbe magnifico?

Probabilmente il progetto ideale è un po' complicato, scomodo e costoso oggi da realizzare.

Ma forse una cultura diversa e migliore, è già possibile introdurla perché per ora, beh, è sempre la tristezza di vedere, dopo decenni, la verità leghista e del Nord: Roma Ladrona.

Credo che Roma e romani meritino di più. Ma anche tutti gli altri che romani non sono.

Non dimenticherò mai le mie avventure romane di diversi anni fa ormai. Da allora le cose, mi dicono, sono perfin peggiorate non poco.

Una volta ero ad uno dei chioschi nei pressi del Colosseo, da poco il tramonto. Il gentile romano del chiosco mi aveva preso in simpatia ed aveva voglia di scherzare. E mi disse:

fossi in te, con la bella ragazza che hai, non girerei tranquillo qui a quest'ora, gira brutta gente che non immagini.

Faticai a crederci, ma decisi di credergli.

Un'altra volta scoprii invece che in una città come Roma, capitale di una nazione, una delle capitali Europee, una delle città tra le più note in tutto il mondo, la sera chiudeva la stazione Termini, chi c'é c'é.

Ed io mi ero attardato, in compagnia di una bella donna con bambina allegata di circa 6 anni. Viste le nostre non fortunate risorse, dovevamo aspettare l'alba per prendere il primo treno per il rientro. Soldi per l'albergo nisba. Beh, siamo a Roma, mica in un paesino sperduto nello sfintere del mondo, che sarà mai.

Prostitute, drogati, spaccio, risse, ubriachi, poliziotti indifferenti mentre lo spaccio avveniva direttamente nei taxi dinanzi alla stazione e prendevano pure le mance e poi facce da paura, man mano che si faceva tardi, sparivano le facce di persone normali, diventavano come dire... felliniane, poi stravolte di strafatti o di malati di mente, di delinquenti..

mi ricordo che una coppia di turisti olandesi, che evidentemente si erano trovati a vivere un simile incubo, si avvicinarono chiedendo se potevano stare vicino a noi: te credo, eravamo le uniche facce normali e rassicuranti, tra una rissa di coltello, spaccio e droghini e volanti di controllo ogni due ore tanto per dire che passan di là, ma nemmeno scesi mentre si compiva di tutto sotto i nostri occhi. Mi ricordo che una donna strafatta fu praticamente trascinata nell'oscurità in una specie di giardinetti, da tre uomini uno dei quali si era tolto la cintura dei pantaloni e mi ricordo che ero disposto a tutto per difendere il mio fortino e che avevo nascosto, occultato la bambina dietro di me chiedendomi se sarei stato disposto a morire per non vederla trascinata come quella donna drogata che faceva debole e confusa resistenza (e pensai che certamente ero disposto a creparci, perché sarebbe stato un inferno vivere se non avessi tentato di impedirlo).

Mi ricordo che infine, facemmo una sorta di assemblea disperata, io, la mia ragazza, la bambina già si era accorta dalle facce nostre che era una situazione orrenda nonostante le parole rassicuranti (difficile recitare così tanto ed i bambini non vedono solo con gli occhi) e gli olandesi.

Decidemmo di cercare una pensione. Nel mio caso, lasciando patente e documenti assicurandogli che li avrei pagati il giorno successivo in qualche modo. Al terzo tentativo andò.

Molti anni più tardi, sono tornato a Roma, giretto artistico, c'era una bella mostra artistica, con altra ragazza.

Arrivati al colosseo, mi ricordo che eravamo rapiti mentre passavamo in auto, in quella giornata di pioggia lieve, perché indiscutibilmente, il Colosseo ha un fascino formidabile e per quanto fosse inquietante quel nero-fumo sopra e la lieve pioggia, facemmo la grande scemenza di aprire i finestrini.

In pochi secondi avevamo la gola in fiamme, gli occhi irritati con iperlacrimazione ed una fastidiosa rinite allergica.

Un'aria tossica così, non ho memoria di averla mai respirata in vita mia. Sarà perchè sia io che lei, siamo gente di mare, abituati ad altro ma fu una mezzora tremenda, poi il nostro organismo in qualche modo si abituò. E la cosa da una parte ci rallegrò, dall'altra ci inquietò subito perché comprendemmo che la minaccia era diventata invisibile, ma era sempre lì, tossica ad aggredirci. Lei era più sensibile e soffrì di più, le bruciava anche la pelle della faccia.

Fu un vero schifo. Abbiamo visto la mostra, frettolosamente dedicato uno spazio per farci foto, ma poi siamo scappati da quella schifezza.

Era tanti anni fa. Dovevano ancora venire i racconti degli incredibili campi Rom e tante verità sommerse, accettate dalla politica politicante del buonismo, tra stupri, criminalità tollerata, pare che per alcuni, tutto il problema sia abituarsi.

A me l'idea di abituarsi all'inciviltà, così come al tossico, spaventa e mi inquieta, anzi, mi sforzo di non abituarmi mai, così starò più scomodo, ma posso battermi per cambiare e migliorare le cose.

Mi batterei senz'altro se fossi romano per qualcosa di meglio che i romani hanno accettato, tra privilegi, ignoranza e cultura da quadrumani, burini e belluini che fanno vanto della propria ignoranza, evidentemente, vogliono vanto anche in questo: noi siamo abituati, stiamo bene qui, semo de Roma, se non te riquadra, vedi d'annattene da n'artra parte.

Comodi, ma selvaggi. Sarebbe meglio fossero meno comodi, meno complici di queste miserie.

Ancora qualche anno dopo, ero a Roma per un'altra uscita artistica e mi era venuta in mente l'idea, rientrando con il tassì per raggiungere l'auto alle porte di Roma, di vedere San Paolo fuori le mura, una basilica importante per la cristianità, anzi, una delle più importanti (4) basiliche papali di Roma, la più grande dopo San Pietro.

Dunque chiesi al tassì se era un "dirottamento" scomodo ed anche, essendo indeciso visto l'estemporaneità del fuori programma, se ne valeva la pena.

Il tassista mi disse che non l'aveva mai vista. Aveva circa 50 anni. Gli chiesi se era di Roma e mi confermò: proprio di Roma, nato a Roma, come i suoi genitori ed i suoi nonni, romano doc, mi spiegò, non si perdeva una partita la domenica della maggica roma (la squadra di calcio).

Però San Paolo fuori le mura non l'aveva mai vista. Faticavo a crederci. Per battuta, nell'imbarazzo anche del fatto che il quadrumane burino romano non si rendesse minimamente conto della figura orrenda che stava facendo lui, la sua famiglia e direi, facendo fare pessima immagine ai romani tutti, con la sua maggica roma tutte le domeniche, dissi in modo conciliante: vabbè, però San Pietro l'avrà pur vista, la Cappella Sistina...

Mi disse che San Pietro beh sì, era entrato ma la cappella sistina macché, una volta la moglie ci voleva andare, ma poi decisero altro. Mai vista.

A quel punto la ragazza con me, che se la rideva di brutto era più perfida di me, gli chiese dei musei vaticani, se sapeva gli orari, se valeva la pena (lì la guardai malissimo, perché dai, "se valeva la pena" era troppo sfacciata presa per i fondelli, avrebbe capito) ed invece nisba, mai visti, né lui, né i suoi figli come lui sfegatati della maggica roma. A quel punto ci sorprese perché improvvisamente alzò il volume della radio, che in romanesco parlava di calcio. Ci guardò dallo specchietto retrovisore e si scusò spiegandoci che stavano parlando della maggica roma. 15 minuti di radio in romanesco a parlar del nulla, di tifo, di nomi evidentemente conosciuti nelle curve, radioascoltatori che in romanesco, sembravano parodie, roba finta, da non crederci, solo parlando della maggica roma.

Voglio dire: purtroppo non tutti i romani se la meritano Roma. Alcuni sono dei burini primitivi, dei cercopitechi sub-umani culturalmente parlando, sono ancora i romani che usavano il colosseo come cava, uno strazio.

Ma forse chissà, magari ti capiscono bene quando parli di Piazzale Loreto, in fin dei conti, è la sub-cultura dei quadrumani selvaggi, tribù di invasati ignoranti, esempio dell'inciviltà e dell'ignoranza di cui farne un vanto anche quella.

Anche questa è una realtà di Roma, che non è forse emersa adeguatamente ed è un peccato, perché forse, se oltre a retorica e demagogia dell'urbe, avessimo fatto questo percorso di scomodità di racconti, chissà, forse Roma sarebbe migliore

e non sarebbe quella di Roma Ladrona e di tanti e troppi incivili ignoranti che non hanno mai visto davvero Roma, se ne riempiono la bocca quando si parla di calcio o in modo tribale, ma non la amano davvero, la umiliano ogni giorno con la loro sub-cultura, spesso, agli occhi del mondo, anche quelli di un turista che fatica a capacitarsi di tanto ben di Dio di bellezza così umiliato, sprecato, tra buche nell'asfalto, smog, sudicio, primitivi alla guida di ogni mezzo, su due o quattro ruote ed ora, anche città privilegiata della cricca (ma non è certo da oggi).

La politica dall'alto fa male a Roma, ma anche dal basso, c'è tanto lavoro da fare, perchè come spiegavo, i romani dovrebbero guardarsi davvero la coscienza e chiedersi con quale diritto gravano sulle spalle di tutti, senza più poter vantare merito, ma solo rendita di posizione.

Non sono un modello, ma certamente, non mancherebbe il potenziale, volendolo riconoscere, amandolo.

Ma sono pur sempre quei romani burini che usavano il colosseo (e non solo) come cava di pietre: sono gli altri, tocca agli altri spiegare la bellezza di Roma,

stranieri e barbari, perché i romani, umiliano Roma ogni giorno, ma se vedono dell'interesse di altri, per le sue bellezze, allora gli arriva qualcosa del messaggio.

Tuttavia, ancora oggi preferiscono delle feste di sballo, le notti bianche poi roma va bene così, tra buche, sudicio, smog, delinquenza, cultura di cricche, del fregare il prossimo, da banditi, ma vuoi mettere i concerti gratis? E come gira la ganja lì?

Che tristezza Civis, ma è degna dei tuoi gusti e dei tuoi modelli: si capisce bene quando scrivi

viva piazzale loreto.

Hai la tua coerenza burina e subisci il fascino dell'orrido e del banditesco, forse per comportamento appreso vivendo lì, forse per modello educativo o ideologico, non so.

A.

 

14
24 Mag 2010
alle 17:50

civis romanus sum

Bravo cicio merdashopping .

Sono contento che concordi con le mie analisi sui conniventi e sui collusi con il tuo regime clero-fascista .

La Sinistra non è rappresentata in Parlamento. Con grande merito oggi si distingue da questa tutta vostra feccia clericale e ha avuto ed ha ben altri uomini e civiltà che queste vostre merdine clericali fatte passare per sinistre in passato e mandate in giro ad impiastrare la politica .

Ma come se non bastava solo la tua disonestà intellettuale, la tua ignoranza, la tua falsità, la tua vigliaccheria, tutte caratteristiche prettamente fasciste, confessandomi ora di aborrire quella magnifica espressione della Giustizia popolare che fu Piazzale Loreto mi confermi ancora una volta il tuo spregevole essere fascista .

Ora hai ben ragione anche tu a temere un nuovo Piazzale Loreto .

VIVA PIAZZALE LORETO. 

13
24 Mag 2010
alle 17:41

Alieno

Il Card. Bagnasco, aprendo i lavori dell'assemblea generale della Cei, ha dichiarato che oggi, i rapporti Chiesa-Stato hanno raggiunto una generale soddisfazione.

Ottimista.. °_°

A.

12
24 Mag 2010
alle 16:58

Alieno

Possiamo ben rintracciare un punto condiviso nel giudizio  sulla Dc mi pare (per quanto mi riguarda, dopo De Gasperi più o meno un declino inesorabile fino alla disperante apertura a sinistra che ne segna l'evidente instaurazione cultural-farlocca in cui la priorità non è più quella ideale e valoriale, ma della politica politicante dedita alla conservazione di privilegi e poteri di casta, di poltrone e le aperture a sinistra, diventano i patti scellerati simil mafiosi, come quelli che potremmo avere tra due grandi clan che scoprono che la conflittualità può essere rimandata e si lavora meglio e guadagna di più se si fa un patto (anche due banditi come Hitler e Stalin e due culture criminali come il nazismo ed il comunismo arrivarono a questa conclusione, trovando che era più utile ad entrambi spartirsi l'Europa nel comodo patto Ribbentrop-Molotov).

Ma non posso concordare sul "Viva Loreto" che fu uno dei punti più bassi raggiunti dall'unama possibilità, perché fu tutt'altro che affermazione di giustizia (semmai giustizialismo) e cultura civile (semmai tribale e criminale) e assolutamente nemica della Verità (ancora oggi, difficile vederci chiaro, tanti misteri), ma da quella emersa, per quanto omertosamente coperta e nascosta, appare chiaro che fu un'azione criminale, banditesca, di una cultura cinica, feroce e peggiore di quella che pretendeva di combattere, fu insomma, un bell'esercizio-dimostrazione che ciò che si voleva instaurare in Italia era ben peggiore del fascismo stesso.

Fortunatamente scoprirlo meglio, è toccato ad altri popoli in Europa, molto più sfortunati di noi, che vissero il regime e la dittatura disumana e disumanizzante anche dopo la guerra, guerra finita, ma non per loro purtroppo.

Il merito della Dc, il grande merito di aver combattuto contro fascismo e poi contro il comunismo arrenstandone l'espansionismo, salvando l'Italia da una storia peggiore del fascismo stesso e ben più lunga dittatura, purtroppo diventò poi un motivo di limite e riduzione e sicuramente il punto più basso di quel potenziale, lo abbiamo credo, con le aperture di Aldo Moro a sinistra, fu la vera sconfitta della Dc nella sua autenticità di proposta.

Beh, poi così è come la penso io: mancò una forza nuova, una nuova linfa e restammo ostaggio di due forze politiche, in mano di incapaci e briganti e il cammino evolutivo del ns. Paese si arrestò terribilmente rispetto al potenziale (che è sia l'Italia che l'italiano stesso), nel banditismo politico e non solo politico, ma anche mediatico-culturale, nel corporativismo post-fascista dei sindacati che cambiò colore e diventò anch'esso limite al nostro sviluppo, abbiamo le risposte, le cause della nostra situazione attuale: un debito mostruoso, un ritardo infrastrutturale di cui vergognarci, una cultura schizofrenica, ritardata, pseudo-mafiosa e estremamente conservatrice, reazionaria, abbiamo una sanità penosa nel suo bilancio complessivo sul territorio nazionale, una scuola disperante, tanta gente che paga le scelte della prima repubblica, scelte di politica politicante dicevo, fatta da banditi ed incapaci, senza alcun decente principio di solidarietà generazionale.

Cultura e scuola, per esempio, pagano le scelte del pensiero di sinistra, che ha egemonizzato ogni spazio praticamente, affermando un conformismo ferocemente intollerante per tutto ciò che prende le distanze, ma non sarebbe mai stato possibile se la Dc non avesse abbandonato quella dimensione ai comunisti, molto più interessata e dedita alla coltivazione di interessi economico-bancari-finanziari-immobiliaristi: i comunisti occupano oggi ogni spazio culturale-intellettuale, impongono ancora il pensiero unico o quasi a scuola, nelle università, perfino tra i comici, gli artisti ma ciò è anche perché la Dc non era interessata autenticamente a quello spazio, se non nella dimensione privata, cioé abbandonando di fatto, la battaglia nella dimensione pubblica (scuola pubblica per cominciare). Vale anche per la Sanità. La Dc privilegiò speculazioni di tipo privato, godendo dello sfacelo della sanità pubblica perchè era più facile promuovere l'offerta qualitativa del privato nel settore, il Pci e la sinistra fecero della scuola e della sanità pubblica, un ufficio di collocamento clientelare, un bacino di voti.

Ed oggi la situazione è quella che è: salvo mirabili eccezioni e sforzi spesso anche recenti,

'na zozzeria proprio che gli italiani non meritano (un po' sì', ma bisogna portare speranza, la disperanza non è di alcuna utilità ed uno sfascismo non è migliore garanzia di futuro di qualità, rispetto ad un fascismo, anzi..).

Su Prodi concordo: ci sarebbe da scrivere moltissimo, veramente tantissimo. Ma non dimentichiamoci anche che è un uomo veramente potente, proprio dove tu cogli una parte dell'essenza dove scrivi "bancario", è legato a poteri enormi e non è mai risultato possibile "toccarlo" davvero un Prodi che non è molto inferiore ad Andreotti in quanto a segreti che probabilmente noi plebei e comuni mortali non sapremo mai.

Prodi è un incapace, ma potente, ambizioso. E vendicativo.

Credo si presti benissimo a rappresentare il volto della politica peggiore in questo Paese. Ma anche è a richiamarci sui grandi poteri occulti planetari: Prodi è un uomo della Goldman Sach.

E per chi osa opporsi a quell'occulta governance, in cui questo nome ricorre e moltissimi in varie parti del mondo, nel web, hanno cominciato un percorso di consapevolezza e coscienza, cominciando a parlarne anche con coraggio, è come toccare i fili dell'alta tensione, come giocare con la morte (magari per incidente aereo o automobilistico).

Ciao,

A.

11
24 Mag 2010
alle 11:14

civis romanus sum

Un Grazie di cuore stavolta va anche a merdashopping che qui sopra ci riporta stampati i nomi dei collusi e dei conniventi al Regime Clero-Fascista !

Mastella ( celebre lustraculo di preti ) D'alema ( idem, con l'aggravante di essere un sostenitore dell'Opus Dei ), Fassino ( chierichetto in un oratorio dell'omosessuale don Bosco ) Veltroni ( qui la parentesi dovrebbe comprendere l' intera pagina web fino all'esaurimento dei bit per contenere le sue tante infamità contro i cittadini onesti, ma ci provo sintetizzandole nella distruzione delle periferie di Roma cedute ai palazzinari amici di fascisti e vaticano, nell'intento poi fallito per una sollevazione popolare di voler intitolare la stazione Termini ad un papa fascista, nell'accordo col burino mafioso di padania nell'estromettere dal Parlamento le rappresentanze dei cittadini onesti d'Italia, nella sua collusione continuata e reiterata con questa squadraccia di clerofascisti al governo ,,, ) Prodi ( anche qui per questo bancario democristiano ci sarebbe un poema da scrivere, ma mi limito a citare il suo servizio alla cricca fascio-vaticana nella sua volontà criminale di rimettere a posto in pochi mesi i conti statali depredati dai loro latrocini  nei cinque anni precedenti il suo ultimo governo, attribuendo le vessazioni e i saldi dei debiti per tutti quei danni, alla "sinistra" ) e insieme tanti altri conniventi e collusi di questo Regime teocratico fascista, che in combutta tra di loro hanno distrutto e depredato questo paese che una volta era bellissimo e libero, per ridurlo come è ora sul lastrico e incolto solo per gli interessi ed il lucro di pochi delinqueni in tonaca e orbace .

Come si vede bene tra tutti i nomi della banda fascista al governo, della suddetta cricca fascio-vaticana messi insieme a questi ultimi dirigenti di partiti clericali e ai citati caporioni di quella aziende pubbliche privatizzate ai preti e ai mafiosi, che non hanno mai lesianto nel derubarci anche le ultime briciole dello stato sociale, non basterebbe un solo piazzale Loreto con tutti i suoi lampioni per appendere cotanti numerosi candidati alla giustizia popolare ,,, e allora sarà bene prevedere di mettere a disposizione espropriandone lo spazio, anche piazza del Popolo a Roma che è molto capiente e forse più adatta a contenerli tutti ,,, e al più presto ormai che il tempo è giunto .

Viva Piazzale Loreto !

 

10
23 Mag 2010
alle 22:02

Alieno

Giusto il tempo per un copia-incolla, visto che la pratica mi precede. :-)

Da D'alema a Veltroni,quando la sinistra odiava le intercettazioniLa legge in discussione oggi non piace agli stessi che votarono la legge Mastella(art. di Filippo Facci su Libero)Giuseppe Caldarola, Giuseppe Giulietti, Franco Grillini e Marisa Nicchi, tutti dei Ds; Enzo Carra e Roberto Zaccaria della Margherita; Tana de Zulueta e Roberto Poletti dei Verdi; infine Salvatore Cannavò del Prc. Basta. Tutti gli altri, il 17 aprile 2007, alla Camera dei deputati, votarono tranquillamente la legge Mastella che proibiva la pubblicazione di carte & intercettazioni anche solo per «riassunto», esattamente come si vuole fare oggi. I sì furono 447, i no neanche uno e gli astenuti nove. Quella legge fu sostenuta da tutti i gruppi parlamentari. Ricordiamo che Massimo D’Alema (secondo «la Repubblica» del 29 luglio 2007) commentò così: «Voi parlate di tremila euro, di cinquemila euro... ma li dobbiamo chiudere, quei giornali».
Quella legge fu sostenuta da tutti i gruppi parlamentari. Ricordiamo che Massimo D’Alema (secondo «la Repubblica» del 29 luglio 2007) commentò così: «Voi parlate di tremila euro, di cinquemila euro... ma li dobbiamo chiudere, quei giornali».


Questo non per sostenere che la sinistra avesse una posizione diversa, sul tema: difatti, di posizioni, ne ebbe almeno sei. Posizione numero uno: durante il governo Berlusconi sorto nel 2001, mentre dilagavano le intercettazioni sui furbetti del quartierino e sul governatore Antonio Fazio, la sinistra si disse disponibile a una neo-secretazione delle intercettazioni a mezzo delle multe salatissime proposte dal Guardasigilli Roberto Castelli: l’8 agosto 2005, infatti, il diessino Guido Calci rilasciò un’intervista a Il Giornale in cui denunciava «un vuoto normativo che va colmato al più presto», mentre da capogruppo Ds nella Commissione giustizia si diceva d’accordo con Berlusconi sulla necessità di mettere mano alla normativa che regolava le intercettazioni, pur con una serie di distinguo. La convergenza tra il senatore diessino i sottosegretari Luigi Vitali e Giuseppe Valentino era totale: lo stesso Calvi, nel luglio 2001, aveva presentato un disegno di legge proprio sulla stessa materia (il n. 489) e la proposta di Calvi fu definita dal centrodestra «una buona base di partenza».

Era il periodo in cui il segretario diessino Piero Fassino denunciava un certo «voyerismo mediatico» e invocava «una normativa più adeguata»: ma poi cambiò tutto di colpo. Posizione numero due: in Parlamento approdò un apposito disegno di legge firmato dal guardasigilli Roberto Castelli - siamo all’inizio del 2006 - e la sinistra si disse improvvisamente contraria: c’era la campagna elettorale alle porte. Vinse Romano Prodi, com’è noto, prima che una serie di accadimenti spianassero la strada alla terza progressiva posizione della sinistra sull’argomento: gli arresti del portavoce di Gianfranco Fini, Salvo Sottile, e di Vittorio Emanuele di Savoia, alias vallettoli e calciopoli, un’orgia di intercettazioni sui giornali. L’allora senatore dell’Unione Antonio Polito propose addirittura una commissione d'inchiesta sulla diffusione selvaggia delle intercettazioni (non da solo) e questo per «sanzionare i giornali» e «limitare lo strumento investigativo in mano ai pm»; l’idea fu sottoscritta, tra molti altri, dai diessini Gavino Angius e Tiziano Treu.

Disse Piero Fassino ai microfoni di Sky Tg24, stesso giorno «È chiaro che qui si punta a colpire l’onorabilità del partito e di qualcuno di noi»

I Verbali

Il problema è che cominciavano a circolare i verbali con le intercettazioni telefoniche tra alcuni parlamentari diessini e alcuni indagati nelle inchieste sulle scalate Antonveneta, Bnl e Rcs. Disse allora il ministro dell’Interno Giuliano Amato (Repubblica, 12 giugno 2007): «Non è possibile che dalle sedi giudiziarie esca tutta questa roba, è una follia tutta italiana». Disse Piero Fassino ai microfoni di Sky Tg24, stesso giorno «È chiaro che qui si punta a colpire l’onorabilità del partito e di qualcuno di noi». Disse il presedente della Camera Fausto Bertinotti, sempre quel giorno: «C’è un problema in termini nuovi, ci sono distorsioni nel sistema».
Ed è su questa quarta posizione, la più decisa e sostenuta, che entra in scena il ministro della Giustizia Clemente Mastella: il 28 luglio propone un disegno di legge di 15 articoli che sembrava una dichiarazione di guerra.

Tra i propositi: multe da 5mila a 60mila euro; divieto totale di pubblicazione degli atti - anche se solo riassunti - sino alla conclusione delle indagini preliminari; fascicolo del pm segretato sino alla sentenza d'appello; limiti temporali alla possibilità d'intercettare. Eccetera.

È qui che secondo Repubblica s’inserisce la citata frase D’Alema, così completata: «Ci sono stati episodi scandalosi in cui materiale senza nessuna attinenza con l’inchiesta è andato a finire sui giornali. E anch’io ne sono stato vittima».


Le polemiche continuarono e il provvedimento venne limato e ri-limato. Mario Pirani, su Repubblica, si spinse a scrivere: «Se Berlusconi dettava leggi ad personam, qui siamo di fronte a una legge ad personas, intesa cioè nell’interesse della classe politica». Passata l’estate, questa quarta posizione della sinistra continuò a essere condivisa anche dal centrodestra (c’era divergenza solo sull’entità di multe e sul periodo di detenzione per chi avesse sgarrato) ma occorse attendere sino all’aprile 2007 prima di andare al voto. I voti li abbiamo visti. S'indignarono solo il solito Di Pietro e vari portavoce come Marco Travaglio, che scrisse: «Esiste una vasta gamma di comportamenti che, pur non costituendo reato, restano riprovevoli o comunque interessanti e devono giungere alla conoscenza dei cittadini». A sinistra, in compenso, l’onorevole Lanfranco Tenaglia della Margherita definì la legge «un punto di equilibrio alto e nobile» al pari di Gaetano Pecorella (Forza Italia) che parlò di «buona riforma varata col contributo dell'opposizione». Poi vabbeh, la legge si arenerà al Senato e resterà lettera morta, come, come il governo Prodi.

Parla Veltroni

La quinta posizione è del 2008, durante la campagna elettorale: Walter Veltroni si riallacciava all’abortita legge Mastella auspicando «il divieto assoluto di pubblicazione fino al termine dell’udienza preliminare», con tanto di «sanzioni penali e amministrative molto più severe». La posizione venne ribadita da Veltroni durante un Porta a Porta del 13 febbraio 2008. Ma la quinta posizione non fece che precedere la sesta: l’8 giugno dello stesso anno i Ds si accodarono ad Antonio Di Pietro che a sua volta si era accodato all’Associazione nazionale magistrati.

In soldoni: i provvedimenti annunciati erano «gravi e sbagliati», mentre per quanto riguarda la privacy dei cittadini «è responsabilità degli stessi magistrati che le intercettazioni restino segrete». Coi meravigliosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

21/05/2010
------(fonte: forum.chatta.it/politica/8028329/da-d-alema-a-veltroni-quando-la-sinistra.aspx)..............A proposito voglio ricordare che Libero è una delle poche testate tra le tante organiche alla sinistra o comunque all'antiberlusconismo.Per fortuna non è dittatura e regime, solo egemonico controllo dell'odiologia mediatico-editoriale, che naturalmente, non inganni, non rappresenta affatto il Paese che si esprime diversamente dalla realtà che l'egemonia informativa-mediatico-intellettual-comico-artistica-giudiziaria ci raccontano e ciò può ingannarci non poco immaginando italiani e Paese.Almeno fino a che i cittadini non ritornano alle urne ed allora ci raccontano qual'é la realtà: l'odiologia non è plebiscitaria. E spesso, nemmeno democraticamente maggioritaria. Come stavolta. La volta precedente invece fu un pareggio sostanziale.Pare che insomma, la realtà del Paese racconti che molti sono coloro che si sono accorti delle battaglie farlocche della sinistra e si siano anche stancati un attimo, dopo 16 di balle a dirci che roba di ore e c'é la dittatura, il regime, anzi, c'é già.Salvo poi poter scrivere che Libero è una delle poche testate a diffusione nazionale che non sia organico all'odiologia anti-berlusconista o alla sinistra.Ma insomma, è come quando sindacati e corporazioni giornalistiche, scendono in Piazza per l'autonomia della libertà del giornalismo, se trattasi di difendere un Santoro. O un Boffo. O chi vuoi, ma se sono politici de sinistra a querelare Feltri, così come se le querele le fa Di Pietro, allora beh,la piazza e la manifestazione per libertà ed autonomie di queste, per carità, non sono poi urgenti. Anzi, affatto da fare.Solidarietà a turni. O di ritorno. Nel senso di opportunismo sbracato e doppia morale svaccatamente sfacciata. Doppia morale che ha solide e robuste pratiche a sinistra, come l'ebbe insopportabilmente nella Dc.Ma dopo il consociativismo e la congiunzione Dc-Pci, direi che la pratica diventa sublime ed eccelsa in quantità e qualità, praticamente si eleva al quadrato ma agli elettori, quadra sempre di meno questa attitudine che unisce sapientemente e con raffinata cura, la lunga tradizione di disonestà intellettuale Dc e Pci insieme... :-)E' la sintesi definitiva, l'evoluzione conclusiva che scarta il meglio per unire il peggio di due culture, il peggio dell'una sostenuto dall'altra.E' per questo che oggi può essere un problema per un comunista o un democristiano, indistintamente, avere credibilità.Ma il catto-comunista supera tutti, perché in fondo è quel mostro deforme, creatura geneticamente, orridamente modificata che fa di un catto-comunista, al contempo,un cattolico ed un comunista d'accatto.Per questo io suggerirei di chiamarli più propriamente così:accattocomunisti.---Evidentemente le intercettazioni non vanno bene sempre indiscriminatamente, questo è un valore condiviso da tutti, anche a sinistra si sa bene che intercettazioni indiscriminate non è giusto per i cittadini farne.Vanno fatte solo quando utili alla sinistra. Van bene se parlano di Bertolaso e Noemi,se però sono a riguardar Fassino, D'Alema, Unipol/Bnl, se poi si tratta di insistere su cose giudiziariamente inutili come carte che escono da Palazzo Chigi riguardo a telecom, o se comunque si parla di Di Pietro ancora con la vecchia storia dei soldi avvolti nel giornale, nella scatola di scarpe, dei "regalini" di ogni tipo, auto e vestiti, nonché perfino l'uso di uno scannatoio per stemperare il duro impegno professionale, se insomma, deve essere proprio intercettazioni per tutto e tutti, per carità, è segno di civiltà porre dei limiti e basta con la dietrologia di regime. :-)A.A.

9
23 Mag 2010
alle 19:59

civis romanus sum

Questo che segue non sarebbe mai venuto fuori se ci fosse già in vigore la legge antintercettazioni messa in programma da questo Regime CleroFascista:

Anemone, gli inquilini vip del Vaticano - Case e potere all'ombra del sistema - Boiardi di Stato, direttori Rai, e anche inquisiti: ecco chi vive negli ambiti appartamenti di proprietà vaticana. Grazie anche a Balducci. Un patrimonio di decine di alloggi di lusso nelle zone più pregiate di Roma. Gli inquilini vip del Vaticano: case e potere all'ombra del sistema - La facciata del palazzo di Propaganda Fide

Gentiluomo di Camera del Papa e Consultore laico della Congregazione per l'evangelizzazione dei Popoli. Con queste due chiavi Angelo Balducci ha aperto le porte che lo hanno fatto entrare da "dominus" nella rete immobiliare del Vaticano. L'ex presidente del Consiglio superiore
dei Lavori pubblici ha costruito una rete sulla quale Repubblica è in grado aprire una nuova finestra, che documenta i nomi di alcuni "nuovi" inquilini e spiega come la Congregazione, l'ex Propaganda Fide, sia stata usata per fortificare e proteggere quello che è stato ormai battezzato "il sistema Anemone".

GLI AMICI DI BALDUCCI - Sono tante, le case che la Congregazione gestisce dallo splendido palazzo di Propaganda in piazza di Spagna. Un intero immobile in via della Conciliazione 44, altri appartamenti e alloggi sparsi tra Via della Vite, piazza Mignanelli, via dei Coronari, via del Governo Vecchio, Via Sistina, vicolo della Campana, via dei Prefetti, via XX Settembre. La Roma che conta vuole vivere o lavorare qui. E la Congregazione affitta. Un tempo i canoni erano modesti, ora sono stati adeguati, e fruttano bene. Una su tutte: il canone che versa lo stilista Valentino per il palazzo di piazza Mignanelli 22 si aggira intorno ai 160 mila euro mensili. Per le case di Propaganda Fide si fa domanda.

Esiste una graduatoria e una valutazione di tre consultori laici, scelti in base alle evidenti personali qualità di "Scienza e Prudenza" (articolo 8 della costituzione apostolica "Pastor Bonus").

Angelo Balducci per anni è tra i tre consultori laici di Propaganda Fide. Gli altri sono Francesco Silvano, ex manager Telecom vicino a Comunione e Liberazione, e Pasquale De Lise, oggi influente presidente del Consiglio di Stato. Per anni i tre hanno lavorato a fianco del Cardinale Crescenzio Sepe [...]

Balducci finisce travolto dall'inchiesta sugli appalti e dagli scandali sessuali. In lui non ci sono "Scienza e Prudenza". Resta al contrario l'eredità di inquilini eccellenti della Congregazione. Al 17 di vicolo della Campana vive Adalberto Thau, parente della moglie di Angelo Balducci. I lavori di ristrutturazione dell'appartamento sono eseguiti dalla ditta "Dino Anemone & co snc", e il direttore dei lavori è significativamente Mauro Della Giovampaola, il funzionario che con Balducci lavorava alla "Ferratella" e con lui arrestato per corruzione. Ma Della Giovampaola compare non solo come direttore dei lavori: è anche affittuario. In via XX settembre, immobile di Propaganda Fide, ha i suoi uffici la "Medea", società attraverso cui il funzionario statale avrebbe ottenuto (fino a quando ne è stato socio insieme al costruttore Diego Anemone) lauti incarichi di consulenza dal ministero dei trasporti e delle infrastrutture di Pietro Lunardi.

Ha casa con Propaganda Luciano Marchetti, in via del Governo Vecchio. Ex direttore regionale per i Beni Culturali nel Lazio e ora sub-commissario della Protezione Civile per l'Abruzzo, Marchetti è inquilino tramite la compagna Francesca Nannelli, funzionaria dei Beni Culturali. La società voluta dal ministero per finanziare progetti culturali e che - nel 2005 - si occupa proprio della ristrutturazione del palazzo della Congregazione. La casa figura nell'elenco sequestrato ad Anemone.

ENAC, RAI, AGCOM, ALITALIA - A scorrere l'elenco degli inquilini di Propaganda Fide un dato è evidente. Che, anche a voler prescindere dal ruolo svolto da Balducci nell'assegnazione delle case di pregio, quegli immobili rivelano una rete di relazioni.

Vito Riggio, oggi presidente dell'Enac, e nel 2001 consigliere politico dell'allora ministro dei Trasporti Pietro Lunardi (acquirente di un intero palazzo in via del Pellegrino) è assegnatario di una casa in via della Conciliazione 44, immobile di assoluto pregio dove il Vaticano alloggia numerosi cardinali. Suo figlio Federico, del resto, compare nella "lista Anemone" come cliente del costruttore per la ristrutturazione del suo appartamento in via La Spezia.

Con due appartamenti in affitto per sé e la famiglia, la dorata enclave di via della Conciliazione 44 ospita anche Giancarlo Innocenzi, commissario dell'Agcom e protagonista delle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura di Trani, e oggi all'attenzione del Tribunale dei Ministri. Conversazioni in cui Innocenzi veniva sollecitato dal Presidente del Consiglio a intervenire per bloccare una puntata di "Annozero" sul caso Mills.

Innocenzi non è il solo uomo delle "comunicazioni" inquilino di Propaganda. In vicolo della Campana 17 vive Antonio Marano, oggi vice-direttore generale della Rai e per anni direttore di Rai2. Mentre, in via dei Coronari, abita Augusto Minzolini , direttore del Tg1, e anche lui intercettato nell'inchiesta di Trani. Un affitto il suo che racconta qualcosa di più e di diverso, forse, dei suoi rapporti di amicizia con Angelo Balducci e Diego Anemone, per altro documentati da alcune intercettazioni telefoniche dell'inchiesta sui Grandi Appalti. Minzolini, nel marzo scorso, liquidò la circostanza spiegando che Anemone e Balducci erano due sue "fonti in Vaticano". L'affitto di via dei Coronari, la ristrutturazione di quella casa per mano della ditta Anemone, la direzione dei lavori dell'architetto Angelo Zampolini (lo spallone degli assegni circolari per l'acquisto delle case dell'ex ministro Scajola, del generale Pittorru e del genero del funzionario delle Infrastrutture Incalza) aggiungono forse qualcosa di più.

Una postilla. Nel condominio di Minzolini abita anche Marco Zanichelli, già direttore generale poi
Amministratore Delegato di Alitalia e oggi presidente di Trenitalia.

By Tafanus blog .

8
23 Mag 2010
alle 18:12

Alieno

Oh, addirittura si scomoda il buon Fabius.

Vedo che non hai risolto il tuo grave problema di comunicazione, patologicamente ridondante di puntolini..

davvero... Fabius.. che dire... non... puoi... proprio... far ... nulla.. per scrivere... una volta nella... tua vita... un commento... con qualche.. significato... che abbia dell'argomento.. non sia solo... l'invettiva... il graffito...un'idea tua che so...degna... di essere... sostenuta.... tra una coppia di puntini e l'altra? ^_^

Caspita, sei come i personaggi del teatro, i fumetti: così marcatamente definiti.. nel loro tic.. non sgarrano mai... i tuoi puntini .. lo spessore dei tuoi messaggi.... ricordano le casacche nell'armadio di Paperino o il suo modo di parlare: sempre lo stesso, mai una trasgressione al copione.

Ma appunto, è un fumetto ed in quanto tale, può essere perfino simpatico per questo.

Sei... che dire... Fabius.. penso..non ci siano..dubbi.. che sei..

un fumetto. ;-)

A.

7
23 Mag 2010
alle 18:08

Fabius

Beh..che dire Alieno=Scodinzolini..penso ..non ci siano..dubbi..che coppia!!..

6
23 Mag 2010
alle 18:07

Alieno

Alla Busi, tu guarda, è arrivata immediatamente la proposta di candidatura dall'Idv. Allungando la già lunga teoria di premiata ditta politica nel fare informazione di parte, che già conta nomi prestigiosi come Lilli Gruber che, tu guarda che curioso, dopo aver denunciato la carenza di libertà d'informazione in Italia, che è la dichiarazione vero rituale, autentico indispensabile rito di iniziazione per la corretta ed ortodossa catarsi utile a passare dal mondo comico, dello spettacolo, o dell'informazione o culturale o imprenditoriale o giudiziario alla candidatura politica nel 2004, si candida con Uniti nell'Ulivo alle elezioni per il Parlamento Europeo. E va detto: come capolista del centro e del nord-est, primeggia con oltre 1 e 100 mila voti, perchè se compiere il rito ortodosso iniziatorio fa vendere più libri, più canzioni, fa più ascolti, più biglietti, fa anche più voti: è un rito che piace e commuove sempre nella sua sacralità nonostante da oltre 16 anni si parli di regime imminente...a dirla tutta, è dal dopoguerra che si paventa l'imminente ritorno del regime o si dice che già c'é, oltre mezzo secolo di liturgia puntuale della sinistra a riguardo, recitata ed osservata con una devozione che spesso, una fede religiosa autentica, non ha così solida nel dogma dell'obbedienza e nemmeno capace di innescare automatismi pavloviani con eguali risultati..

Ma insomma, proprio perché di regime e dittatura non v'é traccia alcuna, il rito è possibile divulgarlo su tutti i media e con ogni mezzo e farlo apprezzare da una platea sempre ampia, anche se nel tempo si è ridotta, stanca e constatando la natura reazionaria-conservatrice di questa chiesa odiologico-politica che racconta da mezzo secolo in Italia, e certamente da 16 anni, sempre la solita balla: non c'è libertà.

E purtroppo, non hanno mai preso sul serio gli inviti di chi li invitava ad andare davvero nei regimi (che a loro restano spesso simpaticissimi se sinistri regimi) e verificare effettivamente cosa significhi dittatura e regime e dove effettivamente, l'appello per la libertà espressiva, è solido ed oggettivo, prioritario. Ma fatto con autentico coraggio, rischiando carcere o morte o clandestinamente, nelle catacombe e nelle fogne nascoste dalla dittatura culturale mediatica e conformista, che invece se c'é, è proprio quella che impone di dirla così: il regime è imminente, anzi c'é già ed in Italia non si è liberi, né si fan libri o spettacoli o si può scrivere articoli sui giornali o nel web per professare l'anti-berlusconismo.

Lilli Gruber dunque compie il rito ortodosso della liturgia odiologico ballista che è una lunga osservanza in Italia con molti adepti per quanto molti stancati e persi per strada potendo tardivamente constatare l'inconcludenza di quella fede odiologica, passati al "nemico" (PdL, Forza Italia prima, ma anche Lega, tantissimi) e si ritrova tu guarda, candidata e termina la sua straordinaria campagna elettorale, con il film-documentario "Lilli e il cavaliere: 10 giorni per battere Berlusconi".

Così, tanto perché siamo in dittatura ed in regime e la libertà da noi non esiste o giù di lì.

Dunque porta i suoi famosi canotti labiali nell'alveo appropriato del PSE, il partito socialista europeo in cui confluirà la nostra sinistra, almeno nelle sue parti meno radicalizzate, ma il Pd senz'altro. Sarà presidente della Delegazione per le relazini con gli Stati del Golfo, membro della Conferenza dei presidenti di delegazione, della Commissione per le libertà civili e la giustizia e gli affari interni, della nientepopò di meno che delegazione europea per le relazioni con l'Iran che tutti possiamo constatare, con il contributo Europeo, sono relazioni di grande successo. Dell'Iran naturalmente, che porta avanti indisturbata il suo programma nucleare senza rinunciare a ricordare al mondo che Israele sarà cancellato dal mappamondo e deliziando di libertà il suo popolo. Ma sarebbe profondamente ingiusto attribuire queste responsabilità alla bella Lilli Gruber (e lo sarebbe ancor di più se non fosse andata dal chirurgo a necrotizzarsi e dissolvere l'espressione facciale: queste donne non sanno più amarsi, nel senso di accettarsi e non sanno distinguere chi le ama davvero al contempo, accettandole e non si rendon conto di mettersi in ingiusta competizione spesso troppo somigliante esteticamente, con la transessualità altrettanto esasperatamente gonfiata ed inespressiva confondendo i già bischeri di natura per vocazione ormonale invadente dei maschietti perennemente votati al dirottamento ossessivo della circolazione sanguigna, sfavorendo altre attività, per esempio un cervello, per far funzionare il solito giocattolino genitale a pompa  che è la distrazione preferita dopo o insieme quasi unicamente a quella del calcio), perchè la responsabilità è invero dell'Europa tutta, che è una gran baldracca di organizzazione che però, sarebbe ingiusto riconoscere come unica responsabile, dal momeno che il grosso delle responsabilità, è in quella cosa farlocca, sacralizzata e sopravvalutata sopra ogni buon senso che si chiama ONU (già basterebbe pensare che vi faceva parte l'Unione Sovietica e tutt'oggi la Cina per spiegare le prospettive di oggi, cioé la schizofrenia ed il delirio di pretese nell'assoluta incoerenza ed incapacità programmatica).

Nel 2007 poi diventa membro della Commissione Etica, nominata dall'Assemblea Costituente Nazionale.

Nel 2008 spiega ai propri elettori perché non si ricandiderà al Parlamento Europeo nel 2009 (lei stessa auto-definitasi "giornalista prestata alla politica) e ci ha visto lungo e fin troppo comodo e facile, defilarsi quando la nave affonda e mollare il PD. E però, a me non risulta nemmeno il "prestito", perché dubito che restituisca onorario, privilegi, benefit e liquidazione della "prestazione" Europea. Ed un prestito di solito, prevede restituzione mi pare, poi, ma vabbè, la dialettica è ricca di questi spunti poetici per nobilitare le proprie scelte di convenienza e di comodo.

Va però riconosciuto che se non altro, si è dimessa (cosa rara non Italia, ma anche in sede Europea, dove la pratica di non dimettersi, ma anzi, di intruppare parenti, familiari, amici ed amanti si dimostra largamente praticata), riunciando a continuare a prendere (in prestito?) lo stipendo di 11.800 Euro lordi mensili e coraggiosamente perdendo il diritto alla pensione per la quale occorre l'intera legislatura, dunque tanto di cappello alla bella Lilly Gruber, più bella fuori se non fosse passata dal chirurgo ma anche  più bella dentro riguardo ai valori che oggi, sono molto, molto attuali nel dibattito intorno ad un'Europa che vive ben al di sopra delle proprie possibilità, imponendo tagli drastici e dolorosi a tutti, a spese dei cittadini Europei, mungendo la vacca grassa e anche un po' stolta e poi, quando arriva la carestia, armiamoci e partite, parrebbe si debba pagare tutti.

E poi si guadagna il programma su La7, che ha per motivi comprensibili, vocazione anti-berlusconiana visto che nella stanza dei bottoni, la competizione è anche impenditoriale.

Tutto ciò naturalmente, cominciando dal rito di iniziazione: "In Italia non c'è libertà", "c'è il regime" oppure "è imminente il pericolo" e ovviamente tutto a causa di "Berlusconi".

A Santoro tocca un percorso simile. Ma ciò solo restando al campo del giornalismo italiano, perché ciò accade anche dalla magistratura per esempio (dimostrando la sua farlocca imparzialità), dove appare che il rito di iniziazione mediatica è il necessario passaggio per fare della magistratura, un trampolino di lancio per la politica: Di Pietro, ma in buona compagnia (l'ultimo arrivato, De Magistris ed ho detto tutto) ed insomma, e su e giù, il rito di iniziazione paga, gli elettori pure, chi suo malgrado, chi volontariamente, rendendo la nostra politica, ma anche l'attività giudiziaria, l'informazione, lo spettacolo e l'arte, quello che a volte dimostra di essere: auto-celebrazione farlocca, la smaccata ipocrisia di un modo di ragionare e di testimoniare che non è dittatura o regime, ma certamente molto, molto meno liberale e più regime e dittatura di chi si pretende di criticare.

Per fortuna, nonostante  la libertà resti saldamente nelle mani del popolo che dice la sua coi voti, a dispetto dell'egemonia dell'informazione, dei media, della cultura, della scuola perfino, rigorosamente regime di sinistra con poche eccezioni (e tutte puntualmente contestate nella legittimità di esserci), questo permette di non avere un regime ed una dittatura davvero, ma risulta che è esattamente ciò che in fondo, desiderebbero in molti tra coloro che continuamente, da 16 (ed anche da più di mezzo secolo ormai) continuano a strillare di regime imminente, con lai di dittatura imperante, magari minacciando rivoluzione o l'auto-esilio.

Gente come Umberto Eco: quante volte la ridondanza che se ne va, stavolta se ne va se il popolaccio, la plebe non dimostra che la sua percezione della realtà è corretta, se osa dar torto alla sua lettura della realtà?

A tutta 'sta gente che straparla di imminenti o presenti regimi e dittature da oltre 16 anni ed anche da mezzo secolo, per loro la guerra non è mai finita davvero, la guera è guera,

dedico con simpatia ed affetto, l'ironia di Alberto Sordi. Dunque comprendo da Eco alla Gruber, da Grillo a Don Giorgio Capitani, da Civis al blogger Don Paolo Padrini delle note parole gioiose e spensierate, visto che mai sembrano apprezzare questo Paese e ne vorrebbero senz'altro un altro in cui essere o andare intimamente. E dunque, ce li mando volentieri, voglio essere uomo di cuore e generoso:

Me saro' chiesto cento
mille volte
io che non so'
ne' re ne' imperatore
che ho ffatto
per trovamme sta reggina
nel letto fra le bbraccia
in fonno al core
e dato si' che sei cosi' preziosa
stasera io te vojo
di' na cosa
te c'hanno mai mannato
a quel paese
sapessi quanta gente che ce sta
er primo cittadino e' amico mio
tu dije che te c'ho mannato io
e va e va
va avanti tu
che adesso c'ho da fa'...
sarai la mia meta'
ma si nun parti
diventi un altro po' la mia trequarti
e va e va
nun puoi sape' er piacere che me fa'...
magari qualche amico te consola
cosi' tu fai la scarpa
e lui te sola
io te ce manno sola
io te ce manno sola
sola senza de me
gia' che ce so
me levo st'altro peso
co' tte che fai il capoccia
e stai piu' su
te sei allargato troppo
senti a coso
mica t'offendi se
te do del tu
te c'hanno mai mannato
a quel paese
sapessi quanta gente che ce sta
a tte te danno la medaglja d'oro
e noi te ce mannammo tutti in coro
e va e va
chi va con la polenta e baccala'...
io so' salmone
e nun me 'mporta niente
a me me piace anna' contro corente
e va e va
che piu' sei grosso
e piu' ce devi anna'...
e t'a ritroverai nel posto giusto
e prima o poi vedrai
ce provi gusto
sto solo scherzando
gussto sto solo cantando
uh sto solo a scherza' pardon
ma quanno alla mattina
sto allo specchio
c'e' un fatto
che me bbutta giu' er morale
io me ritrovo sempre
ar gabbinetto
e me ricanto addosso sto finale
te c'hanno mai mannato a quel paese
sapessi quanta gente che ce sta
cosi' che m'encoraggio
e me consolo
cor fatto de mannammece da solo
e va e va
che si ce devi anna'
ce devi anna'...
tanto se te anniscondi dietro a un vetro
na mano c'hai davanti e l'altra dietro
e va e va
e' inutile che stamo a litiga'...
tenemoce abbracciati stretti stretti
che tanto prima o poi
ce annamo tutti
a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese la'

5
23 Mag 2010
alle 14:38

Alieno

L’intervista - Il direttore del Tg1: non parlo con lei da febbraio, dopo le sue parole sulla ricostruzione dell’AquilaMinzolini e la ribelle Busi «Non mi piace chi dà giudizi usando la mimica facciale»«La Chimenti è brava e ha un’immagine nuova»

L’intervista - Il direttore del Tg1: non parlo con lei da febbraio, dopo le sue parole sulla ricostruzione dell’Aquila

Minzolini e la ribelle Busi «Non mi piace chi dà giudizi usando la mimica facciale»

«La Chimenti è brava e ha un’immagine nuova»

ROMA - Augusto Minzolini, direttore del TG 1, sa cosa ha detto il presidente della Rai, Garimberti?
«Cosa?».

Che al Tg 1 "siamo oltre la disinformazione, siamo alla reticenza".
«Paolo Garimberti... Siamo tutti giornalisti e per fortuna esistono le collezioni dei giornali. Ebbene, ho avuto molti più problemi io con il cosiddetto "potere" di quanti non ne abbia mai avuti lui».

Lei è sotto attacco per il "caso Busi". La conduttrice del Tg 1 delle ore 20 lascia quella postazione ambitissima in polemica con la sua direzione. E’ la prima volta che accade.
«La Busi era lì da 18 anni. Io credo che la conduzione sia un ruolo che consuma. Tiziana Ferrario, che io ho spostato, conduceva da 29 anni. Generazioni di giornalisti non hanno avuto spazio per mettere un cappello: su quella sedia c’erano sempre le stesse».

Negli Stati Uniti i grandi "anchor man" (e woman) durano a vita.
«Ma molti di loro fanno un lavoro diverso: scrivono in prima persona le notizie, organizzano, poi conducono. Maria Luisa Busi negli ultimi 10 anni ha firmato sedici servizi».

Ora, lei fa largo ai giovani: alle 20, dalla prossima settimana, vedremo Laura Chimenti. Perchè è stata scelta?
«E’ brava, ha un’immagine nuova. Busi afferma che nel suo Tg non ci sono le liste di attesa in ospedale, le persone che perdono il lavoro, le scuole senza carta igienica. Mentre ci sono i ministri Brunetta e Gelmini che "digitalizzano" la scuola. Le conduttrici di cui abbiamo parlato accompagnano le notizie con la mimica facciale, danno giudizi indiretti: questa è positiva, questa è negativa... La Chimenti invece non commenta, offre le notizie, con velocità, ritmo».

E’ una sua fedelissima? Come lei cominciò all’agenzia Asca...
«Macché. L’ho trovata, come ho trovato tutti. Ho confermato tutti i caporedattori, a parte Massimo De Strobel, che stava lì da vent’anni. Ma il Tg di vent’anni fa si faceva come quello di oggi?».

Maria Luisa Busi ha scritto che lei ha "dirottato" il Tg 1.
«Prendiamo i dati di venerdì, Tg delle 20: siamo 5,7 punti di share sopra il Tg 5. Nelle due prime settimane di maggio del 2009, direzione Giubilo -molto in sintonia con la Busi-il vantaggio era di due punti, nelle prime due del maggio 2010 i punti erano 3,7».

Gli ascolti non sono tutto. Busi dice che il Tg 1 va verso una "definitiva perdita di credibilità".
«Visione banale! Il "pianeta Italia" si divide fra Rai e Mediaset. Per crescere, io devo conquistare parte del pubblico Mediaset e di qui vengono certe scelte sui contenuti».

Busi afferma che nel suo Tg non ci sono le liste di attesa in ospedale, le persone che perdono il lavoro, le scuole senza carta igienica. Mentre ci sono i ministri Brunetta e Gelmini che "digitalizzano" la scuola.
«Ma no, ma no! Noi riportiamo tutto. Però, mi sembra giusto sottolineare che nonostante la crisi economica il sistema Italia tiene, che il tasso di disoccupazione è inferiore a quello di altri paesi».

Busi scrive che ci sono troppi servizi tipo "Caccia al coccodrillo nel lago" e "Mutande antiscippo".
«Io quei servizi li metto negli ultimi dieci minuti, quando la gente comincia ad essere stanca. Il Tg 5 ci superava sempre sul finale, da mesi non accade più».

Lei aveva deciso di spostare Maria Luisa Busi alla conduzione delle 13,30?
«Dopo i suoi giudizi sulla ricostruzione all’Aquila, dopo la sua intervista a Repubblica contro di me, avevo pensato di darle una posizione meno esposta».

E’ vero che per la Busi sarebbe pronto una posto di conduzione al Tg 3?
«Non so, non parlo con lei da fine febbraio, da quei giudizi sull’Aquila. Non mi piace chi sputa nel piatto dove mangia: sarebbe normale se andasse via».

Risponderà alla lettera che le ha mandato?
«Non ci penso proprio. Ma se vuole restare al Tg 1, un posto per lei ci sarà sempre».

Andrea Garibaldi
23 Maggio 2010, corriere.it

4
23 Mag 2010
alle 14:36

Alieno

Il "taglio" del blogger ritorna ad essere marcatamente di parte riconoscibile ed anche la scelta del tema del post in sé, come argomento, dimostra la mai estinta passione politica del Don, anche se sembrava sopita in una pausa che ero in dubbio se considerare di tipo "spirituale" ritornando a parlare di fede ed utilizzando lo spazio ed il mezzo internet come formidabile strumento per parlare e divulgare la fede o se fosse soltanto un ripiegamento transitorio in un momento non facile per la Chiesa, sconvolta e dovendosi accollare dolore, scomodità ed inevitabili sciacallaggi (che però, nel non affrontare la situazione, erano ancora più efficaci e devastanti) nella saggia e coraggiosa azione di Benedetto XVI di prendere di petto la questione della sporcizia nella Chiesa, tema per lui sempre riconoscibilmente prioritario da tempi non sospetti, cioé quando era ancora il Card. Ratzinger e non il Papa.

Ma ora, insomma, vedo che si torna ai cari e vecchi tempi in cui il blogger tradisce la sua simpatia sinistrorsa, che torna senza ambiguità ad esser quotabile come un buon 90% di ideologizzazione tematica sia per proposta che nel suo sviluppo;

 ma nel caso di questo post, con la lettura della sua "analisi" e lo spazio del pensiero unico concesso (una scelta di campo certo non arbitrale-imparziale quella di dar per scontatamente vero solo il punto di vista della Busi, senza nemmen riportar per onor di informazione e di cronaca, almeno una traccia della tesi avversa della difesa), direi che la quota sinistra del blogger è espressa al 99% allegramente e perfettamente in linea (fedele alla linea) di Repubblica-Espresso o Micromega e via discorrendo.

D'altra parte è il Don che dirige, giustamente, lo spazio del suo blog e gli dà il taglio, imposta le priorità tematiche, ne sviluppa i percorsi, potremmo considerare insomma, il Don-blogger il piccolo Minzolini mediatico che nel suo spazio che dirige, ci propone il suo bell' editoriale su Rai 1 e non solo.

Ed allora, paradossalmente, io farò la parte della Busi, nel mio piccolo a contestare gli editoriali del blogger e vista così, non a caso, ma volutamente proposta con ironia, spero che possano anche emergere alcune delle contraddizioni di chi oggi si trova nella posizione critica verso Minzolini, ma tradotto significa: la Rai (e non solo) può essere solo anti-governativa se governa Berlusconi, altrimenti è uno scandalo, non c'é libertà, ma regime.

La cosa curiosa è che però, le stesse contestazioni mai vengono poste per Rai 3 che eppure, ha posizioni intransigenti e rigorose di chiara e riconoscibile (con lunga tradizione) di sinistra e nessuno parla di libertà defraudate o ridotte dicendo che Rai 3 è il solido esempio di bavaglio fazioso della sinistra.

Coerenze fragili e pretesti soliti che sono perfettamente da rintracciare nel contesto ampio in cui da 16 anni si parla di regime imminente o in corso, di dittatura e però, da 16 anni non si fa altro che parlar male di Berlusconi (ma anche del Papa volendo), con una teoria sterminata di mezzi mediatici e forme di comunicazione (da editoriali a servizi di approfondimento, da letture opportunamente a risaltare la lettura anti-berlusconista al filone sterminato di libri che hanno fatto le fortune di personaggi che probabilmente sarebbero sconosciuti ai più, come del resto, gran parte di comici, cantanti, attori che se vogliono lavorare, debbono conformarsi alla vera, autentica dittatura cultural-ideologica dicendosi di sinistra o almeno, rendendolo credibile senza suggerire che magari, sono liberi cittadini che votano come una straordinaria parte di cittadini non a sinistra).

L'unica dittatura reale, non imminente, ma storica, è questa nel nostro Paese, con circolini intellettuali ed artistici, la stragrande parte dell'informazione, della cultura, dell'uso mediatico di ogni forma e così via, praticamente egemoni nell'esser di sinistra e mai seguendo nemmeno effettivamente la realtà del Paese (nel senso che tutti costoro ai posti chiave della mediatizzazione-cultura, restano sempre rigorosametne di sinistra anche quando il Paese dimostra in modo democratico-maggioritario di essere altro che sinistra e la sinistra boccia clamorosamente).

Ma la dittatura è appunto, l'imposizione e la costanza in continuità a dispetto della realtà popolare e democratica, indifferente alla realtà (tanto peggio per la realtà) e non mancando tra i notabili testimoni del pensiero unico sinistro, comici o intellettuali o artisti che siano, di manifestare talvolta, il sommo disprezzo per gli italiani che manifestano una realtà diversa da quella che loro professano.

A me, nei panni del povero utente, non resta che la possibilità di manifestare un pensiero libero, autonomo ed anti-conformista, cercando di correggere e compensare la grave mancanza faziosa, cioé il punto di vista dell'altro, il racconto anche dell'altra campana che, mi risulta, ci è sempre utile nel dialogo e per poi elaborare un giudizio in autonomia e sempre ridotta possibilità dove invece, la campana è unica.

Sicché nel prossimo commento, mi limito a portare anche l'altra campana, nonostante l'editoriale del direttore del blog, il Don Paolo Padrini, non ne faccia menzione. E dovrebbe essere motivo anche questo, di riflessione sull'eventuale autenticità dell'idea di libertà espressiva e civile ed anche sui veri "bavagli" guardando un attimo, anche oltre la superficie di facili conformismi, potendo scoprire che a lamentarsi dei bavagli, magari, è chi non li ha mai avuti né conosciuti e però, ne mette agli altri in modo comodo ed automatico e dove qualcuno cerca di toglierseli sfidando conformismo e diritti e privilegi acquisiti ormai storicamente, si sbraita di allarmi e di pericoli.

Ma sono i pericoli della persona che vede minacciati i suoi privilegi e le sue abitudini, sono le lamentele stizzite ed anche adirate delle persone viziate che non hanno mai potuto davvero relazionarsi all'equilibrio, al buon senso, essendogli mancata educativamente l'occasione di scoprire che cosa sia e ritenendo che l'equilibrio unico rassicurante, sia la perpetuazione dei propri vizi e privilegi ad infinitum.

A. 

3
22 Mag 2010
alle 18:59

civis romanus sum

Concordo fabius 1, ma io sono anni che lo dico, e solo adesso con la fascistizzazione dello Stato stanno completando il loro disegno .

La legge Bavaglio alla libera informazione sarà l'ultimo atto .

Lo stanno approntando in fretta perchè decenni di latrocini di chiesa e mafia riuniti sono venuti alla luce troppo presto per merito delle intercettazioni di magistrati liberi e coraggiosi e avrebbero potuto minare la fiducia di quel misero 17 per cento di italiani che ha autorizzato a derubarci e distruggere lo Stato democratico una cricca di delinquenti organizzati con i loro sodali, qualche ladro di polli e i soliti preti con il loro codazzo di ignoranti al seguito .

Ci sono poi altri emuli di Starace, il ministro fascista del Minculpop ( ministero della cultura popolare di quell'epoca infame ) sguinzagliati in giro che stanno compiendo il loro lavoro: Minchiolino al Tg1 è uno di questi, ma un altro è questo direttore ministeriale dell''Emilia Romagna, Marcello Limina ( ricordarsi il nome quando sarà il momento )  che minacciando con la "mordacchia" gli insegnanti e il personale delle scuole pubbliche nella sua regione li raccomanda di non parlar male di chi li deruba :

Roma: Il "bavaglio" arriva anche a scuola. Insegnanti e personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) devono evitare di parlare con la stampa criticando l'operato del ministero dell'Istruzione o dei suoi più stretti collaboratori. E' questo il tono di una lettera, data 27 aprile, all'indirizzo dei dirigenti degli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditori) dell'Emilia Romagna. "Si leggono frequentemente sulla stampa dichiarazioni rese da personale della scuola, con le quali si esprimo posizioni critiche, con toni talvolta esasperati e denigratori dell'immagine dell'amministrazione di cui lo stesso personale fa parte.

Tali toni
- scrive il direttore ministeriale dell''Emilia Romagna Marcello Limina - si riscontrano anche in atti e documenti indirizzati ad autorità politiche o amministrative dell'Amministrazione centrale, e sono fatti spesso circolare all'interno delle istituzioni scolastiche o distribuite ad alunni e famiglie". Limina continua, "ricordando" a dirigenti e insegnanti tutte le norme che vincolano il personale della scuola e i dipendenti pubblici ad usare "cautele" quando si esprimono giudizi nei confronti dell'amministrazione. E invita i provveditori a "richiamare l'attenzione dei capi d'istituto" affinché "sensibilizzino il personale della scuola sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa". 

2
22 Mag 2010
alle 16:34

Alieno

Son almeno 16 anni che sento parlare di regime in corso o ormai imminente.

E però mi pare che quando c'è dittatura e regime relativo, non sia così facile la libertà di espressione e di comunicazione.

E nel nostro Paese, mi pare più che documentabile che se c'é una libertà straordinariamente applicata, massiccia di ogni mezzo mediatico e culturale, dai giornali alla tv, da internet ai libri, ai circolini intellettual radical-chic ai movimenti di base, alla stessa politica ecc., è quella dell'anti-berlusconismo.

Che semmai, proprio dovendo parlare di dittatura e di regimi, è quello che lo subisce inevitabilmente, da 16 annia a questa parte.

Ma forse, sarebbe il caso di non dar credito a chi parla da decenni di regime in corso o imminente.

E pensare seriamente che ciò è offensivo se si pensa che i regimi e le dittature ci sono davvero, purtroppo: Asia, Medioriente, Africa.. ce n'é per tutti i gusti, da Cuba alla Cina.

Ed è poco soprendente, ma dovrebbe esserlo, notare come molti di coloro che parlano di regime da noi, perfino simpatizzino per i regimi o minimizzino nel migliore dei casi, a riguardo.

Anzi, colgo l'occasione ricordando cosa sia un regime e rallegrandomi della piccola soddisfazione citando una notizia:

Cina, aggirata la censura: Dalai Lama beffa Pechino e "twitta" con i suoi fedeli.

Il Dalai Lama "twitta" con i cinesi: "Voglio ringraziare Wang Lixiong per avermi concesso questa opportunità di parlare con il popolo della Cina. Sono molto contento". Così riesce a squarciare la censura di Pechino

Pechino - Il Dalai Lama "twitta" con i cinesi. "Voglio ringraziare Wang Lixiong per avermi concesso questa opportunità di parlare con il popolo della Cina. Sono molto contento. Purtroppo negli anni passati, le nostre relazioni con il governo cinese non hanno portato a nessun miglioramento sostanziale. Ma ho ancora molta fiducia nei i cinesi. E sono molto contento di comunicare con loro". È iniziata così la "chiacchierata" online del Dalai Lama che per la prima volta oggi è riuscito a squarciare la censura di Pechino e a rivolgersi direttamente ai cittadini cinesi. È stato possibile grazie a internet e all’aiuto dello scrittore dissidente Wang Lixiong.

Il Dalai Lama chatta con i cinesi Il leader spirituale dei tibetani ha utilizzato il popolare Twitter per parlare delle degradanti condizioni del Tibet, di come la maggioranza cinese sta alterando l’equilibrio demografico e anche della spinosa questione della sua successione, una delle domande più gettonate tra le circa 300 a cui ha risposto con l’aiuto di un interprete cinese. Non è possibile sapere quanti internauti sono riusciti a collegarsi dal territorio cinese per seguire l’intervista. Twitter è stato censurato dal regime di Pechino lo scorso anno in coincidenza con l’anniversario del massacro di Piazza Tienammen. Ma da allora sono sorti molti "cloni" su cui è possibile vedere i contenuti del popolare website. Durante la "chat", il Dalai Lama ha risposto per circa 90 minuti a una serie di domande selezionate nei giorni scorsi dagli stessi internauti. L’intervista è avvenuta in un albergo di New York dove si trova per una serie di conferenze. L’iniziativa era stata lanciata dall’intellettuale e scrittore Wang, che vive negli Stati Uniti insieme alla moglie tibetana. È stato lui a "ospitare" il Dalai Lama sulla sua pagina di Twitter, nonostante il capo dei tibetani sia presente sul network dall’inizio dell’anno con un "account" personale.

-------

Dei contaballe nostrani non se ne può più ed a dirlo, non sono solo io, ma in tantissimi (il giretto periodico nell'urna dove finiscono i nostri voti, vorrà pur dir qualcosa..).

E Free Tibet!

A.

 

 

1
22 Mag 2010
alle 12:17

Fabius

Beh, più chiaro di così!!!..ormai, credo, non ci siano, più dubbi..siamo, alla vigilia, di una dittatura..la subdola..stisciante..occupazione...dei media pubblici..(e meno) da parte, di questo...governo - cricca..è ormai avviata.. con nostra buona pace..Amen..

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