Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
La notizia non dovrebbe fare tanto rumore, anche se le difficoltà di dialogo - soprattutto nella società civile - si fanno sempre sentire (e forse più che non nell'ambiente religioso comune ed ufficiale).
E' giusto però segnalare questa iniziativa che procede sicuramente su una via tanto indispensabile quanto positiva, quale quella del dialogo tra religioni differenti.
Da oggi, - riferisce il SIR - per la prima volta sul sito web Rai Vaticano/Rai Religioni (www.raivaticano.rai.it ), nella sezione “Agenda delle religioni”, viene pubblicata la preghiera islamica del venerdì.
Nella Moschea di Roma, la più grande d’Europa, sono state riprese tutte le fasi del rito: arrivo dei fedeli, abluzioni, appello, predica dell’Imam, traduzione della predica in italiano, seguito della predica da parte dell’Imam e preghiera finale. Nella predica l’Imam Ahmed Sakka ha commentato il verso 19 della Sura 4 del Corano, che parla di come trattare le donne con gentilezza ed equità. Al termine del filmato c’è una breve intervista all’ambasciatore Scialoja, della Lega Musulmana Mondiale.
In “Agenda delle religioni” viene anche pubblicata una cerimonia greco-ortodossa, nella quale vengono celebrati i Santi Cirillo e Metodio.
Nel mese di giugno, si legge in una nota di Rai Vaticano, verrà seguita una cerimonia anglicana.
Nel sito, infine, nella sezione “Berrette rosse” si possono leggere le interviste ai cardinali Maida (Stati Uniti), Martino (Italia), McCarrik (Stati Uniti).
Salgono così a 41 le testimonianze dei porporati. A meno di due mesi dalla nascita, sono quasi 60 mila le persone che si sono collegate con lo spazio web di Rai Vaticano.
Forse più che del calcio, gli italiani farebbero meglio a seguire altri eventi, tenendo gli occhi aperti e la testa sveglia.
Magari sapessero cosette così, si interessassero di più della loro società, della loro vita nazionale, del loro passato, per comprendere meglio il presente e progettare il futuro,
non sarebbe male.
Noi sappiamo di Totti. O di Maradona. Magari tutto crediamo di sapere su di loro.
Come se, questo è il grave, valesse la pena di saperlo.
Mentre di altri nomi, sappiamo poco.
Eheheh. :-))))))
Falsità Civis? Su di te?
Quali esattamente? Boh.
Dunque vediamo..
sul fatto che sei tifoso mi pare che ci sia da qualche parte il tuo commentino entusiasta per la vittoria della Roma, non ho idea di qual trofeo si trattasse.
Sul fatto che sei un fumatore di canna, la teoria di commenti tuoi è ampia.
Onestamente non capisco di quali falsità tu parli, ma ben lieto che tu voglia chiarirmi.
Poi sul fatto che non c'è paragone,
beh, siamo nel regno pieno del soggettivo:
de gustibus non disputandum est!
Ma tu hai prodotto un'immagine ben chiara per argomentare l'umiliazione-abiezione umana nella preghiera pratica contro natura,
io ho fatto cosa simile producendo l'immagine della farloccaggine umana ancora meno nobile ed ancora più contro-natura, se si parla di natura umana ed è proprio della natura umana avere una ragione ed una fede, pregare, è una nostra facoltà a distinguerci tra altre creature che hanno una ragione assai ridotta.
E non pregano.
Ma è sotto gli occhi di tutti: gli animali sono molto meno liberi dell'uomo. Non c'è da stupirsene. Nè da fargliene una colpa, anzi, al contrario, una ragione per non fargliela, una fede per assumerci la nostra libertà-responsabilità che si manifesta anche con la preghiera dell'uomo.
Ma per agitarsi sul divano di casa o allo stadio, basta essere un cercopiteco, un quadrumane qualsiasi. Solo, avendo maggiore libertà-responsabilità di un quadrumane, in questo caso possiamo farci su una riflessione nell'individuare responsabilità.
L'oppio dei popoli non so quale sia. Ne vedo tanti di oppiacei.
In Italia uno è senz'altro il calcio. Spiace ammetterlo, ma credo di avere il corrispettivo pormi verso il calcio, come tu ti poni verso la religione.
Cioé, il calcio lo prenderei a calci volentieri. Almeno così come è oggi e tu, comunista da strapazzo, dovresti essere in prima fila con me, visto che spiegavo, è la pratica imbecille e costante di schiavi che applicano volontariamente il processo inverso di una più equa distribuzione di ricchezze: tante piccole ricchezze vengono concentrate nelle mani di pochissimi.
In questa luce, beh, son più credibile di te che ti vuoi de sinistra o vetero-comunista.
Ad ogni modo non mi hai convinto: continuerò a vedere la preghiera come cosa utile e necessaria, non solo per me, in chiave egoistica, ma per il bene dell'umanità.
Mentre continuerò ad essere alieno quando vedo uomini rapiti e disposti da invasarsi come drogati, perfino ad uccidersi per questa sorta di pseudo-fede e pseudo-ideologica calcistica.
Continuerò a vedere l'autentico ridicolo di milioni di uomini che guardano due branchi che fanno finta di non sapere usare le mani, inseguendo la palla e tirandogli dei calci, tranne i due ai lati del campo che faranno finta di avere una catena tra due pali, una traversa e la rete, il tutto strapagandolo e con devozione infinita, sfidando continuamente il senso del ridicolo e del buon senso oltre ogni misura.
Così da avere calcio dal lunedì alla domenica, 12 mesi all'anno, inseguendolo anche quando va in qualche scannatoio in un festino di trans o coca o in discoteca, facendo perfino "dibattito" di questa pseudo-fede-ideologia che nulla ha da invidiare alle vetrinette tv di cartomanti ed astrologhi, dibattiti e contro-dibattiti, processi addirittura, ogni santo giorno, ovunque e poi argomento immancabile che tutti debbono conoscere, dunque nei Tg, nei quotidiani, ovunque.
Ore, giorni, mesi, anni, intere vite passate nell'orazione della finzione, a guardare uomini che fanno finta di non poter usare le mani ed i due che fanno finta di essere alla catena, un nero giudice a correre su e giù inseguendo la palla, come i cuori, le menti, gli occhi ridotti di milioni di persone che magari, si stupiscono poi della fede, della preghiera o del miracolo dell'incarnazione, viste come sciocchezze, credulonerie o perdite di tempo.
Io dico che è discutibile, molto discutibile il tuo punto di vista. E che il calcio andrebbe raso al suolo, al massimo con l'opportunità di rifondarlo da zero, perché certamente nelle attuali condizioni, è un pessimo esempio per tutti, un crogiolo di spazzatura culturale, una sentina di vizi e modelli performanti deformati (già il fatto che "calciatore" sia un mestiere, una professione, dice tutto), un inno al consumismo, al materialismo, al capitalismo più sfacciato e può solo farmi sorridere allora, saperti tifoso però sfidando il prezzo del ridicolo giudicando chi prega nella propria fede.
Il tuo ideale comunista, per quanto sia aberrante in sè l'ideale, ma il tuo, è veramente una farloccata, una cosa da cialtroni, se parliamo di calcio.
E di canne pure, volendo.
E' che tu non sei nemmeno un comunista. O de sinistra. Anzi, non a caso nel blog, più di ogni altro mi hai ricordato un becero-fascista nel metodo e nel modo di relazionarsi agli altri (ma il becero comunista è infatti, indistinguibile).
Tu sei solo anti-cattolico. Il resto è la cornice di questa foto, è lo sfondo del paesaggio sfocato, al centro c'é solo la tua caparbia avversione per la Chiesa. Il comunismo è il tuo habitat ideale, naturalmente, per portare avanti questa odiologia.
Ma insomma, ormai ti conosco mascherina. ;-)
Ciao,
A.
A.
A.
Riguardo alla Gregoraci, occorreva solo per un esempio e non ho alcuna convinzione che sia notizia vera quella riportata in questi giorni (anzi, è terribilmente sospetta essendo in un clima di tagli, di crisi e di odiologia militante che spesso hanno la compiacenza mediatica nel rinforzo, magari per guadagnarsi consenso facile).
A.
Qualche cosa di buono evidentemente ci avrà trovato nell'islam.
Vero, verissimo Manuela. Ma non vale forse per ogni cosa?
Forse è poco per aiutarci a capire, discernere dire "ci avrà trovato qualcosa di buono", di qualsiasi cosa si tratti, bella o brutta, buona o cattiva che sia.
E d'altra parte, citando una frase di Benigni di un suo show di tanto tempo fa, "anche Hitler l'avrà detto buongiorno a qualcuno".
Aggiungo anche: Hitler era un ambientalista convinto, amava i verdi boschi e le montagne della baviera, adorava i cani ed era anche un salutista, astemio e non fumatore. Era anche una persona puntuale, metodicamente precisa, ordinatissima e pulita.
Mica come quel puzzone inglese di W. Churchill che non si faceva nemmeno il bidet, accendeva sigari uno via l'altro intossicando l'ambiente come un'autocarro Om mod. Orione 400, beveva come un alpino con l'unica differenza che la miscela usata non era la grappa, si svegliava tardissimo, a fine mattinata.
Tuttavia studiando storia a scuola, io l'ho sempre trovato più simpatico ed apprezzabile d'un Hitler ambientalista-salutista ed anche di un buonista cialtrone senza attributi come Chamberlain.
Ma è indubbio che al tempo, moltri ci trovarono qualcosa di buono, evidentemente in ciascun di loro.
La storia umana ci garantisce però che questo aspetto, "qualcosa di buono evidentemente ci avrà trovato", non ci garantisce nulla.
E per discernere (e scegliere), perciò, dobbiamo impegnarci di più.
Illudersi che il nazismo non fu di natura umana, così come Hitler, ci illude e ci inganna. Se pensiamo a lui come un extra-terrestre, una razza non umana, un mostro,
non riconosceremo mai e poi mai gli uomini che incarnano scelte come le sue, maligne e disumane, disumanizzanti.
Restano però, riconoscibili esseri umani ed è, oltre che dolorosa presa d'atto da fare, richiamandoci alla nostra vigilanza e responsabilità, anche l'antidoto: ci si illude se pensiamo che il male si mostri platealmente con mostri ed extraterrestri, dunque facili riconoscimenti.
Dunque Hitler l'avrà pur detto buonogiorno a qualcuno. Avrà spiegato che era ingiusta la condizione in cui l'Europa affamava soffocando il popolo tedesco e non aveva torto, così se avrà mai detto che l'acqua disseta ed il pane appena sfornato ha un profumo delizioso, avrà detto delle verità condivisibili.
Ciò non toglie che però, in uno sguardo più ampio d'insieme, Hitler resta quel folle testimone del male, possibile testimone solo grazie alla facilità dell'inganno sugli uomini, larghi consensi tra l'altro.
A nulla sarebbe servito infatti, il fascino incantatore, il magnetismo del Furher se dall'altra parte non ci fossero stati così tanti in attesa, pronti o sufficientemente deboli per farsi incantare.
Ed infatti, non tutti furono incantati da Hitler, a riprova di quel che dico. Coscienze più libere, allenate, più vive, più sveglie oltre che varie casualità e contestualizzazioni, non permisero ad Hitler di affascinare tutta l'umanità, ma anzi, ci fu chi capì prima degli altri, chi poi o durante per fortuna migliore del genere umano.
Così come alcuni cristiani cedettero ingannati per debolezza o perché non aspettando altro che ingannarsi ed ingannare, alle lusinghe del nazismo, ma dicevo, alcuni,
la stragrande maggioranza del mondo islamico stravedeva per Hitler ed il nazismo, soprattutto perché era chi meglio di ogni altro era credibile soggetto-progetto di eliminazione degli ebrei.
Lo zio di Yasser Arafat, quest'ultimo leader dei palestinesi fino a poco tempo fa ed insignito nientepopo' di meno del premio nobel per la pace in cambio della sua poderosa attività di organizzazione del terrorismo internazionale e della concretizzazione armata dell'antisemitismo riuscendo a comprarsi le simpatie di buona parte dell'Europa, buon sangue non mente ci racconta infatti Arafat, nell'aver zio al tempo figura massima politica e spirituale, Gran Muftì di Gerusalemme, il cui nome era Haji Amin Ali al Husayini per chi vuole verificare e documentarsi, era attivissimo per terrorizzare gli ebrei in Palestina. Se Yasser Arafat il nipote capo dell'Olp ha sognato fino all'ultimo di marciare su Gerusalemme a capo di un milione di "shaid" per cacciare gli ebrei, suo zio sognava ad occhi aperti di avvenerare gli ebrei avvelenando le falde acquifere di Tel Aviv e sopratutto, i suoi sogni volarono alti alti quando il nazismo rivelò chiaramente il suo volto ed il suo progetto.
Che era organicamente utile al progetto-ideale coranico.
Yasser (o Yassir) Arafat il futuro leader dei palestinesi terroristi era nato al Cairo, ma fu chiamato a vivere all'età di 6 anni a Gerusalemme proprio dal Muftì, lo zio, essendo il fratello (il padre di Yassir) defunto.
Il Gran Muftì per tutta la seconda metà degli anni '30 tentò di convincere Mussolini della botà dei propri progetti terroristici, compreso il progetto di avvelenare l'acqua dell'acquedotto di Tel Aviv per fare una strage di ebrei.
Così come si attivò mandando i suoi emissari e con pubbliche dichiarazioni a lusingare Hitler, costantemente richiedendo una cooperazione in funzione anti-semita.
L'Islam si fidava assai di Hitler e del Nazismo, gli piaceva un sacco Mussolini ed il fascismo.
Ma il fatto è che Mussolini non si fidava affatto di quella manica di invasati terroristi senza scrupoli, tanto meno Hitler si fidava granché. Solo verso il finire della guerra furono finalmente, dopo tante insistenze dei palestinesi e degli islamici, formate delle squadre di nazi-islamici.
Ancora oggi, il Mein Khampft è uno dei libri più venduti, conosciuti ed apprezzati nel mondo islamico.
Non c'é da stupirsi: c'è una certa coerenza con il Corano piuttosto evidente.
Per fortuna, le aspirazioni genocide dello zio di Arafat furono boicottate dal vecchio re ei sauditi, Ibn al Saud che ci doveva mettere soldi e faccia, istituzioni per appoggiare la prima intifada palestinese. Non ci pensò neppure a dargli tutti quei soldi, quei mezzi, quelle armi.
E le insistenze islamo-palestinesi per costituire un asse nazi-fascio-islamico in funzione antisemita, furono bloccate anche da Mussolini stesso.
D'altra parte, Mussolini non fu mai un convinto anti-semita, si piegò ad Hitler tardivamente su questo punto, come si piegò alla Germania in tutto e spesso irritatissimo che Hitler dicesse di stimarlo tanto tanto e poi prendendo iniziative non concertate, nonostaste Mussolini sconsigliasse e senza nemmeno avvertirlo, imbarazzandolo non poco nell'immagine che ne risultava.
Ma veramente ad essere sconcertati di così tanto odio, rintracciabile nella coerenza coranica, erano in molti perchè anche se tutt'oggi pochi si fermano su questa considerazione, i palestinesi sono un popolo semita quanto gli ebrei.
Ma insomma, l'Islam e moltissimi islamici, ieri come oggi, ci videro e ci vedono qualcosa di buono nel nazismo.
Nemmeno i buddisti tibetani sfuggirono al fascino del nazismo: ci videro qualcosa di buono.
Ma io dico che non ci basta per poter discernere e capire se tutto va ben.
L'avrà pur detta qualcosa di buono Hitler. L'avrà pur detta una qualche verità. Ciò non basta a noi oggi, onestamente, oggettivamente, per cavarcela a buon mercato. Bisogna dire, avere il coraggio e l'umiltà di dire la verità: nel suo insieme e nella stragrande parte del sistema-pensiero, il nazismo fa schifo, è un orrore senza fine di delirio e di riduzione umana.
Non lo dico per presa di posizione, per adesione automatica ad un'ovvietà proposta dall'educazione-cultura che ha affermato un conformismo in questa posizione. Posso documentare, argomentare che il nazismo fa davvero schifo, che le ovvietà o i conformismi non vanno guardati con pregiudizio, ma con prudenza ed un sano scetticismo e possono essere dalla parte della ragione, così come del torto.
Ecco: diciamo che argomento, documento, dialogo anche se si parla di Islam. E in questo caso, non sono in linea con il conformismo e l'ovvietà tra l'altro, ma non cambia nulla nell'esercizio della mia libertà ed autonomia critica e di giudizio.
Ho citato il Corano, non mi sono limitato ad esprimere dei giudizi, degli slogan, non faccio tifoseria da stadio con gli striscioni, non mi contento e non mi piace che gli altri si contentino.
E' straordinario avere il contatto epistolare che di così formidabile occasione per un dialogo autentico, di incontro-scontro di cultura ed identità.
E però vederla "sprecata": "Qualche cosa di buono evidentemente ci avrà trovato nell'Islam".
Chissà cos'é, un'occasione perduta quel dialogo autentico che non si contenta della superficie.
Sarebbe un dono avere un interlocutore qui nel blog, che rappresenti l'Islam. Putroppo è una rarità sotto gli occhi di tutti. Non è un caso. Non sono liberi a briglia sciolta: potremo incontrare marxisti-materialisti, atei, agnostici, cristiani, protestanti e buddisti. A briglia sciolta a dire la loro sui vari temi, cioé se vogliamo integrati nel dialogo sociale, anche con serenità e libertà.
Ma islamici no. Li troviamo solo organizzati, controllati o auto-controllati in riserve o in spazi specifici.
L'attitudine spontanea all'integrazione, la volontà di farlo, non emerge affatto come loro vocazione.
A me è capitato di doverli cercare, visto che l'incontro è più che raro nella libertà di spazi come questo blog o forum ed in passato anche chat.
Sono disperanti nel dialogo. Non osano dire la loro, non vogliono, non possono. Debbono sempre consultarsi con qualcuno superiore a loro, più esperto di loro, un pensiero autonomo, libero, di getto, spontaneo nemmeno a parlarne.
Non è un caso. Anche in alcuni versetti che ho citato, è possibile rintracciare la coerenza con questi fondamenti culturali-identitari.
Tu hai sicuramente più libertà, coraggio e serenità Emanuela. Ti esponi anche con umiltà. Non è che per strapparti la tua su un argomento, tu debba sempre andare a chieder consiglio su quale sia la risposta corretta, sei socialmente viva e libera nella partecipazione.
A me è capitato di persona e non tramite il net, non molto tempo fa, di avere un dialogo con una dottoressa, una vetero- marxista da qualche anno diventata simpatizzante islamica, studiosa del Corano e, come mi ha detto, con il sogno di scrivere un romanzo sulla bellezza dell'Islam.
Non fu un dialogo cercato da me. Fui provocatoriamente invitato e dopo l'ennesima "sfida" con malcelato disprezzo per la mia fede nonché per le mie posizioni politiche che certo sono distanti dal marxismo, decisi di accettarlo questo richiesto, pressante confronto.
Trovandomi più preparato di quanto si aspettasse sull'Islam (e lo sono pochissimo), incalzata sui versetti coranici e sulle hadith, si trovò incapace di autentiche risposte per giustificare la sua adesione, tradendo una scelta pregiudiziale anche spinta come occasione di riscatto ideologico (il comunismo è fallito e non più presentabile, l'islam gode invece del conformismo protettivo imposto dalla dittatura culturale del politically correct, dunque una posizione inizialmente di vantaggio la sua). Finì naturalmente quel dialogo, senza che ella potesse render conto delle incongruenze delle sue idee usate come slogan e quelle che poi erano non nominali, ma effettive sposando la cultura islamica, il Corano, le Hadith, la Shari'a, senza che per questo vi rinunciasse.
Mi guadagnai al contempo, maggior stima e maggior disprezzo nel riconoscermi nemico insidioso, avendo cercato con tanto impegno un dialogo inteso come "duello" in cui pensava, si era fissata di poter prevaricare in qualche modo nel dialogo, le mie scelte identitarie: fu il contrario anche complice il fatto che il suo pregidizio non permetteva alla sua ragione di essere così lucida ed anzi, fu imprudente dandosi la zappa sui piedi continuamente nella foga della sfida.
O forse fu perché la mia fede fu più salda ed autentica e non vincolata ad ideologie come era nel suo caso, da vetero-comunista ostinata nel non volersene liberare, di quella riduzione.
Non dubito che ci siano donne islamiche più preparate. Non ho mai pensato che gli islamici fossero meno colti ed anzi, mi pare che "l'istruzione" abbia una maggior rilevanza e serietà di quanto si possa spesso dover riscontrare tra cattolici che mandano i loro figli a fare comunione o cresima e però nemmen sapendo esattamente cosa significhi, spesso nemmeno potendo distinguere, si fa perché così si usa e poi c'è la festa, il pranzo, i regali, gli inviti...
Sono certo che una grande parte di islamici possa dare la polvere a simili "cattolici" e un banale islamico possa far le scarpe anche ad un prete spesso, avendone incontrati personalmente io, che eppure son mediocre e peggio, di veramente, veramente ignoranti, digiuni di dottrina e di principi fondamentali del cristianesimo.
Come certi preti che, per dirne una che non finirà mai di stupirmi e rattristarmi infinitamente, pregiudizialmente non concederebbero sacramenti ai figli di divorziati, a dispetto della preparazione di questi figli.
Facendo dunque che l'errore di madri e padri, non abbia mai fine e si abbatta ancora più pesantemente su
innocenti figli.
A preti così, andrebbe tolta la missione, degradato sul campo, a studiare nuovamente cosa sia essere cristiano e soprattutto, prete nella comunità, a riflettere sui propri tristissimi limiti che non giovano certo, all'immagine della Chiesa o della cristianità.
Anche costoro scandalizzano bambini ed innocenti e lasciano un messaggio, un segno tremendo.
Ma come altre volte ho scritto, la coerenza in sé, non ci è di garanzia alcuna: un Ss fino al midollo, sarà pure coerente, ma non lo stimo di più e non mi conforta nemmeno pensare:
"ci avrà pure visto qualcosa di buono per fare questo".
Non mi convince nemmeno la frase di chiusura:
Se uno ritiene l'islam il migliore, uguale. Ma che io sia cristiana, musulmana, buddhista, atea o quant'altro, devo rispettare che gli altri la pensino in maniera diversa. Comunque, è un tema molto difficile.
E' vero, concordo: un tema molto difficile. Eppure è necessario adottare delle responsabalità di dover discernere anche quando è difficile.
L'altro va rispettato in quanto uomo, essere umano, persona.
Non in quanto pedofilo, non in quanto assassino, non in quanto nazista, ma dovendo distinguere: è l'uomo, la persona che merita rispetto. Non il suo errore, non il suo peccato, non la sua malattia che in moltissimi casi, non merita alcun rispetto invece.
Non avrò rispetto per il nazismo. Nemmeno se è coerente con se stesso, nemmeno se moltissimi ci avranno pur visto qualcosa di buono.
Non avrò rispetto per il cancro, semmai per il malato di cancro.
Non avrò amore per la droga, potrò essere invece amorevole con il drogato, anzi, solo se non lo confondo e non mi confondo: la droga è una riduzione, una schiavitù, un male tremendo, sottrae all'uomo la sua libertà, riduce la possibilità della sua coscienza di operare, non è più consapevole, non sufficientemente, potrà compiere azioni, dire parole senza essere presente a se stesso.
Non avrò pietà con la droga, ma con il drogato. E così l'amerò più autenticamente, non confondendomi, non confondendolo a riguardo.
Non devo promuovere l'omosessualità, ma l'uomo, la persona, anche se è omosessuale, questo non deve assolvermi dal compito non facile, anzi, spesso difficile, di dover discernere, distinguere.
Non potrò essere relativista. E dire che in fondo, anche il nazismo, per chi ci crede, merita rispetto. Affatto così. Non ne merita per nulla, non deve avere alcuna promozione, né pietà il nazismo, semmai le persone che si sbagliano e si macchiano di atti orrendi anche con il nazismo, ma non il nazismo che anzi, è l'elemento utile a confonderli e farli sbagliare.
Ancora scrivi:
Credo che se ci fossero veri credenti in giro, ilproblema non ci sarebbe, perchè per un credente la cosa più importante è amare l'altro. Amarlo vuol dire non prevaricarlo, rispettarlo, renderlo partecipe e felice.Anche questo non mi convince. Perché non mi risulta che l'amore per l'altro sia di ogni fede e di ogni religione.
Questo aspetto è di chiara ispirazione nel cristianesimo, a dispetto degli uomini che sono più o meno coerenti e capaci nel relazionarsi a questa ispirazione.
Ma un vero credente che legge il Corano, troverà altri fondamenti. E così altra ispirazione sarà l'islamico perfetto, il migliore degli islamici, il profeta Maometto, che nella sua storia, testimonianza, racconta di tutto: genocidi, stermini, istigazioni all'odio, alla vendetta senza pietà, uomini, donne, bambini, vecchi, distruzione e morte, schiavitù e violenza ed anche bambine di 6 anni da concupire in vecchiaia, a 50 anni, quando il desiderio si fa forte mentre dondolano sull'altalena o giocano con le bambole..
Mi permetto di osservare che il generalismo, il relativismo che suggerisci (basterebbe essere veri credenti) non funziona davvero, è una banalizzazione, una superficialità, cioè pretendere di non andare a vedere cosa c'é nel fondo, tanto per restare a galla.
Nel fondo invece, possiamo trovare innocui pesciolini e bestie feroci anche, sarà il caso di dare un'occhiata oltre la superficie o di informarsi meglio prima di fare allegramente il bagnetto con le paperette? :-)
Amare una persona, non significa dire che fa tutto bene ciò che fa, dice e pensa. Anzi, amare una persona, è porsi nella verità, con coraggio ed umiltà nella verità e dirglielo: guarda che stai facendo un errore tremendo!
A drogarti. O pregare così. Se ciò è prevaricare, allora l'amore prevarica. E mi auguro, prevarichi sempre più autenticamente anche.
Non voglio rendere partecipe e felice un nazista, un Ss, un antisemita. Voglio rendere partecipe e felice una persona, un uomo nel modo giusto.
Non voglio che un pedofilo sia felice nel portare avanti il suo male, il suo torto, la sua ingiustizia, preferisco sia infelice, magari procurandogli di spiegargli come posso, cosa sia l'amore autentico, sano, giusto per l'uomo e parlandogli del suo inganno, della sua malattia, del suo destino per cui promuovere (e liberare quanto più si possa) uomini.
Sono sicuro che un taleban è felice pensando di guadagnarsi il paradiso lapidando una poveretta, segregandola, sparando su un militare italiano (Al Qaeda offre 2000-3000 Euro per ogni italiano ucciso), ma a me non basta la superficie.
Sarà felice un tossico di avere la sua dose quotidiana e lo sarà fintanto che l'effetto non si esaurisce. Una felicità ingannevole, un torto, una riduzione umana, un danno per tutti.
Sarebbe felice donna Briatore, al secolo Elisabetta Gregoraci, di riavere il superyoacht di oltre 62 metri perché, spiega la donna diventata mamma, il suo pargoletto è triste e depresso da quando gliel'hanno sequestrato e non ha più la sua cameretta bianca nello yacht, no, non è più lo stesso.
Cuore di mamma..
A me verrebbe, tra altre cose che non dico, ma penso, di spiegarle che suo figlio è di altre cose che ha bisogno e che la felicità autentica non è certo quella di cui si sta parlando.
Così come sono sconfortato tremendamente quando leggo che un imprenditore o un operaio, causa crisi, si uccide per la disperazione.
Perché la felicità, parrebbe, è disegnata così: in modo da rendere la dignità dell'uomo e la felicità fragilissime.
Dunque si uccidono nella disperazione o come gesto di ripicca e di rabbia, comunque ciechi in entrambi casi.
E' disperante che non ci siano sufficienti cristiani, nemmen preti a fare il loro "mestiere" che è quello appunto di spiegare che non è questa la felicità e che anzi, proprio questi atti drammatici, queste tragedie ce lo dicono che è un inganno tremendo che l'uomo diffonde e porta avanti.
Putroppo, come sappiamo, molti preti preferiscono fare i sindacalisti, gli ideologi, non certo hanno fiducia nella forza della fede per cui dovrebbero aver vocazione, spiegando, divulgando, promuovendo anche la vera, autentica forza della fede per cui un uomo, beh,
nella disperazione e nella miseria, conserva la sua dignità e non si uccide.
Anzi, addirittura abbiamo preti che si vergognano non poco di parlare del destino dell'uomo, delle sue priorità, della Verità che vale per ogni uomo e per ogni tempo, ritenendole invece anacronistiche, inadeguate e mettendosi a fare comizi politicanti-sindacalisti-ideologici promuovendo anche maggiore disperazione, istigando rabbia, odio e violenza perfino (vedi Don Giorgio Capitani per dirne uno noto).
Mancano cristiani e preti tra gli uomini, a testimoniare qualcosa di più autentico, ciò che sostiene la speranza dell'uomo, ma anche la retta via della felicità.
E su questo punto, pensando a quei (troppi) preti incapaci e cattolici allegati, non ho dubbio che quanto al cammino per la ricerca della verità e della felicità più autentica, della liberazione dell'uomo beh, siano non pochi buddisti monaci o lo stesso Dalai Lama, molto più avanti di loro.
E questo mi consente una naturale disposizione di rispetto, di simpatia, di stima per il buddismo (tibetano, praticamente conosco solo quello e la farloccata della Soda Gakkai, che non rispetto granché).
Ma d'altra parte, non è un caso se il fatto che apra un nuovo tempio buddista (ah, a proposito, saprai che finalmente sono praticamente terminati i lavori di ricostruzione del centro di studio e di meditazione di Pomaia e mi dicono, anche grazie all'aiuto dello staordinario Richard Gere che ho sempre apprezzato come attore e come persona in tempi meno sospetti, ma ho visto lungo eheh) non genera inquietudine.
Nemmeno una Chiesa, un campanile.
Mentre una Moschea, un minareto, è altra storia. Una storia in coerenza con la vita-testimonianza-esempio-modello-riferimento della corretta fede, il Profeta Muhammad, il Corano, le Hadith, la shari'a che ne consegue.
Ecco, ero tranquillo, forse, quando sapevo poco dell'Islam. Ed il Corano non lo avevo letto. E poco sapevo del Profeta.
Oggi la serenità nel passare davanti ad una Chiesa o un tempio buddista, però, non ce l'ho più. Ed il terrorismo islamico è un problema che non risparmia nessun continente.
Sarebbe il caso di parlarne. Ma parlarne davvero, senza restare alla superficie.
Sarebbe il caso di avere l'umiltà ed il coraggio di fare domande per testare le nostre convinzioni o il dettato della dittatura del politically correct.
Tante domande. Le buone risposte spesso, hanno bisogno di rintracciare buone domande.
Siamo imprudenti, siamo ignoranti ed avventati perchè ci contentiamo facilmente di comodità.
Non troveremo affatto islamici a briglia sciolta nei blog e nei forum, non ci sarà un dialogo autentico e spontaneo, non è una novità, è un dato oggettivo che chiunque giri il net, ha potuto constatare.
Nessuno sembra farsi delle domande. non troveremo risposte certamente.
Eppure: la presenza islamica nel nostro Paese è importante. In Europa anche. Nel mondo, poco tempo fa, c'è stato l'evento epocale, inedito: l'Islam ha superato come numero di fedeli, i cristiani. Un evento straordinario. Passato in secondo piano.
Domandiamoci perché. Siamo inadeguati nel dare risposte. Perché continuamente evitiamo con comodità e convenienze, di farci domande.
Potremmo domandarci anche perché tanta simpatia vaticana per l'Islam.
Potrebbe essere interessante chiederselo.
Ciao, ogni bene,
A.
Suite anticlericale di strada .
Se non è oggi sarà n'artranno, moniche e preti lavoreranno
Se non è oggi sarà stasera, camicia nera la pagherà
E quando alfine sarà la resa, andremo in chiesa, andremo in chiesa
E quando alfine sarà la resa, andremo in chiesa a pregar Bakunin
Andremo in chiesa a pregar Bakunin . Andremo in chiesa a pregar Bakunin .
Andremo in chiesa a pregar Bakunin ,,, con la camicia rossa e il bottiglion de viiiiiiiiiiiin !!
Prosit !
5. Mah ,,,
Non smentisco nemmeno la tua ennesima falsità su di me, Et, mi diverte bazzicare gli atteggiamenti che mi attribuisci ;) Ma è indubbio che tutto ciò che dici è sicuramente meglio che andarsene a buttar via dignità e cervello all'ammasso della superstizione pretesca ,,, e se ci si fuma in accompagno anche un sano spinello alla faccia di tutti i genuflessi a qualche signorotto ,,, è ancora meglio !
Non c'è paragone ,,,
Ritentane un altro sarai più fortunato ;)
Civis, al 4 concludi così:
E così via sprofondando ancora di più nell'umiliazione e nell'abiezione della preghiera, pratica contronatura tanto cara anche ai cristiani ,,,
Mah! Dici che stare oltre 90 minuti seduti su un divano di casa, accalcati in scomode seggiole ed in piedi in templi chiamati "bar" o su ancora più affollate, scomode struttue tipo nido-alveare in basiliche chiamate "stadi di calcio", a guardare due branchi che si fronteggiano e faranno finta di non avere mani per tutto il tempo, eccetto due che faranno finta invece di essere alla catena tra due pali ed una rete e che per tanta stupidità, saranno rapiti da un oggetto sacro chiamato "palla" infatti, dimostrando che nel cervello ogni facoltà si deve piegare per tutto il tempo all'icona "palla" che dal fischio di inizio partita, compie il miracolo, non è più una palla, ma LA palla, è il miracolo della divinità che si fa cuoio o plastica con lo sponsor, come striscioni, cartelli sacrali di sponsor circonderanno la basilica "stadio" ovunque, come fossero le vetrate di una cattedrale gotica e per tutto questo, i devoti fedeli a casa, nei bar, al pc, negli stadi non si limiteranno a pagare gli officianti del tempio, ma li stra-pagheranno mettendo in pratica il miglior esempio al mondo di processo inverso della distribuzione della ricchezza e del reddito, prendendo tantissime piccole ricchezze e iper-concentrandole nelle mani di pochissime e per questo, costoro saranno adorati ed osannati pure, come profeti e santi...
tu dici che questa è minor umiliazione ed abiezione della preghiera?
Ora che ricordo, tu sei un tifoso.
Senza contare la tua devozione per altra tua servitudine,
fumatore di canna.
A.
Allora tutti in piedi e cominciamo :
La preghiera inizia col takbir, vale a dire il portare le mani vicino al capo, le palme aperte e rivolte in avanti, pronunciando la formula Allah akbar , che verrà poi ripetuta ogni volta che si cambia posizione e recitando:
Subhânaka Allahumma wa bihamdika, wa tabâraka ismuka, wa ta'ala jadduka, wa la ilâha ghairuk.
Audhu bi Allahi mina ash-shaitani r-rajim.
Ora sempre in piedi e con le mani incrociate sul ventre si recitano quindi il capitolo (sura) iniziale del Corano ed altri versetti.
Bismillahi r-Rahmâni r-Rahim
Al hamdu li-Llahi rab-bil 'alamin.
Ar-Rahmani r-Rahim.
Maliki yaumi d-din.
Iyyâka na'budu wa iyyâka nasta'in.
Ihdina s-sirâta al-mustaqîm.
Sirâta l-ladhina an'amta 'alaihim,
ghairil maghdubi 'alaihim wa laddhhallin.
(Amin)
Poi si recitano almeno 3 ayat da una qualsiasi sura del Sacro Corano. Ad esempio:
(Surat al-Ikhlas)
Bismillahi r-Rahmani r-Rahim
Qul hu Allahu Ahad
Allahu s-Samad
lam ialid wa lam iulad
wa lam iakun lahu kufuan Ahad
L'orante, dopo aver recitato
Allahu akbar
si inchina ad angolo retto = 90° GRADI (ruku'), con le mani su!le ginocchia, ripetendo tre volte la formula
Subhana Rabbi al-'Azim
Dopo aver recitato ancora una volta
Allahu akbar
si ritorna in posizione eretta fermandosi un attimo dicendo:
Sami' Allahu liman hamida
e
Râbbana lakal hamd ,,,
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
E così via sprofondando ancora di più nell'umiliazione e nell'abiezione della preghiera, pratica contronatura tanto cara anche ai cristiani ,,,
Non tifo per l'islam, non è una religione che mi nteressa. Ma so che ci sono delle occidentali, e per contatto epistolare con una di esse , so che non sono state obbligate, che non sono incolte, questa era addirittura una suora laica lauretata in teologia (cristiana). Qualche cosa di buono evidentemente ci avrà trovato nell'islam. Dunque, visto che non è un obbligo aderire ad una religione , ognuno scelga quella che sente più adatta a sè. Dal punto di vista dello Stato, bisogna che vengano rispettate le leggi. Se dei precetti religiosi sono contrari alla democrazia, alla vita altrui o propria, alla libertà vanno rivisti in armonia con le leggi dello stato. Se uno prega "possano i cristiani morire" è evidente che non è accettabile nè deve essere accettato. Ci deve essere rispetto : se uno ritiene la religione Cristiana la migliore, l'unica vera, chi sono io per dire che sbaglia? Ma, se io ritengo il Buddhismo il migliore, chi sono gli altri per dirmi che sbaglio? Se uno ritiene l'islam il migliore, uguale. Ma che io sia cristiana, musulmana, buddhista, atea o quant'altro, devo rispettare che gli altri la pensino in maniera diversa. Comunque, è un tema molto difficile. Credo che se ci fossero veri credenti in giro, ilproblema non ci sarebbe, perchè per un credente la cosa più importante è amare l'altro. Amarlo vuol dire non prevaricarlo, rispettarlo, renderlo partecipe e felice.
Sarà interessante far conoscere più ampiamente la preghiera dell'Islam, concordo.
Sulla "ricchezza" della preghiera, non posso che osservare: dipende. Da cosa e come si prega.
Tanto per restare in tema, Sura 4 (An-Nisa' - Le donne), vediamo in cosa consiste la ricchezza nel quadro d'insieme, vediamo cosa c'è.
al versetto 11, troviamo cosette interessantissime, proprio per le donne come te, Paola:
11 - Ecco quello che Allah vi ordina a proposito dei vostri figli: al maschio la parte di due femmine. Se ci sono solo femmine e sono più di due, a loro spettano i due terzi dell'eredità, e se è una figlia sola, ha diritto alla metà. (..)
Il concetto che la donna vale la metà d'un uomo, nel Corano, "ricchezza" di preghiera che tu dai così, pregiudizialmente senza nemmeno preoccuparti di sapere di quali preghiere si tratta, passa assai spesso.
Prosegue il versetto 11:
Ai genitori [del defunto] tocca un sesto, se [egli] ha lasciato un figlio. Se non ci sono figli e i genitori [sono gli unici] eredi, alla madre tocca un terzo. Se ci sono fratelli, la madre avrà un sesto dopo [l'esecuzione de]i legati e [il pagamento de]i debiti.
Io sono un uomo. Però ragionevolmente non posso fare a meno di pensare che se fossi donna, queste preghiere non mi piacerebbero poi troppo.
Ma vediamo cosa spiega ancora al versetto 15:
Se le vostre donne avranno commesso azioni infami portate contro di loro, quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte* o Allah apra loro una via d'uscita.
Per la cronaca, azioni infami sono cose come la fornicazione, l'adulterio.
Va ricordato che la donna vale la metà d'un uomo. Anche in caso di testimonianza. Così, fai conto, per pareggiare la testimonianza di un uomo che accusa una donna, occorrono almeno due donne.
Ma se sono gli uomini a commettere infamità? Che ci dice di bello il Corano?
C'è il versetto 16:
E se sono due dei vostri a commettere infamità, puniteli*; se poi si pentono e si ravvedono, lasciateli in pace. Allah è perdonatore, misericordioso.
Eh, pare proprio che Allah sia perdonatore e misericordioso..
se si tratta di maschietti. Se si ravvedono e si pentono, beh, che vuoi farci, l'omo è omo.
E la donna no. Fino alla morte, no.
E i non islamici, che considerazione hanno nel Corano?
i versetti 17 e 18 ci aiutano a farcene un'idea di quanto sia distante l'idea del perdono, della misericordia e della carità cristiana da quella dell'Islam (non è che infatti, Cristo e il Profeta Maometto si somiglino granché in nulla):
17. Allah accoglie il pentimento di coloro che fanno il male per ignoranza e che poco dopo si pentono: ecco da chi Allah accetta il pentimento. Allah è saggio, sapiente.18. Ma non c'è perdono per coloro che fanno il male e che, quando si presenta loro la morte, gridano: “Adesso sono pentito!”*; e neanche per coloro che muoiono da miscredenti. Per costoro abbiamo preparato doloroso castigo.
Ed insomma, e su e giù (magari da una corda islamicamente corretta all'iraniana, sempre molto attuale direi), cose così ci arricchiscono davvero tanto tanto.
Poi c'è il ben noto arricchimento della cultura islamica che prevede coranicamente il ripudio dell'uomo verso la donna e non il contrario (e del resto, così la poligamia, assolutamente impensabile reciprocità di genere).
20. Se volete cambiare una sposa con un'altra, non riprendetevi nulla, anche se avete dato ad una un qintâr d'oro: il riprendere sarebbe un oltraggio e un peccato evidente.
E' curioso: da noi si parla di insensibilità e durezza, quando non cattiveria subdola e consapevole della Chiesa perchè prevede la castità per i preti e le suore o perché la Chiesa non promuove i matrimoni omosessuali.
Che cattivoni questi cattolici-cristiani così "fondamentalisti". IL Papa poi è il peggio di tutti: come può essere così insensibile, incosciente? Cattivo-cattivo!
Uno scandalo che ancora si insista con simili preghiere, auspici e messaggi.
E però, la preghiera islamica commuove di dolcezza e sensibilità: com'è bello pregare tutti assieme, non è così? Ognuno a modo suo. Chi pensando alla morte di adultere e donne a metà d'un uomo, chi magari invocando il perdono di Dio per coloro che non sanno quel che fanno.
E che dicono. E scrivono direi, in questo caso.
20. Se volete cambiare una sposa con un'altra, non riprendetevi nulla, anche se avete dato ad una un qintâr d'oro: il riprendere sarebbe un oltraggio e un peccato evidente.
Insomma, non fate la figuraccia dei soliti pezzenti, avidi e tirchi: i regali son regali e non si chiedono indietro. Si manda indietro la moglie e si cambia sposa, punto, ma è proprio indecente richiedere indietro i regali eh.
E poi, come spiega il Corano, non è simpatico per un maschietto, nemmeno prendersi una donna altrui, già maritata.
A meno che non sia bottino di guerra e fatta schiava dal virile maschietto, non sta bene, non è bello.
24. e tra tutte le donne (vi sono vietate), quelle maritate, a meno che non siano vostre schiave.* Questo è ciò che Allah vi prescrive. A parte ciò, vi è permesso cercare [mogli] utilizzando i vostri beni in modo onesto e senza abbandonarvi al libertinaggio. Così come godrete di esse, verserete loro la dote che è dovuta. Non ci sarà alcun male nell'accordo che farete tra voi, oltre questa prescrizione. Invero Allah è sapiente e saggio.
Ed insomma, e trick e track (tra una pietra per lapidare che, mi raccomando, come richiede tradizione, non sia troppo piccola né troppo grande, che non muoia subito, ma deve pur crepare la poveretta adultera, non vorremo mica illuderla), cose così non son rare nel mondo islamico dove si prega tanto tanto.
E a parte me che non mi sento più ricco e preferirei che tutti pregassero Dio e pensassero a Cristo e non certo Maometto ed il suo Corano, fa piacere leggere che è facile far ricche le persone come tu dici, basta conoscere la preghiera.
Io sono un poveretto che conosce solo la preghiera cristiana. E quella islamica. La ricchezza la sento solo se penso a preghiere cristiane, che vuoi farci. Sarà per il fatto che son cristiano. Ma ho il sospetto, che sia anche per altre considerazioni, tra un versetto e l'altro, da poter fare, anche tra non credenti.
25. E chi di voi non avesse i mezzi per sposare donne credenti libere, scelga moglie tra le schiave nubili e credenti. Allah conosce meglio la vostra fede, voi provenite gli uni dagli altri. Sposatele con il consenso della gente loro, e versate la dote in modo conveniente; siano donne rispettabili e non libertine o amanti. Se dopo il matrimonio commettono un'infamità, abbiano la metà della pena che spetterebbe alle donne libere. Tutto ciò è concesso a chi tema di peccare; ma sarebbe meglio per voi avere pazienza! Allah è perdonatore, misericordioso.
29. O voi che credete, non divorate vicendevolmente i vostri beni, ma commerciate con mutuo consenso, e non uccidetevi da voi stessi. Allah è misericordioso verso di voi.
Il suicidio non è apprezzato nell'Islam. Nemmeno l'eutanasia.
Però, curioso, mi è capitato non di rado, di sentire gli stessi sollevarsi contro il Papa e la Chiesa quando si trattava di parlar di eutanasia: che arroganza, che insensibilità, che inciviltà.
Gli stessi poi, che si rallegrano per moschee, minareti e preghiere e cultura islamica: segno di civiltà, di progresso permetterne l'espansione, è un arricchimento per tutto l'occidente, mica come quell'antipatico del Papa eh.
La giurisprudenza islamica ha una gerarchia di gravità di peccati che più o meno è questa:
1. shirk, associare ad Allah qualcun altro o qualcosa d'altro e tributargli culto e adorazione, è l'unico peccato che Allah (gloria a Lui l'Altissimo) rifiuta di perdonare; 2. malversazione nei confronti dei beni dell'orfano; 3. calunnia nei confronti di una donna onesta; 4. diserzione di fronte al nemico; 5. ribâ, cioè usura, speculazione, e baratto iniquo; 6. apostasia; 7. omicidio. Secondo un'altra opinione i peccati più grandi (kabâ'ir) sono settantaAl punto 4, ci siamo giocati mezzo occidente, sospetto, nella sua storia recente.
In compenso, al punto 5 ci siamo giocati le banche e questo già, se non fossi di fede forte cristiana, mi tenterebbe non poco per l'Islam. :-)
Al punto 6, sono praticamente un morto che cammina se cammina in metà mondo islamico e non ha una fortuna sfacciata.
Al punto 2 mi domando: ma che diamine di gente c'era al tempo del Profeta? Malversazione nei confronti dei beni dell'orfano? Doveva essere un tema ricorrente suppongo.
Al punto 1, mi gioco la possibilità di discutere ulteriormente di questa gerarchia.
Ma il meglio, la cosa che son certo, ci farà sentire tutti più ricchi, ma in particolar modo la donna potrà bearsene di cotanta ricchezza (perchè chi conosce la ricchezza della preghiera ben lo sa: dipende che diamine stai pregando!!):
34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele*. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.
Questione di gusti, ma io continuerò a sentirmi più ricco se non si prega con il Corano e si usa il Vangelo. Ad alcuni sembrerà un'impoverimento, una perdita,
io me l'auguro di cuore, pensando naturalmente anche alle donne. Solerti da noi, quando si tratta di parlare del Papa-cattivo-cattivo come la Chiesa, però che bello se c'è l'etnico islam.
Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele*. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.
Ammonitele se temete. Non se disobbediscono, attenzione eeeeh, troppo facile, son capaci tutti a picchiare le donne quando hanno già disobbedito.
Un bravo islamico coerente, le picchia prima: c'ha mica scritto pivello sulla fronte, c'é mica scritto "cristiano" su eh.
Si battono se "temete" la disobbedienza. In realtà, si parte dall'isolamento coatto. Se proprio non vogliono collaborare, vanno battute.
Mi ricordan vecchie battute triviali tipo: quando arrivi a casa, picchia tua moglie. Tu forse non sai perché, ma tua moglie sì.
Battute, ma in senso metaforico però. Mica "ricche" preghiere (da imparare a memoria e recitare tutta la vita eh).
Certo: chi conosce la preghiera sa molte cose. Il punto è che molti le preghiere non le conoscono. E però pontificano di preghiere. Magari conoscono solo la propria. E hanno la presunzione di poter far valere l'idea della propria, come valida per tutte. Una vale l'altra.
Ovviamente, io mi sento quasi offeso: se una preghiera vale l'altra, che necessità abbiamo di essere credenti e pregare? Va bene il lancio della monetina, l'oroscopo, il libro new age con la frase del giorno, ora dedicata al Grande Pollice, ora ad Allah, ora magari un pensiero di Che Guevara, un passo del vangelo, che vuoi che differenza faccia: son tutte preghiere belle belle, una vale l'altra.
Mi sento quasi offeso da credente cristiano. Ma la ragione mi dice che lo sarei anche da islamico: non è un gioco la fede. Nè la preghiera, un vezzo pret-a-porter, una moda, se è preghiera in senso religioso, beh, io credo ci sia una certa serietà a monte per cui una non vale l'altra. Del resto, nemmeno avremmo bisogno poi d'una fede, io stesso non ne consiglierei una, se una vale l'altra, possiamo anche farne a meno tutto sommato.
43. O voi che credete! Non accostatevi all'orazione se siete ebbri* finché non siate in grado di capire quello che dite; e neppure se siete in stato di impurità* finché non abbiate fatto la lavanda (a meno che non siate in viaggio). Se siete malati o in viaggio, o se uscite da una latrina, o avete avuto rapporto con le donne e non trovate acqua, fate allora la lustrazione pulverale* con terra pulita, con cui sfregherete il viso e le mani. In verità Allah è indulgente, perdonatore.
* la mestruazione è considerata impurità. Impurità "maggiore". Mentre l'impurità minore sono l'orina, le feci, 'na scorreggia causata da febbri, crisi epilettiche, pazzia, ma la mestruazione è equiparata all'emissione del liquido prostatico o del seme conseguente al rapporto sessuale, la masturbazione, un uomo troppo arrapato con disturbi di eiaculazione iper-precoce ed hai voglia a spiegare che insomma, la donna è donna e ci sta che abbia le mestruazioni e non sia sol per questo, peccaminosa come uno sporcaccione allupato che poi fa tardi alla recita e non trova nemmen il tempo di lavarsi.
Comuque, in caso di impurità maggiore, bisogna fare il "ghusl", lavanda completa di tutto il corpo. L'impurità (lo stato di janaba, "junub") è conseguente al rapporto sessuale e per qualche motivo, la mestruazione è equiparata in definitiva.
La lustrazione "pulverale" invece, come indica la parola, è quando non sia possibile servirsi di acqua per i più disparati motivi: in alternativa si può battere le mani sulla terra (sabbia, rroccia) scuoterle e passarle sul viso e sulle braccia. Polvere appunto. Dunque "pulverale" lustrazione.
Ma veniamo ad altri temi di attualità:
71. O voi che credete! Preparatevi e poi partite in missione a gruppi o in massa.72. Tra voi c'è qualcuno che esita e si attarda e che, quando vi giunge un rovescio, dirà: “Certamente Allah mi ha fatto grazia di non trovarmi in loro compagnia”;
73. e se vi giunge una grazia da parte di Allah, dirà, come se non ci fosse amicizia alcuna tra voi: “Che peccato! Se fossi rimasto con loro avrei avuto un enorme guadagno”.
74. Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l'altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto ricompensa immensa.
76. Coloro che credono combattono per la causa di Allah, mentre i miscredenti combattono per la causa degli idoli. Combattete gli alleati di Satana. Deboli sono le astuzie di Satana.
77. Non hai visto coloro ai quali fu detto: “Abbassate le mani, eseguite l'orazione e pagate la decima”? Quando fu loro ordinato di combattere, ecco che una parte di loro fu presa da un timore per gli uomini, come timore di Allah o ancora maggiore, e dissero: “O Signor nostro, perché ci hai ordinato la lotta? Se potessi rinviarci il termine!” Di': “È infimo il godimento di questo mondo, l'Altra vita è migliore per chi è timorato [di Allah]. Non subirete neanche un danno grande come una pellicola di dattero.
Evviva la pace tra gli uomini di buona volontà insomma.
Chissà se Rai-Vaticano si prenderanno briga di tradurre i testi così che tutti si possa comprendere la ricchezza delle preghiere.
La preghiera ci rende tutti amici più ricchi.
Vedi i versetti:
89. Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici, né alleati,
90. eccetto coloro che si rifugiano presso gente con la quale avete stabilito un accordo, o che vengono da voi con l'angoscia di dovervi combattere o combattere la loro gente. Se Allah avesse voluto, avrebbe dato loro potere su di voi e vi avrebbero combattuti. Pertanto, se rimangono neutrali, non vi combattono e vi offrono la pace, ebbene, Allah non vi concede nulla contro di loro.
91. Altri ne troverete che vogliono essere in buoni rapporti con voi e con la loro gente. Ogni volta che hanno occasione di sedizione, vi si precipitano. Se non si mantengono neutrali, se non vi offrono la pace e non abbassano le armi, afferrateli e uccideteli ovunque li incontriate. Vi abbiamo dato su di loro evidente potere.
Un potere che sotto gli occhi di tutti: moriremo a colpi di kebab. Oppure nel suicidio collettivo dell'Occidente, da tempo in corso in Eurabia e non solo. Naturalmente sto parlando di quel suicidio identitario-culturale-valoriale, fatto anche di preghiere, perché no.
Ma volendo entrare nel dettaglio, potremmo chiedere a Theo Van Ghogh se è solo di questione culturale che stiamo parlando. Potremmo chiederlo a quel prete ucciso in Turchia, Santoro, potremmo chiederlo a quella suora presto eliminata quando l'Islam si sollevò minaccioso dopo le parole del Papa nel noto discorso di Ratisbona, così come potremmo chiederlo alle tante Hina Salem come vanno le cose, tra una preghiera che ci arricchisce e l'altra.
Per esempio: c'è la falsa idea che il Corano legittimi l'uccisione, la violenza, il terrorismo, la guerra in nome di Allah per esempio.
E' una leggenda. Il Corano vieta espressamente di uccidere. Un altro islamico. Non si deve uccidere un altro islamico, se non per errore.
Anzi, chi, islamico, per errore uccidesse un islamico, deve risarcirlo.
Ma vediamo cosa dice più precisamente il versetto 92:
92. Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore. Chi, involontariamente, uccide un credente, affranchi uno schiavo credente e versi alla famiglia [della vittima] il prezzo del sangue, a meno che essa non vi rinunci caritatevolmente. Se il morto, seppur credente, apparteneva a gente vostra nemica, venga affrancato uno schiavo credente. Se apparteneva a gente con la quale avete stipulato un patto, venga versato il prezzo del sangue alla [sua] famiglia e si affranchi uno schiavo credente. E chi non ne ha i mezzi, digiuni due mesi consecutivi per dimostrare il pentimento davanti ad Allah. Allah è sapiente, saggio.
Principio rafforzato ulteriormente al successivo.
93. Chi uccide intenzionalmente un credente, avrà il compenso dell'Inferno, dove rimarrà in perpetuo. Su di lui la collera e la maledizione di Allah e gli sarà preparato atroce castigo.
Dunque non si creda che i credenti islamici siano gente priva di senso della responsabilità.
Ne hanno un mucchio. Intanto devono stare ben attenti a non uccidere nemmen per sbaglio un altro islamico.
Ma poi non è tutto qui: devono battersi per la causa di Allah. Nemmeno coloro che, islamici, non si battono per Allah, sono eguali agli altri islamici eh.
95. Non sono eguali i credenti che rimangono nelle loro case (eccetto coloro che sono malati) e coloro che lottano, con la loro vita e i loro beni, per la causa di Allah. A questi Allah ha dato eccellenza su coloro che rimangono nelle loro case e una ricompensa immensa:
96. gradi [di eccellenza che provengono] da Lui, perdono e misericordia, poiché Allah è perdonatore, misericordioso.
97. Gli angeli, quando faranno morire coloro che furono ingiusti nei loro stessi confronti, diranno: “Qual era la vostra condizione?”. Risponderanno: “Siamo stati oppressi sulla terra”. [Allora gli angeli] diranno: “La terra di Allah non era abbastanza vasta da permettervi di emigrare?”*. Ecco coloro che avranno l'Inferno per dimora. Qual tristo rifugio.(* si riferisce a coloro che furono uccisi tra le file dei politeisti nella battaglia di Badr, che vergogna farsi trovare così, tra miscredenti!).
98. Eccezion fatta per gli oppressi, uomini, donne e bambini sprovvisti di ogni mezzo, che non hanno trovato via alcuna;
99. forse a questi Allah perdonerà. Allah è indulgente, perdonatore
E dico forse li perdona uominidonnebambini sprovvisti di ogni mezzo, senza via alcuna eh? Forse! Dunque sarà meglio trovarli i mezzi in ogni caso, per stare più tranquilli e così le vie, anche quando non si trovano, la faccenda è seria perchè in caso contrario, FORSE Allah perdonerà uominidonnebambini oppressi e sprovvisti di ogni mezzo, FORSE li perdonerà perché indulgente e perdonatore.
E meno male. Pensa te se era antipatico e vendicativo che gli capita, invece di quel "forse".
La preghiera, chiunque la conosce, è una ricchezza. Questo lo sa bene un islamico. Magari Paola non conosce la preghiera islamica. Ne parla così, per sentito dire, magari conosce le sue, ma volemoce bene, luv luv peace & flower, fate l'amore e non la guerra, W J. Lennon, dai passa un tiro di ganja... mmmmmh, che delizia, c'è l'olio, gira gira, falla girà..
Love & peace.
Fino ad un certo punto! Metti che sei un islamico. La tua preghiera non è esattamente quella su, benedetta ignoranza.
Vedi che l'islamico ti incontri il versetto 101 (e lo incontra, eccome se lo incontra, deve studiare, recitare, mandare giù a memoria, pregherà, reciterà tutta la vita, roba seria):
101. Quando siete in viaggio, non ci sarà colpa se abbrevierete l'orazione, se temete che i miscredenti vi attacchino; i miscredenti sono per voi un nemico manifesto.
102. Quando sei tra loro e annunci l'orazione, un gruppo stia ritto dietro di te e tenga le armi. Dopo la prosternazione arretri e venga avanti l'altro gruppo che non ha ancora pregato e preghi con te tenendo le armi. Ai miscredenti piacerebbe vedere che abbandonate le armi e le salmerie, per piombarvi addosso in un sol colpo. Non ci sarà colpa se a causa della pioggia o della malattia deporrete le armi, ma state in guardia. In verità Allah ha preparato un castigo umiliante per i miscredenti.
103. Poi, dopo l'orazione, ricordatevi di Allah, in piedi, seduti o coricati su un fianco. Quando, poi, siete al sicuro eseguite l'orazione [normalmente]. In verità, per il credente, l'orazione è un obbligo in tempi ben determinati.
"All you need is love": proviamo a cantarlo ai taleban. O in Moschea quando recitano i versetti suddetti, così per vedere se è la stessa preghiera nei contenuti, se non nell'estetica.
Sono sicuro che vi verranno incontro, senza scoraggiarsi. Perché per gli islamici, la preghiera è una cosa seria.
E il Corano è un testo completo. Anche in questi casi:
104. Non scoraggiatevi nell'inseguimento di questa gente; se voi soffrite, anche loro soffrono come voi, ma voi sperate da Allah ciò che essi non sperano. Allah è saggio, sapiente.
105. In verità abbiamo fatto scendere su di te il Libro con la verità, affinché giudichi tra gli uomini secondo quello che Allah ti ha mostrato. Non difendere la causa dei traditori
Detto tra noi: se uno andasse a cantare "all you need is love" in una Moschea dove si sta pregando, sono d'accordo che costui sia inseguito e perseguito a calci nel didietro con le sue canzoncine farlocche e la cultura ancora più farlocca che le ha generate e fatte quasi sacre ed intoccabili. Canzoncine idiote che vanno bene per uno spot commerciale, per un filmetto al cine o in tv, per il siparietto di C'è posta per te o Uomini e Donne o qualche programma contenitore domenicale, ma poi beh, fuori da lì, secondo me andrebbero perseguiti ed inseguiti per offesa alla decenza ed al buon gusto rigorosamente loro, il 99 % della produzione dei Beatles ed i miti bischeri che mi son dovuto sciroppare per un sacco di tempo ingiustamente e troppo spesso, a dir che i Beatles, sinceramente, fanno un po' cagare, troppi a guardarti come un alieno.
Ma torniamo alle ricche preghiere:
128. Se una donna teme la disaffezione del marito o la sua avversione, non ci sarà colpa alcuna se si accorderanno tra loro. L'accordo è la soluzione migliore. Gli animi tendono all'avidità; ma se agite bene e temete [Allah sappiate che], Allah è ben informato di quello che fate.
(Racconta Ibn Abbas che il versetto ci si riferisce agli accadimenti di Sawda bin Zamath, una delle tante spose del Profeta che essendo ormai vecchiarella, così come era vecchio non poco il Profeta stesso, temeva di essere ripudiata o divorziata. Così lo pregò di tenerla lo stesso, proponendogli di cedere i "suoi giorni" ad Aisha. Aisha era una bambina. Giocava ancora sull'altalena quando il Profeta se ne invaghì e la volle a tutti i costi per sé.
Aisha ha 6 anni quando Maometto, già attempato 50 enne ne ne invaghisce.
Ora: onestamente credo che si fatichi oggi a comprendere questo comportamento, se pensiamo ad un qualsiasi volto che vogliamo, che conosciamo di 6 anni.
Anzi: invito chiunque a farlo. Prendete il viso di una bambina di 6 anni (non oso dire più del viso), fissate bene il suo volto ed ora nella rappresentazione metteteci un vecchio 50 enne che la desidera.
Non chiedo il risultato: lo dò più o meno per ovvio. E' un'immagine che piacerà a pochissimi.
Fatto sta che è troppo piccola anche per lui che è il profeta, a cui tutto è concesso, insomma, uno scandalo inaccettabile anche allora, tra i suoi, si comprende e però, come fare?
Intanto "copta" la bambina come moglie: a 6 anni Maometto 50 enne prenota l'acquisto. Però la sposa soltanto quando ha 9 anni.
Nel frattempo, Maometto la fa giocare con le bambole. Figli nulla.
Anche nei più trogloditi e remoti luoghi del pianeta, come accade in alcune tribù in Africa, è scandaloso un simile comportamento. La distinzione tra bambine e donne, per esempio, è la prima mestruazione. Che per lo più è intorno ai 12 anni. Ed infatti, l'età media per la consumazione del matrimonio, a quel tempo, era tra i 12 ed i 14 anni.
Fatto sta che il vecchio la vizia al punto la bambina, che questa mette su un caratterino mica male: non teme nemmeno Maometto quando si mostra nella veste di marito.
Che è proprio invaghito della infantil creatura. Completamente rapito, praticamente avendo un sacco di "incoerenze": non voleva certo rinunciare alla carne fresca di Aisha.
Per dire: durante una trasferta, Aisha si era allontanata a fare i suoi bisognini, si racconta e la carovana ripartì. Senza di lei.
Le donne viaggiavano al chiuso di baldacchini montati sul dorso di dromedari.
Fatto sta che Aisha, non c'è quando la carovana riparte.
Tornerà in compagnia di un prestante e giovane beduino (mica 50 enne eh) e racconterà di essere scampata alla morte grazie al suo intervento che la riportò, appunto, al marito, Maometto.
Ora: fosse stata una qualsiasi altra donna, donna sposata in compagnia di un altro uomo così insieme e senza controllo per diversi giorni, come minimo la donna sarebbe stata ripudiata. Ma la giovinetta, Aisha, parrebbe, il vecchietto se lo girava come un taschino. E Maometto come ne uscì, dinanzi alla sua gente? Era una figuraccia, una cosa che non sarebbe stata compresa benissimo 'sta cosa della giovane moglie che se ne torna dopo giorni con un baldo giovanotto beduino e la giovane aisha, spiegando che dapprima stava facendo i suoi bisogni, poi gli si era rotta una collana e mentre era alla ricerca dei grani rotolati in terra a causa del filo della collana spezzata, oh, la carovana non c'era più..?
Semplice soluzione: era o non era, oltre che vecchietto, nientepopòdimeno che il Profeta?
E dunque ecco: una Rivelazione divina assolse la moglie del Profeta da qualsiasi sospetto di adulterio. Tutto a posto. Legge ad personam come si direbbe oggi.
A nessun altro, tantomeno a nessun'altra sarebbe toccata una simile possibilità.
Ma insomma, la Legge di Allah è uguale per tutti. Solo per qualcuno di più. E' da comprendere: per un vecchietto attempato, rinunciare a quella bella e giovanissima moglie, di cui si era invaghito perdutamente quando lei aveva appena 6 anni, guardandola sull'altalena e poi pensando a far giocare con le bambole la sua fresca mogliettina...
chi non farebbe altrettanto al posto suo, fosse non un, ma il Profeta?
Naturalmente, se togliamo la parola Islam, Profeta, Corano e dunque, il politically correct si rilassasse e guardasse così altrove,
noi parleremmo semplicemente con schiettezza: è il tipico caso di pedofilia di un vecchiaccio bavoso che, senza scrupoli, concupisce una bambina.
Punto.
Ma siccome è Islam, Corano, Profeta ed il politically correct è un regime-dittatura spietato ed intollerante, che non ha pietà della ragione e dell'onestà intellettuale,
a noi tocca dire: è un tipico esempio dell'Islam dove il Profeta è il Profeta e voi non siete un ca..
parafrasando la nota frase tratta dal Marchese del Grillo del buon vecchio Albertone de noantri in uno dei suoi ultimi film decenti.
Ma è bene sapere che quando si prega, beh, dentro c'è anche questo: il racconto che ben si deve conoscere, di un vecchio che vuole in moglie una bambina.
Per non sollevar contestazioni, si dirà che la consumazione del matrimonio (il sesso) il Profeta si astenne dal farlo per un po', insomma, almeno fino a 9-0 anni, giocava con le bambole. O al dottore e l'infermiera, quello che è.
Seeeee.
Era vero amore. Seeeee. 50 anni lui, 6 anni lei. Amore, come no. Dicono tutti così. Anche i pedofili, chi lo nega.
Il punto è un altro. E se è amore legittimo, sano, umanamente accettabile e proponibile come "modello" di ispirazione continua.
Ma il politically correct non è interessato alla faccenda, parrebbe.
E nemmeno è interessato granché del fatto che chi parla come me, ha automaticamente un pericolo di morte, una fatwa spontanea ed automatica su di sé.
Il prezzo della poca libertà che mi resta, ma che forse merita di vederci spesa qualche parola di espressione.
L'europa non fa il tifo per le persone libere. Farà il tifo per l'Islam: io me la sarò cercata, così imparo a fare simili scorrette espressioni di libertà.
Ma se il progetto prosegue come sembra, Eurabia farà di meglio: laddove non ci pensasse qualche devoto del Corano a fare giustizia della mia sfacciataggine nel rivendicare la libertà di espressione ed opinione, provvederà con i suoi tribunali a perseguitarmi, moralmente e giuridicamente.
Sono già border line. E so già di poter contare su una minoranza di solidarietà. Non è corretto solidalizzare con il nemico. Pare che sia io, libero occidentale e cattolico, pazienza.
La libertà merita almeno di spenderci qualche parola. Poi si conta sul buon senso del prossimo, sulla sorte e nella giustizia più autentica di quella che costruisce l'Europa.
Io per esempio, in fondo sono nelle mani del blogger. Un prete. Che festeggia l'espansione dell'Islam e non vede l'ora di impegnarsi perché la fede islamica sia diffusa.
Il suo impegno per divulgare la fede nel blog, di solito, è minimalista: non ricordo alcun interessante suo commento a parlare di fede autenticamente, che so, del nostro destino, dell'aldilà, del paradiso.. devono essere stati pochi e poco incisivi.
Ricordo invece molti commenti non di natura teologica o spirituale, ma ideologico-sociale. Qualcosa tra il membro di qualche centro-sociale ed un sindacalista-giornalista organico a certe testate in particolare e certo pensiero politico.
Però, se non si eccita troppo all'idea di parlar di fede, spiegarla, divulgarla, ciò che insomma, il Papa recentemente ha dichiarato utile e necessario, comprendendo la portata dello strumento formidabile del net, sicuramente Don Paolo si entusiasma quando si tratta di promuovere la cultura islamica.
Si preoccupa invece quando vede la resistenza a quell'espansionismo. Scelte personali, ideologiche su cui non voglio sindacare, il blog è suo ed è generoso spazio che concede, con ben poche censure: umanamente apprezzabilissimo ed anche raro da trovare quanto a pazienza e tolleranza.
Cristianamente parlando, perfettamente inutile nell'uso del mezzo internet: è più interessato a promuovere altro, a far conoscere altro, a far riflettere su altro, a testimoniare più altro.
Ecco: la mia vita è appesa qui, nell'anonimato che solo il blogger può svelare.
Io potrò essere richiesto da qualche invasato che vuole concretizzare la fatwa automatica di chi si esprime liberamente come me sopra o magari, da qualche tribunale che vorrà la mia testa solo simbolicamente, tra pene pecuniare o carcere, non saprei al momento, a qual punto Eurabia agisca, so solo che l'espressione della libertà, ormai, è al lumicino e a dimostrarlo è che chi lo fa deve confrontarsi con dei rischi seri e che non incontra nemmeno una plebiscitaria solidarietà.
Ecco: mi auguro che se dovesse succedere, anzi, chiedo che non sia per meno di 10 denari che il dato secretato, come succede così bene per indagini giudiziarie ed intercettazioni che passano puntualmente in mano di testate giornalistiche o altri mezzi mediatici, senza mai nemmeno un responsabile, ma
per quanto mi contenti di 10 denari, continuerò a dire con l'uso della ragione: se non usiamo parole come Islam, Corano, Profeta Maometto, se insomma, il politically correct non interviene,
noi parleremmo di una storia di pedofilia.
Quella che viene contestata alla Chiesa in questi giorni duri di verità necessaria. Però è la storia di uomini di Chiesa, non Vangelo, non la storia di Cristo, non la Verità Cristiana e quei preti non testimoniano la verità, ma l'inganno, il tradimento di quella Verità.
Mentre l'Islam...
Funziona ormai così in Eurabia: mostre arstistiche con mostri di ogni tipo: ranocchie crocifisse, crocifissi con Gesù gay, madonne rivestite di sperma, film e libri per tutti i gusti, anche i più pessimi.
Libertà laica, cultura della libera arte e dell'intellettualità.
Però, ahimé, la libertà sull'Islam non c'è già più. Nessuno si scandalizza di chi crepa. O vive sotto minaccia. O con la scorta. Il pensiero diffuso è "ben gli sta".
Questa è l'idea della libertà europea. Un'idea ridotta, farlocca, ipocrita di libertà. Un regime, una dittatura del pensiero.
Da cattolico guardo con interesse e curiosità l'iniziativa. Ma infine, di cosa si parlerà? Si parlerà davvero? Si avrà coraggio di testimoniare davvero i contenuti, la verità?
Se è così, allora plaudo l'iniziativa. Altrimenti, sarà l'ennesima ipocrisia di un'adesione-cessione al politically correctness, al buonismo, sarà una farloccata, una roba col trucco e bisognerebbe chiedersi anche dei motivi per cui ci viene proposto.
Ma sono il primo, senza dubbio, che promuove la conoscenza più autentica dell'Islam. Non sono per le censure, per le omertà: la Verità si promuove a carte scoperte.
Che gli uomini possano autenticamente scegliere, vedere, discernere.
E pregare di conseguenza, con giudizio e non con pre-giudizio preconfezionato dal politicamente corretto, dal conformismo, dalla scivolosa superficie di ovvietà che sarebbe bene sondare di più, conoscere meglio, così che uno possa sapere di cosa parla, quando dice che la preghiera è una ricchezza.
Dipende che diamine di preghiera è, su quali fondamenti poggia, se un fondamentalismo è rassicurante o inquieta, libera o minaccia.
A.
Chi conosce la ricchezza della preghiera non può impedire ad un altro di pregare. Gli Islamici pregano Dio 5 volte al giorno. Anche se la loro preghiera ha uno spiccato carattere pubblico e collettivo è un colloquio con Dio.
Pubblicando la preghiera del Venerdì il Vaticano mostra di valorizzzare l'atto di pregare. Una bella e significativa testimonianza. Da cattolica praticante non posso che plaudere all'iniziativa.
Don Verzè e le parole (forse) azzardate su ricerca e Chiesa.
Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: una opportunità di risveglio?
Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev'essere una risposta!
Cortina e la finanza: inutile lamentarsi. Non ce ne doveva essere bisogno.
Indagine Chiesa e pedofilia in Olanda: verità, vergogna e cambiamento.
alle 09:04
Manuela
@ Alieno
dov'è la verità? A questa domanda, posta a Gesù, Lui stesso non ha risposto. Dunque, anche le tue argomentazioni non sono errate, possono essere considerate logiche, ma se milioni di persone credono che l'islam sia un messaggio salvifico, chi sono io per dire che non lo è? Oltretutto, non so niente di islam, o molto poco. Mi accontento di guardare me stessa, le mie convinzioni, e di metterle in discussione dopo ogni nuova informazione che mi arriva: se mi accorgo di essermi sbagliata, sono pronta a cambiare.
D'altra parte anche il cristianesimo è stato spesso strumentalizzato per motivi "temporali", la pena di morte nello Stato di Vaticano è stata abolita da non molti anni( anche se era molto che non veniva praticata), quello che voglio dire è che un conto è la religione, e un altrole persone che a volte la usano come pretesto e molto più raramente ne sono partecipi con l'anima.