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Cristiani: presenza possibile in terra musulmana?

Venerdì 4 Febbraio 2011, 18:59 in Cronaca, Dialogo, Religione di

I Cristiani, possono ed in che modo, essere vivi e presenti all'interno di società a forte presenza musulmana?

Quali rapporti di forza e quali segni di presenza possono rappresentare i cristiani all'interno di situazioni "delicate" quali quella che sta vivendo attualmente l'Egitto?

Sono queste alcune delle domande che si sono posti i membri della Comunità di Sant'Egidio, assieme ad importanti personalità del mondo arabo e mediorientale. A riportare questa notizia è l'agenzia Sir, della CEI.

Secondo Mohammad Sammak, politico e giornalista libanese, sunnita, inviato speciale al Sinodo dei Vescovi sul Medio Oriente e consigliere politico del Gran Mufti del Libano, "c'è preoccupazione per i cristiani" in Medio Oriente, "sembra che non ci sia via di uscita", in Paesi nei quali "sta avvenendo un grande cambiamento, che si preparava da tempo e può prendere strade imprevedibili".

"La violenza che si è scatenata in Egitto è insolita nella storia di questo Paese - ha affermato Sammak -, e così vale per la Tunisia. Ma, se il cambiamento prenderà la strada della democrazia e della libertà, i cristiani potranno avere un ruolo importante per il futuro del Medio Oriente". Per Sammak, "va fatto qualcosa per aiutare il dialogo tra cristiani e musulmani", ma "è importante anche come farlo" e "Sant'Egidio sa come farlo". "Il problema - ha spiegato Sammak - è che i musulmani non distinguono tra cristiani d'Occidente e d'Oriente, e così, le difficoltà con l'Occidente hanno effetti sui cristiani d'Oriente". Anche "i musulmani devono fare qualcosa per la pace, perché crediamo in un solo Dio". In Egitto c'è tensione anche per "una cattiva interpretazione delle parole del Papa in difesa dei cristiani, dopo gli attentati ad Alessandria. Il governo si è sentito accusato di non avere fatto abbastanza", ha detto Sammak, che ha parlato con gli imam della comunità di Al-Azhar per far comprendere i malintesi.

Anche la Comunità di Sant'Egidio ha fatto sentire la propria voce in merito.

"Non bisogna dare per scontato che la presenza dei cristiani in Medio Oriente sia un valore. Va chiarito in che modo". Così infatti, mons. Vittorio Ianari, consultore del Centro di dialogo interreligioso del Qatar e già vicepresidente della Comunità di Sant'Egidio, ha aperto il suo intervento alla conferenza stampa di questa mattina. Il colloquio del 23 febbraio sarà un'occasione per "costruire le fondamenta della casa comune di una società della convivenza". L'ultima tavola rotonda ospiterà giornalisti perché, ha spiegato mons. Ianari, "c'è una scelta, di grande responsabilità, nella selezione delle informazioni e nella divulgazione delle immagini. C'è responsabilità di onestà intellettuale e correttezza di comunicazione, nel giusto confronto con la complessità". "C'è un grande sforzo da fare per aiutare i musulmani ad accettare il valore della presenza dei cristiani arabi e quest'ultimi ad accettare di essere una minoranza", ha aggiunto mons. Ianari. "L'accettazione dell'altro è il passo decisivo del processo di pace sociale. C'è bisogno di fiducia reciproca, all'interno delle comunità, tra copti e sunniti, per esempio, e con le altre comunità, culturali e religiose". Il colloquio del 23 febbraio sarà "un laboratorio, per allenarsi ad essere attori e promotori di fiducia".

77
77 commenti
77
19 Mag 2011
alle 17:12

Alieno

19 Maggio 2011, 12:49

INDONESIA

CIREBON: ESTREMISTI ISLAMICI INTERROMPONO FUNZIONI CRISTIANI,

LA POLIZIA NON INTERVIENE

I fedeli celebravano alcuni riti legati alla Pasqua, secondo la tradizione locale. Attivista per i diritti umani denuncia l’inerzia delle forze dell’ordine, incapaci di arginare gesti “ostili”. Critiche anche al governo, che non va oltre i proclami di facciata nella tutela della libertà religiosa. La città da luogo “pacifico” si sta trasformando in centro del fondamentalismo.

L'articolo continua QUI.

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19 Maggio 2011, 9:07

PAKISTAN

CRISTIANI PAKISTANI "BERSAGLIO NUMERO UNO" DOPO LA MORTE DI BIN LADEN.

P. Javed Gill, parroco ad Abbotabad, conferma che la situazione in città resta “critica” per le minoranze religiose. L’uccisione del leader di Al Qaeda ha aumentato paure e livelli di allerta, per prevenire attacchi. Preghiera e digiuno per la pace nella regione.

--- fine titolo art. da AsiaNews.it ----

Non concordo pienamente con l'analisi che il titolo evoca. I cristiani così come ogni altro soggetto non conforme per identità e comportamento alla Shari'a sono già da prima primi bersagli in Pakistan. Di più: sono bersaglio anche qui in Occidente, così come in Italia presso le comunità pakistane e la cronaca ce l'ha raccontato spesso di cosa si tratti (Hina Salem non è certo il primo o l'ultimo caso).

Ma sopratutto, mi lascia perplesso relazionare la condizione di rischio per i cristiani alla morte di Osama Bin Laden, suggerendo un messaggio fuorviante (cioé che prima invece potessero dormiret ra 7 guanciali). La condizione dei cristiani in Medio Oriente,segnalata da un rapporto doloroso recentemente, così come in Asia, segnala tutt'altro a cui relazionare la condizione di rischio per i cristiani: l'Islam, il Corano, la Shari'a, il Jihadismo, l'esempio testimoniale del migliore tra gli islamici di ogni tempo di ieri e di oggi, cioé il Profeta Maometto. In ogni caso Osama Bin Laden vivo, non era un elemento di maggior sicurezza (anzi, anzi..).

Alieno

 

76
17 Apr 2011
alle 20:32

civis romanus sum

75.

Concordo infame diffamatore alieno.

E' tutto da ridere ;)

Tu, i tuoi preti, il tuo infernale spauracchio per vecchi scemi ,,, in un universale spanzarsi di risate  .

Ma sono contento che anche tu cominci a partecipare a questo carnevale di risate perchè ,,, sarà proprio

Una risata che vi seppellirà !

 

75
17 Apr 2011
alle 19:19

Ali e no

Civis, al 74:

l'Inferno in discussione, non è certo in discussione da ora ehehe.

Infatti, ho sorriso non poco quando l'articolo conclude che almeno i dibattito sull'esistenza dell'inferno, distoglie per un po' dal ripetitivo dibattito sull'esistenza di Dio.

Che è tutta da ridere, sia perché il dibattito che distoglierebbe, non è certo recente, dunque con una sua solida ripetitività, sia perché non distoglie affatto nemmeno dal dibattito sull'esistenza di Dio, anzi, la riaccende direi, necessariamente.. :-)

Ma insomma, è il Times, non è che si possa pretendere...

E la tesi che il Times cita, è di un reverendo, un protestante che non testimonia la fede cattolica, ma la protesta appunto, eheh.

E la protesta nel relativismo che, appunto, si pone in modo polemico e critico anche durissimo contro la fede cattolica e la Santa Romana Chiesa e certamente, quel relativismo, quell'istanza di relativizzare il credo cattolico si pone in modo critico anche duro, contro Ratzinger che citi che anzi, continuamente ne avverte del rischio, del pericolo, dell'errore che con l'ideologia relativista ci procuriamo.

Perciò, la tua domanda, seppur retorica diciamo, che è

Certo che se smantellano pure il luogo della dannazione eterna come faranno a terrorizzare i gonzi che ancora credono alle baggianate delle religioni ?

Mi pare appropriata da relazionare al reverendo ed al relativismo e non certo a Ratzinger che non relativizza il credo cattolico.

Ciao,

Ali e no

74
16 Apr 2011
alle 19:49

civis romanus sum

A proposito dei beoti creduli negli asini volanti ,,,

Dopo il Limbo fatto sparire da ratzinger pochi anni fa, ora anche l'Inferno sembra in discussione !

L'inferno non c'è più !

Certo che se smantellano pure il luogo della dannazione eterna come faranno a terrorizzare i gonzi che ancora credono alle baggianate delle religioni ?

73
16 Apr 2011
alle 15:29

Ali e no

Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto.

(G.K.Chesterton)

72
16 Apr 2011
alle 08:24

civis romanus sum

Cristiani che ammazzano musulmani, musulmani che ammazzano cristiani, ebrei che bruciano musulmani e musulmani che fanno a pezzi ebrei ,,, quando ci libereremo da tutte queste antiumane predicazioni e proliferazioni di Superstizioni, allora finalmente l'Umanità potrà aspirare alla Perfezione .

E per liberarcene non serve nemmeno la violenza ,,, Basterebbe non sovvenzionarle più .

Mai più mantenersi in corpo queste metastasi, deve essere l'imperativo e unico scopo dell'umanità, invitando poi tutti coloro che volessero alimentarle ancora, ad andare a lavorare per guadagnarsi il pane, come tutte le persone oneste di questo mondo.

71
16 Apr 2011
alle 04:27

Ali e no

Pakistan.

Multan: minacce a infermiere cristiano, condananva il rogo del Corano e l'attacco alle Chiese.

fuggire dalla loro abitazione. L’uomo ha esecrato con uguale forza gli attacchi contro l’islam e il cristianesimo. Per i colleghi musulmani, invece, bruciate chiese e bibbie è lecito. Sacerdote pakistano: l’Occidente deve pensare alle conseguenze delle sue azioni. Dal rogo del Corano, sette casi di violenze anticristiane.

(15 Aprile 2011 da Asianews).

..........

Ma ora un po' di buone notizie.

O meglio, di quello che di buono si può leggere nella brutta notizia (un male minore se si vuole).

GAZA: Jihadista si fa saltare in aria per errore senza assassinare nessun Infedele. (da Ma'an News Agency, 14 Aprile)

GAZA CITY (Ma'an) -- L'ala armata del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (DFLP) ha detto che uno dei guerrieri del gruppo e' rimasto ucciso giovedi' mattina, quando un congegno esplosivo e' saltato in aria mentre il giovane era impegnato in una "missione jihadista", secondo una dichiarazione del gruppo.

E' il secondo caso di morte accidentale di un guerrigliero della resistenza a Gaza in un pari numero di giorni, dopo la morte di un brigatista di Al-Qassam a Khan Younis questo mercoledi'.

Una dichiarazione del DFLP ha detto che il membro della Brigate Nazionali di Resistenza Khader Abu Elbeh, 22 anni, e' rimasto gravemente ferito durante un'operazione a ovest della zona di Jabaliya nella parte settentrionale della Striscia di Gaza ed e' successivamente morto per le ferite riportate.

Fonti mediche a Gaza hanno confermato che un uomo e' stato dichiarato morto dopo essere rimasto gravemente ferito da una bomba, apparentemente esplosa in anticipo.

Nella loro dichiarazione, l'NRB ha compianto la morte del loro membro, dicendo che e' rimasto ucciso "sulla via della jihad", e si e' detta votata a continuare le attivita' di resistenza come "obiettivo e promessa alla nostra nazione".

.... fine art. .....

Ora, non dico tanto ma... il DFLP dico... che sarebbe l'ala armata del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina.... coi kamikaze....

vabbé, insomma, è esploso senz'altre vittime come si era "democraticamete" prefissato.

Morto inutilmente il giovane 22enne, purtroppo. Non fosse altro che per il commento per cui la NRB ha compianto la morte del loro membro, dicendolo ucciso slla via della jihad....

aspetta, aspè..... NRB???? Sarà mica il National Religious Broadcaster?

Accidenti, speriamo di no, visto che questa organizzazione si vorrebbe cristiana.... sarebbe inquietante... ci mancherebbero pure i cristiani a dar manforte contro Israele, vabbé, andiamo oltre non avendo altre informazioni..

Dicevo, appunto, che il Kamikaze, è esploso, inutilmente esploso perché non è esploso come e quando voleva, ma per errore.

E' una buona notizia nella disgrazia.

Quando si dice che anche nella disgrazia e nella cattiva sorte, a voler essere positivi...

Andiamo avanti, nel triste scenario:

Nigeria: 1000 Musulmani attaccano un villaggio Cristiano. "Quasi ogni casa nel villaggio è stata distrutta ed alcuni anziani sono stati bruciati vivi dentro le loro case"

Armati con machete e pistole, 1.000 militanti hanno attaccato il villaggio di Bar Arewa nello stat nord-occidentale Nigeriano di Bauchi il 7 Aprile. "Quasi ogni casa nel villaggio e' stata distrutta, e alcuni anziani sono stati arsi vivi dentro le loro case", secondo Christian Solidarity Worldwide.

Il gruppo fa parte di una banda piu' grande composta da 2.000 militanti che ha recentemenet attaccato villaggi non-Musulmani...

Notizia da Catholic Culture, 12 Aprile...

Naturalmente, in Occidente la notizia è di fatto censurata o quasi, perché potrebbe, al solito in modo politicamente scorretto, suggerire cose tremende e spaventevoli e non s'ha da fare, gli uomini sono indegni di sapere la verità, meglio risparmiargliela

e nel caso ne apprendessero, suggerire che non c'è alcuno scontro di culture e religioni e tanto meno di persecuzione contro i cristiani.

Anzi, sarà bene suggerire, perché più relativisticamente corretto e consono all'idelogia del buonismo terzomondista e del relativismo culturale a senso unico,

che in realtà quei mille musulmani, sono migliaia di islamofobi (forse mandati da Israele, oppure il Papa o Bush.. ah, già, non c'è più ed Obama certo non può essere perché è un democratico e poi ha la pelle nera, mica è un infame bianco come Bush che invece è razzista per definizione, essendo al contempo bianco e repubblicano, figurarsi...dunque se non è Bush, chi potrebbe essere Bu..B...BERLUSCONI, già, la magistratura indagherà sul filone, sempre che già non avvenga visto le procure ed il tempo e le risorse infinite per occuparsene), dunque dicevo, sarà opportuno qualora si sia raggiunti dalla notizia,

pensare che non sono islamici, non veri islamici e semmai islamofobi che ce l'hanno con l'Islam (e per questo dunque uccidono cristiani), estremisti eventualemente per caso, degli squilibrati, per caso ritrovatosi in mille nello stesso progetto e per caso, coincidenza curiosa, coerenti con il dettato del Corano (vedi Corano 2:6, 2:24, 2.178, 9:5 eccetera, ecc),

insomma, una incresciosa serie di curiose coincidenze davvero, ma non si pensi che so, che l'Islam c'entri qualcosa e tanto meno della bella testimonianza lasciata dall'esempio del migliore tra gli islamici, Muhammad con il suo progetto di conqusitare e convertire il mondo intero anche con tali metodi (e perfin peggiori) e con il Jihad ed il terrore.

Coincidenze curiose, nulla di più, ma i cristiani ed ogni altro non troppo corente con il Corano, non è in pericolo.

Quello che è certo è che in Occidente, la questione della persecuzione dei cristiani non deve nemmen lontanamente essere suggerita, ché non è elegante, non è carino e rispettoso, potrebbe offendere islamici e non solo ed insomma, quella necessità di interessarsi alla persecuzione dei cristiani, va respinta, negata o comunque minimizzata.

Anche perché ormai ci siamo: i cristiani son messi già alla berlina in Occidente (un autentico cattolico, se di dichiara tale, non può nemmeno far parte delle commissioni europee, è inadeguato, così come di comitati scientifici ecc) e per il resto, l'Islam è già la religione più diffusa nel mondo, avendo epocalmente da non molto superato la cristianità ed in prospettiva, il prossimo traguardo sarà quello del superamento in Europa stessa.

Dunque basta resistere ancora un poco, minimizzando e negando la discriminazione e la perscuzione dei crsitiani ovunque, poi

non ce ne sarà più bisogno di occuparsene.

Ed avremo una risposta chiarissima alla domanda del post, però diciamo, domanda superata...

Ali e no

70
16 Apr 2011
alle 03:39

Ali e no

Cristiani che ammazzano musulmani, musulmani che ammazzano cristiani, ebrei che bruciano musulmani e musulmani che fanno a pezzi ebrei ,,, quando ci libereremo da tutte queste antiumane predicazioni e proliferazioni di Superstizioni, allora finalmente l'Umanità potrà aspirare alla Perfezione .

Mmmh... un ateo che si vuol razionale che aspira alla Perfezione.... un altro dico.. che ambisce alla perfezione in terra, con le sole forze umane naturalmente, essendo umano... cioé volendo, escludere la concezione del divino, ipotizzando dei super-uomini...

mmmhhh.. perché non mi suona per niente nuovo?

Super-uomini che ritengono si possa aver sì tanta fede assoluta nelle idee degli uomini... ed escludono Dio dalle loro coscienze per concretizzare, questa l'ambizione...

Mmmhh... non mi convince Civis, fammi dare un'occhiata al libro di storia degli uomini e vediamo se rintraccio qualche aiutino, vediamo, vediam.... ecco, VAI, ci siamo, EUREKA!

Dunque, è facile, vai ai capitoli relativi al secolo scorso, il '900, parrebbe che ci sia il racconto di chi, mettendo Dio da parte, aveva le tue stesse tue ambizioni, super-uomini, nuovi mondi qui in terra con nuovi soli (dell'avvenir ci sta scritto) e poi super-razze e super-umanità...

vediamo come è poi finita la faccend....noooooo... non ci posso credere...dai, ma è... MA NOOOOOO, dai, non fino a questo punto dai, assurdo, ma ti rendi cont.....

fa ved... MA DAI, basta, non si può leggere 'sta roba, accidenti, ma cos'é un film horror splatter? Ma dai... possibile che... no... non questo... non pure questo..

.....

.....

 

no, guarda, sono senza parole.

Niente, che vuoi che ti dica sulla tua idea geniale? Mi pare che tu abbia messo tuo malgrado, malgrado le tue grandi ambizioni, un piede su un rastrello Civis. E nemmen piccolo, visto i rastrellamenti disumani di cui leggo....

Beh, anche stavolta vince il rastrello Civis, spiace. E stavolta era proprio grosso, purtroppo.

Secondo me dovresti ritarare meglio le tue ambizioni ed il tuo impegno, il tuo investimento, proportelo altrove perché non mi pare che tu sia sulla buona strada...

Ciao,

Ali e no

69
15 Apr 2011
alle 08:44

civis romanus sum

Cristiani che ammazzano musulmani, musulmani che ammazzano cristiani, ebrei che bruciano musulmani e musulmani che fanno a pezzi ebrei ,,, quando ci libereremo da tutte queste antiumane predicazioni e proliferazioni di Superstizioni, allora finalmente l'Umanità potrà aspirare alla Perfezione .

E per liberarcene non serve nemmeno la violenza ,,, Basterebbe non pagarle più .

Mai più mantenersi in corpo queste metastasi, deve essere l'imperativo e unico scopo dell'umanità, invitando poi tutti coloro che volessero alimentarle ancora, ad andare a lavorare per guadagnarsi il pane, come tutte le persone oneste di questo mondo.

68
14 Apr 2011
alle 22:54

Ali e no

Da tempo erano arrivate indiscrezioni che gli Usa stessero in gran fretta, trattando la resa e la ritirata dall'Afghanistan, sconfitti dal fondamentalismo islamico, dunque, tutto l'Occidente a ruota, dato che da quando  Obama è presidente degli Stati Uniti, il fondamentalismo islamico ha ripreso vigore ovunque scoprendo una possibilità insperata di dilagare molto più ampiamente e con progressione di avanzamento nemmeno pensabile ai tempi dell'amministrazione di Bush.

Data la debolezza occidentale amplificata dall'inettitudine dell'amministrazione democratica ed Obamiana, Karzaj si è affrettato a prendere contatto con i vincitori, i fondamentalisti più fondamentalisti dell'Islam cercando di ricostruirsi una credibilità (anche di islamico più islamista).

Il risultato, dopo smentite ed imbarazzati silenzi sulle indiscrezioni della poderosa sconfitta occidentale contro la cultura del fondamentalismo islamico, pagata a carissimo prezzo (umano, economico e di credibilità internazionale),

è finalmente qui (prima si toglie la perpetuazione della menzogna e dell'ipocrisia, prima si può mettere almeno sopra la faccenda un velo pietoso).

AFGHANISTAN: RASMUSSEN, NATO ENTRA IN UNA NUOVA FASE

ultimo aggiornamento: 14 aprile, ore 18:49 Berlino, 14 apr. (Adnkronos/Dpa) - La missione della Nato in Afghanistan sta entrando "in una nuova fase".Lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a Berlino dove e' in corso l'incontro dei ministri degli Esteri dell'Alleanza. "In questo momento stiamo procedendo alla passaggio di consegne delle principali responsabilita' di sicurezza dall'Isaf alle forze di sicurezza afghane in sette province e distretti - ha detto Rasmussn - questo segna una nuova fase nel cammino dell'Afghanistna verso la stabilita' e la sicurezza, cosi' come il nostro impegno nel paese".

--- fine art. ----

Naturalmente: fuor di linguaggio farsesco di circostanza, "nuova fase" sta per ritirata strategica prima che le condizioni diventino di una fuga non più gestibile e disordinata dinanzi alla sonora sconfitta.

Anche perché non è stato raggiunto alcuno degli scopi prefissati per andare in Afghanistan.

Una testimonianza utile, tristissima e dolorosa, ma di realismo in quel dolore, la trascrivo riportando le parole di un'attivista afghana che, senza troppi giri di parole, ci dice quel che in Occidente non si ha interesse a dire.

D'altra parte, l'Occidente rifiuta la sola idea che si suggerisca che ci sia in atto uno scontro di culture, pratica uno scellerato relativismo corredato di politically correct gonfi come otri di impostura ed ipocrisia utili a nascondere tanto la pavidità che l'incapacità dell'Occidente più farlocco (che è quello che la fa da padrone, gli "alieni" che si oppongono son immediatamente screditati dagli stessi occidentali per la gioia del fondamentalismo islamico che così, ritiene ancora più spregevole, immeritevole di dignità e rispetto, l'Occidente, anzi, prova provata della sua indegnità la sua debolezza e così via).

Ma la prospettiva della donna afghana è dolorosamente pragmatica e realistica e naturalmente, ci dice quello che sappiamo già e però facendo finta di non sapere.

D'altra parte, Obama è premio nobel della pace, tra l'altro in modo credo inedito, preventivamente (prima che potesse dar argomento utile per premiarlo, così, a fiducia) e tante sono le cose che non si possono dire, compreso che da quando c'è Obama, il We Can Change è una realtà concreta, ma in Peggio.

Ecco la lettera:

A SPESE DELLE DONNE AFGHANE

di Sahar Saba, attivista afghana.

I tentativi degli statunitensi di scendere a patti con i taleban non hanno né sorpreso né sconvolto le donne afghane.


Le donne afghane non sono ingenue come le donne progressiste in giro per il mondo, oggi profondamente frustrate da questo tradimento statunitense. Le donne progressiste avevano riposto le loro speranze negli Usa, che promisero che si sarebbero sbarazzati dei taleban.


Oggi, dunque, sono molto sorprese dagli attuali sforzi fatti dall’amministrazione Usa per portare i taleban a una trattativa. Le mie sorelle afghane non sono impressionabili. Hanno vissuto gli orrori di 30 anni di guerra civile, l’esperienza ha insegnato loro che l’imperialismo lavora solo per il suo profitto.


Nonostante i media abbiano dipinto i taleban come “anti-americani”, le donne afghane non ci hanno mai creduto. Stanno emergendo sempre più prove riguardo al tacito sostegno che gli Usa avrebbero fornito ai taleban negli anni ’90, per aiutarli a rendere stabile il loro regime.


Non è stata la totale esclusione delle donne dalla vita pubblica sotto il regime dei taleban a renderli universalmente impopolari tra le donne. Ma le donne afghane odiavano i talebani per gli insulti ricevuti in pubblico se una donna non era vestita in modo consono (cioè se portava i tacchi alti) o se rideva.
Qualche mese fa, una fustigazione pubblica nella valle dello Swat ha scosso il Pakistan. Nelle strade di Kabul, durante il regime dei taleban, questo era lo spettacolo quotidiano. Quando due coraggiose attiviste, rischiando la vita, filmarono l’esecuzione pubblica di Zarmina nello stadio di Kabul, nessun canale televisivo statunitense volle mandare in onda le immagini. Il filmato che mostrava Zarmina in burqa, accovacciata in mezzo al campo di calcio con un fucile puntato alla testa da un taleban vestito di bianco venne considerato scioccante per il pubblico statunitense.


Fu solo dopo l’11 settembre che RAWA (Revolutionary Afghan Women Association), le cui attiviste avevano filmato quell’orribile scena che mise in allarme il mondo intero sulla condizione delle donne afghane, iniziò a ricevere telefonate da parte dei responsabili di canali televisivi statunitensi. Tutti volevano mostrare l’esecuzione di Zarmina. In vista dell’invasione dell’Afghanistan il video non era più considerato scioccante per il pubblico statunitense.


Quando infine i taleban sono stati sostituiti da un regime formato da brutali, misogini e sadici signori della guerra riuniti sotto il nome di Alleanza del Nord è stato evidente che la retorica sulla liberazione delle donne afghane era solo un pretesto. I signori della guerra dell’Alleanza del Nord erano gli stessi che per quattro anni si erano divertiti a distruggere, prima dell’arrivo di taleban. In confronto al regime dell’Alleanza del Nord anche le crudeltà dei taleban nei confronti delle donne erano apparse come un sollievo. Almeno, con i taleban, le donne non venivano rapite e violentate ma “soltanto” insultate, soggiogate ed escluse dalla vita pubblica.
Poi, nel periodo post taleban le donne afghane hanno sentito un certo sollievo. Ma oggi la situazione delle donne afghane non dovrebbe essere paragonata a quella dell’era taleban o a quella dei mujaheddin (1992-96), quando l’Alleanza del Nord controllava il paese. Paragoniamola al periodo 1970-80 per capire quanto le donne afghane, da allora, abbiano perso potere. Non è un esercizio nostalgico ricordare gli anni ’70 e ’80. A quel tempo le donne afghane godevano di qualche diritto, almeno nelle grandi città; invece, purtroppo, nelle zone rurali, non ci sono mai stati cambiamenti radicali.


Ma ora, dopo nove anni di occupazione americana, noi donne afghane non siamo neppure prese in considerazione. Da molto tempo siamo state escluse dai discorsi ufficiali. E più gli insorgenti taleban avanzano, meno le donne afghane vengono prese in considerazione. E non si tratta di amnesia.
Gli Usa hanno avviato, due anni fa, trattative con un famoso signore della guerra, Gulbuddin Hekmatyar. Si sono svolti degli incontri in Arabia Saudita, sotto lo sguardo dei reali sauditi. Hekmatyar ha conquistato la sua fama come leader degli studenti negli anni ’70 all’università di Kabul. Era un membro del gruppo fondamentalista Salafi ed era tristemente noto per gettare acido in faccia alle ragazze che non portavano l’hijab. Fu nell’università di Kabul che iniziò la sua carriera di criminale, uccidendo il leader degli studenti maoisti Saidal Sukhandan. Durante la jihad contro i sovietici venne sostenuto dalla Cia, dall’Isi e dai sauditi. I suoi crimini meriterebbero un saggio a parte. Va aggiunto che dopo l’11 settembre si è alleato con i taleban.


Così, dopo aver corteggiato Hekmatyar, gli Usa hanno ci stanno provando con i taleban. Probabilmente alcuni di loro verranno pagati per deporre le armi. Altri, i più duri, rimarranno nascosti nelle grotte.


Per compiacere i disertori taleban, Karzai verrà costretto a islamizzare maggiormente il suo regime. Infatti, per fare un favore agli estremisti sciiti del suo governo, ha già legittimato ciò che è visto dai più come uno stupro in famiglia (la legge si applica solo alle donne sciite). Ora vedremo quali brutalità misogine verranno legalizzate da Karzai per compiacere taleban.

Comunque sia, l’intento di queste trattative è solo quello di stabilizzare l’occupazione Usa in Afghanistan, anche se questo significa imbarcare nuovamente i taleban.

Così, le donne afghane saranno di nuovo, e ancora più di adesso, le vittime sacrificali della cosiddetta sharia che i taleban vorranno imporre.

Il circolo dell’ipocrisia si chiude. Nel 2001 gli Usa hanno occupato il nostro paese in nome delle donne afghane. Ora Washington tratta con i taleban a spese delle donne afghane.

.... fine lettera ...

 

67
02 Apr 2011
alle 08:31

civis romanus sum

LA CALUNNIA DELL'ALIENO E' UN VENTICELLO ,,,

ALIENO, alias castelvetrano, alias un infinità di altri insultanti niknames ,,,

SFACCIATO MENTITORE.

DIFFAMATORE INFAME, di questo Blog.

Sono ancora IN ATTESA della dimostrazione e delle prove delle infamità che vai vomitando in giro sul MIO conto -------> QUI AL COMMENTO 216.

Sempre in attesa ti appiccicherò questo post al seguito di ogni tuo commento che inserirai su questo blog almeno finchè non ci sarà un intervento di un moderatore onesto e capace di pigliarti a calci in culo come meriti .

66
02 Apr 2011
alle 03:27

Ali e no

Cristiani: presenza possibile in terra musulmana?

Che domanda superficiale, approssimativa; bisogna esser più precisi o nn si sa bene cosa rispondere.

Per esempio: vivi o morti? La risposta può cambiare parecchio.

E poi bisogna precisare anche quando. Eh, dipende, ci mancherebbe!

Ieri per esempio... ieri...

Dei manifestanti musulmani hanno attaccato la sede delle Nazioni Unite a Mazar-i-Sharif, a nord dell'Afghanistan. Eh, terra musulmana, lì il Corano è tutto. Talmente tutto che basta una copia del corano bruciata dall'altra parte del mondo, in Occidente, anche se non è terra musulmana,

il dovere del mussulmano non può sottrarsi a quanto il Corano insegna.

Ed insegna che non c'è davvero una terra musulmana ed una musulmana: tutto è di Allah, tutto deve essere sottomesso ad Allah, alla sua legge. Fosse pure in terra cristiana. O altro.

Così, dei manfiestanti musulmani, per via di una copia del corano tra milioni di altre, né particolarmente rara, né distinguibile da milioni di altre, che un pastore cristiano ha bruciato,

hanno assaltato gli infedeli. Non importa di dove: infedeli e tanto basta.

Afghanistan, attacco Onu: forse 20 morti Vittime addetti Nazioni Unite sono rumeni, norvegesi e svedesi.

01 Aprile 2011, 19:57

(ANSA) -WASHINGTON, 1 APR - Potrebbero essere fino a 20 i morti nell'attacco alla sede delle Nazioni Unite di Mazar-i-Sharif, nel nord dell'Afghanistan: lo dicono funzionari dell'Onu. Ferma condanna dalla Casa Bianca e dalla Nato, mentre l'alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton, si dichiara ''scioccata''. E si apprende che gli addetti stranieri uccisi nell'attacco sono di nazionalita' rumena, norvegese e svedese. Nell'assalto condotto da manifestanti anche dei talebani.

-----------------

Il pastore cristiano forse non ha usato la via più saggia per dimostrare quanto avesse ragione di annunciare di quanto odio e minaccia e terrore è capace quel libro e quella religione.

Ma se il metodo è in torto, resta nella sostanza una ragione: non è nè la pace, né la convivenza dei popoli che promuove quella religione.

65
01 Apr 2011
alle 00:32

Ali e no

Cristiani: presenza possibile in terra musulmana?

Eh, non si capisce molto bene, sembra possibile certo, ma a caro prezzo, è possibile... vivi o morti.

E non solo in terra musulmana, l'islamismo, il fondamentalismo-integralismo che vive una stagione di grandi successi e di facile espansione in tutto il mondo, fa anche di meglio e non solo pensando alla terra musulmana odierna, ma a quella che già sente esser musulmana domani.

Ministro Pakistano all'Interpol e al Papa: punite il rogo del Corano in Florida.

31 Mar 2011 - di Jibran Khan.

Rehman Malik ha scritto lettere a Benedetto XVI e all’agenzia internazionale, chiedendo la condanna del gesto e provvedimenti esemplari. Il Senato approva una risoluzione in cui chiede agli Usa di colpire il predicatore evangelico. I cristiani pakistani sottolineano l’appartenenza al Paese e biasimano il “folle” gesto, causa di nuove persecuzioni.
.......

ormai il terrore islamico è ovunque e potente anche se "virtuale"? Dar fuoco ad una copia tra milioni di altre al mondo, ma copia del Corano, scatena vendette dall'altra parte del mondo. Fare della satira, delle vignette sul profeta Maometto, recluta minacce e violenza in tutto il mondo. Fare un film, un documentario, un libro ugualmente.

Ormai tutto il mondo è già in grado di avvertire la forza, la potenza, il terrore dell'Islam, già adesso, ovunque tu sia nel mondo.

Il rogo del corano in Florida, ha scatenato la reazione dei fondamentalisti in Pakistan che in pochi giorni hanno attaccato 3 chiese ed ucciso 2 persone innocenti, come del resto sarebbe il pastore protestante che non ha ucciso proprio nessuno, né uomo, né divinità.

Forse sarebbe il caso di dargli un'occhiata al Corano una buona volta, prima di mostrarsi sempre così farloccamente ottimisti..

L'Occidente è spaccato nelle sue radici, la cristianità lo è: in pakistan i cristiani chiedono di prendere distanze dai cristiani negli Stati Uniti e si uniscono al coro, al grido islamico di punire i cristiani dall'altra parte del mondo perché è stato bruciato una copia del Corano.

E quello che grave  che a farlo sia un sacerdote cattolico a nome dei cristiani cattolici, il vescovo di Islamabad che deve aver perduto il senno, la ragione e deve aver la fede un bel po' confusa.

"non dobbiamo essere equiparati agli americani” dice questo scellerato, invece di riconoscere il più grave peccato del fondamentalismo, della fede priva di ragione, della falsa fede che in pochi giorni distrugge 3 chiese ed uccide 2 cristiani e minaccia terroristicamente ovunque.

“siamo nati in questa terra e qui saremo seppelliti, non abbiamo alcun legame con il pastore Terry Jones o le sue idee malate”.
Dice il farlocco vescovo così togliendo ogni dubbio al fanatismo islamico: funziona, funziona, è ben servito uccidere cristiani e minacciare gli altri, funziona, funziona..

Farlocco! Mandatelo in ritiro a meditare sul Vangelo, a fare ripasso della storia della cristianità, del suo lungo martirio, del cammino che ha perso di vista.

Ali e no

64
26 Mar 2011
alle 20:12

Ali e no

Ciao Civis. come va? Tutto bene? No, nulla, passavo di qui soltanto per nutrire un po' la bulimica, insaziabile fame d'un troll.

Certo, però, ridursi a farsi sfamare dagli alieni... che tenerezza. ;-)

Ah proposito! Qual'era la tua sul tema del blog? Non mi è rimasta così impressa: vagamente mi par di ricordare un pregiudizio massimalista, un approccio se vogliamo dire, simil razzista nei confronti di tutte le religioni ed i credenti, ma a parte questo non è che mi ricordi d'altro del tuo punto di vista..

Sai qual'é il tuo problema? E' che scrivi tanto e troppo ma alla fine è come se non scrivessi affatto, perchè passi un sacco di tempo solo pensando a nutrire il troll che abita in te. Alla fine rimane impressa questa immagine, è un peccato, oltre si ricorda pochino...

Hai provato a dialogare? Sul serio dico, lasciando il troll con la baby-sitter dico.. no, hai ragione, pardon, una troll-sitter.. non è facile in effetti trovarne una. Vediamo, ho da qualche parte una vecchia agendina che usavo i primi tempi in cui avevo a che fare con i farlocchi tempo fa, per sicurezza... vediamo.. Ah, sì, questa: è una troll-sitter aliena. La nota dice che è specialmente brava a far divertire i troll, facendoli giocare a... rimbalzo? Chissà cosa vorrà dire... vediamone un'altra....AH, ecco, questa, questa! Si chiama Saltarello. Vediamo la nota: ah, formidabile, questa è specializzata, c'è scritto, per "lisciare il pelo e fare le coccole". Bello! Oppure vediamo, vediamo... questa, ma è stata cancellata, non si legge benissimo... c'è scritto mi sembra Pi... Pin.. Pinc... macché, non si legge, boh. Vediamo la nota che dice: ah, ecco perché l'ho cancellata. Inizialmente era specializzata nel gioco del mimo ed anche del muro, però, niente rimbalzi, testate sonore. Ma poi sembra che abbia avuto problemi e che sia diventata meno affidabile, leggo "confusione identitaria: talvolta inverte le parti facendosi trattare da... "ometto" dal troll-farlocco!?? Chissà che significa.. mah. Consiglio il Saltarello. Dai, chiama, lascia il troll in custodia col Saltarello che si parla un poco, si dialoga:

secondo te è possibile in terra musulmana la presenza di Cristiani? Soprattutto: te ne frega qualcosa o hai la fissa cogli alieni che forse ne convieni,

nutrono affettosamente il troll farlocco,

che sempre si ripete come un disco rotto?

Potremo metterla così allora:

Troll-farlocco: presenza possibile nel blog, con il disco rotto?
Secondo me sì, lo spero senza drammi, tuttavia lo sai come capita a volte, meglio non sfidare la sorte.. ;-)

Fai il bravo e dialoghiamo. Senza drammi. Non ce n'é motivo.

Ciao,

Ali e no

63
26 Mar 2011
alle 17:27

civis romanus sum

ALIENO, alias castelvetrano, alias diverse altre forme insultanti di niknames ,,,

SFACCIATO MENTITORE.

DIFFAMATORE INFAME, di questo Blog.

Sono ancora IN ATTESA della dimostrazione delle infamità che vai vomitando qui in giro sul MIO conto.

Sempre in attesa ti appiccicherò questo post al seguito di ogni tuo commento che inserirai su questo blog almeno finchè non ci sarà un intervento di un moderatore onesto e capace di pigliarti a calci in culo come meriti  ,,, sempre con lo stesso intermezzo musicale :

La calunnia dell'ALIENO è un venticello ,,,

62
26 Mar 2011
alle 01:28

Ali e no

25 Mar 2011 - da Asianews

EGITTO: UNA LEGGE PER SOFFOCARE PROTESTE E MANIFESTAZIONI

Il fine è bloccare eventuali contestazioni del risultato sul referendum costituzionale manipolato dai Fratelli musulmani. Il decreto legge varato dal gabinetto egiziano deve essere ancora approvato dalla giunta militare. Si teme un accordo fra estremisti ed esercito per mantenere la stabilità del Paese al prezzo di libertà e democrazia.
..............................

Il Cairo (AsiaNews) –  Il gabinetto egiziano ha approvato ieri un decreto legge che punisce scioperi, proteste, dimostrazioni e sit-in che interrompono il lavoro di imprese private o di proprietà dello Stato o influenzano in qualche modo l'economia del Paese. Le pene per gli organizzatori sono severe e prevedono un anno di carcere per i casi più gravi e multe fino a 50mila euro. La nuova legge deve essere ancora approvata da Consiglio supremo dei militari, saliti al potere dopo la caduta del presidente Mubarak.

Fonti di AsiaNews al Cairo vedono nel provvedimento un tentativo di soffocare la voce del popolo della Rivoluzione dei Gelsomini che in questi giorni ha contestato il risultato del referendum di modifica della Costituzione, manipolato dai Fratelli musulmani.  

“Questo atto – afferma una fonte – conferma  il tentativo dei Fratelli musulmani di impadronirsi della Rivoluzione dei gelsomini”. Secondo la fonte, esercito e membri del partito islamico avrebbero fatto un accordo per mantenere la stabilità nel Paese al prezzo degli ideali di democrazia e libertà che hanno portato alla caduta di Mubarak. “Il pericolo – continua – è la salita al potere di una dittatura islamica che andrebbe a sostituire il regime militare che ha governato il Paese negli ultimi quarant’anni”.

Anche gli ambienti dell’economia, principali fruitori del decreto legge, criticano il provvedimento. In un comunicato diffuso oggi, la banca d'investimento Beltone Financial, ha dichiarato che la legge potrebbe provocare malcontento fra la popolazione e ulteriori proteste. “Siamo d’accordo con la ripresa della vita lavorativa e dell’economia – afferma il comunicato - ma crediamo che la decisione del governo possa innescare nuove e più gravi proteste”.  “Il popolo egiziano – continua - è appena riuscito a far sentire la sua voce alle autorità pubbliche e questa legge è un tentativo per metterlo a tacere”.

Secondo le fonti di AsiaNews le avvisaglie di questo cambiamento si erano già manifestate da tempo.  “Quattro giorni dopo la caduta di Mubarak – spiega una fonte - alcuni membri dei Fratelli musulmani sono saliti sul palco allestito in piazza Tahrir per festeggiare la vittoria e hanno tolto il microfono a uno dei giovani leader della rivoluzione, inneggiando alla rivoluzione islamica”. “Un altro fattore – continua – è la non neutralità dell’esercito emersa durante l’incendio della chiesa copta di Soul, distrutta da un gruppo di estremisti islamici davanti agli occhi dei militari, e nella repressione violenta delle proteste dei cristiani copti avvenute nei sobborghi del Cairo”.

Il passo indietro dei militari e il rafforzamento dei Fratelli musulmani rappresenta un grave pericolo non solo per i cristiani, che vedrebbero un aumento dei casi di discriminazione, ma per tutti quei musulmani moderati contrari a un regime religioso. “Ciò che sta accadendo in Egitto – afferma la fonte – non è uno scontro fra cristiani e musulmani, ma una lotta fra tradizionalisti e oscurantisti contro liberali e moderni. Questa rottura è presente anche fra i copti, dove è in atto una divisione fra la gerarchia conciliante verso il potere e i giovani che desiderosi di cambiamento si rifiutano di continuare su questa linea”.

Il pericolo di una eventuale salita al potere dei Fratelli musulmani spaventa i cristiani copti di tutto il mondo, che temono un aumento dei casi di violenza e discriminazione. In una lettera inviata al segretario di Stato americano Hilary Clinton, la comunità copta degli Stati Uniti ha definito l’attuale situazione egiziana un rischio per tutto l’Occidente. “I Fratelli musulmani – affermano –  non sono solo una minaccia per la stabilità di Egitto, Medio oriente e Israele, ma costituiscono un pericolo diretto anche per gli Stati Uniti e tutta la civiltà occidentale”. (S.C.)

61
24 Mar 2011
alle 03:17

Ali e no

Cristiani: presenza possibile in terra musulmana?

A caro prezzo.

23.03.2011 - PAKISTAN:

DUE CRISTIANI UCCISI DAVANTI A UNA CHIESA DA MUSULMANI ARMATI.

L’aggressione è avvenuta a Hyderabad. Altri due sono rimasti gravemente feriti. Un gruppo di musulmani infastidiva le donne che entravano in chiesa. Ne è nato un diverbio, e gli aggressori hanno aperto il fuoco sui cristiani. Sono ancora a piede libero. La polizia non ha arrestato nessuno degli aggressori.

Karachi (AsiaNews/Agenzie) – Due cristiani sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco e altri due sono in serie condizioni dopo che dei giovani musulmani li hanno attaccati davanti a una chiesa a Hyderabad la sera del 21 marzo. I cristiani residenti a Camp Hurr, a Hyderabad, nel Sindh, stavano celebrando il 30mo anniversario della fondazione della loro chiesa dell’Esercito della Salvezza quando un gruppo di giovani musulmani si è riunito davanti alla chiesa e ha cominciato a suonare musica ad altissimo volume, e a dar fastidio alle donne cristiane che entravano nella chiesa.

Younis Masih, di 47 anni, Siddique Masih, di 45 anni, Jameel Masih, di 22 anni e un certo Waseem sono usciti dalla chiesa per chiedere ai musulmani di rispettare le persone e il luogo. Ne è nato un diverbio. I musulmani se ne sono andati, per tornare più tardi armati di pistole. I testimoni affermano che i musulmani hanno aperto il fuoco immediatamente, uccidendo sul colpo Younis Masih e Jameel Masih, e ferendo seriamente gli altri due cristiani, che sono stati trasportati in ospedale a Karachi. Younis Masih lascia moglie e quattro figli; Jameel si era sposato un mese fa.

L’atteggiamento delle autorità ha esacerbato i cristiani. La madre di Jameel, Surraya Bibi, ha dichiarato che “la polizia si è comportata come se non fosse nulla di importante. Non hanno registrato la denuncia fino a tarda notte, quando tutti noi abbiamo bloccato la strada principale di Hyderabad, con i due cadaveri, per varie ore”. La polizia non ha arrestato finora nessuno degli accusati, che sono ancora a piede libero. Sono stati invece fermati alcuni teenager che non sono coinvolti nel delitto.

 

 

60
20 Mar 2011
alle 23:10

Ali e no

Torniamo al post: CRISTIANI: PRESENZA POSSIBILE IN TERRA MUSULMANA? - domanda Don Paolo?

Come no, certo che è possibile. Magari in carcere?

L'amsnistia turkmena esclude Testimoni di Geova ed un protestante.

L’amnistia voluta dal presidente Berdymukhammedov per ragioni di “clemenza e umanità”, non è stata applicata ai Testimoni di Geova detenuti per rifiuto del servizio miliare. Resta pure in carcere il pastore protestante Nurliev, condannato con prove false.

.......

 Secondo le fonti dell'agenzia norvegese  FORUM18 che si occupa di diritti umani che promuovono la libertà religiosa (prende il nome dall'art. 18 dei diritti universali dell'uomo),  Ilmurad Nurliev, leader della Chiesa "Luce del Mondo", arrestato nell'agosto scorso, è sottoposto ad abusi in carcere, non gli è permesso nemmeno di avere una bibbia, la moglie ha potuto vederlo solo a Gennaio e poi ha visto rifiutare ogni successivo permesso, né ha potuto madargli nulla, nemmeno il cibo. Niente cibo, né materiale, né spirituale per il cristiano che, sempre secondo F18, è stato arrestato per distrarre l'attenzione del quasi contemporaneo arresto del Muftì islamico accusato di abusi sessuali contro ragazzi nella madrassa locale, scandalo che travolse diversi alti funzionari del ministero della Giustizia e dell'Ufficio Affari Religiosi. Arrestare Nurliev (a cui è stato impedito anche di fare appello) con l'acusa di truffa e condannato a 4 anni, secondo F18, è una mossa diversiva per distrarre dallo scandalo del Muftì e dei funzionari governativi. Gli altri, i testimoni di Geova, sono ragazzi giovani (come il 19enne Matkarim Aminov) per renitenza al servizio militare.

Nonostante l'amnistia decretata dal presdente Turkmeno il 18 Febbraio scorso, Festa Nazionale "sulla base dei principi di clemenza, giustizia e umanità", nesun detenuto per ragioni di coscienza è stato liberato. Alla richiesta di F18, l'Onu conferma che non ci sono risposte dal governo turkmeno.

Ma pare proprio che non per questo l'Onu darà il via al bombardamento del governo turkmeno...

Molto "interessante" invece l'assoluto silenzio mediatico o la marginalizzazione estrema di un fatto tremendo che però, non ha avuto fortuna mediatica, essendovi incorsi ebrei israeliani (dunque non vale, non fa mai notizia davvero).

Non posso che far piccola cosa nel dare un poco di spazio senza pretese alla memoria, al racconto che manca mediaticamente, perché vige uno stretto codice di omertà e complicità, se si tratta di ebrei ed israele come vittime, si tace, non ci si indigna, non si scende in piazza, non si accende nulla alle finestre, non si prega, protesta, scrive.

Il fatto è questo: palestinesi islamici della "Brigata dei Martiri di al Aqsa" hanno rivendicato la strage in Cisgiordania da loro compiuta con la ferocia allucinante che da sempre è un tratto distintivo dei fanatici.

Massacrati a coltellate, penetrando in piena notte mentre dormivano nell'abitazione di una povera famiglia, nell'insediamento ebraico di Itamar, vicino a Nablus.

Tutta la famiglia è stata massacrata a morte a coltellate dalla palestinese Brigata dei martiri di Al aqsa, che è il braccio armato di Fatah. In un volantino si specifica che "l'attacco" è avvenuto alle ore 01.15 della notte, a conferma della meticolosità e precisione del metodo e della volontà dei feroci terroristi in nome di Allah.

Nel volantino, si dice anche che il massacro è la ''naturale risposta ai massacri dell'occupazione fascista contro il nostro popolo in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Vogliamo dire ai criminali dell'occupazione che i loro crimini non resteranno impuniti".

Così c'è scritto annotando l'ora esatta del massacro, che è "naturale" risposta anti-fascista.

Vediamo in cosa consiste la naturale risposta antifascista:

tutta la famiglia è stata massacrata impietosamente, volutamente (niente effetti collaterali o approssimazione, è precisione ben organizzata e ahimé riuscita):

padre, madre e 3 figli ammazzati nella notte da una banda di terroristi.

I 3 figli, erano solo dei bambini. I bambini uccisi: il più grande aveva solo 11 anni, poi uno aveva 3 anni ed uno 3 mesi, TRE MESI: massacrati dal coltello dei fanatici senza pietà, per loro sono ebrei fascisti e miscredenti..

Alla furia bestiale di orrore senza fine , che nemmeno nei peggiori film o incubi horror, sono riusciti miracolosamente a fuggire una figlia di 12 anni che è scappata portando con se due fratelli più piccoli raggiungendo dei vicini per dare l'allarme.

Ma ormai non c'era più niente da fare.

Il primo ministro palestinese Salam Fayyad ha condannato il gesto, ma risulterà chiaro che la credibilità è pressoché nulla, tanto sia sincero che non,

la fabbrica dell'odio tra i palestinesi è enorme, è altro che si produce e sceglie (vedi appunto, il grande consenso per kamikaze e terrorismo, per Hamas e così via).

Naturalmente, Israele ha detto che non resterà inerte dinanzi al massacro di 5 innocenti e per voce di Benjamin Netanyahu queste le parole:

"E' uno spregevole assassinio di un'itera famiglia innocente, genitori, figli, un neonato, che stavano dormendo nella loro casa nella notte del Sabbath. Israele non rimarrà inerte... agiremo con vigore per salvaguardare la vita dei cittadini d'Israele e punire gli assassini". Poi ha chiesto la collaborazione dell'autorità Nazionale Palestinese per catturare i responsabili.

Ma non ha fatto notizia, nonostante di solito, fatti di particolare crudeltà e ferocia, facciano notizia ovunque anche se sono accaduti in alaska o a timbuctù.

Farebbe invece notizia ed averebbe eco mediatica (e proteste ecc.) se ci fosse una reazione di Israele. Come sempre accade insomma. Hamas può sparare missili su israele per mesi, infrangendo una tregua senza problemi: non fa notizia. Se Israele infine, isolata nell'indifferenza della comunità internazionale, dell'Onu ecc, decide di reagire, allora si dirà che Israele ha iniziato una guerra e l'Onu comincerà a ragionare sulla condanna per la violenza israeliana. Come sempre.

La zona dove è avvenuta la strage, era una delle zone più tranquille, con rari scoppi di violenza in un periodo relativametne calmo da tempo: fu teatro di una ttacco simile nel 2002, quando un terrorista islamico palestinese irruppe nella casa della famiglia Shabo e ammazzò la madre, Rachel ed i figli: Neria (16 anni), Zvi (13 anni), Avishai (5 anni).

Ma sono sicuro che nessuno o quasi in occidente, si ricordi di fatti come questi, né abbia visto approfondimenti, proteste, manifestazioni solidali, programmi di dibattito: erano ebrei le vittime e palestinese il carnefice. E l'Occidente ha da tempo deciso che il palestinese è sempre la vittima e gli ebrei sempre i colpevoli. Non parliamo poi del Medioriente. Come sempre.

Però, il fatto che la zona da tempo relativamente tranquilla, registri nuova feroce violenza, va collocato con quello che sta accadendo ovunque: un'onda di vigore islamista, di fondamentalismo e di recruscenza di violenza attraversa tutto il Medioriente, il Maghreb, per non parlare della recrudescenza di violenze in asia contro blasfemi e miscredenti..

La posizione già debole e filo-islamica dell'Occidente ha isolato molto Israele (vedi il caso della freedom flottiglia), ma quello che mancava perché tutto avesse una progressione così... accelerata, è nella nuova debolezza della politica di Obama Barak che aveva anticipato, in effetti un "we can change" e cambiamento fu, come vediamo in africa e medioriente, ma anche in asia: il fondamentalismo-integralismo islamista, il jihadismo quasi non credeva ai suoi occhi di avere tanta imprevista fortuna di occasioni quasi insperabili.

Oggi perfino Al Qaeda può festeggiare, mentre in Occidente c'è la corsa a chi prima  bombarda un suo grande e valido nemico storico: Gheddafi.

Potranno ben dirlo i fanatici terroristi islamici che Allah è grande non credendo ai loro occhi in questo suicidio dell'Occidente a dar una mano per indebolirsi e sparire al più presto.

Io penso che la faccenda va letta anche così: sono gli uomini in Occidente che sono molto, molto piccoli e farlocchi purtroppo.

Ali e no.

 

 

 

 

59
17 Mar 2011
alle 22:25

Ali e no

Aumentano intolleranza e discriminazione contro i cristiani in Europa

Intolleranza e discriminazione contro i cristiani in Europa: su questo tema, accademici ed europarlamentari di diversi Paesi europei e non solo hanno discusso nel seminario organizzato ieri pomeriggio a Bruxelles presso il Parlamento Europeo. Ha introdotto i lavori il prof. Joseph Weiler, dell’Università di New York. Il servizio della nostra inviata a Bruxelles, Fausta Speranza.

In my work as the director of the Observatory on intolerance against …
La signora Gudrun Kugler, direttore dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani, che si trova in Austria, presenta un rapporto relativo agli ultimi cinque anni e conferma: in Europa aumenta la cristianofobia. Fa un esempio per tutti: una docente portata in tribunale in Croazia per aver espresso la posizione della Chiesa sull’omosessualità.

Poi la professoressa Lourdes Ruano Espina parla della situazione in Spagna, dove nella legislazione si fa strada la marginalizzazione di ogni credo religioso. Il professor Richard Komicki del Regno Unito ricorda il caso della hostess della compagnia nazionale alla quale è stato proibito di portare un piccolo Crocifisso al collo, e chiede ai cristiani di restare vigili sui basilari diritti umani tra cui c’è la libertà religiosa. Il professor Massimo Introvigne, rappresentante su questi temi presso l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, parla di fondamentalismo crescente: un fondamentalismo che sposa le ideologie senza ‘se’ e senza ‘ma’ e che promuove un sentimento di antireligiosità che si fa intolleranza. Il professor Joseph Weiler dell’Università di New York, ebreo, ai nostri microfoni dice:

“La cosa che trovo più allucinante non è il fatto che ci sia discriminazione, odio, cristianofobia, ma che questo sia accettato, che nessuno protesti, che questo evento qui, a Bruxelles, sia uno dei primi del genere. Se la stessa cosa accadesse agli ebrei o ai musulmani, farebbe scalpore nei giornali! Quando tocca ai cristiani, sembra normale amministrazione. Questo non si può più sopportare!”.

Il pensiero va alle drammatiche situazioni di violenze contro i cristiani in diverse aree del mondo: basti pensare all’Asia e all’Iraq. Certamente in Europa si parla di qualcosa di diverso. Il professor Weiler lo spiega così:

“Ci sono tante piccole cose: non è persecuzione. I cristiani sono perseguitati nel mondo e anzi, anche questo è uno scandalo. In Europa, è più sottile, più ‘sociale’”.

L’Europarlamentare Mario Mauro, promotore del seminario insieme con il collega austriaco Othmar Karas, sottolinea l’importanza di portare il tema dell’intolleranza contro i cristiani in Europa tra i temi in discussione per l’opinione pubblica così come sul tavolo delle sedi politiche. (gf)
------------------------- art. copyright RADIOVATICANA di oggi 17 Marzo 2011

58
17 Mar 2011
alle 00:31

Alieno

Qualche aggiornamento, al 16 Marzo 2001, sul tema di cui al post:

CRISTIANI PAKISTANI SI CONVERTONO ALL'ISLAM DIETRO MINACCE ED INTIMIDAZIONI

Quest’anno il ritmo è di circa 60 al mese. In una sola madrassa di Lahore, 678 cristiani nel 2009 hanno abbracciato l'islam. Nel 2010 il numero è cresciuto sino a sfiorare quota 700. Attivisti cristiani: “giorni pericolosi” per le minoranze, le leggi sulla blasfemia usate per costringere al cambio di fede.

......

come sempre, i cristiani sono anche una sorta di barometro della salute del territorio. E come sempre, anche chi si "allea" con i cristiani, fossero pure islamici ma "moderati" hanno riservato pessimo trattamento perché non ritenuti coerenti ai fondamenti dell'Islam che si respirano nel Corano, troppo poco islamici o non bravi bravi e veri islamici.

16 Mar 2001 -

INDONESIA - BOGOR, YASMIN CHURCH: I CRISTIANI PROTESTANO CONTRO LA NUOVA CHIUSURA.

 Le autorità hanno messo i sigilli dietro pressioni dei fondamentalisti islamici. Il Sinodo delle chiese punta il dito contro l’incapacità del governo e la testardaggine dei funzionari locali. Le pressioni esercitate dai fondamentalisti più forti delle sentenze dei tribunali. Triplice pacco bomba recapitato ad attivisti e leader musulmani moderati.

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MALAYSIA: IL GOVERNO SBLOCCA LE 35mila BIBBIE fermate per la diatriba sul termine "Allah".

Kuala Lumpur cede alle pressioni e alle proteste, e permette che le Bibbie importate dall’Indonesia entrino nel Paese. I libri porteranno la sovrascritta “Solo per cristiani”. Il timore che possano avvenire conversioni dall’ islam.

........

57
10 Mar 2011
alle 22:16

Alieno

Ancora un segno manifesto dei successi che il fondamentalismo islamico, con formidabile capacità di penetrazione-espansione, a mostrarci l'incredibile recrudescenza e la progressione di questo disegno di islamizzare il mondo.

10/03/2011 11:20
 
INDONESIA
Yogyakarta, leader islamico impone la chiusura di una chiesa protestante
Il “guru musulmano” accusa il pastore di proselitismo e dichiara “illegale” il luogo di culto perché privo del permesso di costruzione. In realtà, il reverendo favoriva il dialogo interreligioso e pagava gli studi di cinque bambini musulmani senza convertirli. Fonti di AsiaNews: la vicenda manovrata dal leader islamico, ma nessuno “sa chi è e da dove viene”.

Jakarta (AsiaNews) – L’intervento di un leader fondamentalista islamico – di cui nessuno conosce con precisione “identità e origini” – ha portato alla chiusura di una chiesa protestante del distretto di Sleman, a Yogyakarta. Fra i pretesi usati dal “guru indonesiano” per ottenere – dietro pressioni e intimidazioni – la chiusura del centro cristiano, vi sarebbero la mancanza del permesso di costruzione e l’opera di “proselitismo fra i giovani musulmani” promossa dal reverendo. In realtà, fonti locali confermano che il pastore ha sempre favorito il dialogo interreligioso, sostenendo gli studi di cinque ragazzi di fede islamica senza l’intenzione di convertirli.   La vicenda risale ai giorni scorsi ed è accaduta in un villaggio del distretto di Sleman, a Yogyakarta, nell’isola di Java. La chiesa pentecostale di El Shaddai (Gpdi), guidata dal pastore Nico Lomboan STH, ha dovuto chiudere i battenti, in seguito a una riunione a porte chiuse con i funzionari locali. Tuttavia, la decisione delle autorità è frutto delle pressioni esercitate da un parlamentare della zona e da un leader islamico, conosciuto nella regione con il nome di Turmudi. Egli ha usato parole di fuoco e fomentato una folla, perché il governo intimasse la fine delle attività cristiane e venissero rimosse le insegne luminose dalla facciata dell’edificio.   Tra i pretesti utilizzati dal “guru” musulmano, la presunta mancanza dell’Izin Mendirikan Bangunan (Imb), una sorta di delibera scritta delle autorità locali che permette l’apertura di un cantiere. Se si tratta di un edificio cristiano, la procedura oltre a richiedere anni deve essere unita al nulla osta di almeno 60 residenti nell’area in cui viene costruito l’edificio e del gruppo per il dialogo interreligioso. Pur disponendo delle autorizzazioni, spesso la costruzione viene interrotta e il permesso revocato dietro pressioni dell’ala fondamentalista islamica ai governi locali, espressione di fanatismo religioso.   Il reverendo Lomboan spiega di aver richiesto tutti i permessi “fin dal 1995” e l’area è teatro di attività cristiane “dal 1990”. “Non è successo nulla di grave – afferma – sino al dicembre 2010, periodo in cui si stavano ultimando i lavori”. Egli aggiunge che musulmani e cristiani promuovevano il dialogo interreligioso e il pastore stesso si era guadagnato una buona reputazione, sostenendo economicamente gli studi di 11 bambini. “Cinque di loro sono musulmani – precisa – e nessuno di noi ha mai voluto convertirli. Tanto che oggi sono ancora musulmani”.   Lo scorso 16 febbraio, dietro pressioni del guru musulmano, un gruppo di madri ha fatto irruzione nella casa del pastore, imponendogli la fine delle attività. Il giorno seguente si è riunito il Parlamento locale, che ha convocato il reverendo Lomboan. L’esito dell’incontro ha portato alla chiusura del centro cristiano e alla fine di ogni attività. Il denaro donato dal reverendo ai bambini musulmani è valso come prova di “proselitismo cristiano”.  

Fonti di AsiaNews nella zona, dietro condizione di anonimato, spiegano che “il controverso guru islamico, Turmudi, non è originario del distretto di Sleman. Tutte le istituzioni scolastiche di Sleman – prosegue la fonte – non hanno la benché minima idea di chi sia e da dove venga”. 

------ fine articolo ----

E' questo il destino di ogni governo islamico che si voglia tollerante e moderato, se non si renderà conto di quanto sia necessario unirsi contro il fondamentalismo-integralismo della propria fede, contro la proposta di promuovere pienamente la coerenza con i contenuti del Corano. Se non avrà capacità e lucidità di riconoscere questi chiari segni inquietanti e non troverà la forza e la volontà di fare scelte coraggiose, trovando e cercando l'alleanza anche con chi non è islamico (che è quanto il Corano vieti e scoraggi in ogni modo, dunque occorre la scelta coraggiosa di essere un po' meno.. islamici), sarà comunque aggredito, minacciato, travolto, annientato.

Alieno

 

56
10 Mar 2011
alle 00:59

Alieno

Da AsiaNews.it del 9 Marzo 2011, 12:33 (oggi).

EGITTO

CONTINUANO GLI SCONTRI FRA COPTI E MUSULMANI: 6 MORTI e 42 FERITI

Le violenze sono esplose durante la manifestazione organizzata dai copti per chiedere la ricostruzione della chiesa di Soul distrutta dai musulmani lo scorso 5 marzo. L'esercito è intervenuto per fermare le violenze. Nell'Alto Egitto a rischio demolizione un ospedale cristiano per disabili. Distrutte alcune abitazioni di cristiani.

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Questo per cominciare, i titoli di testa delle tristi notizie dalla rivoluzione islamica egiziana che precedono il rovesciamento del governo Mubarak, anticipando per gradire l'attentato stragista contro la Chiesa copta. Era un indizio che l'Occidente non ha saputo, nè voluto decodificare, preferendo altre letture ed analisi e come tocca osservare, assai indifferente e maldisposta ad occuparsi dei fratelli cristiani: i media se possono scansano o minimizzano la questione della loro persecuzione, purtroppo.

Eppure, a parte l'essere ingiusto, è un errore, un'insensatezza anche perché la condizione dei cristiani, in sostanza, è una sorta di barometro, un termometro di ciò che accade e ci mostra che aria tira. Vederli sparire via via, è un po' come accorgersi che non ci sono più api per esempio, o farfalle, rane..: è un brutto indizio che ci segnala che quell'ambiente
è in forte e preoccupante sofferenza, è inquinato, meno sano, meno vivibile. Se i cristiani spariscono o si riducono (perseguitati, ostacolati, minacciati, ammazzati) hanno motivo di preoccuparsi in tanti e non solo cristiani: occidentali senz'altro, ma anche chi non ha fede e però porta avanti una cultura di ragion laica, così come chiunque altro non sia riconoscibile e non voglia riconoscersi nel fondamentalismo-integralismo islamico.

L'articolo continua e ci spiega in calce, per darci la dimensione, la contestualizzazione a renderci comprensibile lettura dei fatti odierni:

La comunità copta è da secoli oggetto di ingiustizie e violenze da parte dei musulmani, soprattutto nell’Alto Egitto, dove nel 2010 si sono registrati oltre 21 dei 59 incidenti avvenuti nel Paese. Di recente, il governatore della regione di Minya (Alto Egitto) ha ordinato senza motivo la demolizione di un ospedale per portatori di handicap retto dalla Chiesa copta nel villaggio di Deir Barsha. Lo scorso 28 febbraio oltre 10mila copti  hanno manifestato contro il governatore, obbligandolo a interrompere le operazioni di demolizione. Nel villaggio di  Saeed Abdelmassih lo stesso governatore ha fatto invece demolire dall’esercito le abitazioni della comunità cristiana perché si era rifiutata di pagare una tassa extra. (S.C.)     

Come vediamo, se non vogliamo indossare paraocchi e giocare alle tre scimmiette, non abbiamo episodi decontestualizzabili, casuali, aleatori, ma c'è invece possibilità di collocarli in una lettura, una dimensione più ampia in cui appare un disegno di continuità e coerenza. Coerenza con i contenuti che ci si rifiuta di considerare adeguatamente.

Il men che ci capita, è trovarci in tal modo, impreparati. Illusi e poi delusi inevitabilmente.

Alieno

 

 

55
09 Mar 2011
alle 02:14

Alieno

Da Ansa, 8 Marzo, 22:18

EGITTO: DONNA COPTA UCCISA IN SCONTRI
Tatterugli esplosi stasera tra cristiani e musulmani

(ANSA) - IL CAIRO, 8 MAR - Una cristiana copta e' rimasta uccisa stasera nei tafferugli fra cristiani e musulmani nel quartiere Moqattam al Cairo, nell'ambito delle tensioni interreligiose riesplose venerdi' dopo l'incendio di una chiesa.

Lo dice una fonte ospedaliera. I copti, che protestano per gli atti di violenza subiti avevano bloccato una grande arteria urbana. I musulmani hanno iniziato a tirare loro pietre. I militari, presenti sul posto, hanno sparato in aria per tentare di far cessare i tafferugli.

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Ma che senso ha insistere caparbiamente da sciocchi, drogando la propria percezione della realtà e rifiutandosi di ricercare prudenza, umiltà, saggezza nell'autenticità, nei contenuti..?

Quando la si finirà di esser così superficiali e presuntuosi, capaci di aver pretesa che la realtà si pieghi alle priorità ideologiche, alle nostre paranoie, ai nostri peggiori intenti e sentimenti, alle patologiche disposizioni d'animo che certo, non aiutano a restare lucidi, consapevoli... possono illudere, ma sempre scopriremo delusione, sempre in tal modo esponendoci alla nostra impreparazione, alla nostra irresponsabilità anche...

Ci vuole più umiltà, a costo di dover ingoiare qualche rospo se occorre, quando ci relazioniamo alla realtà cercando di capire e non delirando tanto per far tifoseria da invasati.. usando almeno la ragione, la buona ragione che non teme di guardare ai contenuti... ed una ragione di giudizio più lungimirante, saggia, la ragione d'un buon giudizio che da uomini dovremmo tentare di proporci, senza pretese ma con una sincera tensione verso quel buon giudizio che in fondo è quello che ci rende più consapevoli, più adulti, maturi.. evoluti.

Altre notizie intorno all'Egitto, praticamente scomparso alla nostra vista, visto che l'attenzione, il focus dei media è ora tutto a seguire la Libia (ed osservo, con la stessa avventatezza di giudizio, mai paghi di ripetere gli stessi errori imprudenti, senza nemmeno una cauta umiltà nel far pronostici ed ipotesi..).

08/03/2011 da AsiaNews.it sull'Egitto:

COPTI E MUSULMANI AL GOVERNO EGIZIANO: "RIDATECI LA NOSTRA CHIESA"

In 8mila manifestano davanti alla sede della Tv egiziana per la ricostruzione della chiesa copta di San Mina e San Giorgio distrutta dagli estremisti lo scorso 5 marzo. È la prima protesta organizzata dai copti in un luogo diverso dalla loro cattedrale. P. Rafic Greiche, capo ufficio stampa della Chiesa cattolica egiziana, vede nelle manifestazioni un segno che anche i cristiani possono usare la piazza. I fondamentalisti continuano a sfruttare il clima di caos per imporre l’islam radicale e la sharia nel nuovo Egitto. P. Greiche: “L’occidente faccia pressione sul nuovo governo perché riconosca i valori di uguaglianza presenti nella società egiziana”.

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Come possiamo essere così ostinati nell'indossare il paraocchi quando i nostri fratelli cristiani ci chiedono aiuto? Sono perseguitati ovunque e la minaccia del fondamentalismo-integralismo islamico che li perseguita ovunque, non è un rischio possibile, è una realtà concreta che ha realizzato gran parte del suo progetto ed intento: svegliamoci. Possibile che sia lasciato così tanto potere drogante alle ideologie per farci indossare il paraocchi in Occidente? Possibile che un politically-correct, un farlocco buonismo o logiche di convenienze di ideologie varie, riescano a piegare così la nostra responsabilità? La responsabilità più alta, la premessa di ogni altra responsabilità da assumere è il RICONOSCIMENTO! Quante volte quell'appello deve risuonare invano dinanzi alla cecità, ai peggiori sordi e cioé coloro che NON vogliono sentire?

Può essere mai un ragionevole motivo, un buon senso, un buon giudizio mancare per far dispetto a qualcuno, per esempio? Può mai essere che, siccome tizio dice A e non B e per questo ci sta sulle balle, ci si sottragga a leggere la realtà che si manifesta e ci mostra chiaramente dei segni, spesso in modo perfin impietoso ci parrebbe di vedere, che è davvero A come diceva tizio? Può la nostra coscienza, il nostro uso di ragione, piegarsi fino a tal punto di meschinità? Si può essere così caparbiamente farlocchi? Ne vale la pena quel tentativo di dar torto a tizio che non ci sta simpatico, con la presunzione che sol per questo, la realtà possa piegarsi, obbedire alle nostre allucinanti priorità deliranti e paranoiche?

Ancora notizie, segni cupi su cui riflettere con maggiore responsabilità:

07 Marzo 2011 17:12

RIVOLUZIONE DEI GELSOMINI, CRESCE IL POTERE DEI FRATELLI MUSULMANI

Fonti di AsiaNews vedono la mano degli estremisti islamici negli assalti lanciati in questi giorni contro caserme di polizia e uffici dei servizi segreti. Essi avrebbero bruciato documenti e fascicoli relativi alle loro attività e pilotato parte dell’informazione. Secondo altre fonti, gli estremisti restano una minoranza e fra la popolazione è alto l’interesse per il futuro del Paese. Preoccupa la totale mancanza di sicurezza.

Il Cairo (AsiaNews) – “I Fratelli musulmani stanno prendendo tutti i frutti della rivoluzione dei gelsomini, che invece era iniziata come una manifestazione genuina di tutti gli egiziani, cristiani e musulmani”. E’ quanto afferma una fonte di AsiaNews, anonima per motivi di sicurezza. La fonte sottolinea che  gruppi estremisti legati ai Fratelli musulmani hanno assaltato e bruciato tutti i centri di polizia e gli uffici dei servizi segreti, per distruggere le cartelle informative sulle loro attività. Ciò contraddice la versione data in questi giorni dai media internazionali, secondo cui i manifestanti avrebbero assaltato caserme e uffici per fermare la distruzione di documenti relativi a torture e persecuzioni dei dissidenti avvenuti durante il regime di Mubarak.

Secondo la fonte, la totale assenza di forze di sicurezza mette a rischio la vita di molti cristiani, come dimostra il recente assalto contro la comunità copta del villaggio di Soul, dove i musulmani hanno bruciato una chiesa e costretto alla fuga migliaia di persone.  

“L’occidente – afferma – deve mantenere l’attenzione sull’Egitto. L’intervento attivo di Europa e comunità internazionale, ad esempio nel riconoscere o meno un governo, potrà orientare in modo positivo i frutti della rivoluzione dei gelsomini”.   

Anche altre fonti ammettono che il futuro della rivoluzione è incerto. “Il Paese – dicono – resta immerso nel caos”, ma la vita è ripresa al Cairo e nelle principali città egiziane; scuole e uffici hanno ripreso la loro attività. Il problema più cocente è che “non vi è sicurezza e non si sa dove andrà il Paese”. In questa situazione "i Fratelli musulmani, molto organizzati, potrebbero sfruttare il clima di incertezza  per prendere il potere. Ma essi sono una minoranza e i giovani sono tuttora molto attivi nella società e desiderosi di trasformare il Paese in modo democratico".

---- fine articolo.

Temo che scopriremo molto presto che questi fatti epocali a cui stiamo assistendo nel Maghreb islamico, nelle aree mediterranee islamiche, non sono certo così "spontanee", tanto meno casuali e tanto meno decodificabili con le solite letture materialiste-ideologiche farlocche come ci piacerebbe fare in Occidente sempre più o meno (anche per non assumersi responsabilità scomode, sconvenienti, politicamente scorrette, quando non per viltà anche).

Spero di sbagliarmi, ma davanti a noi si preparano degli scenari potenti e conosceremo eventi epocali in cui il tema indiscutibile sarà la fede. Ma non saranno scenari inediti per l'umanità, li abbiamo già conosciuti e dobbiamo essere preparati, avendo anche imparato dai nostri errori. Emarginare la questione di fede è solo una sciocca presunzione e la realtà è in grado di mostrarci i segni della nostra sciocchezza: dovremo confrontarci invece con il motivo di "fede" e dovremo farlo in modo adeguato, avendo imparato miglior saggezza dai nostri errori passati. L'ideologia non è una ricetta, una soluzione adeguata e sufficiente, fosse pure quella presuntuosa di mettere al bando tutte le religioni (che oltretutto, è oltre che pretesa insensata, ingiusta).

C'è un grido che i cristiani da tempo ci lanciano un po' ovunque e noi li stiamo abbandonando, ciechi e stolti, li abbandoniamo alla disperazione, all'omertà, alla conveniente menzogna che rinnega la priorità del loro grido: ma fino a quando e quanto siamo disposti a farlo ancora? Se qualcuno ha idea che questa sciocca via di indifferenza, di deformazione ed omertà dinanzi al grido disperato e di aiuto dei cristiani, possa risparmiarci dall'essere domani, noi o i nostri figli, nelle stesse identiche condizioni, è un illuso perché è proprio questa la via, l'autostrada costruita con celerità anche, perché ciò accada quanto prima. Difendere la cristianità fuori da qui, significa difendere la cristianità anche qui. E difendere la cristianità ovunque, significa difendere la speranza per tutti gli uomini.

Per questo quell'appello deve essere  riconosciuto e quel presidio di cristianità nel mondo, difeso da tutti, non solo cristiani, anche chi solo ha facoltà dell'uso della ragione ha già ragione sufficiente per riconoscere un dovere, una necessità di farlo. Anche un islamico "moderato", cioè capace di proporsi meno islam per essere più altro (più occidentale, più cristiano, più disposto all'uso di una laicissima ragione) può comprenderlo che quella difesa è anche nel suo interesse stesso e che significa difendere anche se stesso dalla minaccia dell'Islam veramente islamico, veramente coerente con i propri contenuti, veramente, integralmente a riferirsi coi suoi fondamenti.

Perché questo sono gli integralisti-fondamentalisti islamici: islamici. Non troppo islamici. Islamici. E' il l'islam "moderato" che è disposto ad essere meno islamico. Ed è anche il motivo principale della sua estrema, inesorabile fragilità: è una fragilità di contenuti, una debolezza argomentativa che sempre avrà nei confronti dell'Islam fondamentalista ed integralista ed è bene che lo sappia affinché non si trovi impreparato, semplicemene guardando ai contenuti della sua identità di fede, al Corano, alla testimonianza stessa del migliore tra gli islamici, Maometto stesso.

Se quello che noi chiamiamo "Islam moderato" ha una chance di sopravvivenza, sarà soltanto se saprà scegliere con chiarezza e coraggio da quale parte stare: potrà vivere se starà con i cristiani, non avrà possibilità facile se sceglierà il fondamentalismo islamico o se continuerà a nascondersi nell'ambiguità e nell'ipocrisia.

In Egitto i segni che l'Occidente si rifiuta di vedere non mancano, purtroppo. Dal canale di Suez hanno avuto permesso di transito due navi militari iraniane. Come si può sottovalutare un episodio così grave, formidabile di implicazioni?

La decisione dell'Iran di mandare navi da guerra in prossimità dell'Egitto non è un caso perché non è un caso nemmeno l'instabilità esplosa in Egitto.

Ma come si può far finta di nulla sul significato di cui abbiamo responsabilità di farci carico?

Sapete da quando una sola nave militare iraniana non ha permesso di transito dal Canale di Suez? Dal 1979!! Dal 1979!!!! Da più di 30 anni!!! Sono passate da Suez per ricongiungersi all'alleata Siria.

L'Iran rappresenta oggi, il soggetto più islamista, anti-occidentale ed anti-giudaico che c'è in Medioriente e si appresta, con la Turchia, ad essere sullo scenario il leader, il referente dell'area contro Israele e contro l'Occidente per un progetto di islamismo.

Anche la Turchia, purtroppo, ha da tempo preso una svolta decisamente islamista. E' il destino delle aree affacciate sul mediterraneo, sono loro a cadere, le realtà troppo vicine all'Occidente e troppo poco anti-israeliane. C'è una fortissima progressione, una poderosa spinta di forza a forzare gli attuali equilibri, detabilizzandoli per ottenere uno scenario più islamista di sempre. Un progetto che è solo ben mimetizzato per non avere intralci nell'illudere ed ingannare occhi meno capaci, ma per natura del progetto, è una mimetizzazione che non potrà durare a molto, giusto il tempo di metterci dinanzi ai fatti compiuti, impreparati, in ritardo e magari spaventati.

E non è un caso se questa spinta enorme, questa poderosa pianificazione può oggi realizzarsi così bene: l'Occidente è diviso, rinnega le proprie radici, le espelle e disconosce (per esempio disconoscendo la propria matrice identitaria europea giudaico-cristiana) ed una pianta senza solide radici è destinata ad essere spazzata via, non certo una che le proprie radici col cavolo che le svende e le rinforza e nutre e questo è l'Islam. La cristianità stessa è divisa, di fatto è come se al suo interno, anche nella stessa cattolicità, ci fosse uno scisma non ufficializzato, ma c'è nella sostanza ad indebolire la Chiesa (relativismo per cominciare e poi forzature ideologiche materialiste ecc.), la sua forza per illuminare come un faro è indebolita, la sua credibilità per accompagnare gli uomini. Ed altre cose non meno importanti che accadono in Occidente, non ultima una sventurata congiuntura molto pratica: c'è Obama alla guida di una importantissima, significativa realtà dell'Occidente, un caposaldo dell'identità dell'Occidente quanto a valori di libertà, democrazia e cristianità (In God We Trust non fu certo pensando ad Allah, non è l'Islam la radice degli Usa, ma l'Occidente dell'Europa le cui radici sono sempre giudaico-cristiane). C'è Obama ed è una disgrazia per l'Occidente e per questo una manna formidabile per i nemici dell'Occidente che hanno compreso questa condizione insperata di debolezza, incapacità, inettitudine, inadeguatezza e confusione estrema. I più maliziosi parlando anche di connivenza, di complicità, cioé finta inadeguatezza, ma io non mi spingo a tanto, non ho riscontri sufficienti e mi pare improbabile perchè è talmente incapace ed inadeguato che nemmeno a far finta si potrebbe esserlo di più, tocca pensare che è un farlocco almen genuino.

Questa debolezza insperata grazie all'elezione di Obama, i nemici dell'Occidente l'hanno compresa con una rapidità fulminante e perciò noi assistiamo ad una accelerazione dell'espansionismo dell'Islam fondamentalista che è un progetto che non nasce certo con Obama e non è certo sua responsabilità se non quella di favorirne la possibilità, la spinta di accelerazione e direi anche di recrudescenza.

Senza Obama insomma, avremmo avuto solo più tempo per farvi fronte, ma Obama in fondo è figlio di ciò che l'occidente ha seminato, è ciò che l'Occidente ha creato, è la risulta dei nostri tremendi errori. Forse è per questo che gli è stato dato il premio-nobel a fiducia, preventivo (pregiudizio e non giudizio), come fu darlo a Yasser Arafat (pregiudizio, non certo giudizio dare il premio nobel per la PACE a un terrorista e sostenitore del terrorismo, si comprenderà.

Dobbiamo proporci di difendere la cristianità e l'Occidente anche e nonostante quel farlocco di Obama: non sarà facile ma le prospettive nel non farlo, sono indubbiamente capaci di consigliarlo per loro cupezza.

Alieno



Alieno

54
06 Mar 2011
alle 09:50

civis romanus sum

A beneficio di tutti contro le ridondanti alluvionali falsificazioni e mistificazioni catto-fasciste ,,,

Ancora un contributo per una visione diversa e più attinente alla realtà del fenomeno Islam e delle rivoluzioni culturali in atto in seno a esso.

Le profezie sbagliate sull'islamismo.

Prevedo a breve quindi anche il ritorno nelle fogne dei predicatori di odio razzista e fascista antislam in stile fetido denigratorio e mistificante di cui era maestra la Fallaci.

L'uomo prima di tutto, i suoi diritti, il suo diritto ,,, L'Umanità nel suo complesso di forme che con la sua continua e inarrestabile evoluzione di Coscienza, ricondurrà nei meandri della corteccia cerebrale da dove sono scaturiti come vermi, tutti gli dèi, per decretarne definitivamente poi anche a completa estinzione a causa semplicemente della loro dannosità e in definitiva, inutilità ai fini della specie.

                      ------------------------

Segnalo inoltre l'errore al riguardo della notizia degli scontri tra cristiani e muslims in Egitto, e che segnalerò anche nel thread appositamente creato ,,, errore dovuto forse a evidenti carenze di deontologia professionale o forse solo voluto per il medesimo scopo di mistificar notizie a vantaggio di una parte, quella più in difficoltà perchè perde consensi e considerazione anche per questo uso in malafede che fa delle notizie e della verità, ossìa quella parte cattofascista che ci inonda di falsità da ventanni e più ,,, che dall'agenzia ANSA si legge altro che ciò che si scrive qui e cioè che a rimetterci le penne in quello scontro sono stati solamente due contadini musulmani ammazzati a colpi di arma da fuoco da un cristiano egiziano, di là quindi la reazione indignata della maggioranza musulmana che ha incendiato la chiesa di appartenenza religiosa dell'assassino cristiano.

Da come si rileva proprio dalla notizia pubblicata dall'ansa e riportata da diverse altre fonti di informazione :

ANSA 5 marzo 2011.

IL CAIRO - Due persone sono morte ed una chiesa è stata incendiata a causa di violenze interconfessionali scoppiate vicino a Helwan, a sud del Cairo. Ne dà notizia l'agenzia egiziana MENA.

I due morti sono un contadino ed un commerciante di frutta musulmani, che hanno avuto un violento litigio, con lo scambio di colpi d'arma da fuoco, con un contadino cristiano copto perché il figlio di quest'ultimo aveva una relazione con la figlia del contadino musulmano. L'episodio, scrive la MENA, è avvenuto nel villagio di Foul, vicino al più grosso centro di Atfih, entrambi nel governatorato di Helwan. Dopo che i due morti sono stati sepolti, nelle ore successive i loro parenti hanno marciato sulla chiesa copta della Vergine, vi sono penetrati e l'hanno devastata, dandole poi fuoco. L'agenzia precisa che durante questi violenti sviluppi non si sono avuti né morti né feriti.

53
05 Mar 2011
alle 22:40

ALIENO

Altra notizia di oggi:

PAKISTAN: ASSOLTO PER BLASFEMIA, UCCISO PER STRADA. LA "LEGGE NERA" FA ANCORA VITTIME.

Ancora un assassinio a causa dell'odio e della ferocia islamica, stavolta vicino a Rawalpindi. Ieri sepolto a Khus Pur, si tratta di Mohammad Imran, uomo che nel 2009 fu accusato di blasfemia, poi rilasciato per mancanza di prove. Ma il "diritto" ed il "dovere" dell'Islam, come è ispirato e presentato dai contenuti del Corano, non perdona: rilasciato per mancanza di prove (e stiamo parlando di reato di blasfemia, non di omicidio o strage eh), se non c'è il reato, c'è il peccato e così è stato ucciso a colpi di arma da fuoco ed ammazzato nel villaggio di Danada.

La procura ed il tribunale (islamici, shari'a) avevano tentato di portare avanti l'incriminazione mortale (l'accusa era di aver fatto delle osservazioni ritenute insultanti sul profeta Maometto durante una conversazione in un Caffè. Ma sia lui che un altro imputato, parrebbe, erano innocenti anche di questo (che trattasi dicevo, sempre di reato di blasfemia verso l'Islam, non di altro, per il quale è prevista la condanna a morte) perché non era riuscita a produrre elementi di prova sufficienti. Così procura e tribunale hanno dovuto liberarli. Ci ha pensato un commando di 3 uomini a giustiziarlo, uno restando fuori a fare il palo, gli altri 2 entrando ed ammazzandolo sparandogli.

L'assassinio avviene dopo soli due giorni dall'omicidio di Shahbaz Bhatti che era il ministro per le Minoranze. Sepolto ieri. Era cristiano.

Ilarion, il metropolita capo delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca (Chiesa Cristiana Ortodossa), ha ricordato in occasione del funerale di questo nuovo martire cristiano ucciso dall'odio promulgato e divulgato dal Corano che:

"non è l'unico atto di violenza contro i cristiani nel Paese"

"Oggi né i fedeli comuni, né le alte cariche di Stato sono protette dalle aggressioni di chi camuffa i suoi crimini con convinzioni religiose."

Io trovo che, purtroppo, il metropolita si sbaglia di brutto: nessuno camuffa, ormai anzi, viene palesato il crimine ed è indizio che le condizioni sono favorelissime per quei crimini, che percepiscono forza e legittimazione per non dover nemmeno più mimetizzare alcunché, ma per ostentarlo.

E semmai siamo noi in Occidente che mimetizziamo la scomoda realtà perché, comprensibilmente, non ci piace, non ci fa comodo o anche perché abbiamo paura di assumerci gravose responsabilità ammettendo di aver sbagliato anche qualcosa, nelle nostre valutazioni e strategie di confronto.

Alieno

"Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici fra loro, finchè non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici né alleati."
(Il Corano - versetto 89 - IV sura)

"Ecco, da parte di Allah e del Suo Messaggero, un proclama alle genti nel giorno del Pellegrinaggio: "Allah e il Suo Messaggero disconoscono i politeisti. Se vi pentite, sarà meglio per voi; se invece volgerete le spalle, sappiate che non potrete ridurre Allah all'impotenza. Annuncia, a colo che non credono, un doloro castigo.

Fanno eccezione quei politeisti con i quali concludeste un patto, che non lo violarono in nulla non aiutarono nessuno contro di voi: rispettate il patto fino alla sua scadenza. Allah ama coloro che (Lo) temono.

Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso." (Corano, Sura IX,  At-Tawba - Il Pentimento - versetti 3:4:5).

"Combatteteli finché Allah li castighi per mano vostra, li copra di ignorminia, vi dia la ittoria su di loro, guarisca i petti dei credenti ed espella la collera dai loro cuori. Allah accoglie il pentimento di chi Egli vuole. Allah è sapiente, saggio." (Corano, Sura IX,  At-Tawba - Il Pentimento - versetti 14:15).

"Metterete sullo stesso piano quelli che danno da bere ai pellegrini e servono il Sacro Tempio e quelli che credono in Allah e nell'Ultimo Giorno e lottano per la Sua causa? Non sono uguali di fronte ad Allah. Allah non guida gli ingiusti.

Coloro che credono, che sono emigrati e che lottano sul sentiero di Allah con i loro beni e le loro vite, hanno i più alti gradi presso Allah. Essi sono i vincenti." (Corano, Sura IX,  At-Tawba - Il Pentimento - versetti 18:19).

"Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che no vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati." (Corano, Sura IX,  At-Tawba - Il Pentimento - versetto 29).

"Dicono i giudei: "Esdra è figlio di Allah"; e i nazareni dicono: "Il Messia è figlio di Allah". Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. quanto sono fuorviati!

Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a Lui, ben oltre ciò che Gli associano!

Vorrebbero spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah non intende che perfezionare la Sua luce, anche se ciò dispiace ai miscredenti.

Egi è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la Religione della verità, onde farla prevalere su ogni altra religione, anche se ciò dispiace agli associatori.

O Vi che credete, molti dottori e monaci divorano i beni altrui, senza diritto alcuno, e distolgono dalla causa di Allah. Annuncia a coloro che accumulano l'oro e l'argento e non spendono per la causa di Allah un doloroso castigo." (Corano, Sura IX,  At-Tawba - Il Pentimento - versetti da 30 a 34).

"Presso Allah il computo dei mesi è di dodici mesi (lunari) nel Suo Libro, sin dal giorno in cui creò i cieli e la terra. Quattro di loro sono sacri. Questa è la religione retta. IN questi mesi non opprimete voi stessi, ma combattete tutti assieme i politeisti, come essi vi combattono tutti assieme. Sappiate che Allah è con coloro che (Lo) temono." (Corano, Sura IX,  At-Tawba - Il Pentimento - versetto 36).

"O voi che credete! Perché quando vi si dice: "Lanciatevi (in campo) per la causa di Allah", siete (come) inchiodati alla terra? La vita terrena vi attira di più di quella ultim? Di fronte all'altra vita, il godimento di quella terrena è ben poca cosa.

Se non vi lancerete nella lotta, vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocerGli in nessun modo. Allah è onnipotente." (Corano, Sura IX,  At-Tawba - Il Pentimento - versetti 38-39).

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La traduzione dall'originale in arabo è a cura del centro culturale islamico di Bologna.

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Parliamo di contenuti e delle implicazioni diverse che diversi contenuti promuovono ed ispirano: non è proprio possibile pretendere di mettere ogni proposta sullo stesso piano, ogni sorgente etica, ogni religione volendola equivalente e di pari validità e, pertanto, con eguale diritto di essere promossa e legittimata.

Ma non si parla mai di "contenuti" quando si affrontano temi così determinanti, fondativi ed ispirativi di una progettualità, del nostro stesso futuro sociale, esistenziale ecc., macché.

Si ragiona in "astratto" e con estrema semplificazione di sintesi che fa a meno di prendersi briga di guardare dentro i contenitori: "sono tutte religioni" ed ecco, per il "relativismo" ed il "politically correct", tanto più in salsa buonista conditi, traggono conclusioni e fanno progetto.

Ma come si fa a scegliere qualcosa di così importante, incisivivo, implicativo, senza guardare dentro i contenitori? Senza conoscere, senza riflettere... ci troviamo una pappina già preconfezionata in onore di un pregiudizio, un pregiudizio che si presenta come "positivo", ma in realtà è solo e comunque un pregiudizio e non un percorso di giudizio che si è applicato ed a ben vedere poi, è illusorio anche un dirsi "pregiudizio positivo" in relazione alle conseguenze che produce davvero.

Eppure tutti ci rendiamo conto che fonti diverse a cui ispirarsi, possono fare una radicale differenza di risultati. Tutti comprendiamo che usando come riferimenti testi nazi o comunisti, non producono certo delle buone promozioni per noi adeguate e non consideriamo quelle proposte indistinguibili ed altrettanto valide e buone.

L'idea che le religioni siano tutte indistinguibili e sullo stesso piano e che dunque, si debba scegliere se ammetterle e promuoverle tutte o nessuna, è un'idea farlocca che nasce comunque dallo stesso errore: guarda forme e contenitori, è attenta alla superficialità, si contenta di illusioni.

Ammetterle tutte come egualmente valide o bocciarle tutte, allora, è nello stesso dell'ignoranza (o se non è questo e c'è conoscenza, per malafede e pregiudizio).

Faccio un esempio concreto:

"Che tu chieda perdono per loro o che tu non lo chieda (è la stessa cosa), anche se chiedessi settanta volte perdono per loro, Allah non li perdonerà, perchè hanno negato Allah e il Suo Messaggero e Allah non guida il popolo degli empi.

Coloro che sono rimasti indietro, felici di restare nelle loro case (opponendosi così) al Messaggero di Allah e disdegnando la lotta per la causa di Allah con i loro beni e le loro vite, dicono: - Non andate in missione con questo caldo!- Dì: - Il fuoco dell'Inferno è ancora più caldo -. Se solo comprendessero!

Ridano poco e molto piangano per quello che hanno fatto!

Se poi Allah riconduce a te un gruppo di costoro ed essi ti chiedono il permesso di partire in missione, dì loro: - Non verrete mai più con me e mai più combatterete il nemico in mia compagnia! Siete stati ben lieti di rimanere a casa vostra la prima volta, rimanete allora con coloro che rimangono indietro.

Non pregare per nessuno di loro quando muoiono e non star ritto (in preghiera) davanti alla loro tomba. Rinnegarono Allah e il Suo messaggero e sno morti nell'empietà."

Questo è quanto ispirino, suggeriscano, propongano, plasmino, promuovano con implicazioni i versetti da 80 a 84 del Corano, Sura IX,  At-Tawba (Il Pentimento).

Ma è forse la stessa fonte di ispirazione, la stessa formazione, la stessa proposta per educar coscienze che ha il cristiano? In fin dei conti Cristianesimo e Islam sono due religioni. Insieme all'Ebraismo, tra le 3 dette LE GRANDI RELIGIONI DEL LIBRO, delle Sacre Scritture eccetera. Dunque possiamo dire che la proposta Islamica e quella Cristiana in fondo è la stessa per implicazioni? Ha stessa validità ed idoneità di legittimazione nella nostra progettualità? O anche, la stessa non idoneità?

Vediamo i contenuti in una situazione analoga così come la troviamo proposta nel Vangelo.

Vangelo: Mt 18, 21-35. Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Si noterà che non è solo questione di sfumature, accenti la differenza. C'è della sostanza e quella sostanza non è solo la differenza, ma ciò che promuove presso gli uomini di farla la differenza, diversamente ispirandoli, diversamente performando e lavorando nella loro coscienza, nei loro cuori, nelle loro menti, a parità di uomini disposti a seguire l'insegnamento, con risultati possibili perché promossi, proposti, estremamente diversi.

Buon weekend

e pace agli uomini di buona volontà.

Alieno

 

52
05 Mar 2011
alle 21:12

ALIENO

EGITTO: GLI ISLAMICI AGGREDISCONO I CRISTIANI COPTI.

Continua a dare i suoi frutti l'odio islamico per i cristiani copti in Egitto, seguendo con una triste continuità e coerenza, la strage su cristiani di capodanno e le angherie precedenti. Stavolta l'occasione pare sia una relazione tra il figlio di un contadino cristiano copto con la figlia di un contadino musulmano.

Un possibile matrimonio misto che l'Islam non può tollerare: il Corano lo sconsiglia vivamente se già è un matrimonio misto in cui lui è musulmano e lei no, ma è una condizione molto più tollerata perché nell'Islam il valore della donna è inferiore, è dimezzato ed in subordine all'uomo e sopratutto i figli saranno educati alla religione del padre. Ma in questo caso c'era la condizione in cui lui era non musulmano e per di più cristiano e lei invece musulmana.

Questo non può essere accettato dall'Islam per molte ragioni (tutte riscontrabili nell'insegnamento del Corano) e tra altre considerazioni da fare, c'è quella consistente che l'espansionismo-conquista dell'Islam si veicola in molti modi, violenti ed impositivi o meno, ma tra i modi non violenti, c'è l'osservanza di queste regole:

a) gli islamici devono sposarsi tra loro e non integrarsi diversamente allontanandosi da quanto il Corano dispone.

b) sono da tempo ben visti anche i matrimoni misti se lei è non islamica, ma islamico deve essere lui. L'educazione religiosa deve essere riferita all'uomo e la donna deve osservare obbedienza.

c) prolificazione.

d) Ove possibile instaurare la shari'a: ne conseguirà che l'apostasia, cioé il fatto che un islamico lasci la fede, sia perseguibile. Ad ulteriore aiuto all'espansionismo islamico contribuisce il reato di blasfemia (in sostanza, chi non è islamico non può più avere confessione diversa, perchè in quanto "diversa", blasfema). E come consolidamento del territorio conquistato, è d'uso che ogni nascituro venga automaticamente registrato come islamico (ed il cerchio si chiude).

Tra queste ragioni dunque, che trovano tutte ragione d'essere nei contenuti coranici, abbiamo ben chiaro il grande successo dell'Islam sul pianeta che da poco tempo ha ottenuto un risultato epocale, diventando la religione più praticata al mondo. Del resto, queste dinamiche di penetrazione (conquista) di territori non islamici, come preparazione-premessa per islamizzarlo, sono osservabili da tempo in tutto l'Occidente, dove sono frequenti i matrimoni misti ma sempre lui è islamico e lei magari no. Nel caso non si converta, può avere una seria difficoltà perché per lui l'obbedienza e la subordinazione della propria moglie non è derogabile. Nel migliore dei casi, lei comunque non ha diritto ad educare i figli alla propria religione, dovrà essere islamica invece.

E' assolutamente urgente (ed anche in forte ritardo) fare informazione sulle implicazioni che i matrimoni misti comportano e la statistica osservandoli in Occidente, raccontano il percorso di penetrazione-conquista che dicevo: o conversione di lei, oppure difficoltà implicate nelle scelte educative che non sono realmente nel progetto, congiunte o anche tristissimi casi in cui lui prende i figli e li "deporta" nel paese di origine perché siano educati più correttamente alla tradizione ed ai valori islamici. Contiamo anche casi di violenza grave o di crimini impietosi dove quel tentativo non è possibile perché le figlie si oppongono per esempio e dimostrano invece il desiderio di integrarsi in Occidente più liberamente. Poi c'è anche la questione della poligamia che una donna occidentale dovrebbe ben valutare prima di portare avanti un progetto familiare, con maggiore consapevolezza ed approfondimento prima di fare scelte così determinanti come un progetto in un matrimonio misto con uomini islamici. Purtroppo, questa adeguata informazione non c'è ed anzi, vediamo all'opposto una disinformazione, un suggerire prospettive farlocche, illusorie, fantastiche-romanzesche nella vulgata di un politically correct o di un buonismo che indulge addirittura in una lettura fortemente sbilanciata a promozione dell'Islam e denigratoria della cristianità.

Si può immaginare cosa ciò voglia dire, allora, se accade in Egitto che lui è cristiano ed ha una relazione con lei che è islamica.

A sud del Cairo, nel governatorato di Helwan, nel villaggio di Foul un contadino ed un commerciante di frutta musulmani hanno avuto un violento litigio con un contadino cristiano copto perché il figlio di quest'ultimo aveva una relazione con la figlia del contadino musulmano, con tanto di scambio di vedute risolta a colpi d'arma da fuoco. Il copto ha avuto la meglio ed i due islamici accoppati sono stati sepolti nelle ore successive.

Dopo di che, non bastando evidentemente il bel risultato, familiari ed amici islamici hanno organizzato un aggressione in branco numeroso, marciando direttamente sulla Chiesa copta dedicata alla Vergine, hanno fatto irruzione dentro e l'hanno devastata ed infine, hanno appiccato il fuoco. Poi nel villaggio è stato un selvaggio attacco anche alle abitazioni cristiane.

I cristiani copti nel frattempo, terrorizzati ed anche per non dare occasione di mattanza della ferocia in nome di Allah, si sono barricati in casa. Nemmeno la polizia ha potuto fare molto, pur arrivando in ritardo la folla inferocita ha impedito alla polizia stessa l'intervento per scongiurare roghi e devastazioni, perché nel frattempo.

E' dovuto intervenire l'esercito ma solo all'alba per salvare addirittura dal linciaggio gli agenti speciali della polizia. Odiatissimi perché considerati agli ordini di Mubarak che infatti, usava quel corpo speciale di sicurezza per tenere a bada gli estremisti islamici,

ma ora Mubarak è stato deposto per la gioia di ogni fanatico islamico egiziano o nel mondo. I poliziotti non hanno potuto dunque far nulla per riportare l'ordine ed evitare l'attacco ai cristiani copti ed essi stessi sono stati assaltati dai dimostranti islamici, ormai ben organizzati per far numero e gruppo dopo il rovesciamento del governo: almeno 1.500 secondo la stima riportata dall'agenzia di stampa ufficiale egiziana "Mena".

Nel dettaglio: gli assalitori islamici hanno dapprima tempestato l'edificio di 4 piani situato nel soggorgo di Ramla intrappolando le forze di polizia, tempestandolo di lanci di pietre e molotov, poi hanno fatto irruzione all'interno, impadronendosi dei piani inferiori e costringendo i poliziotti a scappare e rifugiarsi ai piani superiori. L'ingresso intanto è stato incendiato, così come numerosi veicoli parcheggiati nel piazzale davanti all'edificio. Solo all'arrivo dell'esercito all'alba, è stato possibile liberare e far evacuare i poliziotti in ostaggio ai piani superiori. Dove sono passati i rivoltosi islamici, si comprenderà, è stato distrutto e devastato tutto: archivi, uffici..

Dei poliziotti assediati rimasti prigionieri dei fanatici, 21 feriti di varia gravità, alcuni in condizioni gravissime, come un ufficiale colpito al capo con un'emorragia cerebrale. Tuttavia i poliziotti si sono difesi vendendo cara la pelle ed un contestatore di 26 anni è stato centrato al torace dai proiettili sparati dall'interno dell'edificio assediato nel tentativo di respingere l'orda di invasati. Un'altra versione però dice che il giovane è stato solo ferito.

La polizia nega di aver usato armi caricate con vere pallottole. Che sia vero o meno, non è più possibile far diversamente perché ormai ovunque in Occidente che occupa una buona parte della comunità internazionale, è invalso il pregiudizio assoluto, il dogma inviolabile di questi tempi: il "rivoltoso" in quanto tale, ha sempre ragione a prescindere, il governo che reagisce, sempre torto a prescindere.

Più o meno il dogma inverso di quello in uso fino a non molto tempo fa in cui la lettura era inversa più o meno.

Alcune cose probabilmente cambieranno e non saranno più le stesse per molto tempo, generazioni e generazioni.

Ma come si vede, resta invariato, con o senza Mubarak, il contenuto del Corano: nei giorni tra il Natale ed il Capodanno, i copti già respiravano un'aria pesante in Egitto, di odio islamico, di spinta islamista-fondamentalista e poi la strage... adesso le cose saranno forse anche molto più difficili per loro.

Infine, secondo l'agenzia AsiaNews, la folla di invasati islamici ha impedito anche ai vigili del fuoco di entrare nel villaggio. E dalle ultime che ho letto, risultano ancora dispersi 3 diaconi e il parroco cristiano P. Yosha del villaggio e si dispera della loro sorte. Secondo fonti locali, sono stati uccisi e poi bruciati con la Chiesa oppure sono stati intrappolati dentro e sono morti durante l'incendio.

E se questa storia può sembrare orrenda, inquietante e cupa, l'agenzia del Pime offre anche dei contorni e delle sfumature diverse che lo sono ancora di più. Il padre della ragazza islamica si sarebbe rifiutato di uccidere la propria figlia perché con relazione con il cristiano. Perché avrebbe dovuto uccidere entrambi: figlia e cristiano. La comunità islamica aveva fatto una proposta di "riconciliazione" (che in effetti non lo è affatto) e cioé, imponendo al cristiano (Ashraf Iskander) l'esilio. Le famiglie sembravano riconciliate alla condizione dell'esilio per il cristiano ma un cugino della ragazza islamica pare che avesse deciso di uccidere lo zio colpevole per aver preferito la vita della figlia all'onore dell'Islam e della famiglia islamica. L'omicidio compiuto poi ha portato il fratello della ragazza islamica a vendicare la morte del padre uccidendo il cugino. Non ci si deve stupire troppo: la logica della vendetta è nei contenuti, purtroppo, abbondante di apologia nel Corano, come fonte di ispirazione.

La serie di omicidi ha dato il pretesto alla comunità islamica per additare ogni colpa ai cristiani come responsabili della vicenda.

Anche di questo non ci si deve stupire: ciò che spesso capita è che spesso, il pretesto, è pura invenzione e fantasia e non c'è alcun fatto reale, ma solo una calunnia di qualche "misfatto" compiuto dai cristiani e tanto basta per far partire la vendetta.

Signori: siamo in Egitto, non in Afghanistan, diamoci una sveglia e rielaboriamo un più adeguato far analisi e progetti.

Qualcuno insiste nel dire che realtà come l'Afghanistan o anche la Repubblica Islamica del Pakistan, non sono propriamente paesi civilizzati, che diritti umani o democrazia lì non sono ben compresi, assorbiti, applicati.

Ma oggi un amico mi ha chiesto il nome di un Paese islamico che fosse civile e democratico, non solo nominalmente (a parole, è civile e democrazia civile anche la Cina o l'Iran, ma intendeva dire DAVVERO civile e democratica come s'intende in Occidente).

Ho rapidamente e mentalmente ruotato il mappamondo, ma non mi è venuto in mente nulla... poi per un attimo sì, vai e gliel'ho detta soddisfatto: la TUNISIA.

L'amico mi ha chiesto perché e gli ho risposto che beh, l'Egitto è venuto giù e prima poteva considerarsi una sorta di caposaldo contro il fondamentalismo-integralismo islamico per una proposta moderata e che non fosse, come nel resto dell'Islam, realtà governativamente improntata contro Occidente ed Israele, anzi, ma la Tunisia era senz'altro il caposaldo di un Islam in cui esiste quanto di più vicino si possa intendere per realtà che distingue il piano laico da quello confessionale nel governo.

La soddisfazione è durata poco, perché ho visto un sorriso sospetto nel mio amico, che sembrava più soddisfatto di me, quasi come se fossi caduto in una sua trappola inconsapevole. Ed infatti mi ha detto: guarda che non solo l'Egitto, anche la Tunisia è venuta già. E non è un caso nemmeno la Libia: sono tutte realtà che piaccia o dispiaccia, erano l'argine contro l'onda di odio islamico nella ossessione anti-occidentale ed anti-israeliana. L'Iran non verrà giù e noi occidentali siamo i soliti forti coi deboli e deboli coi forti: lì l'intervento Nato, Eu od Onu nemmeno in ipotesi astratta si prende in considerazione, li possono massacrare i rivoltosi nel sangue o farli sparire e torturarli o impiccarli e l'Occidente non si proporrà di far nulla. I prossimi a cadere saranno realtà troppo filo-occidentali, come l'Arabia Saudita, ma l'importante era avere una linea di scontro e di confine con l'Occidente e quei Paesi non anti-occidentali sono appunto affacciati sul mediterrano guardando l'Occidente.

E poi altre osservazioni ed ipotesi: spero solo che abbia torto, perché sarebbe peggio di come temo e non sono certo ottimista a riguardo, però mi ha dato qualche appunto su cui riflettere ancora, qualche indicazione sulla realtà sottovalutata dall'Occidente da verificare.

Ma una cosa alla volta: il governo di Mubarak era già sospetto di non essere in grado di difendere adeguatamente i cristiani in Egitto, accusato di complicità e connivenza. Io penso che non potesse far diversamente, perché consapevole di non poter gestire un fondamentalismo cresciuto in modo poderoso e che abbia forse, fatto fin troppo ed anche contribuendo alla propria caduta per aver difeso, con sorveglianza e scorte, i copti dopo le stragi e le altre gravi dimostrazioni di odio ed intolleranza islamica.

Ma ora in Egitto, ci sarà almeno un tentativo di giustizia? Scorte e sorveglianza a difesa dei Copti? Condanne e carcere per gli invasati fondamentalisti?

Temo di no: i rivoltosi in Egitto, tra le prime cose che han fatto, rivelando una certa pianificazione, hanno liberato i prigionieri dalle carceri. I seminatori di odio, nelle attuali condizioni, hanno delle possibilità insperate fino a qualche mese fa soltanto.

E l'Occidente ha già dato prova di dormire e russare di brutto per non rischiare di vedere o sentire qualcosa di scomodo: siamo stati presi alla sprovvista da questi eventi, assolutamente impreparati, sembra assurdo che tutte le intelligence in Occidente, non avessero idea di quel che stava per accadere pur essendo cosa sconvolgente, epocale..

Mi preoccupo allora adesso, quando l'Occidente fa valutazioni ed ipotesi: temo che non ne abbia più capacità né voglia davvero e che non si sveglierà dal suo sonno fino a quando non scoprirà che l'incubo è nella veglia.

La cristianità ovunque nel mondo è sotto assedio, dobbiamo sostenerli in questo momento ben più difficile per loro che per noi, ancora relativamente al sicuro (anche se l'attentato a Francoforte, i precedenti a Londra, Madrid, a New York e poi la quantità incredibile di quelli sventati e smontati prima, che si evita di inanellare tutti insieme per non creare "allarmismo"...), dobbiamo sostenerli anche con la preghiera,

preghiamo per i nostri fratelli, fintanto che possiamo farlo senza rischiare troppo la pelle: presto potrebbe esserci tolta anche questa condizione e ci pentiremmo senz'altro di non averlo fatto quand'era tempo.

Preghiamo perchè la cristianità dovrà riconoscere ancora molti, molti martiri che a causa della loro fede, saranno odiati, torturati, uccisi.

Alieno

51
05 Mar 2011
alle 11:12

civis romanus sum

Ancora un contributo per una visione diversa e più attinente alla realtà del fenomeno Islam e delle rivoluzioni culturali in atto in seno a esso.

Le profezie sbagliate sull'islamismo.

Prevedo a breve quindi anche il ritorno nelle fogne dei predicatori di odio razzista e fascista antislam in stile fetido denigratorio e mistificante di cui era maestra la Fallaci.

L'uomo prima di tutto, i suoi diritti, il suo diritto ,,, L'Umanità nel suo complesso di forme che con la sua continua e inarrestabile evoluzione di Coscienza, ricondurrà nei meandri della corteccia cerebrale da dove sono scaturiti come vermi, tutti gli dèi, per decretarne definitivamente poi anche a completa estinzione a causa semplicemente della loro dannosità e in definitiva, inutilità ai fini della specie.

 

50
04 Mar 2011
alle 21:02

civis romanus sum

Per lo Ius, per il Diritto, per i Diritti umani e civili, per una legge che sia uguale per tutti, perchè i criminali siano tutti, senza riguardo alcuno, spediti al gabbio per la rieducazione civile ,,, quello che in fondo stanno cercano e per cui sacrificano la vita proprio adesso quei giovani africani in rivolta contro i loro signori, preti e padroni ,,, vale la pena mostrargli ad esempio come ci siamo attrezzati noi occidentali per parare le arroganze di questi "signori", come suole adesso operare il Diritto Umano, ora, qui, tra noi occidentali, finanche nel nostro disgraziato paese servo del vaticano eppure patria del Diritto, così ad esempio : Prete cattolico pedofilo condannato a 15 anni di galera!

 

49
04 Mar 2011
alle 18:45

Alieno

Caro Albo, concordo dove dici a proposito del Pakistan, che non si possa dire uno dei paesi tra i più civilizzati.

Anche se in effetti, sarebbe molto interessante approfondire il tema, cercando una definizione comune, che definisca anche gli spazi ed i confini perché un Paese possa dirsi "civilizzato", un contenuto che si presti ad essere in qualche modo di oggettivo, almen valido riferimento per intendersi non tanto tra noi, ma in modo più ampio.

Intanto, sarà utile ricordare che è la Repubblica Islamica del Pakistan: è questa la sua denominazione ufficiale, il suo biglietto da visita e se vogliamo, anche la sua ragione sociale. Il suo motto ufficiale è "Iman, Ittehad, Tanzeem" che in lingua urdu significa "Fede, Unità, Disciplina". Ma è interessante volendo appronfondire e svelare i contenuti della realtà, osservare la bandiera nazionale della Repubblica Islamica del Pakistan che nel suo simbolismo è STREPITOSA di chiarezza di significati.

Lascia che te la descriva e spieghi quella bandiera e civile di stato che è così fatta:

 la prima parte è una sezione verticale bianca, una striscia bianca che corrisponde a circa 1/4 dell'intera bandiera. Questa rappresenta simbolicamente le minoranze non musulmane, tutte, quali che siano (indù e cristiane di ogni parrocchia si voglia ma anche tutto ciò che non è islamico, dunque anche non-confessionalità).

La restante parte è la maggiore, 3/4, è invece campo verde e rappresenta l'Islam, la parte musulmana come ben si saprà perché questo motivo di colore è frequente in tutto il mondo islamico. Si nota già che la scelta simbolica di separare islamici e non islamici è netta: non c'è un disegno comprensivo, ma emarginante e discriminante che pone "fuori" dalle balle i "non-musulmani", tutti quanti. Poi nella bandiera troviamo due simboli, anch'essi ben diffusi e conosciuti perché rappresentati spessissimo nell'intero Islam sul pianeta: una falce che rappresenta una luna calante ed una stella nella parte idealmente oscura della luna.

Rispettivamente: la luna calante è il simbolo islamico del progresso islamico, della conquista islamica, dell'espansione islamica, la stella invece rappresenta la luce e la conoscenza della fede islamica, che occorre e concorre alla luna-progresso islamico per guidarlo e difatti, è il punto di riferimento, la luce della fede nella parte "oscura" della ideale luna intera.

Avendo avuto tanti anni fa una discussione con un fondamentalista islamico su questo, io da bravo allocco ed illuso occidentale ottimista, suggerii che luna e stella, essendo bianche come ciò che simbolegga la parte "non-musulmana", erano una sorta di simbolo che richiama alla contaminazione, all'integrazione possibile dentro l'islam, al contributo gradito di non islamici, cioé anche i non-musulmani insieme ai musulmani insieme in un'idea di progresso e di conoscenza più articolata.

Freddò all'istante le mie velleità buoniste facendomi notare, purtroppo con ragionevole osservazione, che se avessero inteso utile e gradito quel contributo e volendolo trasporre simbolicamente nella bandiera, sarebbe bastato rappresentare la parte non-musulmana (bianca) con una fascia "orizzontale" e non "verticale", di modo che attraversasse e partecipasse del progresso e della luce e conoscenza (cioé luna calante e stella fossero anche per loro). E però, ciò non sarebbe stato buono e coerente con quanto il Corano raccomandi.

Il Corano io ce l'ho, anzi, due copie di diversa interpretazione e li ho letti: è vero, il fondamentalista aveva giustamente ragione e farlocco io che ho presuntuosamente tentato, per quanto con i migliori intenti, di essere più realista del re, volendo spiegare ad un musulmano coerente, come dovrebbe essere un musulmano coerente ai contenuti della sua fede (e dunque legato ai fondamenti, fondamentalista).

E però non conviene insistere troppo con i fondamentalisti, proprio perché sono coerenti coi fondamenti della fede islamica. Ed i contenuti son lì belli chiari a dirci come vanno le cose dove l'Islam si afferma, quali disposizioni e sentimenti ispira, quali diritti, quali doveri sono assimilati  e promossi.

Prendi ad esempio il Qu'ran, capitolo Al-Ma'ida (La Tavola Imbandita), versetti 33 e 34:

"La ricompensa di coloroc he fanno la guerra ad Allah ed al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso,

eccetto quelli che si pentono prima di cadere nelle vostre mani. Sappiate, Allah è perdonatore, misericordioso."

Hai capito però, questo Allah? E' perdonatore e misericordioso ordinando di uccidere e crocifiggere e tagliare arti ai miscredenti (mi raccomando: mani e gambe da lati opposti, è importante..) o esiliarli sulla terra. Ed allora una domanda nasce spontanea: bei cojoni! Pensa se non era misericordioso e perdonatore allora, che diamine di disposizioni avrebbe ordinato su questa terra? Si possono immaginare cose tremende, orribili, inenarrabili, come che so, strappare a tradimento i peli dal naso di chi sta dormendo, costringere gli infedeli ad ascoltare tutti i giorni il richiamo del muezzin, la predica e la recita del Corano e con allegata genuflessione continua battendo la fronte in terra o ancor peggior sadismo, un intero disco di Apicella magari con Berlusconi come voice o ascoltare 20 sue barzellette al dì, prima, dopo e durante i pasti e con allegate genuflessioni, applauso e risatine credibili e convincenti, pena l'immediata degradazione sul campo ed il trasferimento ad incarichi marginali, oppure essere costretti a dire alla tua amata che è bellissima anche se è truccata per sentirsi rispondere che non apprezza il fatto che si trucchi per te, si faccia bella e si prenda cura del suo aspetto e tu te ne freghi brutto ignorante oppure se è truccata, costretto a dire che è bellissima sentendosi piccata risposta che allora sei uguale a tutti gli altri e che non la ami per quello che è e che significa che le hai mentito quando le hai detto che era bella quella volta appena sveglia al mattino ed anche costretti nel disperato tentativo di uscirne vivo senza incidenti dicendo che è sempre bella, truccata e ben vestita o senza trucco e senza vestiti, avendo per certa la risposta che si vede che di lei non ti interessa, che la prendi in giro e dici cose tanto per farla contenta, non perché le pensi davvero, il solito uomo bugiardo, ma per fortuna c'è chi sa apprezzarla e così via, se hai desiderio di fare l'amore ecco, sei sempre il solito, come tutti gli altri (gli altri chi scusa?), non pensi a nient'altro, l'amore vero è un'altra cosa, ci sono le coccole, i "preliminari" e tu sei un animale, se invece non hai voglia, è perché non la ami più, sai quanti uomini farebbero all'amore con lei ed invece (no, quanti? Come fai a saperlo scusa?) ed è inutile che nascondi la realtà facendo coccole o perdendo tempo coi preliminari, si vede che non c'è più amore ... ah, già, ho esagerato con la fantasia e sono finito nella realtà, valga allora solo l'inquietante immagina dei peli del naso strappati a tradimento: per fortuna Dio è misericordioso e perdonatore ed allora, niente peli strappati a tradimento, solo tagli di mani e gambe (lati opposti) ed esilio, uccisi o crocifissi su questa terra (e dopo razione doppia!).

Ed anche chi sbaglia, sarà meno disperato di avere Allah che ordina di darci un taglio (versetto 38: "tagliate la mano al ladro ed alla ladra, per punirli di quello che hanno fatto e come sanzione da parte di Allah. Allah è eccelso e saggio."). Ma per fortuna che abbiamo i fondamentalisti che sono, grazie ai contenuti a cui riferirsi, certissimi della misericordia e del perdono.

Un cristiano per esempio, può trovare un po' di fatica a raccapezzarsi sul concetto di perdono e misericordia da promuovere già qui sulla terra. Ma il fondamentalista sa benissimo perché il cristiano non è convinto: perché è INIQUO.

Versetto 48 (sempre Tavola Imbandita): "Giudichi la gente del Vangelo in base a quello che Allah ha fatto scendere. Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono gli iniqui".

Ecco che allora, la bandiera della Repubblica Islamica Pakistana (così come quella dell'Islam in genere) è nel suo simbolismo a richiamare i contenuti: integrazione? Rapporti sinceramente improntati ad una serena, amicale convivenza? Nemmeno a parlarne. E non lo dico mica io, ma il Corano:

"O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei ed i nazareni, essi sono alleati uno degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti." (Sura V, Al-Ma'ida - La Tavola Imbandita), versetto 51.

Ecco, come vedi, tra amici si può discutere e litigare e far pace. Ma sai qual'è il bello dell'amicizia sincera? Che porta, se la sua sostanza è autentica, è vera amicizia, una disposizione tale per cui si è disposti a sforzarsi di capire l'altro e di accettarlo per come è, di rimproverarlo o esser dall'amico rimproverati con una disposizione diversa, più aperta, più ampia in cui l'accento è sul "ti voglio bene" e dunque si cerca di accettarsi, incontrarsi, ci si sforza di capirsi e di trovare anche soluzioni mediatrici di incontro. Metti che tu mi muova critica. Metti che lo faccia io. Metti che tu od io non si condivida la stessa idea di fede: un dialogo è possibile, anche l'elaborazione di formule di mediazione, compromesso, c'è l'intento perché tra noi non prevale il disprezzo e non riteniamo potendo farne a meno, che le soluzioni debbano essere mozzarci gli altri, darci la caccia per uccidere o esiliare l'altro. Non si tratta allora solo della questione, certamente importantissima, della distinzione tra dimensione laica e quella religiosa. Si tratta anche dei contenuti di quelle dimensioni. Una dimensione laica che proponesse la mia eliminazione, promuovesse il disprezzo per me, comprendi, mi consola poco anche se laica dimensione. Così come sul piano religioso, dobbiamo guardare ai contenuti: un conto sarà ascoltare il Papa o il Dalai Lama, se permetti, un conto un imam che predica il Corano (che altro dovrebbe fare?).

Contenuti. Tu sopporterai benissimo il mio "buontempone" (ho elaborato anche la possibilità che tu sia invece, individuo fortunato). Io mi confronterò con te e le tue reprimende, di iniziativa o replica che siano, ma evidentemente ci riferiamo a dei contenuti, valutando come.

Anche l'Islam. Ecco perché non sono ottimista sull'idea di un Islam riformista. Perché i contenuti son quelli che sappiamo. E non c'è solo questo per sapere quanto l'Islam sia per sua natura ed origine, "cristallizzato" e fatto perché resti tale e quale, originario, quanto più si possa: non può essere alterato, modificato davvero, lo spazio interpretativo è pochissimo ma soprattutto, ogni volta che si tentasse riforma, ogni islamico sa chiaramente che sta cercando di riformare lo stesso Allah, perché sua la rivelazione, non è di Maometto che è solo strumento.

Non è un caso se il Corano va recitato solo in lingua originale: deve essere in tutti modi conservata la sua integrità. Non è un caso se l'Islam ci appare anche oggi, nel 2011, come quello del medioevo: così deve essere.

Ogni tentativo di riforma e di apertura dell'Islam, è sempre naufragata, fallita oppure soppressa dallo stesso Islam come fosse un cancro. Perché ogni tipo di apertura, ha sempre avuto uno scoglio insuperabile: la fragilità argomentativa, i contenuti son quelli di Allah stesso e non devono essere in alcun modo alterati, ma lasciati integralmente intatti, sono fondamenti fatti per restare tali e quali nel cammino degli uomini, alla lettera (anche nel senso stretto del termine: alla lettera).

L'Islam che noi abbiamo definito in modo (auto)rassicurante come "Islam moderato" (che non esiste, è invenzione occidentale farlocca: c'è solo un Islam coerente e buono oppure uno incoerente e non buono), sarà sempre fragile e condannato. Noi possiamo sostenerlo, aiutarlo in una causa di comune interesse, come occidentali, come cristiani o anche laici aconfessionali, ma già il fatto che lo aiutiamo, lo condanna ancora di più, lo espone ancora di più per i contenuti che il Corano stesso porta e promuove, cioé lo indebolisce e lo fa fallire puntualmente: quella "moderazione" di per sè è intesa dall'Islam come diminuizione di valore e minaccia da disprezzare, eliiminare o esiliare. Se poi c'è anche l'alleato, l'amico miscredente, è la prova straprovata per cui proporselo.

Fintanto che non riconosciamo che l'Islam è un disvalore e non un valore, non se ne esce, non quadra nulla. Se lo consideriamo "disvalore" allora comprenderemo logicamente perché tanto più sia "islam moderato" tanto più ci rassicuri e ci possa piacere. Se lo riconosciamo come "valore", al contrario, ci impicchiamo e lo faremo al cappio che ci siamo costruiti noi stessi, per dirla con Lenin, da utili idioti.

Civilizzato il Pakistan? E' la Repubblica Islamica del Pakistan: l'Islam è un disvalore per la civiltà oppure no? Io pensi di sì.

E però, il Pakistan, dobbiamo dirlo:

- E' il sesto paese più popoloso del mondo.

- Ha una rapida crescita delle sue riserve monetarie (in netta controtendenza a tantissime altre realtà planetarie).

- Bilancio pagamenti in attivo (idem come sopra).

- Dove la crisi asiatica e poi quella mondiale ha messo in ginocchio o in seria difficoltà tante altre realtà politiche-economiche, il Pakistan ha sorpreso rivelando di essere meno vulnerabile ed inaspettatamente forte invece.

- Il settore manufatturiero pakistano ha avuto tassi di crescita sbalorditivi come trend, con una crescita a due cifre sul larga scala (già +18% nel 2003, roba che in Occidente nemmeno nei sogni più orgasmici ci possiamo permettere).

- L'ultimo anno di trend di crescita negativa fu il 1951, da allora è SEMPRE in crescita.

- Avanzatissima sul piano tecnico e tecnologico, la realtà pakistana vede molte aziende che addirittura forniscono software e servizi alle più grandi corporation mondiali!

- Ed infine, pensando ai "contenuti" che si diceva, il Corano che è imprescindibile riferimento assoluto della Repubblica Islamica del Pakistan, il Pakistan è tra le poche realtà nel mondo che ha ARMAMENTO NUCLEARE!

Ma stiamo tranquilli, da quelle parti si ispirano ad Allah, il Signore dei Mondi, misericordioso e perdonatore, come chiunque può verificare meglio se si prendesse la briga di guardare ai contenuti, leggendoselo e studiandoselo il Corano, guardando di cosa si parla, prima di parlarne a vanvera, per sentito dire e drogato di psichedelici sogni buonisti-relativisti. Si svegli: legga, studi e poi ragioniamo da miscredenti, finchè siamo in tempo e liberi di farlo.

Magari, magari avessimo argomento e contenuti capaci di riforme dottrinali, magari fosse possibile, sarei il primo a fare salti di gioia e a darmi del farlocco cretino sorridendo felice di averlo scoperto e di poterlo riconoscere.

Ci sono occasioni in cui, la vera gioia e felicità, la vera consolazione è potersi dire, con umiltà: "mi sono sbagliato! Che bello! Che figata!".

Magari così fosse. Mi farei fare una tshirt apposta con su scritto: "Sono un farlocco: per fortuna!"

Ciao ed ogni bene Albo,

Alieno

48
04 Mar 2011
alle 15:51

civis romanus sum

Dal commento 46 un ottimo contributo per una visione diversa e più attinente alla realtà di quello che accade e potrebbe accadere nel mondo arabo mediterraneo.

Diversa dalle visioni catastrofiste pro-terrorismo islamico, propagandate per anni dalle politiche della destra americana, guerrafondaia e avida di petrolio, e che strombazzate ancora adesso annoiano soltanto.

Per dirla con i miei termini ,,, per come vedo l'intero sommovimento arabo-mediterraneo, ecco io lo inquadrerei così ,,, Quando c'era Bush ( intendendo quello che c'è dietro la famiglia Bush, ossìa i ricchi padroni e petrolieri americani  ) ci faceva anche comodo un Binladin, perchè dava il pretesto per guerre di conquista, e a Binladin ( intendendo i produttori di petrolio arabo-sauditi ) faceva comodo un Bush come cliente sicuro e pure difensore di lucrosi interessi per entrambi ,,, finchè è durato però ! Poi è arrivato Obama, e Binladin è sparito e con lui il terrorismo islamico. Evidentemente c'è stato un cambio di politica di 180° dalla parte americana, dovuta anche alla crisi del capitaliberismo. A Obama interessa di più il dialogo ora con le altre parti del mondo, saggiamente a me pare che abbia optato per una visione Nietzschiana, mi azzardo a dire, riguardo il bene e il male e di come farli convivere insieme, del modo greco di recepire la realtà umana in ogni suo aspetto - " Non c'è nulla da togliere da ciò che è" (Ecce Homo) _ compresi gli aspetti malvagi, che non vengono negati,- come accadrà invece nel cristianesimo- ma moderati, perchè non uccidano tutto: "La natura, quale si mostra non viene rinnegata, bensì solo coordinata"; è un sì alla vita anche nei suoi lati oscuri, aspri e problematici: " Si è fecondi solamente a condizione di essere ricchi di contrasti" ( Crepuscolo degli dèi ).

Ora questa cultura politica di apertura, meno repressiva, già lavorava da anni attraverso il linguaggio per cambiare, far evolvere, anche le giovani coscienze delle nuove generazioni arabe, muslims, orientali in genere ,,, là ci sono milioni di giovani, le nuove e prossime generazioni mondiali degli umani, noi occidentali invece ,,, semo vecchi ,,, eravamo ricchi e ora siamo sempre più rincojoniti, lassatemelo dire così ,,, là invece ci sono i giovani, e questi giovani stanno prendendo coscienza delle proprie condizioni di schiavi al servizio dei loro signori e padroni, non solo, non ci stanno nemmeno più a patire la fame quando a noi ci vedono in ciabatte in mutande e in vacanza a casa loro, navigano in internet ( di qui l'evoluzione delle coscienze, tramite lo scambio, il linguaggio, la scrittura ,,, come non mi stancherò mai di citare, è nella teoria di J.Jaynes per l'origine della coscienza umana ) e sono al corrente di ciò che si dice di loro in giro per il mondo, e non ci stanno più a passare tutti per terroristi e a farsi bombardare con la compiacenza dei loro padroni territoriali tutori dell'ordine mondiale: i "moderati islamici" alla Mubarak, Benalì, etc, come piacevano ai Bush e ai suoi amici sionisti.

Io, l'ho già detto, la vedo come una Rivoluzione Illuminista nel mondo arabo, e meno male, ce n'era bisogno, erano indietro a oriente, non hanno mai conosciuto bene il diritto umano ( lo Ius ) conoscevano solamente il diritto divino ( il Fas ) ,,, e ora si stanno mettendo al passo.

Insomma anche la religione dovrà farci i conti con queste giovani coscienze ,,, tutti noi dovremo farci i conti.

Meritevole quindi ogni inziativa di rivoluzione o anche di solo riforme religiose, dottrinali, morali, politiche da quelle parti, come segnalato nel commento 46 ,,, bisogna che tutti quanti ci mettiamo seduti a un tavolino, tutti quanti, e cercare tra di noi razionalizzando le questioni, ragionando con buon senso, come dei bravi condomini a una riunione condominiale ( scusate il paragone derivato da trauma recente ) cercare dicevo, una maniera più ecologicamente sostenibile per la Specie intera, per la convivenza insieme, tra tutti uguali senza considerarci nemici.

Scusate gli errori e le cose poco chiare, se ce ne sono a gentile richiesta mi spiegherò ,,, vado de corsa ,,, Vale.

47
04 Mar 2011
alle 15:01

albo

Alieno in Pakistan, che non si può dire un paese tra i + civilizzati, la notizia che mi risalta e mi fa specie di più non è la morte di un cristiano, bensì che in quel Paese c'era e c'è un ministero per tutelare le minoranze e che questo fosse affidato a un non islamico. Ha dell'incredibile, non concordi. è come se in Italia ci fosse un ministero che si occupasse  delle minoranze e fosse affidato a un ateo o a un rom o aun gay dichiarato.

Sono contrario alla sharia e trovo vi sia un limite che nell'islam non vi sia scissione tra la religione e lo stato, così come nel cristianesimo e nell'ebraismo. Gli islamici non si sono ancora secolarizzati e ci sono nella loro religione delle cattive premesse affinchè lo facciano. Ed è proprio per questo che non dobbiamo seguire il loro esempio e trasformare il peccato in reato(altrimenti sei "islamico" non perchè credi nel corano, ma perchè accetti la loro logica.

 non me la sono presa per lo sberleffo, ma vorrei ricordarti che molti litigi fra amici che sfociano nella cronaca nera nascono da motivi simili o futili. dalle parole e dagli sfottò si passa agli spintoni, ai pugni, poi alle armi, ecc. La stessa logica montante è psicologicamente a quella che intercoirre fra i gruppi etnici, fra i popoli e le nazioni. Per cui, come in famiglia,  prima viene il rispetto reciproco. Ed è qui che gioca un ruolo importante l'intolleranza zero che significa emarginare gli intolleranti.

46
04 Mar 2011
alle 10:02
45
02 Mar 2011
alle 15:46

Alieno

PAKISTAN: ASSASSINATO MINISTRO DELLE MINORANZE

Shahbaz Bhatti, un cristiano cattolico, e' stato assassinato durante una sparatoria ad Islamabad. Si era battuto a favore della liberazione di Asia Bibi.

2 Marzo 2011, 14:01 (Ansa)

ISLAMABAD - Il ministro pachistano per gli Affari delle minoranze, Shahbaz Bhatti, è stato ucciso oggi ad Islamabad da un commando armato mentre con l'auto di servizio, e praticamente senza scorta, stava recandosi ad una riunione del governo federale. L'auto di Bhatti, 43 anni ed unico ministro cristiano designato dal presidente Asif Ali Zardari, è stata raggiunta da almeno 20 proiettili che lo hanno ferito gravemente, rendendo vani gli sforzi dei medici per salvargli la vita.

Il capo della polizia della capitale, Wajid Durrani, ha precisato che il commando era formato "da tre o quattro persone avvolte in scialli che a bordo di un veicolo bianco hanno intercettato l'auto di servizio del ministro". Bhatti, che si era fortemente battuto a difesa di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per aver offeso il profeta Maometto, aveva manifestato la necessità di una riforma della Legge sulla blasfemia. Un mese fa aveva inoltre rivelato di essere stato ripetutamente minacciato di morte. Il suo assassinio è stato rivendicato dai talebani pachistani. Per telefono un loro portavoce, Ihsanullah Ihsan, ha spiegato che "l'uccisione è un messaggio per tutti coloro che sono contro le leggi sulla blasfemia in vigore in Pakistan". Il cruento attentato è stato condannato dalle massime autorità pachistane che hanno ordinato "una approfondita inchiesta volta a catturare gli autori materiali.

Da parte sua il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha stigmatizzato questo "barbaro attentato" che è "un atto di violenza intollerabile contro una persona che si era distinta per la sua visione ed impegno a costruire una società basata sul dialogo e la tolleranza". A sua volta, il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha parlato di "un nuovo fatto di violenza di terribile gravità. Esso dimostra quanto siano giusti gli interventi insistenti del Papa a proposito della violenza contro i cristiani e la libertà religiosa".

--------- fine articolo -----------

Con nero umorismo voglio rispondere alla domanda del post in relazione alle notizie di agenzia apprese oggi, domanda che ripeterò:

Cristiani: presenza possibile in terra musulmana?

Come no! Possibile sì, ma scherziamo? Anzi, in terra musulmana la presenza dei cristiani è considerata così significativa che da moltissimi islamici, figurati, sono persino ricercati...

Vivi o morti.

Alieno

44
01 Mar 2011
alle 02:17

Alieno

Albo, finisco la rilettura del tuo commento 40:

società a intolleranza zero c'è spazio per tutti

Non illuderti troppo nell'idealismo-ideologia. Illusioni, miraggi, idealismi che possono poi riverlarsi puntuamente deludenti nel tradurli nel concreto.

E sei tu già a suggerire come e perché, perché la tua frase era:

In una società a intolleranza zero c'è spazio per tutti (quelli che ne rispettino le regole)

Ma non era per tutti? E tutti non sono, lo vedi, siamo sempre lì, tutti tranne quelli che.. c'è la condizione vincolante.

Così che, mettiamo, io sia un fondamentalista-integralista che abbia come riferimento etico il Corano. Dunque le regole della Shari'a e faccio la prova per vedere se la tua idea è valida, funziona, emoziona come novità di proposta, vediamo, facciamo il taleban un attimo come riprova del nove e pronuncio quanto hai scritto:

In una società a intolleranza zero c'è spazio per tutti (quelli che ne rispettino le regole)

Sì, in effetti come taleban fanatico ben posso dirlo senza eccepire: spazio per tutti, purché rispettino le regole, la Shari'a.

Allora, vedi, non abbiamo risolto nulla e siamo daccapo.

Molto più interessante (per me, sia chiaro, esprimo la mia e se non lo ripeto ogni volta, sia sempre valido cmq) dove scrivi qualcosa che abbia un contenuto, perché la proposta precedente non definiva contenuti: era forma vuota incapace di essere valida per questo (quali regole? Boh).

Ed un contenuto è appunto nel tuo scrivere:

Il terrorismo va sempre condannato

Ecco: ora sì che stiamo parlando e non solo per far chiacchiera vuota, ora sì che possiamo effettivamente fare un dialogo autentico, mica farlocco buonista che evita e ne fa simulacro e finzione, badando bene di evitarli come la peste i contenuti sol per soddisfazione di dire che il dialogo va benone (te credo: si evita e si recita finzione, è apparenza spacciata per sostanza).

Possiamo dialogare e ragionare: eccola qua una regola, una definizione etica, un contenuto interessante. Il terrorismo va sempre condannato.

E così possiamo scoprire che però, non si accorda molto bene con il Corano che invece, ne fa una sorta di apologia incredibile: miscredenti e coloro che non si sottomettono ad Allah, devono essere terrorizzati in gloria di Allah. Quello cattolico in Irlanda? Non troverai certo Vaticano e Papa che incitano al giorno della collera ed alla vendetta come dei muezzin ed imam qualsiasi al richiamo, macché! Al contrario invece, troverai l'invito opposto.

Dunque, perché occuparsi dell'Irlanda del Nord, quando abbiamo una realtà INTERNAZIONALE, che interessa ogni continente concretamente e mica solo una realtà locale come una parte di una parte di una nazione come l'Irlanda del Nord? Ma parliamo pure del terrorismo dei condomini imbufaliti contro il vicino di casa o l'amministratore di condominio se vuoi e però siam seri: la questione "TERRORISMO" che concretamente ci interessa, con i quali fare drammatici conti, porta un'altra firma. Non aggiungerò altro sull'argomento: per sapere come la penso, puoi andarti a rivedere, facendo ricerca nel blog stesso, di quanto abbia scritto già in polemica con Don Paolo che ci fece un post perfino con il filone del neo-terrorismo cristiano, con mezzo pianeta incendiato dal fervore islamico che ha dichiarato guerra ai miscredenti blasfemi, apostai o anche peccatori che non rispettano le regole come omosessuali, adultere..

in alto ed a dx della pagina di questo blog, c'è la finestrella per la ricerca nel blog, inserisci quello che vuoi, il titolo del post di Don Paolo era questo:

Irlanda: ancora morti. Non sottovalutiamo il neoterrorismo cristiano.

In sintesi il mio giudizio è questo se vuoi, detto in parole povere: ma stare coi piedi per terra un attimo guardando con umiltà la realtà, proprio non fa a chiederlo? E' il neoterrorismo cristiano che non dobbiamo sottovalutare? Non abbiamo fin troppo sottovalutato altro di più urgente, devastante e concreto... non c'è continente al mondo che non abbia a che fare con il problema del fondamentalismo e del terrorismo islamico (talvolta anche pro-terrorismo).

Ma se vogliamo distrarre l'attenzione ulteriormente parlando del neo-terrorismo cattolico irlandese, beh: accomodati. Vedo bene dove abbia condotto questo atteggiamento, vedo bene qual'é la condizione dei cristiani in Asia, in Medioriente, ma sì, dai,  "continuiamo a farci del male" per dirla con Nanni Moretti in un suo vecchio film. :-))))

Ed attenzione: il problema non è solo la questione dei cristiani cattolici, la questione è anche dell'Occidente stesso perché quel terrorismo che ha scatenato una sorta di armageddon incendiando il mondo in nome di Allah, è anche contro l'Occidente che combatte. Ed è coerente, dato che l'Occidente ha la sua matrice anche nella cristianità, nonché trovando matrice giudaica che detesta forse anche di più e certamente, non simpatizza per istanze della ragion laica, comprenderai bene da te senza che ti spieghi perché.

Ma sì: parliamo di contenuti. FACCIAMO UN VERO DIALOGO e non una recita-finzione farlocca, tanto per sentirci fighetti e poi di contenuti, di dialogo autentico nessuna traccia, macché.

Ci provò, ricorderai, proprio questo Papa, Benedetto XVI a proporre un inizio concreto, autentico di dialogo con l'Islam. Ricorderai allora, che emerse subito quale erano le autentiche realtà con cui abbiamo chiuso gli occhi recitando la farsa sereni e tranquilli. Ricorderai bene le reazioni in quel discorso del Papa, quella lectio di Ratisbona: venne giù il mondo islamico inferocito.

Perché in sostanza, parlando di contenuti, l'autenticità di questi è che l'Islam è coerente proprio nel rivendicare come diritto ed anche come DOVERE di fede l'uso della violenza in nome di Allah dove il Papa in sostanza, testimonia una verità che all'Islam non piace, quella per cui per dirla con eufemismo ed ironia, non è simpatico e carino uccidere in nome di Dio.

Ragione ed una retta fede (dal punto di vista cattolico) si fatica a leggerli nella proposta coranica.

Il Papa disse in quel discorso che la violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima. "Dio non si compiace del sangue, non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio"

Pura blasfemia per chi conosce il Corano dove leggerci tutt'altro con forza anche. Ovvio: contenuti diversi, reazione fin troppo prevedibile da quella parte. E' un po' come per le vignette danesi o il terrore dell'occidente delle conseguenze dell'Islam nel mondo ovunque se quel pastore protestante avesse bruciato una copia (tra milioni di altre) del Corano.

Quello che mi stupì e deluse profondamente, fu invece il vedere silenzi e non solidarietà al Papa in Occidente ed anche polemiche perfino di cattolici. Insomma, il dialogo non deve esserci davvero e pur di godere di vedere il Papa in difficoltà e con lui Vaticano e tanta Chiesa, assisitiamo anche a queste miserie.

L'Occidente perse un'occasione buona per riconoscersi in comuni denominatori valoriali e culturali. O forse rivelò che l'identità occidentale è già stata svenduta, è diventata farlocca e tutto sommato, ci meritiamo l'Eurabia anticipatosi da Oriana Fallaci.

Ora tu sei qui e mi dici che tra i contenuti possiamo riconoscerci nella condizione: no al terrorismo. Mi auguro che tu, allora, nel 2006, quando il Papa fu minacciato gravemente dall'intolleranza dell'Islam e subì critica o anche omertosi silenzi compiacenti di non islamici in Occidente (ed anche in Italia naturalmente), fossi in linea con il Papa e non ti stessi distraendo e gingillando con il terrorismo dell'Irlanda del Nord pur di non guardare e sentire.

Rispettino le regole dici: ma quali? Intolleranza zero dici. E prima mi spieghi di delegittimazione di interlocutori, di disposizioni denigratorie, sprezzanti, intolleranti, che non riconoscono dignità all'altro... che sono il preludio di guerre (anche sante).

Che dire allora di quanto abbiamo visto in quell'altra occasione in cui il Papa invitato all'Università La Sapienza..??

Per chiudere ti dico che il matrimonio, civile o non, ma cmq inteso come istituzione riconosciuta tra persone dello stesso sesso per me non sono la stessa cosa per niente e sono un gravissimo errore. Sarà perchè rispetto la diversità di genere, ne rispetto profondamente la dignità di quella diversità, sarà perché la diversità per me, occorre anche e tanto più in un contesto così complesso ed articolato che coinvolge aspetti sociali, umani..

Dal mio punto di vista, l'omosessualità maschile è una proposta tristissima ed arida se concettualizzata come proposta ideologica e di costruttività sociale-valoriale, insomma, a promuoverla come progetto valido di relazione, è come un assoluto maschilismo: la donna non occorre più, non c'è più il ponte verso l'altro, il diverso, la donna, non c'è più bisogno di lei, viene licenziata in tronco, non è più necessaria, non serve integrarla in un progetto: se ne fa a meno.

Ugualmente l'omosessualità femminile, è un corrispettivo femminismo al quadrato ed assoluto, l'uomo non occorre e non concorre più ad un progetto umano davvero.

Perciò, vedi, se per te l'indistinguibiltà di genere per concludere indistinguibilità di matrimoni gay o etero, stessa cosa, sono soluzione dignitosa a problemi reali, per me al contrario, così ragionando e costruendo progettualmente, poniamo le basi per produrre problemi gravi e riduzioni di dignità serissime che è bene risparmiarsi.

Ma non per questo debbo risolvere la faccenda sposando le ricette solutive islamiche: come base etica, come riferimento ho soluzione più adeguata ed è quella cristiana. Nn si impiccano gli omosessuali come si fa dove è shari'a e poi facendo i fighetti come Ahmadinejad spiegando che in Iran non ci sono omosessuali agli universitari americani dai quali era invitato.

Sarà altra la verità: sarà piuttosto che non ci sono omosessuali in Iran a lungo in vita dal momento in cui si scopre la loro omosessualità, perché finiscono appesi. Salvo che non riescano a fuggire e venire in Occidente o ancor più vicino, riparando in Israele, che è insomma, un atollo di Occidente in un mare mostrum di fanatismo in nome della shari'a. Lo dico perché mi rimase impressa questa cosa che mi raccontò un corrispondente libanese ed una ragazza kuwaitiana molto tempo fa, mi parlavano di questo loro amico palestinese omosessuale che per vivere serenamente senza rischiar morte la propria condizione omosessuale, andava in Israele. Tra i palestinesi, mi hanno spiegato, non lo avrebbero impiccato come fanno in Iran, ma lo avrebbero ammazzato di botte ed a colpi di pietra se lo avessero scoperto e loro ormai si erano abituati a stare in pena per il loro amico.

Parliamo di contenuti allora. Si può essere contrari all'ideologia gay senza essere islamisti o filoislamici e senza essere cripto-froci o "omofobici" che non significa assolutamente nulla, è parte della dialettica farlocca ideologica, la stessa che ha tutto l'interesse a far coincidere i termini "omosessualità" con quelli ideologici "gay". Se omo- è prefisso per dire stesso, uguale, ha senso di definizione dire omosessuale (contrario di eterosessuale), ma omo-fobico non significa un'emerita miseria: paura di che cosa? Dello stesso? Stesso cosa? Se vedo due gemelli ho la crisi di panico? Ma per favore: farlocchi e farlocchi. Propaganda ideologica, lurida operazione ideologica che intossica ed inquina le possibilità del dialogo nella sua autenticità e proposta di termini tendenziosi strumentali alla causa ideologica.

Allora sarà meglio scomodarsi e parlare, eventualmente di omosessuofobico. Ma è farlocco è pretestuoso il meccanismo automatico che si vorrebbe suggerire: allora ad un omossessuale mi sarà concesso di definirlo eterosessuofobico e siam pari, morta lì e si parla di contenuti più seriamente?

Ogni bene Albo,

Alieno

 

 

43
28 Feb 2011
alle 17:59

Alieno

Caro Albo: sono "preso" solo a contestarti le assurdità di proporre dei termini di paragone che non stanno né in cielo, né in terra, delle esagerazioni dovute ad isterie odiologiche-ideologiche per cui devo leggere che i ciellini sono assimilati ai fondamentalisti-integralisti islamici nel metodo e che dunque, non c'è alcuna differenza tra non essere assunti nella cooperativa ciellina ed una fatwa di morte per blasfemia, apostasia, adulterio od omosessualità o anche tra proposte che non sono religiose, ma ideologiche per cui resta tortura, pena di morte e deportazione in campo di internamento tipo gulag o laogai e non bastasse, dovendo legger suggerito, che se proprio differenza deve esserci, è la minaccia dei ciellini che deve esser considerata peggiore, perché più "subdola"...

E non temere che non sei il solo, ma in buona compagnia: tocca leggere di tutto, dalla Giornata della Memoria e la bieca proposta di negazionismo usate per spiegare che il termine di paragone è il governo attuale e negazionisti veri oggi, coloro che hanno votato e rivoterebbero Berlusconi nonostante il caso Ruby (!!), evidentemente nella scala di valori, suggerendo l'estrema somiglianza tra la tragedia della Shoah e le inclinazioni licenziose e libertine del premier (sarebbe come se paragonassi chi propose la liberalizzazione sessuale nel '68 ai nazisti che mettevano in pratica con solerzia lo sterminio, la soluzione finale per gli ebrei), al linguaggio ormai purtroppo normalità per cui Berlusconi è come HitlerStalinPinochetSaddam e noi siamo meno liberi e più oppressi che nel ventennio fascista dove il reato d'opinione ed infine le leggi razziali sarebbero migliori di quello che ci propone Berlusconi oggi (così suggeriscono dei drogati dall'odio-ideologico farneticante soggetti eppur non sprovvisti di potenziali capacità come Umberto Eco o Camilleri..).

Sono queste le aberrazioni che contesto e che tu traduci in "sei così preso a capire solo quello che vuoi..".

E bada bene: io non credo affatto che se i ciellini non sono grazie al cielo, in alcun modo paragonabili ai fondamentalisti-integralisti di Allah, sia merito dei ciellini. Anzi: confesso che con malizia ho più volte pensato che forse, fosse per loro, i ciellini, sarebbero anche peggiori. Ma se non è così, infatti, il merito non è certo loro, bensì dei contenuti diversi che lavorano diversamente e plasmano diversamente e disegnano orizzonti e spazi e confini anche, mettendo dei paletti che superati o rimossi, lasciano aperto disagio ed imbarazzo. Insomma, il merito non è dei ciellini, ma del Vangelo. E sono convinto che i fondamentalisti-integralisti molto probabilmente avrebbero molto, molto merito da guadagnare, se avessero come riferimento altri contenuti, altre sorgenti etiche anziché Qu'ran, Hadith, Maometto, Shari'a..

Scrivi ancora: non hai nemmeno capito che su alcuni punti diciamo la stessa cosa.

Ci mancherebbe! Mi stupirei del contrario, perché che su alcuni punti si possa dir stessa cosa, è quanto meno probabile presumerlo: anche due orologi che si muovono a diversa velocità hanno degli istanti in cui ci sarà punto comune, segnando la stessa ora. Bisognerebbe proprio impegnarsi a fondo perché io e te non si possa dire stessa cosa su qualcosa e non ci sarebbe nemmeno certezza che ci riusciremmo: al massimo possiamo far finta di nulla e non registrare i punti in comune, registrando solo quelli a divergere o conflittuali.
Quando sono "preso" a contestare l'esagerazione dei termini di paragone, non faccio altro che difendere dei punti in comune che vengono traditi, distratti, alterati e senza una buona ragione.

So benissimo che Sal non è stolto e sa bene la differenza tra ciò che fu la Shoah e ciò che è allora il negazionismo relativo e ciò che ha scritto, relazioando il tutto al negazionismo su Ruby.. so bene che non è né cinico, né incapace, che in cuor suo mai e poi mai è convinto di ciò che ha suggerito, che una coscienza ed una presenza di onestà in quella ce l'abbia invece. Ecco perché lo rimprovero: per richiamarlo a ciò che so bene già sa, ai "punti in comune". Stessa cosa nel contestarti: so bene che anche tu, non da meno, non sia disonesto in coscienza e sappia benissimo che se ho sarcasticamente rilevato che la scelta tra la dura legge dei ciellini e quella dei fondamentalisti-integralisti islamici non è talmente complessa, da pensare che sia peggiore scegliendo ciellini o uguale, mettendoli sullo stesso piano, so bene che non sei stolto da metterli sullo stesso piano con conclusioni assurde e che tu invece sappia bene che sono forzature strumentali, ma ingiuste.

Voglio dire: si può benissimo dire che la minaccia dei ciellini è infinitamente insignificante, risibile rispetto a quella dei devoti alla Shari'a e non per questo si deve dire che i ciellini non sbaglino, non siano ingiusti, non abbiano contenuti e proposte di cui guardarsi e contrariarsi.

Resta il fatto che, ciellini o non ciellini, fondamentalisti islamici o insomma, uomini che son più o meno bravi e volenterosi come alunni, studenti ed allievi, le scuole ed i maestri son diversi e diversi i contenuti e la differenza tenderà sempre ad emergere a dispetto degli stessi uomini. Gli uomini, son sempre quelli, la scuola no; ed una buona scuola, un buon maestro, offre senz'altro una buona speranza di migliorarli e promuoverli, una scuola pessima e cattivi maestri, di peggiorarli. Non è mica un fatto a noi sconosciuto: anche se il relativismo, il politically correct mi condanna (come razzista, islamofobo e bieco discriminatore) perché lo dico confrontando i contenuti del Vangelo con quelli del Qu'ran, tale principio e meccanismo che promuove possibilità diverse in relazione ai contenuti proposti ad ispirarci, è ben noto. Senza problemi infatti, ci impegnamo, che so, a promuovere contenuti come accade facendo educazione civica. Certamente non promuoviamo i contenuti del nazismo ed anzi, in quell'educazione civica ne definiamo anche meglio le ragioni per cui è giusto discriminare e non porre ogni proposta come indistinguibile e sullo stesso piano. A nessuno verrebbe in mente di dire apertamente che insegnando educazione civica e bocciando il nazismo, siamo dei razzisti, biechi oscurantisti e cinici discriminatori, perché guardando ai contenuti tutti hanno chiaro che invece, male e grave sarebbe non far discrimine e rendere indistinguili ogni proposta, come se avessero pari merito.

Pertanto, non temere che io e te si abbia dei punti in comune anche di più di quanto ci piaccia riconoscere, ma non dubitare che non ne sia consapevole, anzi, sono "preso" a richiamarli con le mie polemiche, sapendo che su alcuni punti siamo entrambi vaccinati ed il mio sarcasmo o scrivere polemicamente, è il richiamo di quel vaccino.

Scrivi: Il problema è se il cattolicesimo voglia o meno seguire la scia impositiva dell'Islam o seguire una via propositiva in una società in cui si possa essere altro (senza ostacoli).

Il "senza ostacoli" non mi convince per i motivi sopra argomentati. Dipende di cosa si parla: in certi casi tutti sappiamo bene che è giusto e ragionevole mettere paletti ed ostacolare. Tu stesso hai scritto prima che sul fatto che ci siano troppi incitamenti alla violenza ed all'odio dell'Islam possiamo avere dei punti condivisi.

Allora logicamente, dobbiamo supporre che ci sono delle situazioni, delle condizioni in cui proporci di ostacolare e quel "senza ostacoli" dovrà non essere così, "assoluto", ma "condizionato". Se l'Italia, mettiamo, prendesse una seria e concreta deriva nazifascista, reintroducendo che so, leggi razziali antisemite.. io mi propongo di creare quanto possa ostacoli sociali: tu saresti con me voglio sperare..

Precisato questo, il problema che dici, lo prendo (già preso) in seria considerazione. Ove si verificassero quelle condizioni che dici (sulla scia impositiva dell'Islam) e nell'elaborazione valutativa di quelle discriminazioni necessarie di cui ti dicevo poc'anzi (a volte è necessario ostacolare), è chiaro che non seguirei la scia.

E non credere che la questione non mi stia a cuore e non sia per me significativa: osservo con rammarico che nella cattolicità c'è la presenza assai cresciuta di un sentimento "filo-islamico" che non posso condividere per una molteplicità di ragioni di fede e non. Ma basterebbero quelli di fede per cui non trovo giustificazione e coerenza argomentativa, nel Vangelo per esempio, per proporselo.

I links che mi hai segnalato: il secondo non è più disponibile, te lo segnalo. Per il primo invece: non ho elementi sufficienti e certo non pretenderai che quel link anticlericale debba esser per me verità nella narrazione come fosse il Vangelo ma ti anticipo che ho sempre considerato l'Opus Dei un'organizzazione ambigua e che è, secondo mia opinione, a far più danno che del bene alla Chiesa. Se non eliminabile, è mia convinzione che debba subire un drastico mutamento per risparmiare ulteriori danni alla Chiesa.

Non sei disposto nemmeno a dar rispetto a me che con te discuto civilmente.

Ti sbagli: forse ho un modo che risulta antipatico, una dialettica con una vis polemica ma noterai che in definitiva, mi relaziono così con tutti, credenti e non credenti, in modo che può risultar antipatico un po' a chiunque nel blog. E però (anche così e non solo) rispetto tutti nel blog. Leggo, scrivo e replico se occorre, ascolto e parlo e non mi troverai mai soddisfatto in commenti di pura invettiva senza argomentare le mie divergenze, né la mia disposizione pregiudiziale per cui non considerare ciò che scrive anche se in posizioni più ostili e lontane dalle mie.

"Buontempone", non vorrai dirmi che sia termine che rende difficile la tollerabilità? Ma magari usassero tutti dei termini un po' insoliti, ma certo non grevi come pietre, smorzando sentimenti rabbiosi, rancorosi eccessivi: in fin dei conti, pur subendo ed avendo subito di peggio, uso termini da educanda che dovrebbero far sorridere se confrontati con la dialettica in uso, veramente pesante, bieca.

Mi concedo ovviamente anche il divertimento dell'ironia, ma onestamente, non mi pare che mi propoga con ostilità da guerra santa: mai sentito di una guerra qualsiasi, santa o meno che fosse, cominciata per via di un inaudita ed intollerabile offesa di  "buontempone".. :-)))

Se ti definisco tale quando tu mi dici che io sarei divorato dall'odio, non è certo per proporti il mio disprezzo odioso, anzi... leggilo pure come affettuoso invece. A meno che tu nella vita abbia avuto gran fortuna, bontà tua, di non aver mai incontrato ostilità e uomini che ti han fatto conoscere disprezzo, odio, rancore,  mancanza di rispetto più seria, magari divorati dall'odio come dici, non faticherai a riconoscere la differenza in me. Può darsi che comunque io sbagli, avendo avuto nel mio vissuto tutt'altro percorso, mancanza di rispetto durissima, discriminazione, offese gravissime, rancore ed odio anche allo stato puro (quello che si propone l'eliminazione fisica come soluzione finale senza alcuna possibilità della ragione, un inferno) e la mia percezione sia alterata e non comprenda che a te, con tutt'altro percorso, sia difficile distinguere e tu mi legga "divorato dall'odio" o davvero a mancarti di rispetto. Bontà tua se è così, ma mi viene da dirtelo di cuore: si vede che di odio non ne hai conosciuto davvero, allora non buontempone, ma fortunato individuo! Ma ne hai mai visto davvero di odio, di divorati dall'odio?" :-)).

Ritorno più tardi sul seguito del tuo commento, il lavoro mi richiama. Non sensa ribadire il messaggio: non ti ignoro, né ti destituisco di dignità. E non accorderei a nessuno il progetto di eliminarti perché hai opinione diversa dalla mia, ma figurati, o perché non sei cattolico, o perché sei islamico o leggi l'oroscopo, ma che c'entra.. se c'è qualcuno qui nel blog che si è proposto coerentemente sempre di dialogare con tutti, una solidità di coerenza continuativa nel tempo che è ben visibile se si vuole, andando a verificare nello storico del blog, io credo di essere tra questi.

E' ovvio che però, in quel dialogo, pur nel riconoscer dignità ad ogni interlocutore, c'è anche la mia critica che non riconosce l'indistinguibilità, il relativismo relativamente ai contenuti e le opinioni. E' ovvio che io abbia idea che dove le mie opinioni confliggono con altre e scelga di tenerle, è in ragione di una mia convinzione che c'è buona ragione, altrimenti, perché quella scelta? Se ritenessi che la tua diversa opinione è migliore della mia, cambierei la mia ed abbraccerei la tua, non è che ti faccio opposizione dura e pura tanto per farne. Insomma: dialogo e valori di riferimento come rispetto e dignità, non comportano l'automatismo della rinuncia alle proprie opinioni, identità e perciò rivendico il diritto di opinione e di critica, tra l'altro anche grazie a queste un dialogo ha senso di proporsi.

A più tardi ed ogni bene, Albo.

Alieno

 

 

42
28 Feb 2011
alle 10:46

albo

Alieno,vedo che che sei così preso a capire solo quello che vuoi che non hai nemmeno capito che su alcuni punti diciamo la stessa cosa. Io non sono per la "tolleranza zero", bensì per l'"intolleranza zero". Provo a rispiegarmi. Per me bisogna essere intolleranti con gli intolleranti e non per la logica dell'"occhio per occhio", bensì per porre un margine alla società civile in cui tutti devono rispettare le regole. Sull'Islam possiamo essere d'accordo, non le rispetta e nel Corano vi sono troppi incitamenti all'annientamento dell'Altro (che sia chi ha una diversa religione, che sia una persona gay (o omosessuale, che dir si voglia), ecc.). Il problema è se il cattolicesimo voglia o meno seguire la scia impositiva dell'Islam o seguire una via propositiva in una società in cui si possa essere altro (senza ostacoli). In altre parole se lasciarsi tentare dal potere, unirsi a questo in cambio di egemonie economica e sociale (facendo patti anche col diavolo pur di avere sovvenzioni e leggi filocattoliche) o proporsi in una società libera in cui ognuno possa veramente scegliere.

I link che ti ho fornito possono non piacerti, trovarti contrariato, ma quando qualcuno (anche un tuo "nemico") dice cose vere,che rispondono alla vertà (anche se sgradevoli) bisogna avere il coraggio e l'onestà di dire che sta affermando cose che rispondono al vero. Altrimenti ti comporti come quegli islamisti che critichi tanto. Non sei disposto nemmeno a dar rispetto a me che con te discuto civilmente. E la tua prima reazione è trattarmi come un buontempone, per svalutare subito le idee dell'Altro quando non coincidono con le tue. è così che si cresce? Arroccandosi sulle proprie posizioni...?!? Sappi che quando ti comporti così non sei molto diverso da chi critichi con tanto ardore. Le guerre (anche quelle sante) iniziano quando si è convinti che non valga la pena discutere con l'altro, togliendo la dignità all'Altro. Se l'Altro non ha dignità lo si può ignorare, o sopportare, diffamare, umiliare e, perchè no?, anche eliminare.

In una società a intolleranza zero c'è spazio per tutti (quelli che ne rispettino le regole) e dove i cristiani non lo sono per tradizione familiare o per opportunismo lavorativo e/o sociale, dove ad esempio uno non divorzia perchè non può farlo per legge, bensì laddove essendoci una legge che glielo consente non vuole farlo per chè crede inel valore di ciò che ha fatto (matrimonio).

Il terrorismo va sempre condannato (compreso quello cattolico in Irlanda del Nord) e non mi sembra che rientri nella società a intolleranza zero che ti ho descritto. 

Per chiudere ti dico che che matrimonio civile gay o matrimonio civile tra persone dello stesso sesso o matrimonio tra persone omosessuali per me sono la stessa cosa e per loro sono una soluzione dignitosa a problemi reali e quotidiani.

Buona vita.

 

41
26 Feb 2011
alle 01:57

Alieno

Se ti piace il filone dei "divorati dall'odio", Albo, forse dovresti toglierti il paraocchi: c'è il rischio che tu lo ricononsca dove sta davvero di casa.

TERRORISMO: 6 ARRESTI, NEL MIRINO IL PAPA

BRESCIA: si tratta di 6 cittadini marocchini, farneticavano di "punire" Benedetto XVI

25 Febbraio, 15:38 (ansa)

MILANO  - La Polizia di Stato di Brescia ha arrestato 6 cittadini marocchini appartenenti al movimento fondamentalista islamico Adl Wal Ihsane (Giustizia e Carità). Cinque di loro sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre per il sesto è stata applicata la custodia cautelare in carcere. Gli stranieri, tutti residenti nel Bresciano, sono accusati di aver costituito un gruppo che aveva tra i propri obiettivi l'incitamento alla discriminazione e all'odio razziale e religioso, alla violenza e al jihad nei confronti dei cristiani e degli ebrei. Le indagini, avviate più di un anno fa hanno documentato come i soggetti arrestati avessero creato, in seno al movimento islamista marocchino Giustizia e Carità, una struttura caratterizzata da estrema segretezza nel cui ambito, tra l'altro, i figli degli affiliati venivano educati all'odio verso la cultura e i costumi occidentali nonché delle religioni diverse da quella islamica, facendo a tal fine ricorso anche alla violenza psicologica e fisica.

FARNETICAVANO DI 'PUNIRE IL PAPA' - Secondo quanto si e' appreso nel mirino immaginario del gruppo di estremisti islamici individuato dalla Polizia c'era anche la figura del Papa, 'colpevole' della conversione del giornalista Magdi Allam. Secondo gli inquirenti, infatti, l'esaltazione degli indagati é testimoniata da alcuni documenti, per loro segretissimi, in cui, oltre a teorizzare il divieto di integrazione nella società ospitante, si farneticava di "punire il Papa" per aver favorito la conversione al cristianesimo del giornalista ed europarlamentare Magdi Cristiano Allam. I riferimenti al Papa e al giornalista, in particolare, erano contenuti in un taccuino (in cui erano annotati gli argomenti trattati in riunioni riservate agli esponenti di rilievo del gruppo) rinvenuto dagli investigatori all'interno della fodera di un giaccone dove uno degli arrestati lo aveva occultato.

.....fine articolo......

Dai, facciamo la prova un attimo, vediamo se funziona... togli il paraocchi... piano, piano oh! Vacci delicato, senza fretta, occhio.. è tanto che ce l'hai, ormai sarà incollato... fatto? :-))

Ora facciamo la prova, vedi se riesci a leggere qua, dimmi se ci vedi e cosa vedi: qual'è la prima lettera alla terza riga? La terza lettera che vedi nella settima riga? ;-) Dai prova, non ti agitare, non ci insegue nessuno ed io ho pazienza da vendere, non temere. ^_^

Rimpiangerai senz'altro la bontà della Chiesa e della cristianità e perfino il Papa ti mancherà tanto forse, quando saremo dhimmitudine e schiavi dell'Islam con il tempo scandito dalla voce dei muezzin e le prediche del Qu'ran invece di quelle del Vangelo,

ma forse sarà rimasto il segno di un paraocchi indossato a lungo e anche se rimpiangerai e capirai, non avrai più la forza ed il coraggio di dirlo ad alta voce, né di scriverlo.. :-))

Non temere: altri lo faranno al tuo posto ed altri da tempo fanno oggi quel che ci è concesso ancora fare liberamente (ma già con la condanna a morte costretti all'anonimato o alla scorta e senza garanzia così rassicurante sol per questo). Saranno cristiani senz'altro tra loro e non solo cristiani, ma chi come loro ama gli uomini e la libertà. La Croce come sempre, sarà al fianco degli uomini di buona volontà a dare speranza e conforto alla fede ed alla ragione.

Ogni bene caro Albo, ogni bene ti sia detto con serenità fintanto che non governi Shar'ia e la logica della vendetta che porta con sé.

Alieno

40
25 Feb 2011
alle 18:08

Alieno

Albo: io divorato dall'odio? AHAHAHA. :-)))

Certo che ci vuole una gran bella faccia... :-o

Sei proprio un simpatico buontempone Albo. ^_^

Sul resto non so nemmen se valga rispondere: tutto sommato il tuo commento palesa a sufficienza quel che per me è interessante emerga...

Per quanto riguarda invece la tua nota in chiusa, faccio obiezione:

Omosessuale NON richiama nel significato ad un'ideologia.

Gay invece eccome, siamo in piena ideologia.

Nonostante la propaganda farlocca corrente, i due termini non coincidono in modo adesivo caro il mio Albo.

Ciao ed ogni bene,

Alieno

39
25 Feb 2011
alle 13:24

albo

Caro Alieno, mi duole vederti così divorato dall'odio da non voler vedere e dal giustificare a tutti i costi l'ingiustificabile. Le tue parole mettono in forse anche i dati oggettivi (Hitler si dichiarava cattolico, era battezzato e non è mai stato scomunicato, ad esempio. Oppure che il potere nella chiesa è spesso usato non a favore del povero o del bisognoso, ma per gestire clientele e procurarsi sudditi obbedienti, leggi questo orribile caso che va al di là dell'opinabilità http://www.cronachelaiche.it/2011/02/clientelismo-confessionale-il-caso-ama-di-roma/ o coercizioni odiose come tutte le coercizioni vedi http://www.radicali.it/comunicati/20110221/poretti-minori-condannati-ad-andare-messa-se-giudice-si-crede-savonarola.) Il non trovar lavoro (come per gli ebrei sotto il nazismo) non è condannare l'altro a morire di fame? Non dargli la possibilità di obiettare non è togliergli dignità e condannarlo a una doppia vita se vuole sopravvivere? In certe missioni in Africa (lo so per certo) se non vai a messa e non ti vesti all’occidentale non ti danno da mangiare se non segui catechismo non ricevi quanto serve (quaderno e penna) per frequentare la scuola. Mio fratello ha avuto un prestigioso posto grazie alla raccomandazione di un vescovo che, tra l’altro non lo conosceva personalmente. Io lavoro in un posto più modesto senza raccomandazioni (e senza prestigio) e ne sono orgoglioso. Conosco personalmente gente di destra lavorare nelle coop rosse della Toscana, mentre non ho riscontro di lavoratori comunisti in quelle bianche della Lombardia. Ti ricordo, inoltre, che di orrori cristiani e cattolici ne è piena la storia e che solo i papi coraggiosi (anche se con ritardo di secoli) li riconoscono come tali. Non è il fatto che il mantello della Chiesa sia macchiato di sangue che può far propendere o meno verso un’adesione al suo messaggio. Gli atei che conosco mi dicono che l'ateismo non è una religione, ma una percezione della vita nella sua (unica per loro) materialità e che possono avere opinioni molto diverse tra loro (ci sono atei liberali, socialisti, comunisti, anarchici, ecc. di destra, centro o sinistra) perché l’ateismo è un multiversum e non un universum e ciò lo differenzia dalle religioni. Ma quello che mi duole di più è vedere come non accetti che l’Altro abbia un’opinione diversa dalla tua e che nel tentare di contraddirlo qualsiasi argomentazione sia ritenuta valida. Sappi che le tue argomentazioni non sono valide di certo a creare un dialogo. Prima viene il rispetto per le parole dell’Altro, di cui si deve presumere la buona fede e la buona volontà (salvo prove accertate in merito). È questa la differenza tra sopportazione che ha un limite quantitativo e la tolleranza che ha un limite qualitativo. Quest’ultima ha un limite nella buona fede e nella reciprocità altrimenti salta tutto (vedi dialogo con l’islam). Per te il crocifisso, calando il discorso precedente nel concreto, è un simbolo positivo e non concepisci neanche che altri non lo percepiscano come te (per molti atei è un simbolo di oppressione e di prevaricazione). Tra l’altro secondo me è più offensivo che sia appeso tra l’indifferenza dei molti credenti che gli passano accanto che sia rimosso. Chi lo ricercherebbe lo farebbe spinto da un bisogno interiore. La laicità non è relativismo come tu temi, ma è rispetto per le opinioni e per la dignità dell’altro. Un ultima cosa i gay non hanno ideologia, l’ideologia gay non esiste. Esistono esigenze umane e terrene a cui bisogna umanamente dar risposte. Ognuno poi le declinerà nel suo credo.Vorrà dire che le coppie gay e lesbiche cattoliche non si sposeranno anche se lo stao, com’è auspicabile permetterà loro di farlo. Salute a tutti

38
23 Feb 2011
alle 20:32

Charles Darwin

37

Concordo ...

Ma non basta, non ci è sufficiente cristianamente limitarsi a questa osservazione, direi perfin ovvia.

Fa piacere leggerlo Alieno. Diciamo che di solito non limitarsi a questa osservazione nei tuoi scritti sembra condita di così tanta ansia di completezza e di assoluto da far sembrare quello che scrivi ora tutt'altro che ovvio, quasi una bestemmia. 10 pagine word purtroppo non somigliano molto all'assoluto e rischiano di farti proprio perdere. Non é che ad ogni pié sospinto sia necessario ficcarsi l'elmetto in testa e partire all'attacco dei mulini a vento. Fa proprio piacere l'ovvio, sai ? Miracoli della sintesi !

 

 

 

 

 

37
23 Feb 2011
alle 20:07

Alieno

Charles Darwin, al 36: condivido quanto tu osservi quasi in tutto.

Concordo certamanente ove scrivi che "non vedo perchè dovrei attribuire alla Chiesa Cattolica tutto il bene che conosco ed identificare in una religione diversa dalla mia tutto il male possibile."

Mai scritto e confortato diversamente a riguardo, infatti. Senza per questo però dimenticare che il mio faro ad aiutarmi nella navigazione tra "bene" e "male" resta sempre e comunque quella cattolico-cristiana, non è che vado a casaccio, tantomeno prendo lucciole per lanterne come potrebbe accadere se intendessi l'Islam come faro adeguato per illuminare il mio viaggio.

Se d'altra parte utilizzare il faro Islam o il faro cristiano e cattolico fosse indifferente, beh, non avrei alcuna ragione di dirmi cristiano o cattolico. E nemmeno islamico. Oppure potrei semplicemente tirar la monetina, tanto che differenza vuoi che faccia? Insomma, sarebbe una semplificazione inadeguata (perché i contenuti non possono essere distratti e/o sottovalutati) un po' alla Carretto, un suggerire un relativismo in cui le verità sono tutte poste sullo stesso piano ed indistinguibili in un indifferentismo che si propone di valorizzarle tutte, ma illusoriamente: in realtà le indebolisce e riduce tutte proprio nel porle sullo stesso piano, rendendo la loro indistinzione in cui perdiamo anche lo stimolo e la tensione verso i contenuti e l'autenticità: quando abbiam detto che sono tutte pari, non occorre più proporselo. E Gesù stesso viene destituito e superato, ci appare come un cialtrone con la pretesa di aver esclusiva Verità di cui far proposta ed avvertire gli uomini, raccomandandogli pure di diffonderla quanto più si possa e perfino avvertendoci che la Verità divide come una spada.

Se così credessi e pensassi, non avrei ragione coerente di dirmi cristiano e cattolico, sarebbe un aspetto irrilevante, un vezzo e non molto di più. Cioé non avrei fede, non avrei ovvero fiducia che la Verità del Vangelo e di Gesù sia il faro a cui riferirsi nel cammino, quello giusto, adeguato per gli uomini e senz'altro migliore e motivo per questo di diffonderne il verbo.

Diffusione e divulgazione (missione evangelica) che nella proposta di relativismo perde di significato riconoscibile ed anzi, si proporrebbe in contraddizione di contenuti (perché farne proposta, significherebbe che non è proposta tra pari, eguale ad ogni altra).

E difatti, il relativismo non aiuta certo la fede cristiana. E tradisce anzi, la sua missione tra gli uomini che così, perdono il faro della fede.

Dunque, il manicheismo non c'entra nulla in questo caso: l'idea di suggerire le uniche due opzioni possibili (relativismo Vs manicheismo) è un'altra delle tante illusioni farlocche proposte contro la fede (come Ragione Vs Fede, Scienza Vs Religione ecc.).

Nessuno con uso di retta ragione e retta fede coniugandole, beh, non io, propone che nell'Islam non ci sia nulla di buono. Ma non basta, non ci è sufficiente cristianamente limitarsi a questa osservazione, direi perfin ovvia. Ciò probabilmente vale per qualsiasi proposta di verità agli uomini. E però dobbiamo discernere (guardando i contenuti, certo non tanto per scegliere colore di squadra e far tifoseria) su quale sia quella autentica di proposta, quella degna della nostra fiducia, cioé quella degna di fede e promuoverla.

Ciò non implica l'automatismo per cui la fede sarà sol per questo: la fede è e resta un atto di amore spontaneo e dunque la sua natura di amore, non ci permette di illuderci: non si può imporre l'amore, macché.

Però possiamo favorire l'incontro con l'amore oppure rendergli la vita più difficile, possiamo promuovere la fede oppure renderla ancora più difficile. La missione che Gesù assegna a chi lo ama e si fida di Lui (ha fede in Lui), infatti non è certo di imporre ciò che non si può imporre per natura, ma di favorirlo quanto più si possa, per noi e per gli altri, per il bene degli uomini, noi e gli altri.

Il relativismo corrompe, distrugge e tradisce la missione e la fede stessa, l'amore in Cristo, la fiducia in Lui.

Alieno

 

 

36
23 Feb 2011
alle 18:03

Charles Darwin

Ciao Albo e Alieno. Io credo che Alieno abbia assolutamente ragione nel rivendicare l'enorme liberalità nell'azione sociale dei cristiani rispetto agli islamici ma credo che Albo abbia assolutamente ragione nell'osservare che questo particolare aspetto si é imposto nella nostra società grazie (e sottolineo grazie; non solo in segiuito a ...) la fiera opposizione sociale dei razionalisti anti-vaticani ed atei. Il punto é a mio avviso che al di là della mia personale adesione di fede e delle macroscopiche differenze storiche e culturali non vedo perchè dovrei attribuire alla Chiesa Cattolica tutto il bene che conosco ed identificare in una religione diversa dalla mia tutto il male possibile. Preferisco pensare il bene come frutto della Divina Provvidenza, capace di liberare Israele da Babilonia non (solo) per la fede di Israele ma attraverso l'azione politica umana e libera dell'imperatore pagano Ciro. In passato ho tentato di inutilmente di manifestare ad Alieno la mia umana ammirazione per alcuni aspetti civili e culturali della cività e storia islamica ... Onestamente non si riesce a capire bene questa cieca ostinazione manichea di Alieno, ed é un peccato che non voglia rendersi conto di quanto questo tipo di ragionamento diventi controproducente, ma tant'é ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

35
22 Feb 2011
alle 19:19

Alieno

scusate il raptus di "dipietrese".. :-))

34
22 Feb 2011
alle 19:19

Alieno

can per l'aria...ehehe

 

33
22 Feb 2011
alle 18:18

Alieno

Caro Albo, no, sbagli.

Sbagli fuorviando dal contenuto di ciò che ho scritto ed allora tu mi dici che

Tu dici "non rischia una fatwa di morte, né un gulag o un laogai", solo perchè gli strumenti di coercizione si sono fatti più sottili e subdoli. Prova a cercare un lavoro dignitoso presso le cooperative cielline che hanno in mano gli appalti pubblici in Lombardia e dichiararti ateo e poi vedi.

Stiamo ai contenuti e lasciamo la demagogia e l'ideologia fuori dai piedi: gli strumenti di coercizione si saranno fatti più subdoli, ma se io scrivo "non rischia una fatwa di morte, né un gulag o un laogai" è questo che intendo dire, porto un fatto, un contenuto e fino a prova contraria (magari tuo argomento) così è, inutile menar il can per l'aria cercando di alzare della polvere per far sparire il contenuto scomodo e suggerire scenari che non esistono nella confusione:

ti risulta che i ciellini facciano fatwe di morte? Ci sono gulag o laogai gestiti dai ciellini? Chi non è ciellino, finisce impiccato, decapitato, lapidato, va in carcere o che?

Basta con questa ideologizzazione continua che intossica ogni dibattito: la sola idea di suggerire, come tu fai, che i ciellini son addirittura peggio, perché più subdoli, dunque più pericolosi, inquietanti di proposte di morte e persecuzione è scollata dai contenuti della realtà ed assolve soltanto le priorità d'una propaganda anticattolica, senza coerenza (né senso della misura, proporzione) della lettura della realtà, producendo immagini drogate dall'odiologia a tutti i costi.

Sono imbecillità ed isterie collettive che non si sopportano queste pratiche associative, insinuanti e calunniose nell'intento: qualsiasi persona, normalissima persona, messa davanti al durissimo dilemma:

"Preferisci non essere assunto dalla coperativa ciellina o la condanna a morte, carcere e persecuzione che è meglio se te ne vai tu e tutta la tua famiglia in un'altra zona del mondo se vuoi vivere?"

Beh, Albo, non credo di peccare di presunzione se penso che qualsiasi persona normale e non fuori di testa, non abbia alcun dubbio e non dirà mai:

"Noo, ma che scherzi? Non essere assunto dalle cooperative cielline è troppo crudele, troppo subdolo, meglio morte, carcere e persecuzione, meglio fatwe di morte, meglio finire con tutta la famiglia appresso in gulag e laogai, ma l'orrore dei ciellini no, troppo disumano come si fa.."

E tra parentesi: tu non hai idea di quanto il crudele metodo ciellino, sia in realtà tutt'altro che ciellino e realtà estesa trasversalmente. Non hai idea di quante difficoltà ho avuto per trovare collocamento anche provvisorio nel comune dove abito perché non provvisto di tessera di partito di sinistra e con l'aggravante che i miei genitori mai hanno avuto tessera partitica, mentre alcuni miei cari amici, di chiara appartenenza e dimostrata da solida appartenenza genaologica, magari fin dal nonno, hanno visto cose formidabili: non hanno nemmeno dovuto chiedere assunzione, è proprio l'amministrazione che è andata a cercarli dandogli notizia che da lì a poco avrebbero collocato e raccomandando di non spargere la voce per tener basso il numero delle domande. Amministrazione comunale, provinciale e regionale di sinistra, cioé pubblica, mica cooperative private!

E non parliamo delle Coop rosse: ci provai tanto tempo fa a far domanda, ma nemmeno la decenza d'una risposta, che so, "ci spiace ma no, niente da fare!".

Idem per Poste Italiane (quando non erano semi-privatizzate).

Ho poi dovuto prendere altre strade non avendo fortune e titoli familiari a certificare nobile appartenenza familiare al casato de sinistra.

Quando poi c'è stato l'epocale ribaltone sgretolando la cortina di ferro rossa di quel che fu il controllo egemonico del triangolo comunista (toscana, emilia-romagna, liguria), qualcosa è cambiato. Io ormai ho preso altre strade, ma per conoscenza diretta, ho visto amministrazione di cdx assumere un ragazzo in difficoltà che al colloquio, sfacciatamente ha cercato di crearsi altre difficoltà, dicendo che lui è de sinistrasinistra, povero bischero (non perché di sinistra, ma perché se davvero hai bisogno di lavorare  e sei disperato e tua madre ancora di più perché sul suo groppone ed a sue spese, che diamine, tienitelo per te e poi vota che ti pare no? Qual'é il problema?) e però l'hanno preso eccome e curiosamente, non l'aiutò l'amministrazione de sinistra perché pur di sinistra, c'era la fila da collocare prima di lui da quella parte ed i posti son quelli che sono.

Ciò nonostante ho avuto occasione di vedere la probabile agevolazione di chi è schierato con il cdx, improvvisamente vedendo queste facce impiegate e collocate: va bene che prima non gli era possibile, però mi sembra curioso che al giro dell'urna, te li ritrovi negli uffici pubblici, ci fai caso.

Per motivi professionali ho avuto modo di relazionarmi all'amministrazione pubblica e di scoprire che non ho agevolazioni comunque, perché il problema è sempre lo stesso: non ho tessere di partito, mai avute, né i miei genitori, niente titoli di nobili appartenenze, né a sx, né a dx, né di cx macché. Sono stato invitato da giovanissimo all'impegno politico, per capacità dialettica ed altre cosette a sinistra, con nemmen tanto ventilate promesse di vantaggi concreti. Più tardi e maturo anche in area di cdx, con promesse meno esplicite, diciamo aleatorie possibilità in più.

Affanc... tutti, sarò più bischero di quel mio amico che dicevo, se non altro a lui è andata bene e son contento per lui, ma vuoi mettere la soddisfazione di non sentirsi in debito di favori e di poterne fare liberamente e serenamente invece per quel poco che posso?

Dunque non venire da me pensando di aprirmi un mondo che ho già conosciuto e vissuto, sfonderesti una porta già aperta e sfondata da un pezzo ed invece di applicarti contro i ciellini - che detto tra noi, non mi ispirano né fiducia né simpatia, spiace dirlo, ma voglio essere franco su questo punto: è più facile che mi stiano spontaneamente sulle balle quei farlocchi - leggiti qualcosa sulle Cooperative Rosse ed il sistema mafioso che hanno edificato in Italia (e specialmente in particolari aree come quella in cui vivo, in Toscana, figurati, un caposaldo ideologico-storico delle sinistre eh). Fai un piccolo investimento e leggiti un libro come "Falce e carrello" e poi, se vuoi,

parliamo ancora dei ciellini crudeli ed assassini come i comunisti ed i fanatici della mezzaluna però al contrario loro, ben più subdoli..

Come si fa a portare avanti un dialogo costruttivo, se il terreno di quel dialogo, è minato da dogmi odiologici-ideologici di tale portata? Come si può discutere della realtà, se c'è chi la percepisce più o meno come un drogato, adulterata completamente, fino a perdere un decente senso della misura?

E' possibile davvero confrontarsi con chi senza tema del ridicolo e della decenza, paragona l'Italia sol perché i cittadini han eletto Berlusconi, ad un regime peggiore addirittura del fascismo, come tanti intellettualoidi farneticano continuamente? E' possibile paragonare Berlusconi a Hitler, Stalin e Pinochet e Mubarak messi assieme? E' possibile che la Shoah ed il negazionismo di quel progetto disumano di soluzione finale e di sterminio, di orrore infinito, sia strumentale per mostrare che è quello che accade oggi con la Lega e Berlusconi? E' possibile condannare chi osa sol suggerire che l'aborto sia un crimine, che la progettualità di eutanasia sia una cultura della morte inquietante, chi non crede che l'ideologia gay sia una proposta adeguata per gli uomini e la società e poi reclutarsi nel neo-puritanesimo moralista che si dice schifato e si vergogna della licenziosità e delle abitudini patologicamente libertine? O che definisce le suore misericordine che accudivano Eluana come "torturatrici"? O il Papa come un bieco e cinico nel cuore, un fanatico, un gran pezzo di m.. che ci vuole tutti infelici?

Ma dov'é il senso della decenza? Dove è l'onestà intellettuale? Dove un minimo senso della misura quando si propongono queste isterie collettive ad uso e consumo di massa quanto più si possa?

Come si può essere così farlocchi nel suggerire che la priorità urgente è la minaccia del vaticano e poi tifare per l'Islam che se permetti, ha e porta tutt'altri contenuti di riferimento che a me piacerebbe discutere con franchezza, senza birignao e politically correct, on onestà e schiettezza di dialogo.. come si fa anche a pretendere ai mali estremi, di equiparare tutte le religioni ed in massa, con massimalismo appunto, suggerire che sono tutte le religioni il problema e la fonte dei guai dell'umanità? Ed i contenuti non li guardiamo nemmeno un attimo prima?

Come si fa a dialogare in queste condizioni? La mia volontà e pazienza c'è come la mia disponibilità, il desiderio, ma è messa a dura prova da questa insensatezza, da questo fanatismo che impedisce perfino di trovare comuni denominatori nel linguaggio della ragione, è un dialogo con sordi volontari che pur di non sentire altro che quel che vogliono sentire, si tappano le orecchie con le dita: LALALALALALLATANTONONTISENTOPARLAPURELLALALALALA"

Non ne posso più, comincio ad essere stanco e per di più, peggio ancora, ANNOIATO.

Guardiamo la realtà, guardiamo i contenuti. Il Crocifisso è il simbolo di libertà, di carità, di compassione e di non violenza. E' la figura di chi anche sottoposto al cinismo, alla violenza, all'ingiustizia è capace di dire "Padre perdona loro" e non di rivolgersi ai suoi seguaci dicendogli prima che morte sopraggiunga: "VENDICATEMI! SCATENATE L'INFERNO!".

L'ateo oppresso oggi, fa solo ridere. Ai tempi delle crociate, l'ateismo non è nemmeno di significativa rilevanza: sono tutti credenti. Sono ebrei, islamici, cristiani e pagani e tra questi di infinite parrocchie e declinazioni. Per te le "crociate" sono strumentali all'ideologia farlocca che pretende e suggerisce che la fede cattolica è oppressiva e violenta.

Io non sono superstizioso: non mi sono sentito mai oppresso e violentato da chi mi ha letto il destino nella mano (rom), né violentato da chi mi ha voluto leggere o fare l'oroscopo: non sono superstizioso, per me son balle e morta lì. C'è una coerenza, intendi? Non sono superstizioso, non ci credo, dunque sono immune da prevaricazione.

Problemi invece ci sono tra credenti di varia fede, ma l'ateo potrebbe farsene una risata ed invece no.

L'ateo invece ha problemi di coerenza. Deve togliere crocifissi. Deve fare lo sbattezzo. Deve suggerire, un po' con il "metodo Berlusconi" la realtà che non esiste, quella per cui Berlusconi è Pinochet-Hitler-Stalin.

Anche il Papa subisce la stessa tecnica e così la fede relativa: la produzione isterica di un suggerire di propaganda continua d'una realtà che non esiste.

E non quadra nelle coerenze. Non se non introduciamo un'osservazione che si evita di prendere in considerazione presso gli atei (perché genera altre incoerenze a far crollare impalcature): l'ateismo è una fede. E' una religione.

Ecco perché assistiamo a quelle incoerenze: sono apparenti incoerenze, in realtà sono coerenze se osserviamo quegli atei laicisti e non laici, ossessionati dall'odiologia anticattolica, come un vivere la propria fede atea in modo estremista, fondamentalista, integralista e dunque ecco perché il crocifisso diventa un problema, ecco perché lo sbattezzo, ecco perché il martellamento mediatico continuo a suonar propaganda permanente e militante: sono dei fanatici della fede ateista, certo non atei "moderati": fanatici. 

Parli ancora dei gay e dici che non chiedono il matrimonio religioso. Non è proprio esatto: c'è anche il gay religioso che chiede il riconoscimento religioso invece. Riconosciuto per esempio, presso la fede protestante.

Per quanto riguarda il piano laico, comunque, ragioniamo in modo laico: tu parli di istanze gay per risolvere problemi pratici, chi non condivide l'ideologia gay, intravede la concessione come causa o ampliamento di ulteriori problemi pratici.

Sono due istanze che hanno le loro motivazioni, civili e laiche, non solo religiose.

A riprova di ciò, ti ricordo che abbiamo già potuto trovar argomento ove la dimensione religiosa è stata disattesa, tradita o calpestata impietosamente, cioé nei regimi ideologici come il nazismo (il gay nel campo di concentramento) ed il comunismo (laogai e gulag), perchè al di là della questione prettamente religiosa,

evidentemente è individuabile una ragion laica per cui l'ideologia gay non è una progettualità sociale ed organizzativa da promuovere ed istituzionalizzare.

Io la penso così e però debbo tener conto della mia base etica religiosa, quella cristiana e per cui, contrariamente a nazisti e comunisti o devoti all'Islam, i gay non devono essere perseguitati, uccisi o incarcerati non distinguendo più i piani (reato-peccato da reo-peccatore) come la mia base etica cristiana mi richiede invece di fare responsabilmente.

Demagogia e demagogia e pazienza per i contenuti: Hitler non promuoveva certo le raccomandazioni del Papa o i desideri del Vaticano. In compenso l'Islam stravedeva per il nazismo (soprattutto per l'ordine nuovo che pianificava la soluzione finale per gli ebrei, soddisfacendo i contenuti coranici). L'Islam corteggiò formidabilmente il nazismo e furono create anche delle milizie islamo-naziste. Senza contare i palestinesi.. basta che tu ti lega qualcosa sullo zio di Arafat, al tempo carica massima religiosa-politica in Palestina, il Gran Muftì di Gerusalemme era euforico per il progetto nazista.

E d'altra parte tanto il "mein khampft" che il "negazionismo" sono sempre di gran moda nell'area islamica: ci sono coerenze di contenuti inossidabili perché ciò avvenga con continuità.

Magari, magari Hitler fosse stato devoto ed obbediente alla Chiesa, lasciando che il Papa ed il Vaticano ingerissero davvero ed invece non andò esattamente così, anche se pure questa storia è parte del trito e ritrito armamentario ideologico sinistro ed odiologico contro la Chiesa a suggerir che il Papa fu complice del nazismo.

Che par di palle! Che NOIA! Le crociate, il colonialismo ed anche questa naturalmente: ma si può continuare così?

Hitler era cattolico dici. Fino in fondo (suicidio cattolico) e promotore e grande sponsor dell'eutanasia e dell'aborto selettivo (aborto ed eutanasia cattolico dici).

Mah, perché non mi convinci? Mistero.

Comunque, per la cronaca, tanto per rilevare la pochezza argomentativa e cercare il sollievo almen dell'ironia.

Hitler era anche un salutista (non fumava lui) ed un ecologista convinto, amava la natura, gli animali, un precursore dell'ideologia ambientalista corrente? Un precursore della cultura della morte a suon di eutanasia ed aborti selettivi?

E però per te il guaio di Hitler è che fosse cattolico.

La scomunica infine, è un discorso molto articolato per risolverlo in breve. Ci sono delle ragioni se il comunismo fu oggetto di scomunica ma come vedi, è scomunica ormai decaduta da tempo nella sostanza. Anche Vendola si dichiara cattolico, figurati.

Ma non ho problemi a dirti che al di là di quelle ragioni e di una discussione sulla scomunica che può farsi complesso, per me era molto più semplice evitarsi ambigue strumentalizzazioni scomunicando Hitler. Che comunque si è auto-scomunicato in mille occasioni ed ivi compresa la lucida scelta del suicidio finale, ma anche con il farsi promotore di aborti selettivi, eugenetica e sterminio-genocidio: di fatto, in sostanza, palesemente si è spontaneamente posto fuori dalla comunione con la Chiesa. E del resto i nazisti non hanno avuto problemi a mettere sotto ricatto Papa e Vaticano e violando la territorialità della santa sede in ogni chiesa e parrocchia in onor del loro delirio, senza tante storie, armi in pugno.

Anche l'associazione che suggerisci tra cattolicesimo-Vaticano e nazisti-Hitler è cosa trita e ritrita, ma soprattutto un malevolo intento ed un meccanismo che, per usar tuo termine,

è veramente SUBDOLO!

Ma a disposizione per parlarne quanto vuoi, stanco ed annoiato, ma farò quel che posso come posso: il cristiano non si tira mai indietro e non ha problemi per confondersi tra i peccatori ed anzi, è proprio lì che deve impegnarsi di più, peccatore tra peccatori, per fare luce, luce di fede ed anche di ragione insieme.

Ciao ed ogni bene,

Alieno

32
22 Feb 2011
alle 15:35

albo

caro alieno, se come tu dici "non impone nella società delle discriminanti impietose, durissime come in ogni realtà ove la Shari'a si applica (e dove dunque, il blasfemo rischia carcere, la flagellazione, l'impiccagione ecc.)" è perchè qualcuno (un nome a caso, Giordano Bruno) e altri hanno lottato per secoli a rischio della vita per ottenere il diritto ad esistere, non è stato loro concesso facilmente e banalmente come oggi si tende a far credere. Tu dici "non rischia una fatwa di morte, né un gulag o un laogai", solo perchè gli strumenti di coercizione si sono fatti più sottili e subdoli. Prova a cercare un lavoro dignitoso presso le cooperative cielline che hanno in mano gli appalti pubblici in Lombardia e dichiararti ateo e poi vedi.

Tu dici "Il crocifisso è un simbolo di libertà". Prova a chiederlo a chi ha subito e non voluto l'indottrinamento cattolico.Così come non lo era pergli islamici durante le crociate e per molti altri in altre occasioni. è questo non voler capire e accettare che esistono altri punti di vista che non comprendo. Che per un ateo il crocifisso possa essere un simbolo di oppressione è da accettare. Puoi non condividerlo perchè per tte non è così. Ma perchè vuoi farlo condividere per legge ad altri? è la prevaricazione del più forte? Non capisco. Senza contare, e ne abbiamo testimonianza tutti sin dalle elementari, che chi si dichiara cattolico è il primo a non far caso a quel simbolo. Forse fa parte di quella volontà di trasformare i peccati in reati. Io sono convinto che far fare un passo indietro al cattolicesimo (rinunciando ai soldi statali, ai politici ipercattolici solo in pubblico per prender voti, a imporre per mezzo di leggi il proprio pensiero anche a chi ne è lontano anni luce) ne guadagnerebbe in purezza e si guadagnerebbe il rispetto anche dell'ateo più accanito.

per quanto riguardi i gay, per quanto ne sappia, non chiedono il matrimonio religioso (nel qual caso ogni religione può esprimere la propria contrarietà),  bensì quello civile e per ragioni pratiche ( mi hanno riferito di una coppia che dopo aver covissuto quaranta anni dividendo lo stesso letto sono stati ricoverati in due ospizi diversi perchè non erano sposati, e questa mi sembra una vera e gratuita crudeltà)

P.S. tu ammucchi molti soggetti diversi, ma il nazista Hitler era cattolico e non mi risulta che sia mai stato scomunicato, mentre i comunisti sì e sempre. Misteri della fede!

 

31
22 Feb 2011
alle 12:17

Charles Darwin

Col cavolo che io faccio analisi, valutazioni e tragga conclusioni in funzione della vera o presunta ideologia di appartenza. Sto ai contenuti invece ...

DAVVERO ?

rappresentazione dei "cattolici adulti".(parli di Prodi, che evidentemente c'entra moltissimo con quello che stiamo discutendo) ...

... anni del post-concilio, anni di notevoli conflittualità ...che si manifestò poi chiaramente, in modo devastante, nelle contestazioni sessantottarde e derive successive (anche qui siamo in pieno argomento :), sembra tu sottointenda che la Chiesa la stesse generando la conflittualità anziché come più ovvio governarle al meglio)

...politicamente schierati con la sinistra ed il centrosinistra ... (non é chiaro, stiamo parlando di cattolici, di "compagni che sbagliano" o cosa ?)

Carlo Carretto, insomma, piacque a Carlo Maria Martini. Cattolicità ambigua ... border line ... conflittuale ... distruttiva ... (no comment per carità di Patria, cfr. CD nella discussione sulle donne e considera che nessuno dei tuoi "avversari" qui ed altrove nominati si sognerebbe mai di dare un giudizio del genere nei confronti della tua parte o pretenderebbe lui come tu fai di incarnare la Verità unica - che sul pinao politico ti piaccia o no NON ESISTE E NON PUO' ESSERE STABILITA).

Tutti argomenti interessantissimi quelli che tiri in ballo, che evidentemente come sai ci vedono su fronti opposti ma che assolutamente nulla hanno a che vedere.

Io sono anche disposto a credere che la tua sia solo ingenua esuberanza, ma questo é quel che leggo, constato che esuberanza o no da questo e non dalle sue parole o dal suo atteggiamento verso la cultura musulmana tu fai discendere il tuo giudizio su Carretto. Permetterai che una possibile conclusione potrebbe essere questa: evidentemente consideri questi aspetti particolari come costitutivi della persona Carretto e decisivi nella formazione di qualsivoglia suo pensiero. Cioé lo stai giudicando per così dire dall'interno, non dall'apparenza, come ognuno spera solo Dio - almeno lui - sappia e voglia fare.

Permetterai che scritto da te ed utilizzato per dirimere (a tuo nome) le questioni sembra proprio una personalissima divisione nientepopò che della Chiesa in buoni e cattivi e permetterai anche che qualcuno possa trovarlo inaccettabile (scusa tanto se vomitevole era troppo forte) e segno da parte tua di diabolica cattiveria, di indebita e distruttiva voglia di DIVIDERE ciò che Dio ha unito (la Chiesa) anziché come sarebbe più semplice ed utile accettare la discussione nel merito.

Evidentemente ti mette in difficoltà e trovi del tutto inaccettabile che persone con i tuoi stessi principi di fede possano in piena coscienza considerare opzioni politiche e sociali diverse dalle tue. Evidentemente consideri che la Chiesa debba per forza se vuol essere coerente scegliere l'una o l'altra opzione in nome della verità...

La mia potrebbe benissimo essere una lettura fallace delle tue intenzioni, ma é difficile uscire da questa sensazione se continui a saltare di palo in frasca rincorrendo i tuoi incubi personali: da questo nasce il mio disappunto. Secondo me non ti rendi  conto di quello che scrivi. L'unica cosa che salta agli occhi é che preferisci rifugiarti sul piano astratto, politico, ideologico tutte le volte che il giudizio di merito ti scomoda. Se tu ti limitrassi all'argomento litigheremmo ugualmente ma senza inutili cattiverie e con reciproca soddisfazione.

Anche qui un mio terribile intervento-fiume. davvero penso che Don Padrini forse dovrebbe mettere una soglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

30
22 Feb 2011
alle 02:47

Alieno

  Non giudico vomitevole ciò che scrivi ET, giudico vomitevole come ho cercato di spiegarti poter essere giudicato non in funzione di quanto dico ma in funzione di una presunta ideologia di appartenenza.

Charles Darwin: anche questo non posso condividerlo. L'ennesimo tuo giudizio-rasoiata, quando sai esser assai più delicato e prudente, ove si tratta di soggetti a te più ideologicamente affini.

Col cavolo che io faccio analisi, valutazioni e tragga conclusioni in funzione della vera o presunta ideologia di appartenza. Sto ai contenuti invece.

Ed è un comportamento ed una disposizione che porto con quanta più coerenza mi è possibile ragionando, ovunque abbia a che fare con la realtà e sulle persone: non posso ignorare contenuti perché non sarei più libero di scegliere: non potrei nemmeno più collocarmi, sarei collocato da altri secondo loro collocazione.

Ed invece a me piace stare libero, relazionandomi ai contenuti.

Così, per esempio, per quanto ideologicamente a me contrapposti possano essere ed anche palesemente ostili, mi posso permettere l'esercizio di libertà e di autonomia di difenderli ove ci fosse una buona causa e ragione o il contenuto e il riferimento di un principio in cui credo. Fosse anche il mio "avversario" sul campo (ideologico) chissenefrega: se è accusato ingiustamente, io guardo ai contenuti. Se dice una cosa che per me è riconoscibile in quei contenuti per me validi, glielo riconosco con ufficialità, non mi colloco comunque in opposizione e nemmeno taccio perché non costituisce motivo di imbarazzo ricoscere qualcosa di giusto in chi ha sempre sbagliato o per me sbaglia per tutto il resto.

Ho speso parole affatto in ragione di quei meccanismi di partigianeria insulsa che tu dici, tanto in questo blog che altrove. Quando fu il governo prodiano delle sinistre non ebbi alcun problema a riconoscere il merito di proporsi propomotori della moratoria contro la pena di morte nel mondo. Lo dissi, lo scrissi, valeva quel valeva l'iniziativa in sé quanto ad efficacia, ma dal punto di vista simbolico l'iniziativa era meritoria, chissenefrega se era delle sinistre.

Chissenefrega se tu sei di sinistra, se Pinco non ha posizioni adesive alle mie... faccio valutazioni più oneste e sincere di quanto tu mi riconosca: puoi non condividerle come meglio credi, però la disposizione ed il meccanismo stai sicuro, che non è e non sarà mai quel che tu disegni per me. Quando 2 anni fa (e dunque in tempi non sospetti, sembrava un governo solidissimo e legislatura piena certa) questo governo Berlusconi, con la ministro Carfagna propose di criminalizzare la prostituzione (cioé non solo lo sfruttamento, ma anche la scelta conseziente rendendola reato),

io fui duro nella critica di giudizio, una grossa ca..zata quella proposta e già allora, in tempi non sospetti, scrissi che c'era puzza di moralismo puritano inquietante che sentivo. Era il governo Berlusconi, ma io guardo ai contenuti: restava una grandissima stron..ata, un errore tremendo e carico di promesse inquietanti.

Semmai sei tu che l'ateo lo trovi simpatico sol se di sinistra e laicista, mentre se è ateo e però non ritiene che valori e cultura suoi debbano vivere una conflittualità aspra in funzione anticattolica-antivaticana, come può essere per i cosiddetti atei-devoti, macchè, non ti scende e ci vai giù pesante coi giudizi magari, pre-squalificandoli: non sono gli atei che piacciono a te, sono atei-devoti, figurati.

Poi vabbé, questa dell'ideologizzazione partigiana e poco obiettiva, è una questione che ci rimpalliamo da tempo: io continuo ad aver ragione di pensare che il problema è soprattutto tuo e che investa più che altro te. Non escludo affatto che interessi anche me, che possa esserci naturalmente, anche per me un condizionamento meno percepito consapevolmente, coscientemente, non in modo assoluto.

Nel riversare però le discussioni sul piano visibile d'un dialogo scritto in cui confrontarci, però nero su bianco, vedo il tuo che è continuamente ridondante e prevaricante.

Non ragiono affatto con pregiudizio prevaricante, se c'é non è certo clamoroso: anche per Carretto, nonostante tutto, ho fatto valutazioni riferendomi ai contenuti. Senza precludere che su altro possa essere stato anche edificante - così ho scritto - ed anche migliore di me, come te.

Se poi tu vuoi vederci però comunque un vomitevole mio giudicare avulso da altri parametri se non le presunte ideologie di appartenenza, beh, vorrà dire che da una parte me ne farò una ragione dormendo sereno il sonno del giusto e dall'altra facendo del mio meglio per argomentare che ti sbagli in questo, con ancor maggior entusiasmo e stimolo.

Non è un problema: sono abituato a convinvere e confrontarmi con il pregiudizio ed il giudizio ingiusto, anche durissimo, fin da bambino. Anzi, di più, da neonato, figurati se deve essere per me un problema di gestione ora a 42 anni.. virtualmente poi, tzé! :-)))

Non mi contenterei mai (ed anzi, mi annoierei a morte) di un semplice far sintesi tipo "CD, parli di comunisti e da comunista perciò non considero una parola dei tuoi ragionamenti... ".

Ho bisogno invece di argomentare, creando collegamenti logici, sviluppando procedimenti, esplorando meccanismi e percorsi più o meno facili e (da me) conosciuti, devo far prove e riprove, sperimentare (tesi ed antitesi, accusa ed avvocato, fosse pure l'avvocato del diavolo) altrimenti, ti assicuro, la voglia di scrivere proprio mi passa e non riuscirei nemmeno a scrivere una frase come quella che dici, non avrebbe senso, ma nemmen mio coinvolgimento, a quel punto non scrivo nemmeno perché un dialogo non avrebbe molta promozione (che devi confutare in quel caso sintetizzando farloccamente?) ed a me invece, il dialogo piace non poco.

Se però comunismo e comunisti fanno ragionamenti che per me sono incongruenti con un'identità-cultura-proposta di fede cattolica (al massimo andranno bene in una valdese..) e con quella di cultura liberale-democratica (a cui aggiungo una base etica cristiana di consolidamento altrimenti è una struttura troppo fragile), sarò padrone di dirlo e scriverlo oppure no?

Se i cattolici del Pd si trovano a loro agio tra aborti, promozione di ideologia gay, eutanasia, se il dialogo con la Chiesa è sempre così poco sereno e puntualmnete conflittuale, con poco spazio di costruzione progettuale possibile adeguata all'identità cattolica, anzi..posso registrare un mio giudizio critico a far emergere mie osservazioni a riguardo oppure no?

Guardo ai contenuti eccome. Avrei ben gradito nel caso Eluana di vedere i cattolici delle sinistre uniti al governo: gli avrei reso doppiamente merito, per festeggiare avrei ucciso il vitello grasso!!

Purtroppo non è andata così, come sappiamo. Anzi, Beppino Englaro, così come Saviano ecc., a sinistra han trovato posto con tutti gli onori mentre pian piano cattolici un poco più coerenti come la Binetti (che eppure a me sta pure antipatica ti assicuro) si son rassegnati a defilarsi (sembrava impossibile, ormai in molti pensando  trasversalmente che fosse un tutt'uno con la poltrona a sinistra nel parlamento), la sinistra ha deciso di rendere più chiara la sua svolta ancor più di sinistra (è la base stessa a chiederlo, politicamente è ciò che è utile e sensato, coerente fare da quella parte, se dalla base s'invoca una definizione più chiara dell'identità sinistra che comprenda e rinforzi nettamente posizioni laiciste, relativiste ecc.), ma..

non puoi allora per questo, semplificare dicendo che io non discuto di contenuti ma per appartenenze ideologiche: semmai mi pare sia proprio tu che per appartenenze ideologiche ragioni e ben disposto a rendere relativi i contenuti alla bisogna per renderti più comoda coabitazione ed affettività ideologica o no? :-))

Ma che te lo chiedo a fare, sei un comunista! Al massimo dell'impegno potrai essere un cattocomunista:-))

Scherzavo: che te lo chiedo a fare. se sei di sinistra significa che hai le tue ragioni e dunque ragioniamo sui contenuti, resta un po' dove credi, io pure. :-))

Ciao, ogni bene,

Alieno

29
20 Feb 2011
alle 21:26

Charles Darwin

Non giudico vomitevole ciò che scrivi ET, giudico vomitevole come ho cercato di spiegarti poter essere giudicato non in funzione di quanto dico ma in funzione di una presunta ideologia di appartenenza. Non me ne fregherebbe gran che se si trattasse di me solo, basterebbe non badarci e non rispondere, il punto é che questo atteggiamento ... inqualificabile ... é per te la cifra di qualsiasi giudizio sulla realtà, sulle persone e sui comportamenti. Dopo di ciò TU ti lamenti delle ideologie :)

Ma se discutessimo qualche volta nel merito le parole ed i giudizi, anche quelli che non ci piacciono, sarebbe più civile, non credi ?

28
20 Feb 2011
alle 21:00

Charles Darwin

Il problema ET é che di tutte le tue filippiche, corte o lunghe, si capisce unicamente sempre e solo la solita solfa, indipendente dall’argomento in discussione. Continui a ripetere in sostanza: CD, parli di comunisti e da comunista perciò non considero una parola dei tuoi ragionamenti... 

15 o 10.000 parole mi pare un modo per chiudere qualsiasi ragionamento e discussione (tanto varrebbe limitarsi alle 15, o semplicemente a non rispondere). Ora sai bene che io considero questo assunto falso oltre che inaccettabile (insulto gratuito e non documentato) ed inutile (chiude pregiudizialmente qualsiasi possibile ragionamento-dialogo). Se pensi possa valere la pena uscire da questo schema stantio, forse potresti provare a sospettare che anche CD come già credo Carretto detestano il divorzio o che anche CD come già Carretto sarebbero felicissimi di poter assistere ad una conversione. Non potrebbe trattarsi semplicemente di strumenti politici diversi per ottenere l’identico fine ?

Se poi vuoi argomentare il tuo giudizio, basta la semplice enunciazione di un argomento, al limite un elenco, potresti forse sospettare anche che i tuoi interlocutori non sono bambini idioti bisognosi della maestra. Sono sempre pronto a chiederti conto di qualcosa che non risultasse chiaro, se espressa in modo civile e penso lo stesso sia per te di fronte ai miei giudizi solitamente troppo stringati. Continuare a scantonare e cambiare argomento non risolve nessuna questione.

27
20 Feb 2011
alle 16:24

Alieno

Charles Darwin:

lo sai che io sono il primo ad esser scettico sulle facili semplificazioni,  a suggerire anche in posizione solitaria senza alcun problema, di percorrere prospettive meno ovvie e conformiste e molto cauto sulle sintesi che si danno per scontate (pregiudizio?).

Tuttavia questo non significa rifiutare la semplicità, anzi, spesso sono le sintesi farlocche ad allontanarcene, figurati. Occorre insomma ragionevolezza e buon senso: semplificare impropriamente o rendere complicato ciò che non lo è, non è da proporselo.

In questo caso io ti proponevo una riflessione semplice e non vedo perché confonderla divagando senza affrontar la questione dei contenuti.

Il bambino usato per lo spot pro-islam si commuove pensando che una buon anima non si salverà perché non si fa islamico.

E però, il bambino educato dal padre devoto all'Islam, trova nel padre e nel Corano un contenuto con cui confrontarsi e plasmare la propria sensibilità e coscienza:

"Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, inché nn emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici né alleati." (Corano, 4:89).

Beh, Charles, io son convinto che i bambini siano dei doni fantastici e candidi e capaci senza malizia, di commuoversi davvero ma... se li scandalizziamo con i contenuti del Corano (o l'esempio delle belle gesta amorevoli del Profeta Maometto), volendoli devoti ai suoi fondamenti, proponendogli di essere coerenti integralmente, non rendiamo certo un bel servizio di gratitudine a quel dono che sono i bambini, né a coloro che islamici non sono, non è così?

Non saranno certo ispirati per commuoversi, direi, perché il contenuto che dicevo, promuove disprezzo discriminante, odio e violenza mortale invece.

Insomma, c'è da augurarsi che un bambino diventi cristiano quanto più si possa (Gesù invita a lasciarlo raggiungere) e meno islamici che si possa.

Ma nel patetico tentativo di Carretto di suggerir tutt'altro (direi ribaltando la realtà dei contenuti proprio evitando con cura di farli emergere, considerandoli per nulla), questo messaggio non viene suggerito.

E poi nota bene, cosa ti accade nell'inseguimento arrampicandoti sugli specchi per rendere difficile il nostro dialogo che ti "scomoda" come non vorresti..

non esiti ad esser assai duro con me, giudicando VOMITEVOLE ciò che scrivo: io ho dato miglior esempio, di Carretto non ho scritto nulla di così duro.

Ed anzi, ho scritto pure che senz'altro migliore di me, ho scritto e ribadito perché fosse chiaro a tutti che non avrei confortato alcuna demonizzazione di Carretto (parlavo a Pinco più o meno come parlare a suocera perché nuora intenda), così come ho scritto che non sono certo il tipo che tira giudizi ed emette sentenze col rasoio, scrivendo che per altro fu edificante.

Io non sono stato duro con Carretto quanto tu lo sei con me per difendere Carretto, arrivando addirittura a definire VOMITEVOLE ciò che ho scritto? E' curiosa la tua tenuta di coerenze, che secondo me scricchiola come la pretesa di Carretto di suggerire che sia il Corano ad ispirare carità cristiana, compassione e tenerezza a commuoversi per i miscredenti.

E se Carretto ed anche tu stesso, non dubito siate migliori di me in mille cose, perché son ben capace ed onesto nella consapevolezza della mia miserabile condizione tra difetti, imperfezioni e vizi,

certamente non trova però rispondenza il tuo puntarmi il dito accusatore, così giudicandomi:

Carretto, a differenza tua, come il frére Paul dell'altro passo da me citato, sapeva benissimo di non essere Dio, di non poter entrare nel cuore di nessuno né tantomeno convertirlo..

Ops, Charles Darwin: l'iracondia prodotta dalla tua difesa ideologica, ti rende meno lucido, anche qui la tenuta delle coerenze fatica (ma che avete tutti quanti in questo periodo isterico eh: calma!) perchè non hai appena finito di dire che io nn son Dio come Carretto ben sa sapendo di non entrare nel cuore di nessuno, che ecco che tu invece ti titoli esattamente così, capace di entrare nel mio cuore e vedere che mi sarei sostituito a Dio invece? Carretto no e l'Alieno sì? E come fai a veder con tanto giudizio affilato, sei forte tu un dio? :-))))

Ahiahi. Viene meno la tua lucidità e la consapevolezza delle parole che scrivi, strappate, estorte dall'ira.

Calma e sangue freddo Charles Darwin, rischi di essere ingiusto con me e con te stesso, ti agiti troppo. Piuttosto ascolta con serenità:

io non so se Carretto nell'intimità del cuore si credesse Dio (io credo di no, a me pare invece che nei suoi toni e nella dialettica "profetica" interpreti male la volontà di Dio, tutto qua), ma so che IO, l'alieno NON sono Dio.

Ne sono così convinto che non son Dio, che contrariamente a Carretto, accetto con umiltà il mio degno ruolo di uomo nella relazione con Dio invece ed allora, diversamente da Carretto, "L'uomo non divida ciò che Dio ha unito".

Eda appunto, essendo uomo, il divorzio non mi convince come carretto, perché per divorziare, occorre o sentirsi Dio e dunque potendo dividere oppure come dicevo, sentirsi profeti di Dio mal traducendo e testimoniando la Sua volontà.

Come dire: più ti agiti nella rete pure tu e più ne resti intrappolato, la rete si ingarbuglia.

Ma se la tua ideologizzazione è capace di condizionarti al punto da renderti così poco lucido e togliere serenità al nostro dialogo indurendoti così ingiusamente,

se vuoi sono disposto a venirti incontro: lasciamo stare questi argomenti se in te suscitano in te strane reazioni di esagerazione e durezza credo sproporzionata ed anche mi pare, con ben poca ragione e lucidità; e che certo non rendono giustizia alla tua capacità di ragione e di spirito che ho incontrato e conosciuto dialogando, ben più capace, attenta, coerente. D'altra parte elementi su cui riflettere quando i tuoi orizzonti si saranno placati e saranno più nitidi, credo ne siano già usciti un poco per poter essere anche costruttivi, magari con il tempo ed in tempi meno agitati di questi anche fuori dal blog dove mi pare si respiri isteria a pieni polmoni. Roba tossica ed inquietante purtroppo.

Nel Vangelo non c'è alcuna proposta di relativismo di verità possibili, equiparabili, indistinguibili, non c'è indifferentismo, ma la scuola del merito in cui c'è una Via ed una Verità da seguire invece.

Sarà piuttosto che per non trovarci accecati, dovremo proporci di tradurre quell'unica Via e Verità non uguale ed equivalente ad altre, dovendo essere relativi con uso di buona ragione e retta fede a quell'unica Via di Salvezza e quell'Unica Verità.

Ma non è relativismo legato alle verità degli uomini. Lo sarà Carretto a farne profetica proposta, promuovendolo, ma non c'è nel Vangelo altro che il contrario, cioé proporgli di essere loro ad essere relativi a Dio, alla Verità e non il contrario.

Così, per dire, che un bambino non si lasci convincere e plasmare dal contenuto del Corano che per gli adulti promuove disprezzo, odio e violenza mortale, ma piuttosto comprenda come lapidare una peccatrice, relativamente al peccato di chi lo compie in nome di Dio, è ben peggior peccatore. E così sarà per il miscredente, non va inseguito per ucciderlo, con odio e disprezzo, ma semmai con amore promosso in Cristo, tendendo la rete per pescarlo e non per intrappolarlo e poi eliminarlo lui ed il peccato insieme...

altra storia.

E poi... ancora costretto ad usare l'ormai trito e ritrito armamentario dell'ideologia farlocca... sempre le stesse cose, sempre le stesse, che noia... ma tu stesso non ti annoi nel farlo? Tutta quella polvere ideologica e però, ancora nel 2011, siam qui: il colonialismo, le crociate...

suvvia Charles Darwin, cosa non ti inventeresti pur di non guardare i contenuti.

Perché vedi, come il racconto di Maometto e dei suoi seguaci ben raccontano, tra attentati terroristici, agguati, assedi, stragi, genocidi, ricatti e saccheggi e come si può già leggere nell'apologia dell'odio legittimo per i miscredenti (ebrei in particolare ma non è che con gli altri eh..),

non c'è mica bisogno di crociate e colonialismo: già avviene e però ancora le crociate non ci sono, né il colonialismo ad offrir pretesto per non guardare i contenuti del Corano e della fede Islamica.

Ovvero: anche senza crociate e colonialismo, cambierebbe un pippero, erano già inca..zati, è già nel Corano, è già ciò che mette in pratica il migliore tra gli islamici, il prediletto di Allah, già  con terribile visione del mondo e degli uomini, gli infedeli, già il Jihad da fare per islamizzarlo e sottometterlo ad Allah, con le buone ma non c'è problema, anche perseguitandoli ed ammazzandoli senza pietà se non si arrendono ad Allah.

Gesù, beh, tutt'altra scuola, tutt'altro Maestro a fare la differenza coi cattivi maestri. Poi gli allievi beh, più o meno capaci, siam tutti uomini peccatori, ma la buona scuola ed il buon maestro, se permetti, possono fare la differenza, una differenza così buona che infatti, Gesù assegna la missione evangelica.

Per cui non ci provare con la tua pretesa dei relativisti del Vangelo: relativi a cosa Charles Darwin?  A cosa? A Chi? Completa la frase, mettici i contenuti oppure è un vuoto parlare ed un vano tentativo di alzare polvere perché non si veda ciò che non si vuol che sia visto.

Ciao e Buona Domenica Charles Darwin,

dì la tua e poi scambiamoci un segno di pace. ;-)

Alieno

26
19 Feb 2011
alle 11:39

Charles Darwin

Ma nella storia che hai citato di Carretto, il protagonista si è premurato con carità di lasciare che quel bambino venisse a Cristo? E' andato a portare carità al padre devoto islamico, portandolo a Cristo? No, nn risulta quella priorità eppure, così cristiana, così autentica e riconoscibile di originarietà..

Carretto, a differenza tua, come il frére Paul dell'altro passo da me citato, sapeva benissimo di non essere Dio, di non poter entrare nel cuore di nessuno né tantomeno convertirlo, ma di poter esclusivamente testimoniare. Riflettendo sulla sua vita antecedente alla scelta del deserto scrive

Avevo camminato, corso, pedalato, organizzato, lavorato, credendo di sostenere qualcosa; e in reltà avevo sostenuto proprio nulla.

   Il peso del mondo era tutto su Cristo Crocifisso. Io ero nulla, proprio nulla.

   Ce n'era voluto a credere alle parole di Gesù che da duemiola anni mi aveva già detto: "Voi, quando avete fatto tutto ciò che vi è stato comandato dite: Siamo servi inutili, perché abbiamo solo fatto il nostro dovere" (Lc 17, 10).

Ho sempre pensato e non ti ho mai nascosto che i relativisti di cui tanto ti lamenti siano nel Vangelo.

25
19 Feb 2011
alle 11:16

Charles Darwin

 convertirli non è certo in ragion di ostilità od odio, ma di amore e carità.

Ultima bis, (cfr altra discussione)

sarcastico:

Benissimo. Dunque dal loro punto di vista si suppone debbano avere piena ragione nel piangere con Abdaraman perché non ci facciamo musulmani ed é perfettamente logico che temano la nostra intrusione ed il nostro proselitismo. D'altronde quello che loro ci rimproverano, le guerre crociate ed il colonialismo, non l'hanno capito poveretti: era il segno del nostro amore per loro. Se é così, non si capisce di cosa ci si lamenti: ognuno a casa sua e pace sarà, altre strade (Piccoli Fratelli ?) sono solo pericolosi avamposti di ideologia neo-relativista. Neanche Emergency ...

24
19 Feb 2011
alle 05:34

Alieno

Charles Darwin, al 22:

1) "é questo l'atteggiamento che sostanzierebbe la nostra uscita dal mondo musulmano ?"

Non credo di aver capito bene cosa volevi dire.. mi spiegherai. Così come intendo, dico che l'errore è proprio perseverare nell'uscire dal mondo mussulmano (ma lo sai che un paio di musulmani italiani convertiti mi hanno rimproverato scazzatissimi che avessi usato "musulmano", "muslims" ... invitandomi ad usare mussulmano con le due "s"? Ritendendola un'ipocrisia da occidentale, la spiegazione, ma dimmi tu l'ansia anche dei dettagli che occorre a volte..).

Siamo fin troppo usciti. Non hai udito la relazione dolorosa dei cristiani d'Oriente e che hanno portato Benedetto XVI, già sofferente per le notizie delle persecuzioni ai cristiani in tutto il mondo e certo, così praticata in quello "islamico", purtroppo, che invita, incoraggia a non uscire più, a restare, resistere?

Basta uscire ed uscire allora dal mondo musulmano. E' una piaga dolorosa e disperante con cui confrontarsi e la responsabilità, pesante, pesantissima (occorrente alla speranza però) è non uscire più, ma a restare ed entrare. Entrare e restare in Oriente, ma anche in Occidente dove la responsabilità e in sostanza, rievangelizzarlo. E' questa una delle mission fondamentali di questo pontificato che si confronta con il dramma attuale in Oriente, i Medioriente a fare i conti con l'Islam che ha devastato la presenza cristiana, riducendola drammaticamente, così in Occidente dove la questione si articola anche diversamente (relativismo etico etc.). Dunque l'atteggiamento a sostanziare l'uscita dal mondo musulmano, non è questo o quello, perché bisogna restare ed entrare sempre di più semmai.

2)Non é esattamente quello che tu stesso in mille e più discussioni ti sei proposto di fare con i musulmani, arrivando a sostenere che la loro conversione sarebbe il più grande gesto di carità ?

Bravo, ti ringrazio perché ben dici: è quello che ho sempre sostenuto e sempre sosterrò: convertirli non è certo in ragion di ostilità od odio, ma di amore e carità.

E' insomma, per il loro autentico bene che tocca proporcelo. Purtroppo invece, la prevaricazione del politicamente corretto, l'ideologia relativista, nonché ipocrisia, viltà e agiatezza farlocca nel quieto vivere, hanno portato un messaggio fuorviante, se vogliamo che tradisce, disattende la missione apostolica, evangelizzatrice: niente conversioni, sennò si offendono.

Il risultato è che il proselitismo è condannato pesantemente tutt'oggi, tanto per dirne uno. Il risultato è che anche l'apostasia è titolo di condanna a morte (o almeno carcere dove si ha più fortuna magari, ove regna la shari'a).

Il risultato è che anche con questa rinuncia a testimoniare la Verità, in sciocche presunzioni illusorie che ci sia miglior guadagno, anche concreto, che la Via della Verità stessa, l'Islam è cresciuto ed oggi è la religione più praticata al mondo. Con i contenuti che sappiamo.... ed è cresciuto anche a spese della cristianità.

I convertiti  (da cristianesimo a islam) sono tanti e troppi per restare ancora ciechi ed indifferenti, tanto e troppi in Medioriente (ove ci sono tra l'altro, comunità cristiane antichissime ridotte drasticamente dall'Islam), tanti e troppi convertiti qui, in Occidente. Non è solo a suon di terrorismo, ricatti che l'Islam si è espanso con una progressione così fenomenale: in realtà l'Islam li usa tutti tutti i mezzi che può, nel suo espansionismo, nella sua conquista. Violenti e non violenti.

Noi invece, abbiamo rinunciato a quelli violenti. Bene, benissimo. Ma anche a quelli non violenti. Male, malissimo, non è esattamente la nostra missione cristiana questa rinuncia, lo sappiamo bene. Se questa bella genialata di rinuncia, con presunzione che sia la giusta scelta, quella più caritatevole e buona con gli uomini l'avessero avuta i primi cristiani, beh, nemmeno avremmo una Chiesa, perché sovviene, che anche Gesù poteva far di meglio e dirci: rinunciate a fare proselitismo, lasciate che altre verità, altre vie (che differenza può fare in fondo? E' uguale no?) siano a diffondersi e portate agli uomini.

I risultati di oggi, quelli più disperanti intendo dire, sono anche nella presunzione, purtroppo anche di cattolici ed anche di certe scelte diciamo "strategiche" della Chiesa nell'ultimo mezzo secolo e forse anche di più. Ma alla fine, abbiamo anche ridotto la carità, quella per cui la loro conversione, sarebbe lieta notizia e motivo di gioia. E di bene per tutti, perché i contenuti della fede cristiana e di quella islamica, hanno differenze sostanziali e dunque, fanno sostanziale differenza traducendosi nella realtà degli uomini. Già qui, già adesso intendo.

Ma nella storia che hai citato di Carretto, il protagonista si è premurato con carità di lasciare che quel bambino venisse a Cristo? E' andato a portare carità al padre devoto islamico, portandolo a Cristo? No, nn risulta quella priorità eppure, così cristiana, così autentica e riconoscibile di originarietà..

Ne è emerso invece, un messaggio fuorviante, se vuoi anche indifferente-indifferentista. Ma con uno spirito cristiano un bel po' tradito direi. Ed ingannatore. Tu comprendi, cambiando i contenuti, cambia la forma e viceversa, c'è relazione. Un conto è il pregare cristiano, Dio. Un conto è "recitare" (nel senso stretto dell'Islam in cui il Corano si "recita" ripetendolo continuamente, imparandolo a memoria, per far propri i contenuti) per Allah, invocando anche vendetta, rivolgendosi ad Allah per trovare conforto nella legittimità, diritto e dovere di odio...

Ovvio che anche il contenuto "carità" non emerga in un indifferentismo come conseguenza conclusiva anche pratica del "relativismo". E d'altra parte non è mica un caso se è nota in tutto il mondo, una parola come "carita", "caritas", tutti più o meno avendo sentito parlare (essendo stati raggiunti anche) dal messaggio di Cristo, perchè tutti conoscono più o meno cosa comporti e significa "Carità Cristiana" e possono invocarla, appellarvisi, anche se non cristiani. Questa parola, non avrebbe avuto così tanta notorietà e successo, se non grazie alla divulgazione della cristianità nel mondo infatti. La sua presenza luminosa, è un segno della presenza cristiana nel mondo, è motivo di speranza.

Così come un crocifisso naturalmente: chiunque può invocare ed appellarsi alla carità cristiana fosse pure sconfitto ed ai piedi d'un cristiano, oppure invocare la croce cristiana, può farlo anche se ne richiama il contenuto ad un cristiano senza essere cristiano.

Nell'Islam questa formidabile potenza non c'è. Emerge che la misericordia è molto, molto ristretta nell'orizzonte a vedere i contenuti. Uccidere un islamico è vietato dal Corano. Un islamico se ha dinanzi un non islamico non trova speranza e tutela nel Corano, non c'è questa chiarezza purtroppo. Deve convertirsi. Oppure rendersi suddito all'Islam in altra forma (la dhimmitudine per esempio).

La carità cristiana invece è un orizzone aperto, di amore e liberatore: anche se non ti converti, cristianamente sei degno di carità. E' diverso.

Mi spiace che tu possa trovare  da clan mafioso e vomitevole il mio dover così esprimere il mio punto di vista. Ma vedi, la carità è anche qui, cristianamente. Tu puoi dirmelo con una serenità perché se io sono cristiano, ove io mal reagissi alla tua dura reazione, tu potrai giustamente richiamarmi alla carità cristiana.

Ma prova tu ad andare in Mediorente dove la shar'ia è la realtà concreta a fare qualcosa di simile, sperimentando che ne pensano della carità cristiana se osi essere così schietto.. ;-))

Così, occorre più carità. E più cristianesimo. Più speranza, più libertà insomma.

Ciao amico Charles,

alla prossima ed ogni bene ti conservi vicino,

Alieno

 

23
18 Feb 2011
alle 09:57

Charles Darwin

Ancora per ET. Poiché  oltre che di ideologia ti diletti di contrapporre azione politica su azione politica, autorità su autorità (quasi il tuo pensiero non potesse sostenersi da solo), quasi la fedeltà fosse la fedeltà mafiosa ad un capo supremo (che nei tuoi ragionamenti non é mai Dio ma solitamente il papa) ...

... sappi che Carretto si ispira non a sé stesso o alle ideologie libertarie dei '60 ma al Beato Charles de Foucault. Che ad una spiritualità in qualche modo sorella si ispira la Beata Madre Teresa. Che de Foucault in Algeria ci é morto martire (ti farà piacere, a sostegno delle tue tesi) ma che da quel martirio sono sorte migliaia di presenze e testimonianze silenziose che laggiù vivono e soffrono quotidianamente in comunione fraterna con i più poveri dei musulmani esattamente come faceva fratel Carlo Carretto, esattamente come fratel Carlo o madre Teresa senza pretendere niente in cambio, men che meno conversioni, solo di dare testimonianza. Sono totalmente daccordo con Pinco che recentemente mi ricordava che il male come il bene non é mai (semplicemente) fuori di noi ma dentro e dove lo mettiamo con la nostra azione. Vale sempre, anche nei paesi musulmani. E' il tuo atteggiamento ideologico ed ideologizzante della fede che divide ET, il tuo rifiuto di concepire una grandezza che sovrasti i tuoi ideali politici.

22
18 Feb 2011
alle 09:15

Charles Darwin

'63 - '68 - conversioni ...

Lasciati dire amico ET che trovo VOMITEVOLE come tu ti senta in dovere di stravolgere in ideologia ed etica da clan mafioso persino questi temi e questi argomenti. Per la lunghezza e la contorsione dei tuoi messsggi una volta di più il 21 NON L'HO LETTO ma al solito basta scorrere qualche parola d'ordine per capire. Va da sé e non occorre repolicare che la frase "fratel Carlo, piango perché tu non ti fai Musulmano" sia triste. Per il contesto in cui tu a quanto pare la poni, due sole osservazioni: I é questo l'atteggiamento che sostanzierebbe la nostra uscita dal mondo musulmano ? II Non é esattamente quello che tu stesso in mille e più discussioni ti sei proposto di fare con i musulmani, arrivando a sostenere che la loro conversione sarebbe il più grande gesto di carità ?

21
17 Feb 2011
alle 23:55

Alieno

Riproviamo:

Come annunciato, pubblico il commento che avevo avuto impressione non fosse utile riportare. Insomma, il testo e Carretto di per sé, mi parevano sufficienti per far emergere la possibilità critica.

Ma ora ho dei dubbi, sicché pubblico quel commento scritto qualche giorno fa. Ciao, a domani. Forse.. :-))

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Caro Charles Darwin: distanza siderale dall'oggi?

Per niente. Carretto scrive nel '63, ma è un poco più avanti che fiorirà il suo laboratorio sperimentale nella traduzione dell'impegno sociale. Ed inevitabilmente, prevedibilmente, di comunicazione dottrinale inserendosi nel solco dei pionieri di quel pensiero che oggi definiamo per esempio nella rappresentazione dei "cattolici adulti".

Cioè con considerazioni e proposte dottrinali che, a partire dal Concilio Vaticano II, come tante volte è stato detto da tanti, compreso Papa Benedetto XVI, contenuto e volontà sono stato malintesi, male interpretati  e traditi, strumentalizzati, fuorviati e fuorvianti dal genuino intento, applicato malamente, tradotto concretamente in modo non adeguato e distorto.

L'esperienza di Carlo Carretto, insomma, è fiorita negli anni del post-concilio, anni di notevoli conflittualità proprio sul come andassero proposte ed applicate concretamente le indicazioni del Concilio Vaticano II. Siamo ormai prossimi ad un periodo di conflittualità aspre di proposte ideologico-culturali, ci stiamo avvicinando a quel grande movimento ideologico che si manifestò poi chiaramente, in modo devastante, nelle contestazioni sessantottarde e derive successive.

Lui, Carretto, ne fa, appunto, una rilettura di quell'impegno di formazione di "cattolici adulti" che sappiamo bene  sono oggi politicamente schierati con la sinistra ed il centrosinistra: non è un caso, è lì che si sentono rappresentati meglio.

Con piglio di spirito di profezia dei quali la sinistra non è mai stata mancante per esempio, sempre partecipando ed interessato attivamente alle iniziative sociali, per arrivare nel 1974 in pieno sviluppo socio-ideologico italiano delle tematiche proposte dall'ideologia sessantottarda, Carlo Carretto contrariamente a quanto fosse d'auspicio ed invito della Santa Romana Chiesa di scelta e testimonianza di coerenza con la dottrina cattolica, si schierò invece col gruppo di cattolici adulti e cattocomunisti a favore del divorzio.  Per allora era tanto, moltissimo, ancora non si aveva idea delle tappe successive del relativismo religioso e del revisionismo ideologizzato per contestualizzarlo alle verità-istanze soggettive degli uomini, era ancora presto per immaginare le successive richieste di preti e matrimoni gay e per l’adesione alle scelte promotrici di una progettualità a suon di aborti in pillole, eutanasia, eugenetica…

Ma non era il primo caso. All’avanguardia dell’ideologizzazione sinistra in materia dottrinale, Carretto aveva già provocato delle reazioni molto, molto preoccupate nella Santa Romana Chiesa. Già dal '65, per esempio, la sua produzione di libri di comunicazione della fede cattolico-progressista, cattolico-adulta suscitò sconcerto, preoccupazione e conflitti con il mondo cattolico, perché, questo gli veniva contestato come sincera preoccupazione (poi trovando conferma negli anni successivi negli anni delle proteste e contestazioni) che le sue idee non erano adeguate e rispondenti alla morale cristiana.

Tanto come introduzione utile per argomentare constestualizzando storicamente perché riscuotesse il consenso dell'area ideologicamente a sinistra ieri ma anche oggi, senza siderali distanze e di quella sinistra che ha puntualmente posizioni con un dialogo difficile con la Chiesa, Papa e Vaticano, quando non ostile ed antagonista all'interno della cattolicità stessa o anche sol ambigua, border line in quella conflittualità in cui il dialogo non sembra produrre costruttività, ma distruttività e confusione, sterilità ad impoverirla e ridurla invece.

Carlo Carretto, insomma, piacque a Carlo Maria Martini.

E tanto per dirti anche, insomma, che non mi stupisce che sia tu a chiamare in causa Carlo Carretto, eheh.

Tuttavia, a me interessa l'analisi critica di quello che hai scritto tu e dunque, tu citando Carretto, esercito osservazione critica su entrambi, sul testo narrativo.

Il tuo preambolo nel primo periodo del tuo commento, è una tua opinione che a me sembra tu ponga come una sorta di pregiudiziale per introdurre il seguito ma anche per confermare e legittimare il tuo collocamento di cattolico posizionato a sinistra politicamente parlando, con simpatie ideologiche relative.

Fatto che è insomma, la causa che continuamente di contrasto tra noi e che a mio avviso ti condiziona nelle riflessioni nella produzione continua di una fede ridotta nell'ideologia e che spiega la coerente continuità delle tue storiche conflittualità critiche nel blog,  con Vaticano, Papa e Santa Romana Chiesa, risultando certo nell'immediato concreto, più "simpatico" diciamo, a coloro che la Chiesa avversano e vivono e lottano tra noi per distruggerla o ridurla all’esilio o alla clandestinità in una dimensione privatistica non più capace di interferire; e tanto più se c'è nello stesso spazio uno come me che accentua il contrasto nel difendere Papa, Vaticano e Chiesa eheh.

Naturalmente non condivido la tua critica, ma è la pregiudiziale che occorre a cattocomunisti, cattolici adulti ecc. per svicolarsi dalle responsabilità che il patto con la Chiesa, la coerenza con la dottrina nella proposta, richiede. Cioé la proposta di cercare spazi fuori dal terreno della dottrina cattolica, per abbracciare quelli socio-ideologici più utili alla pratica del modernismo, più pratici per liberare un relativismo e così via. Insomma, la proposta di una fede che deve piegarsi come occorre ad altre verità prioritarie.

Il racconto di Carlo Carretto, in realtà ha suo malgrado, gli elementi necessari per osservare la sua fragilità, la sua inconcludenza argomentativa e non basterà certamente usare il linguaggio “profetico” (richiama alle tecniche narrative un po’ new age) per convincere chi ricerca solida concretezza e si pone con più severa ma onesta lettura della realtà con cui fare i conti.

Il racconto è in sostanza,  come la recita di un atto teatrale. E’ come la scena d’un film. Con un intento didattico in mente da promuovere nel messaggio.

Il personaggio centrale non è il bambino, ma quello che è anche l'Io narrante (che usa anche quel linguaggio di profezia che dicevo) che sembra interrogarsi, ma non lo fai mai davvero, anzi, si propone di non suggerire a chi legge delle domande semplici, di concretezza, di adesione alla realtà dei contenuti.

Il bambino è il personaggio strumentale che occorre proprio per evitare di farlo, per distrarre una riflessione capace di essere traducibile con concretezza.

Ed è anche poco credibile, come bambino di 8 anni: ricorda tanto quello di 13 strumentale e strumentalizzato per salire sul palco del comizio ideologico-politico antiberlusconista di Giustizia e Libertà a sbattere i pugnetti sul podio e recitando preciso il suo copione teatral propagandistico parlando di tematiche politiche e con osservazioni critiche che tutti sappiamo bene che non sono nell'orizzonte, tanto meno le priorità d'un bambino, ma tant'é, quando si tratta di strumentalizzare bambini, non c'è cultura ideologica o teologica più vocata all’estremismo, specialmente se con vocazione un po' fanatica in ragion dell’odio e del rancore, che sappia resistere bene alla tentazione di usarli;  un delirio inquietante che ho ritrovato poi anche nella piazza ideologico-politica (non basta passare la consegna di non portare simboli e bandiere per essere riconosciuti eheh), nell'immagine di una donna con bambino nel passeggino, un neonato praticamente, sul quale c'era il cartello spot "Noi non siamo di Berlusconi", perché il “mostro” minaccia entrambi, occorre ribellarsi con forza, tutti in piazza, infanti e neonati pure, mica solo mamme la cui castità e purezza è minacciata dalla misteriosa energia occulta e satanica da Arcore: “noi non siamo di Berlusconi” sul passeggino e già sembrava grave perché fuori di ogni possibile credibilità sentire Rosy Bindi spiegare che lei non è donna disponibile alle voglie peccaminose del premier: roba la cui visione può lasciarti depresso e scoraggiato per giorni (possibile che si possa arrivare tanto in basso oltre la soglia della decenza, possibile tanto sprezzo del ridicolo?).

Ma insomma, riprendo la recita messa in scena di Carretto che non è poi diversa per credibilità, con Abdaraman che deve recitare il suo personaggio: musulmano. Questo già gli garantisce un'immunità, un lodo, uno scudo dalla critica in quanto tale, islamico sì, ma un bambino: è naturale proporsi un metro di giudizio verso i bambini diverso da quello verso gli adulti, assai più generoso. Un personaggio adulto, insomma, non sarebbe stato adeguatamente strumentale all'effetto voluto. Se insomma, un bambino può essere convintamente islamico, l’Islam non può essere davvero sbagliato, ma anzi.

Aleck, il padre (che occorre per mostrare il frutto della sua identità-proposta, cioè grazie a chi tanto figlio) è islamico infatti e l'Io narrante spiega che è veramente religioso, con fiducia in Dio. Ma anche qui sarebbe stato opportuno per non distrarre dalla riflessione - del resto è questo l'intento, distrarla per indirizzarla altrove - usare "Allah" e non "Dio". Sicché il buon padre ed il buon figlio perché cresciuti all’ombra della mezzaluna, nella totale fiducia in Allah. Non ruba anche se povero, cosa chiedere di più?

Poi arrivano i soliti bianchi occidentali brutti sporchi cattivi e bas*!ardi dentro, una piaga come le cavallette ed insomma, una messa in scena della solita commedia antioccidentale, multiculturalista a senso unico, terzomondista e così via: la Legione Straniera,  questo ruolo prevede il copione, l'Occidente indegno che rovina quelli che prima del loro arrivo sarebbero angeli in armoniosi paradisi, tanti eden di virtù e di innocenza immacolata o giù di lì che bianchi cristiani occidentali si divertono a distruggere, così, per divertimento puro, non è che necessariamente debba essere solo per ricavarne vantaggio: sono cattivi dentro, sono occidentali..

Nel racconto, è utile strumentalmente il cattivo occidente. Così come fu per il bambino islamico, un bambino a rappresentare, attirare lo sguardo sulla rappresentazione dell'Islam, è utile che l'Occidente invece sia rappresentato dai cattivi, che sia chiaro: la Legione Straniera. Insomma, perché tutto sia comprensibile immediatamente, come vecchi film in cui i buoni avevano il cavallo bianco, quelli cattivi quello nero oppure nero i fieri buoni vendicatori e non sol bianco gli eroi della storia, ma  anonimi cavalli pezzati e apparentemente non puri gli scemi ed i cattivi, perché fosse evidenziato il ruolo, il personaggio con semplicità, senza faticare troppo.

Così, l'Occidente lo vuole carretto in quel racconto, in onor delle più becere semplificazioni generaliste e massimaliste dell'antiimperialismo, dell'antioccidentalismo: non solo è sbagliato ed ingiusto, ma ci prova gusto, è cinico, proprio ba§tard* geneticamente, si capisce;

 e così il contrasto è già bello che pronto, l'eden che non conosce infelicità, tutta gioia e bellezza dell'islam  e qui  c’è l’immagine decisiva dell’Occidente che vien per distruggerlo: "mentre i legionari lavano i camion e si gettano l'acqua addosso per scherzare." Chiaro no? Distruggendo il paradiso della preesitente cultura che non conosce colpa o macchia. E sol per divertimento eh.

Ma Aleck ha fiducia totale in Allah. Provvederà per i miei figli - dice.

L'Io narrante naturalmente, si è già posto nella scena in modo chiaro: non simpatizza per l'occidente brutto e sporco e cattivo. Ha già diviso i buoni ed i cattivi e forse il racconto continuasse, separerà anche le acque, ma nel frattempo si propone di fare il cattolico-adulto terzomondista e progressista, quello che non ha problemi per uscire dal seminato della dottrina, sa essere relativo per soddisfare l'esigenza di abbracciare tematiche sociali con l'uso non solo della fede, ma un potente contributo ideologico prioritario da far emergere: il terzomondismo dicevo, l'antioccidentalismo tanto per cominciare, tutte inevitabili declinazioni dell’antimperialismo ed altro, si respirano a pieni polmoni in poche parole.

E’ quello che vediamo anche oggi, senza siderale distanza: l’immigrato è per definizione senza macchia e rischio, è l’occidentale che è una minaccia e non solo per convenienza, ma ci prova gusto, rappresenta il male per definizione nella visione ideologica del terzomondismo che oggi, ci ha costretto ai disastri del multiculturalismo farlocco e della piaga dell’integrazione ad ogni costo dove il fallimento si estende con rapidità disperante e l’idea buonista crolla come vecchi muri e cortine di ferro quando è venuto il momento in cui, la realtà non si può più nascondere sotto il tappeto.

E così, ça va sans dire, il protagonista, l’io narrante e profeta, piace ad Abdraman, il bambino che in quanto tale, ci induce in modo benigno, il bambino che col padre dovrebbe rappresentare l'Islam, beh, è un buon segno che apprezzi il protagonista che ne viene beneficiato a sua volta, così come il narratore beneficia l’Islam, in un suggerito giudizio positivo organico, un motivo d'apprezzamento per chi legge strumentalmente, potentemente suggerito.

Ed è triste il bambino islamico. Eh già.

"Fratel Carlo, piango perché tu non ti fai mussulmano!"

A questo punto, siamo commossi: abbiamo qui un islam che insegna un amore potente anche ai bambini, poderoso, commovente, pieno di bontà, misericordia, carità, pietà, generosità infinita capace di sconvolgere la coscienza d'un bambino.

Vallo a dire ai cristiani d’Oriente oggi che sono morti (suicidi forse) o spaventati della propria ombra dalla proposta di coerenza islamica, mentre in realtà, l’Islam stava solo piangendo commosso perché i cristiani, poverini, non si fanno musulmani. Ma Carretto non sente ragioni, tanto peggio per la realtà ed i contenuti (basta leggerlo il Corano eh).

A questo punto, è il momento di introdurre la ricetta, la proposta: il relativismo. Va bene essere islamici quanto essere cristiani, non c'è differenza, la scelta di  ispirarsi a Gesù o di seguire le gesta e l'insegnamento di Maometto non fa proprio alcuna differenza, non conta, che vuoi che sia se uno si fa crocifiggere ed invoca il perdono per gli uomini e l'altro compie genocidi, saccheggi, fa bruciare e distruggere villaggi senza pietà per donne, vecchi e bambini, eccetto le donne rapite e fatte schiave per i fratelli islamici? Gesù o Maometto sono capaci di eguale ispirazione ed uguale merito.

Nessuna differenza: il relativismo Signori miei, è qui, con Carretto e Darwin a spiegarci che insomma, Gesù ci ha complicato un po' la vita, ma la ricetta è molto più semplice ed in fondo, ha sprecato il suo tempo tra il nascere tra gli uomini e poi andare tra loro a predicare, far parabole, dare messaggi e consegne, a dirci cose assurde tipo "Sono la Via" e poi risorgendo dopo crocifisso e facendosi pure vedere, ma perché farla difficile?

Col relativismo tutto è assai più semplice e chiaro per gli uomini: non fa differenza, Dio ed Allah, Islam e seguaci di Qu'ran e Maometto o di Gesù e Vangelo, sono dettagli.. sì, c'è gente convinta che ci perde tempo dietro, ma so' ragaaaaazzi,

ce lo spiega Carretto che, profetico, porta la vera autentica verità che ci riguarda e ci consola: non c'è alcuna differenza, anzi, mio piccolo islamico, guarda, la verità è che chiunque suggerisca qualcosa di diverso dal relativismo è un fanatico, sono se va bene sol zelanti apostoli. O  come quel tal Gesù che manderebbe metà del genere umano all'inferno con la sua porta stretta per il paradiso ed un sacco di balle per farci venire preoccupazioni, timor di Dio, il peso di responsabilità, insomma, un farlocco che si diverte sadicamente ad appesantirci la vita, altroché verità, la vera: dottrina è il relativismo. E tutti il resto è noia e fanatismo, troppo zelo e fuorviante, perché sono le religioni il problema, il guaio, meglio non avere religioni se possono dividere come una spada con una qualche verità, meglio stare al buio. Meglio non averla questa religione che divide. E così dice infatti: "Meglio brancicare nel buio che possedere una simile luce!" piuttosto.

La vera coscienza va educata così, così propone Carretto. E qui giunge strumentale all'intento, ormai siamo alle ultime battute, la riflessione da fare, cioé che il guaio per gli uomini sono tutte le religioni, indistintamente, se non introduciamo come ingrediente, il relativismo che le rende indistinguibili a non fare più differenza (altrimenti fonti di guai come suggerirebbe ogni anticlericale ateo che si rispetti); Ecco allora un trucco molto in voga nella narrazione cinematografica più che teatrale, il flashback che permette a chi guarda, poi, di capire e mettere a fuoco meglio la narrazione ritornandoci indirizzando chi guarda a capire un messaggio, a trarre una particolare conclusione che si vuol suggerire.

E cioè: gli islamici sono più buoni, non appaiono a tirar pietre ma solo tanto cari ed apprensivi a piangere perché non ci salveremo ed andremo all'inferno, apprensivi, che teneri…

così vengono messi in scena con la presenza di personaggi diversi, i cattivi occidentali, utili perché accentua il contrasto come termine di confronto: non occorre nemmeno il pretesto davvero, per far entrare in qualche fotogramma gli occidentali brutti sporchi e cattivi dentro a divertirsi sadicamente a danno dei più buoni islamici, è bene spiegare che gli vien così, facile, natura, che vuoi farci.

Ecco il momento di introdurre il flashback che suggerisce una pausa narrativa, un racconto nel racconto che aiuta ancor di più per trarne verdetti: si ricorda l'Io narrante, di quando era bambino anche lui, ma non islamico, bensì cristiano, vivendo all'ombra d'un campanile e non a quella d'un minareto.

La differenza, qui appare ed è egregio nel mostrarci che anche il cosiddetto relativismo, è assolutamente farlocco doppiamente:  sia in quanto tale, ma anche perché tarocco relativismo, si dipinge come non è, non sempre, dipende: è relativismo con doppio peso e misura, con doppia morale. Con figli e figliastri. E chi saranno mai i figliastri?

Ma gli occidentali e cristiani naturalmente, non certo gli islamici. La differenza dunque c'è in questo tarocco relativismo: la religione è un problema, un pericolo, un danno in quanto tale, ma proprio dovendone scegliere una, l'Islam è migliore; il messaggio è che i bambini islamici si strappano i capelli commossi e straziati all'idea che un non islamico debba finire all'inferno poverino, mentre il bambino educato sotto il campanile, beh, tira le pietre agli uomini indifesi: la differenza c'è eccome, vuoi mettere? Deve esser colpa di Gesù, meno capace di Maometto di dar il buon esempio, si capisce.

Ora.... io non dico tanto ma.... guarda Charles Darwin, davvero, te lo dico con affetto ma ... AHAHAHA!Ma si può essere più farlocchi e tarocchi? Suvvia...

 Coerenza? Con con cosa? Intanto con i fondamenti ed i principi ispiratori delle religioni di cui si parla. Che mi spiace, non solo non sono relativizzabili come piacerebbe suggerire, ma non sono nemmeno a suggerire che l'Islam dovendo confrontare, induce ed ispira i bambini alla pietà, alla carità, alla generosità con l'umanità infedele e miscredente, commuovendosi mentre il cristianesimo ahiahi, no, lapida i poveri indifesi peccatori e confonde invece, i poveri e candidi virgulti dell’umanità.

Ma sarà il contrario?

Leggi il Qu'ran: nessun buon islamico, che creda totalmente ad Allah e dunque non è certo un islamico coerente e credibile Aleck come l'Io narrante spaccia dogmaticamente, non è autenticamente devoto, perché non ha congruenza né con il Corano a cui nessun islamico devoto può sottrarsi, tanto meno con la testimonianza del migliore esempio di islamico possibile, Maometto e le sue gesta. Le quali invece comprendono saccheggi, stragi, genocidi senza pietà per i nemici e miscredenti, non ce n’è per donne, vecchi e bambini, salvo le donne magari fatte schiave in guerra. Perché questo è l’esempio del profeta: la violenza è legittima. E non è un diritto, è un dovere islamico da compiere in nome di Allah.

Già qui vediamo che la stoffa del racconto, è proprio tarocca. Perché offre l’immagine ribaltata di quale sia l’effetto e la conseguenza della sorgente ispiratrice e promotrice sugli uomini. I contenuti, insomma, vengono ribaltati semplicemente non raccontandoli, non facendo domande, in entrando in profondità, ma restando in superficie.

Al contrario, però, noi sappiamo che il riferimento in Cristo e nel Vangelo, si oppone proprio così: non lapidare i peccatori e non perseguitate chi vi odia, i vostri nemici. Se volete guadagnare merito, ci dice Gesù, è proprio così che dovrete disporsi: contro l’odio.

L'islam invece non suggerisce un diritto, ma un dovere nel Corano e Maometto che è il miglior islamico di tutti, non si risparmia di mostrar l'esempio, di perseguitare ogni miscredente, con particolar impegno per gli ebrei che nel Qu'ran sono costantemente presentati come indegni, ma suggerita diffidenza anche per i cristiani: dategli una possibilità in più, perchè costoro, i cristiani dimostrano sincerità di trasporto e passione per la fede, dunque non inseguiteli anche sotto i sassi con lo stesso impegno degli ebrei e non giustiziateli subito subito: prima dategli l'occasione, la scelta di farsi islamici, se si sottometteranno alla vera fede islamica, avranno trovato salvezza, altrimenti, beh, scatenate l'inferno in terra in gloria di Allah, dategli l’anticipo delle fiamme della geenna che li aspetta poi.

Insomma: il bambino Abdaraman, in realtà è nel ruolo ribaltato: è il bambino autenticamente educato nella fede in Cristo, si commuove, si preoccupa per il prossimo che non debba salvarsi nel peccato, ma non lo lapiderà, non gli viene in mente di eliminarlo e tirargli pietre, macché, Gesù è altro che dice.

I bambini islamici si portano alle esecuzioni capitali, ove la shiari’a è una realtà concreta con cui fare i conti, alle torture in gloria di Allah, a scopo didattico, così si educano: impiccagioni, lapidazioni, mani mozzate o teste, occhi cavati e così via, è la dura legge del sangue e della vendetta, legittimata, anzi doverosa per Corano e Maometto, contestata da Gesù e Vangelo tanto che lo stesso Gesù, gli apostoli e poi i seguaci saranno in prima persona vittime e dunque martiri nell'autentica verità, di quell'orrore di violenza. Ma lo sono ancora oggi, basta guardare ai cristiani d’Oriente per mettersi le mani nei capelli rischiando di essere trascinati nella disperazione assoluta.

Ma a Carretto, l'esame comparativo, un'analisi critica dei testi a cui si riferiscono le religioni, Islam o Cristianesimo, non interessa.

Lui ha la sua dottrina ispirata ideologicamente, com'era avvertito già al suo tempo, siamo alle porte del sessantotto con tutto ciò che ne consegue, influssi ideologici poderosi alle spalle e non ancora conclusi, illusioni ideologiche davanti: il relativismo, il modernismo e tante altre proposte tarocche e farlocche che tanto faranno danno a uomini, cattolici e Chiesa, tanto che oggi la Chiesa ne paga una dura eredità e tenta di porvi rimedio: avete strumentalizzato il Concilio II, avete fuorviato l'autenticità, vi siete perduti, avete perduto altri, cerchiamo di riparare il danno con umiltà, non vi fate ingannare dalle verità illusorie che praticano derive della fede e della dottrina così capaci di confondere.

Ai cattolici-adulti, i cattosinistri, non scende giù e da quell’orecchio non ci sentono; e difatti, sui temi etici rivendicano tanto una dottrina capace di relativizzarsi nella verità contestuale, alle esigenze dell'uomo, alla verità dei "tempi" contestualmente piegandosi, nonché a priorità di progettualità con priorità ideologico-politica facendosi da parte la fede piuttosto, magari in Parlamento o votando un referendum, oppure un soggetto politico, diventi "irrilevante" la fede, non possa produrre “ingerenza”. Insomma, si faccia da parte oppure si levi dalle scatole, come l’indisciplinato soldato binetti: fuori dalle scatole e se non capisci, te lo facciamo capire giorno per giorno, anno dopo anno, vedrai che qui esserci o non esserci, per te sarà così: non ingerente, non influente, non ci interessa, tanto vale che fai i bagagli.

Perché come spiegava anche Marx, che si intendeva di sinistri ragionamenti, la religione droga la coscienza degli uomini, è oppiacea, dunque va ridotta, emarginata, confinata fuori dalla progettualità sociale e valoriale quanto più si possa. L’origine sinistra non si smentisce, la sua matrice emergerà sempre. Ma anche la matrice islamica rivelerà sempre la sua natura originaria e costituirà nel suo contenuto, nel portato delle coerenze argomentative, qualcosa che non possiamo far finta di non vedere, col paraocchi, come un Carretto qualsiasi che per certi versi, mi ricorda anche un Saramago qualsiasi.

Distanza siderali? No. Molti problemi di oggi nascono anche così, anche da lì, prima del sessantotto e poi dopo vedremo sviluppo poderoso di quei problemi. Non distanza, ma continuità, purtroppo.

La continuità che è progettuale, da allora, di portarci a distanza siderale semmai dalla dottrina, dall'autenticità di fede, dalla riflessione scomoda da fare, scomodissima certo, ma per chi deve arrabattarsi per conciliare simpatie ideologiche sinistre e con matrice anti-cristiana ed anti-cattolica, con la propria cattolicità, tentare sincretismi impossibili ed improbabili. Ma dannosi.

Ciao, ogni bene,

Alieno

 

20
17 Feb 2011
alle 21:41

Alieno

Niente, commento in moderazione, tocca vedere perché è ritenuto censurabile dal programma automatico..

 

19
17 Feb 2011
alle 21:40

Alieno

prova.. prova...

18
17 Feb 2011
alle 10:22

Charles Darwin

La distanza siderale sta nella frase conclusiva del racconto di Carretto: L'amicizia sta diventando la normale via dei rapporti umani e le guerre di religione sono confinate nella storia del passato.

Siderale anche rispetto alle reazioni che tristemente le guerre di religione stanno generando nel campo cattolico.

17
17 Feb 2011
alle 10:14

Charles Darwin

La differenza fondamentale, la distanza siderale dall'oggi si rivela credo a proposito delle conseguenze sul modo di vivere tanto la fede che la politica. Come te troppi oggi estraggono dalla constatazione delle differenze culturali tra noi e i musulmani l'idea che la convivenza sia improponibile. Niente di male, basta esserne coscienti, non crdere di poter dire siccome sono cattolico allora ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16
17 Feb 2011
alle 02:35

Alieno

Charles Darwin: non sono d'accordo in nulla, compreso il tuo dire "distanza siderale dall'oggi".

Anzi, è mostrata benissimo con i tuoi commenti, la continuità con l'oggi, mostrando anche bene le ragioni e le cause dell'oggi nei suoi aspetti più tristi e nocivi nella continuità di progetto che fu deleterio appunto.

Avevo scritto commento argomentato ma poi ho pensato che tutto sommato, forse non è necessario proprio in quel palesarsi così bene anche senza indirizzare e spiegare.

Comunque, se occorre, ho salato quel commento poi non pubblicato.

Ciao, ogni ben,

Alieno

15
15 Feb 2011
alle 11:16

Charles Darwin

Postilla (altrimenti non si capisce) Carretto scrive nel 1963: distanza siderale dall'oggi.

14
15 Feb 2011
alle 11:07

Charles Darwin

Presenza possibile ? La domanda in sé mi pare oziosa, segno di una cristianità che ha disimparato ad essere minoranza ma che soprattutto anziché pensarsi in termini "assoluti", cattolici ed eterni sa solo arroccarsi ed identificarsi con gli spazi di potere conquistati in una regione definita ed in un'epoca definita. Copio ed incollo, perdonate la lunghezza:

Anche stasera è Abdaraman che m'accompagna all'eremitaggio per l'adorazione: duecento metri che percorriamo insieme, tenendoci per mano e conversando del più e del meno.

  Ma sapete chi è Abdaraman? È un ragazzino mussulmano di forse otto anni. Dico "forse", perché qui non esiste l'ufficio di stato civile, e nessuno prende nota della nascita di un bimbo; così pochi conoscono la loro età con precisione.

  Abdaraman non va a scuola, pur essendovi una scuola al di là dell'Oued, frequentata dagli Europei e da qualche "mosabit", figlio di commercianti del luogo. Non va a scuola, perché suo padre Aleck non lo lascia andare.

  "Aleck - gli chiedo - perché non mandi i tuoi figli a scuola?".

  Aleck mi guarda profondamente e mi dice: "Fratel Carlo, non mando i miei figli a scuola, perché diventano cattivi. Guarda i ragazzi che vanno alla scuola: non pregano, non ubbidiscono più e cercano solo di vestir bene".

  Abdaraman è completamente nudo: sembra una bella statuetta d'un color grigio scuro, risultato d'infiniti incroci tra l'Africa nera deportata schiava qui, e l'Africa bianca delle tribù del nord: Arabi, Berberi e Tuareg.

  Abdaraman è mussulmano, ha subito la circoncisione come tutti i figli d'Ismaele ed è della stretta osservanza. Suo padre Aleck è un bravo uomo, rico di fede e di figli. Quando viene il mese del Ramadan digiuna dall'alba al tramonto, pur continuando a lavorare il suo campo lungo la sponda dell'Oued di Tamanrasset. Aleck è veramente religioso e ogni anno ricorda il sacrificio di Abramo con l'uccisione di un montone e in tale occasione compera un vestito chiaro di cotono a tutti i suoi piccoli. La sua fiducia in Dio è totale; e, anche se povero povero, non ruba, ma vive del suo lavoro, che consiste nello scavare per mesi e mesi nella sabbia dell'Oued un canale sotterraneo chiamato "seghia"e per altri mesi coltivare il suo campetto che ha bisogno d'acqua almeno tre volte la settimana.

  Una volta arrivò la Legione straniera e si accampò lungo la "seghia"scavata nella sabbia e che porta l'acqua al grano di Aleck.

  Naturalmente l'acqua venne a mancare e il grano di Aleck incominciò ad appassire.

  "Aleck - gli dico, - se continua così, il tuo grano secca. Va' a dire al capitano che la "seghia" è tua, e che metta il campo altrove".

  Aleck mi risponde: "Allah è grande e provvederà per i miei figli"; e lascia morire il grano, mentre i legionari lavano i camion e si gettano l'acqua addosso per scherzare.

  Dunque: Abdaraman mi accompagna stasera all'eremitaggio. Il sole è tramontato e l'aria si è fatta fresca, propizia al passeggiare. Abbiamo sempre molte cose da raccontarci, perché ci vogliamo veramente bene. Ogni mattina me lo trovo davanti alla cella in attesa ch'io finisca la meditazione. Sovente prendiamo il the assieme; ed egli mi dice che gli piace molto il pane che faccio io. Abdaraman ha sempre appetito; ma non mi chiede mai nulla: sono io che debbo indovinare.

  Questa sera è serio e risponde a stento alle mie domande. Capisco che ha qualcosa di importante da dirmi e non osa.

  Ma so che non tarderò a sapere, perché tra me e lui non ci sono segreti.

  "Che cos'hai, Abdaraman, stasera? Perché non parli?".

  Silenzio.

  "Non hai mangiato il 'couscous'?".

  Silenzio.

  "Ti ha picchiato il babbo?".

  Silenzio.

  "Il fenek è scappato dalla gabbia?".

  Silenzio.

  "Ma parla, Abdaraman; apri il cuore al tuo amico fratel Carlo".

  Abdaraman scoppia a piangere e il suo corpo nudo si agita e si contrae.

  È uno spettacolo vederlo piangere: ce la mette tutta; e le lacrime, dopo aver irrigato il volto, continuano la marcia sul petto e sul ventre.

  Ora sono io che faccio silenzio. Debbo attendere la pacificazione degli elementi.

  Gli serro più forte le mani in segno di affetto.

  "Allora, Abdaraman, che cosa ti fa piangere?".

  "Fratel Carlo, piango perch'` tu non ti fai mussulmano!".

  "Oh - esclamo io - e perché mi debbo fare mussulmano? Abdaraman, io sono cristiano e credo in Gesù. Io prego il Dio che creò il cielo e la terra come te, e le nostre preghiere vanno nello stesso Cielo, perché di dei ce n'è uno solo. E il mio Dio è il tuo Dio. È Lui che ci ha creati, ci nutre, ci ama. Se tu farai il tuo dovere, non ruberai, non ucciderai, non dirai menzogne; se tu seguirai la voce della tua coscienza, andrai in Paradiso; e sarà lo stesso Paradiso del mio, se anch'io avrò fatto ciò che Dio mi comanda. Non piangere più".

  "No, no - mi grida Abdaraman; - se tu non ti fai mussulmano, vai all'inferno come tutti i cristiani".

  "Oh, questa è bella, Abdaraman! Chi t'ha detto che andrò all'inferno se non mi darò mussulmano?".

  "Me l'ha detto il Taleb (maestro della scuola coranica) che tutti i cristiani vanno all'inferno; e io non voglio che tu vada all'inferno".

  Siamo giunti vicino all'eremitaggio e Abdaraman si ferma. Più avanti non è mai venuto. S'è sempre fermato a una decina di passi da quella costruzione, e per tutto l'oro del mondo non entrerebbe, come se là dentro ci fosse una misteriosa diavoleria interdetta ai piccoli mussulmani.

  L'amore che ha per me, ed è molto, s'è sempre urtato contro questo muro che ci divide e che stasera prende addirittura il nome così tremendo: "inferno".

  Gli dico: "No, Abdaraman; Dio è buono e ci salverà tutti e due; salverà tuo padre, e tutti andremo in Paradiso. Non credere che per il solo fatto ch'io sono cristiano andrò all'inferno, come io non credo che tu ci andrai perché sei mussulmano. È così buono Iddio! Forse non hai capito bene che cosa voleva dire il Taleb; forse ha detto che i cattivi cristiani vanno all'inferno. Sta' tranquillo; va' a casa a recitare la tua preghiera mentre io reciterò la mia; e prima di terminare, di' questo a Dio, come dirò io: - Signore, fa' che tutti gli uomini si salvino. - Va' ...". Ed entro triste nell'eremitaggio, in questa piccola costruzione di fango, costruita dallo stesso Charles de Foucauld, che volle farsi chiamare Piccolo Fratello universale e che qui morì trucidato per ignoranza e fanatismo dai figli della stessa tribù di Aleck e Abdaraman.

  Ma stasera mi sarà difficile pregare! Quale tumulto di pensieri ha suscitato in me il mio piccolo amico!

  Povero piccolo Abdaraman! Anche tu vittima del fanatismo, dello zelo intempestivo dei cosiddetti "uomini di Dio", dei religiosi che manderebbero all'inferno metà del genere umano, solo perché "non sono dei loro!".

  Quanto è doloroso tutto ciò! Come è possibile che ciò avvenga? Che il filo d'amore che mi unisce ad un fratello sia spezzato dal presento "zelo per Dio"! Che la religione, invece di essere motivo di unione, divenga trincea di morte o per lo meno di odio inconfessato. Meglio non averla questa religione che divide. Meglio brancicare nel buio che possedere una simile luce!

Dopo un'ora di sforzo per raccogliere la mia povera anima dinanzi al silenzio dell'Eucaristia, mi sono accorto che le lacrime rigavano la mia "grandura"bianca. Ero io ora che piangevo. E sapete perché?

  Facendo l'esame di coscienza per purificare la mia anima e non quella di Abdaraman dal settarismo mi era tornata alla memoria una scena che risaliva alla mia infanzia. Avevo allora otto anni, proprio otto anni come Abdaraman. Vivevo allora in un villaggio all'ombra di un antico campanile. Non era molto religiosa la popolazione, ma era chiusa e tradizionalista all'eccesso.

  Un giorno venne un uomo a vendere libri, passando di casa in casa. Non capivo molto, allora, ma fu la prima volta ch'io intesi la parola "Bibbia".

  Si produsse nel villaggio un'agitazione strana. Prima nelle donne, poi in tutti; chi per zelo, chi per rispetto umano.

  Si sentirono nell'aria grida isteriche d'una donna. Da una finestra gridava:

  "Barbet, barbet. Non abbiamo bisogno della tua religione. Va' via di qui".

  L'agitazione raggiunse i ragazzi.

  L'uomo camminava in mezzo alla strada, pallido. Aveva i libri in una grande borsa scura, pesante.

  Una donna gli tirò dietro un libro che aveva avuto poco prima. L'uomo s'abbassò a raccoglierlo senza voltarsi. Una pietra scagliata da un ragazzo lo colpì nella schiena. Accelerò il passo, seguito dai ragazzi a distanza. Ciascuno aveva in mano una pietra. Tra quei ragazzi c'ero anch'io.

  La sera, alla benedizione eucaristica del mese mariano, il parroco ci lodò, perché avevamo difeso la trincea della parrocchia.

  Sembra nulla; ma a distanza di quarant'anni, e particolarmente stasera, quella scena acquista un valore ed una gravità tutta nuova.

  Non mi sono mai confessato d'aver tirato un sasso dietro ad un uomo indifeso, e per zelo religioso. L'episodio si iscrive in un mondo che accettava simili cose, senza vederne tutta la malvagità.

  Ma a distanza di mezzo secolo le cose sono cambiate.

  C'è nell'aria qualcosa di nuovo. Un soffio dello Spirito anima l'universo intero. Un mondo vecchio muore e un altro nasce. Altra sensibilità, altre esigenze, altre forze. Siamo all'alba di un'epoca marcata da un gran desiderio d'amore e di pace tra i popoli e tra gli uomini.

  La verità e la carità sono in marcia di nuovo per incontrarsi; e il rispetto della persona umana è diventato il rritornello, il canto di tutte le genti.

  Un senso ecumenico scioglie i nodi più complicati; e un desiderio di conoscerci e di capirci supera di gran lunga la tentazione di rimanere chiusi nella vecchia cittadella della nostra presunta verità.

  L'uomo, forse, per la prima volta esce in campo senza difese e con la speranza di incontri fecondi.

  L'amicizia sta diventando la normale via dei rapporti umani e le guerre di religione sono confinate nella storia del passato.

Abdaraman, mio piccolo e caro Abdaraman, non temere; ci ameremo ancora e ci incontreremo; e... non solo in Paradiso.

(da Carlo Carretto, Lettere dal Deserto)

 

13
13 Feb 2011
alle 00:13

Alieno

Dicevo che "Non si può essere liberali in casa d'altri e reazionari e oscurantisti in casa propria."

può prestarsi per la lagnanza anche di un movimento nazi, che ci spiega che da noi non si è liberali: la sua proposta è discriminata dalla libertà di manifestarsi e progettualizzarsi e difatti, tanto siamo "illiberali" che consideriamo reato l'apologia del nazismo.

Come se ne esce per esempio?

Per esempio constatando che il "liberalismo" di per sé per noi è insufficiente, non strutturato adeguatamente, non basta insomma, da solo per garantirci nulla di buono.

Occorre allora riconoscergli una più solida struttura, perché possa diventare adeguato per noi.

Per esempio, conferendo al liberalismo una base etica su cui poggiare. Come quella cristiana. Che ci permetta insomma di aver riferimento utile per capire che il nazismo non va liberato e promosso, ma discriminato in nome di un liberalismo che ha una base cristiana a renderlo evidente...

Se ad una cultura di tipo liberale, strutturata con una base cristiana, mettiamo davanti un comunismo, ugualmente risulterà evidente disegnare il terreno e le regole in cui proposte in offerta si confrontano tra loro liberamente.

Ugualmente con la Shari'a: un liberalismo da solo, senz'altra base etica e dovendo essere da solo il riferimento per proporsi, non ha nulla da oppore perché la Shari'a sia promossa.

E la conseguenza inevitabile sarà che alla fine, una pianta così fragile di radici, un liberalismo così insufficiente, inadeguato, non resisterà a lungo.

Sarà importante allora che liberalismo e base cristiana possano proporsi anche in una dimensione di laicità possibile, ma non di un laicismo che renderebbe quella base cristiana, insignificante, irrilevante, ininfluente nella progettualità e nelle definizioni di confini e regole, perché il laicismo confinerebbe l'etica cristiana fuori dal piano visibile e da quello di capacità vigile e costruttiva, al massimo il laicismo lasciandogli una dimensione intima, privatistica in cui poter esistere e resistere. Ma non sarebbe lo stesso.

Dunque cultura liberale, base cristiana, una dimensione laica e non laicista è la struttura più adeguata da proporsi.

Alieno

 

12
11 Feb 2011
alle 21:52

Alieno

Ops... il mio commento 8... mi accorgo solo adesso..ero convinto che fosse andato perduto, mi si era piantato il Pc ed ho riavviato. Non ci avrei scommesso un soldo che fosse andato invece: meno male che non mi piace scommettere, eh eh.

Pertanto, Pinco, scusa la ridondanza dove mi rivolgo a te,

non era prevista.

Ciao,

Alieno

11
11 Feb 2011
alle 17:27

Alieno

Avevo saltato una parola e non sarebbe altrimenti chiaro il concetto:

doveva essere correttamente "E la realtà è che sia impossibile rinuncia e necessario anche ad un liberale..".

Pardon.

Alieno

10
11 Feb 2011
alle 17:17

Alieno

Albo, tu chiedi:

gli Atei italiani, possono ed in che modo, essere vivi e presenti all'interno di società a forte presenza cattolica?

Io credo che conferme e risposte concrete, tu possa averne concretamente leggendo la realtà.

La forte presenza cattolica, come ben puoi vedere, non impone nella società delle discriminanti impietose, durissime come in ogni realtà ove la Shari'a si applica (e dove dunque, il blasfemo rischia carcere, la flagellazione, l'impiccagione ecc.), né come in quelle dove s'impone un regime di pensiero ateo, com'é accaduto e tutt'oggi accade in regimi comunisti, dove sacerdoti e credenti, sono costretti sovente alla clandestinità, alla persecuzione, alle minacce ed ai ricatti non di meno che dove si applica severamente la Shari'a in una coerenza ai fondamenti dell'Islam.

Ciò che vedi nella realtà intorno a te e ciò che puoi apprendere delle realtà più distanti che dicevo, dovrebbe già dirti qualcosa delle risposte alle domande che poni.

Certamente un Ateo nella nostra realtà di cui specificatamente chiedi, non rischia una fatwa di morte, né un gulag o un laogai.

Quindi una domanda è già evasa: gli Atei Italiani possono essere vivi e presenti ed anche con grandissima serenità a riguardo, non sono minacciati dalla "presenza cattolica."

Quali rapporti di forza e quali segni di presenza poi chiedi. Anche qui, noterai, hai già risposte osservando la realtà manifesta mi pare.

Troverai anche, per esempio, che sia possibile tra atei e cattolici, individuare dei comuni denominatori, comuni e rintracciabili per una progettualità costruttiva pur attingendo da sorgenti etiche e riferimenti di ispirazioni diverse. Non sarà certo un denominatore comune individuabile la questione del crocifisso e magari, nemmeno una legge specifica ad hoc per difendere i gay dalle persecuzioni trattandoli come una razza a parte, una specie umana diversa, magari in estinzione perché ammazzata a fucilate o con trappole mortali, nella convinzione che la tutela dell'essere umano sia più adeguata e giusta per non arrivare ad ottenere di imporre una discriminante per ovviarne un'altra.

Ma questa convinzione per cui la difesa, il rispetto, il riconoscimento della dignità di persona spetti a chiunque, quale sia colore, stato sociale-economico, orientamento sessuale, opinione politica ecc., è appunto uno tra i tanti esempi, infiniti esempi in cui gli uomini di buona volontà possono individuare dei comuni denominatori, siano essi atei, siano cattolici, nella progettualità d'un bene comune e di una migliore convivenza serena.

Così come ci potranno essere cattolici che offriranno lo spazio d'una mediazione, delle aperture, così come ci saranno degli atei sì illuminati dalla ragione, ma non piegati dall'ideologia e dall'odiologia a fare altrettanto e comunque a lavorare alla ricerca di quei valori comuni denominatori, quelli che spesso, sono definiti proprio per distinguere questa loro più serena, oggettiva, illuminata capacità della ragion laica ed atea che la ragione non la umilia in un'odiologia (come quella spesso manifesta contro la cattolicità, la Chiesa,  crocifissi), definiti diversamente dicevo, a distinguerli: gli atei devoti. Che ahimé, è spesso usato dall'odiologia culturale in senso dispregiativo, ma del resto per quel fanatismo della ragione, ormai anche il sol termine credente (vale per ignorante credulone) o cristiano (ovvero cretino) e prete (basta la parola e difatti, la usano nell'intenzione offensiva che mai finisce di stupirmi, più o meno dando del prete e del clericale a chiunque non sposi il loro fondamentalismo ateo che comprenda in toto l'odiologia).

Ma... riguardo alla tua chiusa: oscurantisti in casa propria? Ma sarà semmai il contrario se come dici, c'è una forte presenza cattolica e c'è chi si propone l'offesa e l'umiliazione della ragione stessa della laicità e del buon senso anche, rivendicando turbe e problemi per le giovani menti cresciute andando a scuola ed avendo sulla parete un crocifisso. Che dovrebbe solo far ridere, tanta è sfacciata l'ipocrisia, la pretestuosità: frotte di giovani menti così han vissuto i tempi di scuola, con un crocifisso e crocifissi a lungo anche nelle aule di tribunale e però, non mi pare che ciò abbia impedito agli atei ed agli anticlericali tout-court di prosperare intanto vivi e vegeti e non sotto minaccia di morte, perché non siamo in un regime ateo-comunista, né in uno islamico dove la shari'a è la legge di riferimento, ma paradossalmente, quel crocifisso sembra far prosperare una varietà ed una libertà enorme invece di uomini, cattolici e non che siano, senza prevaricarli e costringerli.

Insomma, se deve esser simbolo che concretamente gli si vuol riconoscer potere effettivo, pratico d'influenza didattica e performante perché è ciò che asserisce chi ha iniziato la causa spalleggiato dallo Uaar arrivando con accanimento fino a Bruxelles, che quel Crocifisso ha rilevanza, fa la differenza (altrimenti perché proporsi la briga dell'iniziativa giudiziaria?), se proprio deve essere così sfacciatamente riconosciuto trasversalmente che quel Crocifisso ha significati,

la realtà mostra bene quale sia: la libertà in cui far prosperare il rispetto per gli uomini, al di là della loro condizione e della loro idea. Orde di futuri iperlaicisti ed atei hanno conosciuto aule con il crocifisso e la loro mente non è apparsa pregiudicata, non mi risulta che quei teneri virgulti siano a causa del crocifisso, disturbati, impediti, in manicomio per questo.

Ciò nonostante, si parla di oscurantismo, di "reazionari".

Ma reazione allude ad un'azione di riflesso, di risposta ed avversa: i reazionari sono proprio coloro che in reazione al crocifisso ed avversandolo, vanno a Bruxelles e tentano maldestramente di ribaltare la realtà e di confonderla strumentalmente alla propria ideologia caro mio.

Qui c'è tra l'altro da osservare pratiche e metodi tipiche di ideologie con vocazione violenta e dittatoriale nell'uso menzognero ai fini di propaganda, si slogan ed espressioni martellanti e ridondanti fino a suggerire un ammassamento di cervelli, una massa che con automatismo ripete lo spot del volantino, del breve gorgheggio e rutto dialettico semplificato che passa la megafono, del ridicolo e patetico parto, ma maligno nell'intento perverso, studiato a tavolino da qualche salottino intellettuale che poi seduce e droga fragili menti che in nome della libertà e dell'autonomia critica, dimostrano di non sapere nemmen dove stiano di casa e di desiderare solo un'altra dose, un'espressione di cui strafarsi ripetendola continuamente fino a stordirsi ed arrabbiarsi pure sempre di più nel farlo, anzi, sospetto nell'intento di mantenersi proprio così, costantemente in..'zzati come l'automobilista di Gioele Dix, ma contrariamente al personaggio, completamente incapaci di suscitar simpatia.

Questo parlare per frasi fatte... senza nemmeno la necessità di riflettere sui contenuti di ciò di cui si parla e straparla.. senza nemmeno considerare le implicazioni, le estensioni di riflessioni da fare perché abbia senso parlarne..

"Non si può essere liberali in casa d'altri e reazionari e oscurantisti in casa propria."

Ma che vuol dire? Nulla: sono spot, è propaganda, è il niente che si vuol elevato a sostanza nella finzione ipocrita che a forza di ripetere il niente, questo possa assumere consistenza.

La stessa frase potrebbe dirla un nazista, un cannibale, uno stupratore seriale, un pedofilo, un comunista, facendo uguale lagnanza: "vi dite tanto liberali e poi mi rompete le balle, non posso promuovere con miei sodali la mia causa: siete oscurantisti, siete reazionari!"

Beh, non è così, anzi, è la ragione di chi straparla così delirando senza sapere di cosa, non importa a lui, nella sua paranoica necessità di sintesi estrema, che è oscurata e reazionario è il secondo neurone degli unici due di cui dispone, avverso al primo e non c'è verso che facciano pace se non per parlare a vanvera, ma insistendo che così non sia.

Non ci prendiamo in giro: essere liberali non significa che non c'è più necessità di dover discriminare, anzi.. c'è proprio la necessità aggiunta di dover MEGLIO discriminare.

Il pensiero liberale si è radicato in Occidente e non per questo via libera all'apologia del razzismo, del nazismo mi pare: poverini, idee discriminate, è oscurantismo, si è illiberali?

E' evidente che mancano degli elementi, dei tasselli per trovare congruenze con la realtà. E la realtà è che sia impossibile e necessario anche ad un liberale, dover discernere e discriminare.

Cosa? Ciò che si ritiene più oggettivamente riconoscibile come buono e cosa no, cosa bene e cosa no, cosa giusto e cosa no.

Ecco perché ci sono degli atei "devoti". E liberali affatto oscurantisti che non hanno interesse,priorità né convincimento che si debba togliere crocifissi e però, l'occasione purtroppo, per constatare l'abbrutimento della ragione (e la strumentalizzazione ideologizzata anche d'un pensiero, una cultura liberale) in una superficialità, in una banalizzazione delle considerazioni da fare.

Gli Usa, che a lungo tempo sono stati il modello di riferimento nel mondo di cultura e pensiero liberale, almen prima che subentrasse la schiacciante presenza islamica a ridurne il portato, comunque prima e fino a poco tempo fa riconoscibili ed anzi, contrapposti al modello di rappresentazione di sistemi antiliberali (comunisti, dittature teocratiche tipo quella khomeinista iraniana ecc.),

nelle aule giudiziarie, facevano giurare sulla Bibbia. Il motto di quel formidabile esempio e modello di sistema FEDERALISTA con tratto identitario nella concretizzazione d'un pensiero liberale senza pari, aveva ed ha il suio motto noto internazionalmente, ovunque: "IN GOD WE TRUST", è il motto nazionale degli Stati Uniti d'America.

Ma possibile che mentre negli Usa cresceva lo spirito e la cultura, il pensiero e l'identità liberale, noi avessimo un PCI, giovani magistrati ad amoreggiar con giornalisti di Lotta Continua e simpatizzanti delle barbare violenze rivoluzionarie rosse? Possibile che a noi sia toccato in sorte la devozione mistica per Togliatti (il migliore addirittura), poi Berlinguer, possibile mentre la proposta di Federalismo e pensiero liberale diventava noto in tutto il mondo, noi lo diventassimo invece, per il Paese dove ogni investimento straniero doveva confrontarsi con un clima surreale, dove a scuola, in fabbrica, negli uffici era sciopero un giorno su tre, dove gli operai si sentivano tutelati dai magistrati boicottando le catene di montaggio, il regolare svolgimento di lezioni a scuola, nelle università, possibile?

Possibile che ancora oggi, anno domini 2011, mica secolo scorso dove nonostante mezzo secolo fosse ben più che sufficiente distanza, forse l'influenza con la prima parte di un delirio ideologico senza fine era ancor troppo potente, ma oggi, oggi, l'alternativa debbano essere un Vendola, che meditino di aver probabilità di successo comunisti, neocomunisti, veterocomunisti, comunisti rifondati ben contando su chi è già disposto a riportarli in Parlamento? Nel 2011? Cultura e politica che si ispira e si colloca in continuità senza nemmeno imbarazzo con l'identità, il pensiero, la cultura che fu ciò che di meno liberale potremmo mai immaginare anche con sforzo di fantasia e però, sentendo proprio da costoro magari, le farneticazioni di sempre, la divulgazione della balla sistematica: fascista, oscurantista, reazionario...

a chi?

Ma la domanda non è chi è..

la domanda è: PECCHE'? :-)))

Il crocifisso è un simbolo di libertà. Sta bene dov'é perché come simbolo funziona sempre egregiamente: meglio di un evidenziatore fluorescente, è sempre capace di svelare gli ipocriti, i farisei e coloro che straparlano di cose che non ben conoscono ed amano,

come la libertà appunto. Il crocifisso, vedi, li fa affiorare alla luce, li fa uscire dall'ombra, li scomoda e li costringe ad uscire dall'oscurità in cui abitano recandosi a Bruxelles se occorre nel tentativo  di oscurare sempre più spazio e libertà. Funziona a meraviglia, lasciamolo lì dove è che sta benone. :-))

Alieno

9
11 Feb 2011
alle 16:12

Alieno

Pinco, leggevo il tuo commento 4 e m'è presa una tristezza...

eeeh.. si fa presto a dire che "(..) resterà quindi solo alieno."

E però, intanto, in questo momento in cui leggo, osservo che Albo ha resistito ben 4 giorni più di me e tu hai voluto strafare, resistendo senza sparire dal blog, ben 5 giorni più di me.

Per non parlaredi Don Paolo stesso, i cui interventi sono per molti paragonabili ai racconti mitici, per altri solo leggende metropolitane che si narrano mica fatti realmente accaduti, comunque sia evento epocale un suo intervento e pure lui, pure lui ci si mette dimostrando che si può aver voglia di scrivere nel blog più a lungo di me e così, tutta la mia fama, il mio prestigio, l'avviamento di carriera quale testimone di maggior resistente e paziente, anche a costo di esser monologante ove gli altri via via cedono, si arrendono, la lunga testimonianza di esser giusto e capace nel giudizio, mai riversando odiose vendette e mischiando sentimenti personali in cerca di riscatto nel relazionarmi agli altri, salomonico anche nel giudicare il mio più astioso nemico, ciò nonostante concedendomi di tutto, battute, ironia, repliche lapidarie o rimbalzanti, di nulla privando mente e cuore ed occhi nella possibilità di divertirmi pure assai e tanto più quanto si voleva scoraggiarmi di leggerezza, tutto ciò che faticosamente, pezzettino dopo pezzettino, ho edificato a lungo qui per meritarmi, giustamente un "si finisce per parlare da soli, resterà quindi solo alieno.", che già di per sé sarebbe dovuta essere il desiderio più grande di ogni alieno su passineldeserto, il più ricco alieno sul blog, ecco che crolla in poco tempo lasciandomi sconfitto a riflettere che "I piaceri e le ricchezze non procurano la felicità." 

Roba da cadere in depressione, da non crederci, tutti han resistito quanto e più di me ed anche tra coloro, proprio loro che tante volte han ripetuto e riconosciuto che solo l'Alieno sarebbe rimasto, solo l'Alieno monologando anche in un blog senza commenti pubblicati per settimane ed invece, eccomi qua, proprio da costoro superato e non ho osato dar sguardo agli altri post se non fugace per veder pure di peggio: tutti hanno avuto più paziena, caparbietà e capacità monolante dell'Alieno ed allora a me non resta che constatare con tristezza ciò che resta della mia giustezza e della mia felicità.. che cosa è mai la felicità?

Ond'io ho detto in cuor mio: 'La sorte che tocca allo stolto toccherà anche a me; perché dunque essere stato così savio?' E ho detto in cuor mio che anche questo è vanità.  Poiché tanto del savio quanto dello stolto non rimane ricordo eterno; giacché, nei giorni a venire, tutto sarà da tempo dimenticato. Pur troppo il savio muore, al pari dello stolto! "

E poi ancora:

"Poiché Iddio dà all'uomo ch'egli gradisce, sapienza, intelligenza e gioia; ma al peccatore dà la cura di raccogliere, d'accumulare, per lasciar poi tutto a colui ch'è gradito agli occhi di Dio. Anche questo è vanità e un correre dietro al vento."

Anche volendo, mai avrei tempo, forza e salute per risponder di ogni commento e spunto di riflessione pubblicato come meriterebbero, come mi divertirebbero sinceramente interessato..

vanità, vanità, vanità..solo vanità.

Alieno

P.S.: Pinco: forse è giunto il momento che ti consegni lo scettro di colui che testimonierà d'essere l'unico giusto capace di resistere e restare anche nelle avversità, a scrivere nel blog.

Forse è giunto il momento che tu sia più prudente ed avventato nei giudizi, pur essendo più giusto d'altri, ancora troppo giovane e mancante d'esperienza in questo troppo slancio seppur di spontanea bellezza, simpatico a suo modo.

Per esempio, vigilando di non rimproverare agli altri, ciò che tu credi e pensi di non esser disposto a fare. E che invece hai capacità e volontà per fare ed anche meglio. :-))

Perché è assai probabile che i miei interventi saranno sempre più rari (e non certo per la questione dei post pubbicati ahimè, ma per più valide e tristi ragioni a togliermi forza..) e però, ti confesso, che sapere di lasciare pian piano e tu restando (e ci furono momenti in cui dubitavo ne avessi voglia, di ritornare: così dicevi, un po' scoraggiato), tu restando beh, mi concede un sorriso ed una piccola consolazione.

Sarà un bel pensare immaginandoti ancora in piedi, a fare il tuo viaggio, i tuoi passi nel deserto, scoprendo, imparando e migliorando sempre, ciò che ti auguro, la tua capacità di soprenderti, stupirti, meravigliarti di te stesso e degli altri, restando in piedi, sostenendo in piedi se occorre, chi cade e si scoraggia nel cammino.

Ciao, :-)

Alieno

Ciao amico

 

8
10 Feb 2011
alle 20:01

Alieno

Pinco, al commento 4 (ed ultimo nel momento in cui scrivo):

ma che...diamine mi combini: ma che, ce l'hai per caso con me? :-)))

Non essere avventato ed imprudente nel dare giudizi.

Come puoi vedere, sei in errore di presunzione possibile, non hai elementi sufficienti per emetter sentenza, rimproverando a Don Paolo che così continuando, cito le tue parole, "si finisce per parlare da soli, resterà quindi solo alieno" : tu, parrebbe, hai resistito proprio con il tuo commento, un giorno e due ore più di me. ^_^

E non solo tu, ma anche Albo, noterai. Però Albo non perde tempo per giudicarmi e non perde nel momento in cui scrive (ed è ragionevole prendere in considerazione ciò che ci è manifesto e leggibile) ed anzi, pone delle questioni interessanti (ché altrimenti rischierebbero di restare fuori, ingiustamente, dall'utile ed ampia riflessione da fare).

Allora lascia che ti dica, con affetto che ti riservo da tempo:

stavi scherzando veeerooo? ;-)))

Sei troppo intelligente per cadere nell'inganno di dar a me la colpa di ciò che TU, eventualmente, non sei disposto a fare,

come resistere qui.

Che ti dico, non è nemmen scontato, le difficoltà le avverto anche io. Ma essendo pur sempre quello che si propone di guardare con varietà di prospettiva la realtà ed anche le nuove condizioni che si presentano ed affatto disposto a concedersi solo interpretazione di nichilismo e pessimismo cosmico,

ti dirò: già intanto il ritardo della pubblicazione dei commenti, ha messo in luce cose straordinarie che altrimenti forse, senza l'occasione, non avrebbero fatto emergere delle cause a manifestarsi in un effetto. Come il fatto che tu sappia resistere meglio di quanto tu dica e credi e chissà, magari molto meglio di me, pure.

Non tutto il male vien per nuocere insomma. :-)

Uscendo dalla disgressione e ritornando al tema, stesso spirito e principio è da applicarsi alla realtà della cristianità perseguitata in terra islamica, che per quanto possa essere anche severa maestra, ci può in quel doloroso manifesto, stimolare, motivare ed insegnare ciò che dobbiamo proporci per l'Oriente e per l'Occidente, per la cristianità nel mondo, per beneficio dell'umanità tutta come si propone nel portargli speranza, proprio la cristianità.

Ma per quanto mi riguarda, con sincero affetto anche per tanti altri: atei devoti, islamici moderati, buddisti ed ogni altro uomo di buona volontà che voglia riconoscere il tratto di un progetto comune, con dei comuni denominatori da portare avanti in una progettualità.

Per esempio, rintracciandoli nella promozione del riconoscimento di valori di dignità umana fondamentali, elementali quasi mi verrebbe da dire, nel senso che anche un bambino alle scuole elementari può comprenderli, valori per cui non si non si può legittimare, né restare silenti quando si impicca o lapida un blasfemo, un apostata, chi fa proselitismo, chi esprime le sue opinioni liberamente, un'adultera, un gay, un ebreo, un cristiano o chiunque altro, anche ateo ovviamente, in quanto uomo, essere umano ed è qui, su questo punto in cui investire un dialogo ma autentico e non farlocco, nel porsi dei traguardi chiari, costruttivi.

Questo dialogo con l'Islam, fatto di schiettezza, autenticità, intendo, però non è mai cominciato davvero: se ne parla tanto e troppo e però, si constata osservando con umiltà la realtà manifesta, i frutti, con onestà intellettuale, che è solo un contenitore rimasto quasi vuoto, è vetrina, facciata, apparenza,

non sostanza, per la quale occorre anche coraggio e volontà di ricerca di autenticità.

E l'Occidente tutto, direi con spirito sinceramente autocritico in questo, perché così mi considero identitariamente, occidentale,

è tutt'altro che operante nella ricerca di autenticità: è un delirio di schizofreniche e contraddittorie, incongruenti proposte, incoerenti fino all'incompatibilità, all'insanabile convinvenza, è l'esercizio metodico dell'ipocrisia capace di tagliare perfino il ramo ove siede e di proporsi di tagliarsi gli attributi per far dispetto a qualcuno, metafora che suggerisco volentieri per le strumentalizzazioni con doppio fine di riscatto, di vendetta, di continuità odiologica-odiologica per cui vedere tutto il peggio di tutto:

il cattolico che non immune da sentimenti antisemiti, offre il suo solidale sostegno all'antisemitismo islamico, l'ebreo che in virtù dell'ostilità verso i cristiani, sposa pregiudizialmente sostenendo una denigrazione continua della Chiesa, del Papa.. l'ateo magari pure comunista, che difende i Fratelli Musulmani che si propongono di estendere sull'umanità la Shari'a, magari deliziato che ciò dispiaccia e tormeni cristiani e Chiesa,

moralisti di ogni sorta che vedono nell'Islam la soluzione, il riscatto, la via salvifica contro usi e costumi anche aberranti, estremamente licenziosi, mentre tu capisci, tra burqa e niqab, frustate, carcere, tortura, impiccagione o lapidazione, shari'a istituzionalizzata o  fatwe punitive da applicare anche solo in virtù della propria autonomia individuale di iniziativa, magari con istituzioni a strizzare con complicità uno o anche due occhi, capisco insomma,

che è sempre la stessa storia: si stava peggio quando si stava peggio ed anche si starà meglio quando si starà peggio, o vediamo se imparano come si sta al mondo.

La tentazione di comode scorciatoie, ovviamente, ha una sua seduzione nella sintesi e nella velocità che si propone salti e trucchi, forzature per ottener risultati qualitativi, in nome del consumo di massa, della quantità.

A noi invece spetta, responsabilmente e prudentemente, la via più lunga, magari più tormentata e faticosa, del buon giudizio: non la scorciatoia del pregiudizio, quale che sia il suo segno.

O almeno, è così che la penso, ma so di non esser certamente solo in questo, grazie al cielo.

Alieno

 

7
10 Feb 2011
alle 19:33

DON PAOLO PADRINI

ci sto ensando...credo che proverò a ritentarci...

6
10 Feb 2011
alle 19:26

Pinco

Non si deve scusare don Padrini, per la gran carità, ma perchè non riprova a "liberalizare" il blog? Facciamo un'ultima prova, lasci all'intelligenza di chi partecipa isolare chi non merita di intervenire, basterà non rispondere a chi insulta, a me per primo qualora ricadessi nell'errore.

Che ne pensa??

Pinco

5
10 Feb 2011
alle 16:26

DON PAOLO PADRINI

mi scuso per il ritardo nella verifica dei commenti.....

4
10 Feb 2011
alle 16:02

Pinco

Come si fa a partecipare ad un blog dove gli interventi vengono pubblicati dopo settimane intere ???

Una cosa è la moderazione, un'altra è la presa in giro !! Si perde completamente il senso della discussione e dialogo, si finisce per parlare da soli, resterà quindi solo alieno

Pinco

3
09 Feb 2011
alle 14:22

albo

Qualcuno dovrebbe porsi questa più urgente e vicina domanda: gli Atei italiani, possono ed in che modo, essere vivi e presenti all'interno di società a forte presenza cattolica?

Quali rapporti di forza e quali segni di presenza possono rappresentare gli atei all'interno di situazioni "delicate" quali quella che sta vivendo attualmente l'Italia?

Cosa rispondere a chi impone a forza di leggi e sentenze (si veda il caso del giudice Tosti)i crocefissi?

Non si può essere liberali in casa d'altri e reazionari e oscurantisti in casa propria  ameno di essere ipocriti.

2
05 Feb 2011
alle 21:47

Alieno

Non ho capito: ma perché mai gli islamici dovrebbero distinguere "cristiani d'occidente" da "cristiani d'oriente" per decidere se meritano riconoscimento di dignità o rispetto per ciò in cui credono?

Mah. Va beh, com'è, come non è le ultime di agenzia:

"EGITTO: BOMBA CONTRO CHIESA CONFINE GAZA"

Al momento dell'esplosione l'edificio era vuoto

Ansa, 5 Febbraio 2011, ore 17:48.

ISMAILIA (EGITTO), 5 FEB - Un'ordigno esplosivo lanciato contro la chiesa Mari Gerges a Rafah, vicino al confine egiziano con la striscia di Gaza, ha causato un'esplosione. Lo hanno riferito testimoni, secondo i quali al momento dello scoppio l'edificio era vuoto.

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Quest'altra notizia invece, viene dall'agenzia Reuters ed è del 2 Feb 2011.

WIKILEAKS, TRE UOMINI DAL QATAR NELLA TRAMA DELL'11 SETTEMBRE

WASHINGTON (Reuters) - Un documento segreto Usa ottenuto da WikiLeaks rivela che alla preparazione degli attentati dell'11 settembre 2001 parteciparono tre cittadini del Qatar di cui finora non si sapeva nulla. Lo ha riferito oggi il "Washington Post". 

 

I tre uomini arrivarono negli Stati Uniti il 5 agosto 2001, sorvegliarono gli obiettivi e lasciarono il paese alla vigilia degli attentati, secondo un dispaccio diplomatico Usa.

 

"Hanno visitato il World Trade Center, la Statua della Libertà, la Casa Bianca e diverse zone in Virginia", prima di volare a Los Angeles, come dice il documento diffuso da WikiLeaks.

 

Un funzionario Usa, coperto da anonimato, ha detto che i tre del Qatar erano stati "attenzionati" pochi giorni dopo gli attentati, ma gli investigatori giunsero alla conclusione che non potevano essere incriminati, come ha scritto il Washington Post.

 

Il documento dice che i tre rientrarono in una lista stilata dall'Fbi nel 2002 di persone che le autorità volevano sentire a propostito degli attentati dell'11 settembre.

 

Lasciata la costa Est, i tre presero un albergo vicino all'aeroporto di Los Angeles. Lo staff dell'hotel disse agli inquirenti che avevano uniformi "tipo quelle dei piloti d'aereo" con stampato nome, compagnia aerea, numeri e orari del volo, si legge nel documento riservato.

 

Avrebbero dovuto andare a Washinton il 10 settembre 2001 sull'aereo che venne dirottato il giorno dopo e precipitò sul Pentagono, Invece, presero un volo per Londra e da lì andarono in Qatar il 13 settembre.

 

Il dispaccio segreto fu inviato dall'ambasciata Usa di Doha, in Qatar, l'11 febbraio 2010 a varie agenzie governative a Washington, raccomandando che un uomo identificato come Mohamed al-Mansoori fosse aggiunto alla lista di persone da tenere sotto osservazione, scrive il Post.

 

"E' sospettato di avere aiutato delle persone ad entrare negli Usa prima degli attentati per monitorare possibili obiettivi e di avere dato sostegno ai dirottatori", dice il dispaccio.

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Ma torno un attimo a ripetere la domanda:

perché è un problema e, presumibilmente, dovrebbe essere uno sbaglio non distinguere cristiani d'Oriente, dai cristiani d'Occidente?

Viene il sospetto che qualcuno abbia comodità ed interesse per nascondere i fondamenti elementali che legano una progettualità che va dall'anticristianesimo, all'antisemitismo e finanche con coerenza, all'antioccidentalismo,  che sono fortemente promossi nel mondo islamico, mimetizzando il filo coerente di quest'odio e disprezzo i comuni denominatori: il Qu'ran è duro sul giudizio di ebrei e cristiani ed impone una durezza di comportamenti, atteggiamenti ed azioni coercitive ed anche violente, legittimandoli tanto come diritto che come dovere che ogni islamico deve assumere su di sé.

E per quanto riguarda l'Occidente, l'odio dell'Islam fondamentalista (cioé che si voglia coerente con i fondamenti della fede e, pertanto, del Qu'ran) ha una solida ragione argomentativa: l'Occidente ha una solida matrice identitaria e fondativa, quella giudaica-cristiana.

Allora: non è che si nascondono degli elementi utili ad una riflessione più attenta ed adeguata, per promuovere una propria progettualità anti-occidentalista, nell'individuazione di comuni intenti o di comuni sentimenti di avversione all'Occidente?

Non è un'ipotesi irragionevole ed azzardata.

Sarà utile, per esempio, riandare un poco indietro negli anni, al 2002, raccontando di alcuni "incidenti" interessanti che coinvolgono Islam, Qatar, comunità di Sant'Egidio...

A raccontarli nella citazione che faccio a scopo di riflessione è il gruppo Espresso-Repubblica.

Ecco la storia che racconta di alcuni "incidenti di dialogo":

INCIDENTE A ROMA

Impresa non facile. Come ha mostrato un incidente scoppiato lo scorso 13 marzo a Roma a un convegno interreligioso organizzato da un´università cattolica americana, la Sacred Hearth University di Fairfield, Connecticut, e ospitato dal Centro Dionysia per le Arti e le Culture. Sul tema: "Preghiera e liturgia, impariamo dall´altro. Giudaismo, cattolicesimo, islam".

Subito dopo un intervento tenuto dal cardinale Carlo Maria Martini, ha svolto la sua relazione il segretario generale dell´Associazione musulmani italiani, Sheikh Abdul Hadi Palazzi.

E questi ha attaccato in termini ultimativi, fino a definirla «eretica», la corrente musulmana wahhabita imperante in Arabia Saudita: «centrale del terrore» dell´islamismo mondiale.

Non solo. Hadi Palazzi ha criticato severamente anche il cardinal Martini. Gli ha rimproverato «d´essersi seduto allo stesso tavolo col principale ideologo musulmano del terrorismo suicida, Yusuf al-Qaradawi, senza provare vergogna».

L´allusione era al summit cristiano-islamico organizzato a Roma il 3-4 ottobre 2001 dalla comunità di Sant´Egidio. Nel corso del quale al-Qaradawi e altri esponenti islamisti si produssero in sfuriate antioccidentali e antiebraiche fianco a fianco con i cardinali Martini e Roger Etchegaray.

Al-Qaradawi non è saudita. È egiziano e vive nel Qatar. È ritenuto la mente più influente della principale corrente fondamentalista islamica, quella dei Fratelli musulmani.

Ma alle autorità ecclesiastiche i capi di sant´Egidio, organizzatori del meeting, l´avevano presentato come luminare della teologia e uomo di dialogo.

Anche Hadi Palazzi era stato invitato al meeting. Ma appena saputo della presenza di al-Qaradawi, aveva rifiutato di prendervi parte. E aveva pubblicamente denunciato gli equivoci di quel dialogo.

Anni prima un altro influente maestro dell´islamismo estremista, il sudanese Hassan al-Turabi, era stato addirittura portato in udienza privata da Giovanni Paolo II, sempre all´insegna del dialogo. Era il 1994. E al-Turabi, il Khomeini del Sudan, ospitava in quel periodo Osama bin Laden.

Ultimamente la stella di al-Turabi si è appannata. Ma dal 1996 al 2000 è stato in assoluto l´ideologo islamista più presente sulla tv al-Jazeera.

Che ha sede nel Qatar. Ove insegna al-Qaradawi.

---------------------> fine della parte dell'art. pubblicato da Sandro Magister dal sito chiesa.espressonline.it del gruppo di Repubblica/Espresso, il 22.03.2002. che aveva un inizio altrettanto interessante che vale la pena di riportare:

Lo scorso 10 marzo, sull´importante quotidiano saudita "al-Riyadh", è apparso l´articolo di una docente universitaria, Umayna al-Jalahma, che accusava gli ebrei di mescolare sangue di bambini musulmani e cristiani ai dolci delle loro festività religiose.

«Il sangue viene fatto uscire dai corpi dei bambini con estrema lentezza provocando un immenso dolore, che procura ai vampiri ebrei estremo piacere», vi scriveva tra l´altro al-Jalahma.

Per concludere che una simile pratica giustifica la persecuzione degli ebrei nel corso della storia.

Fin qui niente di nuovo. L´antiebraismo è moneta corrente nei media arabi. Proprio questa settimana, la seguitissima tv araba satellitare al-Jazeera ha dedicato un intero talk show ai "Protocolli dei Savi di Sion": un falso prodotto in Russia all´inizio del Novecento per dar corpo all´antisemitismo più estremo.

Nuovo è invece quello che è accaduto poi. Nuovo per gli standard dell´Arabia Saudita.


-------------------- fine citazione art.

Ora vengo alla domanda del post:

"Cristiani: presenza possibile in terra musulmana?"

Si è No. A dispetto di ciò che dice, per esempio, un Ahamdinejad, è possibile che ci sia un iraniano omosessuale. Lui dice che non ci sono omosessuali in Iran se va a tenere un discorso in qualche Università Usa, invitato dalle stesse. In realtà, gli omosessuali ci possono essere, solo che si nascondono quanto più possano, oppure cercano di fuggire dal fondamentalismo islamico per vivere in pace, o almen sopravvivere, magari andando in Israele che è una democrazia di matrice occidentale e non li impicca, così come non impicca apostati, adultere, blasfemi, miscredenti.. e che non a caso è detestatissimo nel mondo dell'Islam fondamentalista (coerente ai propri fondamenti di fede, al Corano).

I Cristiani possono vivere in in terra musulmana? La domanda appare retorica perché la risposta ce la fornisce, impietosamente, la lettura oggettiva della realtà e scopriamo che tanto più trattasi di realtà islamica tanto più i cristiani sono perseguitati.

Pertanto, è possibile vivere e sopravvivere, salvo essere uccisi condannati per apostasia, per proselitismo, per blasfemia (il sol fatto di non essere islamici, di non riconoscere la Verità della fede islamica, se occorre, è equiparabile alla blasfemia), oppure accettando una formula oppressiva, la dhimmitudine (i cristiani in sostanza, pagano la "licenza" di nn essere islamici in qualche modo, per esempio non vedendo riconosciuti gli stessi diritti, le stesse tutele, le stesse opportunità..). Dunque la cristianità può vivere in terra musulmana eccezionalmente, se accetta il destino che il Corano e l'Islam gli riservano, quello di esistere, ma senza espandersi, promuoversi, fino a riduzione ed estinzione.

Ma, osservo, il punto non è distinguere se trattasi di cristiani d'Oriente (comunità preesistenti l'Islam) o di cristiani d'Occidente.

Un cristiano Occidentale si troverà nelle stesse condizioni disperanti che sono emerse più chiaramente in un rapporto recente a fare il punto su come sono stati ridotti a suon di persecuzioni, se decide di stabilirsi in Oriente, sarà comunque la sua condizione di "cristiano" ad aver peso e non quella di "occidentale", così come se un islamico occidentale, decidesse di stabilirsi in Oriente, il fatto che sia Occidentale non sarà significativo.

Significativo è se si accettano le condizioni dell'Islam, così come il Qu'ran impone a chi si vuol coerente con la propria fede islamica, oppure se non si vuol rinunciare alla propria fede altra.

Un occidentale convertito all'Islam è ben accetto, uno orientale pure, uno già islamico occidentale o orientale non avrà problemi perché il prerequisito che fa la differenza è quello di riconoscere l'Islam oppure no.

Il post poi segnala la riflessione se sia da considerare sempre un valore oppure no la presenza cristiana in Medioriente, spiegando che possa anche non esserlo, ma dipenda dal modo.

Non sono pienamente concorde: mi pare un principio di tale ovvietà che è ridicolo applicarlo solo alla categoria "cristiani", sembra un modo pretestuoso di ragionare che distrae portando una banalizzazione estrema però presentata come riflessione se non inedita, di profondità.

Affatto così: quel suggerire che non sempre sia valore la presenza, ma dipende come, è un principio che può valere ovunque e per chiunque, è una riflessione strumentale, a mio avviso, ad impedire una profondità di analisi e riflessione.

Per dire: è un valore la presenza di un buon idraulico accanto a casa tua? Dipende "come" fa l'idraulico: se è tipo quelli sgamati da Striscia La Notizia che sostituiscon pezzi che non era necessario sostituire, se sono violenti e pericolosi soggetti, beh, non è un "valore" l'idraulico che vive accanto a te, perché dipende "come".

E' un valore avere nel condominio un poliziotto? Può essere rassicurante, dipende "come" quel poliziotto si pone con gli altri: se è uno schizofrenico paranoico che ha dei gravi problemi non risolti ed è disposto a manifestarli compiendo una strage o a far saltar il palazzo con il gas dopo aver sterminato la moglie o i figli che lo hanno lasciato, io credo che non possa essere considerato, in funzione del "come", un valore avere un membro delle forze dell'ordine.

Dunque, la banalità del dire "dipende come, non è detto sia un valore" lascia il tempo che trova, ma appare un modo strumentale di suggerire una strada fuorviante per non affrontare direttamente, coraggiosamente, onestamente e con umiltà la questione che realmente interessa, che è significativa.

E' un valore avere un prete presente nella propria comunità, nel proprio paese, città? Dipende: se è un pedofilo, ovviamente no.

Ecco la questione reale che viene spostata per non affrontarla: il prete pedofilo, si discosta dalla sorgente etica, dalla coerenza ai fondamenti della fede per cui è cristiano e pastore della comunità.

Appare ovvio: la pedofilia non ha alcuna legittimazione, nemmeno ambigua, alcun riferimento, alcun suggerimento, stimolo, promozione riferendosi ai propri fondamenti di fede, i Vangeli. La colpa-responsabilità del cristiano pedofilo infatti è doppia: sceglie un comportamento non cristiano, ma vi aggiunge l'ipocrisia, il tradimento, l'inganno della buona fede, nel farsi credere e manifestarsi come cristiano, cioé presentandosi come uno che mai e poi mai dovrebbe essere pedofilo.

Ma prendiamo un islamico: è un valore? Come per l'idraulico, l'elettricista o il vetraio possiamo dire: dipende,potrebbe e non potrebbe, gli elementi sono insufficienti per dirlo.

Ma nel caso dell'Islamico, possiamo arricchire di elementi una valutazione preventiva, in linea di massima.

Leggendo appunto i fondamenti a cui si riferisce: il Corano. E poi le hadith. E volendo aggiungere anche la testimonianza lasciata come esempio e modello del migliore tra gli islamici, Maometto stesso.

Ne vien fuori che i fondamenti dell'Islam, sono leggibili: scacciare, combattere, perseguitare, sconfiggere, terrorizzare e sottomettere chiunque non sia devoto all'Islam in nome di Allah.

Possiamo dunque già fare una valutazione più profonda per confrontarci con la domanda: è un valore la presenza d'un islamico?

Dipende come: tanto più sarà coerente ai fondamenti della propria fede, tanto meno sarà un valore.

Concetto che conosciamo benissimo, anche se evitiamo di esprimerlo in formula ufficiale, per comodità di quieto vivere e per terrore che le reazioni islamiche nel mondo potrebbero conseguirne (il caso delle vignette danesi o anche del pastore protestante che minacciava di bruciare una copia del Corano, ci hanno fatto scoprire di essere già sotto la disciplina del terrore e pronti a rinunciare alle nostre libertà fondamentali di opinione ed espressione di queste pur se non violente e pacifiche, senza ammazzar nessuno).

Tant'é che usiamo dire che l'Islam "moderato" è gradito e ciò che temiamo e ci aggredisce, è l'Islam fondamentalista-integralista.

Ma tradotto, che cosa significa nella sostanza? Che tanto un islamico è meno islamico (cioé a moderare il suo essere islamico che evidentemente, comprendiamo che sia un pericoloso disvalore inquietante), meno coerente ai fondamenti, meno disposto a praticarne in modo integrale la propsota meglio è.

L'esatto contrario, potremmo anche osservare, di ciò che accade con un cristiano: tanto più fosse fondamentalista ed integralista, tanto più è rassicurante perché in una formula di integalismo-fondamentalismo assoluto, noi abbiamo la testimonianza di Cristo sulla croce: niente violenza, niente persecuzioni, niente minacce ed addirittura, il messaggio del perdono, della pietà.

Non c'è la logica della vendetta.

Pertanto, un cristiano beh, dipende "come" ma vale per tutti, atei, induisti, buddisti, elettrauti, operai ed imprenditori, ma in linea generale possiamo dire che ci sono elementi per dire che la presenza dei cristiani è da considerare sempre come un valore.

Perché il valore è la cristianità stessa, la sua proposta.

Che fintanto che permane, anche a dispetto di cristiani che tradiscono la proposta di Cristo, che sempre ci sono stati e saranno, inevitabilmente, come i bravi veterinari oppure no o qualsiasi altra categoria, rappresenterà sempre una possibilità di antidoto, di richiamo, di stimolo, di riflessione, di invito a proporsi la logica del perdono, del pentimento, della carità, della pietà, dell'amore in cui sforzarsi di guadagnar merito, in nome di Dio.

Se sparisce la cristianità, quella possibilità si riduce.

E' un valore la presenza d'un nazista, un comunista?

In linea generale no. Poi magari è un nazista moderato, poco coerente, poco convinto magari è un comunista moderato, poco disposto a proporre integralmente il manifesto comunista ed allora, potrebbe essere anche n valore, ma in linea generale, salvo condizioni straordinarie, no, non lo è, l'idea di una presenza non tanto sua, ma della sorgente etica che rappresenta e promuove non è auspicabile.

Nel caso della presenza della cristianità, è sempre un valore, poi certo, i cristiani possono boicottare questa formidabile potenzialità di presenza.

Dunque è sempre un valore la presenza del cristianesimo in Medioriente ed è disperante che sparisca: sempre.

L'Islam invece, è auspicabile che proprio debba esser presente, si "moderi", si renda meno coerente, che se proprio deve, sia islam meno islamico;

dunque si adatti per esempio, a modelli altri: occidentale in cui si rappresenta una distinzione tra piano laico e religioso possibile, una formula più autenticamente democratica di governo ed una capacità di promozione di diritti e dignità fondamentali dell'uomo, compresi quelli che in Occidente, riconoscono senza problemi che non si impiccano e lapidano o torturano omosessuali, adultere, apostati, chi fa proselitismo, tanto meno per reati di blasfemia e via discorrendo.

Cosa possibile in Occidente e modello esportabile perché in Occidente il portato cristiano-giudiaico si incontra con la filosofia della ragione,

Fede e Ragione si incontrano, si conoscono, si integrano in modo complementare, allargando poderosamente le possibilità di integrazione tra popoli.

Possibilità che allora, se sparisce il cristianesimo in Medioriente, avrà una poderosa riduzione.

E' possibile la presenza dei cristiani in terra musulmana?

Certo. Ma può avere un prezzo alto, altissimo perché terra musulmana ha un contenuto a richiederlo.

Per questo di recente, Papa Benedetto XVI ha chiesto e con consapevolezza dolorosa del prezzo che comporta la richiesta, ai cristiani di resistere! Resistere cercando di esistere, perché sno loro che portano luce, la luce della speranza, a loro è affidata in quelle lande in cui la luce si riduce e non solo quella di fede, ma anche quella d'una Ragione stessa.

Dunque il Papa, chiede un sacrificio enorme, consapevole di quanto sia difficile, ma se affronta il carico di questo peso di sofferenza tremendo nel fare simile appello, è perché sa che la presenza cristiana non è un opional, non è qualcosa di relativizzabile (è un valore oppure no), ma una necessità, una dolorosa necessità da affrontare con coraggio e senza ipocrisie.

E' cioé, sempre un valore e non è relativizzabile come forse, ad alcuni, farebbe comodo suggerire, allontanandosi ed allontanando dalla riflessione da fare.

Una relativizzazione ed una distrazione continuamente suggerita a confondere in modo estremamente nocivo, ingiusto che ha permesso e promosso che in silenzio, nell'omertà, nella cecità del pregiudizio, i cristiani fossero perseguitati fino a quasi scomparire in Medioriente, abbandonati, ignorati per promuovere altre proposte prioritarie farlocche (buonismo, relativisticamente corretto, real-politick, ideologie come il terzomondismo, l'antioccidentalismo e via discorrendo) ed oggi ecco il frutto di quel distrarci da una verità che eppure, per quanto spietatamente, ci è mostrata in modo oggettivo: è una situazione disperante! Si dispera di invertire ciò che l'errore, la presunzione, l'irresponsabilità hanno prodotto nella scelta di tenerci distratti, indifferenti alla questione dei cristiani nel mondo e soprattutto, in terra musulmana, soprattutto. Fatto che ci mostra cosa sarà in Occidente a breve, se non c'è ravvedimento ed umiltà dinanzi alla realtà, di dirci in errore: non c'è da distinguere tra cristiani d'Oriente e d'Occidente, perché in Oriente abbiamo un formidabile risultato visibile, manifesto, di ciò che si prepara per noi: la persecuzione. E dove ancora potremo fuggire, dopo aver abbandonato i cristiani d'Oriente, quanto e come ancora dobbiamo aver la presunzione dell'illusione, nascondendoci al realtà agli occhi, scappando dalla nostra stessa paura, dalla nostra debolezza di fede?

Resistere - chiede soffrendo il Papa nel rivolgersi ai cristiani d'Oriente - resistere, restate, siete voi che tenete ancora accesa la luce della speranza in quei luoghi! Se vogliamo difendere i cristiani d'Oriente, seppur tardivamente, dobbiamo essere disposti a farlo difendendo la cristianità in Occidente. Perché abbiano almeno la disperata possibilità di salvezza e di pace raggiungendosi come minimo.

Ma anche perché l'Occidente sia la forza divulgatrice, irradiatrice della cristianità nel mondo, capace di tutelare e fare coraggio a chi nell'umiltà e nel coraggio della fede, trova la forza di restare e non fuggire dalla persecuzione che il Corano impone: cosa dovrebbe mai pensare, se perfin in Occidente, quella speranza, quella luce, soccombe? Se perfin qui non si è disposti a difenderla la fede, quale potrebbe mai essere il messaggio, se non quello di una disperazione senza più luce?

La presenza dei cristiani in terra musulmana, è un valore: sarà bene che sia sostenuta nel modo migliore possibile, con il "come" migliore che si possa, secondo possibilità, ma soprattutto è un dovere, una missione,

una missione di speranza: non deve essere "possibile", deve essere fatto tutto ciò che si può, con il massimo sostegno, il massimo impegno, il massimo coraggio perché sia presente la cristianità in terra musulmana.

Promuovere, portare il Verbo agli uomini nel mondo, non è un aspetto irrilevante, un optional: è alla base della missione che Gesù assegna ad ogni uomo che lo riconosce, che lo ama e che vede, sente, crede in Lui come la Via da seguire per raggiungere il Bene: il Padre Nostro.

Rinunciare a questa missione e raccomandazione di Gesù, significa già partire con il piede sbagliato: quello della sfiducia, della disperazione. Per invertire la drammatica, disperante condizione del Medioriente islamico, dobbiamo lavorare con impegno e determinazione per rimediare agli errori fatti che hanno provocato questa condizione emergenziale disperata.

A partire dal fatto di aver rinunciato a fare proselitismo, evangelizzazione, per il quieto vivere. E' anche così che l'Islam è diventata la religione più praticata, principale del mondo, sottraendo alla cristianità il primato proprio in questo "tradimento" della missione cristiana e la realtà oggettiva, oggi, ci mostra bene quali siano i frutti di questa nostra scellerata mancanza.

Occorre la massima determinazione e volontà per costruire il diritto di fare proselitismo in terra musulmana (attualmente è un reato punibile con la morte o con il carcere in gran parte delle realtà, in tutte quelle in cui l'Islam applica con coerenza ai suoi fondamenti, la Shari'a).

Dobbiamo batterci per questa libertà, poi il cambiamento sarà possibile perché la fede cristiana, la religione di Gesù è una Verità che ha di per sé l'argomento, il contenuto per diffondersi, convincere, conquistare naturalmente, per ciò che porta, per ciò che è e di questo bisogna aver fede salda, fidarsi con sereneità e lietezza: è la cosa giusta da fare, da promuovere. A noi solo il compito di portarla, comunicarla in modo adeguato, responsabile, il resto lo farà la fede stessa, per il suo stesso contenuto.

Dobbiamo immaginare la fede cristiana come una sorgente di luce. Ciò che ci è stata consegnata come missione, è la sola richiesta di farla entrare la luce. Di togliere scuri, muri, di spalancare finestre perché la luce non resti "fuori", ma entri nei cuori. Nell'Islam è quello che si impedisce di fatto, concretamente: proselitismo vietato, condannato, perseguito, dunque finestre chiuse, la luce resta fuori e coloro che son dentro, restando al buio. Dobbiamo lavorare per spalancarle quelle finestre in terra musulmana.

E dobbiamo vigilare, vista la tremenda lezione subita dai fratelli cristiani d'Oriente, che non vengano via via chiuse le finestre qui, in Occidente.

Gli islamici non distinguono cristiani d'Oriente e quelli d'Occidente: ma questo è un bene, così deve essere infatti. In loro c'è una coerenza: vanno alla sostanza, il punto non è Occidente o Oriente, il punto è che son "cristiani" e per questo perseguitati, scacciati, minacciati, terrorizzati, uccisi, disprezzati. Ad un occidentale islamico, non toccherebbe la stessa sorte pur essendo occidentale, perché islamico, questo il punto rilevante.

Non facciamoci ancora distrarre da chi più o meno consapevolmente, mischia aspirazioni ideologiche con la questione della fede, con chi nutre sentimenti di anti-occidentalismo, omettendo di osservare quanto la stessa identità dell'Occidente sia fondata in una matrice giudaico-cristiana e di quanta coerenza la realtà ci mostri, se la leggiamo senza superbia e saccente ipocrisia, con umiltà, notando come non a caso i sentimenti di odio per Israele, ebrei, cristiani, Occidente vengano riconosciuti con un filo conduttore con elementi comuni denominatori e non trattasi di coincidenze. Il disprezzo così radicato in Medioriente per Israele, viene anche dal fatto che Israele è una piccola isola di Occidente in terra islamica, è una democrazia che ci accomuna e che intorno, ha un mare spaventoso di disprezzo perché è questa la minaccia che rappresenta: la libertà, la pace nella libertà.

Oggi l'Occidente vive assai similmente, non a caso, la condizione purtroppo permamente di Israele circondato e sotto assedio dell'odio e del disprezzo. Israele è costretto a vivere permanentemente vigile, sotto costante minaccia del terrorismo islamico, sempre, ogni giorno, ogni notte, 24h su 24h.

Ma oggi l'Occidente, è assai vicino infatti, alla stessa condizione che Israele ha sperimentato e sperimenta su di sé: oggi in Europa, negli Usa, in Italia stessa, ogni giorno, ogni notte, 24h su 24, i servizi di intelligence sono sempre all'erta, sperando sempre di "arrivare prima" di ciò che ci assedia, ci attacca senza pausa, il terrorismo islamico, l'odio, il disprezzo, lo stesso che Israele vive per difendere la propria stessa esistenza, lo stesso che l'Occidente è costretto a combattere, a subire ogni santo giorno, con misure sempre più sofisticate, sempre più elaborate ed attente, lo stesso disprezzo, lo stesso odio.

Per questo è necessario difendere l'esistenza della cristianità in terra musulmana, ma per analoghi motivi, dobbiamo impegnarci per difendere l'esistenza di Israele: la minaccia è la stessa, siamo sotto assedio permanente ormai, come si fa a far ancora finta di non vedere?

La nostra vita è cambiata in una progressione disperante: abbiamo visto check in sempre più numerosi, sempre più sofisticati. Chiunque lavori, per esempio con il turismo come nel mio caso, ha visto una quantità di regole e dispositivi da applicare per rendere effettive delle misure anti-terrorismo, sobbarcandomi a mie spese, sottraendomi tempo e caricandomi di responsabilità (se non osservo quelle leggi di misure antiterrorismo, sono perseguibile anche penalmente) e difficoltà a lavorare in pace, impegnato a dare il meglio nel mio lavoro, investendo sul lavoro ed invece, mi debbo occupare di fare la mia parte contro il terrorismo islamico, a combattere, reclutato a forza (pena la denuncia, l'iscrizione d'un reato grave) ed è assai capace di evocare ciò che in Israele accade, dove uomini e donne, per difendere la propria possibilità di esistere, prestano servizio militare e adottano le misure necessarie da un odio religioso-culturale che ci ha dichiarato guerra senza condizioni se non quella d'una resa incondizionata alla sua vittoria.

Che è la nostra scomparsa, fisica o identitaria.

Ciò che dobbiamo proporci allora, è una visione più ampia di ciò che accade in terra musulmana, interrogarci del perché, dove è l'ispirazione per cui ciò avviene e batterci perché chiunque abbia presenza possibile in terra musulmana: cristiani, ebrei, omosessuali, adultere, apostati, ma in senso più ampio, il riconoscimento di libertà e di dignità, compresa quella irrinunciabile della libertà di opinione e di poterla esprimere senza rischiare la morte per questo.

Ovvero: in terra musulmana, deve avere possibilità di presenza, vita e dignità la Fede, la Ragione, la dignità umana stessa.

Ma ne avremo il coraggio, cominciando ad essere onesti, abbandonando pavidità ed ipocrisia quando ci proponiamo, per esempio, un dialogo?

Sapremo guadagnarci il rispetto anche in questo, nel non essere ipocriti, nel non esser vigliacchi, sapremo guadagnarci il rispetto di coloro che ci considerano oggi nemici mortali, un rispetto da farci riconoscere che potrà essere utilissimo al dialogo, che potrà fargli entrare una diversa luce negli occhi e nei cuori, suggerendogli che abbiamo una fede degna, una ragione degna da promuovere, perché siamo disposti a difenderla davvero? Forse la strada dell'amicizia dovrà essere partendo anche da qui: guadagnandoci il rispetto, inizialmente, come nemici, ma un rispetto stimolante di altri percorsi, altri atteggiamenti rispetto a quelli attuali che sono l'odio ed il disprezzo che si rafforzano ed alimentano continuamente e si divulgano poderosamente perché così si appare: indegni di rispetto, siamo i primi a non considerare degna di difesa, la nosta identità, la nostra cultura, la nostra proposta, siamo i primi a suggerire che hanno ragione d'odiarci e disprezzarci e dobbiamo urgentemente cambiare atteggiamento, perché vediamo bene quali siano i risultati d'un nostro proporci farloccamente, mancando di schiettezza, di onestà, di dignità.

Alieno

1
05 Feb 2011
alle 10:00

Charles Darwin

Nell'articolo su "Egitto/ Ecco le richieste legittime del popolo egiziano" trovo quanto segue

... Sono questi i punti elencati, come richieste da parte dei giovani attivisti egiziani. E poi ci sono elenchi con i punti di raggruppamento dopo la preghiera del venerdì. Nell’elenco non ci sono solamente moschee, ma anche chiese. Un’ennesima prova sul fatto che musulmani e cristiani fanno parte del medesimo tessuto sociale in Egitto...

Invito anche a leggere l'articolo molto bello dal titolo "prima egiziani e poi cristiani o musulmani" Un racconto dal Cairo.

 

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