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Il Vaticano incontra i blogger di tutto il mondo.

Lunedì 2 Maggio 2011, 08:48 in Comunicazione, Dialogo, Internet e nuovi media, Religione, Riflessione di

Oggi si svolgerà in Vaticano un importante incontro tra i blogger di tutto il mondo e la Chiesa cattolica.

L'incontro è davvero molto importante e ricco di aspettative. Molti blogger in tutto il pianeta si troveranno a Roma, oggi pomeriggio dalle ore 15,30, per un momento di condivisione e di conoscenza, voluto in modo particolare dal Pontificio Consiglio della Cultura e da quello delle Comunicazioni sociali.

E' la prima volta che il vaticano incontra ufficialmente il mondo dei blogger e lo fa in modo particolare: l'incontro, infatti, non è esclusivamente con i blogger cattolici ma con blogger di differente estrazione, laica e cattolica.

Un primo incontro (speriamo), un momento senza dubbio di conoscenza e di amicizia...che non è poca cosa: il desiderio da parte del Vaticano di incontrare i blogger (ed il mondo che ci sta dietro) è senza dubbio l'elemento più importante da sottolineare in questo evento.

Dicevamo: i blogger saranno 150, ma di richieste ne sono arrivate molte di più.

Una rappresentanza ovviamente, per invitare la quale c'è anche stato bisogno (a causa della grandissima richiesta di iscrizioni) di realizzare un sorteggio.

Ma per parlare più nel dettaglio di questo incontro, lascio volentieri la "parola" al mio amico e collega padre Antonio Spadaro, gesuita, che sul suo blog www.cyberteologia.it (vi invito a seguirlo...è molto interessante) ci aiuta a capire gli obiettivi specifici di questo importante incontro.

A voi la lettura dell'articolo.

E buon incontro a tutti i miei colleghi blogger che oggi (ne sono molto felice) incontrerò di persona.

Ecco l'articolo.

4 obiettivi del Vatican Meeting for Bloggers

6
6 commenti
6
11 Mag 2011
alle 18:19

Alieno

Rodolfo Plata: la santa alleanza che va dal Buddhismo al Cristianesimo, con il politeismo vedico contro il giudaismo... non le pare di esagerare un poco? In nome di cosa poi s'avrebbe da fare questa cosa? La Chiesa? Quale esattamente? Non si capisce molto bene..

Buona serata,

Alieno

 

5
08 Mag 2011
alle 14:47

Rodolfo Plata


DI “NO” A LA JUDAIZACIÓN DEL CRISTIANISMO PROMOVIDA POR LA DOCTRINA APÓSTATA DE BENEDICTO XVI:
LOS VALORES SUPREMOS DE LA TRASCENDENCIA HUMANA Y LA SOCIEDAD PERFECTA, DEBEN ORIENTAR LOS OBJETIVOS DEL CURRÍCULO ESCOLAR LAICO Y LA CATEQUESIS, A FIN DE ALCANZAR LA SUPRA HUMANIDAD__ La relación entre la fe y la razón, la religión, la ciencia y la educación, se enmarca en el fenómeno espiritual de la trasformación humana abordado por la doctrina y la teoría de la trascendencia humana: conceptualizada por la sabiduría védica, instruida por Buda e ilustrada por Cristo; la cual concuerda con los planteamientos de la filosofía clásica y moderna, y las conclusiones comparables de la ciencia: (psicología, psicoterapia, logoterápia, desarrollo humano, etc.) __La paideia griega tenía como propósito educar a la juventud en la virtud (desarrollo de la espiritualidad) y la sabiduría (cuidado de la verdad), mediante la práctica continua de ejercicios espirituales (cultivo de sí), a efecto de prevenir y curar las enfermedades del alma. El educador, utilizando el discurso filosófico y la discusión de casos y ejemplos prácticos, más que informar trataba de inducir transformaciones buenas y convenientes para si mismo y la sociedad, motivando a los jóvenes a practicar las virtudes opuestas a los defectos encontrados en el fondo del alma, a efecto de adquirir el perfil de humanidad perfecta (cero defectos) __La vida, ejemplo y enseñanzas de Cristo coincide cien por ciento con el currículo y objetivo de la filosofía griega. Y por su autentico valor pedagógico, el apóstol Felipe introdujo en los ejercicios espirituales la paideia de Cristo (posteriormente enriquecida por San Basilio, San Gregorio, San Agustín y San Clemente de Alejandría, con el currículo y la metodología de los filósofos greco romanos: Aristóteles, Cicerón, Diógenes, Isócrates, Platón, Séneca, Sócrates, Marco Aurelio,,,), a fin de alcanzar la trascendencia humana (patente en Cristo) y la sociedad perfecta (Reino de Dios). Meta que no se ha logrado debido a que la mitología del Antiguo Testamento, al apartar la fe de la razón, castra mentalmente a sus seguidores extraviándolos hacia la ecumene abrahámica que conduce al precipicio de la perdición eterna (muerte espiritual)__ Es tiempo de rectificar retomando la paideia griega de Cristo, separando de nuestra fe el Antiguo Testamento y su teología fantástica que han impedido a los pueblos cristianos alcanzar la supra humanidad. Pierre Hadot: Ejercicios Espirituales y Filosofía Antigua. Editorial Siruela. http://www.scribd.com/doc/33094675/BREVE-JUICIO-SUMARIO-AL-JUDEO-CRISTIANISMO-EN-DEFENSA-DEL-ESTADO-LA-IGLESIA-Y-LA-SOCIEDAD

4
06 Mag 2011
alle 14:23

Charles Darwin

Son daccordo con quel che dici su personalismi e omologazione Alieno. Il punto però é capire a cosa può servire un blog. Se serve solo a dar sfogo alla propria personalità più o meno repressa ... in sé niente di male ...  non si vede come possa rappresentare l'auspicata spinta bottom up (punto 2), mentre può rappresentarla se oltre al confronto costituisce un elemento di aggregazione. Facebook secondo me come elemento di aggregazione funziona sicuramente molto meglio ma non ha le stesse potenzialità di confronto costruttivo, é destinato ad una aggregazione più superficiale (la "spinta" nemmeno la desidera). Ciao,

CD

 

 

 

3
04 Mag 2011
alle 09:01

Charles Darwin

Peccato si siano perse alcune righe nel mio commento. Intendevo riferirmi, a proposito dei 4 obiettivi, al punto 2:

Stimolare il dialogo tra la fede e le culture emergenti. Il blog nasce dal basso. Si è parlato di “Citizen Journalism”, ad esempio. Le culture emergenti sono quelle che hanno una forte radice “popolare” e che si diffondono orizzontalmente e imprimono una spinta “bottom up”. (Premessa per una Chiesa democratica ?)

 

2
04 Mag 2011
alle 01:28

Alieno

Caro Charles Darwin, non mi dilungo troppo perché non voglio strafare, ho già risposto scrivendo tanto ad Andreas e Don Paolo dovendo applicarsi nella moderazione diretta è bene che non abbia altri miei commenti lunghi da leggere nel tempo relativo che ha a disposizione.

Ma no so resistere: il tema è interessante ed anche le tue osservazioni, come sempre, stimolanti.

Aggiungo  un elemento di valutazione  (da valutare anch'esso per capire se significativo come penso):

 il "blog" come esperienza è al suo orizzonte ormai.
E' già abbondantemente in declino, osservo navigando in rete, e lo faccio da tempi non sospetti in cui non c'erano nemmeno le chat, ma delle bozze di forum più o meno.

Oggi tutto l'investimento ed attrattiva è spinta verso forme di comunicazione di estrema sintesi, dove è esaltata al culmine la velocità, la quantità (dei commenti che già ridotti nella sintassi e nell'ampiezza di termini in uso dall'esperienza di sms con cellulari e chat..), vedi twitter e facebook.

Ne ho visti chiudere di blog, anche chi non avrei mai pensato.. ed è una curva di un declino che, almeno qui in Italia si vede poderosa negli ultimi 2-3 anni in modo manifestamente visibile anche se si è distratti.

Chi ha un blog, infatti, ha dovuto adattarsi, creando anche una pagina di facebook, magari pure agganciandosi a twitter e dunque contribuendo a questo percorso a sua volta.

Il blog credo che come formula, al di là delle osservazioni che fai (che condivido o comunque trovo interessanti e ragionevoli, compresa la questone dei personalismi ecc.), sia di per sé in esaurimento. Non ci sarà turn-over, ma è superamento che avviene, inerosabilmente, anche se gradualmente, con sacche di "resistenza", né più né meno come chi ha resistito al cellulare, alla tv, al cd preferendo il giradischi o al mangianastri e così come sarà per il 3D.

Passi nel Deserto, in queste sempre più rapide dinamiche della comunicazione, è ovvio che non può considerarsi alieno, facendo mondo a parte, ma ci si confronta invece.

Poi c'è il fatto che anche il blog, in sé, come formula, ha conosciuto già un'espansione notevole, massima, dunque un'offerta talmente vasta di produzione (e con assillo di produttività) che ricorda da vicino certe dinamiche di produttività, di crescita che alla fine portano ad un punto di rottura in cui proporsi un freno, una decrescita oppure prendere atto comunque di un crollo, di una decrescita non controllata, così come avviene parlando di un tema come quello economico-finanziario, industriale ecc.

Se tutti si propongono di produrre auto e sempre più auto, bisogna produrre e vendere sempre di più, saturando il mercato, per cui per vendere il prodotto occorrono sia elementi droganti (l'aiuto degli Stati, che sottrae risorse ai cittadini, usando le loro tasse, per sovvenzionare l'industria in crisi), sia allucinanti in cui l'offerta per convincere famiglie che l'auto ce l'hanno già, ti suggerisce che puoi averne una ancora in più che è più nuova della tua di due anni, perchè ha il frontalino diverso e la colorazione figa e per di più, è più ambientalista ed ecologica della tua ancora funzionante, vuoi mettere? Ma alla fine, insomma, il giochino entra in crisi. Il sistema crolla e restano in piedi pochi. Perchè è troppa offerta, troppa produzione e non ha coerenza autentica con la realtà (le auto giacciono invendute in enormi cimiteri meccanici, le fabbriche rallentano, chiudono o dislocano dove è possibile continuare ancora il giochino, producendo a costi risibili perchè magari lì i costi di produzione sono ridotti notevolmente) e cosette così.

Ma anche con i blog: hai idea di quanti siano in offerta? Il blog PassiNelDeserto è nell'offerta, con una sua specificità anche nell'essere gestito da un prete. Ma non è certo più in rarefatta compagnia ormai, anche lì.

E come nella produzione-offerta eccessiva di qualsiasi altra cosa, per salvarsi occorre specializzarsi molto. Come il lavoratore che non ha quasi speranza se generico (se non a prezzo umiliante), deve specializzarsi per collocarsi sulla piazza con successo.

E' quello che hanno fatto sapientemente (non partendo da questo discorso, ma scoprendolo presto) gli islamici, con i loro blog. Che sono cresciuti tantissimo, perché sono specializzati e riconoscibili (come islamici) e certamente non vedremo quasi mai invece, blog non specializzati gestiti da islamici (ed anche gli islamici a briglia sciolta, non ne vediamo granchè, se ci fai caso).

Insomma, sopravvive chi riesce ad essere riconoscibile in una speficica e specializzata identità nell'offerta.

E difatti, l'Islam avanza e l'Occidente arretra, per questioni squisitamente identitarie, ma anche per i blog è così: i blog islamici hanno radici forti, identità riconoscibile forte, gli altri si confondono molto.

Poi anche loro, naturalmente, si confrontano in modo adeguato con le nuove formule (sono presenti su twitter, su facebook ecc.), ma lo fanno con un ancoraggio identitario mentre noi si tende, in occidente, ad andare un po' alla carlona, a briglia sciolta (che ha una sua bellezza, richiama un senso di libertà di naviganti, in cui si può esprimere la propria opinione  in modo "spontaneo" e qeusta spontaneità nei blog islamici, beh, se ne sente profondamente la carenza, per timore o per abnegazione radicata).

Passi nel Deserto, forse paga proprio una mancanza di specificità (e quanto tu suggerisci, probabilmente l'aggraverebbe ancora di più, insomma, perseverando forse in quello che già è un errore, forse, forse..), una debolezza identitaria, ma sicuramente paga un po', inevitabilmente, il declino del blog come formula-strumento della comunicazione che si dirige possentemente già altrove, investe già altrove, attrae già altrove.

Io, come sai, non sono ostico alle novità, alla creatività, tanto meno al progresso anche nelle formule comunicative in sé, al di là delle mie scelte personali (magari nn ho facebook per dire), perchè ritengo inutile o deleterio proporsi l'immanenza di tutto ciò che è "creato" dall'uomo, di ogni sua verità o giochino che si voglia e del resto l'uomo cammina, anche nel deserto appunto, non è che debba sdraiarsi in terra ed impuntarsi lì sperando di ripicca di ottener qualcosa di buono.

Perciò è utile proporsi di responsabilizzarsi nella novità, senza attaccarsi troppo alle illusioni, alle verità transitorie. Anche il "blog" come esperienza, non è diverso. Ci sarà altro al suo posto prima o poi. Ed è bene proporsene la possibilità senza piangersi troppo addosso, ché non serve: spariranno i blog, almeno così come li conosciamo ed è stato bello esserci, credo, finché ci sono, perché no,

serenamente insomma, guardando anche avanti ma senza tristezza alcuna guardandosi alle spalle. E naturalmente, mi sento di dirmi che sono piuttosto sicuro che troveremo i "personalismi" anche in futuro, quali che siano le formule in voga al momento. Ed è un buon segno, visto che io tento di ricavarne una lettura di qualcosa di buono in qualsiasi cosa, ma credo sia un buon segno, perchè non ce ne fossero di personalismi, allora sarei inquieto e forse siamo in una realtà che è riuscita a farle sparire le persone e le personalità e dunque ottenendo un risultato surreale, dove non ci sono più possibili personalismi, altrimenti credo, fisiologicamente, non evitabili.

I personalismi mi preoccupano meno, sono risolvibili, superabili ed anche ridicolizzabili se si vuole. Le depersonificazioni invece sono più inquietanti.

Ed è il motivo che più mi preoccupa infatti, anche in tema di comunicazione restando, con tutto il discorso identitario appresso che già nell'ingresso poderoso nel iano "virtuale" non mi sembra ci trovi preparati ed adeguati poi granché.

Anzi, certi "personalismi" incontrati spesso in rete (e non nascondo possa essere in qualche modo anche relativo a me, sia chiaro), forse sono anche una risposta, una ribellione ad un altrimenti arido e spaventevole contesto depersonificato, dove le relazioni sono talmente finte, rarefatte, svuotate che il personalismo è una sorta di risposta interiore, spontanea per dargli un volto di più riconoscibile autenticità umana.

Trovare equilibri, buoni equilibri, non è poi così facile talvolta eheh.

Ciao ed ogni bene,

Alieno

1
03 Mag 2011
alle 17:22

Charles Darwin

Leggo (4 obiettivi):
>
e mi domando quanto l'esperienza di passineldeserto (che continuo a leggere volentieri) corrisponda a questo ideale.
Non mi é chiaro se si stia parlando del rapporto tra fedeli e Chiesa (nel senso di Vaticano, istituzione) o dei fedeli rispetto ai confratelli e alla società.
Nel primo caso, a me pare purtroppo che i blog, per quanto utili ed interessanti, si strutturino naturalmente ed autonomamente in minuscoli rivoli attorno a piccolissimi poli di interesse. Penso io che il particolare di passineldeserto sia stato sinora quello di non rappresentare un'unica omogenea posizione settaria. Forse é proprio questa la condizione necessaria per l'auspicata spinta dal basso. Ma passineldeserto é decisamente troppo piccolo, non esprime una radice popolare e le sue dimensioni credo siano con-causa dei personalismi che ne stanno minando l'esistenza. Le altre esperienze che mi capita di visitare non vanno meglio e sono quasi sempre espressione di un'anima settaria. Perciò, allo stato attuale, perché mai il Vaticano dovrebbe prestar orecchio a cose del genere?
Nel secondo caso credo che già oggi ed in questa forma i blogs siano una bellissima palestra di convivenza e confronto. Non tutti i blog forse, ma certamente per lunghi tratti così a me é parso passineldeserto. Anche in questo caso il punto mi pare resti lo stesso: ci sono troppi e troppo piccoli blogs con discussioni cristallizzate attorno a singoli temi e poche o pochoissime posizioni culturali, ognuna (sempre grazie alle piccole dimensioni) espressa a partire dai propri indisponibili assoluti.
Forse allora non sarebbe male cambiare le premesse del punto 2: non "dialogo tra la fede e le culture emergenti" (chi é l'interprete ufficiale della fede in questi dialoghi ?) ma tra i fedeli e le culture emergenti. Per fecondarle dall'interno non per guardarsi negli occhi tra diversi o dar sfogo ai propri personalismi.

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