Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Sono sempre stato molto interessato al rapporto tra tecnologia e comportamenti umani, oltre che alle possibili relazioni con l'anima - vista in tutte le sue accezioni e dimensioni.
Sappiamo che l'uso che quotidianamente facciamo della tecnologia non è solo un atto strumentale e funzionale (serve a fare qualcosa o a produrre risultati). Il nostro rapporto con la tecnologia modifica i nostri comportamenti, la nostra percezione di noi stessi e degli altri, ed alla fin fine, anche la nostra spiritualità.
Sì...spiritualità: non ho paura di utilizzare questo termine collegandolo alla tecnologia. Non solo non ne ho paura, ma lo utilizzo consciamente e volontariamente, in quanto credo possa rappresentare un argomento degno di interesse. Almeno per me.
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Nei giorni scorsi ero a Roma, per strada (mi piace molto camminare invece di prendere i mezzi pubblici...nonostante il caldo di questi giorni).
Forse poichè infastidito da rumori esterni eccessivi, o forse perchè non so...mi è venuto in mente di collegare le mie cuffiette (pochissime volte utilizzate) al mio iPhone per ascoltare un po' di musica.
Ho sempre considerato deprimente ed alienante l'ascolto della musica in cuffia durante le atività quotidiane, soprattutto fatto dai nostri giovani ed adolescenti. "Devono tenere la testa occupata", ho sempre pensato.
Ed invece...ho avuto una illuminazione.
Mentre camminavo, per le vie di Roma, con la mia musica "in testa" (letteralmente..dentro la testa)...la musica entrava in me e diventava la colonna sonora della mia esperienza di "cammino". Riuscendo quasi a trasformare (non esagero) quella camminata romana, in una vera e propria esperienza di vita.
E' la differenza che c'è tra la nostra normale attività respiratoria, e quando, arrivati in montagna ad alta quota, decidiamo di fermarci un istante per prendere una boccata d'aria. In quel momento non stiamo solo respirando: in quel momento stiamo compiento un atto consapevole di conoscenza...un atto che ci coinvolge così tanto, dal punto di vista emotivo, da diventare un vero e proprio atto spirituale. Un atto dell'anima.
Con la musica è stato lo stesso.
Quella musica mi è entrata nella vita. E la sentivo...accompagnarmi. Ho provato l'emozione, accompagnato dal secondo movimento del Concerto n° 2 per pianoforte ed orchestra di Rachmaninov, nel guardare i volti delle persone che mi incorciavano.
Quando mai mentre camminiamo riusciamo a scrutare i volti di chi ci sta attorno? Ebbene, con la musica, quasi come un catalizzatore, questo è possibile, poichè quell'atto, accompagnato da una sorta di colonna sonora, è diventato un "atto narrativo", un momento di storia.
Non posso dire di non essermi commosso, a tratti.
E camminare sui passi della Rapsodia in Blue, scandendo con il passo il ritmo della musica? Non ha davvero prezzo...
A volte è proprio vero che basta poco per ritornare a percepire la realtà che ci circonda come uno strumento di emozione di conoscenza...davvero profonda.
Una esperienza, questa, che vi consiglio di fare.
Mettetevi le cuffie nelle orecchie e lasciate che la musica accompagni qualche vostro gesto.
Camminate o prendete la bici, per guardare il mondo alla velocità dell'uomo (e non a quella delle macchine).
Ve lo consiglio.
Che titoli!
Si vede che la campagna elettorale per le amministrative, per non dire dei referendum, sono finiti, eh, si vede, si vede...
e gli argomenti tematici così leggiadri, apparentemente non apparentati con l'agenda politica (giusto un ritorno di fiamma su Bossi, tanto per non perdere il vizio), fanno davvero un po' sorridere: a quanto pare il blog ha smontato il palco comizio per fare la grancassa delle sinistre, così come è stato fino a poco tempo fa, negli ultimi mesi e si è preso una pausa: forse respira l'aria delle vacanze estive d'agosto.
Ed ovviamente si sente la mancanza di un vero dialogo, quando si afferma un conformismo e le voci di dissenso fuori dal coro (gli "alieni") lasciano l'arena del dibattito, rendendosi finalmente conto di essersi distratti e non aver notato che si stava montando un palco comiziante. Per un po' di mesi non si è capito bene se si era sul blog di Vendola o del Pd. O se era un blog derivato dalla grande famiglia del gruppo Espresso-Repubblica.
Fatto sta che, quando gli alieni hanno preso la porta per uscire, scuotendosi la polvere dai piedi, il blog è collassato dalla noia e dopo pochi sussulti di agonia, è entrato nella condizione di coma vegetativo:
In fin dei conti, anche i sinistri nella propria pochezza e ripetività di argomento, finiscono per annoiarsi a morte a sentire sempre le solite demagogie ballistiche che hanno sentito continuamente, ogni giorno, ripetere per decine e decine di anni alla radio, in tv, sui giornali, sulla gran parte dei mezzi di informazione e mediatica che controllano, anzi, okkupano con autogestione indipendentemente dalla realtà del Paese e dei cittadini che magari è cambiata e di molto (tanto peggio per la realtà, l'okkupazione non intende certo rinunciare al proprio conservatorismo arrogante ed ai privilegi di quell'occupazione pseudo-gramsciana a cui sono stati abituati, in cui sono cresciuti così viziati, che è difficile rinunciarvi).
Si vede che mancano gli alieni, che sono mancati in questo blog dove il dialogo è morto di noia dandosi le pacche sulle spalle e nel continuo auto-riconoscimento partigiano a senso unico, che alla fine, diventa un tacito consenso, mentre un vero dialogo vivo e vivificante fa le valigie.
Confesso che mi è dispiaciuto un po' vedere ciò che era prevedibile, direi scontato, ma era giusto che il blog affrontasse il deserto che si è scelto, facendo questo viaggio raccattando e facendo propria ogni tentazione nel cammino senza perdersene una.
Spero che la lunga notte nel deserto di noia per scelta, abbia portato consiglio e suggerito un ridimensionamento dell'orgoglio per amore dell'umiltà della ragione e del dialogo (per non parlare di quella di fede).
Leggere questo titolo mi ha davvero fatto sorridere.
Forse è il caso che torni a ravvivare stimoli di un dialogo più autentico e ad offrire
gratuitamente come sempre, per amore del dialogo, migliori alternative per l'uso della ragione e della fede tramite lo strumento della rete.
Forse: il limite della sintesi, resta lo stesso per quanto mi riguarda e non trovo giusto che debba propormi ancora lo sforzo di non potermi esprimere liberamente, dovendo essere ciò che non sono e non posso essere; e non che non ci abbia provato con tutta la buona volontà, ma la sintesi proprio non mi riesce, né mi appare utile scrivere tanto per scrivere comunque, visto che ho sempre scritto gratuitamente appunto.
Un caro saluto a tutti da un alieno stanco ma divertito.
Alieno
Da amante di Rachmaninov devo dirle che quanto ha detto è assolutamente vero. Spesso mi capita di accendere il mio Ipod mentre sono in bici e a volte la riproduzione casuale mi fa ascoltare alcuni pezzi del mio compositore preferito che mi fanno percepire tutto ciò che mi viene intorno sotto un'altro aspetto. Sarà che mi faccio suggestionare dalla melodia..non saprei spiegare. E' sicuramente vero che la musica possa influenzare lo stato d'animo e quindi la realtà percepita. Devo dire però che la scelta di cosa si sta ascoltando è anche essa importante. La musica classica penso sia più indicata a favorire questo tipo di esperienza.
alle 00:02
Fabrizio
Alieno:
Forse è il caso che torni a ravvivare stimoli di un dialogo più autentico e ad offrire
gratuitamente come sempre, per amore del dialogo, migliori alternative per l'uso della ragione e della fede tramite lo strumento della rete.
E la folla ammutolisce, per un lungo istante di terrore, stile cervo davanti ai fari del camion, poi cominciano le voci: "Ma no, no Alieno, non ti meritiamo!" "Ma no, ci mancherebbe Al, anche tu hai diritto alle vacanze, non ti disturbare!" "No, no, sei troppo stimolante per noi, poi ci salgono i trigliceridi!".
Scherzo, nè ;-)