Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Inizia oggi a Verona il primo Festival della Dottrina Sociale della Chiesa cattolica.
Un Festival...qualcuno si chiederà?
Certamente il nome è tra il provocatorio ed il curioso, ma il tema - quello sì - è davvero dei più importanti, soprattutto in questo periodo di tensione politica e di crisi economica.
La dottrina sociale infatti può dire molto, e siamo sicuri che lo dirà anche attraverso questa importante iniziativa.
Ce ne parla un articolo apparso su Avvenire.
Un'idea, nata dall'incontro di diverse associazioni attive sul territorio nazionale (la Fondazione Toniolo di Verona, il Collegamento sociale cristiano, il Movimento degli studenti cattolici, la rivista La Società, i Gruppi della Dottrina sociale, la Fondazione Segni Nuovi e i giovani dell'Unione cristiana imprenditori dirigenti).
Il termine Festival, che può suonare in modo insolito rapportato a una materia così ponderosa e complessa, è però tutt'altro che fortuito. «È una parola - spiega Martino Merigo, coordinatore nazione degli studenti cattolici - che è di solito abbinata a spettacoli molto popolari. L'abbiamo scelta volutamente perché vogliamo portare nelle piazze il patrimonio della Dottrina sociale e non lasciarla chiusa nelle stanze di chi già la conosce. Vogliamo che sia lievito e che quindi non sia separato dalla farina della vita quotidiana».
L'iniziativa è senza dubbio importante anche se c'è il rischio (basta vederlo sui siti internet in queste ore) che passi, come al solito sotto silenzio. D'altra parte abbiamo altro di cui parlare in queste ore, tra intercettazione e scandali pruriginosi...boh...
Il programma del Festival, - prosegue l'articolo - che avrà come filo conduttore l'economia, è molto vario e articolato. Affronterà temi spinosi come il precariato, la legalità, l'evasione fiscale, il credito, l'etica della finanza, l'occupazione femminile, lo sviluppo, il Mezzogiorno.
E vedrà la partecipazione di politici, economisti, banchieri, filosofi, giornalisti e uomini di Chiesa. Tra questi il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Enzo Jacopino, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, e manager come Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni, Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, Giuseppe Guzzetti, presidente dell'associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio, Carlo Fratta Pasini, presidente del Consiglio di sorveglianza del Banco Popolare, e Gianni Zonin, presidente della Popolare di Vicenza, Federico Falck, Giancarlo Abete, Santo Versace. Molto attesa dai giovani la partecipazione del segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, che concluderà i lavori domenica. Ci saranno anche il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, di Prato Gastone Simoni e di Piazza Armerina Giuseppe Pennisi, nonché monsignor Angelo Casile, direttore dell'ufficio pastorale del lavoro della Cei, e monsignor Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace.
Riuscirà il Festival ed i suoi relatori a smuovere le coscienze del mondo cattolico, in riferimento alla prsenza nella vita politica ed economica? Riusciremo ad uscire dalle acque torbide in cui i nostri politici sembrano ormai averci abituati a nuotare?
No Pinco, nemmeno io mi ricordo di cosa stavamo discutendo. Certo mi sembra significativo che gli ultimi Mohicani del vecchio passineldeserto siano ridotti a commentare con scadenza mensile o bimensile l'articolo di 5 mesi fa (ci sarebbe ancora Fabrizio che commenta lo ius soli, magari con calma passo a trovarlo). Resta il fatto che gli altri spazi web su questi temi a me sembrano orribili, ideologici e noiosi, con discussioni bloccate alla radice. Perciò l'attuale stato comatoso di questo blog é un vero peccato ...
Anche a Sal ormai faccio fatica a rispondere. Comincerei con dire che anche il passo di Isaia che riporta, dove si profetizza di un servo che "insegnerà la giustizia alle nazioni" parlando del Messia, di Dio stesso, ci dice di una persona che nella libertà più totale (tutto poteva) trova la sua piena realizzazione umana, quella che il creatore spera ed attende da noi senza nessunissima imposizione. La realizzazione poi é questa: essere effettivamente servi, ma servi gli uni degli altri, con il senso della lavanda dei piedi, non servi di un potere calato dall'alto. In questa servitù (verso gli uomini e verso il piano divino) il messia diviene nella più totale libertà non servo di Dio ma eletto di Dio.
Poi non é vero che la Chiesa coincida con la comunità dei salvati, perché la Salvezza é destinata a tutti, in un certo modo a tutto il creato che soffre e geme le doglie del parto (San Paolo ai Romani, Lumen Gentium). Perciò la Chiesa non garantisce la salvezza a nessuno, può solo essere di stimolo e monito a chi crede. Insomma il problema che indichi sarebbe nella Chiesa, non in Cristo. E qui purtroppo mi tocca darti ragione. Penso anch'io che il difetto della fede risieda nell'insufficiente testimonianza di noi credenti. Questo non mi impedisce di continuare a sperare e provarci (a credere e testimoniare).
Eh già, Pinco 22, di cosa discutevamo l'anno scorso? di quel novembre ricordo
- che avevamo commentata l'assenza di Alieno;
- che tu te ne preoccupavi;
- che io insinuavo qualche strana coincidenza (chissà se ti avevo dato da pensare) e, tra le righe, qualche scorrettezza.
Ora devo dire che trovo motivo di divertimento in questo surreale andamento del blog e per la trascuratezza all'italiana che lo contraddistingue; volendo essere un tantino sgradevole ti debbo dire che in essi ritrovo le tipicità di una certa tendenza autoritaria "italico/pretesca" di chi non sopporta di dover giustificare/discutere attitudini deplorevoli sulle quali possano essere espresse pur fondatissime perplessità (vedi il caso nostro) e quindi oscilla
- tra una offensiva irrispettosa noncuranza persino verso le più fondate (sempre il caso nostro) istanze dei suoi critici (quando beninteso esse non divengano di pubblico dominio e quindi in grado di danneggiare la sua immagine)
- e un'arroganza d'altri tempi "catto-aristocratica" un po' alla Marchese del Grillo: "io so' io e voi nun sete un c***o".
Mi fa sorridere che un blog che tenderebbe a mostrare in filigrana dei valori cristiani quali la "predicazione", la "testimonianza", la "propaganda fidei" ed in chiaro una trasparente apertura alla discussione sui temi che in generale riguardino la religione, poi possa contraddire tanto platealmente quei valori perdendosi nel bicchier d'acqua del mistero del "calesse".
Infatti
ipotesi A: don Padrini legge appena ha tempo quanto scriviamo ma poco gliene cale dato che non pare minimamente preoccupato degli effetti dirompenti che una pervicace mancanza di trasparenza finisce per procurare alla credibilità di un leale interesse da parte sua verso il dialogo mirato alla ricerca della verità.
Infatti negli ultimi mesi, malgrado le perplessità che noi sopravvissuti abbiamo espresso sul singhiozzante andamento e "i sovrumani silenzi e la profondissima quiete" del blog, non solo non si è minimanete prodigato a darsi un po' più da fare, ma neppure a darci qualche minima spiegazione delle sue inadempienze.
ipotesi B: don Padrini non legge affatto quanto scriviamo dato che egli ha un sacco da fare (e Alieno pure sembrerebbe) allora gli sta bene così: tirare il freno e chi se frega. Nel frattempo quindi ha incaricato qualcun altro di occuparsi della moderazione, qualcuno che pure ha molto altro da fare ed al quale frega, se possibile, ancora meno, e che abbia il compito, magari in subordine, in questo frattempo, di tenere lontano Civis e chiunque altro possa somigliargli.
ipotesi C: non c'è alcuna moderazione ma soltanto una distratta e veloce verifica che non si stia a litigare o insultarsi e tanto altro da fare altrove in migliore compagnia.
Ora, Pinco e compagnia bella, memento: vedrete che forse comparirà una risposta a questa mia, ma del tutto vaga e divagatoria, allo scopo di dare la speranza che qualcosa cambierà nel blog ma con lo scopo che nulla possa cambiare. Oppure proprio nulla accadrà e dovremo continuare a viaggiare in calesse finchè il motore a scoppio non tornerà ad irrompere con fragore nei polverosi sentieri di campagna dei nostri affaticati e sonnolenti "moderatori".
Se il futuro dovesse contaddire le mia sciagurate profezie ne sarò felice e ne darò atto con lealtà.
Per il resto che scrivi finendo con
"Ci faremo grasse e grandi risate quando, se Lui vorrà, ci ritroveremo lassù, e allora mi dirai: ma cavolo pinco, ma era così semplice vedere quello che vedevi tu, possibile che io non me ne sia mai accorto???"
io sarei ben felice di potermi fare tante grasse risate con te, quando sia, in Paradiso, come anche, come altri pensano, di poter cavalcare in eterno su verdi praterie o di trovare ad attendermi 99 vergini in foja, ma purtroppo per crederci avrei bisogno di qualche argomento in più, e convincente, e qualche contraddizione in meno con la logica ed il buon senso (coerenza morale e anche trasparenza dei "testimoni", di cui sopra, comprese, ovviamente).
Per essere più chiaro: come fidare in quel che dice chi predica bene e razzola male?
Salute e fratellanza.
eh già, caro sal, il calesse..., pensa che circa due mesi fa parlavo con cd di qualcosa di cui neanche mi ricordo più...
sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il don, da cosa dipende cioè tutto questo ritardo nella pubblicazione, mah!
a proposito di calesse, sal, forte iltuo 16.., praticamente tu vorresti non credere ed andare però in Paradiso?? Ma allora che libertà è? Sei libero, ma Lui lo è altrettanto nel giudicarti, più tardi possibile...E poi cosa te ne frega del Paradiso se tanto non credi alla vita eterna??(se ho ben capito). Eppure pensa, noi siamo liberi di non credere, e Lui, nella Sua misericordia, è altrettanto libero di salvarci lo stesso.
Ci faremo grasse e grandi risate quando, se Lui vorrà, ci ritroveremo lassù, e allora mi dirai: ma cavolo pinco, ma era così semplice vedere quello che vedevi tu, possibile che io non me ne sia mai accorto???
Un saluto (cd, ma di cosa si discuteva??)
CD 20 che scrivi:
<Il nesso logico che invece nego in compagnia di qualunque cristiano di qualsivoglia confessione é che un Dio onnipotente implichi una umanità di servitori>.
Allora facciamo così, non discutiamo ora se l’idea di una “umanità di servitori”possa discendere dall’idea di <un Dio onnipotente> (io credo proprio di sì e potrei esporne molte ragioni logiche in sé).
Io sostengo però comunque che, al lume della teologia, una umanità gradita a quel Dio debba essergli sottomessa, proprio serva, come Dio, secondo Isaia, immaginò il Messia (*).
Se fosse libera di scegliere non dovrebbe temere tremende conseguenze, no? (vedi referendum Fiat).
Se poi<quando la Chiesa parla di "servi di Dio" intende dire "imitatori di Cristo"> che a sua volta imitò i servi “assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini”,
resta il fatto che chi voglia guadagnarsi il Paradiso debba essere proprio “servo” (vedi sopra a proposito del “gradimento”) e, secondo la Chiesa Cattolica in particolare, battezzato e con tutti i sacramenti, se no nisba!
Per darti ancora conto “logico”dei motivi del mio scetticismo su tutte le religioni che conosco, è per me un fatto che se le loro “teologie” incappano in una miriade di contraddizioni del tipo di cui sopra, e anche ad es. tra libertà e sottomissione alla Chiesa,
allora mi tocca, volente o nolente, assumere il principio secondo il quale se da una tesi discende una evidente contraddizione si debba rigettare quella tesi (nel caso presente l’esistenza stessa di un Dio siffatto), per quanto essa possa essere affascinante, raccontata a fini consolatori, ed edificante dal punto di vista etico, che è la pretesa di tutte le religioni appunto.
Per non dire poi che la concezione della libertà che le religioni hanno professato, e che ancora professano, la trovo in gravissima contraddizione con le conquiste civili dei popoli, ottenute dopo tante sofferenze e tante lotte, sopportate spessissimo proprio per abbattere le mura delle prigioni della teologia che tende a serrare quella/e libertà in una morsa di dogmi e mitologie superate dalle conoscenze storiche, scientifiche e, per tantissimi versi, dai progressi etici che quelle conoscenze hanno prodotto.
Ciao CD c’ho pure poco tempo per scrivere ma comunque ci torno se ti va di continuare di quando in quando.
P.S. Non penso mica che gli “imitatori di Cristo, o i cattolici, in quanto tali, siano"burattini al servizio della politica vaticana".
Salute e fratellanza
(*) Isaia 42:1, a proposito del Messia:
“Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto in cui si compiace l’anima mia; io ho messo il mio spirito su lui, egli insegnerà la giustizia alle nazioni.”
Ciao Sal e grazie per l'attenta lettura critica.
Il nesso logico che discuto non é "se Dio esiste ... é onnipotente". Ovviamente, come sottolinei, questo é condiviso da qualunque credente monoteista. Il nesso logico che invece nego in compagnia di qualunque cristiano di qualsivoglia confessione é che un Dio onnipotente implichi una umanità di servitori. Lo neghiamo senza bisogno di alcun giro contorsionistico. Come leggo in San Paolo
"Cristo, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso,assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini."
Perciò ti sfugge credo che quando la Chiesa parla di "servi di Dio" intende dire "imitatori di Cristo" non come pensi te "burattini al servizio della politica vaticana".
Trovo naturale che un Dio servo sia difficile da concepire e accettare, eppure l'enorme fascino del cristianesimo (in un certo modo anche l'aspetto che lo rende compatibile con la logica) é tutto lì: coincide con il mistero dell'incarnazione ed é l'origine di tutto il nostro credo. Perciò buon Natale (vale anche fra un mese).
Ciao Charles 18,
sempre interessante ragionare con te; scusa se seguo sempre meno, almeno finchè don Padrini non si deciderà a rimuovere la moderazione o ad esercitarla in modo compatibile con la mission di Blogosfere che non prevede certo il "calesse", come lo chiama Pinco, bensì "la comunicazione" veloce dei tempi nostri.
Ad ogni modo:
leggendoti ritrovo una serie di affermazioni che dovrebbero dare ragione al mio scetticismo (agnosticismo) che puoi leggere a partire dalla tua/mia stessa premessa
<se Dio esiste ...> è <un onnipotente>
ma, bada, non <per definizione> ma perchè tale lo definisce la teologia monoteista.
E' da questa idea che discende logicamente <L'idea insomma di un Dio Re e di un'umanità di servitori>, cioè non è una mia idea ma quello che potrebbbe essere semmai logicamente uno degli stati di fatto se esistesse quel Dio Onnnipotente, etc.
Incidentalmente poi ti ricordo che la parola "servitori" è un'altra che usa la teologia che parla di "servi di Dio".
Insomma, come la si rigiri una tale idea di Dio, e dell'essenza del mondo e dell'umanità sopratutto, piuttosto semplicistica, produce una serie infinita di contraddizioni nel momento nel quale poi si viene a sostenere una idea di quella Umanità, libera e responsabile ma comunque soggetta al Peccato Originale; altra contraddizione: la chiamerei "libertà condizionata"!
una serie infinita di contraddizioni che la teologia teista cerca di tamponare aggiungendo poi mitologia a mitologia, dogma a dogma, in una costruzione traballante dal punto di vista logico, tanto più traballante ogni volta che debba resettare le proprie affermazioni all'incalzare delle nuove conoscenze, secolo dopo secolo.
Per il resto, miracoli e compagnia bella, torno a ripetere che la Chiesa usa la tromba senza sordina ogni volta che possa pensare di poterlo fare senza perdere la faccia, fidando cioè in una quantità di fedeli pronti a continuare a credervi (nei miracoli) anche in assenza di verosimiglianza.
Quello che mi spaventa un po' di questo è la stessa cosa che mi spaventa dei fedeli pronti a credere che B. avesse pensato che la troietta fosse nipote di Mubarak.
Vabbé scusa ma non ho resistito a scrivere quello che mi è venuto naturalmente nella penna: fatti salvi i poveretti di comprendonio, sicuramente moltissimi di coloro che dicono di averci creduto in quel caso sono in perfetta malafede, cosa che non credo dei fedeli delle religioni.
Comunque la cosa mi spaventa.
Buone feste a te e tutti gli altri. Alla prossima,
salute e fratellanza.
P.S.: "Ma che stiamo facendo? Ma che sta succedendo? Ma quando vedremo il sole?"
Vito (Paolo Zaccagnini) in "Ecce bombo" di Nanni Moretti
Ciao Sal,
vediamo se ho capito bene. Tu dici:
<<se Dio esiste é per definizione un onnipotente e un onnipotente per definizione non si priva dei suoi privilegi, piuttosto li sfrutta al meglio, o nella sua idea di "meglio". Perciò, certo che io nei panni di Dio mi manifesto. Anzi, poiché io onnipotente possiedo la "Vera" idea di giustizia, bontà sarebbe che io costruisca il mondo a mia immagine e somiglianza: giusto, perfetto, senza mali, abitato da giusti>>
Mi pare di aver capito così da quel che scrivi, o comunque in questi termini lo interpreto: corrisponde molto bene ad un'idea archetipa di Dio che si ritrova praticamente in tutte le religioni. L'idea insomma di un Dio Re e di un'umanità di servitori. Eppure non é di questo che stiamo parlando. Stiamo parlando del Dio della Bibbia che, Padre e fratello anziché Re onnipotente e giusto, muore per noi nei panni di un malfattore anziché uccidere nei panni del vendicatore. Stiamo parlando di un rovesciamento totale degli schemi, e credo che questa possibilità meriti di essere presa in considerazione. Allora se ci pensi tutto diventa logico, l'unica soluzione per un Dio che abbia creato (determinato ? permesso ?) non la nostra condizione di servi ma la Libertà, la Storia, l'evoluzione. Se vogliamo, é una formulazione che comprende il male anziché escluderlo apriori, assegnandoci responsabilità diretta al fine del di un bene più grande che non possiamo ancora conoscere,. Un Bene che forse non é pre-determinabile nemmeno da Dio, ma che solo possiamo sperare. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona. Che bisogno aveva di vedere che era buona se l'aveva creata lui ? Sembra più l'atteggiamento di un artigiano che quello di un onnipotente in grado di predeterminare il risultato. Ha un fine ben chiaro ma ha bisogno di noi e della nostra LIBERTA', senza la quale non può manifestarsi. Ha creato non un pacco dono bell'e confezionato ma un orizzonte di possibilità. E' costretto a delegare a noi il risultato finale!
Resta il problema della Chiesa. Secondo te e Jack io non tollero per me una fede fatta di rosari e viaggi a Lourdes, perciò non dovrei tollerararla per altri. Diciamo meglio che io non scelgo per me una fede del genere (non escludo per me né un rosario né un viaggio a Lourdes, diciamo che non ne faccio una necessità). Non é questione che "tolleri", piuttosto AMO anche queste cose perché non posso sapere se coloro che vivono per i viaggi a Lourdes e per i rosari siano o no più vicini di me alla Verità (che comunque non é questione di filosofia). Quello che so é che standomene qui condivido con chi prende il treno per Lourdes l'idea di un fine ultimo per la storia, la vita, le sofferenze individuali. Si può stare nella Chiesa in tanti modi, dipende dall'idea di Chiesa che si ha. Ho l'impressione che ci sia odio per la Chiesa più che per la Religione e ho l'impressione che tutto dipenda da un concetto distorto di Chiesa. Se vogliamo stare alla filosofia, capisco che quanto scrivo possa parere eterodosso, considera che io l'ho imparato dalla Chiesa esattamente come chi recita quotidianamente il rosario o come Vito Mancuso che come te trova incongrua l'idea stessa di peccato originale. Allora poiché ne hai parlato lasciami dire che per conto mio la storia della mela é per me un apologo grandioso che concilia nel modo migliore l'idea di onnipotenza divina e di Responsabilità per l'uomo sua imperfettacreatura. Un poco come dire: hai visto cosa sia il bene assoluto (l'Eden) ma vuoi anche l'onnipotenza. Bene, sia: hai voluto la bicicletta (la mela, la conoscenza del bene e del male) ? Pedala (mordi). Come deveva essere se accettiamo Libertà e Responsabilità come premesse imprescindibile del Bene futuro. La Chiesa pare a me ben più grande e complessa (perciò anche ben più facile e bella da accettare) di quanto non paia al suo esterno, é questione di intendersi.
Salute e fratellanza
Sal 16, funziona strano, l'ho postato talmente tanto tempo fa, che neanche mi ricordavo cosa avevo scritto !! Certo che così è dura..., per essersi stufato perfino ET..
ho perso anche il filo del ragionamento, mah! credo che tornerò a far compagnia ad ET, in esilio volontario...
Qualcuno, tra CD, Jack, Pinco, Sandra,
capisce come funziona/disfunziona questo blog?
Da forse una settimana non monitoravo gli ultimi commenti ed oggi, che ci sono tornato, tra quelli non trovo quello relativo a questo thread, superato da altri di altri threads.
Poi, venendo a vedere in questa pagina ecco che vi trovo dei commenti "nuovi" cioè, vecchi di un mese.
Beh, mi devo scusare con CD, Jack, Pinco che mi avevano risposto!?
Mi domando anche quanto tempo abbiano dovuto aspettare per vedersi pubblicati!
BAH!
Anche se tardivamente, con piacere, ma anche con qualche fondato dubbio che potrà essere in futuro meno disagevole comunicare qui, rispondo alle vostre osservazioni, sgombrando prima il campo, dicendo a
Pinco 15
che non ho scritto né credo affatto che don Paolo e Alieno siano la stessa persona, tutt'al più si conoscono o frequentano (illazione, eh!).
A CD 13 (d'interesse credo anche di Jack 14)
che mi fa una interessante proposta su base razionale: cosa faresti nei panni di Dio? cioè chiarendo <Cosa faresti per manifestarti agli uomini ?>.
Beh, o uno si manifesta (persino alla De Sica) oppure non lo fa.
Se non lo fa "in chiaro", appellandosi a Libertà e Responsabilità (dell'uomo) da salvaguardare, poi mica si può contraddire dicendo (come afferma la Chiesa): tu sei libero di credere o meno, ma bada bene che poi la Porta del Paradiso potrebbe esserti sbarrata; mi pare un po' come il referendum Marchionne: sei libero di votare come vuoi però ...
Qui Jack o Pinco ci potrebbero far divertire con una delle loro Parabole ovvero un "Dialogo tra Un Passeggere e un Venditore di Vita (?!) ... (Dio)"
alla --- > Leopardi: "Dialogo di un venditore ..."
E poi: altra questione sull'atteggiamento della Chiesa al riguardo di Lourdes e una da te affermata, ma inesistente, "sordina".
Ma CD è proprio questo il punto che mi pareva di aver chiarito, stavolta senza tema di non essere capito: la credenza nei miracoli è stata, pesantemente in passato e continua ad essere oggi, usata/organizzata dalla Chiesa senza la minima sordina!
Poi concordo che sia <possibilissimo che sulle responsabilità della Chiesa nel creare un quadro di Libertà e Responsabilità si trovino tra me e te idee abbastanza simili.>
e che <se vogliamo fare ragionamenti un minimo coerenti ocoorre innanzitutto chiarirsi cosa ci attendiamo (ci attenderemmo) da Dio e dalla Chiesa.>
Per rispondere a modo mio: se esistesse un Dio come quello immaginato dagli uomini che hanno creata la Chiesa (onnipotente, onniscente, buono etc. ) allora mi sarebbe difficile accettare l'idea del Peccato originale con quanto ne consegue nella dottrina della Chiesa, dal Diavolo fino alla Concezione dell'espiazione nella vita ed il Giudizio universale con le tre Porte (inferno, purgatorio, paradiso, per non dire del limbo).
Se Dio fosse come sopra, con quelle caratteristiche "onni", mi aspetterei da Lui tutto un altro mondo da quello che è in realtà ... diciamo: "eticamente" migliore? o perfetto?! senza alcun bisogno di miracoli quindi ...
Quanto alla Chiesa, cioè agli uomini che la rapresentano, dal Papa in giù, mi aspetterei tanta più umiltà a proposito di
- pretesi indimostrati miracoli e delle relative <pratiche innegabilmente consolidate e generalizzate nell'ambito della Chiesa> come scrive Jack 14,
ed al loro sfruttamento a fini economico-propagandistici,
- e tanta ma tanta più umiltà poi nell'affermare delle "verità" pretese assolute (i dogmi. che poi fanno pure ride', pensando alla infallibilità ad es.) e che non interferissero nelle volontà (Libertà e Responsabilità) altrui.
Mi sa che non condividerai la parte su Dio e forse un po' quella sulla Chiesa.
A Jack 14
forse è come tu scrivi e cioè che CD <sembra tollerare per gli altri quello che per se stesso verosimilmente disapproverebbe> anche se, per inciso, tale atteggiamento non è da deplorare in assoluto come una manifestazione di incoerenza; dal suo punto di vista può legittimamente essere considerato di "tolleranza", no? anche se poi porrei la tua stessa domanda:
<sei davvero convinto che un approcio dogmatico, formale, meccanico e letterale (ovvero ciò a cui alludevo nel menzionare ceri e rosari... ) vada, nonostante tutto, in direzione del "fine ultimo" da te auspicato ed implicato, o non piuttosto in quella di un suo irrimediabile travisamento?>
Ciao CD e compagnia bella, è stato un piacere rispondervi.
Salute e fratellanza.
Accidenti jack 10, complimenti, continui a stupirmi, davvero,
affermare che la religione si valuta dalla
sua capacità o meno di rendere l'uomo più libero, più consapevole, (più vero, aggiungo io) più capace di relazionarsi in maniera armoniosa con se stesso e la Natura che lo circonda (il cosmo), ed in ultima istanza più felice nel senso più pieno ed elevato del termine.
è la descrizione esatta dell'incontro cristiano.
Cosa altro può interessare di più nella vita di quello descritto sopra da Jack?
E' evidente, caro jack, che questo è quello che interesserebbe anche a te, e allora ti dico che questo è possibile, e che l'incontro cristiano non avviene tramite un miracolo, ma tramite un volto, non tramite una statua piangente, ma tramite il volto di una persona viva e vegeta !! Giovanni e Andrea incontrarono un volto, non una religione, ma quel volto era attraente, presto li avrebbe resi proprio come la tua descrizione, liberi, veri e felici !!
guarda, definirei la tua descrizione come la descrizione dell'inizio del centuplo quaggiù...
Tutto il resto è propaganda, qualsiasi religione può essere solo propaganda, e cercare così greggi consenzienti e plagiabili, ma solo quella che tocca il cuore è vera, bella e cambia la vita.
Caro sal, forse il vero don padrini è jack, non alieno, che comunque ho sentito, ha deciso di prendersi un periodo (non so quanto lungo) di "stacco".
Ma come fai a pensare che siano la stessa persona??? Certo che sei strano...mah!
Grazie per il libro, lo leggerò senz'altro
@Darwin
Va da sè che io come tutti (tu compreso, immagino) abbia delle opinioni in base alle quali mi capiti di tanto in tanto di dare dei giudizi; non credo, tuttavia, per il semplice fatto di avere espresso delle perplessità circa delle pratiche innegabilmente consolidate e generalizzate nell'ambito della Chiesa di meritarmi la tua accusa di presunzione. La verità in tasca non ho mai creduta di avercela, e l'aggettivo "criminale" l'hai usato tu, non io (io avrei usato "colpevole").
Detto questo, per quanto ti possa sembrare strano ed improbabile non mi sfugge per nulla il senso delle tue parole. Ti cito, giusto per intendersi, una frase di G. K. Chesterton (l'uomo responsabile della conversione al cattolicesimo di Marshall McLuhan, noto teorico dei media e dell'informazione), parole che io - in un prospettiva cattolica non soltanto agnostico, ma di fatto ateo - non ho problemi a fare anche mie.
"Tutti i termini usati nei libri di scienza, "legge", "necessità, "ordine", "tendenza", e così via, sono in verità a-intellettuali... Le sole parole che sempre mi soddisfano nel descrivere la Natura sono quelle usate nei libri di favole, "seduzione", "sortilegio", "incantesimo". Queste esprimono l'arbitrarieta dei fatti ed il loro mistero. Un albero produce frutta perchè è un albero magico. L'acqua scorre in discesa perche' è stregata. Il sole risplende perche' è stregato. Io nego risolutamente che ciò abbia del fantastico oppure del mistico. Potremo soffermarci in seguito sul misticismo; ma questo linguaggio favolistico riguardo alle cose è del tutto razionale ed agnostico."
E tuttavia,
sei davvero, in fondo al cuore, convinto dei propositi virtuosi della Chiesa nel momento in cui sovvenziona viaggi al Lourdes o non denuncia (e come ricordava don Paolo, l'omissione è già di per se stessa un peccato) l'imbroglio - perchè di questo si tratta - delle lacrime di san Gennaro?
e sei davvero convinto che un approcio dogmatico, formale, meccanico e letterale (ovvero ciò a cui alludevo nel menzionare ceri e rosari... ) vada, nonostante tutto, in direzione del "fine ultimo" da te auspicato ed implicato, o non piuttosto in quella di un suo irrimediabile travisamento?
@ Ciao Salvatore, piacere risentirti. No certo, hai ragione. Però vedi, anche da quanto si legge nel suo n.11, in effetti in un certo modo egli tollera, o almeno sembra tollerare per gli altri quello che per se stesso verosimilmente disapproverebbe (davvero, faccio fatica ad immaginarmelo alla sera a invocare la benevolenza di padre pio...).
Statemi bene entrambi,
Jack
Ciao Sal, forse come scrivi non ti ho capito ma di nuovo non riesco a seguirti e mi pare poco sensato il tuo ragionamento. Credo che siamo daccordo se dico che il Bene di noi tutti singolarmente e collettivamente si fondi in modo imprescindibile sulla libertà individuale. Se siamo daccordo credo anche che lo strumento necessario a garantire il bene individuale e collettivo sia l'attribuzione a ciascuno di responsabilità sul proprio destino e su quello del prossimo. Perciò ti faccio una propostina apertamente "blasfema": prova a metterti nei panni di DIO. Nei panni di un Dio come quello dei cristiani, che sia essenzialmente amore: che sia l'origine del suddetto bene individuale e collettivo. Cosa faresti per manifestarti agli uomini ? Una voce tuonante dal cielo ? (viene in mente "il giudizio universale", un vecchio godibilissimo film di De Sica). Organizzeresti un evento "miracoloso" eclatante ed inconfutabile, annullando in un solo colpo tanto la Libertà che la Responsabilità ? E nei panni di una Chiesa che avesse le stesse "priorità" che abbiamo ammesso per Dio cosa faresti ? Obbligheresti i fedeli a credere ai settemila fortunati eventi verificatisi a Lourdes o metteresti la sordina indicandone come tu stesso ricordi addirittura meno di quanto sarebbe "logico" e forse giusto ammetterne ? Io credo che il nocciolo vero sia questo: la Libertà e la Responsabilità come quadro necessario al raggiungimento del Bene. Allora forse il tema posto da Don Padrini sulla dottrina sociale offrirebbe ottimi spunti di riflessione ed é possibilissimo che sulle responsabilità della Chiesa nel creare un quadro di Libertà e Responsabilità si trovino tra me e te idee abbastanza simili. Al contrario tutta questa cosa sul soprannaturale e sui miracoli mi sembra davvero sciocca e pretestuosa, volta essenzialmente a negare poregiudizialmente ogni valore alle affermazioni dell'interlocutore. Io credo che su Dio e sulla Chiesa ognuno possa pensarla come vuole. E' esattamente come dici: l'amore impariamo a conoscerlo dal primo vagito e non c'é bisogno che qualcuno ce lo racconti a parole e ognuno trova la spiegazione che preferisce. Ma se vogliamo fare ragionamenti un minimo coerenti ocoorre innanzitutto chiarirsi cosa ci attendiamo (ci attenderemmo) da Dio e dalla Chiesa.
Pare che né Pinco 8 né Cd 9 mi capiscano.
Allora, a Pinco:
Io non voglio fare ad altri quello che è stato fatto a me, dato che è capitato che in mia assenza Alieno abbia scritte delle falsità che ho poi dovuto correggere con veemenza appena me ne sono accorto.
Ora, anche se in questo caso non di falsità si tratterebbe ma di illazioni, insinuazioni, per quanto, al lume della statistica sulle coincidenze, piuttosto probabili, preferisco lasciare, a chi le voglia considerare, le ipotesi che creda di voler formulare alla luce di
- certi parallelismi di percorso tra uno dei più attivi frequentatori del blog e don Padrini
- e del contemporaneo diradarsi della loro attività, in Passi nel deserto; dei commenti da parte di uno e della moderazione da parte dell'altro.
Vedi tu cosa ne puoi pensare, l’immaginazione non ti manca. Potrai sbagliare o azzeccarci, né più né meno di me.
Per il resto, sui miracoli, non c’è da stupirsi a non essere d’accordo, dato che partiamo da due punti di vista differenti, razionale il mio, fideistico il vostro, entrambi legittimi, soprattutto poi, caro CD, se si tratta dell’amore che uno prova, per il quale non c’è bisogno di convincere nessuno dato che è una esperienza che ognuno fa direttamente da sé sin dal primo vagito, senza bisogno di doversela prima sentir raccontare.
Tu Pinco, scrivi:
“a corredo dei miracoli vi sono fior di documenti e testimonianze, non stiamo parlando di saltimbanchi, ma di gente (i Santi) che han guarito persone dichiarate dalla medicina inguaribili.”
Mai sentito parlare delle “remissioni spontanee” delle malattie? e della loro eziologia che può essere anche di specie psicosomatica e/o psicologica?
E se anche uno solo di quei miracoli fosse stato provata la "eziologia" sopranaturale non ci sarebbe più motivo di scriverne e scommetto che quella schiacciante maggioranza di atei e agnostici tra i medici e gli scienziati, si scioglierebbe come neve al sole.
Anche io ti segnalo un libro, di uno che non era un musicista comunista e che sicuramente si intendeva di statistica: “Il mondo infestato dai demoni“
di --- > Carl Sagan nel quale racconta che
dal 1858 ( anno di apparizione della Madonna ) al 2000, si sono recate a Lourdes circa cento milioni di persone.
Le remissioni spontanee di tutti i tipi di cancro sono comprese tra uno su diecimila e uno su centomila.
Gli ammalati di cancro che si sono recati a Lourdes sono circa il 5% di tutti i visitatori
5% di cento milioni = 5 milioni
Remissioni spontanee = 5milioni/( centomila o diecimila ) = da 50 a 500
Poiché, sulle sessantacinque guarigioni miracolose accettate come tali dalla Chiesa solo tre riguardano casi di cancro, pare che il tasso delle remissioni spontanee sia più basso fra coloro che si sono recati a Lourdes che fra quelle che sono rimasti a casa.
A me pare che su Lourdes la questione avrebbe dovuta essere chiusa da un bel po’ di tempo, ma invece …
Ora, se io affermo che i cosiddetti “miracoli” non sono una prova del sopranaturale, bensì fenomeni naturali, scrivo il vero, mentre chi racconta di Lourdes e di miracoli “provati” e ci lucra (vedi la “Azienda Lourdes” e consociate della Chiesa) racconta balle.
Agli occhi di chi usa la ragione egli dovrebbe screditare proprio quelle credenze che vorrebbe diffondere servendosi, da secoli, della fede nei miracoli per fornire loro credibilità.
Poi, saluto Jack 10, del quale condivido pienamente le affermazioni. Non mi pare però che sia CD che pretenda di affermare la propria fede sulla base dei miracoli e le altre pratiche che tu citi; semmai, al contrario, mi pare che egli pensi che la fede ne possa fare ben a meno.
Il senso di quello che scrivevo io è che però la Chiesa non ha la sua stessa fede, dato che di quelle credenze e di quelle pratiche si serve da sempre.
Per finire--- > qui c’è un dibattito, che mi pare più dalla parte dei credenti, che si può leggere e valutare per credere o dubitare, a piacere.
Salute e fratellanza.
Ciao Jack.
Sì: sono daccordo in linea generale con le tue premesse.
Sì: sono davvero convinto che una Chiesa che predica l'esistenza di un senso ultimo e buono per le nostre vite per la realtà e per la storia, di fronte ad un fatto buono e forse non diversamente spiegabile non possa che riferirlo a quel "senso" ultimo e generale che predica chiamandolo "miracolo". Il nocciolo della questione non sta nell"inspiegabile" ma nella ragione ultima ed inconoscibile che il fedele ammette.
Sì: penso anch'io che ammettere i miracoli sia pericolosissimo, nella direzione di quel "gregge" che tu ricordi e penso che storicamente la debolezza degli uomini ne abbia talora approfittato in modo più o meno criminale.
Penso anche che vedere nell'opera della Chiesa la volontaria criminale e continuativa promozione di "una religiosità che contempla guarigoni miracolose, lacrime versate a comando, stigmate inspiegabili, o che si accontenta di un cero acceso alla mattina ed un rosario recitato alla sera" sia un modo di chiedele di essere quello che non può essere. Esattamente alla stregua di chi vorrebbe la Chiesa composta di pecorelle inconsapevoli ed obbedienti dotate di una verità in tasca. Infatti solo pensando di avere davvero la verità in tasca potrei sognarmi di criticare la religiosità di chi accende un cero o recita il rosario. Come faccio a stabilire che non può far parte di un relazionarsi in maniera armoniosa con se stesso e la Natura che lo circonda (il cosmo), ed in ultima istanza più felice nel senso più pieno ed elevato del termine ? Ciao,
CD
Saluti a tutti e bentrovati.
Scusa Darwin, vero che la questione è altrove, ma appunto per questo mi pare che le tue analogie portino un po' fuori strada. Vero è che la fede, come l'amore, non si può dimostrare (o confutare) - c'è e basta -, sia essa riposta in un santo, in un sasso, o in "quelo" (il totem/divinità di guzzanti).
Il metro, a mio parere, con cui misurare una religione - ogni religione -, non è tanto il suo attenersi agli standard attuali della logica e della ragione, quanto piuttosto la sua capacità o meno di rendere l'uomo più libero, più consapevole, più capace di relazionarsi in maniera armoniosa con se stesso e la Natura che lo circonda (il cosmo), ed in ultima istanza più felice nel senso più pieno ed elevato del termine.
Ti chiedo (posto, ovviamente, che tu condivida almeno per linee generali la premessa fatta sopra): sei davvero convinto che promuovere una religiosità che contempla guarigoni miracolose, lacrime versate a comando, stigmate inspiegabili, o che si accontenta di un cero acceso alla mattina ed un rosario recitato alla sera vada in questa direzione? E' cosi' che si avranno "cattolici adulti", che si interrogano, che dubitano, che continuano a cercare anche se non trovano? O non piuttosto un gregge, una larga base di consenso ottenuta a basso costo, ottusa di intelleto e di spirito, "true cristians" con una verità già in tasca da esibire all'occorrenza come una bandiera o un simbolo di partito e, soprattutto, docili da guidare?
Saluti,
Jack
Ciao Sal,
scusa ma faccio fatica a seguirti.
Se ho capito dici qualcosa come i miracoli non esistono, quindi ... Mettiamola così: hai un'amico felice perso nella passione per la sua ragazza. Troveresti appropriato andare a dirgli: ti sbagli, l'amore gratuito non si può dimostrare ... quindi non esiste ?
Dici: ammesso che i miracoli esistano sono opera umana, quindi ... Mettiamola così: hai tirato fuori dalle peste tuo fratello. Troveresti inappropriato che questi entrando dalla porta di casa si getti nelle braccia di papà prima ancora di aver ringraziato te ? Troveresti inappropriato che alle tue rimostranze lui rispondesse: tu hai salvato me, perciò ringrazio papà che ha fatto te ?
Non so se mi sono spiegato, ma quello che volevo dire é semplicemente che questa ricorrente diatriba sul soprannaturale e sui miracoli serve solo ad evitare la sostanza della questione, che é altrove. Ripeto: a me personalmente un miracolo come quello che pretendi tu sembrerebbe una fregatura beffarda, un'opera malvagia.
Sal 7, nonostante mi sforzi di leggerti tra le righe, non ti capisco. Anche perchè ricordo bene che et ha sempre partecipato, a prescindere dai tempi di pubblicazione da calesse.
Quindi, dove vuoi arrivare?? Sii chiaro, una volta tanto..., abbandona il burocratese a favore di una chiarezza che a volte hai dimostrato avere nelle corde.
Anche il tuo es, francamente, è piuttosto contorto, a corredo dei miracoli vi sono fior di documenti e testimonianze, non stiamo parlando di saltimbanchi, ma di gente (i Santi) che han guarito persone dichiarate dalla medicina inguaribili.
Ti suggerisco un libro, l'autore è un vecchio comunista che sicuramente conoscerai: Giovanni Lindo Ferretti (Mondadori 2006), il titolo è "Reduce". Ferretti è l'ex cantante dei CCCP, gruppo punk di estrema sinistra degli anni 70/80, convertitosi a seguito di un miracolo avvenuto sulla sua pelle, è guarito da un tumore inguaribile al polmone, ora ha fondato un nuovo gruppo, lo sai come l'ha chiamato? PGR, "Per Grazia Ricevuta".!!!
Come vedi sal, c'è speranza di conversione per tutti nella vita, anche per te, in fondo basterebbe aprire solo un po' gli occhi....
CD, a te non manca alieno??
Pinco
Pinco 6,
parlare male degli assenti non sta bene e perciò non sono stato più esplicito nel mio 4.
Ma, a meno di inaugurabili calamità, stai tranquillo e leggi meglio tra le mie righe, considerando la coincidenza su persone che improvvisamente, contemporaneamente, c'hanno un sacco da fa'.
Per quanto può interessare, poi:
non sento proprio la mancanza di Alieno.
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Ciao anche a te Charles,
scrivi al tuo 5:
Perché mi hai veduto, hai creduto Tommaso: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!
Mi pare sensato, ma questo andrebbe ricordato a coloro che dei racconti su presunti miracoli han fatto per secoli, e fanno ancora oggi, strumento di propaganda fidei e di commerci vari in particolari luoghi dedicati.
Mi pare troppo comodo che ora, quando è diventato un tantinello più difficle raccontare di prodigi, dato che le indagini nel merito, statistiche (vedi Lourdes) o variamente scientifiche che siano, ne svelano via via la sostanza terrena e, a volte, persino intenzionalmente truffaldina, sia opposta, ad ogni obiezione, quella massima.
Ad esempio, per chiarire la mia idea
se io avessi sostenuto, per qualche decina dei miei anni, traendone quindi un enorme beneficio di immagine etc, di saper levitare con la sola forza del pensiero, esibendomi in innumerevoli prestazioni, persino pubbliche (altro che quelle sportive di Putin, eh!),
e un bel giorno, anche durante una sola di esse, qualcuno fosse riuscito, con mezzi di nuova concezione tecnica, a svelare dei sostegni fatti di un particolare materiale avvenirsitico, da me utilizzati, prima invisibili a qualsiasi altra possibile indagine,
credi che avrei potuto cavarmela con una massima del genere di cui sopra,
oppure sarei stato invece completamente screditato e giudicato inaffidabile in toto?
Spero che considererai il merito ed il senso (ogni esempio ha le sue falle) piuttosto che la lettera del mio esempio .
E così forse potrai considerare uno dei motivi per i quali io non sono credente, bensì agnostico e anche, scusa l’accostamento irriverente, non fidandomi dei miracoli in ogni campo, non sono neppure un berlusconiano.
Salute e fratellanza.
Ciao Sal, pur non sapendo a quanti possano interessare le sorti di alieno (a me si), la sua assenza mi preoccupa, anche alla luce del fatto che da un po' di tempo non mi risponde più neanche alle mail (forse avrai letto che c'eravamo scambiati le mail), insomma, conoscendolo, mi sembra strano, tutto qui.
Bagnasco stavolta è andato giù duro, però non se ne può più, l'imbarazzo (almeno per me) per noi cattolici è ormai insopportabile.
CD, la mia voleva esser provocazione e in effetti ha funzionato..., cmq stai tranquillo, finche avremo questo papa un partito politico in tal senso non ci sarà mai, e per quanto riguarda la sterile polemica sui miracoli "limitati" ai non amputati, hai ragione tu, il vero miracolo è l'amore vicendevole. Questo e solo questo colpisce e converte, molto più di una statua piangente o di un paralitico che ricammina !!
Ciao Pinco, ben ritrovato.
Io non penso affatto che la Chiesa debba essere ridotta ad un angolo quasi privato, come tu leggi nelle mie parole.
AL CONTRARIO !
Credo invece che (anche alla stregua del Vangelo) l'ambito pubblico, il potere, il successo e l'insuccesso delle nostre azioni possano avere declinazioni molto diverse, talora nella nostra miope ottica persino contrastanti. E credo che questo sia un bene, non un male. Se "dottrina" vuol dire, come deve essere, meditato parere dei "dotti" sull'argomemento, quando riducessi questo meditato parere a "comandamento divino" (ad esempio istituendo una sorta di partito politico "ufficilale" come qualcuno in questi giorni imprudentemente richiama) avrei avvilito lo spazio divino della nostra libertà esattamente nello stesso senso e direzione che pretenderebbe l'antichissima polemica sui miracoli eclatanti ed inconfutabili (già Voltaire credo usasse gli amputati come polemico strumento di propaganda atea). Perché mi hai veduto, hai creduto Tommaso: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!
Vi era in tutti un senso di religioso timore, poichè per mano degli apostoli avvenivano molti prodigi e miracoli. Tutti quelli che avevano creduto stavano insieme e condividevano tutto ciò che possedevano: vendevano proprietà e beni personali, mettendo il ricavato a disposizione di tutti, secondo le necessità di ciascuno. Ogni giorno, tutti insieme, frequentavano il tempio e spezzavano il pane nelle loro case, prendevano cibo con gioia e semplicità di cuore lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Di giorno in giorno il Signore accresceva il numero di coloro che giungevano alla salvezza. (...)
Per mano degli apostoli, avvenivano molti segni e prodigi tra il popolo. Tutti quelli che avevano creduto, si riunivano di solito sotto il portico di Salomone. Nessuno degli altri osava unirsi a loro, tuttavia il popolo ne aveva grande stima. Perché esercitavano l'amore vicendevole, non perché guarissero amputati: quello era ed é il miracolo e pure la politica, né l'amore vicendevole si esercitava in forza di un obbligo esterno come una regola o legge.
Pinco 3, mi sono posta la stessa domanda su Alieno.
Faccio soltanto una constatazione: il diradamento temporale della pubblicazione dei commenti ha coinciso con l'assenza di Alieno. Una strana sintonia, una coincidenza statisticamente per lo meno improbabile.
Cosa può significare?
Boh! A me certo la cosa non torna. A te?
Quanto alla domanda di Alessandro non mi ci addentro; è solo una vecchia questione che mira a contestare radicalmente l'esistenza dei miracoli e mai considerata con argomenti convincenti da parte dei credenti.
OT fin qui.
IT invece:
scrive don Padrini <Riusciremo ad uscire dalle acque torbide in cui i nostri politici sembrano ormai averci abituati a nuotare?>
In questi giorni Bagnasco è stato molto meno generico, precisando anche se tra le righe ... un po' alla Guzzanti: tu sai perché, tu sai com'è, tu sai chi é.
Ciao
Strana domanda, Alessandro, mi verrebbe quasi da chiedere al tuo amico cosa importa a lui se Gesù miracolava gli storpi piuttosto che gli amputati. A parte che non credo che nella casistica dei miracoli non ci siano amputati, volendo anche allargare la statistica ai miracoli compiuti dai santi, credo che il tuo amico dovrebbe porsi domande più intelligenti di questa...
Caro don Padrini, anzitutto ben riitrovato, la "leggo" in forma, sono contento. La ringrazio per averci informato di questa iniziativa, anche perchè nei media c'è pochissima traccia, tutti tesi come sono relegare il ruolo dei cristiani in ambito circoscritto, quasi privato, come piace a CD..., un'iniziativa del genere spacca e pone delle domande ben precise: cosa c'entra Cristo con l'economia, con la finanza, con il precariato, ecc?
Un saluto a tutta la truppa, in particolare ai vecchi, sal, sandra, ecc (ma alieno l'avete cacciato??)
Pinco
"Presenza nella vita politica ed economica" dice il Don ?
Non sono daccordo. Il disaccordo sta tutto nel termine "dottrina" che nell'immaginario collettivo sigifica più o meno "dettato di comportamento, legge divina e assoluta da seguire in modo supino". Non ero daccordo prima, quando la CEI appoggiava Berlusconi, non sono daccordo adesso che lo critica. Non sono daccordo perché ritengo che la Chiesa non abbia bisogno tanto di potere politico quanto di buoni testimoni. Testimoni come i volontari dell'Opera San Francesco (i primi e più vicini che mi vengono in mente) che distribuiscono agli assistiti pasti e assistenza medica senza distinzioni di cultura, religione o provenienza. Questo é il miracolo Alessandro, e se qualche altra forma di intervento divino mi obbligasse a credere come tu suggerisci ... si tratterebbe di un Dio CATTIVO, che non ha a cuore né la mia libertà né la mia responsabilità. I testimoni ci sono, ma vengono svillaneggiati sui media che preferiscono parlare di potere anziché di quello che succede nella società reale (amore compreso, perché l'AMORE esiste davvedro).
OT:
Caro Don Paolo. Un amico mi ha chiesto: <<come mai Dio, Gesu, la Madonna e i santi curano (con miracoli) i malati gravissimi in stato terminale e a volte persino i morti (Lazzaro) ma non curano mai (con miracoli) gli amputati?>>
Non ho saputo rispongergli. Lei ha una risposta?
Grazie
alle 20:30
salvatore libermeyer@inwind.it
Caro Charles 24,
"è un peccato", come scrivi tu; il blog è infatti utile secondo me per confrontarsi e potersi comprendere magari via via che ci si conosce meglio.
Vedi infatti che,
a parte l'attuale calesse, in assenza di disturbi, ben noti a chi legge da qualche tempo, da parte di persone che con la loro cattiva fede divagatoria ed il metodo di confondere le argomentazioni ed i piani di discussione, e la loro invasiva poderosa prolissità, avevano causato regolarmente motivate proteste e contrapposizioni violente,
si riesce ad esporre punti di vista per quanto mi riguarda e reciprocamente spero, illuminanti. Nel nostro caso ciò malgrado le dissonanze tra le nostre "fedi", che né tu né io immaginiamo poi certo di poter comporre attraverso questo spazio.
Perciò quanto dibattuto tra noi sulla "servitù" e il resto, forse può trovare ora un suo epilogo con il tuo ultimo post 24; ma rileggerò con attenzione e non è detto poi che non mi torni il ghiribizzo di sfrugugliare.
Il fatto è che le nostre discussioni si sfilacciano al punto che la verve polemica s'addorme talmente nel buio della moderazione, da un post all'altro, da far diventare grigie tutte le vacche ....
E' addirittura peggio che ai tempi delle corrispondenze dell'ottocento che passavano per Uffici di Censura e Postini addirittura ancor più efficienti del telematico don Padrini,
il quale, come avete visto, ed io pre-visto, non ha minimamente considerate degne d'attenzione le mie noterelle del post 23.
Salute e fratellanza
P.S. A presto (si fa per dire) rileggerti qui; e mi sa che appena ho tempo e info adeguate passo anche sul thread su Dalla.