Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Prendo spunto da questo video molto divertente (finisce con una parolaccia...e spero me lo perdonerete) per una riflessione che di divertente ha ben poco.
Facciamo però una premessa, secondo me doverosa. Come tutti voi sapete (e come Umberto Eco ci insegna) la riflessione sui media e sulla loro influenza nella società e sul "cervello" (e la vita) dell'uomo, viaggia tra una continua possibile (e, secondo me, da problematizzare...) polarizzazione tra i cosiddetti "apocalittici" ed "integrati"; tra chi, semplificando un po', considera i media come poteri forti dai quali è possibile fuggire (e che ri-definiscono continuamente ed inesorabilmente il nostro modo di essere in relazione con gli altri) e chi, al contrario, crede che i media, in fondo in fondo, siano strumenti deboli, totalmente malleabili dall'uomo che ne resta comunque "dominatore".
La scelta che cerco sempre di mantenere sia nel mio personale studio che nei momenti in cui mi trovo a parlare di tali questioni, è quella di non lasciarmi travolgere da questo dualismo teorico e pratico, cercando di approfondire gli argomenti e - soprattutto - di analizzare i vari temi in modo lucido (e non ideologico).
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Questo video ci pone un interrogativo chiaro: l'utilizzo (futuribile) massiccio di una tecnologia come SIRI, la quale si configura come un vero e proprio assistente personale "umanizzato", potrebbe un domani influire sul nostro modo di conoscere le realtà che ci circondano, di interagire con esse e - addirittura - di relazionarci con gli altri?
Non voglio - appunto - fare l'"apocalittico"...ma una considerazione su questa problematica, mi sento di farla.
Certo. Una risata ci seppellirà tutti...e probabilmente seppellirà anche SIRI....(il video ce lo dimostra...)
Ma se, mettiamo il caso, un domani i nostri ragazzi (o noi adulti) ci accontentassimo dell'aiuto "virtuale" di SIRI? Se la nostra "agenda dei significati" ci fosse dettata quasi esclusivamente dal nostro assistente personale (che nel frattempo potrebbe anche essersi trasformato nel nostro...amico di fiducia?).
Ora qualcuno penserà: don Paolo è diventato apocalittico...
Non posso che dargli ragione: questa considerazione appena esposta infatti è un po' banale, anche perchè probabilmente irrealizzabile.
Ci sarebbero però altre considerazioni da fare, forse non così banali e neppure così...futuribili. Soprattutto considerando che, volenti o nolenti, gli strumenti che utilizziamo modificano il nostro modo di compartarci, e - attraverso di esso - il nostro stesso modo di essere.
Non tutte le domande hanno una risposta.
Al sistema SIRI - lo si evince da numerosi test realizzati dagli utenti americani e scovabili semplicemente in rete - sono state chieste molte cose.
Tra queste, ovviamente, una delle domande più importanti: "C'è Dio?".
Alla domanda "Is there a God?", Siri risponderà: "I found these churches near your location".
Come si evince da questa e da altre domande, alla richiesta se Dio esista Siri propone una risposta. Una risposta molto concreta che, ovviamente (perchè gli Americani sono politically correct...), non entra nel merito teologico della questione ma ti assiste...proponendoti di recarti là dove comunemente si immagina che Dio lo si possa incontrare...
Ecco il punto: non tanto "cosa" Siri risponde...ma che Siri...risponde! A tutte le domande è dovuta una risposta? Tutte le domande hanno una risposta?---ecco il problema.
In teologia c'è chi dice che ci siano delle prove dell'esistenza di Dio, ma c'è anche chi dice che di Dio non si possa parlare, e questa dimensione di mistero (inteso non come qualcosa che non si comprende ma come qualcosa che mai si potrà comprendere dovutamente...proprio perchè è Dio...ed un Dio totalmente comprensibile sarebbe un Dio alla nostra mercede..) sia proprio la "più importante parola" che l'homo possa "dire" su Dio.
Insomma. Non sempre tutto ha una risposta...e, talvolta, le risposte semplici...sono quelle peggiori (o quelle più ideologiche).
Ecco cosa potrebbe, ad esempio, causare l'uso di Siri - quando diventasse davvero così pervasivo: l'uomo potrebbe perdere il concetto di "mistero". Se a tutto c'è una risposta....alla fine a scomparire è il "silenzio" che - spesso - diventa la parola più eloquente per parlare delle cose più profonde ed importanti.
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Questo è solo un esempio di come la tecnologia di SIRI potrebbe interagire con il nostro modo di rapportarci con la realtà che ci circonda; solo un esempio di come l'utilizzo di SIRI potrebbe (forse) modellare alcuni nostri concetti, rendendoci di fatto "sudditi inconsapevoli" di una tecnologia...fin troppo furba!
Buonasera don Paolo Padrini.
Il tema è certamente centrale. Penso che Siri non faccia altro che accelerare (sempre la cifra della modernità in atto) un vasto processo in atto. Nel primo spot di iPhone 4S, quello qui reinterpretato ironicamente, ad un certo punto una ragazza chiede a Siri qualcosa sul sesso. Il punto non è la tematica, posta fra le altre quotidiane – e certamente il sesso lo è, almeno quanto prendere i figli a scuola, fare sport, etc. – ma il fatto capitale è che si chiede a una macchina qualcosa che attiene alla sfera intima. Chiedere informazioni sul traffico, sui ristoranti, sul tempo, etc., è sempre nella stessa linea, ma permane lontano dalla cittadella dell'io, anche se naturalmente è un'onda che vi si dirige con cadenza centellinante. Come è stato ben notato, non si "usa" Siri, bensì si interagisce con Siri. E il modello proposto da Apple (questo spot è destinato a chi ancora non ha Siri, dunque propone modelli ideali, cui conformarsi) è quello di interagire su tutto con Siri. Su tutto. Prima iPhone serviva per connettere persone (Nokia docet), ora serve per connettere uomini e macchine, in un senso bidirezionale e, soprattutto, relazionale. È un nuovo shift di paradigma. E tutto avviene, come spesso accade, troppo in fretta.
Cordialmente
MM
Tanto rumore per nulla, e troppo, troppo peso a Siri, ennesimo caso di non-notizia su qualcosa che esisteva da tempo ma diventa "rivoluzionario" quando ha la mela morsicata sopra.
I comandi vocali possono essere molto comodi, e un assistente "intelligente" può rendere più comodo l'utilizzo del telefonino. Io da tempo gli SMS preferisco dettarli che scriverli, complici le dita cicciotte che col telefonino fanno a pugni. Dire: "Fissa un appuntamento domani alle 18" è una comodità, ma con l'intelligenza artificiale non c'entra niente. Dubito che qualcuno farà del proprio telefono il confidente privilegiato, dopotutto la gente mica chatta con la pagina di google, anche se è possibile trovare quasi qualsiasi risposta con una semplice query, no?
Non tutte le domande hanno una risposta
eppure formulare una domanda é già in sè un implicito impegno alla ricerca di una risposta. Perciò non c'é niente da fare Don Paolo, per il solo fatto di aver scritto questo post e aver posto pubblicamente la questione secondo me lei é "integrato" sino alla radice dei capelli. Perlomeno nell'ottimismo di fondo, nel rifiutare pregiudizialmente di lasciarsi dominare.
Per il futuro e per i nostri destini si tratta e sempre si tratterà non di strumenti tecnici ma della nostra capacità di testimoniare e trasmettere valori. Grazie per i suoi stimoli.
alle 20:00
Genni
X Fabrizio
Anche a me ha fatto riflettere questa nuova tecnologia, non tanto in se come semplice "riconoscimento vocale" ma per quella che sarà la sua evoluzione.
Per utilizzare siri c'è bisogno di una connessione per essere sempre aggiornato e le risposte potrebbero evolversi proprio in base alle domande che gli utenti faranno. Dall'altra parte ci sarà qualcuno che inserirà nei server le risposte, e se questo/i qualcuno dovesse/ro essere eticamente scorretto/i ecco che potrebbe nascerne un problema.
Non è la tecnologia che ci sta circondando siamo noi che la cerchiamo sempre di più per sostituire piano piano quelle che sono da sempre state semplici "interazioni" umane...