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Benedetto XVI ad Assisi: la violenza non tradisca l'immagine di Dio.

Giovedì 27 Ottobre 2011, 16:43 in Cronaca, Religione, Riflessione di

Si sta svolgendo in queste ore l'importante incontro delle Religioni e dei non credenti ad Assisi.

L'incontro quest'anno riveste una indubbia rilevanza, sia dal punto di vista mediatico che dei contenuti.

Dal punto di vista dei contenuti non si possono non sottolineare le importanti parole di Pap Benedetto XVI.

"Sappiamo che spesso il terrorismo è motivato religiosamente e che proprio il carattere religioso degli attacchi serve come giustificazione per la crudeltà spietata, che crede di poter accantonare le regole del diritto a motivo del 'bene' perseguito. La religione qui non è a servizio della pace, ma della giustificazione della violenza".

"Come cristiano, vorrei dire a questo punto: sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna. Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana, in evidente contrasto con la sua vera natura".

Un mea culpa molto forte che forte rappresenta davvero il "centro contenutistico" di questo incontro. Una riflessione forte sul rapporto tra violenza e religione, e sulla conseguente necessità di ripulire da nostra fede dall'ideologica forza violenta che rischia spesso (in presente come in passato) di riempirla di incrostazioni.

Ma l'incontro di Assis ha altre novità che non si possono non segnalare. Prime tra tutti la forte presenza di intellettuali non credenti d agnostici, oltre ai responsabili delle religioni del mondo.

E proprio a loro, Benedetto XVI ha rivolto parole molto significative, loro che proprio da Papa Benedetto sono stati invitati (ed alla quale presenza probabilmente il papa teneva molto...).

«Ho detto che esiste una concezione e un uso della religione attraverso il quale essa diventa fonte di violenza, mentre l'orientamento dell'uomo verso Dio, vissuto rettamente, è una forza di pace. In tale contesto ho rimandato alla necessità del dialogo, e parlato della purificazione, sempre necessaria, della religione vissuta. Dall'altra parte, ho affermato che la negazione di Dio corrompe l'uomo, lo priva di misure e lo conduce alla violenza». Bene, prosegue il Papa «accanto alle due realtà di religione e anti-religione esiste, nel mondo in espansione dell'agnosticismo, anche un altro orientamento di fondo: persone alle quali non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio». Persone del genere «non affermano semplicemente: "Non esiste alcun Dio". Esse soffrono a motivo della sua assenza e, cercando il vero e il buono, sono interiormente in cammino verso di Lui. Sono pellegrini della verità, pellegrini della pace. Pongono domande sia all'una che all'altra parte».

Ed è proprioquesto, conclude il Santo Padre, il ruolo decisivo degli agnostici in cerca della Verità: «Tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza, con la quale pretendono di sapere che non c'è un Dio, e li invitano a diventare, invece che polemici, persone in ricerca, che non perdono la speranza che la verità esista e che noi possiamo e dobbiamo vivere in funzione di essa. Ma chiamano in causa anche gli aderenti alle religioni, perché non considerino Dio come una proprietà che appartiene a loro così da sentirsi autorizzati alla violenza nei confronti degli altri».

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3 commenti
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12 Dic 2011
alle 09:31

Charles Darwin

A Ratisbona Pinco, in opposizione all'istanza avanzata da tanta teologia negli ultimi secoli, Benedetto XVI arrivò a definire  il patrimonio greco, criticamente purificato,  una parte integrante della fede cristiana. Ho pensato allora e penso anche oggi che questa affermazione in sé si oppponga ... a tante cose. A partire dalla predicazione di San Paolo (che de-giudeizza, e mica per ellenizzare ma per rendere universale) ... sino allo spirito di Assisi appunto o alla convinzione così radicata in tutti i nostri discorsi che i principi dell'etica cristiana siano sempre stati radicati nello spirito dell'uomo in ogni tempo e cultura. Per questi motivi sono sempre stato contrario a discorsi del tenore radici cristiane e costituzione europea o ai discorsi che equiparano occidente e cristianesimo (con quel che ne consegue ad esempio nel confronto con l'islam).

Ero già convinto da prima che le parole del papa potessero essere diversamente interpretate ma l'integralismo e l'uso che di quelle parole ha prontamente fatto continuano a spaventare.


 

 

 

 

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25 Nov 2011
alle 00:52

pinco

cd 1, ma chissà perchè sei così angosciato da una chiesa che vuole imporre chissà cosa,

il cristianesimo non si è mai imposto, a cominciare da Cristo e per finire con questo Papa, non capisco da dove ti derivi (anche se ti sta passando, per tua ammissione) questa sensazione. Fai cenno a Ratisbona, bene, in quali passaggi di quel meraviglioso discorso hai intravisto questo??

Se ti va ti sfido, caro cd, vedrai che ti dimostrerò che le tue paure e dubbi sono sempre stati infondati. Sempre che il don non ci faccia aspettare Natale per veder pubblicato qualcosa...

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04 Nov 2011
alle 09:47

Charles Darwin

Pensa un pò che belle cose dice questo papa che si pretende (pretendevo) portatore di un cieco dogmatismo. Una religione che non é orgoglioso possesso della verità ma un processo di purificazione (che non può escludere ahimé errori storici e politici); la ricerca della Verità come strada necessaria verso Dio, da condividere con ogni altro ricercatore. Mi rimangio con piacere i pensieri negativi scaturiti dal discorso di Ratisbona. Un altro papa Alieno sensu "relativista" ? Chissà cosa ne pensa ET.

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