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Ius soli: le parole che piacciono a Napolitano (e lanciano il governo politico)

Giovedì 24 Novembre 2011, 13:04 in Comunicazione, Riflessione di

Ius soli: due parole piccole, piccole. In latino. Parole che piacciono molto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a moltissimi politici (ma non tutti) e probabilmente saranno uno dei viatici per il prossimo governo...politico.

Ius soli: due parole piccole, piccole. In latino. Parole che piacciono molto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a moltissimi politici (ma non tutti) e probabilmente saranno uno dei viatici per il prossimo governo...politico. Di "ius soli" se ne parla già da tempo. Per sintetizzare il tema basta rileggere le parole pronunciate pochi giorni fa dal nostro Presidente. «Mi auguro - ha detto - che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un'autentica follia, un'assurdità. I bambini hanno questa aspirazione». Come tutti sanno, ci sono due modi con i quali il diritto potrebbe permettere l'acquisizione della cittadinanza da parte dei bambini, figli di genitori stranieri residenti in Italia ma non aventi la cittadinanza italiana. Il diritto di cittadinanza può essere legato al luogo dove ci si trova nel momento in cui si nasce, oppure essere nato dal "sangue" di cittadini di un determinato stato. La discussione politica durante il precedente governo aveva discusso proprio di questi due argomenti, contrapponendoli, e con essi, creando di fatto due schieramente politici contrapposti.

Da una parte politici (come ad esempio Gianfranco Fini) che smarcandosi dal PDL (e soprattutto dai vincoli non detti con la Lega) proponevano il cosiddetto "ius soli" (diritto del suolo). Dall'altra parte (la Lega appunto) che si opponeva a questo principio, proponendo al contrario una prospettiva maggiormente legata al sangue e quindi, di fatto rendendo la strada per l'acquisizione della cittadinanza italiana ai bambini, molto ardua...se non impossibile. Fatto il Governo Monti, governo tecnico nato quasi esclusivamente (così ci hanno raccontato) per risolvere i problemi economici della nostra povera Italia, il grande "traghettatore" della nuova fase politica - nonchè probabilmente il politico più gradito dagli italiani - ovvero Giorgio Napolitano, ha deciso di buttare prepotentemente (nel senso della forza..non del "modo") nel mare della politica questo spinoso tema. Un tema chiaramente importante reso ancora più "pesante" dal fatto che - senza dubbio - sembri essere un vero e proprio "via libera politico" a questo nuovo governo. Un modo per dire: andate avanti e non occupatevi solo (se ci riusciete) dell'economia. Staremo concretamente a vedere come i nostri politici, e soprattutto il governo Monti, prenderanno il prezioso suggerimento del Capo dello Stato. A me, per il momento, tale suggerimento sembra proprio essere un lasciapassare politico. Ed a voi?

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3 commenti
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13 Mar 2012
alle 18:25

salvatore

E a proposito del populismo di certi che parlano bene (Roma ladrona) e razzolano male (Padania ladrona) si veda la conclusione nell'ultimo frame di

--- > Il Nord se ne va. In galera

di Stefano Disegni

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13 Mar 2012
alle 18:11

salvatore

Lasciando, a chi se le concede regolarmente, le isterie, sempre foriere di provvedimenti insensati e populistici,

- da invasioni: problema attinente ai controlli e all'applicazione delle leggi e delle norme umanitarie alle frontiere (che non contemplano certo campi di tortura nei paesi di transito: vedi Libia gheddafiana e susseguente condanna della UE all'Italia),

- e da immigrazione: vista sempre come minaccia al proprio orticello, come se esso in questa epoca di drammi planetari globalizzati dovesse esistere ancora piuttosto che essere tendenzialmente bandito dalla faccia del pianeta come ignobile e miope concezione sciovinistica e parafascista,

è bene notare che la disciplina dello ius soli può essere regolamentata opportunamente in diverso modo senza bisogno di mettersi a blaterare come ho sentito fare dai leghisti secondo la regola del loro buon risveglio mattiniero: vediamo un po' come rompere oggi le scatole agli immigrati.

La Francia ad es., che proprio in questi giorni ha posto la minaccia da parte di Sarkò di denunciare il trattato di Schengen, infatti non si pone il problema dello ius soli (disciplina colà in vigore da mezzo millennio) al riguardo dell'immigrazione, bensì, a torto o a ragione, quello delle frontiere esterne della UE, troppo permeabili.

E' anche bene ricordare che la cittadinanza comporta diritti ma anche doveri; e chi è nato in Italia, acquistandola si troverà ad esercitare entrambi come qualsiasi altro cittadino.

Vedere le cose con pragmatismo ed umanità impedirebbe ingiuste e deleterie fesserie, come in Italia il decreto flussi che, così come concepito, ha lasciato nella clandestinità ed al lavoro nero sfruttato migliaia di extracom. (*)

Salute e fratellanza.

(*) La procedura stabilita da tale decreto consiste in un'assunzione a distanza, attivata non dal migrante bensì dal datore di lavoro che richiede alla Prefettura l'assunzione di uno straniero ancora residente all'estero. (da wikipedia)

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12 Dic 2011
alle 11:52

Fabrizio

Ma certo, che bello lo ius soli!

Basta nascere in Italia per essere italiani, ma siccome non si può certo pretendere che un bambino sia separato dai suoi genitori, rendiamo automatico il riavvicinamento rendendo cittadini italiani pure loro e tutti i loro figli, nati in Italia o meno (e non dite che non è questa la mira dei sinistri). A quel punto basterà venire in Italia con un visto turistico, sfornare un pupo et voilà! Cittadinanza italiana per tutti e diritti diritti diritti: casa, assistenza sanitaria, scuola e tutto il resto. Basta aumentare le tasse che già pagano i lavoratori italiani e i soldi saltano fuori, no? Del resto torna giustappunto l'ICI, così un lavoratore italiano deve pagarsi la casa con vent'anni di lavoro, pagarci la manutenzione e adesso di nuovo pure le tasse.

La cosa che mi imbestialisce quando parlo con dei sinistri, anche gente intelligente, è che questi alla fine non vivono diversamente da me, ma pensano di poter accogliere qui tutta l'Africa a costo zero. Non è che dicano: "Ben venga lo ius soli, sono disposto a rinunciare a metà del mio stipendio per pagarne gli inevitabili costi", il che sarebbe rispettabile e coerente. No, si lamentano della manovra quanto e più di me, ma pensano lo stesso che lo stato disponga di risorse infinite stile manna dal cielo.

Forse perché è comodo così: se ci tenessero davvero tanto a dimezzarsi lo stipendio, potrebbero benissimo farlo già oggi e senza obbligare me a fare lo stesso, donando l'altra metà a un'istituzione benefica a piacere. Ma è molto più facile proclamare grandi slogan e pensare che a pagare saranno sempre gli altri, e intanto fare i comodi propri, esattamente come qualunque razzista fascista cattivo incivile leghista.

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