Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
Il "problema" Ici, le parole di Bagnasco. Tutto (o quasi) quello che si poteva dire sulla questione tasse ed italiani.
In questi giorni è tornata di attualità la polemica (in effetti...mai sopita) circa le esenzioni in favore della Chiesa Cattolica per quanto riguarda le tasse sugli immobili.
Mi sento di dire la mia su questa polemica che - come tutte le polemiche - è faziosa, ma che - come tutte le polemiche che hanno attinenza a cose reali - potrebbe essere affrontata in modo più sereno, magari trovando soluzioni di miglioramento della situazione attuale.
Prima di tutto chiariamo un punto: la manovra attuale non ha esentato nessuno (e men che meno al Chiesa) dal pagamento dell'Ici/Imu. ha reintrodotto il pagamento di questa tassa per tutti, mantenendo invariare tutte le leggi che ne regolano l'applicazione.
E qui arriviamo al secondo punto: le leggi. Le esenzioni alle quali sono soggetti tutti glie Enti religiosi e no profit (oltre - forse - ad altre categorie che ora ignoro...) sono regolate da leggi dello Stato italiano, e come tali possono tranquillamente essere messe in discussione.
Ovviamente come tali devono anche essere considerate: non demonizzando quello o questo ente o religione (soprattutto "questa"...ci siamo capiti), ma considerandole nel loro insieme normativo e nel loro ampio spettro di destinatari. Il problema, se così lo vogliamo chiamare, delle esenzioni quindi, non è solo cattolico o degli Enti "grigio-cattolici". Tutti sono coinvolti.
E quando dico tutti, parlo davvero di tutti....non dimentichiamoci infatti che l'APSA, che amministra i beni della santa Sede, è uno (se non il primo) contribuente romano per quanto riguarda l'Ici e le tasse sui propri immobili in territorio italiano.
La Chiesa, quindi, paga attualmente l'Ici sulle sue abitazioni, a meno che non rientrino nell'applicazione delle attuali e legittime (oltre che legittimate dalla legge) esenzioni. Come paga l'Ici il sindacato, e tutti gli altri enti religiosi e non.
Un problema diverso (e questo è un reale problema) può essere quello delle furberie di alcuni enti (non solo religiosi) che passano come "non commerciali" qualche che cosa che è molto e chiaramente...commerciale.
Certo: lo sappiamo tutti ormai che la definizione di attività "non esclusivamente commerciale" coniata da Bersani, crea una linea di demarcazione molto "larga" sulla quale è possibile a volte non solo stare in equilibrio ma anche stendersi a riposare....
Ma anche qui la questione non può essere così semplificata: per quale motivo, ad esempio una casa religiosa, non potrebbe sostenere le sue attività religiose/caritative/sociali attraverso l'utilizzo delle proprie strutture anche per fini commerciali (ad esempio per ospitalità)?
L'importante è che su tali attività vengano regolarmente pagate le tasse. E se poi il problema è quello della concorrenza (magari perchè questi enti hanno facilitazioni da parte di permessi, burocrazia, ecc.) piuttosto (è solo una mia idea) facciamo pagare più tasse sull'attività...(se effettivamente viene agevolata anche indirettamente)
Forse su questo si potrebbe davvero mettersi a ragionare, e non solo con il Card. Bagnasco, ma con tutti (responsabili associazioni, sindacati, enti no profit, fondazioni, ecc.).
Permettetemi poi una ultima considerazione: capisco le parole del Card. Bagnasco che - forse - hanno come scopo anche quello di dire che la Chiesa non è insensibile alla grave situaizone di difficoltà economica nella quale versa l'Italia e soprattutto ai sacrifici che vengono chiesti a tutti. parole doverose ed importanti.
Soprattutto, apro una parentesi che chiudo subito, parole equilibrate. Cosa pensiamo: che il cardinale possa dire che la Chiesa è "disposta" a concedere qualche cosa in termini di legge (così come hanno riportato alcuni giornali)? la legge non la fa la Chiesa, ma lo stato....
Al contrario il cardinale ha dimostrato disponibilità al dialogo ed al confronto, e soprattutto a fare in modo che la legge venga fatta rispettare e che ci siano controlli (forse anche interni alla Chiesa) onde evitare furberie ed illegalità.
Chiusa la parentesi.
Torniamo alle parole di Bagnasco e non dimentichiamoci una cosa: la Chiesa sta facendo già tantissimo (e non da qualche settimana) proprio per sostenere l'Italia e gli italiani in questi gravi momenti di crisi. E qui, scusate se sono così diretto, non ha bisogno di "dimostrare" sensibilità al sacrificio (e sorpattutto all'impegno per la nazione).
Basta avere gli occhi in testa (ed ovviamente funzionanti) per accorgersi che le cose stanno così...
Don Padrini si chiede: per quale motivo, ad esempio una casa religiosa, non potrebbe sostenere le sue attività religiose/caritative/sociali attraverso l'utilizzo delle proprie strutture anche per fini commerciali (ad esempio per ospitalità)?
L'importante è che su tali attività vengano regolarmente pagate le tasse.
Vorrebbe dire se ho capito: la Chiesa come gli altri enti no-profit ha le sue attività commerciali ma poiché gli utili vengono riutilizzati a fin di bene piuttosto che ad arricchirsi non può essere equiparata alle altre attività commerciali.
Considero meritorio che la Chiesa e gli altri enti no-profit agiscano per il bene comune anziché per il loro interesse, ma bisognerebbe considerare credo la concorrenza sleale che le loro attività commerciali esercitano nei confronti di chi su quelle attività ci campa. Vale per la Chiesa e per gli altri enti: anche l'ICI é solo una tassa da pagare regolarmente. Concordo nel dire che tutta la polemica é sostenuta dai ben noti pregiudizi anti-cattolici, ma proprio per questo penso che la Chiesa debba cominciare a domandarsi da dove questi pregiudizi vengano ed iniziare lei per prima ... a fare la sua parte (con azioni concrete, non é solo un problema di comunicazione).
È in atto una campagna mediatica molto forte. Ne ho scritto anche nel mio blog, cercando di spiegare come stanno le cose, citando anche fonti di associazioni non cattoliche. Ma niente, è come se fosse stato fatto un lavaggio del cervello, per cui le risposte e i commenti sono sempre e inesorabilmente che la chiesa CATTOLICA non paga l'ici!
Traduzione:
Continuano gli attacchi alla Chiesa Cattolica, come sempre motivati da pregiudizi e secondi fini.
Prima di tutto chiariamo un punto: la manovra attuale non favorisce la Chiesa (detto tra noi, è appunto nell'omettere di modificare le leggi che regolano l'applicazione dell'ICI, che la manovra ha favorito la Chiesa, ma sorvoliamo su questo punto).
Questo discorso dell'ICI non riguarda solo la Chiesa, ma diversi destinatari: non demonizziamo. Tutti colpevoli, nessun colpevole. Craxi docet!
La Santa Sede risulta come primo contribuente romano per quanto riguarda l'Ici e le tasse sui propri immobili in territorio italiano (Matteo 19,23-26: Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli - ma certo un soggetto giuridico, un'istituzione, non ha ovviamente da porsi certi problemi).
La Chiesa, quindi, paga attualmente l'Ici sulle sue abitazioni, a meno che non rientrino nell'applicazione delle attuali e legittime (oltre che legittimate dalla legge) esenzioni. ("Legittime"? Cosa vuol dire legittime? E' ad esempio da ritenersi "legittima" l'esenzione di un ente, istituto o quant'altro che abbia come oggetto un'attività PREVALENTEMENTE ma non solo ESCLUSIVAMENTE commerciale, ovvero a fini di lucro? Elaboriamo? Meglio di no!)
Eventualmente, c'è qualche mariuolo in seno alla Chiesa, che aggira la legge e non fa le cose come dovrebbe. Così, grosso modo, si espresse Craxi, in riferimento al partito socialista, quando esplose il caso "Mani Pulite", con indagato Mario Chiesa, derubricando il tutto alla semplice cattiva condotta di un isolato mariuololo, appunto...
Ma ora mescoliamo un po' le carte: asso, cavallo, re. Re, cavallo, asso. Cavallo, re, asso. E' qualcuno capace di dire l'asso dove sta? (un conto è una casa religiosa che avvia una limitata attività commerciale a fini di autosostentamento o di utilità sociale, un conto la clinica privata in collina o l'albergo per vips con vista san pietro che ha come unico ed esclusivo fine quello di fare soldi)
L'importante è che su tali attività vengano regolarmente pagate le tasse. E se poi il problema è quello della concorrenza (magari perchè questi enti hanno facilitazioni da parte di permessi, burocrazia, ecc.) piuttosto (è solo una mia idea) facciamo pagare più tasse sull'attività...(se effettivamente viene agevolata anche indirettamente). E qui, naturalmente, facciamo finta di non renderci conto che se solo l'attività rimane sanzionata il vantaggio - tutto commerciale - di un'eventuale esenzione sulla tassazione dell'immobile rimane inalterato.
Capisco le parole del Card. Bagnasco che - forse - hanno come scopo anche quello di dire che se c'è del fumo è verosimile che ci sia anche dell'arrosto - ovvero un problema oggettivo che merita di essere coraggiosamente affrontato e risolto. (Ma no, dopotutto forse è meglio buttarla sul generico e sentimentale: la Chiesa non è insensibile alla grave situaizone di difficoltà economica nella quale versa l'Italia e soprattutto ai sacrifici che vengono chiesti a tutti. parole doverose ed importanti)
La legge non la fa la Chiesa, ma lo stato.... (un po' di humor, giusto per alleggerire... )
E non dimentichiamoci una cosa: la Chiesa sta facendo già tantissimo (e non da qualche settimana) proprio per sostenere l'Italia e gli italiani in questi gravi momenti di crisi. E qui, scusate se sono così diretto, non ha bisogno di "dimostrare" sensibilità al sacrificio (e sorpattutto all'impegno per la nazione).
Andiamo nello specifico? Supportiamo con dei dati concreti? Ma via, uno slogan è uno slogan, non ha bisogno di spiagazioni.
alle 14:34
sandra
Le attività commerciali per l'autosostentamento??Il complesso religioso di Assisi,..basta passarci una giornata qualsiasi, anche in mezzo alla settimana per rendersi conto delle cifre da capogiro che girano in quel luogo.I pregiudizi?? Se vogliamo chiamare uno come don Verzè un pregiudizio??La chiesa è ricca l'Italia no,alcuni Italiani sono ricchi altri no,..così come non tutti i conventi guadagnano tanto con le loro attività commerciali ,tanto quanto Assisi.Servono soldi? Per me la risposta è semplice si devono prendere dove ci sono.Ci sono gli strumenti per indagare,manca la volontà vera di una giustizia equa.Sempre è ,l'italia delle lobby questa!! Non ho capito Jacj " non ha bisogno di dimostrare sensibilità al sacrificio"? Al sacrificio de che??? Di chi???C'ho un lavoro partime e uno stipendio di 800 euro mensili un marito in cassa integrazione che non percepisce stipendio dal mese di ottobre,un figlio con un mutuo da pagare anche lui in cassa integrazione,un altro figlio alle scuole superiori,ho una casa mia pagata con un mutuo per un ventennio , una avuta in eredità ed è tutta una rimessa,riscuoto affitto quando l'inquilino può, tra tasse e manutenzione mi converrebbe venderla se non fosse che mio padre me la lasciò espressamente con la volontà di farla avere ai miei figli , suoi nipoti! Comunque in questo momento vendere significherebbe svendere,ce l'ho dal 97'.C'ho rimesso un botto per mantenere viva la volontà di babbo.Da tre mesi viviamo solo con il mio stipendio..in 4 con relative spese e bollette , io soldi all'estero non ne ho,e neanche nel conto corrente!Devo dimostrare qualcosa a qualcuno???La sensibilità al sacrificio???Ma la sensibilità al sacrificio riconosce la dignità della vita?Paghiamo l'ici paghiamo l'imu paghiamo tutto con l'auspicio che non si debba andare fuori programma dal dentista o che si debbano sostenere spese extra improvvise e inderogabili.Poi quello che c'è nel piatto quando si mangia non lo vede nessuno.Ma sono 32 anni che lavoro e non ho sempre lavorato partime,pagate sempre tutte le tasse.La sensibilità al sacrificio io non so cosa vuol dire, sensibilità non ne ho,ma il sacrificio quello lo conosco bene, è una cosa concreta.Così come conosco bene il valore della dignità della vita di ogni singolo essere umano perchè riconosco la mia.La mia..., ha per me un valore grande, daltronde è l'unica ricchezza oltre la famiglia e quei due o tre amici che coltivo dall'infanzia!Nessuno deve dimostrare niente a nessuno.Basterebbe ricordarsi di specchiarsi negli altri più spesso ,riuscire a vedere l'immagine che rimanda gli occhi di chi abbiamo di fronte,..prova jacy!Provate tutti,magari qualcuno rimarrà sorpeso di vedere se stesso nell'altro.