Cercare e cercarsi nella via della comunicazione
La disciplina sull'esenzione dell'Ici agli immobili della Chiesa «è materia unilaterale e non concordataria» e quindi solo il governo ci sta lavorando. Nessuna trattativa, dunque, e nessun inciucio tra Stato e Chiesa italiana.
La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) non ha nulla in contrario affinchè siano analizzate, ed eventualmente cambiate, alcune norme circa l'applicazione dell'ICI (o IMU...come la si voglia chiamare) agli enti ecclesiastici.
«Può essere utile la correzione di qualche aspetto della legge che riguarda le esenzioni sull'Ici, da parte nostra non c'è alcuna riserva o contrarietà», l'importante è che si conservi il carattere di sostegno e aiuto da parte del settore no profit «alle fasce sociali più deboli».
È quanto ha affermato infatti questa mattina il Segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, nella conferenza stampa conclusiva dedicata ai lavori del Consiglio episcopale permanente svoltasi nella sede della Radio Vaticana.
Inoltre è stata ricordata una cosa molto importante, sulla quale certa stampa nei mesi scorsi ha fatto, usiamo un eufemismo, un po' di confusione.
La disciplina sull'esenzione dell'Ici agli immobili della Chiesa «è materia unilaterale e non concordataria» e quindi solo il governo ci sta lavorando.
Non c'è, come qualcuno ha tentato di far passare, nessuna manovtra sotterranea e nessun accordo, nè tantomeno un coordinamento, tra la CEI ed il Governo italiano, per la modifica di tali normative.
Esse sono di esclusiva del Governo e del popolo italiano e non sono certamente materia di trattativa.
Libero prciò il governo di decidere che fare, ovviamente sperando che non ci si dimentichi del servizio sociale che la Chiesa svolge a favore delle comunità (ed anche dell'esigenza di un controllo affinchè non ci siano abusi e atti contro la legge che tuti, senza eccezione, devono applicare).
Sono cattolica, ma non concordo con questa idea di pensieri. La legge deve essere applicata su tutti in modo consono con la legge stessa, perché poi per favorire a un gruppo bisogna farlo sotto l'ottica dei meno privilegiati, ad esempio.
Saluti di Enrica Prestiti
MA COSTUI FA PARTE DEL NOSTRO PARLAMENTO? PERCHE' NON SE NE TORNA NEL SUO PAESE? EVADERE LE TASSE E' UN PECCATO? PER L'APPUNTO E' UN PECCATO: SI VERGOGNI: BASTA BUGIE. BUGIARDO DI UN SEGRETARIO DEL VATICANO: I VESCOVI GUADAGNANO 13 MILA EURI IL MESE. ALLA FACCIA DEI FESSI CHE CONTINUANO AD ANDARE IN CHESA E A DARGLI LE OFFERTE
Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi per farsi indottrinare. Atei, non credenti, agnostici, musulmani, ebrei, protestanti ed induisti, le cui tasse statali sono devolute molto benignamente ad una ideologia religiosa che li combatte accanitamente e che se potesse tornerebbe ad accendere nuovi roghi! È come se gli Italiani – il paragone non vi sembri forzato – fossero costretti a finanziare l’Iran per lasciarsi plagiare: è la stessa identica cosa, anche se sembra assurda. Ma come ha detto qualcuno: “Il Vaticano è uno stato! L’Italia no!”. DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), giugno, 2010.
517 pagine, 130 immagini, € 25
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alle 21:26
Fabrizio
Che fosse una decisione dello stato e non della chiesa, era cosa nota già prima, ma quando c'è di mezzo la malafede, non c'è ragionamento che tenga.
Un po' come la blasfemia: spettacolo a Milano dove si schizzano escrementi sul volto di Cristo= viva la libertà di parola. Calderoli che indossa una maglietta con su Maometto con in mano una bomba = atto irresponsabile, ennesima provocazione razzista della Lega.
Non che a me importi TROPPO delle beghe con la chiesa cattolica, è un problema dei cattolici. Il problema è che questo approccio stile due pesi, due misure è applicato in oghni campo. Poi ti dicono, convinti, che se uno va avanti a votare destra nonostante tutte le porcate che sono effettivamente emerse, è sicuramente demente o teledipendente...