Bomba a Brindisi: ora abbassare la tensione e seminare speranza.

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Terrore a Brindisi: ora occorre alzare la testa e chiedere che si faccia davvero qualcosa di concreto per sostenere la gente, per riprendere il cammino di speranza, per non lasciarsi abbattere dalla depressione sociale.

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L’attentato che oggi ha colpito l’istituto Morvillo Falcone di Brindisi ha scioccato tutta l’italia, e non solo.

Un boato tremendo, poi il silenzio assordante, e feriti, feriti. Purtroppo anche una ragazza, Melissa Bassi, morta a 16 anni per una violenza che è tanto terroristica quanto inspiegabile.

Le cause dell’attentato di Brindisi non sono ancora chiare: c’è chi parla di malavita, chi di un pazzo. Chi di mafia e chi di Sacra Corona Unita.

Comunque solo e sempre terrorismo. Terrorismo omicida e criminale, ingiusto e tremendo.

Quello di Brindisi è un fatto che ha colpito famiglie e ragazzi, e per questo merita la nostra preghiera ed il nostro ricordo solidale. Un fatto che però, in modo straordinario, ha coinvolto anche il mondo della politica e della società civile.

Grillo ha detto: “era nell’aria” e qualcuno lo ha stigmatizzato come ennessimo atteggiamento demagogico. Ma quello che ha detto Grillo, siamo sinceri, noi crediamo che lo abbiano pensato tutti, dalle parti di Palazzo Chigi e del Quirinale. Tanto da spingere Monti (non credo solo per solidarietà umana) a chiedere 3 giorni di lutto.

Ma 3 giorni non basteranno a placare le voci che sotto sotto ognuno di noi con terrore sta sentendo: la società civile rischia, e rischia molto, in termini di coesione e di pacificazione.

Rischia di essere scossa dal terrorismo, mai morto, che oggi ha alletai molto potenti: la crisi economica, la depressione sociale (perchè di questa si parla), la rabbia degli italiani (e degli europei).

Di fronte a ciò, mi spiace dirlo, ma 3 giorni di lutto non bastano. Occorre fare qualcosa, e tutti insieme. Qualcosa di concreto sulla via della pacificazione, del rasserenamento, e - soprattutto - dell’economia.

Sì. Occorre seminare speranza, ma non a parole. Speranza concreta, fatta di crescita, di spinta positiva, di rinforso alle stanche menbra della società civile.

Fatti, insomma. Fatti di speranza, e non solo polemiche sterili.

E, per chi ci crede, preghiere per questi poveri ragazzi e le loro famiglie.

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