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Giu 09 9

Hanno scoperto che WIKIPEDIA non è neutrale. Ma va??

Pubblicato da don Paolo Padrini alle 12:36 in Comunicazione


Sembra la scoperta del secolo, ma qualcuno già lo diceva da tempo. WIKIPEDIA....l'encicolpedia libera, democratica, è in realtà un mito.

O megio sarebbe dire, è stata mitizzata, onde poter promuovere una idea tanto stupida quanto illusoria, ovvero che il sapere si autodetermina da sè, liberamente, "naturalmente". Che il sapere non è soggetto a letture, ad interpretazioni. Che il sapere è democratico, di per sè, e che quindi non richiede etica, responsbailità, limiti, rispetto.

Ma - bando allo ciance - vi lascio a questo articolo di Repubblica. Poi ne parleremo insieme.

 

Il tribunale di Wikipedia
alla guerra delle parole

Dalla storia degli armeni ai cereali per la colazione, si moltiplicano le controversie. Ma il caso più eclatante resta Scientology, che ha scatenato una vera battaglia online di NOAM COHEN




NEW YORK - Un aspetto sorprendente di Wikipedia è che le voci più controverse e quelle maggiormente cliccate - per esempio aborto, politica, nascita di Cristo - sono spesso le più accurate e quelle esenti da interventi scorretti e fuorvianti. Non che manchi chi cerca di proposito di creare complicazioni: è che essendo queste voci cliccate di frequente, gli interventi selvaggi sono tempestivamente rimossi, grazie anche all'aiuto di dispositivi automatici che riescono a individuare le parole offensive o le ingiurie prima ancora che appaiano. Se si abbandonano però queste strade ben trafficate e ci si addentra in arterie secondarie, le cose possono farsi un po' più vaghe e approssimative, tanto che bastano poche indicazioni sbagliate e si rischia di ritrovarsi invischiati in guerre e faide complicatissime. Simili inimicizie e ostilità sul significato di tematiche e parole oscure - la storia degli armeni dal primo millennio, per esempio, come pure i cereali per la prima colazione - si trascinano da anni, tanto che uno potrebbe essere indotto a chiedersi: perché tutto questo combattere a colpi di parole per cose come queste?

In realtà, è proprio l'anonimato a rendere gli articoli di Wikipedia adatti a combattere le proprie battaglie ideologiche e non, e ad arrecare di proposito danno a qualcuno. Uno dei punti cardine sui quali si regge l'enciclopedia online, infatti, è che gli articoli siano scritti da punti di vista neutrali. Ma su alcune tematiche l'oggettività può diventare di fatto soggettiva: per esempio i 430 articoli di Wikipedia dedicati a ogni possibile aspetto di Scientology costituiscono altrettante piccole guerre civili, una "cortina di fumo" secondo la descrizione di Ira Brad Matetsky, avvocato aziendale esperto di contenziosi a New York nonché socio della Commissione arbitrale di Wikipedia che il mese scorso si è buttato a capofitto per tagliare a colpi di forbice le voci dell'enciclopedia online riguardanti Scientology.

Con una drastica disposizione, che ha rari precedenti
negli otto anni di vita di Wikipedia, la commissione ha bloccato "tutti i contributi provenienti da indirizzi gestiti o di proprietà della Chiesa di Scientology, e di tutti i suoi adepti". Immediata la reazione di questi ultimi, che hanno tutti, singolarmente, presentato appello.

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Gen 0922

Nasce il forum di Passi Nel Deserto

Pubblicato da don Paolo Padrini alle 18:50 in Comunicazione


 

Oggi nasce il forum ufficiale del nostro blog Passi Nel Deserto.

Sono veramente lieto di questo evento, e soprattutto per la fiducia datami dallo staff di Blogosfere.

Perchè un forum?

Questo forum vuole essere un ulteriore spazio di confronto e di dialogo, partecipato, sul quale proporre argomenti e riflessioni e partecipare alle riflessioni sui temi che man mano verranno affrontati su questo blog.

Il Forum cercherà di aggregare altri amici, anche attraverso i nostri contatti Facebook ed altri social network.

Per questo chiedo a voi. miei lettori di costruire insieme una vera e propria "rete di dialogo".

Segnalate ai vostri "amici" in rete l'esistenza di Passi el Deserto, del nostro forum e la mia stessa presenza quotidiana su facebook.

Cercheremo insieme di dialogare sempre meglio e sempre di più.

 

Il forum è visitabile a questo indirizzo forum.passineldeserto.blogosfere.itoppure cliccando nel riquadro a destra del blog. 

 

Grazie a voi e....BUON FORUM.... 

Obama è stato il primo Presidente afroamericano degli Stati Uniti.

Ma è anche stato il primo presidente degli Stati uniti a proclamare il suo "messaggio del sabato" alla nazione, dagli schermi di You Tube.

E anche questa, a modo suo, è una grande rivoluzione.

Il messaggio - riferisce il Corriere - è un video, pubblicato sul sito Change.gov, ed inaugura quella che diventerà una consuetudine, dopo l’insediamento del nuovo presidente e del suo governo: l’appello alla nazione del sabato non sarà più soltanto radiofonico, ma video e sarà diffuso via internet, sul sito della Casa Bianca e su YouTube. 

Un messaggio "neomediale" per quello che sarà sicuramente un Presidente altrettanto "neomediale"; un assaggio di questa nuova tendenza si è già visto durante l'intensa e lunghissima campagna elettorale, ma è quasi sicuramente uno stile - quello dei new media - che dovremo sempre più spesso vedere sfruttato per la comunicazione politica.

Uno stile che porterà Obama sempre più vicino al mondo dei giovani e - attraverso la rete - alla sua probabile "vena d'oro" per quanto riguarda il patrimonio politico che - alle prossime elezioni - sarà pronto per ripresentarlo agli Americani.

Sì, perchè internet ormai, sta diventando sempre più il nuovo luogo di socialità allargata e la nuova agorà della politica, vissuta come partecipazione, specialmente dal bacino di utenza dei giovani.

Ovviamente questo sta capitando in America...ed in Italia?

La situazione, manco a dirlo, sembra essere molto diversa anche se probabilmente ci sarà da aspettarsi delle sorprese. Alle recenti elezioni qualcosa sembrava iniziare a muoversi, ovviamente con la solita lentezza italiana unita ad una certa apatia.

Ma per noi italiani, ovviamente se ci daranno la possibilità di eleggere qualcuno e non lo decideranno gli altri per noi, è probabile che le cose cambieranno alle prossime elezioni politiche.

Senza più Berlusconi (che sarà difficile che si ricandidi....) e forse con una donna al posto di Veltroni....le cose potranno cambiare anche da noi?

Chi lo sà.... 

Dopo le prese di posizione polemiche dei giorni scorse da parte di molti organismi della Chiesa cattolica, oggi si fa sentire la voce della CEI attraverso la Fondazione Migrantes. Il tema è quello, ancora una volta, delle impronte digitali che il governo italiano intende prendere anche ai minori appartenenti alla etnia Rom che percorrono il nostro territorio. “Non si comprende - afferma oggi la Fondazione Migrantes della CEI - perché le impronte digitali vengano prelevate soltanto ai minori di questa minuscola etnia Rom, quando proprio in questi mesi si è spesso informati di bande minorili italiane, che scorrazzano per le vie e parchi delle nostre città lasciando tracce di violenza non solo verbali”. “Tutti sono chiamati a vivere – si legge nel comunicato diffuso al termine del Convegno di Verona - in una società basata sui principi della legalità e non vengono messe in discussione le sanzioni, valide per tutti coloro che escono dalla legalità”. Il rischio – secondo l’organismo della Cei - è che “l'adozione di misure severe abbia come diretto bersaglio solo alcune categorie come gli immigrati e i Rom che diventano facile capro espiatorio dei mali e dissesti della nostra società che hanno ben più profonde radici. Così non si tranquillizza la gente, non si smorza il clima di paura e di agitazione ma lo si rende ancor più incandescente”. “Con forte preoccupazione - scrive ancora la Migrantes - si registra il persistere, anzi l'estendersi di un clima di tensione. In questo contesto si stanno predisponendo misure intese a rimuovere le paure degli italiani, si è invece convinti che queste misure, oltre ad essere inefficaci, vadano in direzione contraria”. Una presa di posizione ancora una volta forte che cozza contro la volontà, ancora ribadita ieri dal Ministro Maroni - di proseguire su questa strada di fermezza. Migrantes comunque si spinge oltre, denunciando “provvedimenti restrittivi e discriminatori che, prima ancora di essere attuati, destano allarme ed agitazione generale con la previsione di tempi burrascosi per tutti: per chi è fatto bersaglio diretto di tali provvedimenti, per chi con maggiore o minore insistenza li ha reclamati e per tutta la nostra società italiana”. In parole povere, secondo Migrantes, “si continua ad annunciare lo smantellamento dei campi Rom senza indicare sotto quale tetto essi possano sopravvivere; di voler tradurre una irregolarità amministrativa in un reato da inserire nel codice penale e prolungare, sia pure sotto copertura comunitaria, fino a 18 mesi la reclusione e poi la drastica espulsione di grandi masse di lavoratori che con un filo di speranza sono in cerca una qualche regolarizzazione; si vuole compromettere di fatto le vie di accesso a chi chiede asilo o protezione umanitaria; si preannuncia, da parte del Parlamento Europeo, la possibilità di reclusione ed espulsione anche dei minori non accompagnati e, da parte italiana, il prelievo delle impronte digitali ai bambini Rom”. Questi atteggiamenti di forza, rischiano perciò di diventare dei piccoli o grandi "spot pubblicitari" o - peggio ancora - dei messaggi politici che la Lega sta inviando ai suoi elettori che rischiano di essere delusi da alcune pseudopriorità inserite nell'ultima ora nell'agenda politica del governo Berlusconi con sforzi di impegno notevoli, per essere anche alla vigilia delle ferie estive....vedi il tema delle intercettazioni e della giustizia. Insomma, conclude Migrantes, perseguire in questi atteggiamenti non aiuterebbe a risolvere il problema della sicurezza e “non significa smorzare le paure e dare tranquillità alla nostra gente ma porre le premesse per riesumare una specie di xenofobia o peggio di discriminazione razziale, di cui anche in Italia si è fatta amara esperienza”.
Dic 0715

Google vs Wikipedia: arriva Knol. Evviva la concorrenza!

Pubblicato da don Paolo Padrini alle 16:29 in Comunicazione


E' ufficiale. Ancora una grande sfida sarà lanciata dal colosso Google. Questa volta a farne (forse) le spese sarà Wikipedia, l'enciclopedia condivisa on line.

E Google calò....l'asso Knol.

"Sarà la prima vera iniziativa con la quale chi ricerca una voce specifica potrà leggere quello che realmente cerca, queste le parole di Udi Manber, vicepresidente del colosso di Mountain View.

Knol - che sarà un servizio gratuito - nasce con "l'obiettivo di incoraggiare le persone che conoscono una materia particolare a scrivere un articolo autorevole sul tema", spiega Manber. "Vi sono milioni di persone", ha precisato, "che hanno conoscenze utili e che vorrebbero condividerle, vi sono miliardi di persone che ne potrebbero trarre beneficio".

Il progetto è leggermente diverso da quello di Wikipedia, anche se lo spirito di fondo è abbastanza simile. La famosa enclopedia on line, gestita dalla fondazione Wikimedia, si basa su articoli compilati da volontari e divisi in voci. Una volta messi in rete, gli articoli sono aperti al contributo dei lettori che li possono modificare, aggiungendo, togliendo o correggendo le informazioni. Google, invece, inviterà gli internauti a firmare i propri articoli, che saranno affiancati alla fotografia di ciascun autore.

Due modi diversi, perciò, non solo di creare "definizioni" ma anche di gestire l'informazione che da essere deriva.

Due modi diversi, anche, di inseriresi su quello che può - a mio parere - essere definitito come il "mercato dell'informazione". Due strumenti che, presenti su questo mercato, potranno contribuire in parte a sfatare un mito che sembra ancora reggere, ovvero quello che "è vero ciò che è scritto dsu Wikipedia".

Probabilmente anche ciò che verrà scritto dagli utenti su Knol...sarà altrettanto vero.....e qui qualcuno mi taccerà di "relativismo".

Ma quale miglior servizio alla "verità" che smascherare ciò che - passando per pluralistico - ha proprio la pretesa di diventare il "deposito" della verità stessa?

Due enciclopedie sono meglio di una....si potrebbe dire. E credo che sia proprio così. 

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